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Covid, 5.905 nuovi casi e 59 decessi in 24 ore

ROMA (ITALPRESS) – Non si arresta la crescita dei casi di Covid-19 in Italia. I nuovi positivi, secondo il bollettino del ministero della Salute, sono 5.905, numero che segna un incremento rispetto ai 5.188 delle 24 ore precedenti, nonostante il numero inferiore di tamponi processati, 514.629 e che fa aumentare il tasso di positività all’1,14%. I decessi sono 59 (-4).
I guariti sono 3.754, gli attualmente positivi aumentano di 2.089 attestandosi su un numero complessivo pari a 87.376. A peggiorare sono anche i dati provenienti dagli ospedali. Il numero dei ricoverati nei reparti ordinari è pari a 3.045 (+16), mentre è di 383 quello delle terapie intensive (+2) con 36 nuovi ingressi. Sono 83.948 le persone in isolamento domiciliare. Sul fronte delle regioni, quella dove si registra un incremento maggiore è la Lombardia (745), seguita da Veneto (734) e Lazio (664).
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Vaccino, Locatelli “Entro Natale al via per bambini tra 5 e 11 anni”

ROMA (ITALPRESS) – “Su questo punto smarchiamo subito il concetto molto chiaramente: è assolutamente un vaccino sicuro, non a caso ha ricevuto l’immediata approvazione sia dalla Food and Drug Administration sia dal Centers for Disease Control”. Così, a Sky TG24, il presidente del Consiglio Superiore di Sanità, Franco Locatelli, alla domanda se il vaccino sia assolutamente sicuro per i bambini, alla luce anche dell’inizio negli Usa della campagna vaccinale contro il Covid per i bambini tra i 5 e gli 11 anni. Riguardo l’inizio della stessa campagna anche da noi “dico – ha aggiunto – che quando saranno approvati in Italia, e conseguentemente prima in Europa, dovrà essere anche una scelta nel nostro Paese: in parte i bambini vanno pure protetti dalle, seppur rare, manifestazioni gravi o prolungate di Covid, anche per permettere loro di avere tutti gli spazi di socialità che meritano e per contribuire a ridurre la circolazione virale. Credo che siano buonissime ragioni per vaccinare i bambini. Credo che l’Ema possa arrivare a una valutazione e a una approvazione entro fine mese, prima metà di dicembre. A quel punto lì potremo partire. Sappiamo tutti poi quanto, di fatto, l’Ema sia straordinariamente veloce nell’approvare, responsiva nel dare un’immediata applicabilità nel Paese. Entro Natale – ha sottolineato – credo sia un’ipotesi ragionevole”.
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Vaccino, Figliuolo “Terza dose senza indugio dal 181° giorno”

ROMA (ITALPRESS) – “Il quadro epidemiologico rientra tra gli scenari ipotizzati e la campagna vaccinale, che ha raggiunto ad oggi l’86,41% della popolazione vaccinabile (soggetti over-12) con almeno una dose e l’83,18% con ciclo completo, si sta rivelando determinante nel limitare le forme severe di malattia, con ricadute positive, oltrechè sulla salute, anche sul sistema ospedaliero”. Così il commissario straordinario all’emergenza Covid, Francesco Paolo Figliuolo, in una circolare inviata alle Regioni, nella quale sottolinea come “evidenze scientifiche sull’andamento dei contagi in funzione del tempo intercorso dalla vaccinazione/guarigione, il probabile futuro allargamento dell’offerta vaccinale alla platea 5-11 anni e, soprattutto, l’incremento dei casi positivi in concomitanza dell’inizio della stagione delle grandi malattie respiratorie, suggeriscono l’opportunità di calendarizzare la somministrazione delle terze dosi rispettando senza indugio le tempistiche indicate dalle Autorità sanitarie, ovvero a partire dal 181mo giorno dal completamento del ciclo vaccinale primario”.
Per Figliuolo “una pianificazione in tal senso della somministrazione delle dosi booster risponderebbe anche alle necessità di: assicurare uno sviluppo della campagna vaccinale omogeneo su tutto il territorio nazionale; programmare con precisione gli approvvigionamenti dei farmaci, dei presìdi e dei materiali sanitari neccessari all’effettuazione delle vaccinazioni; consentire l’eventuale somministrazione concomitante del vaccino anti-influenzale nei confronti delle categorie di soggetti per le quali tale vaccinazione stagionale è raccomandanta; gestire la macchina organizzativa ancora in campo, tenendo conto della razionalizzazione degli hub tuttora in corso”.
Il commissario invita quindi le Regioni a “rinforzare l’opera di informazione e sensibilizzazione sulla vaccinazione anti Sars CoV-2/Covid-19, anche in relazione alla possibilità di programmarne la somministrazione in concomitanza con la vaccinazione antinfluenzale; garantire la possibilità aggiuntiva di accedere alla vaccinazione direttamente presso gli hub vaccinali senza prenotazione, accanto alle procedure consuete; ricorrere in modo sistematico alla ‘chiamata attivà, procedendo alla prenotazione dei soggetti interessati alla dose booster anche attraverso la rete della medicina del territorio, con il più ampio coinvolgimento dei medici di medicina generale, dei pediatri di libera scelta e dei farmacisti”.
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Vaccino, dall’Aifa via libera al richiamo J&J dopo 6 mesi con mRNA

ROMA (ITALPRESS) – “Si ritiene che per i soggetti vaccinati con COVID-19 Janssen sia opportuna la somministrazione di una dose booster eterologa con vaccino a mRNA (nei dosaggi autorizzati per la dose booster) a partire da 6 mesi dalla prima dose”. Questo il parere espresso dalla Commissione Tecnico Scientifica di AIFA (CTS) sulla richiesta pervenuta dal ministero della Salute in merito alla possibilità di una dose di richiamo a favore dei soggetti che hanno ricevuto un’unica dose di vaccino Janssen e alle relative tempistiche.
“Premesso che il vaccino COVID-19 Janssen è l’unico vaccino anti-COVID autorizzato con schedula monodose e che, in ambito vaccinologico, una dose di richiamo, o booster, può essere considerata una strategia consolidata per la maggior parte dei vaccini, l’opportunità di prevedere una dose di richiamo appare supportata da un solido razionale – si legge in una nota dell’Agenzia Italiana del Farmaco -. Sulla base dell’approfondita istruttoria effettuata dagli esperti dell’Agenzia, la CTS ha rilevato che i dati disponibili indicano una sostanziale stabilità della risposta immunitaria, sia umorale che cellulare, fino a 8 mesi dalla somministrazione di una dose di vaccino Janssen. Anche la protezione nei confronti di malattia grave, ospedalizzazione o morte risulta sostanzialmente stabile fino ad almeno 6 mesi dalla vaccinazione. Allo stesso tempo, tuttavia, con il passare dei mesi si osserva un lento declino dell’efficacia vaccinale nei confronti delle forme lievi/moderate di malattia. Le evidenze più recenti confermano l’efficacia di una dose booster (soprattutto con vaccino a mRNA) nel potenziare la risposta immunitaria al vaccino COVID-19 Janssen”.
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Covid, 5.188 nuovi casi e 63 decessi in 24 ore

ROMA (ITALPRESS) – Impennata dei casi Covid in Italia in 24 ore. Dai 2.834 resi noti il 2 novembre si passa il 3 novembre – secondo i dati del Ministero della Salute – a 5.188, ma con il triplo di tamponi processati: 717.311 e che determina un tasso di positività in calo allo 0,72%. Ricrescono i decessi, 63 (+22), numero anche frutto di riconteggi di morti avvenuti nei mesi precedenti in Puglia e Sicilia.
I guariti sono 4.285, gli attuali positivi crescono invece di 840 portando il numero totale degli attualmente positivi a 85.287. Secondo il bollettino peggiorano anche i dati provenienti dagli ospedali, almeno sul fronte dei ricoveri nei reparti ordinari, dove ci sono attualmente 3.029 degenti ospitati (+37); lieve decremento delle terapie intensive, 381 (-4) con 31 nuovi ingressi. Sono 81.877 le persone in isolamento domiciliare. La regione dove l’incremento dei contagi è maggiore risulta essere il Veneto (781), seguita da Lombardia (682) e Campania (626).
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Sanità, Fiaso “In Italia 54mila precari da stabilizzare”

ROMA (ITALPRESS) – La possibilità per gli enti del Servizio sanitario nazionale, inserita nella Legge di Bilancio approvata dal Consiglio dei ministri, di stabilizzare il personale assunto a tempo determinato durante l’emergenza rappresenta una risposta concreta alle esigenze della Aziende sanitarie e ospedaliere. Era stata la Federazione delle Aziende sanitarie e Ospedaliere a chiedere alle istituzioni di consentire le assunzioni a tempo indeterminato dei precari, medici, infermieri e operatori sanitari (oss, tecnici di laboratorio, assistenti sanitari, biologi, etc.), reclutati nel corso della pandemia. Un appello lanciato al Ministero della Salute condiviso con tutti gli Ordini professionali.
Dall’analisi condotta da Fiaso con il supporto di SDA Bocconi emerge che dall’inizio dell’emergenza Covid sono stati reclutati con modalità straordinarie 66mila unità di personale con contratti flessibili, utilizzati per rispondere alla crisi sanitaria in attività come l’assistenza ospedaliera, il contact tracing, l’incremento del numero di tamponi e la campagna di vaccinazione.
La platea di personale che potrebbe però in teoria essere stabilizzata, eliminando medici abilitati non specializzati, gli specializzandi iscritti al quarto e quinto anno e il personale collocato in quiescenza ma reclutato con incarichi di lavoro autonomo, sarebbe di circa 54mila.
“L’inserimento nella Legge di Bilancio di un capitolo dedicato alla stabilizzazione del personale sanitario testimonia la sensibilità e l’attenzione del Governo verso il rafforzamento della sanità pubblica ed è certamente una buona notizia – commenta Giovanni Migliore, presidente FIASO – La possibilità di reclutare a tempo indeterminato, tuttavia, è legata ai tetti di spesa: occorrerà superare quei tetti ancorati a parametri datati 2004 che non consentirebbero a tutte le aziende, soprattutto a quelle delle Regioni che sono state in piano di rientro, di adeguare il personale allo standard necessario per offrire i servizi della rete territoriale e di cure intermedie previsti nel Pnrr”.
“Seguiremo con grande interesse l’iter parlamentare della Legge che indicherà i requisiti e le risorse necessarie per le stabilizzazioni al termine del quale sarà possibile per le aziende sanitarie e ospedaliere determinare i numeri dei nuovi ingressi di personale”, aggiunge Migliore.
I numeri regione per regione: lo studio di FIASO
La situazione varia molto da regione a regione. Qui un’analisi dei numeri regione per regione del personale precario che potrebbe essere interessato dalle procedure di stabilizzazione, condotta da Fiaso sulla base dei dati della Corte dei Conti.
In Piemonte su 6.099 operatori sanitari reclutati nel corso dell’emergenza Covid sono 4.783 i precari. Si tratta di 346 medici, 1.525 infermieri e 2.912 altro personale.
In Valle D’Aosta su 213 operatori sanitari reclutati nel corso dell’emergenza Covid sono complessivamente 184 i precari di cui 40 medici, 62 infermieri e 82 altro personale.
In Lombardia su 12.680 operatori sanitari reclutati nel corso dell’emergenza Covid sono 8.955 le unità di personale con contratti precari. Si tratta di 1.785 medici, 3.711 infermieri e 3.459 altro personale.
In Liguria su 1.845 operatori sanitari reclutati nel corso dell’emergenza Covid sono 1.608 i precari che hanno prestato servizio nel corso della pandemia di cui 210 medici, 590 infermieri e 808 altro personale.
Nella Provincia autonoma di Bolzano su 708 operatori sanitari reclutati nel corso dell’emergenza Covid i precari sono complessivamente 553 di cui 80 medici, 145 infermieri e 328 altro personale.
Nella Provincia autonoma di Trento su 337 operatori sanitari reclutati nel corso dell’emergenza Covid i precari sono complessivamente 252 di cui 58 medici, 76 infermieri e 118 altro personale.
In Veneto su 5.025 operatori sanitari reclutati nel corso dell’emergenza Covid i precari sono complessivamente 1.780 di cui 492 medici, 835 infermieri e 453 altro personale.
In Friuli Venezia Giulia su 1.375 operatori sanitari reclutati nel corso dell’emergenza Covid i precari sono complessivamente 874 di cui 236 medici, 295 infermieri e 343 altro personale.
In Emilia Romagna su 10.660 operatori sanitari reclutati nel corso dell’emergenza Covid i precari sono complessivamente 5.979 di cui 1.113 medici, 2846 infermieri e 2.020 altro personale.
In Toscana su 7.468 operatori sanitari reclutati nel corso dell’emergenza Covid i precari sono complessivamente 2.541 di cui 755 medici, 732 infermieri e 1.054 altro personale.
In Umbria su 976 operatori sanitari reclutati nel corso dell’emergenza Covid i precari sono complessivamente 869 di cui 163 medici, 389 infermieri e 317 altro personale.
Nelle Marche su 1.411 operatori sanitari reclutati nel corso dell’emergenza Covid i precari sono complessivamente 1.246 di cui 292 medici, 601 infermieri e 353 altro personale.
Nel Lazio su 6.137 operatori sanitari reclutati nel corso dell’emergenza Covid i precari sono complessivamente 4.034 di cui 822 medici, 1.486 infermieri e 1.726 altro personale.
In Abruzzo su 1.939 operatori sanitari reclutati nel corso dell’emergenza Covid i precari sono complessivamente 1.808 di cui 102 medici, 914 infermieri e 792 altro personale.
In Molise su 279 operatori sanitari reclutati nel corso dell’emergenza Covid i precari sono complessivamente 264 di cui 5 medici, 143 infermieri e 116 altro personale.
In Campania su 7.240 operatori sanitari reclutati nel corso dell’emergenza Covid i precari sono complessivamente 5.565 di cui 834 medici, 2.978 infermieri e 1.753 altro personale.
In Puglia su 7.638 operatori sanitari reclutati nel corso dell’emergenza Covid i precari sono complessivamente 4.453 di cui 401 medici, 2.436 infermieri e 1.616 altro personale.
In Basilicata su 400 operatori sanitari reclutati nel corso dell’emergenza Covid i precari sono complessivamente 363 di cui 20 medici, 207 infermieri e 136 altro personale.
In Calabria su 1.474 operatori sanitari reclutati nel corso dell’emergenza Covid i precari sono complessivamente 1.258 di cui 206 medici, 717 infermieri e 335 altro personale.
In Sicilia su 7.711 operatori sanitari reclutati nel corso dell’emergenza Covid i precari sono complessivamente 7.068 di cui 1.360 medici, 1.993 infermieri e 3.715 altro personale.
In Sardegna su 1.565 operatori sanitari reclutati nel corso dell’emergenza Covid i precari sono complessivamente 937 di cui 89 medici, 552 infermieri e 296 altro personale.
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Tumori della pelle, nuova luce sui processi molecolari

ROMA (ITALPRESS) – I raggi UV, ovvero la componente ultravioletta della luce solare, colpiscono le cellule della pelle causando modifiche nella struttura del Dna che, se non riparate, incrementano l’insorgenza di mutazioni genetiche. Poichè l’accumulo di mutazioni contribuisce allo sviluppo di tumori, proteggersi dalla luce UV è fondamentale per prevenire i tumori cutanei. Nelle cellule umane, il NER (dall’inglese, nucleotide excision repair) è l’unico meccanismo molecolare noto in grado di riparare le lesioni al DNA causate dalla luce UV. Alterazioni nel NER sono responsabili di diverse patologie umane. Lo xeroderma pigmentoso (XP) è una malattia genetica rara in cui una elevata sensibilità alle radiazioni ultraviolette è associata ad alterazioni cutanee e oculari e a carcinomi cutanei multipli. Non insorgono invece tumori, nonostante l’accumulo di mutazioni nel DNA, nei malati di tricotiodistrofia, un gruppo eterogeneo di malattie caratterizzate da capelli corti e fragili, e carenza di zolfo, nè in quelli affetti da sindrome di Cockayne, una malattia multisistemica caratterizzata da bassa statura, caratteristiche facciali, invecchiamento precoce, disfunzione neurologica progressiva, deficit cognitivo e fotosensibilità cutanea.
In uno studio guidato da alcuni ricercatori dell’Istituto di genetica molecolare “Luigi Luca Cavalli-Sforza” del Consiglio nazionale delle ricerche di Pavia (Cnr-Igm) e in collaborazione con centri di ricerca internazionali, hanno dimostrato che le cellule dei malati di tricotiodistrofia, a differenza di quelli con xeroderma pigmentoso, non producono l’enzima PTGIS in grado di sintetizzare la prostaglandina I2 (PGI2), un potente vasodilatatore e inibitore dell’aggregazione piastrinica potenzialmente coinvolto anche nella progressione tumorale. “L’assenza di PGI2 nel derma della cute dei pazienti affetti da tricotiodistrofia interferisce con l’insorgenza e lo sviluppo dei tumori cutanei, nonostante l’accumulo continuo di danni al DNA. Oltre a definire PTGIS un bio-marcatore utile alla diagnosi della tricotiodistrofia, i dati ottenuti in questo studio aprono nuove prospettive terapeutiche nella carcinogenesi cutanea”, afferma Donata Orioli, ricercatrice del Cnr-Igm e coordinatrice della ricerca. I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista PNAS.
Lo stesso gruppo di ricercatori del Cnr-Igm, in collaborazione con l’Università di Siena, ha inoltre scoperto che le proteine del NER responsabili della sindrome di Cockayne si associano alla proteina FECH, la cui alterazione causa la protoporfiria eritropoietica (EPP), una patologia caratterizzata da estrema e dolorosa sensibilità alla luce solare. “Questo studio stabilisce un collegamento tra processi biochimici fino a oggi considerati distinti e dimostra che le cellule dei pazienti affetti da protoporfiria eritropoietica, analogamente a quelli colpiti dalla sindrome di Cockayne, presentano alterazioni nell’espressione dei geni che codificano per l’RNA ribosomiale. Questi risultati aprono a nuove interpretazioni sui meccanismi molecolari responsabili della fotosensibilità cutanea”, conclude Orioli.
I dati emersi da questo secondo studio sono stati pubblicati sulla rivista Nucleic Acids Research.
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Oceani in 3D e musiche per alleviare l’ansia delle cure nei bambini

MILANO (ITALPRESS) – Affrontare una malattia è un peso per chiunque, specialmente per i bambini. Ma “galleggiare” tra i fondali marini, grazie a visori 3D e ad ambienti immersivi, questo peso lo può alleggerire almeno un pò. Al Policlinico di Milano nasce così un nuovo percorso dedicato ai bimbi che devono fare esami diagnostici: l’ansia e il disagio di una TAC, ad esempio, vengono quasi annullati grazie ad un viaggio tematico che inizia già dalla sala d’attesa, dove immagini proiettate sulle pareti, suoni e musiche d’effetto rendono l’immersione realistica, e allo stesso tempo riducono di molto il disagio delle cure.
Il percorso è stato realizzato grazie al contributo della Fondazione De Marchi, da anni al fianco del Policlinico e della sua Clinica pediatrica De Marchi per creare sempre più spazi a misura di bambino, realizzando opere di umanizzazione e sostenendo l’acquisto di apparecchiature mediche all’avanguardia.
“Grazie a questa preziosa collaborazione – commenta Ezio Belleri, direttore generale del Policlinico – la nostra Clinica pediatrica, che da oltre un secolo è un punto di riferimento a livello internazionale, può ora contare su un ulteriore percorso a misura di bambino. La qualità delle cure, che da sempre ci contraddistingue, deve essere sempre più affiancata da percorsi come questo, che diano sostegno ai piccoli pazienti e alle loro famiglie, e che alleggeriscano il più possibile il carico di ansia e paure quando si è in Ospedale. Un obiettivo che portiamo avanti da tempo, e che riusciamo a valorizzare giorno per giorno grazie al fondamentale contributo delle Associazioni che ci sostengono quotidianamente”.
“Da sempre al Policlinico la collaborazione quotidiana tra pubblico e privato è il cuore e il successo delle cure – spiega Marco Giachetti, presidente dell’Ospedale -. Oggi, con questo bellissimo intervento di umanizzazione della nostra sala TAC, il livello si alza ancora di più grazie alle più moderne tecnologie interattive e virtuali e ad un ambiente pensato a misura di bambino e famiglia anche nelle parti di attesa. Un percorso molto bello, accogliente e tecnologico come tutta la nostra Pediatria, da sempre all’avanguardia e punto di riferimento a livello nazionale per cure sempre migliori e a misura dei nostri piccoli pazienti”.
L’intervento finanziato dalla Fondazione De Marchi, del valore di 330mila euro, comprende l’acquisto di una TAC di ultima generazione dedicata prevalentemente all’ambito pediatrico e l’adattamento degli ambienti del percorso di cura. La TAC, tra le altre cose, andrà di fatto a potenziare le attività della Radiologia, trasversali a tutto l’Ospedale sia nell’emergenza sia per i ricoveri e per le visite ambulatoriali.
Non solo esami di routine, quindi, ma anche biopsie guidate dalle tecniche radiologiche, diagnostica per i percorsi delle malattie rare (di cui il Policlinico è il maggiore Centro di riferimento italiano) e approfondimenti relativi alle malattie oncologiche.
Il percorso, in particolare, è stato progettato in modo da mettere in primo piano anche il benessere psicologico e per ridurre al minimo i momenti di stress e paura nei piccoli pazienti, permettendo una migliore partecipazione nell’affrontare esami e terapie. Gli ambienti rinnovati consentono al bambino di “immergersi” nei fondali sottomarini grazie a proiezioni 3D, ai suoni e ai dipinti alle pareti, ma anche attraverso speciali visori 3D da indossare, che rendono l’esperienza ancora più realistica e multisensoriale.
“Il nostro obiettivo – conclude Carlo Agostoni, direttore della Pediatria a Media Intensità di Cura del Policlinico di Milano e presidente della Fondazione De Marchi – è quello di fornire ai bambini affetti da gravi malattie e alle loro famiglie un tipo di assistenza che vada oltre la semplice cura medica, cioè un supporto assistenziale e psicologico umano e a misura di bambino, con l’obiettivo finale della guarigione e di una buona qualità della vita. Per questo la Fondazione da molti anni si impegna a migliorare le condizioni di vita dei bambini malati e delle persone che li circondano attraverso l’istituzione di borse di studio, il miglioramento delle strutture sanitarie, l’acquisto di apparecchiature, l’impiego di equipe di psicologi, assistenti sociali, animatori e personale infermieristico, ma anche con l’organizzazione e il finanziamento di vacanze terapeutiche assistite”.
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