Home Salute Pagina 268

Salute

E.Romagna, 3,5 mln di euro per i progetti delle Aziende Sanitarie

BOLOGNA (ITALPRESS) – L’importanza di stili di vita corretti e di un’alimentazione sana. La prevenzione delle malattie, il contrasto alla dipendenza da alcool e sostanze stupefacenti. Sono i temi al centro dei progetti delle Aziende sanitarie dell’Emilia-Romagna che hanno ricevuto uno specifico finanziamento dalla Regione: 3,5 milioni di euro assegnati dalla Giunta regionale per realizzare azioni e interventi previsti dalla legge sulla “Promozione della salute e prevenzione primaria”. Un riferimento normativo – la legge n.19 del 20018 – che costituisce la cornice anche per il Piano regionale della prevenzione. “L’emergenza sanitaria dovuta alla pandemia da Covid-19 ha mostrato come gli interventi di sanità pubblica siano fondamentali per lo sviluppo di un Paese e che la salute di tutti dipenda dalla salute di ciascuno- sottolinea l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini-. Pertanto, una buona sanità deve non solo curare, ma anche saper realizzare azioni e interventi per promuovere e conservare lo stato di salute dei cittadini, contrastando l’insorgenza di disturbi, dipendenze e malattie, a partire dai più giovani. Tutto questo- conclude l’assessore- si basa, naturalmente, oltre che su una forte integrazione fra i diversi livelli del servizio sanitario, anche su programmi specifici che, come Regione continuiamo a sostenere”.
Le risorse vengono assegnate in più tranche. La prima, che ammonta a 2 milioni di euro, sostiene la realizzazione dei programmi regionali per la promozione della salute, del benessere della persona e della comunità e della prevenzione primaria. Si tratta di risorse che vengono distribuite sulla base del totale dei residenti per Azienda; inoltre, il 20% è destinato ad azioni e interventi in partnership con gli istituti scolastici.
Un milione di euro viene poi assegnato alle Aziende Usl, in base al numero di residenti in fascia d’età 15-64 anni, per consentire interventi socio-sanitari di prevenzione, contrasto delle dipendenze, promozione del benessere psicofisico e della salute mentale delle persone con problemi d’abuso e dipendenza.
Infine, 350mila euro vengono ripartiti tra alcune Aziende sanitarie per l’attività di promozione della salute in carcere, mentre 150mila euro vanno all’Ausl di Modena per “azioni” comunicative sulla promozione della salute e della prevenzione.
Le risorse sono così ripartite: 235.760 euro vanno all’Azienda Usl di Piacenza, 368.233 euro all’Azienda Usl di Parma, 390.791 euro all’Azienda Usl di Reggio, 693.181 euro all’Azienda Usl di Modena, 657.719 euro all’Azienda Usl di Bologna, 89.421 euro all’Azienda Usl di Imola, 260.263 euro all’Azienda Usl di Ferrara, 804.632 euro all’Azienda Usl della Romagna.
(ITALPRESS).

Uno studio, respirare per anni aria inquinata può portare all’infarto

ROMA (ITALPRESS) – L’aria inquinata uccide. Secondo l’OMS, ogni anno nel mondo sono almeno 4,2 milioni i decessi (per ictus, infarto, BPCO e tumore del polmone) attribuibili all’inquinamento dell’aria. E se è abbastanza intuitivo che la riduzione dell’aspettativa di vita possa essere legata ad un aumento di malattie dell’apparato respiratorio, meno chiari sono i meccanismi che legano l’inquinamento atmosferico alle patologie cardiovascolari, e in particolare al rischio di infarto miocardico e di arresto cardiaco. Ma uno studio appena pubblicato su JACC Cardiovascular Imaging dalla cardiologia della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS ha individuato alcuni di questi meccanismi causali. In particolare è stata evidenziata un’associazione tra i livelli di esposizione alle polveri fini (PM2,5) e la presenza di placche aterosclerotiche più infiammate ed aggressive, cioè pronte a causare un infarto per rottura di placca, il peggiore tra i vari meccanismi che portano all’infarto.
“La nostra ricerca – spiega il primo autore dello studio, il dottor Rocco A. Montone, cardiologo interventista e di terapia intensiva cardiologica, presso la Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS – ha preso in esame 126 pazienti con infarto miocardico, sottoposti ad Optical Coherence Tomography (OCT), un’indagine con uno speciale microscopio che permette di visualizzare le placche coronariche direttamente dall’interno dei vasi”. Le caratteristiche delle placche rilevate all’OCT sono state quindi correlate con la precedente esposizione, per un periodo di almeno due anni, a vari inquinanti ambientali (PM2,5, PM10, monossido di carbonio), desunti dai dati delle centraline di rilevamento della qualità dell’aria, poste in prossimità della residenza dei pazienti. “Questo studio – prosegue Montone – ha dimostrato per la prima volta che i pazienti che respirano a lungo aria inquinata, in particolare il particolato fine, che penetra in profondità nei polmoni (PM2,5) soprattutto respirando dalla bocca, presentano placche aterosclerotiche coronariche più ‘aggressivè e prone alla rottura (sono più ricche di colesterolo e hanno un cappuccio fibroso più sottile)”.
“E infatti – ha sottolineato – nelle persone esposte ad elevati livelli di PM2,5, il fattore scatenante dell’infarto, risulta essere più spesso la rottura della placca aterosclerotica; le loro placche appaiono più ‘infiammatè (cioè infiltrate da macrofagi) ed è presente anche un maggior livello di infiammazione sistemica, testimoniato dall’aumento dei livelli di proteina C reattiva (PCR) nel sangue”.
Questo studio, osservazionale e preliminare, rappresenta la prima indagine condotta ‘in vivò nell’uomo ad aver individuato un nesso patogenetico tra esposizione a lungo termine all’inquinamento ambientale e meccanismi di vulnerabilità e instabilità della placca coronarica, nei pazienti con infarto miocardico acuto. “L’importanza di questi risultati è duplice – commenta il dottor Montone – da una parte ribadiscono l’importanza di adottare comportamenti individuali e politiche volte a contenere l’inquinamento dell’aria; dall’altra, una migliore comprensione dei meccanismi patogenetici alla base degli infarti correlati all’esposizione all’aria inquinata, potrebbe aprire la strada a terapie mirate, volte a minimizzare gli effetti negativi dell’inquinamento.
“Negli ultimi anni – commenta il professor Filippo Crea, direttore UOC di Cardiologia della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, Ordinario di Malattie dell’apparato cardiovascolare all’Università Cattolica ed editor in chief di European Heart Journal – diversi studi hanno suggerito che l’inquinamento ambientale contribuisca ad aumentare il rischio di eventi cardiovascolari. La nostra ricerca ci permette di compiere un passo in avanti nella comprensione dei meccanismi patogenetici che legano l’inquinamento ambientale all’aumentato rischio di infarto miocardico. In particolare, il nostro lavoro dimostra che un ruolo cruciale è svolto ancora una volta da un’aumentata risposta infiammatoria sia a livello di placca coronarica, che sistemica”.
(ITALPRESS).

Covid, incidenza in calo e tre regioni a rischio moderato

ROMA (ITALPRESS) – Secondo i dati del monitoraggio della Cabina di Regia, nel periodo dall’8 al 14 ottobre è in diminuzione l’incidenza settimanale a livello nazionale: 29 per 100.000 abitanti rispetto ai 34 dal primo al 7 ottobre. L’incidenza si trova al di sotto della soglia settimanale di 50 casi ogni 100.000 abitanti che potrebbe consentire il controllo della trasmissione basato sul contenimento ovvero sull’identificazione dei casi e sul tracciamento dei loro contatti.
Nel periodo 22 settembre-5 ottobre, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,85 (range 0,82 – 0,87), al di sotto della soglia epidemica e in leggero aumento rispetto alla settimana precedente. L’indice di trasmissibilità basato sui casi con ricovero ospedaliero è pari a Rt=0,83 (0,78-0,88).
Il tasso di occupazione in terapia intensiva è in lieve diminuzione al 3,8%. Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale diminuisce al 4,3%. Tre regioni/province autonome risultano classificate a rischio moderato (Marche, Molise e Valle D’Aosta). Le restanti risultano classificate a rischio basso. La variante delta continua a rappresentare la quasi totalità dei casi in Italia. Questa variante è anche dominante nell’intera Unione Europea ed è associata a una maggiore trasmissibilità.
(ITALPRESS).

Al via progetto TrasformAzione per reinserimento lavoro dopo malattia

ROMA (ITALPRESS) – E’ partita la prima aula del progetto TrasformAZIONE di Europa Donna Italia in partnership con ManpowerGroup Italia, Fondazione Human Age Institute, Euromedia Research e Fava&Associati studio legale – Diritto del lavoro.
Saranno 90, provenienti da tutta Italia, le partecipanti che, suddivise in diverse aule, prenderanno parte al Talent Lab, percorso che contraddistingue Fondazione Human Age Institute, all’interno del quale si condivideranno nuovi strumenti e modalità di ricerca occupazionale.
L’obiettivo principale è il reinserimento nel mondo lavorativo dopo la malattia, e il supporto alle partecipanti al progetto nella riconquista di un ruolo attivo nella società.
Attraverso la stesura di un programma di raccomandazioni operative, si interverrà per sensibilizzare le Istituzioni e i Ministeri competenti sul tema «tumore e rientro al lavoro».
(ITALPRESS).

Un siciliano nel Direttivo nazionale della Società di Cardiologia Interventistica

PALERMO (ITALPRESS) – Anche un siciliano presente nel nuovo Consiglio del direttivo nazionale della Società Italiana di Cardiologia Interventistica GISE, che sarà presieduta fino al 2023 dal professord Giovanni Esposito, direttore UOC di Cardiologia, Emodinamica, UTIC dell’Azienda Ospedaliera Universitari Federico II di Napoli. E’ Marco Contarini (Presidio Ospedaliero “Umberto I di Siracusa), che negli anni ha ricoperto diversi ruoli all’interno della realtà associativa, collaborando all’attività di didattica, ricerca e studio, allo sviluppo culturale e alla promozione scientifica dell’Emodinamica e delle procedure interventistiche in Cardiologia.
“Sono davvero orgoglioso – sottolinea Contarini, eletto durante il 42mo Congresso Nazionale GISE – si tratta di un ruolo di grande prestigio, ristretto a soli 8 componenti. Quest’anno le elezioni sono state molto sentite quanto partecipate e la Sicilia – che per anni ho rappresentato come delegato regionale – mi ha supportato all’unanimità, consentendomi di trainare come partner principale tutti gli altri consiglieri, a testimonianza della grande capacità di fare squadra”.
Contarini da 10 anni dirige la Cardiologia di Siracusa e da due è Direttore del Dipartimento dell’Emergenza della stessa Asp. Dopo quindici anni d’esperienza all’Ospedale Ferrarotto (Catania), al Policlinico dell’Università del capoluogo etneo e al Centro Cuore Morgagni (Pedara), dal 2004 opera presso l’Emodinamica di Siracusa, centro d’eccellenza d’interventistica cardiovascolare, che esegue annualmente dalle 1200 alle 1400 PCI (percutaneous coronary intervention); e dal 2008 – in rete con altri 3 centri (Lentini, Avola e Augusta) – una media di 300 PPCI anno (angioplastica primaria).
“Nel nostro Cath lab – continua Contarini – si eseguono anche tutte le numerose procedure di interventistica vasale extracoronarica e, da oltre sei anni, abbiamo avviato anche l’Attività d’interventistica strutturale. Per dare un’idea, solo lo scorso anno sono state eseguite oltre cento chiusure di auricola sinistra e una ventina di PFO (forame ovale pervio), una decina di valvuloplastiche aortiche, due mitraliche, cinque impianti di dispositivi innovativi. Inoltre, dopo un lungo percorso di formazione sulle valvole con i nostri cardiologi clinici, negli ultimi due mesi abbiamo corretto sette insufficienze mitraliche con la tecnica edge to edge, programmando un’intensa quanto necessaria attività da qui a fine anno. Tutto ciò per sottolineare l’eccellenza del nostro territorio, oggi riconosciuta a livello nazionale, frutto di una grande voglia di fare da parte dei medici e del personale tecnico infermieristico altamente specializzato, nel rispetto delle regole etiche e civili, e dettato da una grande passione e forza di volontà”.
L’obiettivo per i prossimi tre anni? “Rafforzare l’anima del Gise – conclude Contarini – spinti da quell’entusiasmo, voglia di fare e determinazione che ha sempre contraddistinto la Società scientifica fin dai suoi fondatori. Con i colleghi del nuovo Consiglio direttivo abbiamo condiviso l’idea di un GISE inclusivo, in cui tutte le regioni, ma anche e soprattutto i singoli soci, possano tornare a essere i veri protagonisti. Collaboreremo con le altre società scientifiche, mantenendo però la nostra peculiare identità; mireremo ad aprire all’interventistica strutturale (valvole cardiache, chiusura auricola, chiusura di difetti interatriali) tutti i CathLab che dimostreranno interesse e capacità. Promuoveremo al meglio gli aspetti scientifici, culturali, tecnico-organizzativi e normativi del settore, realizzando studi clinici, congressi, corsi, pubblicazioni, aggiornamenti normativi e dialogando costantemente con le istituzioni”.
Affiancano il professor Esposito con il ruolo di Consiglieri: Francesco Saia, Alberto Menozzi, Federico De Marco, Carmine Musto, Battistina Castiglioni, Massimo Fineschi, Tiziana Attisano, Marco Contarini. Nel ruolo di responsabile area N&T, Francesco Germinal.
(ITALPRESS).

Covid, 2.668 nuovi casi e 40 decessi in 24 ore

ROMA (ITALPRESS) – Calano i casi Covid nel Paese. Dalla lettura del consueto bollettino del Ministero della Salute, il numero dei nuovi contagiati è di 2.668, in calo di 104 rispetto alle 24 ore precedenti nonostante un numero superiore di tamponi processati, 324.614, determinando un tasso di positività allo 0,82%. In lieve crescita il numero dei decessi, 40 (+3), i guariti sono 3.709 mentre gli attuali positivi calano di 1.083 segnando un numero totale di 79.368.
Prosegue il trend in calo dei ricoveri: nelle aree mediche i pazienti ospitati sono 2.479 (-73), 359 (-8) sono ricoverati in terapia intensiva con 22 nuovi ingressi. In isolamento domiciliare vi sono 76.5530 persone. Il Veneto è prima regione per nuovi contagi (334), a seguire Campania (313) e Lazio (275).
(ITALPRESS).

Da Bayer un nuovo integratore per il sistema immunitario

MILANO (ITALPRESS) – Con l’aumentare dell’età, il sistema immunitario tende a indebolirsi. Che fosse importante avere un sistema immunitario forte era già noto prima dell’emergenza Covid 19, ma con la pandemia è diventato ancora più evidente. Già nel 2019 comunque, una ricerca Ipsos rivelava come il 48% degli italiani over 50 assumesse alimenti o prodotti per rinforzare le difese immunitarie e oggi, secondo Istat, gli ultracinquantenni sono il 46% della popolazione. Per aiutare proprio le persone in quella fascia d’età a supportare il sistema immunitario, Bayer ha appena lanciato un integratore, Supradyn Difese 50+, che ha come componenti un alto dosaggio di vitamina B12, Zinco, Niacina e un probiotico, Bifidobacterium lactis HN019 che contribuisce al benessere della micro-flora intestinale.
“Se chiediamo alle persone di definire l’intestino, nessuno ci dirà che è un organo immunitario, in realtà ci difende dagli agenti pericolosi esterni – ha spiegato all’Italpress il professore Lorenzo Morelli, Microbiologo e professore dell’Università Cattolica Milano – contiene infatti la maggior parte delle cellule immunitarie. Come gli altri nostri organi, invecchia. Dai 50 anni in poi diminuiscono le sue capacità di difenderci, c’è la cosiddetta immunoscenescenza. Il nostro intestino è un ecosistema composto da tantissimi componenti, fra questi ci sono i batteri. Contiene più cellule batteriche di tutte le cellule del nostro corpo assieme. Questi batteri parlano con il sistema umanitario, danno le istruzioni al sistema immunitario. E’ importante quindi fornire dei supporti quando, dai 50 in poi, anche i batteri invecchiano. Va mantenuto un equilibrio, lo si fa con una dieta equilibrata e con un corretto stile di vita, si può poi cercare di mantenere l’equilibrio anche fornendo all’intestino dei batteri specifici, i famosi probiotici, per supportare l’azione dei batteri già presenti nel nostro intestino”.
Se i probiotici sono fondamentali per il sistema immunitario, non vanno dimenticate le vitamine. Dopo i 50 infatti, per diversi motivi, come ad esempio cambiamenti nella dieta o la necessità di assumere regolarmente terapie per qualche malattia cronica, il corpo rischia di averne meno a disposizione: “Dopo i 50 anni d’età – ha detto al microfono di Italpress Michela Barichella, medico dietologo e proffessoressa dell’Università di Milano – le vitamine sono fondamentali. Abbiamo diverse modifiche nel corpo, soprattutto nella donna, ma anche nell’uomo. Le vitamine che servono dipendono dallo stile di vita, ma ci possiamo concentrare soprattutto sulle vitamine B, idrosolubili, la B12 per esempio ma anche la B3. Aumentando l’età abbiamo diete più restrittive e tendiamo quindi ad avere disponibilità minore di vitamine, inoltre diminuisce l’assorbimento delle stesse. Ecco perchè può essere utile fornire un supporto con un integratore”. “Per migliorare le difese immunitarie – ha detto poi Barichella – si può agire sull’alimentazione. Bisognerebbe assumere almeno 5 dosi, durante la giornata, di frutta e verdura. Le proteine sono importanti, meglio se di origine vegetale, come i legumi. Servono poi grassi sani, come quelli dell’olio extra vergine di oliva, un buon apporto di acqua e di fibre. Non devono poi mancare latte e yogurt”.
(ITALPRESS).

Berardelli nuovo presidente della Società Italiana di Neurologia

ROMA (ITALPRESS) – Il professor Alfredo Berardelli, direttore del Dipartimento di Neuroscienze Umane della Sapienza Università di Roma, è il nuovo presidente della Società Italiana di Neurologia e guiderà la SIN fino al 2023.
La proclamazione è avvenuta al termine dei lavori del XXV Congresso Mondiale di Neurologia, incontro biennale dei massimi esperti mondiali della Neurologia e delle Neuroscienze, organizzato e promosso dalla World Federation of Neurology in collaborazione con la Società Italiana di Neurologia.
“Voglio esprimere profonda gratitudine ai miei predecessori – ha dichiarato Berardelli – per il lavoro svolto fino ad oggi che ha portato la SIN a realizzare numerosi progetti a favore della ricerca scientifica e della cura e assistenza ai pazienti affetti da malattie neurologiche. In particolare, ringrazio il professore Tedeschi e il Consiglio Direttivo che mi ha preceduto che ha saputo affrontare le sfide imposte dall’emergenza Covid 19”.
“Con la mia Presidenza intendo continuare le attività di promozione della cultura neurologica nel Paese con l’aggiornamento continuo dei neurologi – prosegue Berardelli -. E’ mia intenzione promuovere la ricerca scientifica neurologica, facilitando sempre di più le collaborazioni fra le varie Istituzioni di ricerca presenti a livello nazionale e favorendo iniziative dedicate ai giovani ricercatori. Bisogna migliorare il dialogo e la collaborazione fra i neurologi che lavorano nelle Università, nelle Aziende ospedaliere e i neurologi che lavorano nel territorio. La SIN, in qualità di Società Scientifica di riferimento accreditata presso il Ministero della Salute, deve sviluppare ulteriormente il dialogo con le Istituzioni del nostro Paese e deve far aumentare nella nostra società la consapevolezza dell’importanza della Neurologia per la salute dell’uomo. Infine, è necessario tutelare i pazienti, migliorando l’accesso alle terapie e l’organizzazione assistenziale”.
“Con la pandemia – conclude il professore Berardelli – il mondo medico-scientifico ha subito un radicale cambiamento: tra gli obiettivi principali della mia presidenza c’è anche, quindi, quello di sostenere questa trasformazione nella neurologia, cercando di cogliere e diffondere le nuove opportunità che la sfida al Covid ha fatto emergere”.
Berardelli ha già al suo attivo una lunga e consolidata esperienza come presidente dell’Accademia LIMPE, la società scientifica dedicata alla Malattia di Parkinson e agli altri Disturbi del movimento e ha ricoperto numerosi e svariati ruoli nell’ ambito di altre Società Scientifiche Internazionali di Neurologia.
La Società Italiana di Neurologia conta oltre 3.000 specialisti neurologi e ha lo scopo istituzionale di promuovere in Italia gli studi neurologici, finalizzati allo sviluppo della ricerca scientifica, alla formazione, all’aggiornamento degli specialisti e al miglioramento della qualità professionale nell’assistenza alle persone con malattie neurologiche.
(ITALPRESS).