ROMA (ITALPRESS) – Il Ministero dell’Istruzione ha inviato alle istituzioni scolastiche il Protocollo di sicurezza siglato il 14 agosto scorso con le Organizzazioni sindacali accompagnato da una nota esplicativa che contiene anche indicazioni sul tema dei tamponi diagnostici.
La nota allegata al Protocollo ricorda che il Ministero sta assegnando alle scuole “specifiche risorse per affrontare l’emergenza sanitaria” e garantendo “il costante supporto amministrativo – contabile”. Il documento sottolinea inoltre che il tampone diagnostico rappresenta uno strumento essenziale per monitorare l’andamento dell’epidemia, anche all’interno della comunità scolastica.
Le scuole potranno, dunque, utilizzare parte delle specifiche risorse che saranno loro assegnate destinandole alla copertura dei costi per effettuare tamponi diagnostici “al personale scolastico, impegnato nelle attività in presenza e che si trovi in condizioni di fragilità sulla base di idonea certificazione medica”. Il Ministero, in raccordo con il Commissario straordinario, invierà alle scuole, a breve, uno schema di convenzione tra ASL e singola istituzione scolastica che verrà predisposto d’intesa con il Ministero della Salute, anche con l’obiettivo di semplificare e uniformare le procedure su tutto il territorio.
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Scuola, risorse per tamponi a personale in condizioni fragilità
Covid, in Italia 7.162 casi e 69 morti
ROMA (ITALPRESS) – Sono 7.162 i nuovi casi di Covid e 69 i morti
in 24 ore. Lo riferisce il ministero della Salute. Sono 226.423 i tamponi molecolari e antigenici per il coronavirus effettuati nelle ultime 24 ore in Italia. Il tasso di positività è del 3,1%. Gli attualmente positivi conteggiati in Italia sono 128.782 e di questi 3.559 ricoverati con sintomi e 442 in terapia intensiva. Le persone sottoposte a isolamento domiciliare sono 124.781.
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A Firenze eseguito trapianto di microbiota intestinale
FIRENZE (ITALPRESS) – E’ stato eseguito nei giorni scorsi nell’Ospedale fiorentino di Careggi il primo trapianto di microbiota intestinale in Toscana, fra i primi in Italia in strutture del Servizio sanitario pubblico, per il trattamento di una grave infezione intestinale resistente alle terapie ordinarie in un paziente oncologico.
“Il trasferimento di microbiota intestinale – spiega il professor Stefano Milani, direttore della Gastroenterologia clinica di Careggi – è un tipo di trapianto non chirurgico dell’ecosistema microbico normalmente presente nell’intestino delle persone sane. E’ utilizzato come terapia innovativa per colonizzare l’intestino danneggiato in pazienti colpiti da gravi infezioni. La finalità del trattamento è ripristinare il complesso sistema microbico intestinale, essenziale per la protezione da microrganismi nocivi e resistenti alle terapie ordinarie, che in particolari condizioni possono aggredire e proliferare anche come effetto collaterale della somministrazione prolungata di antibiotici o di chemioterapie”.
“E’ una prestazione complessa dal punto di visto organizzativo – dichiara la dottoressa Filomena Autieri, direttrice dell’Unità Operativa Accreditamento, Qualità e Risk Management di Careggi-. Oltre alla Gastroenterologia e alla Microbiologia e Virologia sono stati impegnati nella procedura anche gli specialisti della Unità di Terapie Cellulari e della Medicina trasfusionale. Il trasferimento per via endoscopica del microbiota è il risultato di un processo di verifiche e controlli che ha impegnato per oltre quattro anni i sanitari di Careggi, in collaborazione con il Ministero della Salute e il Centro Nazionale Trapianti”. “La procedura di trapianto – conclude Milani – è stata eseguita con successo e la persona che ha ricevuto il microbiota è in buone condizioni. L’utilizzo terapeutico del microbiota da donatore sano è attualmente autorizzato solo per il trattamento di una specifica grave infezione resistente dell’intestino, ma è una tecnica che apre nuove prospettive terapeutiche grazie agli studi che evidenziano un ruolo sempre più rilevante nella fisiologia dell’organismo umano di questo complesso ecosistema intestinale”.
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Papa “Vaccinarsi è un atto d’amore”
CITTA’ DEL VATICANO (ITALPRESS) – “Vaccinarci è un modo semplice di promuovere il bene comune e di prenderci cura gli uni degli altri, specialmente dei più vulnerabili”. Lo scrive su Twitter Papa Francesco, che pubblica anche un videomessaggio sui vaccini rivolto ai popoli dell’America Latina.
“Con spirito fraterno – dice il Papa nel video -, mi unisco a questo messaggio di speranza in un futuro più luminoso. Grazie a Dio e al lavoro di molti, oggi abbiamo vaccini per proteggerci dal Covid-19. Questi danno la speranza di porre fine alla pandemia, ma solo se sono disponibili per tutti e se collaboriamo gli uni con gli altri. Vaccinarsi, con vaccini autorizzati dalle autorità competenti, è un atto di amore. E contribuire a far sì che la maggior parte della gente si vaccini è un atto di amore. Amore per sè stessi, amore per familiari e amici, amore per tutti i popoli. L’amore è anche sociale e politico, c’è amore sociale e amore politico, è universale, sempre traboccante di piccoli gesti di carità personale capaci di trasformare e migliorare le società”.
“Vaccinarci – ha sottolineato il Pontefice – è un modo semplice ma profondo di promuovere il bene comune e di prenderci cura gli uni degli altri, specialmente dei più vulnerabili. Chiedo a Dio che ognuno possa contribuire con il suo piccolo granello di sabbia, il suo piccolo gesto di amore. Per quanto piccolo sia, l’amore è sempre grande. Contribuire con questi piccoli gesti per un futuro migliore”.
“Grazie Papa Francesco”, commenta su Twitter il ministro della Salute Roberto Speranza.
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Covid, 5.273 casi e 54 decessi: aumentano ricoveri e terapie intensive
ROMA (ITALPRESS) – I nuovi positivi, secondo i dati forniti dal ministero della Salute sono 5.273 (nelle 24 ore precedenti erano stati 3.674 ). Complessivamente, da inizio epidemia, i contagiati sono 4.449.606. Salgono i decessi, dai 24 di ieri ai 54 di oggi, per un totale di 128.510 da inizio pandemia. I tamponi processati sono 238.073 (74.021 delle 24 ore precedenti), per un tasso di positività pari al 2,21%. In aumento ricoveri nei reparti ordinari e nelle terapie intensive. Nello specifico nei reparti ordinari si trovano attualmente 3.472 pazienti (+138), mentre nelle terapie intensive sono ospitati 423 degenti, con un incremento di 19 unità nel rapporto ingressi/uscite e 49 nuovi ingressi. I nuovi dimessi/guariti sono 4.794 per un totale di 4.191.980 da inizio emergenza. Gli attualmente positivi sono 129.116, con un incremento di 420 nelle ultime 24 ore. Le persone in isolamento domiciliare sono 125.221. La Sicilia con 1.229 nuovi casi si conferma la regione dove si registra un incremento più significativo dei contagi, seguita da Lazio (551) ed Emilia Romagna (478). Al contrario le regioni dove si evidenzia una minore crescita sono Molise (11) e Valle d’Aosta (22).
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Covid, Regione “Posti letto Sicilia in linea con indicazioni marzo 2021”
PALERMO (ITALPRESS) – “Il quotidiano Il Manifesto ritiene che la Regione Siciliana abbia artatamente aumentato il numero dei suoi posti letto nella diversa intensità di cure. Sarebbe stato sufficiente informarsi, se si vuole escludere la malafede, e avrebbero appreso che in questo momento la Regione ha impegnato un numero inferiore di posti letto rispetto a quelli indicati a marzo (con una commissione ispettiva ministeriale presente nell’Isola che ha verificato le terapie intensive) e che, esattamente come tutte le regioni italiane, ha adottato nel confronto con il ministero della Salute tutte le linee guida vigenti. Il governo della Regione Siciliana è quello che ha previsto e continua a prevedere costanti misure di contenimento, talvolta più restrittive di quelle nazionali”. Lo precisa, in una nota, l’assessorato della Salute della Regione Siciliana.
“Non abbiamo mai allontanato le restrizioni – si legge ancora – semmai anticipate. Questa disattenzione che diventa sempre più incomprensibile contro la Sicilia è disancorata dalla realtà, tenuto anche conto che in area medica – a differenza di altre Regioni – la nostra dotazione di posti letto è in linea con le dotazioni organiche e che ogni settimana vengono costantemente consegnati reparti realizzati dalla struttura commissariale”.”Quanto al numero complessivo dei medici impegnati, per la Sicilia valgono le stesse regole che utilizzano tutte le Regioni, con l’aggiunta di una importante attività di reclutamento che ha consentito di recuperare di recente oltre duecento anestesisti con il più riuscito concorso pubblico a tempo indeterminato”.
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Covid, Agenas “Occupazione posti letto stabile al 6% in Italia”
ROMA (ITALPRESS) – E’ stabile al 6% a livello nazionale il tasso di occupazione dei posti letto da parte di pazienti Covid-19 nei reparti di area non critica degli ospedali, rispetto alla settimana scorsa. Lo rileva il monitoraggio di Agenas. Per le terapie intensive il dato sale al 5%.
Per l’area non critica, situazione più delicata in Sicilia, dove il tasso sale al 16%, superando la soglia critica per la quale è previsto il cambio di colore della regione. Per le terapie intensive il dato siciliano è stabile al 9%. La Sardegna supera la soglia critica per le terapie intensive, salendo all’11%, mentre per i ricoveri ordinari si ferma al 9%.
In Calabria per l’area non critica la percentuale sale al 14% (per le terapie intensive è al 4%). La Basilicata è al 10% per i recoveri ordinari e al 2% per le terapie intensive. La Campania arriva all’8% per i ricoveri ordinari e al 3% per le terapie intensive. Anche il Lazio è all’8% per i ricoveri ordinari ma al 7% per le terapie intensive. Per i ricoveri ordinari segue la Toscana al 6%, poi Emilia Romagna, Abruzzo, Puglia, Lombardia, Umbria, Val d’Aosta, al 5%, Liguria, Marche e Province Autonome di Bolzano e Trento al 4%, Veneto e Molise al 3%, Friuli Venezia Giulia e Piemonte al 2%.
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Cure domiciliari, accanto agli assistiti c’è l’infermiere di famiglia
ROMA (ITALPRESS) – “Ha ragione il ministro Speranza: l’assistenza domiciliare è la chiave di volta del nuovo modello che deve caratterizzare il Servizio sanitario nazionale”, lo afferma Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI) che raccoglie gli oltre 456mila infermieri presenti in Italia, commentando l’intesa Stato Regioni sottoscritta a inizio agosto e ora in vigore. “E bene è – continua – che il PNRR dedichi a questa novità già 4 miliardi per organizzare cure e assistenza che finora è stata a macchia di leopardo nelle Regioni”. “Ma la chiave dell’assistenza domiciliare – precisa la presidente FNOPI – sono gli infermieri che h24 sono accanto alle persone e che le stesse associazioni di cittadini -pazienti chiedono siano di più e più presenti proprio nel nuovo modello di prossimità delle cure”.
Il medico di medicina generale indica la diagnosi e la terapia da seguire, ma accanto al paziente c’è l’infermiere che ne garantisce appropriatezza, esecuzione, aderenza clinica. E in particolare proprio l’intesa indica tra i principali attori di tutto questo l’infermiere di famiglia e comunità per il quale l’Agenas, Agenzia nazionale per l’assistenza sanitaria, nella sua proposta di decreto per la regolamentazione dell’assistenza sul territorio, ha indicato un fabbisogno che passa dagli 8 ogni 50mila abitanti indicati nel decreto Rilancio (legge 77/2020) a uno ogni 2000-2.500 abitanti, proprio per assicurare le cure e l’assistenza di prossimità. “Il territorio è il luogo privilegiato per la risposta ai bisogni di assistenza infermieristica, la prevenzione e il monitoraggio; insiste sulla necessità di riconfigurare tutti i sistemi di presa in carico e di continuità assistenziale poichè la risposta ai bisogni di salute è ancora culturalmente ospedalocentrica”, ha detto Mangiacavalli.
“L’ospedalizzazione – aggiunge – è una parentesi nella vita della persona che continua fuori dall’ospedale, laddove deve continuare anche la risposta. Il futuro del Servizio sanitario nazionale e quello di un’assistenza a misura di cittadino è nella multi-professionalità: ogni figura, ogni professionista della salute in questo gioca un ruolo essenziale e importantissimo perchè il castello della salute sia stabile e indistruttibile e abbia come suo apice gli assistiti e il loro assoluto benessere. In questo conclude – ogni professionista è una carta importante, senza la quale il castello inesorabilmente crolla”.
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