ROMA (ITALPRESS) – “Ringraziamo il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per le parole di riconoscimento per il ‘coraggio della responsabilità’ di medici e personale sanitario tutto nel corso della pandemia”. Così Giovanni Migliore, Presidente della Federazione Italiana delle Aziende Sanitarie ed Ospedaliere (FIASO) ha commentato le parole pronunciate oggi dal Presidente della Repubblica nel corso del suo intervento alla inaugurazione del meeting di Rimini. “E’ quel coraggio, legato indissolubilmente al senso di responsabilità, – ha proseguito Migliore – che ha guidato l’azione quotidiana di manager, medici, infermieri, personale amministrativo, operatori sanitari in genere nella ricerca di soluzioni inedite a problemi spesso affrontati per la prima volta. E lo ringraziamo anche per l’appello alla vaccinazione come strumento più efficace per difenderci dal virus e dovere per tutelare i più deboli e i più esposti, che consideriamo – ha concluso Migliore – un contributo prezioso per la promozione della campagna vaccinale che vede impegnati senza sosta, anche nel mese di agosto, management e operatori della sanità italiana in vista dell’avvio del nuovo anno scolastico”.
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Covid, Fiaso “Grazie Mattarella per riconoscimento a personale sanità”
7.224 casi di Covid e 49 decessi, tasso positività 3.3%
ROMA (ITALPRESS) – Sono 7.224 (7.260 nelle 24 ore precedenti) i nuovi casi di Covid e 49 i morti in 24 ore (ieri erano stati 55). Lo riferisce il ministero della Salute. Sono 220.656 i tamponi molecolari e antigenici per il coronavirus effettuati nelle ultime 24 ore in Italia. Il tasso di positività è del 3,27%. Gli attualmente positivi conteggiati in Italia sono 131.462 (+960 rispetto a ieri) e di questi 3.692 ricoverati con sintomi (+65) e 455 in terapia intensiva (-5) con 26 nuovi ingressi. Le persone sottoposte a isolamento domiciliare sono 127.315. Le regioni con il maggior numero di nuovi casi sono Sicilia (1.508), Lazio (661) ed Emilia Romagna (637). Quelle con l’incremento minore sono Valle d’Aosta (5) e Molise (28).
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Aifa “Le autorizzazioni ai vaccini anti-Covid restano valide”
ROMA (ITALPRESS) – AIFA smentisce con forza la notizia totalmente falsa secondo la quale, a seguito dell’autorizzazione da parte dell’Agenzia all’utilizzo di alcuni anticorpi monoclonali anti COVID-19, sarebbe venuta meno l’autorizzazione all’immissione in commercio dei vaccini COVID rilasciata dall’EMA.
“Tale notizia, che sta circolando su alcuni siti internet e sui social network, è del tutto priva di fondamento – si legge in una nota -: l’autorizzazione di alcune indicazioni terapeutiche di anticorpi monoclonali da parte dell’AIFA, infatti, non ha alcuna correlazione con le autorizzazioni dei vaccini anti COVID-19, che restano perfettamente valide”. L’Agenzia ha sporto denuncia alle autorità competenti. La diffusione di questa fake news, volta a depotenziare la campagna vaccinale in atto, “deve essere fermata immediatamente”, sottolinea l’Agenzia per il Farmaco, ribadendo che “l’utilizzo dei vaccini anti COVID-19 è sicuro ed efficace” e invitando i cittadini “a vaccinarsi e a informarsi solo attraverso fonti istituzionali e scientifiche”.
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Vaccino, disponibili 11,2 milioni dosi di Pfizer e Moderna
ROMA (ITALPRESS) – Nel corso della prossima settimana verranno consegnati alle Regioni/Province autonome oltre 5,3 milioni di dosi dei vaccini a RNA messaggero adoperati nell’ambito della campagna vaccinale. Tali quantitativi andranno a sommarsi alle dosi di vaccino a mRNA attualmente disponibili presso le Regioni/P.A. per la somministrazione, le quali ammontano complessivamente a 4.129.000 per quanto riguarda Pfizer, e a 1.730.000 per Moderna. In particolare, le strutture designate dalle singole Regioni/P.A. riceveranno 3,7 milioni di dosi di Pfizer e 1,68 milioni di dosi di Moderna, in base agli approvvigionamenti realizzati da parte della Struttura Commissariale guidata dal generale Francesco Paolo Figliuolo. Le dosi somministrate complessivamente nel corso della campagna vaccinale ammontano a 74.804.720 (aggiornamento di stamattina), a fronte di 81.203.456 dosi approvvigionate.
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Iss, variante Delta prevalente, 18 regioni a rischio moderato
ROMA (ITALPRESS) – “La circolazione della variante Delta è ormai largamente prevalente in Italia. Questa variante è dominante nell’Unione Europea ed è associata ad un aumento nel numero di nuovi casi di infezione anche in altri paesi con alta copertura vaccinale”. E’ quanto emerge dalla bozza del report settimanale di monitoraggio di ministero della Salute e Iss in cui si sottolinea che “è stabile l’incidenza settimanale a livello nazionale”. Una più elevata copertura vaccinale ed il completamento dei cicli di vaccinazione “rappresentano gli strumenti principali per prevenire ulteriori recrudescenze di episodi di aumentata circolazione del virus sostenuta da varianti emergenti con maggiore trasmissibilità”.
Diciotto Regioni e province autonome risultano classificate a rischio moderato. Le restanti 3 regioni risultano classificate a rischio basso.
Nessuna Regione o provincia autonoma supera la soglia critica di occupazione dei posti letto in terapia intensiva o area medica. Il tasso di occupazione in terapia intensiva è in aumento al 4,9%, con il numero di persone ricoverate in aumento da 322 a 423. Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale aumenta al 6,2%. Il numero di persone ricoverate in queste aree è in aumento da 2.880 a 3.472.
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Covid, sale l’occupazione delle terapie intensive: Sicilia all’11%
ROMA (ITALPRESS) – Continua a essere critica la situazione negli ospedali siciliani a causa del Covid. Secondo il monitoraggio di Agenas, aggiornato alle 18.24, il tasso di occupazione delle terapie intensive dell’Isola è salito all’11%, quello nei reparti di area non critica al 17%. Percentuali superiori alla soglia critica per la quale è previsto il cambio di colore della regione, anche se almeno per la prossima settimana il passaggio in giallo appare scongiurato. Il tasso italiano è pari al 5% per le terapie intensive, al 6% per l’area non critica. La Sardegna tocca il 10% per le terapie intensive, sale all’11% per i ricoveri ordinari. In Calabria per l’area non critica la percentuale sale al 16% (per le terapie intensive è al 7%). La Basilicata e la Campania sono al 9% per i ricoveri ordinari. Il Lazio resta all’8% per l’area non critica e al 7% per le intensive. Per i ricoveri ordinari segue l’Umbria al 7%, poi Toscana ed Emilia Romagna al 6%. Quindi Abruzzo, Puglia, Lombardia, Marche, Provincia Autonoma di Bolzano e Val d’Aosta al 5%; Liguria, Molise e P.A. di Trento al 4%; Veneto al 3%; Friuli Venezia Giulia e Piemonte al 2%.
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7.260 nuovi casi di Covid e 55 morti, sale pressione su ospedali
ROMA (ITALPRESS) – Sono 7.260 (7.162 nelle 24 ore precedenti) i nuovi casi di Covid e 55 i morti in 24 ore (ieri erano stati 69). Lo riferisce il ministero della Salute. Sono 206.531 i tamponi molecolari e antigenici per il coronavirus effettuati nelle ultime 24 ore in Italia. Il tasso di positività è del 3,5%. Gli attualmente positivi conteggiati in Italia sono 130.502 (+1.720 rispetto a ieri) e di questi 3.627 ricoverati con sintomi (+68) e 460 in terapia intensiva (+18) con 40 nuovi ingressi. Le persone sottoposte a isolamento domiciliare sono 126.415. Le regioni con il maggior numero di nuovi casi sono Sicilia (1.377), Toscana (844) e Campania (647). Quelle con l’incremento minore sono Valle d’Aosta (11) e Molise (12).
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Fnopi a Regioni “Sulle cure domiciliari tutto va concordato”
ROMA (ITALPRESS) – “L’intesa Stato-Regioni raggiunta il 4 agosto scorso e resa nota il 16 agosto sui requisiti strutturale, tecnologici e organizzativi minimi per l’accreditamento delle cure domiciliari, tiene ovviamente in considerazione gli infermieri e in particolare quelli di famiglia e comunità di cui le cure di prossimità non possono fare a meno, ma nell’impostazione generale contrasta ancora una volta per alcuni aspetti con altri provvedimenti già approvati sia a livello di Governo che di Stato Regioni e di Conferenza delle Regioni e questo va evitato sia per seguire le indicazioni del PNRR, sia soprattutto per garantire un’assistenza efficiente”. Non ha dubbi Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI) che rappresenta gli oltre 456mila infermieri presenti sul territorio italiano, dagli ospedali alle cure a casa, appunto. E lo sottolinea in una lettera inviata alle istituzioni in cui chiede una serie di puntualizzazioni e un incontro urgente per il confronto necessario a organizzare vere cure di prossimità.
Uno degli esempi fatti da Mangiacavalli nella lettera riguarda l’ospedale di comunità, già oggetto di un accordo approvato in Stato-Regioni e parte importante del PNRR, che è definito a gestione infermieristica, con l’infermiere case manager e che assegna le attività di coordinamento a un infermiere con funzioni di coordinamento per i moduli previsti per l’ospedale di comunità e l’infermiere è case manager delle cure.
“Nell’ADI – continua Mangiacavalli – la figura infermieristica è presente e opera con un numero di professionisti e di ore almeno triplo di quello delle altre professioni e ovviamente lo è sia nel decreto Rilancio per quanto riguarda l’infermiere di famiglia e comunità che agisce in autonomia seppure in integrazione con le altre figure del distretto, alla cui guida è comunque prevista una figura professionale non necessariamente legata a una singola professione, ma a quella prevalente secondo le necessità del territorio e nelle stesse linee di indirizzo emanate a settembre 2020 dalle Regioni proprio per l’applicazione del decreto e per l’organizzazione delle cure territoriali”.
Non va fatto alcun passo indietro quindi secondo la presidente degli infermieri, che su questo argomento sollecita “un confronto con le Regioni in base anche a quanto previsto dal protocollo FNOPI-Regioni Province autonome già sottoscritto nel 2018”. Anche perchè provvedimenti importanti per il futuro dell’assistenza non siano determinati in periodi di minore attenzione generale come accade nel periodo estivo, ma sempre grazie a un confronto con gli attori del sistema da sempre in prima linea nell’assistenza.
“Un confronto diretto è indispensabile sui temi, come quello della domiciliarità, che riguardano in prima istanza proprio la figura infermieristica – spiega concludendo la lettera – l’organizzazione dell’assistenza che eroga e la necessaria autonomia per quanto attiene i suoi compiti e le sue prerogative professionali”.
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