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Salute

Covid, in Italia 907 nuovi contagi e 24 decessi

ROMA (ITALPRESS) – Raddoppiano i casi Covid in soli 24 ore in Italia. Sono 907 i nuovi positivi al Covid-19, ieri erano stati 480 ciò però a fronte di un numero quasi tre volte superiore di tamponi processati, 192.424 e che determina un tasso di positività in calo allo 0,47%. A calare pure i decessi, 24 (-7).
I guariti sono 1.835 mentre gli attuali positivi scendono di 952 unità attestandosi su un numero totale di 42.759. Prosegue l’allentamento della pressione sugli ospedali: 1.271 i ricoverati (-66), 187 i pazienti in terapia intensive (-4) e 11 nuovi ingressi. In isolamento domiciliare attualmente si trovano 41.121 persone. Sul fronte delle regioni la Sicilia è prima per nuovi casi (144), seguita da Lombardia (129) e Campania (108).
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Fnopi incontra sindacati sanità, obiettivo valorizzare ruolo infermieri

ROMA (ITALPRESS) – La Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche incontra le organizzazioni sindacali. Nell’incontro con Cgil, Cisl, Uil e negli incontri con Fsi Usae e Nursind, la Federazione ha analizzato e condiviso con i sindacati la necessità di un confronto e il fatto che gli infermieri meritano nel ridisegno della professione e nelle politiche contrattuali un riconoscimento maggiore di quello attuale. Obiettivo: una collaborazione e un supporto proattivo alla crescita della professione anche dal punto di vista dell’organizzazione del lavoro, del trattamento economico e della carriera. Fnopi ha ricordato a questo proposito l’erogazione delle indennità di specificità, il tema del vincolo di esclusività, lo sviluppo contrattuale delle specializzazioni, la salvaguardia degli incarichi delle funzioni di organizzazione. A questi argomenti si aggiunge anche la necessità del superamento dei limiti di legge alla costituzione di fondi contrattuali adeguati per dare risposte adeguate alla professionalità infermieristica. Non è mancata l’attenzione a standard per staffing – l’organizzazione del personale – adeguati, ma anche al ruolo centrale nel Pnrr. In questo senso è di attualità il decreto-legge 80/2021 sulle misure urgenti per il rafforzamento della capacità amministrativa delle pubbliche amministrazioni, funzionale all’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), nel quale gli infermieri riaffermano un ruolo di primissimo piano per quanto attiene al nuovo modello di assistenza sanitaria. Sul tavolo anche i temi della carenza infermieristica (programmazione universitaria, rischi svalutazione, mancate cure ai cittadini, confronto con livelli Europei), lo sviluppo di dirigenza e management, la gestione e il governo dei processi assistenziali, autonomi, responsabili e proattivi, nei vari contesti di esercizio professionale.
Particolare attenzione è stata riservata al tema delle strutture socio sanitarie del mondo privato e convenzionato. Fnopi continuerà a programmare incontri con i sindacati non solo per inserire i vari temi nelle leggi in discussione in Parlamento, ma anche per valorizzarli ai tavoli negoziali per il rinnovo del Ccnl 2019-2021.
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La realtà aumentata in sala operatoria al Policlinico di Bari

ROMA (ITALPRESS) – Al tavolo operatorio con il visore computerizzato per analizzare in 3D il ginocchio e impiantare con la massima precisione e nella perfetta angolazione la protesi. La realtà aumentata entra in sala operatoria al Policlinico di Bari: sono stati effettuati nel reparto di Ortopedia i primi tre interventi chirurgici di protesi di ginocchio attraverso la modernissima tecnica di ausilio robotico.
“Per realtà aumentata si intende l’arricchimento della percezione sensoriale umana mediante informazioni, in genere manipolate e convogliate elettronicamente, che non sarebbero percepibili con i cinque sensi – spiega il direttore dell’unità operativa, prof. Biagio Moretti, – Stiamo parlando di un sistema di navigazione semplificato che utilizza il concetto di realtà aumentata per assistere il chirurgo ortopedico durante l’intervento di protesi di ginocchio: il chirurgo indossa una semplice montatura per occhiali con incorporati un mini-computer, una telecamera ed uno schermo”.
La realtà aumentata applicata alla medicina ha numerosi vantaggi. Una delle caratteristiche principali è che il chirurgo si cala in una dimensione ad altissima precisione e la sua attenzione si amplifica tanto da azzerare quasi completamente la possibile distrazione causata da agenti esterni.
A eseguire i primi tre interventi di protesi attraverso la realtà aumentata è stata l’equipe guidata dal dott. Lorenzo Moretti, dirigente medico nel reparto di ortopedia. “Il piccolo schermo miniaturizzato posto vicino all’occhio destro e sorretto dalla montatura di occhiali – spiega il dottor Moretti – proietta nello spazio di fronte a me le informazioni supplementari che non sarebbero percepibili ad occhio nudo, ma che sono importanti e fondamentali per la perfetta riuscita dell’intervento. Si tratta di informazioni misurate e comunicate in tempo reale che amplificano e completano l’abilità dell’operatore”.
Al mini-computer viene affiancato uno strumentario dedicato che sfrutta i moderni QR-Code per poter localizzare nello spazio sia i riferimenti ossei che gli strumenti stessi, offrendo all’operatore un’analisi 3D del sito chirurgico. L’obiettivo di questa ricostruzione 3D è quello di trovare la perfetta e angolazione in cui posizionare gli strumenti per la preparazione dei capi articolari e per un impianto ottimale della protesi.
I pazienti sono stati inseriti in un nuovo protocollo di gestione perioperatoria chiamato fast-track che permette, grazie a moderne tecniche di anestesia, gestione del dolore, controllo del sanguinamento e ripresa veloce della funzione, una dimissione in seconda-terza giornata dopo l’intervento, cosa che, fino a qualche tempo fa, sembrava impossibile.
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Da Bayer nuova campagna social sulla contraccezione

MILANO (ITALPRESS) – L’Atlas europeo 2020, che ha misurato l’accesso alla contraccezione in 45 Stati europei, ha dichiarato che l’89% dei ragazzi e l’84% delle ragazze ricerca online le informazioni sulla salute sessuale e riproduttiva. In Italia si registra ancora totale assenza di informazione sulla sfera della sessualità nei programmi scolastici. Come noi, in Europa, solo Polonia, Ungheria, Romania, Bulgaria, Cipro e Lituania. Inoltre, il 68% dei ragazzi e il 76% delle ragazze non si è mai rivolto a un Consultorio.
Quindi una corretta informazione a tutte le età è indispensabile per una sfera affettiva sicura e soprattutto per la tutela della salute femminile. I social e il web possono fornire informazioni semplici, ma non sempre corrette. Per questo continua a essere importante coinvolgere le donne come sta facendo Bayer, che da oltre 60 anni svolge un ruolo di primo piano nella ricerca a favore della salute femminile.
Dopo il percorso degli ultimi anni con la campagna informativa My Contraception, quest’anno Bayer prosegue il dialogo con le donne, creando un “luogo” aperto sui social media, per approfondire e condividere conoscenze ed esperienze.
L’obiettivo è quello di sfruttare le potenzialità sempre più evolute e il pubblico sempre in crescita di Instagram per approfondire le tematiche più interessanti relative a sessualità e contraccezione tramite post, reel e dirette social e offrendo così un vero strumento di alfabetizzazione sul tema.
@PuntoGine è il profilo Instagram nato per sfatare miti, rassicurare, e parlarne liberamente con un linguaggio semplice e immediato, come l’alfabeto. Per questo motivo Bayer lancia la campagna 2021 “Lettere D’Amore: la contraccezione dalla A alla Z”. Ogni lettera sarà un argomento di discussione e di approfondimento che il team di ginecologhe lancerà ai followers, dalla A di “Amore” alla Z di “Zero rischi”, passando per la G di “Gravidanza”, la O di “Ovulazione”, alla U di “Utero” e così via.
Una campagna di comunicazione che darà modo alle giovani di interagire da casa con “l’amica ginecologa”, che si conferma sempre uno dei punti di riferimento per la salute del pubblico femminile. Un esperimento originale realizzato per la prima volta in Italia nel campo della contraccezione.
Instagram, con il suo grande impatto visivo, è il luogo ideale per questo tipo di informazione, permettendo di entrare a fondo nei topic di discussione con contenuti editoriali di diverso tipo.
“Negli ultimi 60 anni Bayer ha costantemente guidato l’innovazione nella contraccezione e, tra gli obiettivi futuri, si è posta quello di favorire l’accesso entro il 2030 alla contraccezione moderna a 100 milioni di donne nei paesi a basso e medio reddito. Quest’anno siamo molto orgogliosi di aver dato vita a PuntoGine, e per la prima volta in questo campo, abbiamo trasformato un pool di giovani ginecologhe in influencer della contraccezione. Un esperimento inedito che con un grande lavoro di squadra e grazie all’approccio innovativo ci rende pionieri anche in questo settore”, dichiara Nordio Sandrin, General Medicine Business Unit Head di Bayer.
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Covid, 480 nuovi casi e 31 decessi in 24 ore

ROMA (ITALPRESS) – “Crollo dei nuovi casi Covid in Italia. Secondo i dati forniti dal Ministero della Salute sono 480, 760 in meno rispetto alle 24 ore precedenti e questo a fronte di 74.649 tamponi processati, e che determina un tasso di positività allo 0,64%. Crescita sostenuta dei decessi, 31 i morti contro i 12 di ieri, numero che però è determinato da un riconteggio di 10 deceduti da parte della Regione Campania per il periodo dicembre 2020 a giugno scorso, e 4 da parte della regione Toscana. I guariti sono 1.582 mentre gli attuali positivi calano di 1.133 attestandosi su un numero totale di 43.531. Si allenta anche oggi la pressione sugli ospedali: 1.337 i ricoverati (-27), 191 i pazienti in terapia intensive, con una flessione di 6 sul totale e 2 nuovi ingressi. In isolamento domiciliare attualmente si trovano 42.003 persone. Sul fronte delle regioni il Lazio è prima per nuovi casi (83), seguita da Campania (68) e Sicilia e Piemonte (58).
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Mieloma multiplo, significativi benefici da Daratumumab

ROMA (ITALPRESS) – Janssen, azienda farmaceutica del gruppo Johnson & Johnson, ha presentato all’European Hematology Association (EHA) i dati dello studio MAIA di fase 3. Lo studio ha dimostrato che l’aggiunta di daratumumab a lenalidomide e desametasone (D-Rd) ha portato benefici maggiori, e statisticamente significativi, in termini di sopravvivenza globale (OS) rispetto alla sola terapia con lenalidomide e desametasone (Rd) in pazienti con mieloma multiplo di nuova diagnosi (NDMM) non candidabili a trapianto autologo di cellule staminali (ASCT) e trattati fino alla progressione della malattia. L’analisi ad interim pre-specificata per la OS ha mostrato, dopo un follow-up mediano di quasi cinque anni (56,2 mesi), una riduzione del 32 per cento del rischio di morte nel braccio D-Rd rispetto al braccio Rd.
“Il trattamento del mieloma multiplo diventa sempre più complesso ad ogni ricaduta. E’ fondamentale, perciò, cercare di ottenere un trattamento più efficace e una migliore sopravvivenza con la terapia di prima linea – afferma Thierry Facon, Professor of Haematology at Lille University Hospital, Lille, France and study investigator -. I risultati di questo studio sostengono il trattamento in prima linea con daratumumab come un nuovo standard in grado di allungare la sopravvivenza e migliorare gli esiti clinici nei pazienti con mieloma multiplo di nuova diagnosi non idonei al trapianto”.
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Neuroblastoma, una proteina consente di uccidere le cellule tumorali

GENOVA (ITALPRESS) – All’interno di un progetto di ricerca finanziato inizialmente dalla Comunità Europea e attualmente da AIRC, Fabio Pastorino, insieme ai suoi colleghi del Laboratorio di Terapie Sperimentali in Oncologia, ha pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica internazionale Journal of Experimental & Clinical Cancer Research, i risultati di una ricerca interamente disegnata e sviluppata dall’IRCCS Istituto Giannina Gaslini, che apre nuove prospettive terapeutiche per i pazienti affetti da neuroblastoma, il più frequente tumore solido extracranico dell’infanzia.
Il neuroblastoma, uno dei tumori pediatrici più frequenti in età pediatrica, colpisce in Italia circa 120 bambini ogni anno e nel 90% dei casi è diagnosticato prima del sesto anno di vita.
Nonostante le recenti scoperte scientifiche abbiano migliorato la sopravvivenza dei piccoli pazienti, la prognosi a 5 anni dalla diagnosi per i pazienti affetti da neuroblastoma metastatico ad alto rischio risulta ancora infausta nel 60% dei casi. L’IRCCS Istituto Giannina Gaslini è uno dei più importanti centri italiani nella cura e nella ricerca del neuroblastoma.
“Il Laboratorio di Terapie Sperimentali in Oncologia di IRCCS Istituto G. Gaslini da molti anni si dedica allo sviluppo di nanoparticelle lipidiche da utilizzare per l’incapsulamento e la veicolazione di farmaci anti-tumorali – commenta Mirco Ponzoni, direttore del Laboratorio -. Inoltre, è costantemente alla ricerca di nuove proteine espresse dal tumore, e non dalle cellule sane, per provare ad aumentare selettivamente il bersagliamento farmacologico delle cellule di neuroblastoma e del suo microambiente, salvaguardando al tempo stesso le cellule normali. Ed è in quest’ottica che si colloca la ricerca del dottor Pastorino”.
“La nucleolina è una proteina nucleare espressa in tutte le cellule umane. Una sua alterata espressione e localizzazione è implicata in diversi processi patologici, in particolare nelle infezioni virali e nei tumori dell’adulto. Ad oggi – commenta Fabio Pastorino, promotore dello studio – si sa poco riguardo l’espressione di tale proteina nei tumori pediatrici, in particolare del neuroblastoma. Le nostre ricerche hanno mostrato che la nucleolina è espressa sulla superficie esterna delle cellule di neuroblastoma. Tale espressione è stata osservata non solo in linee tumorali cresciute in vitro, ma anche in cellule di neuroblastoma provenienti dai pazienti affetti da neuroblastoma sviluppato come massa tumorale e/o come cellule di neuroblastoma infiltranti il midollo osseo, caratteristica peculiare della malattia ad alto rischio, quella più difficile da combattere. Inoltre, l’utilizzo di una formulazione liposomiale contenente il chemioterapico doxorubicina, e costruita per bersagliare in modo specifico le cellule di neuroblastoma esprimenti nucleolina, ha evidenziato un potente effetto terapeutico, maggiore di quello ottenuto dal farmaco in forma non liposomiale”.
“Il risultato ottenuto potrà permettere di sviluppare nuove terapie anti-tumorali basate sul bersagliamento mirato del neuroblastoma. Di conseguenza, questo approccio dovrebbe garantire la diminuzione degli effetti tossici indesiderati e l’auspicabile superamento della resistenza ai farmaci”, commentano Fabio Pastorino, Mirco Ponzoni e Alberto Garaventa, responsabile dell’Unità di Oncologia Clinica dell’Istituto Gaslini.
“Il risultato della ricerca coordinata dal dottor Pastorino rappresenta un importante passo in avanti nell’identificazione di nuovi bersagli terapeutici nel neuroblastoma – commenta il professor Angelo Ravelli, direttore scientifico del Gaslini -. Questo studio rientra a pieno titolo nel filone della medicina di precisione, che ha l’obiettivo di rendere più selettive le terapie delle malattie neoplastiche, concentrando l’azione dei farmaci sulle proteine espresse dal tumore e evitando, conseguentemente, di colpire le cellule sane. Si tratta di un approccio moderno e innovativo, che potrà consentire di migliorare la prognosi del neuroblastoma e di ridurre il potenziale di effetti collaterali della terapia. Grazie al lavoro del dr. Pastorino e dei suoi collaboratori viene, quindi, introdotto un significativo progresso nella ricerca sul neuroblastoma, che consolida ulteriormente il ruolo di punto di riferimento nazionale e internazionale dell’Istituto Gaslini nello studio e nella cura di questo temibile tumore dell’età pediatrica”.
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La Fondazione Ri.Med vince il premio Innovabiomed

ROMA (ITALPRESS) – Parole d’ordine: innovazione, networking e trasferimento tecnologico. Innovabiomed, il network place per l’innovazione biomedica, si svolto a Verona e ha visto la partecipazione di oltre 50 aziende ed enti e centinaia di visitatori: medici, ricercatori, esperti della produzione di dispositivi ed investitori, insieme per connettere discipline, competenze e professionalità.
La Fondazione Ri.MED è stata giudicata la realtà che al meglio incarna lo spirito dell’evento; il Comitato scientifico di Innovabiomed ha così motivato la scelta: “Questa realtà risponde alle richieste di una sanità efficiente e connessa con tutti gli elementi della filiera della salute. Un esempio di convergenza fra salute, scienza e industria con un forte impatto sociale ed elevata caratterizzazione tecnologica”.
Ricerca traslazionale significa partire dai bisogni del paziente, promuovere una cultura di stretta collaborazione tra medici e ricercatori: questa è la formula vincente della Fondazione Ri.MED, alla base anche del cluster con ISMETT e UPMC. “Puntiamo ad una ricerca sostenibile incentrata sulla generazione di valore attraverso la proprietà intellettuale ed il trasferimento tecnologico – sottolinea il direttore generale Alessandro Padova -. A Verona erano presenti i team Ri.MED di Burriesci e D’Amore, impegnati nella creazione di valvole cardiache innovative, oggi in fase di sviluppo preclinico. Parliamo di due esempi concreti di innovazione scientifica, che hanno portato alla creazione della start-up Neoolife – in collaborazione con i nostri partner University of Pittsburgh e UPMC – ed all’attrazione di fondi di investimento privato ed importanti finanziamenti dalla Comunità Europea. E quindi importanti ricadute economiche e sociali sul territorio”.
Padova conclude con un riferimento al premio vinto: “La ricerca non si ferma e, anzi, deve continuare ad alimentarsi con nuova linfa, per questo abbiamo deciso di investire i 10.000 euro ricevuti per finanziare un tirocinio in ambito scientifico, che verrà bandito entro la fine dell’anno”.
A ritirare il premio a Verona per conto della Fondazione Ri.MED, il professor Gaetano Burriesci, Group Leader in Bioingegneria e Dispositivi medici: “Sono orgoglioso che Ri.MED abbia ricevuto questo prestigioso riconoscimento nella prima edizione della sua istituzione ed onorato di aver rappresentato la Fondazione insieme agli altri colleghi presenti a Verona. Voglio leggere questo premio come una conferma del fatto che il nostro impegno nel creare una cultura di innovazione biomedicale sta già cominciando a dare i frutti sperati. E’ stato anche molto incoraggiante avvertire che siamo solo una delle tante realtà italiane che stanno facendo da motore in quest’area. A tal proposito, un ringraziamento speciale va agli organizzatori dell’evento, che, malgrado le difficoltà di questo periodo, hanno saputo allestire con successo quest’opportunità di networking tra le competenze biomedicali presenti in Italia, confronto oggi essenziale per costruire un sistema competitivo, che impieghi al meglio il grande potenziale presente”.
Una dichiarazione di stima è arrivata dal vicepresidente della Regione siciliana, Gaetano Armao: “Ho partecipato con grande compiacimento – ha dichiarato Armao – all’importante riconoscimento tributato alla Fondazione Ri.MED, nel corso dell’Innovabiomed di Verona, illustrando lo straordinario progetto del Cluster Rimed-Ismett2 e che conferma la lungimirante scelta del Governo centrale e di quello regionale, anche grazie al grande lavoro dell’assessore Razza, di localizzare in Sicilia uno dei più importanti poli di ricerca e sviluppo in campo biotecnologico e biomedicale a livello internazionale, in partnership con la University of Pittsburgh e UPMC. Un impegno, quello della promozione dell’innovazione, che il Governo Musumeci sta portando avanti con vigore e di cui Ri.MED rappresenta un elemento di riferimento”.
Ri.MED è stata presente a Verona con una rappresentanza di ricercatori del gruppo del professor D’Amore (Ingegneria dei Tessuti), del gruppo del professor Burriesci (Bioingegneria e Dispositivi medici) e del gruppo di Immunoterapia con la dottoressa Badami. D’Amore, Ri.MED Group Leader in Ingegneria dei Tessuti, è stato inoltre invitato a presentare – in collegamento da Pittsburgh – la sua innovativa valvola cardiaca al convegno “Il domani è già realtà. Dalla ricerca di base all’innovazione”.
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