ROMA (ITALPRESS) – Danilo Medica è stato confermato alla presidenza del Gruppo Emoderivati di Farmindustria per il biennio 2021-2023. “L’ultimo anno – afferma Medica – ha visto il settore farmaceutico e anche il comparto degli emoderivati in prima linea per combattere la pandemia che ha colpito il mondo intero.
E ha evidenziato la vulnerabilità del settore. Ora l’obiettivo per noi è affrontare la riduzione della raccolta di plasma attraverso le donazioni. E’ fondamentale intensificare la già proficua collaborazione con le Istituzioni e tutti gli stakeholder proprio per garantire la massima attenzione su questa risorsa strategica per il Paese e con essa l’accesso ai farmaci plasmaderivati a vantaggio dei pazienti. Bisogna inoltre continuare a far conoscere ancora più a fondo questo comparto vitale per la Salute. Basti pensare che per alcune malattie rare i farmaci plasmaderivati rappresentano l’unica possibilità di cura. Ringrazio, infine, tutte le aziende che mi hanno confermato alla guida del Gruppo e assicuro il massimo impegno per raggiungere gli obiettivi condivisi”, conclude Medica.
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Farmindustria, Medica confermato alla presidenza gruppo emoderivati
Sordità profonda, primo impianto cocleare al Policlinico di Palermo
PALERMO (ITALPRESS) – E’ stato impiantato nei giorni scorsi dall’èquipe di otorinolaringoiatria del policlinico “Paolo Giaccone” di Palermo il primo impianto cocleare, in Sicilia occidentale, per curare i disturbi gravi dell’udito.
La struttura complessa di otorinolaringoiatria dell’azienda ospedaliera universitaria, diretta dal Professore Salvatore Gallina, da così il via a un programma di trattamenti frutto di un percorso di conoscenze e competenze consolidatosi nel tempo.
L’intervento è stato eseguito dai Dottori Francesco Dispenza e Francesco Riggio, otochirurghi, su una donna di 56 anni, affetta da sordità profonda. La paziente sta bene ed è stata già dimessa.
Il sistema impiantato è composto da due parti distinte: l’endoprotesi (o impianto) viene inserita chirurgicamente ed è composta da un insieme di elletrodi e da un ricevitore/ stimolatore; mentre l’esoprotesi (processore) viene indossata dal paziente e in genere viene posizionata dietro l’orecchio.
Le persone candidabili a questo tipo di operazione nella popolazione adulta sono quelle colpite da un tale livello di sordità per il quale le classiche protesi non sortiscono gli effetti sperati.
Il trattamento non si esaurisce nella parte chirurgica che rappresenta solo il primo step; successivamente deve essere intrapreso un programma riabilitativo progressivo in cui sono coinvolte più strutture cliniche, specialità tutte presenti all’interno del Policlinico: dalla Audiologia, diretta dal Professore Francesco Martines, dalla Radiologia per le indagine diagnostiche preoperatorie, alla Foniatria per gli interventi riabilitativi e logopedici. L’intento futuro è quello di estendere l’applicazione degli impianti cocleari anche ai bambini per venire incontro alle numerose richieste che pervengono dal fronte pediatrico. Per ulteriori informazioni è possibile scrivere all’indirizzo mail: [email protected].
“I progressi clinico-tecnologici che si sono avuti negli ultimi trent’anni – spiega il Professore Gallina – ci permettono oggi di curare le sordità profonde in modo definito. L’impianto cocleare è il primo organo di senso artificiale che può ripristinare la funzionalità uditiva perchè sostituisce completamente la parte danneggiata, stimolando elettricamente il nervo acustico. L’obiettivo che ci siamo posti è quello di potenziare sempre più questa offerta di trattamento per la quale spesso i pazienti si spostano fuori regione. In particolare puntiamo ad implementare e consolidare sempre più tale attività per metterla a disposizione della comunità e poter offrire una risposta concreta alle molte richieste che provengono da utenti della Sicilia occidentale”.
“E’ un ambito di attività in cui come Azienda crediamo molto – sottolinea il Commissario Straordinario dell’AOU Alessandro Caltagirone – perchè siamo convinti che sia compito di una struttura sanitaria creare le condizioni per potenziare l’offerta laddove vi è più richiesta per evitare soprattutto che i pazienti debbano recarsi altrove, con maggiori costi in primis per chi è direttamente coinvolto, ma anche per il nostro sistema sanitario in generale. Il policlinico Giaccone ha al suo interno tutte le competenze per poter diventare – con un incremento costante nel numero di interventi – un riferimento per la popolazione che ha il diritto di poter trovare un trattamento specialistico vicino casa”.
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Covid, nuovi casi in lieve crescita e tasso positività a 0,68%
ROMA (ITALPRESS) – Leggera crescita dei casi di coronavirus in Italia. Nelle ultime 24 ore, secondo il quotidiano bollettino del ministero della Salute, i nuovi positivi sono 1.400 (ieri erano stati 1.255), nonostante il numero inferiore di tamponi processati 203.173 e che fa salire il tasso di positività allo 0,68%. Scendono i decessi, 52 (-11). Il numero dei guariti si incrementa di 5.399 mentre quello degli attualmente positivi cala di 4.051 attestandosi su un numero di 101.855.
Nuovo calo dei ricoverati nei reparti ordinari. Anche oggi si consolida il trend in discesa, con 3.064 pazienti, pari a 269 posti letto occupati in meno: scendono le terapie intensive sotto la soglia dei 500, sono per la precisione 471, con un saldo complessivo riguardante ingressi/uscite in calo di 33 unità e con 9 nuovi ingressi. In isolamento domiciliare si trovano 98.320 persone. La regione con il maggior numero di casi risulta essere la Lombardia (256), seguita da Sicilia (168) e Campania (167).
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Melanoma, una possibile azione benefica dalla caffeina
ROMA (ITALPRESS) – La caffeina ha un evidente effetto protettivo contro la crescita delle cellule di melanoma umano. E’ la conclusione alla quale sono giunti i ricercatori dell’ISS in collaborazione con i colleghi di due IRCCS (l’IDI di Roma e il Neuromed di Pozzilli) e di due università italiane (l’Università di Ferrara e l’Università di Roma “Tor Vergata”) attraverso uno studio appena pubblicato sulla rivista internazionale Molecules.
Lo studio è stato focalizzato sull’identificazione dei meccanismi attraverso i quali la caffeina svolge un importante ruolo protettivo contro alcuni tipi di tumori, già descritto in molti lavori in letteratura, ma ancora non completamente caratterizzato a livello molecolare. “Utilizzando approcci in silico e in vitro, abbiamo identificato una proteina che probabilmente gioca un ruolo fondamentale in questa azione benefica della caffeina, cioè l’enzima tirosinasi che, come è noto, ha una funzione chiave nella sintesi della melanina e che svolgerebbe sia un’azione protettiva contro gli effetti del danno generato dai raggi UV, sia un’importante funzione di immunomodulazione – afferma Francesco Facchiano, coordinatore dello studio effettuato presso il Dipartimento di Oncologia e Medicina Molecolare dell’ISS -. Infatti la melanina prodotta da cellule di melanoma umano esposte alla caffeina è risultata significativamente aumentata”.
“Molto importante è stata la scelta dei modelli cellulari, che in questo studio sono le ‘melanoma initiating cells’ che hanno interessanti caratteristiche di staminalità, tra le quali la capacità di conferire resistenza ai farmaci e la recidiva di un tumore: la caffeina ha significativamente ridotto la crescita di queste cellule. Abbiamo inoltre evidenziato il ruolo di molecole di segnale come IL-1ß, IP-10, MIP-1a, MIP-1ß e RANTES, la cui secrezione da parte di queste cellule in coltura è ridotta quando vengono esposte alla caffeina”, sottolinea Claudio Tabolacci, primo autore dell’articolo e ricercatore sostenuto dalla Fondazione Umberto Veronesi.
Come tutti i farmaci, anche la caffeina ha dei potenziali effetti collaterali, ma i risultati dello studio appena pubblicato aprono nuove ed interessanti prospettive nell’ambito della terapia differenziativa, finalizzata cioè a far differenziare le cellule per colpire solo quelle tumorali evitando la comparsa di recidive dopo il trattamento chemioterapico. Terapia che per tumori maligni come il melanoma cutaneo è considerata un promettente campo di studio.
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Conad al fianco Lega Filo D’Oro per costruzione nuovo Centro Nazionale
BOLOGNA (ITALPRESS) – Per il quarto anno consecutivo, continua la collaborazione di Conad, leader della GDO in Italia, con Fondazione Lega del Filo D’Oro Onlus, in prima linea per assistere le persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali e le loro famiglie.
Quest’anno il contributo versato dai clienti Conad attraverso la donazione dei punti maturati con la spesa, permetterà di terminare le residenze per gli ospiti del Centro Nazionale della Fondazione, raggiungendo un altro importante traguardo per la realizzazione della nuova struttura.
La generosa risposta di clienti e cooperative negli scorsi anni ha già restituito ottimi risultati contribuendo, a partire dal 2018, alla costruzione di residenze destinate alle famiglie per poi proseguire nel sostegno di percorsi di intervento precoce dedicati ai bambini dagli 0 ai 4 anni nel 2019. L’anno scorso, invece, è stata finanziata la costruzione della nuova mensa dedicata agli ospiti raccogliendo per l’iniziativa oltre 1 milione di euro.
“E’ grazie a partnership di valore come quella con la Lega del Filo d’Oro che noi di Conad Sosteniamo il Futuro. Abbiamo a cuore il futuro delle Comunità in cui operiamo, in particolare delle persone che ne hanno più bisogno. Siamo orgogliosi di sostenere questo importante progetto e siamo grati ai nostri clienti. E’ grazie al loro contributo che questa iniziativa ha preso forma e garantisce un futuro più sereno a bambini, giovani e adulti sordociechi e pluriminorati psicosensoriali e alle loro famiglie” – afferma Francesco Pugliese, Amministratore Delegato di Conad – “Il sostegno alla Lega del Filo d’Oro è dimostrazione di quanto sia importante sviluppare all’interno del punto vendita azioni virtuose che prevedano il diretto coinvolgimento dei nostri clienti. Siamo consapevoli che per essere sostenibili, anche dal punto di vista sociale, le parole chiave sono partecipazione e inclusività; in questo, i nostri negozi svolgono un ruolo fondamentale, piattaforme relazionali dove soci e clienti collaborano per alimentare le forze positive della Comunità”.L’iniziativa è solo una delle tante azioni a sostegno delle persone e delle comunità all’interno della strategia di sostenibilità di Conad “Sosteniamo il futuro”. Una cornice che oltre a raccogliere l’impegno per altre due dimensioni fondamentali per il Sistema Paese – come ambiente e risorse e imprese e territorio – contribuisce concretamente nel promuovere la partecipazione e l’inclusività, supportando la crescita e il benessere della Comunità in cui opera ogni giorno e distribuendo risorse attraverso una serie di iniziative nazionali e locali, in stretto coordinamento con le associazioni presenti nel territorio. “Il nuovo Centro Nazionale è il progetto più grande mai realizzato dalla Lega del Filo d’Oro e grazie anche al contributo di un partner di rilievo come Conad, delle sue cooperative e dei suoi clienti che hanno aderito al progetto, potremo mettere a disposizione delle persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali una struttura d’avanguardia in Europa per la loro assistenza e riabilitazione” – dichiara Rossano Bartoli, Presidente della Fondazione Lega del Filo d’Oro Onlus.
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La salute mentale dei minorenni ai tempi del Covid, al via ricerca
ROMA (ITALPRESS) – Al via una ricerca sulla salute mentale dei bambini e degli adolescenti ai tempi del Covid-19 promossa dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza in collaborazione con l’Istituto superiore di sanità e il Ministero dell’istruzione. Si tratta della prima iniziativa a carattere scientifico su scala nazionale di durata triennale con tre step intermedi – che mira a offrire un quadro esaustivo e rappresentativo della situazione. E’ previsto uno studio epidemiologico a carattere campionario che coinvolgerà fino a 7.500 minorenni suddivisi in tra fasce di età: 6-10, 11-13 e 14-18 anni. Sarà garantita un’adeguata rappresentatività di scuole rurali e urbane di Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Campania e Sicilia. Stamattina si è insediato il comitato scientifico del progetto. Nella cabina di regia è coinvolto anche il Ministero dell’istruzione.
Saranno raccolte le buone pratiche sperimentate per la sensibilizzazione dei genitori e della popolazione nonchè le strategie per la promozione della salute mentale nelle scuole. Nel report finale saranno inserite le raccomandazioni dell’Autorità garante a Governo e altre istituzioni per dare una risposta a un problema che si presenta con caratteristiche preoccupanti. “Sono arrivati numerosi segnali d’allarme a proposito di casi di disagio, autolesionismo, disturbi alimentari scorretti, dipendenze da alcol o droghe, provenienti spesso da alcuni dei principali reparti di neuropsichiatria infantile italiani, che impongono un approfondimento. Questo progetto vuol comprendere in maniera scientifica quanto sia esteso e profondo il fenomeno e capire in generale cosa si può fare per affrontarlo efficacemente”, osserva l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza Carla Garlatti.
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Al Gemelli protesi del ginocchio da stampante 3d, prima al mondo
ROMA (ITALPRESS) – Impiantata per la prima volta al mondo presso la Fondazione Policlinico Gemelli una nuova rivoluzionaria protesi del ginocchio, realizzata con una stampante 3D.
L’intervento è stato effettuato da Ivan De Martino, inventore insieme a due colleghi americani di questa innovativa protesi al titanio ‘porosò (trabecolare), su un 49enne che aveva sviluppato una forma di artrosi secondaria a seguito di una frattura del piatto tibiale, causata da un incidente stradale. Il dottor De Martino ha solo 38 anni ed è un ‘cervello di rientrò in Italia, dopo 7 anni passati negli Usa.
“L’artrosi è un processo degenerativo della cartilagine articolare – spiega De Martino, ortopedico presso la UOC di Ortopedia e traumatologia della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, diretta dal professor Giulio Maccauro – che normalmente osserviamo negli anziani. L’età media di chi deve essere sottoposto ad una protesi d’anca o di ginocchio è intorno ai 65-70 anni; ma oggi, con l’aumento dell’attività sportiva e dei conseguenti traumi a menisco o legamenti crociati o a causa delle fratture articolari in età giovanile, si può andare incontro alla cosiddetta artrosi secondaria, già a 50 anni”.
L’intervento tradizionale di artroprotesi di ginocchio prevede l’uso del ‘cementò osseo (polimetilmetacrilato, PMMA) per ancorare la protesi all’osso. Tuttavia, il cemento dopo 15-20 anni può cedere e le protesi possono ‘scollarsi dall’ossò. “Per questo – spiega De Martino – nei giovani è nata l’esigenza di ancorare le protesi in maniera diversa; si è passati dunque a nuove soluzioni: le protesi non cementate di nuova generazione, che si inseriscono direttamente nell’osso, lasciando che questo vi aderisca direttamente”. Un tentativo del genere era già stato fatto una ventina d’anni fa, ma senza successo.
“I problemi di allora – prosegue De Martino – sono stati superati con le moderne tecnologie, come le protesi non cementate prodotte attraverso una stampante 3D. Si tratta di soluzioni adatte ai giovani, che hanno esigenze diverse dall’anziano, comprese quelle di tornare a svolgere alcuni tipi di attività sportiva come giocare a tennis o a sciare; questo comporta dei carichi diversi sulla protesi, che viene utilizzata di più e per un periodo più lungo. Qui al Gemelli eravamo già all’avanguardia per le protesi del ginocchio nel giovane e adesso siamo stati i primi al mondo ad utilizzare una di queste nuove protesi innovative nell’uomo. Il 29 aprile scorso abbiamo impiantato la prima protesi al titanio stampata 3D su un paziente di 49 anni con artrosi post-traumatica, dovuta ad una frattura del piatto tibiale, riportata a seguito di un incidente motociclistico”.
Le stampanti 3D sono già state collaudate per le protesi d’anca; solo di recente questa tecnologia è stata applicata alle protesi non cementate del ginocchio. “Oggi con la stampa 3D – afferma il dottor De Martino – è possibile ricreare in laboratorio una struttura trabecolare, porosa, simile a quella dell’osso; il titanio può essere ‘stampatò con una porosità variabile e proprietà biomeccaniche molto simili all’osso, sia in termini di macro e di micro-architettura, che biomeccaniche; questo consente all’osso del paziente di ricrescere dentro questa protesi di titanio ‘porosò (trabecolare) e di resistere meglio alle sollecitazioni”.
Ad inventare queste protesi rivoluzionarie è stato lo stesso De Martino insieme ad altri due colleghi americani, Thomas Sculco e Peter Sculco con i quali ha lavorato per sette anni a New York, presso l’Hospital for Special Surgery, vero e proprio tempio dell’ortopedia mondiale (da 12 anni è il primo ospedale al mondo per l’ortopedia, secondo la classifica di NewsWeek): in questa struttura, nel 1974, nasceva la prima protesi moderna del ginocchio.
“L’idea di queste protesi al titanio ‘porosò – ricorda De Martino è nata come un progetto di ricerca, attraverso il quale abbiamo studiato varie soluzioni per stabilire la migliore distribuzione della porosità del titanio della protesi. Il sistema di ancoraggio delle nuove protesi è rappresentato da due fittoni principali; però dove collocarli a livello topografico ha richiesto un lungo studio accompagnato da simulazioni al computer con modelli matematici, che ci hanno fatto capire quale fosse la topografia ideale, che è poi quella che abbiamo scelto per le nostre protesi. La nuova protesi è stata sviluppata e commercializzata con una company italiana, la Lima Corporate di Villanova San Daniele (Friuli), leader mondiale della stampa 3D in ortopedia e produttore della prima componente protesica d’anca stampata in 3D al mondo nel 2007”.
“L’utilizzo delle stampanti 3D ha migliorato moltissimo le caratteristiche degli impianti e il loro adattamento all’osso ospite – spiega il professor Giulio Maccauro, direttore della UOC di Ortopedia e Traumatologia – e queste metodiche sono correntemente utilizzate nelle grandi revisioni protesiche, nel campo dell’oncologia del sistema muscolo-scheletrico per permettere di realizzare impianti che perfettamente riproducano la parte ossea rimossa per la mobilizzazione degli impianti o per neoplasia. Più recentemente sono state utilizzate anche in traumatologia per riprodurre fedelmente le fratture prima dell’intervento, preparare ed adattare i mezzi di sintesi da utilizzare in sala operatoria; infine, le stampanti 3D sono utilizzate anche per la realizzazione di impianti protesici primari, come quello effettuato dai dottori De Martino e Sculco”.
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Covid, 1.255 nuovi casi e 63 decessi nelle ultime 24 ore
ROMA (ITALPRESS) – Tornano sopra quota mille i nuovi casi di Coronavirus in Italia. Nelle ultime 24 ore, secondo i dati forniti dal ministero della Salute, i nuovi positivi sono 1.255, in crescita rispetto ai 907 registrati ieri a fronte però di un numero più elevato di tamponi effettuati, 212.122 determinando un tasso di positività che si attesta allo 0,59%. In crescita anche i decessi, oggi a quota 63 (+27). Supera quota 4 milioni la quota di soggetti guariti (4.014.025), mentre gli attualmente positivi calano a 105.906. Sul lato della pressione negli ospedali si registra un calo dei ricoverati di 132 unità, con un numero totale pari a 3.333. Sul fronte delle terapie intensive, nel saldo complessivo riguardante ingressi/uscite si evidenzia un calo di 32 degenti (504) ma con 26 nuovi ingressi. In isolamento domiciliare si trovano 102.069 persone. La regione con il maggior numero di casi risulta essere la Sicilia (200), seguita da Lombardia (182) e Puglia (169).
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