ROMA (ITALPRESS) – Le dosi di vaccino contro il Covid-19 somministrate in Italia sono 45.022.254, pari al 90,7% del totale di quelle consegnate (49.641.554). Nel dettaglio sono state somministrate 33.692.574 dosi di Pfizer-BioNTech, 4.539.813 di Moderna, 9.667.166 di Vaxzevria-AstraZeneca e 1.742.001 di Janssen. E’ quanto risulta dal report online del Commissario straordinario per l’emergenza sanitaria. Gli italiani vaccinati con entrambe le dosi sono 15.286.319, il 28,18% della popolazione over 12.
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Vaccino, in Italia somministrate 45 milioni di dosi
Covid, Istituto Superiore Sanità “in Italia il ceppo Delta sotto l’1%”
ROMA (ITALPRESS) – “Al momento la variante indiana, classificata come Delta, non costituisce un particolare pericolo per l’Italia. A patto di continuare con le attività di tracciamento dei casi e isolamento dei contatti”. Così, in un’intervista al Corriere della Sera, Anna Teresa Palamara, da poco nominata a capo del Dipartimento di malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità. Il suo primo cimento è proprio il nuovo ceppo del Sars-CoV-2. Contro la minaccia delle mutazioni virali sta partendo la rete italiana anti-epidemica (Ria), un’unica piattaforma pubblica per la sorveglianza, il sequenziamento, il monitoraggio e la ricerca dedicate a questa emergenza e a quelle che verranno. Uno strumento che include l’iniziale progetto del Consorzio per il sequenziamento, annunciato a gennaio.
“Abbiamo lavorato intensamente – spiega – per mettere a punto col ministero della Salute e la struttura commissariale coordinata dal generale Figliuolo un presidio di contrasto alla pandemia che vuole diventare permanente per scongiurare le prossime emergenze. Sono coinvolti i laboratori di microbiologia presenti sul nostro territorio. E’ un network che permetterà di lavorare tutti insieme e di garantire un’azione di sorveglianza equilibrata in tutte le Regioni. Obiettivo principale, individuare precocemente le varianti e arrivare a sequenziare il 5% dei campioni positivi nei periodi ad alta circolazione del virus e il 20% in quelli a bassa circolazione”.
“Il Sars-CoV-2 muta in continuazione – aggiunge -. Per il virus è un comportamento normale. Con una rete di monitoraggio sapremo distinguere le varianti pericolose e mettere in campo rapidamente le contromisure in modo da circoscrivere i focolai”. Ed in merito alla Delta, dice: “In Italia il numero dei casi è contenuto e circoscritto a focolai che fortunatamente sono tutti legati a positivi asintomatici. Questo fa ben sperare. Attualmente la variante predominante è la alfa, l’inglese, identificata nell’80% dei casi. La Delta è sotto l’1%”.
“Anche la Delta mostra una mutazione nel gene della Spike, la proteina che il virus utilizza per legarsi alle cellule umane. E’ più contagiosa ma non più aggressiva in quanto a severità della malattia. Le 4 varianti finora emerse hanno mostrato le stesse caratteristiche. Di solito i virus evolvono per adattarsi all’ospite, l’uomo. Il loro obiettivo è sopravvivere senza danneggiarlo. Ma il nostro sistema immunitario non resta a guardare, si adatta al nuovo virus, gli anticorpi si aggiornano per contrastarlo”. “Mai sottovalutare questo virus – conclude -. Il vaccino però è una protezione affidabile: due dosi conferiscono una protezione importante, pur infettandosi si evita la malattia severa. Ciò non significa sentirsi autorizzati ad abbassare la guardia. Togliere la mascherina all’aperto può avere un senso in una fase di bassa circolazione epidemica, nei luoghi chiusi però proteggiamoci”.
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Covid, 1.147 nuovi casi e 35 decessi con tasso positività a 0,53%
ROMA (ITALPRESS) – Ancora un nuovo calo dei casi Covid in Italia. Nelle ultime 24 ore, secondo i dati del bollettino del ministero della Salute, i nuovi positivi sono 1.147 nuovi casi con una riduzione, rispetto le 24 ore precedenti, di 178 unità. Ciò però con un numero superiore di tamponi processati, 216.026 e che determina un tasso di positività dello 0,53%. Leggera discesa dei decessi, 35 (-2). I guariti sono 7.648, il numero degli attualmente positivi si riduce di 6.536, con un numero totale pari a 92.072. Per quanto riguarda i ricoverati, si registra anche oggi una riduzione tra coloro che si trovano nei reparti ordinari: sono 2.680, in flessione rispetto a ieri di 208 pazienti. In discesa pure le terapie intensive, 416 (-28,) ma con 11 nuovi ingressi. In isolamento domiciliare si trovano 88.976 persone. Prima regione per numero di nuovi casi oggi è la Sicilia (170), seguita da Lazio (147) e Lombardia (114).
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Speranza “Quarantena di 5 giorni con tampone per arrivi da GB”
ROMA (ITALPRESS) – “Ho firmato una nuova ordinanza che: 1) consente l’ingresso dai Paesi dell’Unione Europea e da Stati Uniti, Canada e Giappone con i requisiti del Certificato Verde;
2) prolunga le misure di divieto di ingresso da India, Bangladesh e Sri Lanka; 3) introduce una quarantena di 5 giorni con obbligo di tampone per chi proviene dalla Gran Bretagna”. E’ quanto scrive su facebook il ministro della Salute Roberto Speranza.
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Sla, Gemelli-Cattolica “Promuoviamo ricerca scientifica e assistenza”
ROMA (ITALPRESS) – “La Sclerosi Laterale Amiotrofica è una malattia degenerativa caratterizzata una paralisi progressiva di tutta la muscolatura scheletrica con conseguente immobilità degli arti, blocco della parola e della deglutizione e, infine, perdita del respiro. Ai devastanti effetti sul corpo si aggiungono le conseguenze sugli aspetti sociali, economici, psicologici che si abbattono sull’ammalato e su tutto il gruppo familiare. La complessa assistenza di malati che hanno difficoltà a respirare e a nutrirsi spesso non trova i dovuti riscontri e il senso di abbandono si insinua ad amplificare sofferenze già enormi. La ricerca sulle cause e i meccanismi di malattia rappresenta l’unica via per arrivare a individuare una terapia efficace”. A dirlo il professor Mario Sabatelli, docente di neurologia all’Università Cattolica campus di Roma, direttore Centro Clinico Nemo Adulti- Policlinico Gemelli e presidente della Commissione Medico Scientifica di AISLA, in occasione della Giornata Mondiale della SLA il 21 giugno.
“Negli ultimi anni la ricerca in campo genetico ha presentato un impressionante sviluppo e uno studio pubblicato lo scorso anno sulla prestigiosa rivista “New England Journal of Medicine”, sta animando i pensieri e le speranze del mondo scientifico – aggiunge -. Nel 10% dei casi la SLA è familiare, mentre nel restante 90% dei casi la malattia si manifesta come forma sporadica. Dei tanti geni identificati fino a oggi, il gene SOD1, è responsabile di circa il 2% delle SLA. Nel luglio 2020 è stato pubblicato sul NEJM uno studio sull’uso del Tofersen (noto anche come BIIB067), un oligonucleotide antisenso in grado di legarsi specificamente all’RNA messaggero di SOD1, come possibile trattamento per le persone affette da SLA con mutazioni nel gene SOD1 (Miller et al.). E’ uno studio condotto su un piccolo numero (50) persone con SLA da mutazione SOD1. La dose di 100 mg ha determinato una riduzione significativa della concentrazione della proteina tossica nel liquor e l’analisi del decorso clinico, effettuato mediante scale standard, ha mostrato una differenza tra placebo e pazienti che hanno ricevuto il farmaco”. “La differenza – spiega ancora Sabatelli – era molto marcata nel sottogruppo di ammalati con una mutazione associata a una forma aggressiva di malattia (fast progressors). In questo gruppo, in chi ha ricevuto il farmaco la scala ALS-FRS è rimasta invariata a 85 giorni e la misurazione della respirazione ha mostrato una perdita media di 5 punti percentuali a fronte di un caduta severa dei valori nelle persone che hanno ricevuto placebo. Nonostante il piccolo numero di pazienti incluso nello studio e il breve follow-up impongano una necessaria cautela nel fare considerazioni conclusive, i dati pubblicati appaiono di straordinaria importanza. Innanzitutto per la prima volta si utilizza un farmaco con un razionale molto solido in un contesto di medicina di precisione: la causa (mutazione SOD1) e il meccanismo patogenetico (effetto tossico della proteina mutata) non sono ipotesi ma evidenze dimostrate. Inoltre l’effetto clinico osservato appare rilevante perchè le forme di SLA a rapida progressione da mutazione SOD1 hanno un decorso stereotipato, invariabilmente molto aggressivo”.
Secondo Sabatelli “entro pochissimi mesi avremo il risultato del secondo studio attualmente in corso e in questa previsione pochi giorni fa è stato avviato il programma di accesso a tale terapia che si svolgerà tra luglio e novembre in due tappe, dando priorità agli ammalati con forme rapidamente progressive. Anche se, va ribadito ancora una volta con chiarezza, non vi è ancora certezza dei risultati e la terapia potrà interessare solo il 2% delle persone con SLA, cioè quelli con mutazione del gene SOD1, questo – conclude – è un momento importante nella storia di questa malattia nella speranza che un primo successo possa determinare una sorta di effetto a cascata sulla ricerca di altri farmaci”.
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Vaccino, superato il target del 50% da coprire entro settembre
ROMA (ITALPRESS) – Continua il calo degli infetti mentre aumentano le vaccinazioni. In particolare, il numero degli infetti tra la popolazione over 70 è sceso al 6,8% nell’ultimo periodo considerato (24 maggio – 06 giugno 2021), il valore più basso registrato da fine agosto 2020 (7,2%). Analizzando il rapporto tra il numero di somministrazioni dei vaccini rispetto al PIL reale pro capite (x 100.000 abitanti) nei Paesi Membri dell’Unione Europea, ad oggi il valore medio Ue delle somministrazioni è pari a 68.693 x 100.000 abitanti, il valore dell’Italia è pari a 72.106 x 100.000 abitanti. E’ quanto emerso dalla 57ma puntata dell’Instant Report Covid-19 – https://altems.unicatt.it/altems-covid-19 – una iniziativa dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell’Università Cattolica di confronto sistematico dell’andamento della diffusione del Sars-COV-2 a livello nazionale. “Si avvicina il target del 70% della popolazione adulta da vaccinare nei singoli Paesi Membri entro il 22 settembre: abbiamo percorso più di metà di quel target, siamo al 52,01% considerando i dati ultimi aggiornati”, commenta Americo Cicchetti, direttore Altems.
“E’ incoraggiante vedere come incrementando in modo rapido il numero delle somministrazioni sul territorio nazionale si assista anche ad un decremento importante e direttamente correlato delle infezioni da covid-19 – aggiunge Cicchetti -. In particolare, il numero degli infetti tra la popolazione over 70 è sceso al 6,8% nell’ultimo periodo considerato (24 maggio – 06 giugno 2021), il valore più basso registrato da fine agosto 2020 (7,2%)”.
L’analisi riguarda tutte le 21 Regioni e Province Autonome italiane.
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Alzheimer, preservare la memoria con la stimolazione magnetica
MILANO (ITALPRESS) – L’IRCCS Centro San Giovanni di Dio Fatebenefratelli di Brescia, sotto la responsabilità della dottoressa Michela Pievani, attiva NEST4AD, uno studio di stimolazione non-invasiva per preservare la memoria. Lo studio si rivolge a persone di almeno 60 anni senza deficit cognitivi e mira a testare se la tecnica di neuromodulazione rTMS (stimolazione magnetica transcranica ripetuta) possa modulare, mediante l’applicazione di ripetuti impulsi magnetici, la comunicazione tra le aree della rete neuronale chiamata DMN (default mode network), la quale è associata alla memoria episodica ed autobiografica. Numerosi studi hanno osservato come nelle persone con diagnosi di Alzheimer questa rete abbia una ridotta connettività, causa delle difficoltà di memoria caratteristiche della malattia. Tale ridotta interconnessione è risultata essere presente anche in persone senza deficit cognitivi, ma con un aumentato rischio di sviluppare deficit cognitivi a causa di fattori di predisposizione come la presenza dell’allele e4 dell’Apolipoproteina E (APOE).
Le persone in linea con i criteri previsti dal protocollo di studio verranno assegnati, in modo casuale, ad uno dei due gruppi sperimentali: stimolazione attiva (rTMS reale) o placebo (rTMS sham). Il protocollo di studio include 4 sessioni di rTMS, nonchè 2 valutazioni neuropsicologiche, 2 esami di risonanza magnetica e 2 esami neurofisiologici (TMS-EEG) che saranno effettuati prima delle sessioni di rTMS e al loro termine. La valutazione neuropsicologica sarà ripetuta anche dopo due mesi dall’intervento.
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Covid, 1.325 nuovi casi ma guariti oltre quota 4 milioni
ROMA (ITALPRESS) – In calo i nuovi casi Covid in Italia. Nelle ultime 24 ore, secondo i dati del bollettino del ministero della Salute, i nuovi positivi sono 1.325, 75 in meno rispetto a ieri.
Con un numero inferiore di tamponi processati, 200.315, il dato fa scendere leggermente il tasso di positività allo 0,66%. Nuova discesa anche dei decessi, 37 (-15). Il numero dei guariti si incrementa di 4.533 unità toccando quota 4 milioni (4.023.957), mentre quello degli attualmente positivi finisce sotto la soglia dei 100 mila casi, con un calo in 24 ore di 3.247. Intanto, sul fronte ospedaliero si registra una flessione tra i ricoverati nei reparti ordinari, dove sono ospitati 2.888 degenti (-176). Calo pure nelle terapie intensive, dove i ricoverati sono 444 (-27), con 15 nuovi ingressi. In isolamento domiciliare si trovano 95.276 persone. Prima regione per numero di nuovi casi si conferma la Lombardia (232), seguita da Sicilia (228) e Campania (131).
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