ROMA (ITALPRESS) – Sul sito www.federfarma.it, nella sezione spesa farmaceutica, sono disponibili i dati di spesa relativi al 2020. La spesa farmaceutica netta SSN ha fatto registrare nel 2020 un calo del -2% rispetto al 2019, determinato da una diminuzione del -4,6% del numero delle ricette SSN, parzialmente compensato da un incremento del valore medio della ricetta (netto +2,7%; lordo +2%), conseguente a un incremento del prezzo medio dei farmaci erogati in regime convenzionale (+0,7%). Nel 2020 le ricette sono state oltre 544 milioni, pari in media a 9,14 ricette per ciascun cittadino. Le confezioni di medicinali erogate a carico del SSN sono state un miliardo e 35 milioni (-5,6% rispetto al 2019). Ogni cittadino italiano ha ritirato in farmacia in media 17,4 confezioni di medicinali a carico del SSN, di prezzo medio pari a 9,26 euro. Sempre sul sito Federfarma, è disponibile l’opuscolo “La farmacia italiana 2020-2021”, pubblicazione con i dati aggiornati sul mondo della farmacia.
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Nel 2020 spesa farmaceutica netta in calo del 2%
Covid, 2.199 nuovi casi e 77 decessi in 24 ore
ROMA (ITALPRESS) – Nuova risalita dei casi di coronavirus in Italia. Sono 2.199 i nuovi positivi contro i 1.896 registrati nelle 24 ore precedenti, secondo il consueto bollettino del Ministero della Salute. Calano i decessi, 77, mentre i guariti sono 8.912. Per quanto riguarda gli attualmente positivi, si evidenzia un calo complessivo di 6.791 attestandosi ad un numero totale di 174.935.
Sono 218.738 i tamponi processati, con un tasso di positività che ale leggermente all’1%. Non si ferma il costante calo dei contagi negli ospedali: oggi nei reparti ordinari i degenti ospitati sono 4.382, in discesa di 303; più contenuto il calo nelle terapie intensive, 661 con un saldo negativo di 27 e 24 nuovi ingressi. Le persone in isolamento domiciliare sono 169.892. La regione con l’incremento maggiore risulta essere la Lombardia (322), seguita da Sicilia (320) e Campania (257). Al contrario sono 3 i nuovi positivi in Molise e 4 in Valle d’Aosta.
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Da Piacenza una nuova strategia per combattere il Covid
PIACENZA (ITALPRESS) – Pubblicato sulla prestigiosa rivista “Journal of Medical Internet Research” un importante studio coordinato dalla cardiologia e dall’anestesia dell’ospedale di Piacenza, assieme al Centro Cardiologico Monzino, al Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale del Politecnico di Torino, all’istituto Dalle Molle di Intelligenza artificiale di Lugano ed all’istituto Toelt di Zurigo. I ricercatori hanno sviluppato per la prima volta in Italia un sistema in grado di predire il rischio di morte dei pazienti con polmonite da Covid-19.
La tecnica utilizzata è rivoluzionaria ed è basata sul “Machine Learning”, secondo il quale la macchina apprende in maniera autonoma dai dati che le vengono forniti, migliorando costantemente le sue capacità predittive ed individuando correlazioni.
Nello studio l’utilizzo di questa tecnica ha permesso la creazione di un’applicazione web (https://covid.7hc.tech) in grado di aiutare il medico nel determinare il giusto iter terapeutico in base alla gravità del paziente e, di conseguenza, ridurre drasticamente il ricorso a farmaci non necessari o poco efficaci. Il sito web è a disposizione gratuita dell’intera comunità medico-scientifica impegnata nella lotta al virus.
La ricerca è stata condotta da Geza Halasz e Michela Sperti, con la collaborazione di Umberto Michelucci e Matteo Villani, coordinati da Massimo Piepoli e Massimo Nolli (per la parte medica) e da Marco Agostino Deriu e Dario Piga (per la parte ingegneristica).
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A Veronafiere torna il network place per l’innovazione biomedica
ROMA (ITALPRESS) – Dal 2 al 3 luglio il Centro Congressi Palaexpo di Veronafiere ospita la seconda edizione di “Innovabiomed, il network place per l’innovazione biomedica”, primo evento del settore biomedicale a svolgersi in presenza dall’inizio della pandemia. “E’ una seconda edizione voluta fortemente, è una delle prime fiere d’Italia che faremo. La pandemia ha sconvolto tutti, ci ha fatto pagare un grande prezzo dal punto di vista umano, ma anche dal punto di vista economico e noi come Veronafiera lo sappiamo bene”, ha detto Maurizio Danese, presidente Veronafiere. “Credo che parlare di pandemia ci ha aiutato a capire quanto la tecnologia e l’innovazione sia importante, soprattutto nel campo medico. L’edizione di Innovabiomed parlerà non solo di emergenza, è un settore importantissimo che vale tanto quanto il mondo del vino, oltre 16,5 miliardi. Credo che Veronafiere con questo nuovo prodotto abbia incrementato profondamente il suo portafoglio, ma soprattutto abbia messo un accento particolare sul mondo dell’innovazione e della ricerca, questo è in linea con i nostri obiettivi che perseguiamo da anni”, ha aggiunto.
Le parole d’ordine saranno multidisciplinarietà, connessione tra le diverse materie scientifiche. Il format è quello di una conferenza ed expo con una parte dove verranno presentate le iniziative dei giovani, nuovi progetti innovativi, con oltre 100 relatori. “In questo anno e mezzo ci siamo resi conto di quanto il mondo produttivo segua quanto venga dall’innovazione e dalla ricerca in campo sanitario”, ha spiegato Alberto Nicolini, editore di distrettobiomedicale.it e co-organizzatore dell’evento. “Abbiamo scoperto l’importanza dei ventilatori polmonari, dei caschi per respirare. Davanti a noi abbiamo delle opportunità, come sempre succede nei momenti di crisi, e alla base di questo c’è il lavoro di squadra. Abbiamo l’aspirazione di diventare un network place europeo, quello che si farà qua diventerà un punto di riferimento per il mondo”, ha aggiunto.
Per Massimiliano Boggetti, presidente Confindustria Dispositivi Medici “è un evento che arriva in un momento storico del Paese, stiamo finalmente vedendo l’uscita dalla pandemia, dove il valore dei dispositivi medici è apparso fin dall’inizio straordinariamente importante. E’ un comparto fatto da circa sei mila imprese in Italia, che vive di innovazione. Le industrie investono circa un miliardo ogni anno in ricerca e sviluppo per lanciare nel mercato tecnologie che rendono la sanità migliore e più accessibile”.
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Tumori del fegato e del pancreas, Ismett fra centri leader nella cura
PALERMO (ITALPRESS) – Ismett si conferma ai primi posti in Italia per la cura dei tumori maligni del fegato e del pancreas: è quello che emerge dai dati di Agenas (l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali che si occupa di monitoraggio e valutazione) sugli indicatori di qualità per questi settori della chirurgia . Ismett realizza complessivamente il 30% di tutte le procedure chirurgiche eseguite in Sicilia per queste patologie, con una mortalità chirurgica a trenta giorni dall’intervento molto bassa: in particolare nel triennio 2017-19 per la chirurgia resettiva dei tumori maligni del fegato si attesta allo 0.63% e per il pancreas allo 0% . “Per la chirurgia dei tumori maligni del fegato questi dati trasferiti a livello nazionale dicono che solo il 3,7 delle 373 strutture italiane dove si esegue questa chirurgia hanno fatto più interventi del nostro centro – spiega il professor Salvatore Gruttadauria, direttore del Dipartimento di Chirurgia Addominale di ISMETT – Inoltre, la mortalità trenta giorni dopo l’intervento di resezione epatica per il triennio 2017-2019 presso la nostra struttura è del 0.63% a fronte della mortalità media di centro per l’intera nazione che è risultata essere del 2.28 %. Questi risultati collocano Ismett al terzo posto tra i 49 centri italiani valutati da Agenas”.
Ottimi risultati anche per quanto attiene la cura dei tumori maligni del pancreas. Nel periodo 2017-2019, Ismett ha ricoverato 53 persone, nessuna delle quali risulta deceduta a 30 giorni per cui la stima di mortalità è dello 0%. La mortalità media di centro per l’intera nazione è risultata essere del 5.22 %. Sono, infine, 1400 resezioni le resezioni epatiche eseguite complessivamente in ISMETT. Con una media – nell’ultimo triennio – di oltre cento resezioni l’anno . Le resezioni pancreatiche complessive sono invece 563, con una media di oltre 50 interventi per anno nell’ultimo biennio.
Interventi di questo tipo sono possibili grazie all’attività di èquipe multidisciplinari. La Liver Unit e la Pancreas Unit di ISMETT sono composte da team che comprendono oltre ai chirurghi, anestesisti, intensivisti rianimatori, gastroenterologi, epatologi, endoscopisti, radiologi, infettivologi, fisioterapisti e quality control, che utilizzano tutta la esperienza e le professionalità maturate in oltre 20 anni di attività e che hanno fatto di ISMETT un centro di riferimento internazionale per la cura dei pazienti con insufficienza terminale d’organo con oltre 2500 trapianti di organi effettuati.
“L’eccellenza di ISMETT per il trattamento dei tumori epatobiliopancreatici,- sottolinea ancora Gruttadauria – è testimoniata dai risultati clinici che sono costantemente confrontati con quelli ottenuti dai colleghi del centro medico di UPMC negli Stati Uniti e dal posizionamento fra i primi dieci centri italiani (su 60 censiti) per numero di resezioni epatiche eseguite con tecnica mini invasiva – laparoscopica, così come riportato dai reports del registro italiano per la chirurgia mini invasiva del fegato I Go Mils”. Anche in base ai risultati ottenuti, nel 2019 la Regione siciliana ha riconosciuto l’Istituto come Centro di Riferimento Regionale per il trattamento di questa patologia.
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Il Parlamento europeo dà il via libera definitivo al green pass
BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – Il Parlamento Europeo ha approvato il regolamento che istituirà il certificato Covid Ue digitale, o green pass, che entrerà in vigore il prossimo primo luglio. La Plenaria lo ha approvato con 546 voti a favore, 93 contrari e 51 astensioni (cittadini dell’UE) e con 553 a favore, 91 contrari e 46 astensioni (cittadini di paesi terzi residenti nell’UE). Il certificato sarà rilasciato gratuitamente dalle autorità nazionali e sarà disponibile in formato digitale o cartaceo con un codice QR. Il documento attesterà che una persona è stata vaccinata contro il coronavirus o ha effettuato un test recente con esito negativo o che è guarita dall’infezione. In pratica, si tratta di tre certificati distinti. Un quadro comune dell’UE renderà i certificati compatibili e verificabili in tutta l’Unione europea, oltre a prevenire frodi e falsificazioni.
Il sistema si applicherà dal 1° luglio 2021 e resterà in vigore per 12 mesi. Il certificato non costituirà una condizione preliminare per la libera circolazione e non sarà considerato un documento di viaggio. Durante i negoziati tra le istituzioni, i deputati hanno ottenuto un accordo che stipula che gli Stati dell’UE non potranno imporre ulteriori restrizioni di viaggio ai titolari di certificati – come quarantena, autoisolamento o test – “a meno che non siano necessarie e proporzionate per salvaguardare la salute pubblica”. Si dovrà tenere conto delle prove scientifiche, “compresi i dati epidemiologici pubblicati dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie. Tutti i Paesi dell’UE devono accettare i certificati di vaccinazione rilasciati in altri Stati membri per i vaccini autorizzati dall’Agenzia europea per i medicinali. Spetterà agli Stati membri decidere se accettare anche i certificati per i vaccini autorizzati secondo le procedure nazionali o per i vaccini elencati dall’Oms per l’uso d’emergenza. Il testo dovrà ora essere formalmente adottato dal Consiglio e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, per l’entrata in vigore e l’applicazione immediata dal 1° luglio 2021.
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Covid, 1.896 nuovi casi e 102 decessi in 24 ore
ROMA (ITALPRESS) – Risalita dei casi di coronavirus in Italia. Dai 1.273 registrati nelle 24 ore precedenti ai 1.896 segnati oggi dal consueto bollettino del Ministero della Salute. Questo però a fronte di un numero più elevato di tamponi processati, 220.017 e che fa scendere il tasso di positività sotto l’1%, esattamente allo 0,86%. Il numero dei decessi torna sopra la soglia dei 100 giornalieri: sono infatti 102.
Intanto negli ospedali si registra un nuovo calo; 4.685 le persone ricoverate nei reparti ordinari (-225), 688 (-71) nelle terapie intensive con 17 nuovi ingressi. Le persone in isolamento domiciliare sono 181.726. La regione con l’incremento maggiore risulta essere la Sicilia (337), seguita da Lombardia (291) e Campania (251).
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Due terapie pionieristiche per il trattamento del Parkinson
ROMA (ITALPRESS) – Bayer AG annuncia che BlueRock Therapeutics, una società biofarmaceutica consociata interamente controllata da Bayer AG e attiva nel settore clinico, ha somministrato la prima dose di neuroni dopaminergici derivati da cellule staminali a un paziente con la malattia di Parkinson nell’ambito di uno studio clinico di fase 1 condotto in aperto. Inoltre, attraverso Asklepios BioPharmaceutical Inc., una società del settore clinico interamente controllata da Bayer che si dedica alle terapie geniche associate all’impiego di Adenovirus (AAV), l’azienda sta conducendo un programma dedicato alle terapie geniche mirato alla creazione di trattamenti avanzati per la malattia di Parkinson. Il programma sta attualmente arruolando e valutando pazienti nell’ambito di uno studio clinico di fase 1b.
“Il potenziale dei candidati clinici di BlueRock e AskBio per il trattamento della malattia di Parkinson potrebbe rivelarsi immenso – ha affermato Wolfram Carius, responsabile delle terapie geniche e cellulari presso Bayer -. Per la prima volta, potremmo avere la possibilità di fermare e invertire il corso di questa malattia degenerativa, offrendo un beneficio significiativo a questi pazienti. La sperimentazione clinica è nelle prime fasi, ma si lavora con impegno e dedizione per spingersi oltre i confini della scienza attuale e migliorare nettamente la vita di chi aspetta da troppo tempo l’arrivo di trattamenti innovativi”.
La malattia di Parkinson è il disturbo motorio neurodegenerativo più diffuso: interessa oltre 10 milioni di persone in tutto il mondo. E’ provocata dal progressivo danneggiamento di alcune cellule nervose cerebrali, con conseguente riduzione dei livelli di dopamina (un neurotrasmettitore che consente il controllo della memoria e dei movimenti. Spesso la malattia inizia con un tremore in una mano.
Tra gli altri sintomi, vi sono rigidità, crampi e discinesie (movimenti involontari, erratici e convulsi di viso, braccia, gambe o torso). Per mitigare i sintomi si utilizzano generalmente i precursori del neurotrasmettitore dopamina, come levodopa, il cui effetto diminuisce tuttavia con la progressione della malattia. Attualmente non è disponibile alcun trattamento in grado di modificarne il decorso. Mirando alle cause all’origine della malattia, le terapie cellulari e geniche si spingono oltre il trattamento dei sintomi.
BlueRock, utilizzando veri e propri neuroni dopaminergici, intende re-innervare le regioni del cervello colpite dalla malattia, invertendo il processo degenerativo e, potenzialmente, ripristinando la funzione motoria. Nella sperimentazione clinica condotta da BlueRock saranno arruolati dieci pazienti in centri situati negli Stati Uniti (USA) e in Canada.
Nell’ambito di questo studio, i pazienti saranno sottoposti a trapianto chirurgico delle cellule in grado di produrre dopamina all’interno del putamen, una struttura situata alla base del cervello e interessata dalla malattia di Parkinson. L’obiettivo primario dello studio di fase 1 (NCT04802733) è valutare la sicurezza e la tollerabilità del trapianto di cellule a un anno dall’intervento. Gli obiettivi secondari dello studio sono la valutazione della sopravvivenza delle cellule trapiantate e gli effetti motori dopo uno e due anni dall’intervento, la valutazione della sicurezza e della tollerabilità fino a due anni e la valutazione della fattibilità del trapianto.
L’approccio di AskBio prevede invece l’utilizzo di un adenovirus AAV come vettore per il trasporto del gene del fattore neurotrofico derivato dalle cellule gliali (GDNF) verso i neuroni presenti nel putamen, con la conseguente espressione del gene e secrezione della proteina GDNF nelle aree del cervello colpite dalla malattia di Parkinson. Gli studi a lungo termine condotti utilizzando AAV-GDNF hanno evidenziato che l’espressione prolungata del gene del GDNF è in grado di favorire la rigenerazione dei neuroni del mesencefalo e determinare un recupero significativo a livello motorio in roditori e primati non umani. Lo studio clinico di fase 1b di AskBio sta attualmente arruolando pazienti negli Stati Uniti per valutare la sicurezza e l’efficacia preliminare. Dall’inizio dello studio (NCT04167540), che ha preso il via nell’agosto del 2020, sono stati arruolati complessivamente 10 pazienti.
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