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Tumori, a causa del Covid in un anno -11% di nuove diagnosi

MILANO (ITALPRESS) – Ad oltre un anno dall’inizio della pandemia la situazione nel nostro Paese risulta molto difficile per gli oltre 3 milioni di persone che vivono con un tumore. Si stima che nel 2020, rispetto al 2019, le nuove diagnosi di tumore sono diminuite dell’11%. I nuovi trattamenti farmacologici si sono ridotti del 13% mentre gli interventi chirurgici hanno fatto registrare un -18%. “Ora che la maggioranza dei pazienti oncologici è stata vaccinata contro il Covid e messa così in sicurezza è tempo di tornare a investire e a promuovere la lotta contro il cancro”. E’ questo l’appello lanciato dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) in occasione dell’avvio del Congresso della Società Americana di Oncologia Clinica (ASCO), che si svolge in forma virtuale dal 4 all’8 giugno. “Ci sono stati numerosi ritardi o posticipazioni per gli esami diagnostici e di follow up – afferma Giordano Beretta, presidente nazionale Aiom – Il rischio reale e concreto è quello di registrare un forte aumento dei tumori diagnosticati ad uno stadio più avanzato. La priorità deve essere la ripresa su tutto il territorio nazionale degli esami e dei trattamenti”.
“Stiamo ancora riscontrando casi di pazienti che non si presentano nelle nostre strutture per ricevere prestazioni sanitarie – prosegue Beretta – Dobbiamo quindi ribadire con forza che adesso gli ospedali italiani sono assolutamente luoghi sicuri e che il personale sanitario è stato vaccinato. Il rischio di contrarre il Coronavirus è molto ridotto, praticamente vicino allo zero. Al contrario le patologie oncologiche sono sempre molto pericolose e prima dell’inizio della pandemia causavano ogni anno oltre 180mila decessi. Un dato che potrebbe aumentare anche per colpa del Covid-19 e delle sue conseguenze nefaste sull’intero sistema sanitario nazionale”. “Anche la prevenzione secondaria deve essere rilanciata dopo il brusco stop che ha registrato nei primi mesi della pandemia – prosegue Saverio Cinieri, Presidente Eletto Aiom – Lo scorso anno abbiamo avuto oltre due milioni e mezzo di esami di screening in meno rispetto al 2019 e bisogna perciò avviare un piano di recupero per questi esami che sono di fondamentale importanza”.
“E’ necessario un impegno straordinario – spiega Cinieri – ad esempio, attivando anche nei fine settimana gli operatori sanitari per svolgere le mammografie per la diagnosi precoce del carcinoma mammario. Per quanto riguarda invece la ricerca del sangue occulto nelle feci per l’individuazione del tumore del colon-retto si può prevedere il coinvolgimento dei farmacisti. Infine non va trascurata anche la promozione di stili di vita sani che da sempre vede l’impegno della nostra Società Scientifica con campagne rivolte all’intera popolazione. Alcuni comportamenti scorretti come il fumo o l’abuso di alcol sono aumentati negli ultimi mesi anche a causa del Coronavirus”. Il titolo del congresso ASCO 2021 è “Equity: Every Patient, Every Day, Everywhere”.
“Equità: per ogni paziente, ogni giorno e ovunque è davvero un diritto fondamentale per ogni persona che deve affrontare un’esperienza difficile e dolorosa come il cancro – conclude Beretta – Deve essere garantito nonostante le grandi difficoltà che milioni di uomini e donne stanno affrontando. Negli ultimi anni nel nostro Paese abbiamo assistito, in ambito oncologico, ad enormi progressi dovuti principalmente all’introduzione di nuovi trattamenti e all’aumento del numero di diagnosi precoci. Lo dimostrano chiaramente i tassi di sopravvivenza a cinque anni che erano più alti rispetto alla media europea per molte neoplasie. Non possiamo permetterci di sciupare questi grossi successi e chiediamo un intervento delle istituzioni nazionali e locali per continuare a poter erogare i livelli d’assistenza precedenti all’avvento del Covid-19”.
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Distrofia muscolare, una proteina promuove la rigenerazione dei tessuti

MILANO (ITALPRESS) – Un gruppo di ricercatori dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano ha identificato una proteina coinvolta nei processi di stress ossidativo e infiammazione persistente alla base della degenerazione dei tessuti nelle distrofie muscolari – malattie genetiche con un andamento progressivo e potenzialmente invalidante. Si tratta di HMGB1, una proteina chiave nel governare sia i processi infiammatori sia rigenerativi, fondamentali entrambi per la guarigione dei tessuti. I risultati dello studio, coordinato dalla dottoressa Emilie Vènèreau, responsabile del laboratorio di Rigenerazione Tissutale e omeostasi e pubblicato sulla rivista Science Translational Medicine, hanno dimostrato in modelli sperimentali che la somministrazione di una versione modificata della proteina (3S-HMGB1) promuove la rigenerazione e migliora la funzione muscolare, oltre a ridurre l’infiammazione e la fibrosi.
La nuova proteina ingegnerizzata in laboratorio potrebbe quindi costituire in futuro una nuova strategia terapeutica per rallentare la progressione delle manifestazioni cliniche muscolari.
La ricerca è stata condotta con la collaborazione di altri gruppi di ricerca, tra cui quello guidato dal dottor Stefano Previtali, responsabile del laboratorio di Riparazione Neuromuscolare dell’IRCCS Ospedale San Raffaele, e quello diretto dalla professoressa Graziella Messina, professore ordinario di Istologia, Dipartimento di Bioscienze dell’Università degli Studi di Milano.
Normalmente la proteina HMGB1 (High Mobility Group Box 1) si trova nel nucleo delle cellule, ma in seguito a stress o a un danno tissutale può essere rilasciata all’esterno dove funziona come una sorta di allarme per richiamare il sistema immunitario nel sito danneggiato e scatenare una risposta infiammatoria. Questa reazione è fondamentale per pulire il tessuto da eventuali agenti patogeni e da cellule morte. A questa prima fase deve però seguire rapidamente una seconda, di rigenerazione, in cui le cellule staminali ricostituiscono il tessuto.
Già nel 2018, i ricercatori del San Raffaele avevano dimostrato che HMGB1, a seconda dello stato in cui si trova, è in grado di influenzare la transizione fondamentale tra le due fasi: quando è in forma ossidata, la proteina promuove l’infiammazione; viceversa la sua forma ridotta (non ossidata) funziona come segnale per l’avvio della riparazione tissutale.
“Dall’analisi delle biopsie muscolari di pazienti e in modelli animali di distrofie muscolari abbiamo osservato alti livelli di HMGB1 in forma ossidata che aumentano l’infiammazione e contribuiscono alla degenerazione muscolare – spiega Giorgia Careccia, prima autrice dello studio -. Abbiamo così identificato nell’eccessiva presenza di questa forma della proteina un possibile bersaglio terapeutico per rallentare l’andamento della patologia”.
“Oggi molti dei trattamenti in fase di studio sono volti a neutralizzare del tutto l’attività della proteina, eliminandone in questo modo sia i suoi effetti pro-infiammatori che quelli rigenerativi. Noi abbiamo invece pensato di utilizzare la doppia natura di HMGB1 a nostro vantaggio: per sviluppare un nuovo possibile approccio terapeutico mirato a promuoverne la rigenerazione muscolare e, al contempo, a limitare l’infiammazione del microambiente muscolare”, precisa la dottoressa Venereau.
Per fare ciò, i ricercatori hanno somministrato ai modelli sperimentali dello studio una versione ingegnerizzata della proteina (chiamata 3S-HMGB1), precedentemente creata in laboratorio sempre al San Raffaele. La versione modificata non può essere ossidata e promuove la rigenerazione muscolare in modelli sperimentali di distrofie muscolari agendo sulle cellule staminali muscolari e limitando la risposta infiammatoria e la fibrosi.
“3S-HMGB1 è potenzialmente un promettente farmaco candidato per il trattamento delle distrofie muscolari, anche se questa proteina ingegnerizzata è stata fino ad ora utilizzata solo in laboratorio. Saranno quindi necessari ulteriori studi preclinici per valutare sicurezza ed efficacia anche a lungo termine prima di poter sperare di passare all’uomo”, conclude Venereau.
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Sicilia, Musumeci nomina Razza assessore alla Salute

PALERMO (ITALPRESS) – Il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, ha nominato Ruggero Razza assessore regionale della Salute.
“In queste settimane di interim – ha detto Musumeci – ho potuto toccare da vicino la qualità degli operatori della sanità siciliana, la loro abnegazione e l’impegno da tutti profuso nel corso di questi lunghi mesi di pandemia. Non mi hanno meravigliato gli appelli rivolti da molti operatori e rappresentanze sindacali, certamente non tacciabili di vicinanza con il nostro governo, che hanno chiesto di riprendere il percorso amministrativo avviato con l’assessore. Dal primo momento ho detto che le indagini giudiziarie e le responsabilità politiche devono essere separate, nel pieno rispetto per il lavoro della magistratura e dei princìpi che regolano la nostra vita democratica. Per questo ho insistito con Ruggero Razza affinchè potesse riprendere il ruolo che gli avevo assegnato nel novembre del 2017. Ho fiducia che questa scelta possa contribuire positivamente a concludere un percorso amministrativo avviato in questi anni con i risultati che tutti conoscono”.
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Covid, 2.897 nuovi casi in Italia e 62 decessi

ROMA (ITALPRESS) – Sono 2897 i nuovi casi di covid in Italia nelle ultime ore, 62 i decessi. I dati sono quelli resi noti dal ministero della Salute. Il tasso di positività è pari all’1,2%.
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Roche premia i servizi innovativi per la sclerosi multipla

MONZA (ITALPRESS) – Provengono da Enti delle Regioni Lazio, Campania, Abruzzo, Lombardia, Puglia, Friuli Venezia Giulia, Sicilia e Emilia Romagna, i 12 progetti vincitori della 2ª edizione del Bando ‘Roche per i servizi a supporto di soluzioni innovative per la Sclerosi Multiplà, volto a sostenere con un finanziamento di euro 300.000, equamente diviso, gli Enti autorizzati alla prescrizione e alla somministrazione di farmaci disease-modifying per la SM che, a tal fine, presentino una comprovata esperienza nella diagnosi, gestione e trattamento dei pazienti con questa patologia e siano in grado di sviluppare progetti che migliorino strutture, mezzi e risorse, percorsi diagnostico-terapeutici e assistenziali per le persone che convivono con Sclerosi Multipla .
Con questa iniziativa, Roche intende mettere al centro la persona e non solo il paziente, perchè combattere la Sclerosi Multipla non significa solamente rendere disponibili soluzioni terapeutiche, ma anche affrontare problematiche diagnostiche, psicologiche e organizzative date dalla malattia. E questo Bando supporta nuove idee, nuovi modelli assistenziali che possono risultare efficaci ed essere condivisi con pazienti e familiari, considerato anche l’alto impatto sociale.
Questa seconda edizione è la testimonianza concreta dell’impegno annunciato con il programma ‘La Roche che vorreì, che mira a garantire la massima trasparenza nell’interazione e nella collaborazione con la classe medica, con le strutture ospedaliere, con gli enti di ricerca e le associazioni di pazienti, con il mondo scientifico e dell’associazionismo.
‘Questa è la settimana Nazionale della Slerosi Multipla e ci riempie di orgoglio sapere che grazie al Bando ‘Roche per i servizi a supporto di soluzioni innovative per la Sclerosi Multiplà i 12 progetti premiati daranno un supporto concreto ai pazienti e alle loro famiglie – commenta Anna Porrini, Medical Affairs & Clinical Operations Director Roche Italia. La pandemia ha evidentemente aumentato le difficoltà di gestione di molte patologie, mettendo in evidenza il forte bisogno di investimenti in grado migliorare il bisogno assistenziale dei pazienti, però questo anno così straordinario ci ha anche insegnato che è indispensabile unire le forze per trovare soluzioni al fine di agevolare le persone che ogni giorno convivono direttamente o indirettamente con malattie già di difficile gestione. Questa iniziativa conferma l’impegno di Roche nel supportare il Sistema Salute anche nella prospettiva dei servizi per i pazienti o caregiver’.
Dal Lazio, il Dipartimento di Neuroscienze Umane dell’Università Sapienza di Roma ha vinto col progetto ‘House and Garden’, che prevede l’organizzazione di visite guidate culturali ed ecologiche a spazi museali o ambienti naturali di gruppi di pazienti e loro caregivers, con la presenza di un neurologo del Centro SM. Lo scopo è combattere l’autoisolamento del paziente, migliorando la comprensione e il supporto delle sue difficoltà fisiche e psicologiche.
Dalla Regione Campania provengono i due Enti vincitori CIRN (Centro Internazionale di Ricerca per le Neuroscienze – Università degli studi della Campania Luigi Vanvitelli) e il Cardarelli di Napoli (Azienda ospedaliera di Rilievo Nazionale Antonio Cardarelli), che hanno vinto rispettivamente con i progetti ‘Occupazione: l’integrazione che deriva dalla riabilitazionè e ‘FarmacoVIGIlanza per la Sclerosi Multipla App-VIGISAPP’: il primo propone un percorso di riabilitazione cognitivo-motoria indirizzato ad un target occupazionale con il coinvolgimento assistito da figure tecniche dello specifico settore lavorativo, e punta inizialmente alla ‘Cooking Therapy’ per persone con disabilità cognitiva/motoria di lieve o medio grado; il secondo prevede la realizzazione di una mobile APP scaricabile su smartphone, per la segnalazione di ADR (Adverse Drug Reaction) di farmaci, rivolta ai pazienti con SM al fine di consentire una immediata segnalazione a distanza, riducendo gli spostamenti e, quindi, i rischi di contagio Covid-19.
L’Abruzzese Asl 1 Avezzano Sulmona dell’Aquila ha presentato il progetto ‘Brain-Onlinè che prevede l’attivazione di un servizio di neuropsicologia a distanza finalizzato alla valutazione, da parte di un esaminatore, di disturbi conoscitivi di pazienti SM, avvalendosi della testistica maggiormente utilizzata nell’ambito della patologia.
L’ASST Papa Giovanni XXIII e l’ASST Valle Olona Regione Lombardia, entrambe lombarde, hanno vinto con i progetti ‘Ottimizzazione della gestione del paziente con Sclerosi Multipla in MAC’ e ‘Riabilitazione delle funzioni cognitive in persone con Sclerosi Multipla: una proposta integrata di Telemedicinà: il primo prevede lo sviluppo di un percorso dedicato all’ottimizzazione della presa in carico di pazienti con Sclerosi Multipla in trattamento con farmaci che richiedono la somministrazione in regime di Macro Attività Ambulatoriale, per mezzo della costituzione di una struttura organizzativa dedicata; il secondo propone interventi individualizzati riabilitativi e di potenziamento cognitivo di pazienti SM da effettuare con strumenti informatici, attraverso attività svolte prevalentemente a domicilio con monitoraggio in remoto e, quando opportuno, con incontri periodici presso il centro di riferimento per la patologia dell’ASST.
La Fondazione Sollievo della Sofferenza Ospedale IRCCS-Opera di San Pio da Petralcina, pugliese, ha candidato il progetto ‘Teleriabilitazione cognitiva in pazienti con Sclerosi Multiplà che ha l’obiettivo di realizzare una sperimentazione finalizzata all’attivazione di un servizio ‘pilotà di tele-riabilitazione cognitiva per i pazienti SM afferenti all’ente proponente, attraverso l’uso di strumenti informatici e di un programma formativo.
L’ASU FC Azienda Sanitaria Friuli Centrale, del Friuli Venezia Giulia, ha presentato la ‘Proposta di un regime alimentare chetogenico come coadiuvante di fatica e sintomi cognitivi nel pazienti affetti da Sclerosi Multiplà che mira ad attivare un servizio che consenta ai pazienti l’accesso a un regime alimentare basato sulla dieta chetogenica, allo scopo di migliorare i parametri relativi a fatica, disabilità, finzioni cognitive e disturbi dell’umore.
Due Enti siciliani: l’Unità Operativa di Neurologia e Neurofisiopatologia dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico Paolo Giaccone Università degli Studi Palermo – DAI di Radiologia diagnostica, interventistica e Stroke, ha vinto con il progetto ‘Utilizzo della telemedicina per la terapia riabilitativa nei pazienti con Sclerosi Multiplà prevedendo l’attivazione di un servizio virtuale che, attraverso incontri settimanali per via telematica, favorisca l’accesso dei pazienti con SM progressiva ad interventi fisioterapici di tele-riabilitazione motoria e di supporto psicologico, proponendo inoltre di programmare interventi, sempre in remoto, su pazienti SM con forma relapsing-remitting in fase di ricaduta motoria; l’Azienda Ospedaliera di Rilievo Nazionale e di Alta Specializzazione ‘Civico-Di Cristina-Benfratellì che ha presentato il progetto ‘Il supporto della Telemedicina e telepsicologica nella gestione del paziente con SM in setting complessì che attiverà un servizio di teleneurologia, e telepsicologia mediante smartphone, con l’ausilio di psicologi che valuteranno l’assesment psicologico del paziente per mezzo di testistica standardizzata, prescrivendo laddove necessario la presa in carico terapeutica.
Infine, due Enti emiliani: l’ Azienda Unità Sanitaria Locale della Romagna (Servizio Sanitario Regionale Emilia-Romagna) e il Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università di Parma, che hanno vinto rispettivamente con i progetti ‘O.A.S.I. (Organizzazione, Assistenza, Scienza e Innovazione ) per le persone con la Sclerosi Multiplà e ‘Brain Training: Cervello in Formà: il primo mira a riorganizzare dal punto di vista gestionale e operativo il Centro SM dell’AUSL Romagna, oggi disposto su tre Presidi afferenti a tre diverse città, centralizzando le agende degli ambulatori dei tre presidi, attivando un punto di ascolto e di Counseling infermieristico, e redigendo una Carta dei Servizi e implementazione di percorsi interdisciplinari di telemedicina per pazienti a maggior carico assistenziale e con difficoltà a raggiungere i vari punti di ubicazione dei servizi; il secondo, propone l’implementazione all’interno del Centro SM di una sezione dedicata alla valutazione e al trattamento di disturbi cognitivi, allo scopo di integrare la pratica medica già in opera nel Centro. Con tale intervento si consegue un tridente terapeutico insieme alla terapia farmacologica e alla rieducazione motoria.
La selezione e la valutazione dei progetti è stata seguita anche quest’anno da Fondazione Sodalitas in qualità di partner esterno. ‘L’emergenza sanitaria e sociale generata dalla pandemia ha reso più evidente quanto il mondo delle imprese possa contribuire a rispondere a bisogni e necessità delle persone che, ancor più oggi, vivono situazioni di fragilità – dichiara Massimo Ceriotti, Responsabile marketing associativo di Fondazione Sodalitas. In questo senso il Bando Roche è esemplare perchè, con una visione lungimirante, mette in campo un impegno straordinario in termini di competenze e risorse destinate alle realtà che lavorano per migliorare la qualità di vita di pazienti con patologie come la Sclerosi Multipla. Fondazione Sodalitas è orgogliosa di essere parte di questa iniziativa e di mettere a disposizione la propria esperienza nella realizzazione di partnership di qualità per generare valore socialè.
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Covid, in Italia 2.483 nuovi casi e 93 decessi

ROMA (ITALPRESS) – Lieve crescita dei casi Covid in Italia nelle ultime 24 ore. Il numero dei nuovi positivi – secondo i dati forniti dal ministero della Salute – sono 2.483 (1.890 quelli registrati ieri). Crescono anche i decessi, oggi a quota 93 (+11). I guariti sono 10.313, mentre gli attuali positivi scendono di 7.923 unità arrivando a 225.751 persone. I tamponi processati sono stati 221.818, numero che fa scendere il tasso di positività all’1,11%. Per quanto riguarda il fronte ospedaliero non si arresta il costante calo dei ricoverati nei reparti ordinari. Oggi sono 6.192 con un calo di 290. Scendono sotto quota mille i degenti nelle terapie intensive; esattamente sono 989 ma con 41 nuovi degenti. In isolamento domiciliare si trovano in 218.570. La regione con il maggior numero di casi è la Lombardia (461), seguita da Campania (375) e Sicilia (326).
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Vaccini, Figliuolo “Giugno il mese della svolta”

ROMA (ITALPRESS) – “L’Italia quando fa squadra vince, non sono parole, sono fatti. Oggi supereremo le 35 milioni di somministrazioni e questo dà l’idea di cosa si stia facendo insieme, con le buone pratiche, come quelle di oggi”. Lo ha detto il generale dell’esercito e commissario all’emergenza Covid-19, Francesco Paolo Figliuolo, nel corso del suo intervento all’inaugurazione dell’Hub vaccinale all’Auditorium della tecnica nella sede di Confindustria a Roma. “Si costruisce una capacità a favore dei cittadini oltre 2500 punti vaccinali – ha aggiunto -. L’Italia ha già tutto, basta avere buona volontà e i numeri ci stanno dando ragione, oggi siamo al 91% degli over 80. Dobbiamo andare avanti”. “Ieri Aifa – ha ricordato Figliuolo – ha dato la possibilità di vaccinare dai 12 anni in su, ossia altri 2,3 milioni e su questo dobbiamo affidarci ai pediatri di libera scelta. A giugno daremo la spallata, il mese di svolta con oltre 20 milioni di vaccino in arrivo, stiamo distribuendo in queste ore oltre 3 milioni di dosi di Pfizer. Gli accordi sono stati fatti con tutte le associazioni, dal 3 cominceremo a vaccinare in maniera massima le classi produttive, fabbriche, aziende e tutto il settore turistico alberghiero”.
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Covid, speranze da un nuovo vaccino italiano

MILANO (ITALPRESS) – Fanno ben sperare i risultati sperimentali della nuova tipologia di vaccino anti Covid-19, LeCoVax2, sviluppata nei laboratori dell’Università Statale di Milano, in collaborazione con VisMederi Research. Lo studio sperimentale preclinico appena concluso dimostra l’efficacia del siero nell’induzione di anticorpi in grado di neutralizzare il virus Sars-Cov-2. Lo rende noto un comunicato diffuso questa mattina dall’ateneo milanese.
L’incoraggiante risultato arriva da un lavoro di ricerca coordinato da Claudio Bandi, Sara Epis e Gian Vincenzo Zuccotti del Centro di Ricerca Pediatrica Romeo ed Enrica Invernizzi dell’Università degli Studi di Milano, in collaborazione con Emanuele Montomoli, responsabile scientifico di VisMederi Research srl (e docente presso l’Università di Siena), che si è già tradotto in due brevetti depositati nel mese di febbraio di quest’anno.
LeCoVax2 presenta caratteristiche innovative, che lo differenziano dagli altri vaccini attualmente in uso per il controllo di Covid 19, sia per il meccanismo di azione, sia per gli aspetti relativi alla conservazione e alla distribuzione, che sappiamo essere fondamentali per la gestione delle fasi future della pandemia.
“Le peculiarità di LeCoVax2 lo rendono molto promettente per l’applicazione nei Paesi in via di sviluppo – commenta Gianvincenzo Zuccotti, preside della Facoltà di Medicina e afferente al Dipartimento di Scienze Biomediche e Cliniche L. Sacco dell’Università Statale di Milano -. La tecnologia necessaria alla sua produzione è relativamente semplice; inoltre, essendo somministrato in forma inattivata, si presta per essere sviluppato in preparati liofilizzati reidratabili, quindi agevoli da conservare e distribuire. Riteniamo inoltre che LeCoVax2 possa essere sviluppato per una somministrazione per via mucosale (ad esempio orale), cosa che ne faciliterebbe l’utilizzo, aspetto importante se la vaccinazione anti-Covid dovesse essere ripetuta nel corso degli anni”.
“Nelle prossime settimane procederemo con le indagini precliniche su LeCoVax2, soprattutto per la definizione della formulazione più idonea per l’utilizzo negli studi clinici”, conclude Zuccotti.
I vaccini attualmente utilizzati per il controllo di Covid-19 in Europa si basano essenzialmente su due tipologie di piattaforme: Rna somministrati all’interno di piccole particelle lipidiche o virus modificati, incapaci di replicare e di determinare infezione, contenenti frammenti genici del virus Sars-CoV-2. Entrambe le piattaforme prevedono che la produzione delle proteine del virus (i cosiddetti antigeni, che scatenano la risposta immunitaria) avvenga all’interno delle cellule dei soggetti vaccinati.
La piattaforma vaccinale utilizzata per la produzione di LeCoVax2 è completamente diversa perchè si basa su un microrganismo unicellulare modificato, in grado sia di produrre sia di trasportare le proteine virali che fungono da antigeni, e che possono quindi stimolare la produzione di anticorpi nel soggetto vaccinato. Il microorganismo che ci viene in aiuto, mettendoci a disposizione una sorta di ‘micro-fabbrica di proteinè, è Leishmania tarentolae, una Leishmania non patogena per l’uomo (e che non ha nulla a che fare con quella che provoca la leishmaniosi nei cani) somministrabile in forma inattivata.
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