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Una scuola senza tabù per l’educazione intima femminile

ROMA (ITALPRESS) – Quello che le giovani donne (e non solo) hanno sempre voluto sapere sulla salute intima, senza vergogna e senza tabù. Vagina Academy è il progetto digitale Bayer nato per cercare di dare alle donne tutte le risposte sui temi relativi al loro corpo e alla salute intima.
Un luogo dove trovare tutte le risposte e abbattere l’imbarazzo delle giovani generazioni di donne su questi temi.
Il 29% di donne sopra i 18 anni, circa 7.5 milioni (Fonte: Istituto di Ricerca Toluna, Penetration Check 2021), dichiara di soffrire di problemi intimi, un fenomeno quindi molto più comune di quello che si pensi. Spesso parlarne liberamente e senza tabù, promuovendo una corretta informazione è il primo passo verso un rapporto più sereno con il proprio corpo.
Vagina Academy va in questa direzione con la creazione di una scuola “online” promossa dal brand Bayer Gyno-Canesten Inthima Cosmetic Lenitivo e rivolta alle nuove generazioni di donne, per parlare di educazione intima in modo schietto ma corretto, senza peli sulla lingua.
Il progetto vivrà sul social media più in voga tra le generazioni coinvolte – Instagram – con un profilo dedicato @VaginaAcademy e vedrà salire a bordo numerosi volti noti del social network delle immagini.
“Insegnanti autorevoli si alternano in cattedra tenendo delle vere e proprie video lezioni tramite IG TV dalla salute intima all’anatomia, dalla psicologia alla storia, passando per l’educazione fisica”, si legge in una nota. Lead teacher è la dottoressa Ambra Garretto, ginecologa da sempre attenta al tema della prevenzione tra le più giovani. Partirà dalle basi dell’anatomia per arrivare ad affrontare temi come il ciclo mestruale, le infezioni e l’igiene intima.
Insieme a lei, in qualità di guest lecturers, ci saranno: la dottoressa Stefania Andreoli, psicologa, psicoterapeuta e analista che lavora in particolar modo con il mondo degli adolescenti, Denise D’Angelilli, autrice e content creator attenta ai temi del femminismo e dell’emancipazione femminile, Ines Mordente, specialista in Dermatologia e Venereologia, Vanessa Villa, campionessa di karate e insegnante di yoga e La Vale, al secolo Valentina Ricci, una delle voci più conosciute del panorama radiofonico italiano.
A seguirle nel percorso di “apprendimento” una classe virtuale tutta al femminile composta da influencer abituate a comunicare su social: Giulia Pauselli, Muriel, Virginia Varinelli, Valentina Cabassi e Sonia Grispo. Una volta completato il corso di studi, le studentesse dovranno sostenere un esame finale coinvolgendo le proprie follower con quiz e stories interattive, per abbattere insieme i tabù sull’educazione intima.
“Nonostante il numero di donne che soffrono di problemi intimi è ancora un tema di cui non si parla abbastanza a causa dell’mbarazzo – spiega Carlo Mazzarese, Dermatology Category Lead della Divisione Consumer Health di Bayer -. Vagina Academy è l’occasione giusta per liberare le giovani donne da questi tabù, con un tone of voice a loro noto e con l’aiuto di figure che sono abituate ad ascoltare e seguire sui social network. Il nostro obiettivo è educazionale, vogliamo promuovere su canali così tanto diffusi, un’informazione corretta e autorevole ma al tempo stesso coinvolgente e divertente”.
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Recovery, Anelli (Fnomceo) “Medici linfa vitale del processo di riforma”

ROMA (ITALPRESS) – “Bene il potenziamento della medicina territoriale, come annunciato ancora poco fa dal Sottosegretario Pierpaolo Sileri. Bene il potenziamento degli ospedali, anch’esso previsto dal Piano nazionale di Ripresa e Resilienza. Per la riuscita di entrambi, però, non basta investire risorse nella costruzione di nuove strutture: sono i medici, i professionisti, il capitale umano il vero tessuto connettivo che tiene in piedi il nostro Servizio Sanitario Nazionale, e la vera linfa vitale di ogni processo riformatore”. Filippo Anelli, Presidente della Fnomceo, la Federazione degli Ordini dei Medici, torna a intervenire sul Pnrr. Lo fa poco dopo le dichiarazioni rilasciate a Domenica In da Sileri, che ha ribadito, ancora una volta, come il Piano punti sulla Medicina del Territorio. E all’indomani del conferimento, a Potenza, delle Onorificenze al Merito della Repubblica italiana, alla presenza del Ministro della Salute Roberto Speranza. Tra i nuovi Cavalieri, alcuni medici lucani: Ambrogio Carpentieri, medico di medicina generale presso il comune di Satriano di Lucania, per l’assistenza prestata durante il Covid; l’infettivologa dello Spallanzani Serena Vita, originaria dello stesso paese; Michele Labianca, Dirigente Medico del Dipartimento di Prevenzione Collettiva della Salute dell’Azienda Sanitaria Locale di Potenza; Luigi Armignacco, infettivologo in pensione tornato in attività per il Covid.
“Le loro storie, così come quelle di tutti i medici che si sono impegnati contro il Covid, mettendo a rischio e sacrificando, in troppi casi, la loro stessa vita, per portare a compimento i principi del loro Giuramento, dimostrano che è stata la loro professionalità, il loro lavoro, la loro vicinanza la miglior risposta ai bisogni di salute dei cittadini – afferma Anelli -. Diciamo dunque, ancora una volta, grazie a tutti i medici che, ciascuno per la propria parte e con il proprio ruolo, quotidianamente e in silenzio, offrono le loro competenze e i loro valori etici ai loro assistiti e a tutti i cittadini. Grazie ai medici ospedalieri, che hanno lavorato senza sosta in contesti provati da carenze croniche di organici e di risorse; ai ricercatori, che hanno raccolto evidenze su una malattia nuova e sconosciuta; ai medici della medicina territoriale, del 118, della continuità assistenziale, delle RSA, delle carceri, delle USCA, della specialistica ambulatoriale, che sono stati gli angeli custodi dei pazienti a loro affidati, svolgendo, al di là del loro dovere, anche una funzione sociale di vicinanza e consolazione ai malati; ai medici di famiglia, che hanno fatto della loro relazione privilegiata con i pazienti, frutto di una libera scelta basata sulla fiducia, alimentata dalla continuità del rapporto, il primo strumento di terapia, il mezzo principe di guarigione e il sigillo di garanzia di lunga vita in buona salute; a tutti i medici e gli odontoiatri impegnati nelle vaccinazioni”. “E’ da qui che si deve ripartire: da questo lavoro silenzioso e prezioso che, in condizioni normali e in emergenza, in tempo di pace e in tempo di guerra, come recitava una volta il Codice deontologico, in qualsiasi condizione istituzionale, sociale, epidemiologica, garantisce la salute ai cittadini – conclude Anelli -. Un lavoro che, al di là dei certamente apprezzati riconoscimenti istituzionali, degli ancor più preziosi e graditi riscontri dei pazienti, e anche al netto di qualche contestazione, elitaria quanto ingiusta, proveniente da opinion leader, deve essere preso come fondamento di ogni riforma, come volano per quella rivoluzione del Servizio sanitario nazionale che ora, con il PNRR, è veramente alla nostra portata”.
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Covid, 2.949 nuovi casi e 44 decessi nelle ultime 24 ore

ROMA (ITALPRESS) – Sono 2.949 i nuovi casi di coronavirus in Italia (ieri 3.351) a fronte di 164.495 tamponi effettuati su un totale di 66.085.278 da inizio emergenza. E’ quanto si legge nel bollettino del Ministero della Salute-Istituto Superiore di Sanità di oggi. Nelle ultime 24 ore sono stati 44 i decessi (ieri 83), che portano il totale di vittime da inizio pandemia a 126.046. Con quelli di oggi diventano 4.216.003 i casi totali di Covid in Italia. Attualmente i positivi sono 238.296 (-3.670), 230.644 le persone in isolamento domiciliare. I ricoverati in ospedale con sintomi sono 6.591 di cui 1.061 in Terapia intensiva. I dimessi/guariti sono 3.851.661 con un incremento di 6.574 unità nelle ultime 24 ore.
La regione con il maggior numero di nuovi casi nelle ultime 24 ore è la Lombardia (458), seguita da Sicilia (348), Campania (385),Lazio (278).
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L’Ema allarga la platea, vaccino Pfizer autorizzato dai 12 anni

AMSTERDAM (PAESI BASSI) (ITALPRESS) – L’Agenzia europea dei medicinali (EMA) allarga la platea di chi si può vaccinare contro il Coronavirus: adesso il vaccino prodotto da Pfizer / BioNTech (Comirnaty) potrà essere somministrato dai 12 anni di età in su. Il Comitato per i medicinali ad uso umano dell’EMA ha infatti approvato l’utilizzo del vaccino nella fascia che va dai 12 ai 15 anni. Precedentemente il vaccino era stato autorizzato solo dai 16 anni di età in su. Le modalità di somministrazione non cambieranno: stessa quantità di vaccino in due dosi a distanza di 3 settimane l’una dall’altra con iniezione nel muscolo del braccio. La decisione arriva dopo quella della Food and drug administration statunitense che aveva autorizzato l’uso del vaccino Pfizer / BioNTech nella fascia 12-15 anni il 10 maggio scorso. L’autorizzazione è stata resa possibile dall’esame degli studi condotti da Pfizer su 2.260 bambini di età compresa tra 12 e 15 anni, in cui la risposta immunitaria contro la COVID-19 osservata era paragonabile a quella vista nella fascia tra 16 e 25 anni. Il vaccino si è rivelato efficace al 100% nel prevenire la COVID-19 (anche se il tasso reale potrebbe essere compreso tra il 75% e il 100%).
Gli effetti indesiderati più comuni sono stati simili a quelli nelle persone delle altre fasce d’età, come dolore al braccio, stanchezza, mal di testa, dolori muscolari e articolari, brividi e febbre. Questi effetti sono generalmente lievi o moderati e migliorano entro pochi giorni dalla vaccinazione.
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Covid, in Italia la variante inglese all’88,1%

ROMA (ITALPRESS) – In Italia al 18 maggio scorso la prevalenza della cosiddetta ‘variante inglesè (B.1.1.7) del virus Sars-CoV-2 era dell’88,1% (in calo rispetto al 91,6% del 15 aprile), con valori oscillanti tra le singole regioni tra il 40% e il 100%. Per quella ‘brasilianà (P.1) la prevalenza era del 7,3% (0%-60%, mentre era il 4,5% nella scorsa survey), mentre le altre monitorate sono sotto l’1%, tranne la cosiddetta ‘variante indianà (B.1.167.1 e B.1.167.2) che è all’1%. La stima viene dalla nuova indagine rapida condotta dall’Iss e dal ministero della Salute insieme ai laboratori regionali e alla Fondazione Bruno Kessler. L’indagine integra le attività di monitoraggio di routine, e non contiene quindi tutti i casi di varianti rilevate ma solo quelle relative alla giornata presa in considerazione.
Per l’indagine è stato chiesto ai laboratori delle Regioni e Province autonome di selezionare dei sottocampioni di casi positivi e di sequenziare il genoma del virus. Il campione richiesto è stato scelto dalle Regioni/PPAA in maniera casuale fra i campioni positivi garantendo una certa rappresentatività geografica e se possibile per fasce di età diverse. In totale, hanno partecipato all’indagine le 21 Regioni/PPAA e complessivamente 116 laboratori.
Queste le principali riflessioni emerse dalla survey: nel contesto italiano, in cui la campagna di vaccinazione sta accelerando anche se non ha ancora raggiunto coperture sufficienti, la diffusione di varianti a maggiore trasmissibilità può avere un impatto rilevante. Mentre la variante B.1.1.7 è ancora predominante, particolare attenzione va riservata alla variante P.1, la cui prevalenza è in leggero aumento rispetto alla precedente indagine. La variante B.1.167.2 è stata identificata in 16 casi totali di cui diversi autoctoni.
Nell’attuale scenario europeo e nazionale, caratterizzato dalla circolazione di diverse varianti, è necessario continuare a monitorizzare con grande attenzione, in coerenza con le raccomandazioni nazionali ed internazionali e con le indicazioni ministeriali, la diffusione delle varianti stesse di SARS-CoV-2;
inoltre, al fine di contenerne ed attenuarne l’impatto è importante mantenere l’incidenza a valori che permettano il sistematico tracciamento della maggior parte dei casi.
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Covid, 3.738 nuovi casi e 126 decessi in 24 ore

ROMA (ITALPRESS) – In discesa i nuovi casi di coronavirus in Italia. Dai 4.147 rilevati il 27 maggio ai 3.738 del 28. Il tasso di positività scende ad uno dei livelli più bassi mai registrati, 1,49% per via dei tamponi processati, 249.911. Sono questi i dati forniti dal Ministero della Salute nel suo consueto bollettino. Giù i decessi: 126 (-45). Sono 10.543 i guariti mentre gli attuali positivi sono 246.270 con un calo di 6.923 in 24 ore.
Forte riduzione dei ricoveri nei reparti ordinari. I degenti sono 7.192 (-515), discesa che si registra pure nelle terapie intensive, 1.142 (-64) ma con 41 ingressi (+3). In isolamento domiciliare vi sono 237.936 persone. La regione con il maggior numero di casi è la Lombardia (661), seguita da Campania (477) e Sicilia (418). Al contrario in Valle d’Aosta si registrano 4 nuovi contagiati.
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Il 30 maggio si celebra la XX Giornata nazionale del Sollievo

ROMA (ITALPRESS) – “La giornata del sollievo ci fa riflettere sull’importanza del diritto fondamentale alla salute che va garantito a ogni individuo, soprattutto quando si è più fragili come nei momenti terminali delle proprie esistenze”. Così Roberto Speranza, ministro della Salute, in un video messaggio inviato al webinar di presentazione della XX Giornata nazionale del Sollievo che si celebra domenica 30 maggio.
Un evento che vede l’impegno ormai ventennale della Conferenza della Conferenza delle Regioni, del Ministero della Salute e della Fondazione Nazionale “Gigi Ghirotti”. La Giornata nazionale del Sollievo promuove iniziative di sensibilizzazione e solidarietà per diffondere la cultura del sollievo dalla sofferenza fisica e morale in favore di tutti coloro che stanno ultimando il loro percorso vitale.
“Un Paese non può dirsi civile se non è garantita e preservata la dignità umana fino alla fine della vita”, ha detto Vincenzo Morgante, presidente Fondazione nazionale Gigi Ghirotti onlus. “Il cammino per mantenere al centro la persona umana presenta ancora degli ostacoli. Bisogna migliorare il raccordo tra i medici generali e i servizi di terapia del dolore, far conoscere la legge 38/2010 e i diritti da essa sanciti, rafforzare la reti sanitarie territoriali per assicurare cure omogenee in tutto il Paese e non dobbiamo dimenticarci che dare sollievo vuol dire anche ricevere sollievo”, ha concluso.
“In questi 20 anni molti passi in avanti sono stati fatti -ha detto Raffaele Donini, assessore della Regione Emilia-Romagna e Coordinatore Commissione Salute Conferenza delle Regioni e delle Province autonome -, abbiamo sottoscritto accordi sull’accreditamento delle cure palliative pediatriche e per adulti, definito i profili di volontariato a supporto della terapia del dolore. Il volontariato ha un ruolo decisivo, non è una forza parallela al sistema ma è parte fondamentale di questo. Saremo al passo con le ambizioni lungimiranti della Legge 38/2010 quando considereremo le cure palliative e la terapia del dolore come una questione etica, connessa al concetto stesso di umanità”.
“L’attenzione di sistema sulla qualità della vita e non solo sulla cura è determinante per omogeneizzare le politiche fra le regioni, produrre iniziative che vadano nella direzione di mutuare le migliori pratiche e sostenere la ricerca scientifica che in questo ambito può fare la differenza”, ha spiegato Donini.
Il parlamentare Giorgio Trizzino ha tracciato nel corso del suo intervento la direzione, gli impegni e le sfide che invitano a una più stretta collaborazione e raccordo tra l’azione del Ministero, delle Regioni e del Parlamento. “Le cure palliative hanno bisogno di recuperare etica della cura e spiritualità che attiene alla domanda di senso come significato per cui si vive il tempo della sofferenza. Sul sollievo e sulle cure palliative si gioca la democrazia matura del nostro Paese e la civiltà”, ha detto Francesco Savino, vescovo di Cassano all’Ionio e componente Commissione per il servizio della Carità e Salute della Cei. “Questa Giornata del Sollievo – è intervenuta Livia Turco, coordinatrice Osservatorio per il monitoraggio dell’attuazione della legge 38/2010 istituito da Fondazione Ghirotti – fa i conti con il tempo della pandemia, non si può dimenticare quello che abbiamo trascorso e assumerci la responsabilità del grande cambiamento etico che ci impone. La morte in solitudine ha scosso gli animi di tanti e la dignità del fine vita assume un significato particolare. Il sollievo non riguarda solo il momento finale dell’esistenza ma deve essere una componente costante della cura e della salute per promuovere sempre la dignità della persona. Dobbiamo superare le criticità culturali, facilitare l’accesso alle reti di cura del dolore e investire sulla formazione degli operatori”, ha aggiunto Turco.
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Report Altems, prima dose di vaccino per il 41% degli over 16

ROMA (ITALPRESS) – Quasi il 41% degli over-16 ha ricevuto la prima dose di vaccino, ovvero la media nazionale dei vaccinati (che considera la fascia di età maggiore di 16 anni) è pari al 40,96%. Inoltre si registrano a livello nazionale le seguenti percentuali per le diverse fasce di età: 70-79 (80,68%), over 80 anni (90,83%). Resta però molto marcata la variabilità organizzativa dei punti di somministrazione territoriali ed ospedalieri per ciascuna Regione: la Regione Puglia presenta un maggior numero di punti di somministrazione territoriali (547) seguita dal Veneto (163), dalla Toscana (172) e dall’Emilia Romagna (147). Al contrario, la Regione Sicilia registra un numero maggiore di punti di somministrazione ospedalieri (128) seguita dalla Lombardia (112) e dal Lazio (95). E’ quanto emerso dalla 54ma puntata dell’Instant Report Covid-19 – https://altems.unicatt.it/altems-covid-19 – una iniziativa dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell’Università Cattolica di confronto sistematico dell’andamento della diffusione del Sars-COV-2 a livello nazionale.
Negli ultimi sette giorni, la Regione Puglia ha attivato un numero notevole di punti di somministrazione (15) seguita dal Piemonte (5), dalla Campania (5). Al contrario, in Liguria, P.A. di Bolzano, P.A. di Trento e Valle D’Aosta non risultano nuovi punti di somministrazione. Nonostante la grande variabilità tra le Regioni, continua a scendere l’età dei casi tra gli over-70 che si attesta all’8,3% nell’ultimo periodo considerato (03 maggio 2021- 16 maggio 2021), prossimo al valore registrato a fine agosto 2020 (7,2%).
“Continua la corsa alla vaccinazione: nell’ultima settimana sono stati attivati 57 nuovi punti vaccinali. Le nuove attivazioni si concentrano in Puglia (+15 punti vaccinali), in Piemonte (+5 punti vaccinali) e in Campania (+5 punti vaccinali) – afferma il professor Americo Cicchetti, direttore dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi sanitari dell’Università Cattolica (ALTEMS) -. Le nuove attivazioni sono coerenti con le strategie vaccinali messa in campo dalle Regioni. Alcune Regioni, come ad esempio la Puglia, hanno adottato un approccio più “capillare” con un gran numero di centri vaccinali che – in media – effettuato un basso numero di inoculazioni. Al contrario, altre Regioni – come la Campania – hanno preferito concentrare le vaccinazioni in pochi centri che effettuano un alto numero di vaccinazioni”.
“A testimonianza di quanto detto, in Puglia il rapporto tra popolazione residente e punti vaccinali è pari a 5.573 residenti per punto, mentre in Campania il suddetto rapporto si attesta a 83.350 residenti per punto di somministrazione – dice ancora Cicchetti -. Analizzando, infine, la percentuale di copertura delle fasce di popolazione stratificate per età riguardo la prima dose vaccinale, si evidenzia a livello nazionale il seguente scenario: 70-79 anni (80,68%), over 80 anni (90,83%). Differenti percentuali si registrano tra le Regioni nelle stesse fasce d’età: per gli over-80, ad esempio, passiamo da valori massimi pari al 97% nel Veneto e 96% in Umbria a valori minimi pari al 76% in Sicilia e Calabria e 82% in Campania”.
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