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Isola “Per il Canada Pirelli ha scelto le tre mescole più morbide”

ROMA (ITALPRESS) – “Il Gran Premio del Canada è una delle gare tradizionalmente più spettacolari in calendario, ricche di episodi e sorprese grazie a un tracciato che offre buone possibilità di sorpassi e non perdona gli errori. Come spesso accade per questo tipo di piste abbiamo deciso di mettere a disposizione delle squadre le tre mescole più morbide della gamma, vale a dire la C3, la C4 e la C5, confermando così la scelta della stagione scorsa”. Così Mario Isola, direttore Motorsport Pirelli, in vista del Gran Premio del Canada, in scena questo weekend.
“Delle tre, è verosimile aspettarsi che l’uso della C5 sarà concentrato nelle qualifiche mentre C4 e C3 saranno privilegiate per la gara. L’asfalto è piuttosto liscio e, trattandosi di un circuito cittadino semipermanente che viene utilizzato molto raramente per le competizioni automobilistiche, è soggetto a un’evoluzione molto marcata in termini di aderenza durante il fine settimana”, ha aggiunto Isola.
“Su un tracciato privo di curve ad alta velocità, i fattori determinanti sono la trazione in uscita dalle curve lente, la stabilità in frenata e l’agilità nei cambi di direzione. Un altro elemento importante da tenere in considerazione sono le condizioni meteorologiche, che possono mutare in fretta: non soltanto in termini di pista asciutta o bagnata ma anche come oscillazioni delle temperature, basti ricordare proprio l’edizione del 2022 quando in qualifica la temperatura dell’asfalto era di 17 gradi mentre in gara si è arrivati fino a 40 gradi”, ha concluso il direttore Motorsport Pirelli.
– foto ufficio stampa Pirelli –
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Acerbi “Paura della Spagna no, grande rispetto sì”

FIRENZE (ITALPRESS) – “Paura della Spagna no, grande rispetto sì. Hanno grande palleggio, li abbiamo già incontrati recentemente, sappiamo i loro punti di forza, è una partita importante, vogliamo vincere ed andare in finale”. Lo ha detto il difensore Francesco Acerbi dal ritiro della Nazionale a Coverciano, dove gli azzurri stanno preparando la semifinale di Nations League in programma giovedì prossimo contro la Spagna. “Vedere i Mondiali” da spettatore “è stato un duro colpo, potevamo essere lì – ha aggiunto il centrale interista – Siamo stati campioni d’Europa, avevamo un girone abbordabile, abbiamo perso contro la Macedonia, quindi non ci siamo andati per colpa nostra. Ora non possiamo più sbagliare. Vogliamo fare bene nelle prossime due partite di Nations League e provare a vincerle”. L’ex laziale torna sulla finale di Champions persa sabato sera dai nerazzurri contro il Manchester City: “Bisogna essere orgogliosi di quanto fatto però c’è un pò di amarezza, perchè nelle finali se non alzi il trofeo un pò ti rode. La sensazione dal campo è che abbiamo fatto una bella partita però ci è mancata la consapevolezza che potevamo fare male a questo City. Si è parlato troppo di quanto fosse forte, non noi, ma potevamo fargli male. Grande rammarico ma consapevolezza che te la puoi giocare con tutti”. “Anno della riscossa delle squadre italiane? E’ stato un anno importante per l’Italia, non so se sia l’inizio” di una riscossa. “Spero che non sia un abbaglio. Il campionato inglese è quello più forte ma noi siamo l’Italia, abbiamo tanti giocatori forti, il calcio italiano è di ottimo livello. Haaland? Fisicamente è il doppio di quando l’ho incontrato col Dortmund, non so cosa mangia… E’ un grande attaccante – assicura Acerbi – ma abbiamo difeso bene di squadra”. Il campione d’Europa, infine, si sofferma sulla scomparsa di Silvio Berlusconi: “Faccio grandi condoglianze alla sua famiglia. Ho giocato nel Milan, ci ho fatto qualche chiacchiera, è stato un grande imprenditore, ha sempre avuto un grande successo ovunque sia andato. Quando l’ho saputo sono rimasto colpito, mi dispiace veramente tanto”.
– Foto LivePhotoSport –
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Berlusconi, mercoledì nel Duomo di Milano i funerali di Stato

MILANO (ITALPRESS) – I funerali di Stato di Silvio Berlusconi si terranno mercoledì prossimo, 14 giugno, nel Duomo di Milano. Lo fa sapere la Curia del capoluogo lombardo. Non è ancora noto chi presidierà la cerimonia funebre. La Curia milanese precisa che l’orario verrà concordato anche con la famiglia Berlusconi.
Alle esequie di Stato sarà presente anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

– foto Agenziafotogramma.it –

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Mattarella “Berlusconi ha segnato la storia della Repubblica”

ROMA (ITALPRESS) – “Apprendo con profonda tristezza la notizia della morte di Silvio Berlusconi, fondatore e leader di Forza Italia, protagonista di lunghe stagioni della politica italiana e delle istituzioni repubblicane. Berlusconi è stato un grande leader politico che ha segnato la storia della nostra Repubblica, incidendo su paradigmi, usi e linguaggi”. Lo afferma in una nota il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
“In una stagione di profondi rivolgimenti, la sua “discesa in campo”, con un partito di nuova fondazione, ottenne consensi così larghi da poter comporre subito una maggioranza e un governo – sottolinea Mattarella -. La leadership di Berlusconi ha contribuito a plasmare una nuova geografia della politica italiana, consentendogli di assumere per quattro volte la carica di presidente del Consiglio. In queste vesti ha affrontato eventi di portata globale, come la crisi aperta dall’attentato alle Torri Gemelle, la lotta al terrorismo internazionale e gli sconvolgimenti finanziari alla fine del primo decennio del nuovo secolo. Ha progressivamente integrato il movimento politico da lui fondato nella famiglia popolare europea favorendo continuità nell’indirizzo atlantico ed europeista della nostra Repubblica”.
“E’ stato una persona dotata di grande umanità e un imprenditore di successo, un innovatore nel suo campo. Ha conquistato posizioni di assoluto rilievo nell’industria televisiva e nel settore dei media, ben prima del proprio impegno diretto nelle istituzioni. E’ stato artefice di importanti successi nel mondo dello sport italiano – conclude il presidente della Repubblica -.
Desidero esprimere il mio cordoglio e la mia solidarietà ai figli, a tutti i familiari, al suo partito, a coloro che più gli sono stati vicini nella vita e nell’ultima battaglia contro la malattia, combattuta con coraggio ed esemplare ottimismo”.

– foto ufficio stampa Quirinale –

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Bandiere a mezz’asta in Senato per Berlusconi

ROMA (ITALPRESS) – Bandiere a mezz’asta a Palazzo Madama e negli altri edifici che ospitano gli uffici del Senato, in segno di lutto per la scomparsa del senatore Silvio Berlusconi. Lo ha deciso il presidente del Senato, Ignazio La Russa.

– foto ufficio stampa Senato –

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SEGNI DI RISVEGLIO PER L’AZZURRO E I CLUB

Che il nostro calcio stesse cambiando, ce n’eravamo accorti. Alla fine di una stagione travagliata in cui tre squadre italiane -Inter, Roma e Fiorentina- hanno perso altrettante finali europee, con molta sfortuna e qualche torto arbitrale, ma anche per certi limiti strutturali, possiamo tirare le somme. Anzitutto, negli anni è ormai diverso il modo di seguire il le partite. Le folle consistenti che si sono radunate negli stadi di Napoli per godere delle vicende dello scudetto, di San Siro, dell’Olimpico e del Franchi per vedere le finali di coppa, insieme con altri eventi del genere, hanno confermato che la passione c’è. L’espansione dell’offerta televisiva ha accentuato un fenomeno di massa che si accontenta anche della partita “virtuale”. Ricordiamo quando vennero effettuate le prime incerte telecronache in tv, prima di Carosio, dal pioniere Carlo Balilla Bacarelli per un Juventus-Milan vinto dai rossoneri a Torino per 7-1. Ora l’etere pullula di telecronisti. I tifosi, per quanto sempre più faziosi e dietrologisti, hanno intuito che il nostro calcio si sta riprendendo e interessa di meno che i club siano pieni di debiti, che il calcio sia diventato solo business e che non tutti i suoi protagonisti siano di specchiate virtù. Interessa solo che vincano. Il fatto che tre club italiani siano arrivati alle finali, come del resto l’Under 20 e la Nazionale di Mancini siano giunte rispettivamente alla finale Mondiale e a quella di Nations League è un segnale moderatamente positivo. Mancano “solo” le vittorie. Se pensiamo che i nostri club erano spariti dalle mappe europee (tranne la Roma che aveva conquistato la Conference) e la nostra Nazionale aveva “saltato” non uno, ma due Mondiali, facendosi eliminare dalla Svezia (Ventura) e dalla Macedonia del Nord (gestione Mancini, dopo il titolo Europeo), possiamo dire che forse il peggio è passato. Ora aspettiamo l’ultimo scatto in avanti: qualche vittoria. In fondo non ci mancano le tradizioni e l’organizzazione, visto che la nostra Nazionale maggiore ha in bacheca quattro Mondiali e due Europei, che nel palmares dei club ci sono dodici Champions (7 del Milan, 3 dell’Inter e 2 della Juve) oltre agli altri numerosi trofei. E’ che i nostri successi sono quasi tutti datati: il Milan più recente li ha ottenuti ai tempi di Gullit e Van Basten; il club nerazzurro ai tempi del triplete di Mourinho; la Juventus con Platini e poi Vialli protagonisti. La fuga di Moratti dall’Inter, di Berlusconi dal Milan, l’eclissi degli Agnelli hanno segnato un passo indietro forse irreversibile. Il nostro calcio, nel bene e nel male, è per lo più in mano agli stranieri che spesso sono venuti per fare business e non beneficenza. Il discorso della Nazionale è diverso: con i vivai si può sperare in una rinascita, ma abbiamo un grosso problema: gli attaccanti. Il ct ha dovuto arrangiarsi con l’oriundo Retegui, pescato in Argentina. Nella classifica dei cannonieri del nostro campionato, i primi italiani in lista sono il “vecchio” Immobile e Berardi a quota 12 gol: si sono piazzati dietro a Osimhen (26), Lautaro (21), Dia (16), Leao (15), Lookman, Giroud e Nzola (13). Se i ragazzi dell’Under 20 Pafundi (“spinto” da Mancini come simbolo della rinascita), Casadei, Baldanzi ecc. sfonderanno, forse potremo ricostruire il nostro calcio e magari riprendere a vincere. L’importante è non far cadere nel nulla il segnale positivo di questo momento.

Un piano formativo di qualità una spinta in più per l’automotive

ROMA (ITALPRESS) – Dalla produzione di viti e bulloni a player di riferimento globale dell’automotive. Una crescita costante quella di Streparava, azienda bresciana che è diventata negli anni partner affidabile e qualificato dalle migliori case produttrici del settore. Grazie a un piano formativo realizzato in partnership con Fondimpresa, associazione no profit costituita da Cgil, Cisl e Uil, Streparava ha potuto avviare significativi cambiamenti sia nel metodo di lavoro che nell’innovazione di prodotti e processi. “Siamo riconosciuti come un partner tecnologico nello sviluppo, progettazione e produzione di sistemi sospensione e sistemi di powertrain – afferma Renato Cotti Piccinelli, Chief advanced technology officer Streparava -. Streparava si è dotata di un piano strategico per affrontare quelli che sono oggi gli aspetti più critici in ambito automotive; sicuramente l’internazionalizzazione, lo sviluppo e l’innovazione, sia tecnica che tecnologica, sono dei must che sono stati coperti con delle roadmap specifiche, in queste roadmap sono state cablate anche tutte le attività che riguardano la formazione, quindi piani formativi volti alla copertura di esigenze specifiche riguardanti la digitalizzazione, lo sviluppo delle competenze, lo sviluppo dell’automazione industriale, lo sviluppo dei processi produttivi e dei processi di tipo logistico, inoltre, copertura delle relazioni con i clienti, non solo italiani ma anche esteri”.
Per Diego Uberti, manufacturing engineer dell’azienda, “le iniziative di formazione proposte dall’azienda hanno portato a significativi cambiamenti, sia nel metodo di lavoro che nell’innovazione di prodotti e processi. Prime fra tutte, porto le mie esperienze personali di formazione in ambito di metodologie e lean e di manifattura avanzata. Altri esempi si possono trovare nei corsi erogati su tematiche più varie come la cybersecurity, tematiche ESG e competenze linguistiche che – conclude – hanno formato il background tecnologico e culturale necessario per uno sviluppo tecnologico e in termini di sostenibilità”.

– foto Italpress –
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Meloni “Addio Silvio, sei stato un combattente”

ROMA (ITALPRESS) – “Silvio Berlusconi era soprattutto un combattente. Era un uomo che non aveva mai avuto paura di difendere le sue convinzioni. E sono stati esattamente quel coraggio, quella determinazione a farne uno degli uomini più influenti della storia d’Italia, a consentirgli di imprimere delle vere e proprie svolte nel mondo della politica, della comunicazione, dell’impresa”. Così il premier Giorgia Meloni in un videomessaggio sulla morte di Silvio Berlusconi.
“Con lui l’Italia ha imparato che non doveva mai farsi imporre dei limiti, ha imparato che non doveva mai darsi per vinta. Con lui noi abbiamo combattuto, vinto, perso, molte battaglie. E anche per lui porteremo a casa gli obiettivi che insieme ci eravamo dati. Addio Silvio”, conclude Meloni.

– foto Agenziafotogramma.it –

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