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Ambiente, Barbaro “Mettere al centro le amministrazioni locali”

ROMA (ITALPRESS) – “Il coinvolgimento delle Regioni, provincie autonome e città metropolitane nell’identificazione e nel perseguimento dei programmi legati alle politiche di sostenibilità è la strada a nostro avviso maestra e da percorrere per riuscire ad arrivare ai traguardi dell’Agenda 2030. E’ per questo che l’Italia si è fatta promotrice insieme con il Brasile, Egitto, Malesia, Spagna, Portogallo e Botswuana della risoluzione ‘Localizzazione degli obiettivi di sviluppo sostenibilè”. Lo ha detto il sottosegretario all’Ambiente e alla Sicurezza energetica Claudio Barbaro, nel corso dell’intervento introduttivo dell’Italia a UN Habitat, a Nairobi.
La risoluzione laddove approvata consentirà a UN Habitat di promuovere buone pratiche e mettere a disposizione la propria competenza tecnica a livello anche locale.
“La sfida è legata alla nascita di una vera e propria comunità di pratica globale”, ha concluso Barbaro.

– foto Agenziafotogramma.it –

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Fisco, nei primi 4 mesi 2023 gettito in aumento del 3,3%

ROMA (ITALPRESS) – Nel periodo gennaio-aprile 2023 le entrate tributarie erariali accertate in base al criterio della competenza giuridica ammontano a 150.907 milioni di euro (+4.809 milioni di euro) +3,3% rispetto allo stesso periodo del 2022. Lo rende noto il ministero dell’Economia.
In particolare, nei mesi di gennaio-aprile le imposte dirette hanno registrato un aumento di gettito di 2.462 milioni di euro (+3,1%), mentre le imposte indirette hanno avuto un incremento di 2.347 milioni di euro (+3,5%).
Riguardo al solo mese di aprile 2023 le entrate tributarie sono state pari a 37.738 milioni di euro (+3.379 milioni di euro, +9,8% rispetto allo stesso mese del 2022). Nello stesso periodo dell’anno le imposte dirette hanno evidenziato un aumento del gettito pari a 2.801 milioni di euro (+18,2%) mentre le imposte indirette un incremento pari a 578 milioni di euro (+3%).

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Gas, 0.2% per i consumi di maggio

MILANO (ITALPRESS) – Sostanziale stabilità per la bolletta gas della famiglia tipo (con consumi medi di gas di 1.400 metri cubi annui) in tutela per i consumi di maggio, segnando un -0,2% rispetto ad aprile. Il leggero calo, pur in presenza di un prezzo medio all’ingrosso nello scorso mese in riduzione, tiene conto del graduale azzeramento della componente di sconto UG2 (‘decreto bollettè DL 34/2023), utilizzata nell’ultimo anno a beneficio dei consumatori per compensare gli aumenti nei momenti dei prezzi gas più elevati. Lo rende noto Arera.
Per quanto riguarda la componente del prezzo del gas a copertura dei costi di approvvigionamento (CMEMm), applicata ai clienti ancora in tutela, questa viene aggiornata da ARERA come media mensile del prezzo sul mercato all’ingrosso italiano (il PSV day ahead) e pubblicata entro i primi 2 giorni lavorativi del mese successivo a quello di riferimento.
Per il mese di maggio, che ha registrato una quotazione media all’ingrosso inferiore rispetto a quella del mese di aprile, il prezzo della sola materia prima gas (CMEMm), per i clienti con contratti in condizioni di tutela, è pari a 34,06 euro/MWh.
L’aggiornamento complessivo per l’utente tipo, per i consumi del mese di maggio rispetto al mese precedente, è quindi determinato da un calo della spesa per la materia gas naturale, -13,2%, controbilanciato dall’aumento degli oneri generali per la parte legata all’UG2, +13%. Invariata la tariffa legata alla spesa per il trasporto e la misura. Si determina così il -0,2% finale per la famiglia tipo.
In termini di effetti finali, la spesa gas per la famiglia tipo nell’anno scorrevole (giugno 2022-maggio 2023) è di 1514 euro circa, al lordo delle imposte, registrando un -6,7% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente (giugno 2021- maggio 2022).
Il ‘Decreto bollettè n. 34 del 2023, per il II trimestre 2023 ha confermato la riduzione dell’Iva al 5% per il gas e l’azzeramento dei restanti oneri generali di sistema. In considerazione della costante riduzione dei prezzi del gas all’ingrosso, le aliquote negative della componente tariffaria UG2, applicata agli scaglioni di consumo fino a 5.000 metri cubi all’anno, invece sono state gradualmente ridotte e con questo aggiornamento azzerate.

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Gomma plastica, fatturato 2022 cresce del 10% e sfiora i 26 miliardi

MILANO (ITALPRESS) – Si è riunita presso la Sala Conferenze Rogers del Politecnico di Milano l’Assemblea di Federazione Gomma Plastica, appuntamento di metà mandato dell’attuale Consiglio di Presidenza.
L’assemblea è stata l’occasione per discutere dell’andamento dei comparti gomma e plastica nel contesto economico nazionale e internazionale, del recente e positivo rinnovo contrattuale di categoria, con focus in particolare sul tema welfare sanitario e della crescita della Federazione in termini di nuovi soci e nuovi servizi.
Complessivamente il comparto formato dalle industrie della gomma e della plastica vale un fatturato di 25,9 miliardi di euro, secondo i dati 2022 che registrano una crescita di oltre il 10% rispetto al 2021, quando era attestato a 23,4 miliardi. Una crescita importante, che è stata contrassegnata da numerose difficoltà quali l’aumento dei costi delle materie prime, dell’energia e della logistica, connesse allo scenario di guerra e al perdurare della pandemia. Nello specifico, le materie prime sono aumentate anno su anno del 40%, con picchi anche superiori al 100%.
Il settore della gomma ne ha risentito particolarmente: il fatturato è stimato in crescita di circa il 10%, passando quindi da 4,5 miliardi a 5 miliardi di euro, ma le marginalità sono ridotte.
Per quanto attiene al settore della plastica di prima trasformazione si registra un fatturato nell’ultimo anno pari a 20,9 miliardi di euro, con un aumento del 10,4% rispetto al 2021, anch’esso a marginalità compressa.
Gli addetti rimangono stabili, per un aggregato totale di 140.000 lavoratori delle due industrie.
“L’Assemblea 2023 coincide con un momento positivo per i due settori e per la Federazione – commenta Marco Do, Presidente di Federazione Gomma Plastica -: le industrie della gomma e della plastica fanno segnare un +10% di fatturato del 2022 sul 2021, a rinnovo contrattuale recentemente approvato in tempi rapidi e con una base associativa in crescita. E’ una buona notizia per i nostri comparti, ma lo è anche per lo sviluppo industriale e manifatturiero del Paese, perchè i prodotti in gomma e in plastica sono strutturali per settori quali l’alimentare, l’agricoltura l’automotive, i trasporti in generale, la farmaceutica, la sanità, l’edilizia, solo per citare i principali. Non possiamo però non sottolineare alcune difficoltà, relative all’aumento delle materie prime, dell’energia e della logistica che hanno provocato una contrazione dei margini complessivi. Il nostro obiettivo prioritario rimane quello di essere a fianco e a supporto delle imprese dei due settori offrendo un ampio ventaglio di servizi e consulenze, che, come dimostra l’incremento della base associativa, le aziende nostre associate mostrano di apprezzare”.
In questo contesto di chiaroscuro, il recente rinnovo del CCNL Gomma Plastica, raggiunto in tempi brevi, è, quindi, un risultato particolarmente importante e sottolinea lo sforzo e il cambio di passo delle aziende della gomma e della plastica nell’equilibrare il costo del lavoro con i trattamenti retributivi.
“Nel TEC (Trattamento economico complessivo) – continua il presidente Do – abbiamo consolidato il welfare sanitario integrativo per tutti i 140.000 addetti, in modo da dare un supporto stabile alla salute dei nostri lavoratori. E’ un contratto che va nella direzione della sostenibilità economica e sociale, oltre a quella ambientale in cui le nostre aziende sono impegnate da tempo”.
Per quanto riguarda l’attività di Federazione Gomma Plastica, i dati danno riscontro di una crescita stabile della base associativa: se nel 2020 Federazione Gomma Plastica rappresentava circa 43.000 addetti, i dati a metà 2023 parlano di una rappresentanza di quasi 47.000 addetti, un aumento cioè di 4.000 addetti, pari a quasi il 10% della base associativa, che corrispondono a 72 nuove aziende tra il 2021 e il primo semestre del 2023.

– foto xh7/Italpress –

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Rifiuti, 13,5 mld di fatturato e 100 mila occupati, ma pochi impianti

ROMA (ITALPRESS) – Nel 2021, il fatturato del settore della gestione dei rifiuti urbani (considerando un campione di 534 aziende) ha raggiunto circa 13,5 miliardi di euro, pari a circa lo 0,8% del Pil nazionale, occupando circa 100 mila addetti diretti che costituiscono lo 0,4% del totale degli occupati in Italia e circa l’1,7% degli occupati del settore industriale. Questi alcuni dati che emergono dal Green Book 2023, il rapporto annuale sul settore dei rifiuti urbani in Italia, promosso da Utilitalia e curato dalla Fondazione Utilitatis, realizzato quest’anno in collaborazione con ISPRA e con la partecipazione di Enea ed Ancitel Energia e Ambiente.
Secondo il rapporto, per garantire la transizione verso un’economia circolare l’Italia sta affrontando importanti riforme strutturali nel settore ambientale. Tuttavia, restano ancora alcune criticità da risolvere – soprattutto in termini di completamento della governance locale e di soluzione del gap infrastrutturale – che potrebbero aumentare nel prossimo futuro il divario tra Nord e Sud. L’analisi delle gare per l’affidamento dei servizi (pubblicate nel periodo 2014-2022) conferma le difficoltà e i ritardi nella standardizzazione delle dimensioni e delle tempistiche di affidamento dei servizi di gestione del ciclo integrato dei rifiuti a livello nazionale. Oggi la maggior parte delle gare (l’87% di 2.499 analizzate) viene bandita per affidamento del servizio ad un solo Comune; inoltre, l’85% delle gare per l’affidamento dei servizi di gestione ha una durata pari o inferiore a 5 anni. La maggior parte delle gare (il 67%) è localizzata al Sud, per effetto della ridotta presenza di gestioni industriali in questa parte del Paese. Proprio il Mezzogiorno continua a presentare un significativo deficit impiantistico che non consente la corretta chiusura del ciclo dei rifiuti, contribuendo al differenziale di spesa per il servizio di igiene urbana. A causa del maggiore costo sostenuto per il trasporto dei rifiuti verso impianti fuori Regione, infatti, il Sud registra la Tari più alta del Paese, con 368 euro/abitante nel 2022, staccando Centro (335 euro) e Nord (276 euro). “L’evoluzione industriale del comparto ambientale – commenta il presidente della Fondazione Utilitatis, Stefano Pareglio – è un requisito necessario per la transizione verso un modello economico circolare, in grado di assicurare il pieno utilizzo delle materie prime seconde. E’ altrettanto indispensabile superare il divario nella qualità dei servizi tra Nord e Sud, migliorando la qualità della raccolta differenziata per garantire la chiusura del ciclo”.
Con il 60% destinato alle regioni del Sud e le azioni di riforma messe in campo, il PNRR può offrire una spinta importante a colmare il service divide che caratterizza il Paese. Le linee di investimenti programmate mirano a incentivare la circolarità delle risorse e, nello specifico, a migliorare i sistemi di raccolta e gestione dei rifiuti in tutto il territorio nazionale. Per questi interventi sono stati stanziati 2,1 miliardi di euro a fronte di progetti candidati dalle imprese per circa 7 miliardi di euro: si tratta quindi di risorse che agiscono da propulsore per gli investimenti delle aziende, ma non sufficienti a colmare il fabbisogno nazionale di settore. Secondo una stima di Utilitalia del 2023 che non tiene conto degli interventi finanziati dal PNRR, per rispettare gli obiettivi Ue il fabbisogno impiantistico al 2035 è stimato in 4-5 miliardi di euro per il trattamento della frazione organica e per il recupero energetico delle frazioni non riciclabili; a questi vanno sommati 1,2 miliardi di euro per l’incremento della raccolta differenziata, 600 milioni di euro di investimenti finalizzati a mettere in servizio le strutture dedicate al fabbisogno residuale di discarica del 10% e infine altri 300 per l’implementazione della tariffa puntuale.
“Nel complesso quindi – spiega il presidente di Utilitalia, Filippo Brandolini – la stima del fabbisogno di settore al 2035 è pari a 6-7 miliardi di euro, ovvero tra i 0,5 e i 0,6 miliardi di euro l’anno. Il Green Book evidenzia l’importanza di una gestione industriale dell’intero ciclo dei rifiuti, la necessità di realizzare impianti soprattutto al Centro-Sud e l’urgenza di superare le frammentazioni gestionali. Si tratta di tre elementi fondamentali per la piena affermazione dell’economia circolare. A tal proposito le aziende associate a Utilitalia, grazie anche ai fondi del PNRR, sono adesso impegnate a realizzare impianti innovativi in filiere strategiche come la frazione organica, i RAEE e i tessili”. Per raggiungere infatti gli obiettivi comunitari di circolarità delle risorse non sono fondamentali solo le frazioni merceologiche che siamo soliti differenziare (tra cui quella organica è la più importante con circa il 35% dei rifiuti urbani prodotti), ma anche i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE)e quelli tessili, specialmente nelle città e nelle aree a maggior densità abitativa. Negli ultimi anni si è assistito a un incremento delle quantità di frazione organica da trattare in tutte le aree del Paese, e al contempo a un crescente numero di progetti per la realizzazione di impianti dedicati grazie anche all’impulso del PNRR. Ciò nonostante, a livello nazionale sono circa 1,3 milioni le tonnellate trattate in impianti di Regioni diverse da quelle di produzione. Con il raggiungimento degli obiettivi di economia circolare, la stima del fabbisogno impiantistico al 2035 per il trattamento dell’organico mette in rilievo l’autosufficienza del Nord Italia e della Sardegna, mentre Centro, Sud peninsulare e Sicilia presentano un importante deficit. Crisi pandemica e geopolitica hanno enfatizzato la vulnerabilità delle catene di approvvigionamento delle materie prime critiche, fondamentali per la transizione energetica ed ecologica. Da questo punto di vista il corretto riciclo dei RAEE (circa 360mila tonnellate raccolte nel 2021) rappresenta un’opportunità per ridurre la dipendenza da Paesi terzi. Per raggiungere questo obiettivo è necessario implementare le infrastrutture e snellire le procedure autorizzative per la realizzazione degli impianti: oggi in Italia si raccolgono circa 6 kg/ab anno di RAEE contro una media europea di 10 kg/ab anno. L’obbligo di raccolta differenziata dei rifiuti tessili comporterà un incremento di questa frazione, in parte proveniente dall’industria della moda, che dovrà essere adeguatamente gestita. Ad oggi il 72% dei Comuni italiani raccoglie separatamente i tessili per una quantità complessiva di circa 154mila tonnellate nel 2021. Sono necessari investimenti in nuove tecnologie di selezione e riciclo, per garantire il raggiungimento degli obiettivi di circolarità. L’introduzione di un modello di EPR in questa filiera potrebbe contribuire a generare benefici ambientali, sociali ed economici su scala europea, con un risparmio di 4,0-4,3 milioni di tonnellate di emissioni di CO2, la creazione di oltre 15mila nuovi posti di lavoro e un giro d’affari compreso tra 1,5 e 2,2 miliardi di euro.

– foto xb1/Italpress –

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Telepass, al via la campagna “Un’estate italiana” con Roberto Mancini

MILANO (ITALPRESS) – Telepass racconta l’ecosistema dei suoi servizi nella nuova video campaign “Un’estate italiana”, on air da domani 6 giugno in fascia prime time sulle principali emittenti televisive e radiofoniche italiane. Ideato e firmato da EPIK, società scelta dal Gruppo per amplificare il racconto di marca, il progetto che prevede un episodio per la tv e alcune pillole per l’online è un vero e proprio viaggio tra passato e futuro della mobilità targata Telepass interpretato da un attore di eccezione.
Un giovane Roberto Mancini, con il volto dei suoi esordi nel mondo del calcio, percorre un viaggio fino ai giorni nostri, quando lo ritroviamo adulto e nel ruolo di Commissario Tecnico. Ad accompagnare Mancini e alcuni talenti delle Nazionali maschile e femminile, le note di “Notti Magiche” di Gianna Nannini ed Edoardo Bennato, colonna sonora dei Mondiali di Italia ’90. Una scelta ben precisa dal momento che il dispositivo Telepass è stato lanciato proprio in occasione della competizione che si è giocata nel nostro Paese consentendo agli italiani, per la prima volta, di poter pagare il pedaggio in autostrada senza fermarsi al casello.
Al centro della narrazione, un viaggio generazionale nell’innovazione dell’offerta che negli anni ha visto Telepass passare da brand sinonimo di telepedaggio a quello di leader della mobilità integrata, con soluzioni che spaziano dall’accesso alle piste da sci ai parcheggi e fino alla mobilità condivisa.
Nella cornice della partnership, siglata lo scorso marzo, tra Telepass e la Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC), di cui l’azienda è Top Partner fino al 2026, i protagonisti del calcio italiano si alternano nel raccontare l’innovazione della mobilità: insieme al Commissario Tecnico Roberto Mancini, compaiono il centrocampista Matteo Pessina, l’attaccante Matteo Cancellieri, mentre la calciatrice della Nazionale femminile Elena Linari spicca negli episodi online che racconteranno anche in maniera ironica i singoli servizi. Nel racconto spazio-temporale che si snoda dal 1990 fino ai giorni nostri, Mancini e i suoi “allievi” invertono i ruoli, accompagnando lo spettatore attraverso l’App Telepass e i servizi alla mobilità, dalla ricarica dei modelli elettrici alla prenotazione del car washing.
Per Aldo Agostinelli, Chief Consumer Sales & Marketing Officer di Telepass, “la Nazionale Italiana di Calcio suscita emozioni uniche e, per questo, è in grado di diffondere un messaggio universale, fatto di valori condivisi che attraversano tutte le diverse generazioni di italiani, tutte unite insieme dal tifo per le Azzurre e gli Azzurri. Con questo progetto Telepass intende parlare anche alle nuove generazioni, che approcciano diversi ambiti della vita – tra i quali la mobilità – con modalità sempre nuove, cogliendo al contempo l’occasione di far scoprire agli italiani la trasformazione di Telepass avvenuta negli ultimi 5 anni”.
Spiega Domenico Grandi, partner di EPIK: “Questo nuovo progetto nell’ambito della collaborazione con Telepass mette al centro i diversi servizi dell’azienda. Volendo dialogare con un numero sempre più ampio di utenti abbiamo puntato su una narrazione che al tempo stesso raccontasse la storicità dell’azienda, presente con il telepedaggio dal 1990 e coinvolgesse le nuove generazioni nell’approccio veloce alla mobilità integrata firmata Telepass”.

– foto ufficio stampa Telepass –
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Migranti, Piantedosi “L’Italia chiede un cambio di passo all’Europa”

ROMA (ITALPRESS) – Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha avuto un colloquio telefonico con il ministro per la migrazione svedese, Maria Malmer Steenergard. “In questa fase cruciale del negoziato sul Patto europeo Asilo e Migrazione – ha dichiarato il ministro – apprezzo lo sforzo della presidenza di turno svedese della UE per arrivare a un possibile conclusione del negoziato in occasione del prossimo Consiglio Giustizia e Affari Interni previsto il giovedì 8 giugno in Lussemburgo”.
Nel corso della telefonata, è stata menzionata la disponibilità europea alla richiesta del ministro Piantedosi di ottenere supporto logistico e finanziario per gli oneri che l’Italia dovrà sostenere per far fronte ai flussi migratori. “Il nostro Paese – ha aggiunto Piantedosi – continua a non puntare sullo strumento della relocation perchè non si è rivelato un meccanismo solidale così come concepito”.
Il titolare del Viminale ha inoltre sottolineato che “l’Italia si aspetta un cambio di passo da parte dell’Europa soprattutto nell’ambito della dimensione esterna, unica vera soluzione strutturale al problema delle migrazioni dall’Africa”.

– foto Agenziafotogramma.it –

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Inzaghi “City favorito? Non sono bravo con le percentuali”

MILANO (ITALPRESS) – “Manchester City favorito? Non sono bravissimo a fare le percentuali, sappiamo che incontreremo la squadra più forte al mondo, che ha vinto cinque volte la Premier League negli ultimi sei anni. Dovremo essere attenti a fare una gara da squadra, sappiamo che avremo di fronte i migliori”. Lo ha dichiarato il tecnico dell’Inter Simone Inzaghi durante il Media Day in vista della finale di Istanbul di Champions League contro i Citizens. “Guardiola è un allenatore che ha segnato un’epoca – ha spiegato il mister nerazzurro – Nel calcio moderno c’è un prima e dopo Guardiola, per noi sarà importantissima. Di cosa ho paura? Stiamo sempre parlando di una partita di calcio. A parer mio Guardiola è l’allenatore più forte del mondo, ha segnato un’era: paura nulla, ho massimo rispetto, ma siamo orgogliosi di giocarci questa finale. Abbiamo giocato tantissime partite, sabato sarà la numero 57: anche qualche sconfitta in campionato, tanto chiacchierata, ci ha permesso di arrivare a Istanbul”. “Lukaku-Dzeko? No, non ho ancora deciso, ma non l’ho fatto nemmeno a centrocampo e in difesa – ha aggiunto l’allenatore piacentino – In questo momento, come negli ultimi due mesi, ho la possibilità di scegliere. E’ la miglior cosa che un allenatore possa avere: negli ultimi due mesi ho potuto alternare giocatori o schierarne altri che nei primi cinque mesi non avevo avuto. Mancano ancora quattro allenamenti e la rifinitura di Istanbul: un allenatore può avere tante idee, ma spesso le cambia”. “Il Manchester City insegue il triplete? Ha vinto due titoli, ma due titoli li abbiamo vinti anche noi – ha ricordato – Sappiamo che avversario avremo di fronte, ma anche noi abbiamo meritato di essere a Istanbul. Sicuramente è la partita più importante della mia carriera, ma penso valga anche per i miei giocatori. Sarà una serata che ci ripagherà di tutti gli sforzi fatti durante l’anno, è stato un percorso pieno di insidie”.
– Foto LivePhotoSport –
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