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Maltempo, Valditara “Proporrò un fondo a sostegno delle scuole colpite”

ROMA (ITALPRESS) – “Nel prossimo Consiglio dei Ministri chiederò la costituzione di un fondo specifico destinato a far fronte ai primi interventi a favore delle scuole che si trovano nelle aree colpite dall’alluvione, anche per consentire l’agibilità agli studenti. Come Ministero dell’Istruzione e del Merito prenderemo anche altri provvedimenti, in particolare la proroga di adempimenti che scadono in questi giorni, in modo da garantire un sereno compimento delle attività amministrative”. Così in una nota Giuseppe Valditara, ministro dell’Istruzione e del Merito.

– foto Agenziafotogramma.it –

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Denz vince la 12^ tappa, Thomas resta maglia rosa

RIVOLI (ITALPRESS) – Il Giro d’Italia 2023 parla ancora tedesco. Nico Denz si è imposto nello sprint ristretto che ha deciso la dodicesima tappa della corsa rosa, la Bra-Rivoli di 179 chilometri. Il corridore della Bora-hansgrohe ha preceduto i compagni di fuga, il lettone Toms Skujins (Trek-Segafredo) e l’australiano Sebastian Berwick (Israel-Premier Tech), insieme ai quali aveva dato vita all’azione di 30 unità che ha caratterizzato la frazione odierna, con il drappello dei fuggitivi che si è selezionato col passare dei chilometri. Primo tra gli italiani Alessandro Tonelli (Green Project-Bardiani CSF-Faizanè), giunto quarto e più immediato inseguitore del terzetto che si è giocato il successo in volata. La maglia rosa resta sulle spalle di Geraint Thomas (Ineos Grenadiers), col gruppo dei migliori che ha vissuto una giornata di tranquillità e ha tagliato il traguardo con un ritardo superiore agli 8′. Domani la tredicesima tappa, la Borgofranco d’Ivrea-Crans Montana di 199 chilometri, con arrivo in salita dopo 12,9 chilometri al 7,9% di pendenza media.
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Riforme, Romeo “Disponibili al premierato ma con pesi e contrappesi”

ROMA (ITALPRESS) – “C’è la necessità di promuovere delle riforme istituzionali. La Lega ha dato subito la sua disponibilità, poi se non è il presidente della Repubblica perchè è una figura terza e si vuole virare più sul premier c’è questa disponibilità, purchè ci siano pesi e contrappesi tenendo conto che la nostra è una Repubblica parlamentare. L’importante è che venga garantito il fatto che non ci siano ribaltoni, perchè se i cittadini votano un premier non si possono ritrovare con una maggioranza diversa. Ci sono dei sistemi costituzionali, di intervento e legislativi che possono andare a tutela di questo garantendo la stabilità. C’è piena armonia da questo punto di vista, poi ci possono essere sensibilità diverse ma nel centrodestra questo è un arricchimento, si trovano mediazioni”. Così Massimiliano Romeo, capogruppo della Lega in Senato, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica “Primo Piano” dell’Agenzia Italpress.
“La posizione della Lega è sempre stata chiara anche in passato” sulle riforme. L’autonomia “riguarda l’attuazione della Costituzione dove si può cominciare a procedere coinvolgendo il Parlamento, dall’altra parte c’è la necessità di promuovere riforme istituzionali”, aggiunge.
Inevitabile uno sguardo a quanto sta accadendo in Emilia-Romagna nelle ultime ore. “Sono immagini drammatiche, non sopportiamo però vedere la polemica politica. La politica deve interrogarsi perchè sicuramente ci sono di mezzo i cambiamenti climatici, ma ci sono anche delle responsabilità soprattutto di quest’ultima. Quello che la politica non fa ma che dovrebbe fare – osserva – è la prevenzione, siamo molto bravi nell’emergenza ma se iniziassimo ad essere bravi anche nella prevenzione, probabilmente riusciremo a contenere la portata drammatica che vediamo in questi giorni. Non possiamo continuare sempre a basare la nostra azione sul consenso, bisogna prevenire, fare manutenzione e, anzichè realizzare cose nuove, manutenere le cose che abbiamo. Questo è un ragionamento complessivo che tutti dobbiamo fare a prescindere dai colori politici”.
Tra i vari temi toccati da Romeo, anche i rapporti all’interno della maggioranza di governo e i risultati delle ultime amministrative. “Rispetto al governo con i 5 Stelle, che era un’alleanza innaturale, e al governo Draghi, che era di unità nazionale fatto nell’interesse del Paese, adesso siamo in una dimensione di base valoriale comune che ci mette nelle condizioni di lavorare. Noi leghisti – spiega – siamo un movimento che vuole portare grande cambiamento e veniamo visti sempre con occhio sospetto, è una Lega sia di lotta che di governo, non esiste una Lega di governo se non c’è quella di lotta e viceversa. Lega di governo e movimentista vanno di pari passo ma con senso di responsabilità, con volontà di mediare e trovare soluzioni. Se avessimo tutti le stesse idee saremo un partito unico, anzi, avere delle diverse sensibilità arricchisce la coalizione di centrodestra perchè i valori sono comuni”.
Quello delle amministrative “è un risultato positivo, poi in politica di solito quando ci sono le elezioni hanno vinto tutti e non perde mai nessuno. Abbiamo conquistato alcune città e ne abbiamo confermato delle altre, complessivamente un risultato positivo, poi come Lega bisogna tenere conto che l’effetto liste civiche altera un pò i parametri nazionali. C’è soddisfazione ma usiamo prudenza perchè ci sono i ballottaggi, cerchiamo di fare l’appello ad andare a votare il più possibile ma usiamo prudenza perchè c’è anche il secondo tempo in alcune realtà”, osserva. Il presidente dei leghisti in Senato parla anche delle nomine e del caso Rai sottolineando che “ci sono dei cambiamenti che andavano fatti ed è giusto farli, perchè in tante occasioni abbiamo visto un indirizzo e orientamento politico un pò troppo pendente, nella tv pubblica bisogna fare un servizio oggettivo e dare spazio a tutti, guardando certi programmi si aveva la sensazione che pendeva la bilancia sempre da una parte. Un equilibrio e una certa oggettività nell’informazione sono alla base di un paese democratico”.
Sulla questione ucraina, all’indomani del tour europeo di Zelensky iniziato proprio a Roma, Romeo evidenzia come la Lega abbia “sempre sostenuto posizioni atlantiste e gli interventi in sostegno dell’Ucraina sono sempre stati votati. Quello che abbiamo rimarcato è che, da quello che ci dicono, il conflitto non si concluderà con la vittoria di uno sull’altro – aggiunge -, si arriverà a una soluzione diplomatica e bisogna intraprendere e sostenere l’iniziativa della Santa Sede almeno per il cessate il fuoco e per una tregua che possa, nel tempo, portare a trattative per la pace. Dobbiamo sostenere con forza l’iniziativa della Santa Sede e questo può andare di pari passo con il sostegno all’Ucraina, mi sembra una posizione di buon senso”.
Infine, la questione sicurezza. “La sicurezza resta la nostra priorità, è chiaro che quello di cui ci siamo accorti è che i cittadini non vogliono solo il dibattito ma dei risultati concreti, credo che la risposta migliore che si poteva dare con quanto accade alla stazione di Milano, l’abbia data Piantedosi con l’invio di nuovi agenti con una operazione importante per garantire sicurezza nelle stazioni. Oggi la Lega deve dare risposte e lo ha fatto con un intervento diretto da parte del ministro”, conclude.

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Nadal “Niente Roland Garros, 2024 mia ultima stagione”

MANACOR (SPAGNA) (ITALPRESS) – Rafael Nadal non disputerà il Roland Garros, torneo dello Slam vinto in carriera 14 volte e mai saltato dal 2004. Lo ha annunciato il campione spagnolo durante una conferenza stampa nella sua Academy di Manacor. “L’evoluzione dell’infortunio che ho subito in Australia non è andata come avrei voluto – ha sottolineato Nadal, che il 3 giugno comporà 37 anni – e disputare il Roland Garros diventa impossibile”. Il fuoriclasse mancino è rimasto vittima di un infortunio all’ileopsoas della gamba sinistra lo scorso gennaio agli Australian Open ed ha saltato tutta la stagione sulla terra battuta, dando forfait a a Montecarlo, Barcellona, Madrid e Roma. “Tornerò quando sarò pronto mentalmente e fisicamente – ha aggiunto Nadal – Un obiettivo potrebbe essere tornare a giocare la Coppa Davis e iniziare bene il 2024, con la garanzia di poter essere competitivo in quella che potrebbe essere la mia ultima stagione”.
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Giustizia, Greco “Noi avvocati pronti a discutere di una vera riforma”

ROMA (ITALPRESS) – “Noi avvocati siamo pronti a sederci e discutere della riforma vera della giustizia. Non rivendichiamo posizioni di privilegio, noi siamo pronti a metterci in discussione e fare tutti i sacrifici richiesti agli avvocati per rendere efficiente il sistema giudiziario, purchè ci sia questa volontà, purchè si metta in conto che un sistema non improntato a un principio di efficienza è destinato per sempre all’insuccesso”. Così Francesco Greco, presidente del Consiglio Nazionale Forense, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica “Primo Piano” dell’Agenzia Italpress. Avere un “processo giusto è il mio sogno”, spiega Greco nel sottolineare come “purtroppo il dato più saliente con cui dobbiamo fare i conti è che in Italia la giustizia non funziona, in Italia la giustizia non è giusta. Tutte queste riforme, anche quella Cartabia, purtroppo non portano al giusto processo, nella nostra Costituzione abbiamo introdotto il principio del giusto processo che è qualcosa di scontato”.
“Paradossalmente – prosegue -, il cittadino perde la causa non perchè abbia torto o ragione, ma perchè ci sono una serie di insidie nel processo che portano ad una sentenza di un tipo piuttosto che alla sentenza giusta. Nel nostro sistema giuridico sono state introdotte, anche dalla riforma Cartabia, una quantità enorme di insidie e trabocchetti nel processo e, soprattutto in quello civile, vincerà chi non è incorso in una insidia, questa è una cosa incredibile. In tutti i sistemi dell’economia moderna vige il principio della responsabilità ed efficienza, nella giustizia questo principio non vale; della inefficienza della giustizia, però, non risponde nessuno e fino a quando non si introdurranno degli indici di valutazione dell’efficienza del singolo processo, la giustizia non potrà mai migliorare”.
Il presidente del CNF specifica che non parla di responsabilità civile “perchè è giusto che chi giudica abbia la serenità di poterlo fare, l’errore in buona fede non deve essere sanzionato, ma rispondere a un principio di efficienza sì”.
Inoltre, evidenzia come ci sia una “interlocuzione costante con il governo. Fino a stamane ho avuto un incontro al ministero e dialoghiamo molto spesso con il Gabinetto del ministro, in questo momento c’è una costante interlocuzione, che poi si riescano a fare le cose che noi chiediamo è un altro aspetto”. Con il CSM “c’è un dialogo avviato, ho già avuto contatti con il vicepresidente Pinelli per una serie di incontri e per affrontare tanti temi. Abbiamo, inoltre, incontrato la prima presidente della Corte di Cassazione per esprimere la disponibilità a un dialogo costante senza rivendicare posizioni di privilegio; abbiamo incontrato il presidente della Commissione Giustizia alla Camera e abbiamo chiesto il riconoscimento nella nostra Costituzione del ruolo degli avvocati, la Costituzione contiene un principio fondamentale per ogni democrazia: il diritto di difesa, però si ferma qui”.
“Noi auspichiamo che sia inserito che ogni cittadino abbia il diritto alla difesa tecnica – spiega -, riteniamo che riconoscere questo al cittadino sia un diritto, questo è un passaggio di civiltà giuridica. Dobbiamo ritornare a mettere al centro del processo il cittadino, soltanto così si potrà migliorare il sistema giudiziario. Un sistema che mira all’attuazione vera della democrazia non può prescindere dai diritti dei cittadini, purtroppo la nostra società comprime i diritti dei cittadini e questo non va bene per la salute della democrazia e per l’attuazione del principio di libertà. Noi siamo un Paese libero, ma i diritti non trovano attuazione piena. Se vogliamo veramente realizzare un principio vero di democrazia compiuta, dobbiamo riconoscere ai cittadini la possibilità di accedere alla tutela dei diritti senza difficoltà, oggi ci sono dei costi del processo altissimi. Inoltre, in Italia il numero dei magistrati è molto più basso rispetto agli altri Paesi europei, se si aumenta il numero dei giovani magistrati capaci, i tempi della giustizia si accorceranno”, assicura.
Infine, Greco parla del suo “avvocato ideale” che deve essere colui “che comprenda i problemi del proprio assistito e se ne faccia interprete, ma che sia anche indipendente e per esserlo deve essere economicamente sereno, i diritti non sono merci, la mercantilizzazione dei diritti noi non la possiamo sopportare”.

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Animali domestici, cresce la domanda di servizi per il loro benessere

MILANO (ITALPRESS) – Con quasi 65 milioni di animali domestici, di cui 10,2 milioni di gatti e 8,8 milioni di cani, l’Italia è il terzo paese in Europa per diffusione dei pet dopo Germania e Francia. Sono alcuni dei dati emersi nel Rapporto Assalco 2023 che certifica la propensione in Italia ad accogliere animali domestici in casa: il 37,7% degli italiani dai 18 anni in su dichiara infatti di averne uno in famiglia. Inoltre dal 2015 al 2022 il dato relativo a coloro che hanno deciso di accogliere in casa più di un animale risulta quasi raddoppiato: 9,9% del 2015 contro il 17,2% del 2022. Nel nostro paese il mercato della pet economy vale 3.5 miliardi di euro, e cresce la domanda di servizi per il benessere degli amici a quattro zampe, oltre ai player che offrono questi servizi. Tra questi c’è Cà Zampa. “Siamo al vertice in Europa per quanto riguarda il numero di pet pro capite. Allo stesso tempo, siamo un pò fanalino di coda in Europa per quanto attiene ai servizi offerti agli animali domestici e questo è tutto un mondo che si sta rivoluzionando negli ultimi anni”, spiega l’amministratrice delegata e founder di Cà Zampa Giovanna Salza.
“Da questo punto di vista, il Covid è stato un formidabile acceleratore perchè il tempo che le famiglie italiane trascorrono con i loro amici a 4 zampe è aumentato, la vita è diventata più sedentaria e domestica – sottolinea -. E quindi le aspettative in termini di servizi e di qualità è cresciuta molto. Teniamo conto che il 40% delle famiglie in Italia ha un animale domestico e la stragrande maggioranza lo considera a tutti gli effetti come un membro della famiglia”.
Visti gli alti numeri, la richiesta di servizi veterinari e di cura degli animali è senz’altro elevata. Si pensi che in Italia sono attive 8.596 strutture veterinarie private: 6.602 ambulatori; 858 studi; 1.062 cliniche; 74 ospedali veterinari.
Cà Zampa conterà presto 25 strutture in tutta Italia tra cliniche, centri specializzati e ospedali e con un trend di crescita che potrebbe portare a più che raddoppiare il numero entro la fine dell’anno prossimo.
“Cà Zampa è nata qualche anno fa con una missione molto chiara: creare in Italia il primo polo nazionale di eccellenza che offra servizi per la salute e il benessere degli animali domestici – spiega Salza -. Ci occupiamo innanzitutto di veterinaria, ovvero di far star bene gli animali: quelli che stanno male e anche mantenere in salute quelli che stanno bene. Ci occupiamo di veterinaria di base, ma anche specialistica”.
“Oltre ai servizi veterinari, offriamo servizi ancillari: toelettatura, educazione cinofila, fisioterapia, asilo e servizio di pick-up degli animali che portiamo all’interno delle nostre strutture. L’idea è quella di offrire in un unico luogo tutti i servizi legati alla salute e al benessere degli animali, semplificando molto la vita al proprietario”, aggiunge.
Come ogni settore, anche quello della cura degli animali ha ampi margini di innovazione che l’Italia deve cogliere al pari di altri paesi in Europa e negli Stati Uniti.
Secondo la fondatrice di Cà Zampa, una prima novità è rappresentata dalle “polizze assicurative, che consentono ai proprietari di accedere in maniera più serena alle prestazioni più costose come quelle chirurgiche. Oggi la penetrazione delle polizze assicurative in Italia è molto bassa, ma quanto accade in Francia, Inghilterra e Nord Europa ci insegna che è questa la direzione nella quale andremo”.
“In secondo luogo stiamo lavorando molto sui piani salute, programmi annuali di abbonamento a tutte le prestazioni e gli esami che un animale domestico dovrebbe fare ogni anno. Questo è sicuramente un trend che sarà in crescita e come Cà Zampa stiamo lavorando per poter affinare i piani salute e avere prodotti sempre più personalizzati rispetto alle esigenze degli animali. Infine mi aspetto che la telemedicina diventi sempre più importante nel mondo della veterinaria”, conclude Salza.

– foto ufficio stampa Cà Zampa –

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Educazione finanziaria, Lucchini “In Italia serve una scossa”

MILANO (ITALPRESS) – “Sull’educazione finanziaria, come proposta formativa, sono stati fatti passi concreti in tempi recenti, ma è necessaria una scossa. Il rapporto mostra come l’Italia – nazione fra le più propense al risparmio – sia anche un paese ‘male educatò dal punto di vista delle conoscenze finanziarie: giovani e giovanissimi non comprendono i fondamentali dell’economia e della finanza, mentre adulti e anziani affermano di avere una competenza finanziaria, senza ammettere le proprie carenze”. A dirlo Stefano Lucchini, presidente Feduf e Chief Institutional Affairs and External Communication Officer di Intesa Sanpaolo, nel corso della tavola rotonda “Accompagnare l’investitore”, presso il Salone del Risparmio in corso a Milano. Durante l’evento è stato presentato il 4° Rapporto Assogestioni-Censis “Le incompetenze nascoste degli italiani”, sulle dinamiche che influenzano le decisioni di investimento dei risparmiatori e che possono portare a risultati indesiderati.
“Feduf – aggiunge Lucchini – lavora per allargare la collaborazione con le scuole, per coinvolgere le generazioni in modo trasversale, sviluppando programmi sui giovani, sugli adulti, sugli sportivi. Il Decreto Competitività ha inserito l’educazione finanziaria tra le materie dell’educazione civica, insieme al varo di programmi e progetti specifici, per coinvolgere anche genitori e famiglie, per arrivare a corsi di formazione misti, dove adulti esperti possano affiancarsi agli insegnanti, nel dialogo e nella formazione delle giovani generazioni”.
“La tutela di risparmio ed investimenti, come ricorda l’art. 47 della nostra Costituzione, corrisponde ad un interesse più generale: quello di una società più libera, che non deve perdere il benessere che ha conquistato e che per farlo non deve arretrare sulle conoscenze fondamentali; serve una preparazione sempre più puntuale ed una capacità di reazione immediata. Anche per proteggere le fasce di risparmiatori oggetto di truffe e illegalità”, evidenzia Lucchini. “Winston Churchill diceva che ‘i risparmi sono una cosa molto buona, soprattutto se i tuoi genitori li hanno fatti per tè. Penso sia fondamentale riattivare adesso quell’ascensore sociale che aiuti le persone ad affermarsi e oggi – conclude Lucchini – alla base di ogni percorso professionale, non possano che esserci i fondamentali dell’economia e della finanza, insieme alle materie specifiche dell’indirizzo di studio che ciascuno sceglie, insieme a quel senso civico di comprensione e partecipazione alla vita pubblica che l’educazione civica comporta”.

– foto ufficio stampa Intesa Sanpaolo –
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A luglio “Palermo Ladies Open”, ci sarà la top 10 Kasatkina

ROMA (ITALPRESS) – Torna l’appuntamento con il “Palermo Ladies Open”, Wta 250 che si giocherà sui campi in terra rossa del Country Time Club del capoluogo siciliano dal 15 al 23 luglio prossimi. Il secondo torneo nazionale a livello femminile, dietro solo a quello di Roma, riapre quindi le porte con l’edizione numero 34. “Quella del Palermo Ladies Open – le parole di Chiara Appendino, vicepresidente della Federazione Italiana Tennis e Padel, durante la presentazione a Roma – è un’opportunità importantissima per il nostro Paese, è un evento importante che dà credibilità alla nostra Federazione perchè lo sport è anche una vetrina per il Paese, che permette di raccontare le nostre città, in questo caso Palermo. Il tennis femminile è straordinario, c’è tanto da fare in termini di parità, ma si stanno facendo passi in avanti importanti”. Un torneo Wta 250 che, quest’anno, potrà fregiarsi della partecipazione della numero 9 al mondo, Daria Kasatkina, che prenderà parte alla manifestazione in un tabellone con 32 giocatrici, molte delle quali italiane e i cui nomi verranno svelati in maniera ufficiale più avanti. “Abbiamo già venduto oltre 6.000 biglietti con un incasso di 45mila euro. Siamo il secondo torneo femminile in Italia dopo Roma e siamo felici perchè crediamo molto nel tennis femminile”, ha aggiunto Oliviero Palma, direttore del torneo che negli ultimi anni sta crescendo in termini di audience e non solo. “Siamo fieri e orgogliosi delle 34 edizioni, quest’anno il torneo sarà coperto da ben due emittenti. Avremo al nostro fianco Sport e Salute e poter contare su un partner così autorevole ci autorizza a sperare in un gran futuro”, ha proseguito Giorgio Cammarata, presidente del Country Time Club di Palermo. Un evento che quest’anno, proseguendo sulla scia delle edizioni passate, avrà anche un occhio particolare verso l’ecosostenibilità: l’illuminazione di tutti i campi, infatti, avverrà grazie a luci a led, un sistema che consente di eliminare – durante il torneo – un generatore di gasolio esterno continuando l’opera intrapresa ormai qualche anno fa di diventare, oltre a uno dei maggiori tornei internazionali, anche uno dei più green al mondo.
– foto Italpress/spf –
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