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Putin “Dall’Occidente una guerra reale contro la Russia”

MOSCA (ITALPRESS) – “Contro di noi è stata intrapresa una guerra reale”. Lo ha detto il presidente della Federazione Russa Vladimir Putin, nel suo discorso a Mosca in occasione della Giornata della Vittoria, in memoria della capitolazione della
Germania nazista durante la seconda guerra mondiale.
Per Putin “le elite globaliste occidentali colpiscono le persone e dividono la società, provocano conflitti e sconvolgimenti sanguinosi, seminano russofobia, nazionalismo aggressivo, distruggono i valori tradizionali della famiglia”.
“Sembra che abbiano dimenticato a cosa hanno portato le folli pretese dei nazisti – ha proseguito il presidente della Russia -, hanno dimenticato chi ha sconfitto questo mostruoso male, sacrificando la propria vita”. “Da noi in Russia la memoria è sacra – ha aggiunto Putin -, commemoriamo anche i partecipanti di altri eserciti come quello statunitense, quello del Regno Unito, ricordiamo anche i cinesi che hanno combattuto il militarismo giapponese, e lavoriamo per un mondo multipolare”.
Poi è tornato a parlare dell'”operazione militare speciale” in Ucraina, dicendosi orgoglioso di “tutti coloro che combattono in prima linea, che resistono al fronte sotto il fuoco, che salvano i feriti. Non c’è niente di più importante ora del vostro lavoro. La sicurezza del Paese poggia su di voi, il futuro del nostro popolo dipende da voi”.
“Il popolo ucraino è diventato ostaggio di un golpe e di un regime che a Kiev cerca di raggiungere i propri scopi”, ha proseguito.

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Meloni “Riforme improrogabili, ascolteremo le opposizioni”

ROMA (ITALPRESS) – “Oggi una giornata di confronto con le opposizioni alla Camera dei deputati, nella Biblioteca del Presidente. Il Governo dialogherà con i rappresentanti dei partiti sulle riforme istituzionali necessarie all’Italia. Intendiamo ascoltare attentamente ogni proposta o critica, nel corso di quello che consideriamo un confronto importante per la nostra democrazia e per approvare misure improrogabili per il bene dei cittadini e della Nazione”. Così su Facebook il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
Alla Camera il premier, insieme con i vicepresidenti del Consiglio, Matteo Salvini e Antonio Tajani, il ministro per le Riforme istituzionali e la semplificazione normativa, Maria Elisabetta Alberti Casellati, il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, i sottosegretari alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari, e il costituzionalista Francesco Saverio Marini, incontra il 9 maggio le opposizioni. Ecco il programma degli incontri: ore 12.30 componente +Europa; ore 13 Gruppo per le Autonomie e componente Minoranze linguistiche; ore 13.45 Gruppo Alleanza Verdi e Sinistra; ore 15.30 Gruppo Azione-Italia Viva-Renew Europe; ore 17 Gruppo Movimento Cinque Stelle; ore 18.30 Gruppo Partito Democratico.

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Terrorismo, “Storia di un giudice” apre serie podcast in ricordo vittime

ROMA (ITALPRESS) – La Fondazione Vittorio Occorsio ha intrapreso la produzione, insieme con Intesa Sanpaolo e Capri Entertainment, di podcast per raccontare, in un’ottica di divulgazione scientifica, le storie delle vittime del terrorismo e di coloro che si sono impegnati nel contrastarlo. La prima serie di podcast esce il 9 maggio, Giornata in memoria delle vittime del terrorismo, si chiama “Storia di un giudice” ed è raccontato da Eugenio Occorsio, figlio del magistrato ucciso dai terroristi di estrema destra il 10 luglio 1976 a Roma.
In un intervento sul Corriere della Sera, il nipote del giudice, Vittorio Occorsio, ricorda che “la Corte di Cassazione francese, a fine marzo, ha confermato il diniego all’estradizione dei membri delle Brigate Rosse e di altri movimenti estremisti”. “Sempre a marzo scorso – prosegue -, è morto Pierluigi Concutelli, terrorista questa volta di estrema destra, mai pentito omicida di mio nonno, Vittorio Occorsio, magistrato che aveva portato allo scioglimento di Ordine Nuovo in applicazione della Costituzione e della legge Scelba, che punisce la ricostituzione, in qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”. “In occasione della sua morte – ricorda Occorsio -, una nidiata di suoi aficionados ha pensato bene di affiggere, in giro per Roma, dei manifesti recanti la sua foto giovanile e la scritta “Onore Comandante””. Per il nipote del magistrato ucciso “su tali circostante non c’è spazio per destra e sinistra: intanto si può parlare di unità nazionale, in quanto la ferma condanna di questi fatti risuoni da un coro unanime di tutti gli esponenti della vita politica, culturale, sociale, del Paese, e le azioni delle autorità responsabili siano conseguentemente concrete e immediate. Non sono ammesse ambiguità di sorta”.
“La Giornata della memoria sul terrorismo rimane, dunque, una delle più attuali delle varie “Giornate in memoria di” previste nel nostro calendario civile, perchè c’è ancora bisogno non solo di ricordare silenziosamente le vittime incolpevoli di una violenza assurda, ma, ancor oggi, di chiamare a unità il Paese contro le divisioni causate dall’estremismo politico”.

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Finali di Conference a un passo per Miami e Lakers

NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Finali di Conference a un passo per Miami Heat e Los Angeles Lakers. A Est, match-ball per Miami, che sul parquet casalingo del Kaseya Center, di fronte a quasi 20mila spettatori, si porta sul 3-1 nella semifinale con i New York Knicks vincendo gara-4 per 109-101 nonostante i 32 punti di Brunson, top-scorer della serata (27 di Butler e 24 di Barrett tra i padroni di casa). A Ovest, anche i Lakers volano sul 3-1 nella semifinale con i campioni uscenti dei Golden State Warriors, piegati in gara-4 per 104-101 sebbene Curry risulti il più prolifico della serata con 31 punti contro i 27 di James, esaltato dal ‘calorè dei quasi 19mila spettatori della Crypto.com Arena.
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Riforme, Casellati “I tempi sono maturi”

ROMA (ITALPRESS) – “I tempi sono ormai maturi. La riforma costituzionale non può essere una priorità solo del centrodestra, ma una scelta obbligata di tutti, perchè il nostro Paese ha avuto in 75 anni di storia repubblicana 68 governi con una durata media di 14 mesi. Serve dunque stabilità per rendere l’Italia più credibile e più competitiva nell’economia mondiale”. Lo afferma in un’intervista al Corriere della Sera il ministro per le Riforme, Elisabetta Casellati, che si dice si dice “fiduciosa” sull’esito del confronto che si apre tra governo e opposizioni.
Alla domanda se proporrà il premierato o il semipresidenzialismo, Casellati risponde così: “Il tema non è semplice. E’ la grande sfida del nostro Paese, ma io amo un aforisma che suona così: “Non ho bisogno che sia facile, ho bisogno che ne valga la pena”
E siccome ritengo che ne valga la pena, in questa fase, invece di esprimere preferenze, credo sia più giusto trovare il “punto di caduta”, la sintesi in grado di portare alla massima condivisione possibile. Una proposta aperta per accogliere tutti i contributi utili, ma nell’ambito di un perimetro delimitato. Da un lato l’elezione diretta del Presidente della Repubblica o del Consiglio e dall’altro la garanzia di stabilità. Un “modello italiano” che non deve necessariamente coincidere con modelli sperimentati negli altri Paesi”.
Casellati si dice “non pregiudizialmente contraria alla Bicamerale, anche se in passato si è sempre tradotta in un nulla di fatto – aggiunge -, ma preferirei usare lo strumento che i padri costituenti ci hanno indicato, come via maestra per le modifiche costituzionali, nell’articolo 138 della Costituzione”. E alla alla domanda se il governo comunque andrà avanti da solo, replica: “Rimango ottimista sulla possibilità di trovare una ricetta condivisa, anche per l’ottima iniziativa del presidente Meloni di dialogare con tutta l’opposizione. Oggi, perciò, una risposta è prematura”.

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L’Empoli batte la Salernitana 2-1 e vede la salvezza

FIRENZE (ITALPRESS) – L’Empoli pone una seria ipoteca sulla salvezza aggiudicandosi per 2-1 lo scontro diretto del Castellani contro la Salernitana. Una prova eccellente quella degli azzurri, che staccano così in classifica proprio gli uomini di Paulo Sousa, raccogliendo consensi e applausi. Troppo poco quanto fatto vedere dai granata, per quella che è stata una delle loro peggiori prestazioni recenti, con il solo Ochoa a limitare un passivo che poteva essere ben più pesante e Piatek a mettere la sua firma nel tabellino finale. Il primo tempo è l’antipasto di quello che sarà un autentico monologo dei padroni di casa che, grazie anche al 4-2-3-1 confermato da Zanetti dopo i buoni riscontri dati contro il Bologna quattro giorni fa, schiacciano la Salernitana nella propria metà campo. Le parate di Ochoa su Caputo e Cambiaghi fra l’11’ ed il 16′ fanno da prologo alla bellissima rete del numero 28 azzurro, al terzo gol consecutivo, stavolta giunto su cross da destra di Ebuehi. Con un Vicario spettatore non pagante, Paulo Sousa decide all’intervallo di cambiare faccia alla sua Salernitana: dentro Daniliuc, Kastanos e Piatek, fuori Sambia, Pirola e Mazzocchi e passaggio al 4-4-2. Ci si aspetta una scossa della Salernitana ed è invece l’Empoli a mancare per un soffio, e per ben due volte, il colpo del ko nel giro di sessanta secondi. Prima un cross pericoloso di Baldanzi viene deviato di istinto in angolo da Ochoa, poi è la traversa a dire no ad Ebuehi. La volta buona è la terza, con assist proprio di Ebuehi per la rete di Caputo dopo lungo consulto Var per un possibile fuorigioco dell’ex Sassuolo. Parisi potrebbe calare il tris ma il suo sinistro in diagonale spaventa soltanto Ochoa ed esce di non molto. Finale thrilling in virtù della rete di Piatek e dei sette minuti di recupero concessi dal direttore di gara Volpi. Pjaca segna al 90′ ma tutto viene annullato per un precedente fuorigioco. Poco male per gli azzurri, che conquistano i tre punti e vedono il traguardo ormai a un passo mentre si interrompe dopo dieci gare l’imbattibilità della Salernitana.
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La Sampdoria perde in casa dell’Udinese e retrocede in Serie B

GENOVA (ITALPRESS) – Cala il sipario sulla stagione della Sampdoria. Dopo la sconfitta maturata in casa Udinese (2-0, reti di Pereyra e Masina), anche la matematica sentenzia una retrocessione annunciata ormai da alcune settimane. Decisiva la sconfitta casalinga con la Cremonese che ha spento ogni speranza proprio quando la squadra di Dejan Stankovic avrebbe potuto puntare alla salvezza visto il mini ciclo contro dirette concorrenti come i grigiorossi, il Lecce e lo Spezia. Dunque, la squadra doriana torna in serie B, l’ultima stagione nella cadetteria fu nel 2010-11. Non è servito a ottobre nemmeno il cambio in panchina con Dejan Stankovic che ha preso il posto di Marco Giampaolo, esonerato dopo il ko al Ferraris col Monza. Ci ha provato l’ex mister della Stella Rossa ma è stata un’impresa quasi impossibile con una squadra già tecnicamente in difficoltà dopo la rivoluzione nel mercato estivo quando la dirigenza ha venduto tutti i gioielli per fare cassa. Lo stesso discorso replicato anche a gennaio con la Sampdoria che si è chiaramente indebolita e così nelle ultime gare è stata una lunga agonia, dopo la sconfitta con la Cremonese, culminata col 5-0 a Firenze. Una retrocessione che è la diretta conseguenza di una crisi societaria che va avanti da 18 mesi e si sarebbe dovuta concludere la scorsa estate. Quanto alla gara, l’Udinese ha fatto il minimo indispensabile per vincere, ha giocato sulle debolezze doriane, ha colpito quando doveva colpire, cioè all’inizio del match e quando i blucerchiati si stavano facendo pericolosi. La rete di Pereyra apre il match al 9′, poi Masina arrotonda al 34′ e la partita di fatto non ha più storia.
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Dominguez risponde a Berardi, Sassuolo-Bologna 1-1

REGGIO EMILIA (ITALPRESS) – Sassuolo e Bologna si prendono un punto a testa nel derby romagnolo che chiude la 34esima giornata di Serie A: il match del Mapei Stadium finisce 1-1, grazie alle reti di Berardi e Dominguez, entrambe nel primo tempo. Partita giocata a ritmi blandi, dove subentra il braccino e la prudenza sulla voglia di vincere. Due squadre ormai stabilizzate nella parte sinistra della classifica con l’obiettivo di continuare il proprio percorso di crescita e giocare un calcio propositivo. In palio in questa serata la possibilità di coltivare ancora una speranza europea, seppur flebile: il Bologna in caso di vittoria scavalcherebbe la Fiorentina, al momento ottava, mentre il Sassuolo potrebbe agganciare in classifica proprio i rossoblù. Dopo l’incertezza dei primi minuti il Sassuolo aumenta l’intensità e trova la rete del vantaggio al 15′ con Berardi, bravo a sfuggire a Cambiaso e a fulminare Skorupski sul primo palo. Gli ospiti accusano il colpo e faticano nello sviluppo della manovra per vie centrali e nel trovare gli attaccanti. Di contro, i neroverdi dopo il vantaggio creano poco: solamente Henrique al 39′ spreca calciando centrale da dentro l’area di rigore. Dal possibile 2-0 per il Sassuolo al pareggio beffa prima dell’intervallo: il Bologna al 43′ fa 1-1 con un lampo di Dominguez, bravo a pescare l’incrocio dei pali con un tiro a giro dal limite. Ultimi dieci minuti di tempo incoraggianti per la squadra di Motta, sempre attenta a non dare punti di riferimento per quanto riguarda le posizioni dei suoi interpreti. Il secondo tempo riprende sulla falsa riga del primo, ritmi bassi e poche occasioni; il giro palla di entrambe le squadre è lento e manca il guizzo da parte dei giocatori di maggiore qualità. Sia Dionisi sia Thiago Motta capiscono che è il momento di attingere forze fresche dalle proprie panchine: si alzano rispettivamente Laurientè da una parte e Arnautovic dell’altra per gli ultimi venticinque minuti. Il Bologna sembra credere alla vittoria più dei padroni di casa, ma manca di precisione negli ultimi metri. L’ultimo squillo della serata è di Arnautovic al 80′, ma il suo tiro è debole e centrale. Un risultato che smuove poco la classifica delle due squadre e permette alla Fiorentina di rimanere ottava, nonostante la sconfitta a Napoli.
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