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Show Fiorentina al “Franchi”, Sampdoria travolta 5-0

FIRENZE (ITALPRESS) – La Fiorentina torna al successo in campionato e lo fa con un netto 5-0 che non racconta però le difficoltà incontrate per 35′ contro la Sampdoria. Per fortuna dei viola, però, Castrovilli è in serata di grazia: è lui, schierato oggi nell’anomala posizione di trequartista nel 4-2-3-1 odierno, a sbloccare la sfida nel recupero del primo tempo; poi nella ripresa la squadra di Italiano ha dilagato. Tre punti che permettono alla Fiorentina di balzare all’ottavo posto, staccando Udinese e Torino e superando Monza, Sassuolo e Bologna. Stankovic sembra di contro solo il comandante triste di una nave ormai destinata alla retrocessione e con un futuro societario incerto.
Il primo tempo in casa viola è sulla falsariga di quanto già visto con la Cremonese tre giorni fa, ovvero ritmi bassi e tanti errori. I gigliati, che vedono l’esordio di Cerofolini fra i pali e la riproposizione di Duncan in mezzo e Jovic davanti, offrono una prestazione di basso livello. Il centravanti serbo è uno dei peggiori ma avrà modo di rifarsi nella ripresa con tre assist. Di contro gli ospiti si fanno pericolosi almeno un paio di volte, la più clamorosa al 12′ quando Lammers, dopo aver triangolato con Gabbiadini, mette sopra la traversa da ottima posizione. Per fortuna della Fiorentina nei dieci minuti finali della frazione iniziale sale in cattedra Castrovilli, che prima scalda i riflessi di Ravaglia per due volte, poi trova la rete al 2′ di recupero con una conclusione molto bella su cross di Biraghi. E’ il tappo che fa saltare la bottiglia della partita coi gigliati che raddoppiano al 62′ con Dodò, bravo a sfruttare un assist di Jovic – il serbo rimedia all’errore commesso su un comodo tap-in dopo il cross di Ranieri – e poi fanno tris con Duncan, ancora su assist dell’ex Real Madrid. I venti minuti finali, oltre alla festa e ai cori senza sosta dei tifosi gigliati sugli spalti, riservano altri due gol, firmati dai subentrati Kouamè e Terzic, per il definitivo 5-0.
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Il Sassuolo in dieci rimonta e batte 2-1 l’Empoli

REGGIO EMILIA (ITALPRESS) – Vittoria in rimonta al “Mapei Stadium” per il Sassuolo che batte, in inferiorità numerica, per 2-1, l’Empoli grazie alla doppietta di Berardi, messa a segno nel finale di gara. Ospiti subito avanti grazie a Cambiaghi, poi il rosso a Pinamonti nella ripresa, quindi ci pensa il capitano dei neroverdi a ribaltare tutto. Per gli uomini di Zanetti un’occasione persa: l’Empoli resta invischiato nella zona retrocessione.
Nei primi minuti di gioco il tatticismo vince sull’iniziativa offensiva delle due squadre. Padroni di casa superiori sul piano del gioco e ospiti attendisti con Cambiaghi che, però, all’11’ rompe gli equilibri. Progressione palla al piede dell’attaccante toscano, che elude l’intervento difensivo di Erlic e batte Consigli calciando sul secondo palo. La risposta del Sassuolo arriva tre minuti dopo ma Laurientè non concretizza l’assist dall’out di destra di Bajrami.
Il Sassuolo alza il ritmo e al 27′ Laurientè mette dentro il pallone per Defrel che da ottima posizine manca l’impatto vincente. Scampato il pericolo, l’Empoli prova a rialzare il baricentro di gioco e al 41′ sfiora il doppio vantaggio con il legno colpito da Caputo, che chiude di fatto la prima frazione di gioco. Nella ripresa Dionisi prova a dare una scossa ai suoi inserendo nel giro di pochi minuti Henrique, Pinamonti, Ferrari e Berardi. L’Empoli non rinuncia comunque a giocare e al 73′ Caputo segna la rete del possibile doppio vantaggio ma l’arbitro annulla per la posizione di fuorigioco dell’ex Sampdoria. Un minuto dopo il Sassuolo prova a scuotersi ma Pinamonti dice qualche parola di troppo all’arbitro Dionisi, che decide di espellerlo senza pensarci troppo. L’inferiorità numerica non demoralizza i neroverdi che, all’82’, sfiorano il pari con Frattesi che, servito da Berardi, non riesce a inquadrare lo specchio della porta. L’Empoli arretra eccessivamente il proprio baricentro e pochi secondi dopo arriva il gol dell’1-1: cross di Henrique dalla sinistra per Berardi, che al volo non sbaglia. La gara sembra chiusa ma in pieno recupero, al 95′, Cacace atterra Berardi in piena area di rigore. Dal dischetto lo stesso capitano del Sassuolo non trema e firma il definitivo 2-1.
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Cremonese vicina alla retrocessione, 1-1 con il Verona

CREMONA (ITALPRESS) – La più bella prestazione offerta dalla Cremonese non basta per fare risultato pieno contro il Verona: allo “Zini” termina 1-1 e la retrocessione, per i grigiorossi, è sempre più vicina. Alla rete in apertura di Okereke risponde una “carambola” di Verdi dopo che Quagliata aveva lasciato in dieci i padroni di casa. Un episodio (il rosso a Quagliata) che ha ridato fiato a un Verona apparso in netta difficoltà di fronte alla prova dei lombardi, che hanno protestato vivamente nel finale con Doveri per un presunto rigore ai danni di Buonaiuto.
La Cremonese si presenta con una bomba di Meitè che Montipò mette in corner, poi al 9′ trova il vantaggio. Castagnetti libera l’area con un lancio lungo, Depaoli effettua un retropassaggio corto che Okereke intercetta e una volta in area trafigge Montipò. Il Verona, che era partito con atteggiamento attendista per non lasciare spazio ai grigiorossi, comincia a scoprirsi. Al 23′ è Lazovic a mandare alto un colpo di testa ravvicinato ma la Cremonese risponde al 27′ con un cross di Castagnetti per la deviazione di Ciofani che impegna Montipò in un salvataggio in corner. La Cremonese insiste con il suo gioco ragionato e al 34′ è Galdames a provare il tiro che trova pronto il portiere scaligero. La risposta dell’Hellas è al 37′ con un tiro di Magnani che finisce alto di poco. Si va all’intervallo con i grigiorossi in vantaggio e più padroni della partita, con il Verona che invece ha vissuto solo su qualche spunto mai davvero pericoloso. Nella ripresa il Verona è più pimpante e prova ad infilarsi nella difesa grigiorossa. All’11’ Verdi smarca in area Kallon che va al tiro ma Vasquez col corpo manda in corner. Al 17′ la Cremonese resta in dieci per l’espulsione di Quagliata per gioco scorretto nei confronti di Dawidowicz: Doveri viene richiamato al Var per rivedere l’azione ed espelle il grigiorosso. Ballardini risistema la squadra con un triplo cambio ma il Verona si fa più spavaldo in attacco e per Carnesecchi comincia un bel lavoro per cercare di amministrare il vantaggio. Al 28′ l’estremo difensore grigiorosso ribatte un colpo di testa ravvicinato di Braaf su palla persa da Dessers. La rete del pareggio arriva alla mezzora: Verdi raccoglie un cross da sinistra e con un tiro che fa picchiare la palla per terra inventa una parabola che si infila in porta. Al 41′ grandissima occasione sprecata da Dessers che colpisce di testa tutto solo davanti a Montipò ma indirizza tra le braccia del portiere. Il Verona prova a vincere con una conclusione di Gaich ben parata da Carnesecchi. Nel finale Buonaiuto salta in area su una palla alta e viene travolto da un difensore ma Doveri lascia correre e dopo sei minuti di recupero il match termina pari.
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La Salernitana frena il Napoli, festa scudetto rinviata

NAPOLI (ITALPRESS) – Festa rimandata per il Napoli, che pareggia per 1-1 in casa con la Salernitana senza riuscire a conquistare i tre punti che gli sarebbero aritmeticamente valsi il terzo scudetto della storia. La sfida si decide nella ripresa, con Olivera che porta in vantaggio i partonepei prima del gran gol di Dia nel finale. Il clima al Maradona è infuocato e dopo appena un minuto Osimhen si rende pericoloso con un colpo di testa che termina a lato. L’attaccante nigeriano ci riprova al 23′, ma Ochoa neutralizza l’incornata del suo avversario deviando in corner. Il portiere messicano si ripete al 42′, quando respinge in tuffo un sinistro dalla distanza di Anguissa. Sarà l’ultima occasione del primo tempo, che si chiude a reti bianche. I campani ripartono all’attacco, ma i granata si difendono bene. Il muro ospite cade però al 17′. Il neo entrato Raspadori calcia un angolo dalla destra trovando Olivera, che di testa anticipa tutti e infila Ochoa nell’angolino lontano. E’ il gol che fa definitivamente esplodere il Maradona, con il pubblico che inizia a sentire il profumo di scudetto. Al 33′ è Osimhen a cercare il raddoppio con un destro dalla lunga distanza, ma Ochoa è ancora attento in tuffo. Due minuti dopo, Kvaratskhelia parte in progressione al termine di una ripartenza e va al tiro con il mancino ma la sfera esce di un soffio. Il tricolore sembra ormai cucito sul petto, ma al 39′ arriva la doccia fredda. Dia prende palla dalla sinistra, si accentra saltando secco Osimhen e pesca un sinistro magico che si spegne sotto l’incrocio lontano per l’1-1 che gela lo stadio. I partenopei si riversano in avanti e pochi istanti dopo ci vogliono ancora i guantoni di Ochoa a fermare un destro di Kvaratskhelia. L’assalto finale degli azzurri non sortisce alcun effetto e il risultato non cambierà più. Gli uomini di Spalletti torneranno in campo giovedì sera a Udine: per il titolo è ormai solamente questione di giorni.
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Gomme hard in evidenza sul nuovo asfalto di Baku

BAKU (AZERBAIJAN) (ITALPRESS) – Doppietta Red Bull nel Gran Premio dell’Azerbaigian. Sergio Perez è il vincitore sul circuito cittadino di Baku, seguito da Max Verstappen. Charles Leclerc, poleman dopo le qualifiche di venerdì pomeriggio, è arrivato terzo.
Le strategie di gara dei team sono state condizionate dall’ingresso della safety car a inizio gara. La maggior parte dei piloti, tra cui tutti quelli a podio, hanno infatti sostituito le P Zero Yellow medium tra il nono e l’undicesimo giro, montando le P Zero White hard. Quasi tutti sono arrivati fino alla fine con le mescole più dure, segnando anche i loro giri veloci negli ultimi minuti di gara quando i pneumatici sono riusciti a migliorare le loro performance nonostante il lungo stint. L’affidabilità delle mescole Hard sul circuito di Baku è stata dimostrata dalla gara di Nico Hulkenberg (Haas) e Esteban Ocon (Alpine). I due sono partiti dalla pitlane con un set nuovo e hanno terminato la gara su P Zero Red soft, montandole però rispettivamente al terzultimo e penultimo giro. Il francese ha pertanto percorso 50 giri, quasi l’intera durata della gara, sullo stesso set di pneumatici Hard. Il giro più veloce sulle mescole Hard è stato segnato da Max Verstappen con un tempo di 1’44″232. Valtteri Bottas, il pilota con lo stint più lungo sulle Medium (16 giri), ha firmato in 1’46″304 il miglior tempo sulle mescole di mezzo. Il miglior tempo in assoluto della gara (1’43″370) è stato ottenuto da George Russell al cinquantunesimo giro dopo aver appositamente fatto un pit-stop al giro precedente per passare alle Soft e cercare di aggiudicarsi il punto addizionale. Alcuni piloti avevano tentato un undercut, con un cambio gomme anticipato, tra cui Max Verstappen proprio pochi secondi prima della decisione della Direzione Gara. La maggioranza dei team ha sfruttato la safety car per un pitstop per entrambi i piloti della scuderia. Solo tre piloti hanno montato le Hard alla partenza del Gran Premio dell’Azerbaigian. Si tratta di Nyck De Vries (AlphaTauri), nell’ultima piazzola della griglia, e di Esteban Ocon e Nico Hulkenberg. Questi ultimi due sono gli unici, insieme a George Russel (Mercedes), ad aver montato anche le Soft nel corso della gara. Ad essersi fermato più volte ai box è stato Valtteri Bottas (Alfa Romeo) che, partito su Medium, le ha sostituite al sesto giro con le Hard per poi nuovamente fermarsi durante la safety car e montare un nuovo set delle mescole dure. A sedici giri dalla bandiera a scacchi ha optato invece per le Medie (unico dei piloti a terminare sulle C4).
“E’ stata una gara molto intensa, dal primo all’ultimo giro – commenta Mario Isola, direttore Motorsport Pirelli – Come previsto – e prevedibile – quasi tutti i piloti hanno optato per fare il primo stint sulle Medium per poi passare alle Hard: soltanto quelli che erano costretti a partire dalla pit-lane – Ocon e Hulkenberg – o dal fondo della griglia (De Vries) hanno scelto di partire con le gomme con la banda bianca per estendere al massimo lo stint e poi provare le Soft, sperando in un’eventuale neutralizzazione nelle battute finali. Con pochissimi dati raccolti sul comportamento delle varie mescole sulla lunga distanza – sostanzialmente quelli generati dalla gara Sprint di ieri pomeriggio – abbiamo affrontato la corsa odierna con delle incognite supplementari rispetto al consueto. Siamo soddisfatti che le Hard abbiano dimostrato non soltanto una notevole affidabilità – c’è chi le ha usate per 300 chilometri – ma anche di permettere ai piloti di spingere a loro piacimento. Lo testimonia la spettacolare battaglia a suon di giri più veloci che ha coinvolto i primi quattro classificati, peraltro alla guida di tre monoposto diverse, un segno anche della versatilità della mescola. Il fatto che il miglior tempo ottenuto da questi piloti, vale a dire l’1’44″232 di Verstappen sia stato di 1″8 inferiore al giro più veloce della gara dello scorso anno è significativo – chiosa Isola – Le Medium – delle quali come detto in precedenza avevamo qualche termine di paragone in più rispetto alle Hard – si sono comportate secondo le previsioni, anzi dimostrando di soffrire meno a causa del graining, probabilmente anche grazie al grip offerto dal nuovo asfalto”.
Il prossimo fine settimana (5-7 maggio) la Formula 1 sarà a Miami. E’ il primo appuntamento back to back del calendario in cui si gareggia in due weekend consecutivi. La trasferta sarà particolarmente impegnativa perchè tra l’Azerbaigian e la costa atlantica americana ci sono 8 ore di differenza. Il Gran Premio di Miami è il primo dei tre che si correranno negli Stati Uniti d’America nel 2023. La F1 tornerà infatti negli Usa a ottobre con la tappa di Austin e a novembre per Las Vegas.
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Bagnaia trionfa al Gp di Spagna, Binder e Miller sul podio

JEREZ DE LA FRONTERA (SPAGNA) (ITALPRESS) – Il campione del mondo Francesco Bagnaia, in sella alla sua Ducati, ha vinto il Gran Premio di Spagna, classe MotoGP. Sul circuito di Jerez, il pilota piemontese ha superato in volata il sudafricano Brad Binder (Ktm), secondo a 221 millesimi, con cui ha duellato sino alla fine. Terzo l’altro centauro della Ktm, l’australiano Jack Miller (+1″119), quarto lo spagnolo Jorge Martin sulla Ducati targata Pramac (+1″942), più distante Aleix Espargarò (+4″760), quinto con l’Aprilia. Alle sue spalle centra la sesta piazza Luca Marini con la Desmosedici del Mooney VR46 Racing Team, settimo Dani Pedrosa (Ktm), quindi Alex Marquez (Ducati Gresini) e Takaaki Nagakami (Honda), chiude la Top Ten Fabio Quartararo con la sua Yamaha. Incidente alla partenza per Miguel Oliveira, in sella all’Aprilia del team CryptoDATA RNF, costretto al ritiro; scivolata nel finale per Marco Bezzecchi con l’altra Ducati del Mooney VR46 Racing Team.
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Perez vince a Baku davanti a Verstappen, Leclerc sul podio

BAKU (AZERBAIJAN) (ITALPRESS) – Sergio Perez vince il Gran Premio dell’Azerbaijan, al termine di una gara dominata nella quale il messicano è anche riuscito a mettersi dietro il compagno di squadra Max Verstappen. Uno-due Red Bull e terzo posto per Charles Leclerc, che conquista il primo podio stagionale suo e della Ferrari, facendo meglio del compagno di scuderia Carlos Sainz, solo quinto dietro al connazionale dell’Aston Martin, lo spagnolo Fernando Alonso. Sesto e settimo posto per Lewis Hamilton e Lance Stroll, con George Russell, Lando Norris e Yuki Tsunoda che chiudono la top ten dei piloti a punti in questo quarto appuntamento del Mondiale 2023 di F1. “Oggi ha funzionato tutto alla perfezione – esulta Perez, vincitore ieri anche della sprint race – Siamo riusciti a superare Leclerc presto e a mettere pressione su Verstappen, avendo poco degrado gomme dopo il primo pit stop. La gara si è messa subito bene, dopo la Safety Car invece è stato diverso, con tutte le vetture raggruppate e il ritmo di molti che è aumentato di molto. Il modo in cui Verstappen ha messo pressione durante tutta la gara mi ha reso la vita difficile. Ho sbattuto un paio di volte nel muro, ma per fortuna l’anteriore destra ha retto molto bene”.
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Lautaro trascina l’Inter, Lazio al tappeto per 3-1

MILANO (ITALPRESS) – Con il Napoli spettatore interessato in chiave scudetto, l’Inter batte 3-1 in rimonta la Lazio a San Siro e aggancia Milan e Roma a 57 punti. Le reti dei neo entrati Lautaro Martinez (78′, 90′) e Gosens (83′) vanificano il vantaggio di Felipe Anderson e interrompono la striscia di cinque clean sheet consecutivi dei biancocelesti in trasferta. Dopo un gol annullato dal Var a Mkhitaryan per un fuorigioco di Correa, i nerazzurri si ritrovano sotto nel punteggio al 30′. L’Inter è la squadra che ha concesso meno recuperi offensivi agli avversari in questa Serie A (157), ma la Lazio passa in vantaggio proprio grazie ad un pressing ben orchestrato. Acerbi perde la sfera sulla pressione di Felipe Anderson, il brasiliano ottiene l’uno-due con Luis Alberto e con il destro da posizione centrale supera Onana. L’Inter risponde con le conclusioni dal limite di Mkhitaryan (36′) e Barella (39′), ma in entrambi i casi il pallone termina fuori. Nel finale di primo tempo è la Lazio a sfiorare il raddoppio. Al 45′ Acerbi sbaglia ancora, Zaccagni innesca Immobile che col destro costringe Onana all’intervento a mano aperta. Sulla respinta poi è Bastoni a sporcare in angolo il tiro di Felipe Anderson. A inizio ripresa Sarri perde per infortunio Cataldi e preferisce l’ex Vecino a Marcos Antonio. Al 55′ su cross di Dimarco, Barella occupa l’area e sfiora il palo con una deviazione di punta. Simone Inzaghi però la vince con i cambi e con un Lukaku ritrovato. L’attaccante belga realizza l’assist per il neo entrato Lautaro Martinez che al 78′ sfonda centralmente e in caduta batte Provedel. E l’ex Chelsea all’83’ mette la firma anche sul cross per la spaccata vincente per Gosens (subentrato a Bastoni ma costretto ad uscire per infortunio). E nel finale c’è il tris: Vecino regala palla a Lautaro che vince un rimpallo con Provedel e deposita in rete. L’Inter rilancia le sue ambizioni Champions, la Lazio deve guardarsi alle spalle con il secondo posto in pericolo.
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