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Pnrr, Pichetto “Non c’è allarme ma serve massima attenzione”

ROMA (ITALPRESS) – “Non c’è allarme sul Pnrr, c’è necessità di massima attenzione”. Lo ha detto il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, a margine del “Forum per la intermodalità sostenibile”, a Roma.
“Va sempre monitorata la tempistica dell’interventi e la loro attualità degli interventi”, ha aggiunto, sottolineando che quando il Pnrr è nato “sembra l’altro secolo, considerando cosa è successo dopo la pandemia”.

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Cdm vara decreto da 4,9 miliardi contro il caro bollette

ROMA (ITALPRESS) – Nella riunione del Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell’Economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti, è stato approvato il decreto con misure a sostegno di famiglie e imprese contro il caro bollette e interventi in favore del settore sanitario per un ammontare complessivo di risorse stanziate nel provvedimento pari a 4,9 miliardi di euro.
Le misure a sostegno di famiglie e imprese contro caro energia sono state ridisegnate su base trimestrale tenendo conto sia dell’andamento dei prezzi dell’energia, sia dell’obiettivo di favorire il risparmio energetico.
Per il gas è confermata nel prossimo trimestre (1 aprile – 30 giugno 2023) la riduzione dell’Iva al 5% e l’azzeramento degli oneri di sistema. Prorogata anche l’aliquota Iva ridotta al 5% per il teleriscaldamento e per l’energia prodotta con il gas metano. In considerazione della riduzione dei prezzi del gas naturale all’ingrosso il contributo introdotto a favore dei consumatori fino a 5.000 metri cubi è confermato solo per il mese di aprile e sarà in misura ridotta (pari al 35% del valore applicato nel trimestre precedente).
A sostegno delle famiglie è stato prorogato fino al 30 giugno il bonus sociale, lo sconto sulle bollette di luce e gas per le famiglie con Isee fino a 15 mila euro.
Per quanto riguarda il contributo per le spese di riscaldamento, la novità introdotta con il decreto riguarda il nuovo incentivo al risparmio energetico per tutti i cittadini, senza limiti di reddito, che a partire dal prossimo 1 ottobre al 31 dicembre 2023 avranno un contributo a compensazione delle spese di riscaldamento, i cui criteri per l’assegnazione verranno definiti con decreto del ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, di concerto con il ministro dell’Economia e delle finanze. Inoltre, l’Arera determinerà le modalità applicative e la misura del contributo che verrà erogato, in quota fissa e differenziato in base alle zone climatiche.
Le imprese potranno invece continuare a beneficiare fino al 30 giugno dei crediti d’imposta al 40% e al 45% se nel primo trimestre del 2023 hanno registrato un incremento del prezzo delle bollette di luce e gas superiore al 30% rispetto al primo trimestre del 2019.
Per l’anno di imposta 2022 agli imprenditori agricoli che producono e cedono energia fotovoltaica è garantita, per la componente riconducibile all’energia ceduta, un regime di tassazione più favorevole basato sul minor valore tra il prezzo medio di cessione dell’energia elettrica, determinato dall’ARERA e il valore di 120 euro/MWh.
Nel decreto il governo è inoltre intervenuto in materia di salute, stanziando circa 1,1 miliardi di euro in favore di Regioni e Province autonome per limitare l’impatto del payback dei dispositivi medici sulle aziende del settore.
In materia fiscale, riguardo alle scadenze introdotte con la legge di bilancio sono stati ricalendarizzati dal 31 marzo al 31 ottobre 2023 i termini di pagamento della prima rata per regolarizzare le violazioni di natura formale commesse fino al 31 ottobre 2022. Prorogati rispettivamente al 30 settembre 2023, al 31 ottobre 2023 e al 30 novembre 2023 i termini per il pagamento della prima, della seconda e della terza rata per il ravvedimento speciale sulle dichiarazioni validamente presentate per il periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2021 e precedenti.

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Bilancio 2023-2025, la discussione in Consiglio regionale

ROMA (ITALPRESS) – Si è conclusa oggi in Consiglio regionale la discussione generale sui provvedimenti legislativi che compongono la manovra finanziaria 2023-2025, presentata in Aula dall’assessore regionale al Bilancio, Giancarlo Righini. A partire da domani mattina alle ore 11 inizierà l’esame degli articoli.
Ad avviare il dibattito è stato Alessio D’amato (Insieme per il Lazio), che ha condiviso l’auspicio della Giunta Rocca di un aumento della quota per il Lazio del Fondo sanitario nazionale. Sulla manovra finanziaria, D’Amato ha precisato che “da parte nostra non c’è la volontà di ritardare l’adozione di questo provvedimento, infatti non abbiamo fatto attività emendativa, mi preme però ricordare di salvaguardare le prerogative del Consiglio regionale in ambito alla sua attività legislativa sul tema del disavanzo sanitario. Dobbiamo fare una discussione franca”. L’ex assessore alla Sanità ha poi spiegato che “i 216 milioni di euro rappresentano l’1,5 per cento del fondo sanitario, ma questo non deve essere alla base di valutazioni per l’aumento della pressione fiscale. L’ annualità appena trascorsa per tutte le regioni italiane è stata molto complicata, per la mancata copertura dei costi della pandemia, l’aumento dei costi energetici e delle materie prime. Non vorrei che si confondesse l’elemento di disavanzo come punto da cui far partire tutti i provvedimenti”, ha detto.
Sull’ipotesi di ritorno al commissariamento della Sanità regionale, D’Amato è stato molto chiaro: “Non vi sono i presupposti ed ecco perchè deve essere finanziato il Fondo sanitario nazionale. Sul tema degli investimenti non ho sentito parlare dello stato dell’arte dei fondi del Pnrr, che servono a rafforzare la rete sociosanitaria territoriale; eravamo al 50 per cento del raggiungimento degli obiettivi, aspettiamo di sapere a che punto siamo”, ha concluso D’Amato.
“Perchè sia una legislatura serena e proficua, al di là della nettezza delle posizioni in campo, occorre dire le cose come stanno, perchè questa narrazione di disastro trovato sembra quasi che vogliate dire: volevamo fare tante cose ma non possiamo farle”, così ha aperto il suo intervento Massimiliano Valeriani (Pd). “Noi non vogliamo fare attività ostruzionistica – ha proseguito – perchè in questo passaggio tecnico dobbiamo scongiurare l’esercizio provvisorio, ma noi sì che nel 2013 abbiamo trovato davvero un’economia devastata, una massa gigantesca di debiti pari a 22 miliardi, avevamo un default non teorico ma scritto dalla Corte dei Conti”.
A tal proposito, l’ex assessore della Giunta Zingaretti ha spiegato che “nel 2013 la Regione Lazio pagava i fornitori a più di mille giorni, facendo saltare migliaia di posti di lavoro e imprese, mentre oggi la Regione paga a tre settimane. Noi il commissariamento lo abbiamo trovato, voi lo state paventando, pur non essendoci le condizioni: prima di maneggiare questi argomenti occorre essere più prudenti. Occorre maggiore onestà intellettuale perchè alcuni indici economici sono drogati rispetto al biennio precedente, in cui abbiamo vissuto un dramma e, nonostante ciò, abbiamo distribuito risorse alle imprese e alle categorie”.
Anche Marta Bonafoni (Lista D’Amato) ha detto di aver quasi azzerato l’attività emendativa per evitare di andare in esercizio provvisorio, “ma il fatto che ci sia questa collaborazione – ha spiegato – non significa che non ci sia un giudizio politico e noi politicamente dissentiamo su alcune scelte taciute. Mi soffermo sul mancato rifinanziamento del Fondo taglia tasse: avete deciso due volte di non rifinanziare quel Fondo, ripristinando l’addizionale Irpef e non avete inserito una progressività. Questa è una scelta politica”. Bonafoni ha poi denunciato che “è stato definanziato il tema ecologista ed è caduta la transizione ecologica ed energetica”. Sui fondi del Pnrr, la consigliera di opposizione ha lamentato che la Giunta “non ha ancora detto nulla, ci auguriamo quanto prima che venga sanato questo gap. Ci batteremo affinchè il fondo taglia tasse sia ripristinato quanto prima e facciamo il tifo perchè la Giunta faccia da sindacato per il Lazio al tavolo con il Governo”.
Di attenzione alle fasce più deboli della popolazione, ai temi della transizione energetica ed ecologica e al lavoro, ha parlato Alessandra Zeppieri (Polo Progressista), la quale ha anche condiviso le critiche espresse dai sindacati per il mancato rifinanziamento del fondo tagliatasse, auspicando un ripensamento della Giunta con il prossimo assestamento di bilancio.
Cosmo Mitrano (FI) è stato il primo consigliere a intervenire per la maggioranza. “Lo ‘zerò alla voce nuovi debiti è una oggettiva novità – ha detto – e ottemperare alle osservazioni della Corte dei conti è un passo importante di questa nuova Giunta regionale. Vero che i pagamenti della Regione sono celeri ormai, come fatto notare dalle opposizioni, ma anche questo ha un costo, perchè lo si fa grazie al fondo anticipazione liquidità. Vero anche che può essere tentata una rinegoziazione di questo fondo, ma la cosa avrebbe dei tempi lunghi”. Mitrano ha poi detto che “le entrate a libera destinazione sono appena tre miliardi di euro, quindi ‘la coperta è cortà, per quanto riguarda gli investimenti. La mancanza di un fondo per la riduzione della pressione fiscale è quindi una necessità, al momento, ma in futuro si lavorerà per riattivarlo”. Infine, il consigliere di Forza Italia ha elogiato le misure in favore delle popolazioni colpite dal sisma.
Di “approccio collaborativo” dell’assessore ha parlato Roberta Della Casa (M5s), che ha apprezzato anche che si sia trovato il tempo per ascoltare le parti sociali, pur nella ristrettezza della tempistica. “Collaborativo è stato quindi anche l’atteggiamento del Movimento cinque stelle che non ha presentato emendamenti – ha aggiunto Della Casa – ma resta il fatto che si tratta di un bilancio che non alloca risorse, anzi, taglia i servizi e questo non può essere certo motivo di soddisfazione”. Per Della Casa, inoltre, “il rialzo delle aliquote e la non proporzionalità in base alle fasce di reddito sono anche due elementi preoccupanti. Se la disponibilità a rinegoziare il debito da parte del governo nazionale, data per scontata in quanto è dello stesso colore di quello regionale, non vi dovesse invece essere, le tasse più alte d’Italia resteranno a carico dei cittadini laziali. Non basta il Pnrr, che in parte è a sua volta debito, a dare una prospettiva più rosea ai conti regionali”, ha puntualizzato la consigliera cinquestelle.
“Siamo tutti consapevoli che il momento è difficile – ha esordito il capogruppo della Lega, Orlando Tripodi – e richiederà probabilmente decisioni impopolari, ma questo servirà a rilanciare la Regione, specie nel campo della sanità che ne ha assoluta esigenza”. Per questo motivo, Tripodi ha espresso la piena condivisione per la scelta di approvare un bilancio “tecnico” e di rinviare all’assestamento le misure più importanti.
Al dibattito ha partecipato anche l’ex vicepresidente della Regione, Daniele Leodori (Pd), il quale ha detto che “l’indebitamento della Regione è noto ed esiste da anni, non è che lo si scopra oggi, come sembrerebbe stando ad alcuni interventi di maggioranza; piuttosto non bisognava parlare in campagna elettorale di riduzione delle aliquote”. Per il vicepresidente del Consiglio regionale, “la situazione è diversa da dieci anni fa, perchè ora l’entità dell’indebitamento è nota e c’è stata una costante interlocuzione con la Corte dei conti. Per la programmazione 2021-27 era stata fatta una scelta sui grandi obiettivi e ora l’opposizione sarà vigile sul loro perseguimento. Le circostanze drammatiche della pandemia prima e dell’aumento dei costi per l’energia dopo, dovuto alla guerra, non potevano restare senza conseguenze per il bilancio regionale”, ha aggiunto Leodori.
La discussione generale è stata chiusa dall’intervento del capogruppo di Fratelli d’Italia, Daniele Sabatini, che ha iniziato partendo dal ringraziamento “per il senso di responsabilità dimostrato innanzitutto dalla Giunta, dal presidente Rocca e dall’assessore Righini in primis. Certo, avremmo voluto impostare questa manovra in maniera diversa – ha detto – darle subito un taglio politico, rappresentare la nostra visione sul Lazio già con il primo Bilancio. Ma ciò non è stato possibile a causa della situazione che abbiamo trovato. La Corte dei conti ha imposto il divieto assoluto di accedere a nuovo debito. Non è possibile fare in dieci giorni quello che l’amministrazione precedente non è riuscita a fare in dieci anni”.
Sabatini ha poi risposto ad alcuni temi posti dai consiglieri di opposizione: “Leodori e D’Amato non fanno bene a rivangare questioni di 15 anni fa. Nessuno di noi fa un buon servizio così. Auspico che questa legislatura apra davvero una pagina nuova. Ci siamo assunti la responsabilità di scongiurare l’esercizio provvisorio e abbiamo fatto un lavoro di grande sintesi, senza rinunciare al doveroso confronto con le parti sociali. L’indebitamento della Sanità ci pone di nuovo di fronte al rischio del commissariamento poichè non c’è stato controllo sulla spesa, in particolare su quella delle aziende ospedaliere”.
Nella replica che ha concluso la seduta odierna, l’assessore al Bilancio, Giancarlo Righini, ha ribadito che “con me il confronto è sempre stato leale e schietto e accadrà anche in questo nuovo ruolo. D’Amato ha parlato di un disavanzo prevedibile in sanità, speriamo di non trovare amare sorprese ad aprile quando andremo al tavolo di parifica con il Mef. Intanto abbiamo voluto mettere in sicurezza il funzionamento della Regione, ora cercheremo le risorse necessarie per rifinanziare il fondo per l’abbattimento della pressione fiscale. Rispetto al passato, vorrei mettere in evidenza che la situazione è cambiata: i provvedimenti della Corte dei conti, una volta respinti tutti i ricorsi della Giunta precedente, adesso sono definitivi. Il Lazio per troppi anni non è stato credibile nel rapporto con gli organismi di controllo. Con questa manovra abbiamo voluto voltare pagina”.
“Se noi pensiamo di rendere strutturali i costi della sanità sostenuti durante la pandemia – ha proseguito Righini – dobbiamo sapere che non ci sono le risorse necessarie. Serve uno sforzo maggiore: il Lazio deve avere ancora 100 milioni per le spese della pandemia, c’era l’impegno del governo Draghi. Solleciteremo il nuovo esecutivo, ma non si può pensare che, vista l’alta presenza di ministri della nostra Regione, ci sarà automaticamente un occhio di riguardo per noi. Il campanilismo non può essere un elemento dell’azione di governo. Sarà fondamentale – ha concluso l’assessore – rideterminare la rata che dobbiamo pagare ogni anno per coprire il nostro debito. Non sarà facile perchè l’interlocutore non è più soltanto il Mef ma soprattutto Cassa depositi e prestiti. Insomma, in pochi giorni, grazie anche al confronto con la commissione e il Consiglio regionale, che non mancherà mai nell’azione della Giunta, è stato fatto un gran lavoro. Ora bisogna fare il tifo per Rocca nel confronto con il Governo”.

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Via libera dal Cdm al nuovo Codice degli Appalti

ROMA (ITALPRESS) – Il Consiglio dei Ministri ha approvato il Codice degli Appalti. “Dalle parole ai fatti. Meno burocrazia, più fiducia alle imprese e ai sindaci, più cantieri, lavoro e sicurezza in tutta Italia”, commenta il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, che ha proposto la norma.
Il Codice, rivisto e integrato alla luce delle osservazioni delle commissioni parlamentari, procede “nella direzione della semplificazione, sburocratizzazione delle procedure e liberalizzazione – spiega in una nota il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti -. Uno strumento che mette in grado istituzioni e imprese di lavorare con celerità per fornire beni e servizi ai cittadini. Per fare una gara si risparmieranno dai sei mesi ad un anno, grazie innanzitutto alla digitalizzazione delle procedure (in vigore dal 1°gennaio 2024). Una banca dati degli appalti conterrà le informazioni relative alle imprese, una sorta di carta d’identità digitale, consultabile sempre, senza che sia necessario per chi partecipa alle gare presentare di volta in volta plichi di documentazione, con notevoli risparmi di costi e soprattutto di carta. Una norma apprezzabile anche sotto il profilo ambientale. Soggetti appaltanti, ma anche imprese e cittadini avranno disponibili on line i dati per garantire trasparenza”.
“Con la liberalizzazione degli appalti sottosoglia e cioè fino a 5,3 milioni di euro le stazioni appaltanti potranno decidere di attivare procedure negoziate o affidamenti diretti, rispettando il principio della rotazione. Per gli appalti fino a 500 mila euro, allo stesso modo, le piccole stazioni appaltanti potranno procedere direttamente senza passare per le stazioni appaltanti qualificate. Taglio dei tempi notevole soprattutto per quei piccoli comuni che debbano procedere a lavori di lieve entità che hanno tanta importanza per la vivibilità dei luoghi e il benessere delle proprie comunità – spiega ancora il Mit -. Rivive l’appalto integrato: il contratto potrà quindi avere come oggetto la progettazione esecutiva e l’esecuzione dei lavori sulla base di un progetto di fattibilità tecnico-economica approvato. Inoltre, per garantire la conclusione dei lavori, si potrà procedere anche al subappalto cosiddetto a cascata, senza limiti.
Nessuna paura per la “firma”: niente colpa grave per i funzionari e i dirigenti degli enti pubblici se avranno agito sulla base della giurisprudenza o dei pareri dell’autorità. Tutele simili per la delicata questione dell’illecito professionale”.
“Nella riformulazione del codice si è proceduto ad una razionalizzazione e semplificazione delle cause di esclusione, anche attraverso una maggiore tipizzazione delle fattispecie. In particolare, per alcuni tipi di reato, l’illecito professionale può essere fatto valere solo a seguito di condanna definitiva, condanna di primo grado o in presenza di misure cautelari – sottolinea il ministero -. Una importante innovazione riguarda poi l’introduzione della figura del dissenso costruttivo per superare gli stop degli appalti quando è coinvolta una pluralità di soggetti. In sede di conferenza di servizi l’ente che esprime il proprio no, non solo dovrà motivare, ma soprattutto fornire una soluzione alternativa. Anche la valutazione dell’interesse archeologico, il cui iter, spesso lungo e articolato, rischia di frenare gli appalti, dovrà essere svolta contestualmente alle procedure di approvazione del progetto, in modo da non incidere sul cronoprogramma dell’opera. Infine ma non ultima la salvaguardia del “made in Italy”: tra i criteri di valutazione dell’offerta è previsto come premiale il valore percentuale dei prodotti originari italiani o dei paesi UE, rispetto al totale. Una tutela per le forniture italiane ed europee dalla concorrenza sleale di Paesi terzi. Le stazioni appaltanti possono indicare anche i criteri di approvvigionamento dei materiali per rispondere ai più elevati standard di qualità. Tra i criteri premiali la valorizzazione delle imprese, che abbiano sede nel territorio interessato dall’opera”, conclude il Mit.

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Auto, da ministri Ue ok a stop motori termici da 2035, Italia si astiene

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – Il Consiglio Energia dell’Unione Europea ha dato il via libera al regolamento sulle emissioni di CO2 delle auto, che introduce il divieto di immatricolazione per i veicoli a motore termico dal 2035. Il Governo italiano si è astenuto.
Le nuove regole “mirano a ridurre le emissioni del trasporto su strada, e forniscono la giusta spinta all’industria automobilistica per passare alla mobilità a emissioni zero, garantendo al contempo una continua innovazione nel settore”, spiega il Consiglio dell’Ue in una nota.
Questi gli obiettivi fissati dalle nuove regole: riduzione delle emissioni di CO2 del 55% per le nuove auto e del 50% per i nuovi furgoni dal 2030 al 2034 rispetto ai livelli del 2021; riduzione del 100% delle emissioni di CO2 sia per le nuove auto che per i furgoni a partire dal 2035.
Dal 2025 fino alla fine del 2029 sarà in vigore un meccanismo di incentivazione regolamentare per i veicoli a zero e a basse emissioni. Nell’ambito di questo meccanismo, se un produttore soddisfa determinati parametri per le vendite di veicoli a zero e a basse emissioni può essere ricompensato con obiettivi di CO2 meno severi. Il parametro di riferimento è fissato al 25% per le auto e al 17% per i furgoni.

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Il Governo vieta il cibo sintetico

ROMA (ITALPRESS) – Il Consiglio dei Ministri ha approvato un disegno di legge che vieta il cibo sintetico.
“Abbiamo ragionato affrontando il tema della qualità, prodotti da
laboratorio non la garantiscono, così come non garantiscono benessere e tutela della nostra cultura e tradizione. La produzione all’interno di bioreattori produrrebbe maggiore disoccupazione, e comporterebbe rischi per la biodiversità. Inoltre, vediamo un rischio di ingiustizia sociale”, ha spiegato il ministro dell’Agricoltura e della sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida, nel corso della conferenza stampa al termine del Consiglio dei Ministri.
“Abbiamo una norma che prevede 6 articoli, sancisce il divieto di
vendita, produzione, importazione e ci sono sanzioni anche
molto rigide per chi dovesse violare queste norme. Non c’è un
atteggiamento di tipo persecutorio ma di forte volontà di tutela
del cittadino”, ha aggiunto.

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Pnrr, Corte Conti “Obiettivi 2022 raggiunti”

ROMA (ITALPRESS) – I 55 obiettivi del secondo semestre 2022 del Pnrr “risultano tutti conseguiti” mentre, nel semestre in corso, l’avanzamento del Pnrr “impone ulteriori 27 obiettivi europei”. Lo evidenzia la Relazione sullo stato di attuazione del Pnrr della Corte dei Conti presentata oggi alla Camera dal presidente Guido Carlino, un documento che “entra nel vivo del processo di attuazione delle riforme e delle linee di intervento per lo sviluppo sostenibile previste nel Recovery Plan”, con l’obiettivo di valutare “gli effetti finanziari ed economici che le misure previste hanno sul sistema economico e dunque, di riflesso, sul benessere della collettività” e di segnalare al legislatore “gli aspetti rilevanti per individuare le migliori leve da azionare”, in modo da “indirizzare l’economia verso un percorso di crescita, capace di arginare le disparità e di creare nuove opportunità per il nostro tempo e per il futuro”. Carlino ha poi sottolineato “l’indispensabile funzione di cerniera tra il Parlamento e il governo” svolta dalla Corte, che ha “un ruolo cruciale” perchè fornisce “un quadro di insieme del processo di realizzazione, nel quale vengono messe le difficoltà incontrate in queste fasi”. Anche per il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, il Pnrr “costituisce un’opportunità straordinaria per avviare quel processo di ammodernamento del Paese da tempo atteso e per superare i divari territoriali e generazionali” e la magistratura contabile ha un “ruolo fondamentale” per la “verifica del rispetto degli impegni assunti con il Piano nazionale di ripresa e resilienza”.
Tra le criticità, la Corte dei Conti evidenzia “le tempistiche di adozione dei provvedimenti normativi e regolamentari, la chiusura di eventuali procedure di gara e di aggiudicazione dei contratti, il rischio di partecipazione ai bandi di un numero di soggetti inferiore al livello atteso, la rendicontazione dei progetti e le criticità settoriali, in particolare nei progetti in materia di idrogeno”. Oltre a questo, “le modalità di reclutamento del personale dedicato al PNRR con formule non stabili hanno fatto emergere non poche difficoltà, per le Amministrazioni, nel garantire la continuità operativa delle strutture” che, “al contrario, necessiterebbero di un quadro di risorse certo per tutto l’orizzonte temporale del Piano”. Le procedure di stabilizzazione “dovranno comunque attuarsi mediante formule selettive, che evitino automatismi e valorizzino le prestazioni medio tempore rese, nel rispetto dei principi di accesso al pubblico impiego e di buon andamento dell’amministrazione”. Anche per il presidente dell’Anci, Antonio Decaro, “abbiamo un problema di personale qualificato che partecipa ai concorsi: riteniamo sia dovuto al fatto che un giovane professionista non viene a lavorare al Comune se sa che nel 2026 dovrà andare via. Senza usare i soldi dello Stato”, ma usando “i soldi del Comune”, bisogna promuovere “un turnover: se nel mio Comune va in pensione un ingegnere, ne devo assumere uno, magari” rendendo “più attrattivo il prossimo concorso”, incentivando alla partecipazione i “giovani professionisti”.
Bisogna “dare a questi giovani la possibilità di impegnarsi, sapendo che non devono andar via necessariamente nel 2026”. Un aspetto che, per il ministro per gli Affari europei, il sud, le politiche di coesione e il PNRR, Raffaele Fitto, trova “una risposta nel decreto Pnrr” ora in Commissione Bilancio del Senato, che contiene “la stabilizzazione del personale e un consolidamento delle strutture”. Per quanto riguarda le criticità del Piano, prosegue Fitto, “è evidente che la programmazione di 220 miliardi avrebbe avuto bisogno di scelte strutturate”, che “vanno ragionate in ottica prospettica: questo governo non si pone il problema della scadenza nell’immediato, ma alla fine della legislatura”, che coinciderà con la fine del Pnrr. “Se noi oggi capiamo – e lo possiamo capire – che alcuni interventi da qui a giugno 2026 non possono essere realizzati, perchè è matematico, dobbiamo dirlo con chiarezza. Bisogna fare oggi una valutazione attenta”.

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Prima visita di Stato a San Marino per il ministro Abodi

SAN MARINO (ITALPRESS) – I Segretari di Stato per il Lavoro e lo Sport Teodoro Lonfernini e per l’Istruzione e le Politiche Giovanili Andrea Belluzzi hanno ricevuto la visita del Ministro per lo Sport e i Giovani della Repubblica Italiana Andrea Abodi. E’ la prima volta di un ministro per lo sport in visita ufficiale nella Repubblica di San Marino ed è coincisa con la prima visita di Stato per Abodi dall’inizio del suo mandato. Accompagnato dai due Segretari di Stato, il ministro Abodi, si è recato dapprima presso la sede del Comitato olimpico nazionale Sammarinese dove ad accoglierlo c’erano il presidente Gian Primo Giardi, il segretario generale Eros Bologna e tutti i membri del comitato esecutivo. La visita è stata l’occasione per un tavolo di confronto fra il Segretario Lonfernini, il presidente Giardi e il ministro Abodi su temi relativi allo sport e sulla possibile partecipazione di atleti sammarinesi ai Giochi della Gioventù italiani. Le istituzioni hanno poi visitato gli impianti del Multieventi Sport Domus e al termine il Museo dello Sport e dell’Olimpismo, nel quale il ministro Abodi ha potuto ammirare le gesta degli atleti biancazzurri. Le delegazioni si sono poi trasferite a Palazzo Mercuri presso la sede della Segreteria di Stato per il Lavoro dove si è svolto un incontro cordiale e amichevole nel corso del quale son state rinnovate la comunione di intenti, la collaborazione tra Stati e il rispetto reciproco stabiliti fin dal primo incontro a Roma. Introdotto dal Segretario Lonfernini, il ministro Abodi è stato infine ricevuto a Palazzo Pubblico in udienza dagli Eccellentissimi Capitani Reggenti Maria Luisa Berti e Manuel Ciavatta ed è stato insignito del grado di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine Equestre di Sant’Agata. “Ringrazio il ministro Abodi per la sua visita che ha fatto di oggi un momento molto alto e importante che va suggellare e rafforzare la nostra amicizia e già proficua collaborazione; ne siamo onorati e fieri. La prima visita di un Ministro che si occupa di politiche sportive è il coronamento di un riconoscimento. Sono vivi e genuini i miei sentimenti di gratitudine nei suoi confronti”, ha dichiarato il Segretario Lonfernini. “La straordinaria disponibilità che il Ministro Abodi ha dimostrato nel voler creare alleanze e connessioni e nel voler condividere progetti tra i nostri due Paesi testimonia un atteggiamento molto nobile e per niente comune di cui non posso che dirmi entusiasta”, ha detto il Segretario Belluzzi. Dopo aver portato i saluti del presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il ministro Abodi ha dichiarato:”Per me, i sentimenti, gli ideali e i valori sono molto importanti. Qui li ritrovo, profondi e sinceri. Quella odierna è una tappa del percorso comune, attraverso lo sport che rappresenta una delle più efficaci difese immunitarie sociali. Il nostro ruolo istituzionale deve contribuire al loro consolidamento e rafforzamento. Questo è lo spirito che qualifica il profilo della nostra collaborazione che ci siamo impegnati a sviluppare a beneficio delle nostre comunità, alle quali dobbiamo e vogliamo offrire delle buone ragioni per alimentare prospettive di fiducia e speranza, attraverso lo sport in tutte le sue dimensioni”.
– foto SdS Lavoro e Sport-Istruzione e Politiche Giovanili-Cons –
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