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Humanitas University, al via il nuovo anno accademico

MILANO (ITALPRESS) – Inaugurato oggi il nono anno accademico di Humanitas University. Presenti alla cerimonia anche il sindaco di Pieve Emanuele Pierluigi Costanzo, il sindaco di Milano Giuseppe Sala e il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana.
Un’occasione per riflettere sulle sfide del futuro e sull’anno appena trascorso, che ha visto crescere i numeri dell’Ateneo dedicato alle Life Sciences e la sua vocazione internazionale, come dimostra il 38% di studenti stranieri che scelgono il Campus di Pieve Emanuele per diventare i medici di domani. Nel 2022 Humanitas University è entrata per la prima volta nel ranking Times Higher Education (THE), posizionandosi tra le prime 250 università al mondo su 1799 atenei presi in analisi, la migliore new entry. Inoltre si posiziona nella fascia tra le prime 176 – 200 migliori università di medicina. Si confermano così i risultati dell’università nei ranking internazionali, come già fotografato da Leiden CWTS e U-Multirank per il 2022: l’Ateneo, infatti, è al primo posto in UE per percentuale di pubblicazioni scientifiche, nel top 10% a livello mondiale per il Leiden CWTS Ranking, e ottavo in Europa per il corso di laurea in Medicina secondo U- Multirank.
Il nono anno dell’Ateneo segna anche la chiusura del rettorato del professor Marco Montorsi. “Non potrei essere più orgoglioso di chiudere i primi nove anni di vita della nostra Università – racconta Montorsi – e di aver visto realizzati gli obiettivi che ci eravamo prefissati. Abbiamo costruito un’offerta didattica pre e post laurea in continuo ampliamento, un campus e le residenze universitarie; la nostra comunità è in costante crescita a livello di faculty e di studenti, connotandosi per una crescente multiculturalità. Infatti, fin dalla sua nascita il nostro progetto formativo era fortemente caratterizzato da una tensione verso l’internazionalità, per i dare ai giovani la possibilità di formarsi e di esprimersi non solo come professionisti ma anche come persone, e di poter tornare poi nel mondo e restituire alla società un’esperienza veramente aperta e multiculturale”.
“A noi come Università – aggiunge – spetta il compito di mettere gli studenti nelle migliori condizioni per raggiungere l’obiettivo finale attraverso percorsi che elevano la qualità della didattica e migliorano l’orientamento degli allievi, garantendo maggiore autonomia e flessibilità, seguendo modelli già presenti in altri Paesi europei, ma anche attraverso un’attenzione al benessere fisico e mentale. Per rispondere alle sfide che la Medicina è chiamata ad affrontare, è diventata cruciale l’apertura a percorsi sempre più transdisciplinari con alcuni focus su progetti didattici specifici in ambito di Computer Science nel settore delle Scienze della Salute”. Secondo il rettore “è un processo che andrà supportato dalla tecnologia, di pari passo con i progressi dell’Intelligenza Artificiale, che probabilmente diventerà il più grande alleato della didattica nei prossimi anni. Abbiamo infine visto come sia diventato cruciale attivare collaborazioni inter ateneo a livello nazionale e internazionale: mi auguro che si possa continuare in questa direzione e dimostrare così la competitività del sistema accademico italiano a livello europeo e globale”.
La Lectio Magistralis è stata affidata a Michael Snyder, direttore del Department of Genetics alla Stanford University School of Medicine. Snyder ha contribuito allo sviluppo e alla diffusione di una tecnologia ampiamente utilizzata per l’analisi simultanea di migliaia di geni, molecole di RNA e proteine.
Iniziando con gli studi sul lievito di birra e successivamente espandendosi agli esseri umani, il professore ha stabilito un elevato standard di servizio per la comunità e ha contribuito a gettare le basi della biologia dei sistemi. Ha anche aperto la strada all’applicazione delle tecnologie omiche e dei big data alla medicina personalizzata.
Nella prevenzione, anche grazie ai moderni wearables, è indicata la strada per affrontare le sfide della sanità del futuro: il progressivo aumento dei bisogni di salute di una popolazione sempre più anziana e la sostenibilità del sistema. La medicina di precisione, infatti, realizzata grazie all’analisi dei big data incrociando le informazioni sul genoma con quelle cliniche, ambientali e sociali relative a ogni persona, porta con sè un tema di sostenibilità delle cure, affrontabile solo prevenendo le malattie per le quali è possibile farlo.
In questo potranno venire in aiuto i wearables: un esempio di applicazione pratica dell’innovazione in medicina. Incoraggiando l’attività fisica e migliorando il riposo, i dispositivi tecnologici indossabili potranno aiutare le persone a rimanere in salute e prevenire il verificarsi di condizioni patologiche, riducendo di circa il 20% i costi sanitari.
“La nostra Università deve sviluppare i professionisti della Medicina del futuro, capaci di porsi i perchè, di curare; ma soprattutto di prendersi cura dei pazienti, portando le novità al loro letto, nelle case, negli ospedali di comunità, nei grandi ospedali di Ricerca e cura – ha sottolineato il presidente di Humanitas, Gianfelice Rocca -. Lo deve fare pensando che i nostri sono studenti di tutto il mondo, con valori ed esigenze anche diverse”.

– foto ufficio stampa Humanitas –
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L’assessore Mar a Padova per commemorare due Giuste veneziane

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VENEZIA (ITALPRESS) – Una giornata per onorare i Giusti del Mondo, coloro cioè che hanno operato per salvare altre vite minacciate dal genocidio, anche ponendo a rischio la propria. Ma anche un’occasione per conferire il titolo ad undici nuovi Giusti. Si è celebrata oggi a Padova, alla presenza dell’assessore al Patrimonio Paola Mar, in rappresentanza dell’Amministrazione comunale. Con lei il sindaco di Padova Sergio Giordani e il primo cittadino del Comune di San Donà di Piave, Andrea Cereser. La legge 212 del 2017 istituisce il 6 marzo come “Giornata dei Giusti dell’umanità”, dedicandola a mantenere viva e rinnovare la memoria di coloro che si sono battuti in favore dei diritti umani durante i genocidi e hanno difeso la dignità della persona rifiutando di piegarsi ai totalitarismi e alle discriminazioni tra esseri umani. L’iniziativa ha preso le mosse dall’omonimo Giardino dei Giusti del Mondo, a Padova, con i discorsi del sindaco e di Giuliano Pisani, vicepresidente del Comitato Scientifico del Giardino. Nel proprio intervento il primo cittadino ha ricordato l’impegno dei Giusti, che hanno deciso di agire per il bene di tanti uomini e donne, pur correndo un rischio mortale. “Scegliendo di schierarsi dalla parte di quella che al momento sembrava la parte del torto”.

Tra i Giusti è stato ricordato anche Papa Giovanni XXIII, meglio noto come Papa Roncalli, il quale, quando ancora era solo un rappresentante del Vaticano in Turchia, ha salvato migliaia di ebrei da deportazione e morte. Seguendo il Cammino cittadino dedicato ai Giusti, il corteo delle autorità (tra cui anche il prefetto di Padova Raffaele Grassi, il presidente della Comunità ebraica di Padova Gianni Parenzo ed esponenti della Guardia di Finanza e dei Carabinieri) si è diretto al Parco dei Frassini per la messa a dimora delle piante e lo scoprimento delle stele dedicate alle personalità insignite nel 2023 del titolo di “Giusto nel Mondo”. Tra loro anche due veneziane: Maria Pittarello e Sara Letizia Piras, le quali nel 1944 durante una perquisizione di SS e camicie nere nel palazzo in cui vivevano a Venezia, in Corte de l’Ogio a Santa Fosca, mentirono coraggiosamente ai tedeschi permettendo ad alcune loro coinquiline ebree di nascondersi e darsi alla fuga il giorno successivo. Qui l’elenco completo dei Giusti del 2023.
(ITALPRESS) – (SEGUE).

A seguire, si è tenuta una cerimonia nella sala Paride Piasenti del Museo Nazionale dell’Internamento, sito nella cosiddetta ‘Cittadella della Memoria’ padovana. La cerimonia si è svolta con l’attribuzione del titolo di Giusto nel Mondo tramite la consegna di una pergamena e del sigillo della città ai rappresentanti delle personalità premiate. A ritirare il riconoscimento per Maria Pittarello e Sara Letizia Piras c’era Miriam Vertes, ex insegnante di inglese in pensione, nipote di alcune delle sorelle ebree messe da loro in salvo nel 1944. “Quella notte le SS hanno suonato al campanello, poi non avendo avuto risposta hanno proseguito colpendola con i calci dei fucili” ha ricordato Miriam Vertes. “Maria e Sara Letizia hanno evitato di aprire la porta, così hanno salvato diverse vite umane dalla deportazione”.

“Oggi commemoriamo persone che con gesti silenziosi, un semplice no o una bugia a fin di bene, hanno compiuto gesti rivelatisi poi eroici” ha aggiunto l’assessore Mar a margine dell’evento. “Compiere una scelta coraggiosa talvolta può voler dire salvare vite, sacrificando la propria. I Giusti ne hanno messe in salvo tante. E’ doveroso ricordarli anche per fornire un valido esempio ai giovani sulle conseguenze delle proprie azioni e delle proprie scelte”.

foto: ufficio stampa comune di Venezia

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Sostenibilità, per le aziende strategie diverse ma obiettivi comuni

MILANO (ITALPRESS) – La transizione ambientale sta diventando una priorità per tutti: non riguarda infatti solo i singoli cittadini, ma anche le aziende e gli istituti di credito, con i fattori ESG (Environmental, Social and Governance) sempre più centrali negli investimenti. Da qui la necessità di trovare strategie condivise che permettano di fare sistema tra diverse realtà al fine di raggiungere degli obiettivi comuni. Di questo si è parlato presso la sede di BNL BNP Paribas alla Torre Diamante di Milano, nell’ambito della tavola rotonda “Come accelerare la trasformazione ecologica: il ruolo e la visione delle aziende” a cura della Camera di Commercio France Italie nell’ambito del Club CSR e promossa da Siram Veolia.
Nel corso del dibattito sono intervenuti Paola Accornero, General Secretary e Direttrice HR Carrefour Italia; Anne-Manuelle Gaillet, Avvocato Milano e Parigi, Partner Studio Pirola Pennuto Zei & Associati; Etienne Le Labourier, Amministratore Delegato & Managing Director Guillin Italia; Maria Vittoria Pisante, Direttore Strategia e Sviluppo Siram Veolia; Luca Ranieri, Head of ESG & External Relations BNL BNP Paribas e Gianmarco Tammaro, Sustainability Manager Gruppo Lactalis in Italia.
I lavori sono stati aperti dal presidente della Camera di Commercio France-Italie Denis Delespaul. “Il Club CSR della Camera di Commercio ha proprio questo obiettivo: raccogliere aziende diverse (finanza, distribuzione, cibo, energia) verso dei punti comuni”, ha spiegato citando come obiettivi “la responsabilità verso le generazioni future, nel modo in cui consumiamo, nella mobilità”.
“Dal punto di vista concreto, ogni gruppo ha le sue strategie, ma insieme si ha una forza in più – ha aggiunto Delespaul -. Si tratta di qualcosa in più che unisce l’economia: consacrare tempo ed energia ad azioni morali ed etiche perchè tutti insieme siamo più forti”.
Gli spunti per il dibattito sono arrivati dai dati del “Barometro della sostenibilità” realizzato grazie ad una Survey internazionale di Siram Veolia. L’indagine statistica ha coinvolto circa 25 mila persone in 25 stati selezionati in base al peso demografico, emissioni di gas serra e diversità politico-culturali.
Come illustrato da Maria Vittoria Pisante prestando particolare attenzioni ai dati italiani, l’87% degli intervistati ha dichiarato di sentirsi vulnerabile ai rischi legati al cambiamento climatico e all’inquinamento. Inoltre, di fronte ad una preoccupazione sempre più crescente per il futuro, circa il 26% degli italiani tende a rinunciare a progetti di lungo termine come avere figli. Esiste però un effetto positivo: al senso di vulnerabilità si affianca una forte motivazione ad agire per contrastare il cambiamento climatico e il 70% degli intervistati in Italia ritiene che i costi per interventi in favore della trasformazione ecologica siano più bassi di quelli delle conseguenze dei fenomeni naturali estremi. Cambia anche la percezione su chi abbia la responsabilità di agire: vengono ritenuti attori prioritari i cittadini, gli stati e le aziende, mentre calano le autorità locali e le ONG. 6 italiani su 10 accetterebbero inoltre al 100% i cambiamenti dati dalle soluzioni green a patto che non presentino rischi per la salute, siano sostenibili e utili e abbiano costi economici e culturali sostenibili.
Ma quale ruolo possono avere gli istituti di credito? Per l’Head of ESG & External Relations BNL BNP Paribas, Luca Ranieri, “le banche devono accompagnare le transizioni e le trasformazioni della propria clientela, a partire dalle famiglie e i consumatori fino alle imprese, da quelle più strutturate che probabilmente hanno una consapevolezza maggiore delle potenzialità dell’efficientamento energetico e della transizione ambientale, ma anche le piccole e medie imprese che si affacciano a questo mondo partendo da un criterio di risparmio e dalla volontà di efficientare e di avere minori emissioni di CO2”.
Naturalmente le banche non possono agire efficacemente senza il supporto di piani normativi anche sovranazionali come quelli delle istituzioni comunitarie.
“L’Europa gioca un ruolo chiave in tutto quello che è la definizione normativa e laddove sia chiara e accompagnata da metodologie univoche e non interpretabili per la misurazione dei dati agevola tutti gli operatori, non solo finanziari – ha sottolineato Ranieri -. Ci sono normative già in vigore, altre in arrivo o alla studio: ad esempio c’è una tassonomia green, ma non ne abbiamo ancora una sociale”.
Fulcro della transizione sono le aziende, soprattutto quelle che operano in settori cruciali come l’agroalimentare e la grande distribuzione.
“Come Gruppo Lactalis, abbiamo tre principali direttive per la sostenibilità: riduzione dell’impatto dei nostri pack (ad esempio, utilizzando materiali riciclabili), benessere animale attraverso il coinvolgimento dei nostri allevatori e riduzione delle emissioni fino ad arrivare ad un Carbon Net Zero entro il 2050”, ha spiegato Gianmarco Tammaro, Sustainability Manager Gruppo Lactalis in Italia.
Tra le novità messe in campo, figura anche la digitalizzazione della filiera. “Oggi stiamo portando avanti una collaborazione tecnologica con una start up di nome X Farm che ci aiuta nella digitalizzazione di tutte le informazioni che raccogliamo con la filiera – ha spiegato – Tutto quello che prima era cartaceo diventa disponibile in un unico applicativo, rendendo possibile un efficientamento dei processi e una maggiore affidabilità delle informazioni”.
Non mancano target ambiziosi anche in un’azienda di distribuzione come Carrefour. “La trasformazione ecologica è al cuore della nostra strategia 2023-2026 e ci siamo fissati degli obiettivi ambiziosi in termini di riduzione degli impatti ambientali dato che come azienda della grande distribuzione abbiamo un ruolo centrale rispetto alla filiera a monte ed ai consumatori”, ha spiegato la General Secretary e Direttrice HR Carrefour Italia Paola Accornero.
Questi obiettivi riguardano “la riduzione dei consumi energetici del 20% entro il 2026, interventi sul packaging, sostituendolo nei prodotti a marca propria con quello riutilizzabile o riciclabile per arrivare la 100% entro il 2025, e riduzione degli sprechi alimentari del 50% entro il 2025”.
“Tutto questo è inquadrato in una strategia a lungo termine di neutralità carbonica che prevede il suo raggiungimento entro il 2030 per l’E-Commerce ed entro il 2040 per i negozi fisici. In questo abbiamo voluto coinvolgere a livello globale i nostri top 100 fornitori impegnandoli in una traiettoria virtuosa per mantenere l’aumento della temperatura del globo entro un grado e mezzo nel corso del secolo, fissandoci anche l’obiettivo di riduzione di 20 megatonnellate di emissioni di gas serra entro il 2030”, ha concluso Accornero.

– foto xh7/Italpress –

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Sarri “Vittoria di Napoli un pericolo per noi”

ROMA (ITALPRESS) – Lesione di primo grado a carico del bicipite femorale della coscia sinistra per Ciro Immobile. Il bomber sarà costretto a saltare gli impegni di domani contro AZ Alkmaar e di sabato contro il Bologna ed è in dubbio per il derby contro la Roma del 19 marzo. Il calciatore ha già iniziato le cure specifiche del caso e verrà sottoposto a monitoraggio clinico quotidiano. Nei prossimi giorni svolgerà ulteriori esami strumentali per definire con più precisione i tempi di recupero.
“Dall’infortunio alla caviglia dell’anno scorso non è mai stato benissimo. Venerdì ha giocato con un antidolorifico alla caviglia, penso che questo crei degli squilibri che poi si pagano”, ha detto il tecnico il tecnico della Lazio Maurizio Sarri alla vigilia della sfida di Conference League contro l’Az Alkmaar. “La vittoria di Napoli per noi è un pericolo. Dopo il 4-0 al Milan, siamo andati in appagamento con due sconfitte e due pareggi. Gli errori non si devono ripetere”, ha aggiunto in riferimento al successo di venerdì scorso al ‘Maradonà. “Affrontiamo una squadra che sta facendo un campionato di altissimo livello. L’AZ è vicina all’Ajax in classifica, è forte, dinamica, con grande intensità e delle punte di qualità dal punto di vista tecnico”. Sulla differenza tra Serie A ed Eredivisie ha aggiunto: “All’Olanda forse manca una squadra con la forza del Napoli, ma per il resto le altre si equivalgono. Non c’è grande differenza. L’unica cosa che non mi piace del calcio olandese è la tifoseria del Feyenoord”. Poi si sofferma sulla crescita difensiva della sua Lazio: “C’è un miglioramento di squadra, non a livello di singoli difensori”.
– foto LivePhotoSport –
(ITALPRESS).

NAPOLI E MILAN KO IN UNA GIORNATA AVARA DI GOL

Sono (quasi) spariti i gol: tre 0-0 (e solo 10 reti) nelle otto partite giocate. Sperando che lor signori, adesso che le prime della classe hanno buttato via i libri, non chiedano la teste di chi ha perso, ma si concentrino sulle Coppe, accogliamo sul carro dei vincitori Sarri e Italiano. Sarri ha dato un esempio di come si può battere il Napoli, Italiano ha fatto male al Milan. Le diagnosi degli esperti sono svariate e per il Napoli pochi hanno detto che la perfetta macchina napoletana non aveva nel motore lo squalificato Mario Rui, che non è un terzinaccio che difende e basta, ma un cursore che spesso con i suoi lanci manda in gol gli assi dell’attacco. Una rotella importante. Le macchine perfette hanno bisogno di tutti i loro pezzi migliori e siccome la Lazio di Sarri ha fatto una partita-capolavoro, tatticamente irreprensibile, il gran gol di Vecino ha “gelato” il Maradona. La seconda sconfitta napoletana (prima in casa) è giunta troppo tardi: i punti di vantaggio sono pur sempre 15 sull’Inter, 2-0 col Lecce. Inzaghi ha rivoluzionato la formazione lasciando fuori inizialmente Lukaku, Skriniar, De Vrij, Dimarco e Brozovic in vista del Porto. Mkhitaryan l’ha sbloccata e Lautaro l’ha messa al sicuro.
Peggio è andata al Milan che a Firenze non ha giocato per merito dei viola, ma anche per la serataccia dei suoi. Erano squalificati Krunic e Leao, è vero, ma la retroguardia rossonera, nonostante la presenza di Maignan, Thiaw e un salvataggio sulla linea di Tomori, ha finito per ricadere negli errori del passato. A centrocampo Bennacer deve ritrovare il ritmo e l’attacco si è svegliato quando era troppo tardi. Nonno Ibra ha bisogno di tempo per riprendere dimestichezza con l’agonismo. La Fiorentina ha palesato le doti in cui Italiano confidava e che spesso sono rimaste inespresse. Il partitone di Dodo, Bonaventura, Amrabat e degli attaccanti ha annichilito il Milan. La “causa” vinta provvisoriamente da Mou, che è andato in panchina contro la Juve, ha segnato un provvisorio (?) smacco per gli arbitri, anche se uno solo forse ha (ri)sbagliato. E comunque Mou ha vinto con gol di Mancini contro il suo amicone Allegri e ha agganciato il Milan, Juve (tre pali) più lontana. Pogba: niente miracoli. Kean espulso (giustamente) appena entrato. L’Atalanta ha cozzato a lungo contro un’Udinese battagliera e qualche volta propositiva. Un risultato che ha allontanato la Dea dalla zona Champions e ha ridato fiducia ai friulani, salvati da Silvestri. Il Monza è tornato a vincere su un buon Empoli.
Ora i brianzoli son tornati a sperare nel settimo posto. Uno spareggio per l’Europa sarà il posticipo Torino-Bologna (arbitra Rapuano). Stanno meglio i rossoblù che sperano in Arnautovic. All’andata Bologna vittorioso per 2-1. Nella lotta per sopravvivere i pareggi a reti bianche in Spezia-Verona e Samp-Salernitana hanno lasciato invariate le posizioni di coda e aggravato la situazione di chi è indietro, cioè i veneti e i blucerchiati. La Cremonese sul campo del Sassuolo nel posticipo cercherà quindi di approfittarne. Squalificati Ferrari e Berardi. Allo Zini 0-0. Fischierà Fourneau, Conferme o smentite delle nostre squadre in Coppa?

LA POTENZA PSICOLOGICA DI MOU E L’ASTUZIA DEL MAESTRO SARRI

Si aspettava la vendetta di Dybala, è arrivata la frustata di Mancini a una Juve inguardabile, scoraggiata, nervosa, svegliata solo nel finale dall’orgoglio, infine punita dalla frustrazione esibita per tutti da Kean. A guardare Pogba, modesto partecipante, si capisce il dramma di Allegri. A guardar la Roma, tutta, a partire da Rui Patricio, si capisce la potenza psicologica di Mou. Alla faccia di chi lo detesta.
Alla vigilia imperversava il pensiero debole di Califano il nichilista, “Sì, d’accordo l’incontro Roma-Juve è un’emozione che ti scoppia dentro. Ma tutto il resto è noia..”. Il venerdì era caduto senza drammi il Napoli, prima volta in casa dopo un anno, piccolo incidente, neanche un’allarmata sveglia; il sabato s’era addormentato a Firenze il Milan coinvolto da Ibra in uno stanco finale di una favola; e poi il minirisveglio dell’Inter che resta tuttavia a 15 punti dalla squadra dell’ex Spallettone. Sì, la noia prevale dopo una inguardabile partita fra Spezia e Verona che apre una domenica – il giorno sacro un tempo al Campionato più bello del mondo – dominata solo da Roma-Juve, una sfida appena uscita dai tribunali.
A Torino impugnano altre “verità” contro l’iniqua sentenza dei 15 punti in meno, a Roma festeggiano il ripensamento del Giudice Sportivo che ha cancellato l’ingiusta squalifica di due turni inflitta a Mourinho rimandando ogni decisione all’approfondimento del caso che ha coinvolto il Quarto Uomo Serra, colui che – vedi il labiale – mandò con arroganza a quel Paese il mitico Mou. Stupore fra i tanti opinionisti inesperti o puerilmente faziosi ma finalmente eccoli, Mou e Max con Roma e Juve, faccia a faccia.
Nel nome, pensate un pò, di Turone. Se avete fanciulli – figli o nipoti – chiamateli accanto al focolare e raccontategli la favola di quel gol annullato il 10 maggio del 1981 che circola da un quarantennio con il titolo “Er gol de Turone era bono”. Una consolazione, per i romanisti, che da allora hanno vinto due scudetti, mentre i bianconeri – evidentemente galvanizzati da Turone – dopo ne hanno vinti diciassette. Ha ragione Vanzina, questo è un cinepanettone. Trovare altre pagine così spassose è praticamente impossibile.
Emozioni? Il Napoli è caduto? Viva il Napoli. Ha acceso l’inizio della settimana della noia con il Duello per eccellenza, la sfida tutta napoletana fra Spalletti e Sarri.
Al punto che il vincitore spesso non viene citato come allenatore della Lazio ma ex allenatore del Napoli. Il sor Maurizio ha vinto il confronto su tutti i piani, uscendo con gli applausi del Maradona, onore alla nostalgia. Eppure, quello tornato a sconfiggere il Napoli in casa sua per la prima volta da un anno non era il Genio, l’incensato signore del Sarrismo finito sulla Treccani (e immagino sulla Enciclopedia Britannica) come un reinventore del calcio bensì l’astuto Maestro di Figline Valdarno che ha beffato lo Spallettone con giocate classiche per vincere, non per dare spettacolo. Facendomi un regalo: avevo appena inveito – si fa per dire – contro l’ultima bufala degli intellettuali prestati al pallone, il Possesso Palla che fece grande Guardiola con Messi e fallì senza la Pulce, ebbene, il Maestro (ex Comandante) la palla l’ha lasciata all’avversario (65% a 35%) beffandolo con una lineare azione corale conclusa dalla bordata di Vecino. Bè, almeno queste – alla faccia della noia diffusa – se volete chiamiamole emozioni. Grazie Lucio.
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Naufragio Crotone, Mattarella “Cordoglio si traduca in scelte concrete”

POTENZA (ITALPRESS) – “A non molta distanza da qui, sulle coste della Calabria, giorni fa si è verificato un evento tragico che ha coinvolto la commozione del nostro Paese. I profughi afghani hanno fatto tornare anzitutto in mente quanto, quasi due anni fa, il nostro Paese ha fatto nel momento in cui i talebani occupavano Kabul, per portare in Italia non soltanto i nostri militari in missione, ma tutti i cittadini afghani che avevano collaborato con la mostra missione. Non abbiamo lasciato nessuno, abbiamo accolto tutti qui in Italia”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, partecipando all’inaugurazione dell’anno accademico 2022-2023 dell’Università della Basilicata, nel quarantesimo della fondazione, in riferimento al naufragio di profughi sulle coste di Crotone.
“Questo dramma – ha aggiunto il presidente – ci fa tornare alla mente le immagini televisive della grande folla di afghani all’aeroporto di Kabul che imploravano un passaggio in aereo per recarsi altrove. Questo ci fa comprendere perchè intere famiglie, persone che non vedono futuro, cercano di lasciare con sofferenza la propria terra, per avere possibilità di un futuro altrove. Ecco che di fronte all’evento drammatico che si è consumato il cordoglio deve tradursi in scelte concrete, operative, da parte di tutti: dall’Italia, per la sua parte, dall’Unione Europea e di tutti i Paesi che ne fanno parte, perchè questa è la risposta vera da dare a quello che è avvenuto”.

– foto ufficio stampa Quirinale –

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Debutto di Montano nello staff azzurro della sciabola

PADOVA (ITALPRESS) – “Emozionante”. Aldo Montano definisce così la sua prima volta al fianco della Nazionale azzurra di sciabola nello staff del ct Nicola Zanotti, vissuta a Padova in occasione del Trofeo Luxardo, storica tappa del circuito di Coppa del Mondo degli sciabolatori. “Essere di nuovo in gara, seppur in altra veste, è stato bellissimo. Ho risentito l’adrenalina delle pedane stando accanto ai ragazzi e ne sono felice. Sono tornato a casa, nella mia famiglia. Ho avuto tanto dalla scherma ed è arrivato il momento di restituire qualcosa”, racconta l’olimpionico di Atene 2004, cinque medaglie in altrettante partecipazioni ai Giochi Olimpici, un mito per gli atleti ai quali ora fa da figura di supporto. Il ct Zanotti l’ha definito “una chioccia, un team mentor”, e Montano ha subito preso possesso del suo nuovo ruolo. “Percepisco l’importanza di essere qui, per dare una mano, per portare il mio contributo. Sono stato entusiasta della chiamata del CT, perchè entrambi crediamo che l’esperienza serva a qualcosa, e io metto tutta quella che ho maturato in tanti anni da atleta a disposizione della causa della Nazionale italiana di sciabola, questa è la mia missione”, continua il campione livornese. L’avvio è stato super: nel Trofeo Luxardo di Padova, infatti, l’Italia ha vinto la prova individuale con Michele Gallo, accompagnato sul podio da Giovanni Repetti che si è classificato terzo, e ha chiuso al secondo posto la gara a squadre, battendo la Korea in semifinale e fermandosi solo contro l’Ungheria. Montano non si è perso un match degli azzurri, dispensando loro consigli prima e dopo ogni assalto. “Ci sono tanti giovani che avanzano, c’è voglia di fare, il Responsabile d’arma e lo staff tecnico stanno facendo un ottimo lavoro e io cercherò di fare la mia parte, dando un apporto importante proprio adesso che si entra nella Qualificazione Olimpica – chiosa Montano -. Ne ho vissute ben cinque, è un periodo differente da tutti gli altri: il carico di pressione e responsabilità è enorme. Sembra tutto dovuto e scontato, ma arrivare ai Giochi è difficile, non bisogna commettere passi falsi e l’obiettivo è qualificarsi puntando sullo spirito di gruppo sia al maschile che al femminile. Abbiamo una grande squadra, che non è l’insieme di quattro individualità, ma è composta da tutti i ragazzi che vivono e condividono l’ambiente della Nazionale. Tutti insieme per un’unica missione”.
– Foto Bizzi –
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