DORTMUND (GERMANIA) (ITALPRESS) – Va al Borussia Dortmund il primo round degli ottavi di finale di Champions League: al Signal Iduna Park battuto 1-0 il Chelsea grazie a un gol di Adeyemi nella ripresa. Il discorso qualificazione è però quanto mai aperto: si deciderà tutto nel match di ritorno del 7 marzo a Stamford Bridge. Il primo brivido poco dopo il quarto d’ora quando il Chelsea va in rete sugli sviluppi di una punizione calciata da James dal lato corto sinistro dell’area di rigore. Il gol è di Thiago Silva che però ha toccato il pallone con il braccio: l’arbitro annulla e ammonisce il brasiliano. Per il resto il primo tempo mantiene un copione costante con il Borussia che fa la partita e il Chelsea che riparte negli spazi e ha le migliori occasioni. Sui piedi di Joao Felix le due palle per sbloccare il risultato, ma il portoghese prima manda alto da ottima posizione su suggerimento di Ziyech e poi centra in pieno la traversa vanificando il bel lavoro di rifinitura di Havertz. Sul fronte Dortmund è di Haller il tiro più pericoloso che finisce sull’esterno della rete, fuori dallo specchio anche i tentativi di Adeyemi e Wolf. Nella ripresa partono meglio i blues e per due volte Kobel si deve impegnare per rispondere alle conclusioni di James. Sembra il momento migliore del Chelsea, ma a passare è il Borussia sfruttando il contropiede. Dopo un angolo calciato male dagli ospiti, scatta la ripartenza fulminea di Adeyemi che brucia Enzo Fernandez e dribbla anche Kepa prima di appoggiare in rete a porta vuota. Incassato l’1-0, i londinesi intensificano la pressione e diventa costante il forcing nella metà campo del Dortmund. Tanti tiri verso la porta, il più pericoloso è di Koulibaly che riceve da Ziyech a centro area e calcia a botta sicura: Kobel non trattiene, ma sulla linea interviene in scivolata Emre Can a salvare il risultato. Nel recupero l’ultima chance per il Chelsea con Enzo Fernandez che ci prova dal limite e trova in risposta i guantoni di Kobel.
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Borussia Dortmund-Chelsea 1-0 nell’andata degli ottavi Champions
Zelensky domani in video ad apertura festival Berlino
BERLINO (ITALPRESS) – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky sarà ospite in video alla Berlinale.
“La Berlinale, insieme a tutti i registi e partecipanti, esprime solidarietà al popolo ucraino nella sua lotta per l’indipendenza e condanna fermamente la guerra di aggressione russa contro l’Ucraina. I nostri pensieri e la nostra solidarietà vanno alle vittime, alla popolazione sofferente, a milioni di persone che hanno lasciato l’Ucraina e agli artisti che sono rimasti a difendere il Paese. E’ un onore speciale per noi poter accogliere digitalmente il presidente ucraino Volodymyr Zelensky giovedì sera all’apertura del nostro festival”, affermano i direttori della Berlinale Mariette Rissenbeek e Carlo Chatrian.
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Lagarde annuncia un nuovo rialzo dei tassi a marzo
MILANO (ITALPRESS) – Christine Lagarde anticipa le prossime mosse della Bce. La riunione del direttivo di marzo aumenterà i tassi ancora di mezzo punto. Poi si vedrà. “Valuteremo il successivo percorso di politica monetaria in base ai dati”, dice parlando dinanzi all’Europarlamento. “Ci impegniamo a riportare l’inflazione al nostro obiettivo del 2% e adotteremo le misure necessarie per farlo”, aggiunge ricordando che per statuto la Bce ha come compito principale la stabilità dei prezzi. “Ad ogni modo il bilancio dei rischi, sia sulla crescita economica, sia sull’inflazione sono diventati più equilibrati, specialmente sul breve termine”, osserva. Poi, tiene a precisare che “alla Bce è stato conferito un mandato democratico per garantire la stabilità dei prezzi nell’area dell’euro. In altre parole, salvaguardiamo una delle condizioni fondamentali per una crescita economica stabile”. Secondo la presidente della Bce “mantenere i tassi di interesse a livelli restrittivi ridurrà nel tempo l’inflazione frenando la domanda e proteggerà anche dal rischio di un persistente spostamento verso l’alto delle aspettative di inflazione. Le nostre future decisioni sui tassi ufficiali continueranno a dipendere dai dati e seguiranno un approccio riunione per riunione”.
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Rdc, Commissione Ue avvia procedura d’infrazione per l’Italia
BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – La Commissione europea ha deciso di avviare una procedura d’infrazione inviando una lettera di costituzione in mora all’Italia, in ragione del fatto che il suo regime di reddito minimo non è in linea con il diritto dell’UE in materia di libera circolazione dei lavoratori, diritti dei cittadini, soggiornanti di lungo periodo e protezione internazionale. Una delle condizioni per accedere al reddito di cittadinanza in Italia, è infatti di aver soggiornato nel paese per 10 anni, di cui due consecutivi, prima di poter presentare la richiesta. Secondo le norme europee, le prestazioni di sicurezza sociale come il reddito di cittadinanza dovrebbero essere pienamente accessibili ai cittadini dell’UE che sono lavoratori subordinati o autonomi o che hanno perso il lavoro, indipendentemente da dove abbiano soggiornato in passato.
Inoltre, i cittadini dell’UE non impegnati in un’attività lavorativa per altri motivi dovrebbero poter beneficiare della prestazione alla sola condizione di essere legalmente residenti in Italia da almeno tre mesi. Oltre a ciò la direttiva 2003/109/CE prevede che i soggiornanti di lungo periodo provenienti da paesi terzi abbiano accesso a tale prestazione. Pertanto il requisito dei 10 anni di residenza si configura come discriminazione indiretta. Inoltre il regime di reddito minimo italiano discrimina direttamente i beneficiari di protezione internazionale, i quali non hanno accesso a tale prestazione.
Il requisito della residenza, infine, potrebbe impedire agli italiani di trasferirsi al di fuori del paese per motivi di lavoro, in quanto non avrebbero diritto al reddito minimo al rientro in Italia. L’Italia dispone ora di due mesi per rispondere ai rilievi espressi dalla Commissione, trascorsi i quali quest’ultima potrà decidere di inviare un parere motivato.
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Cospito, Nordio “Quadro clinico migliorato, è ancora pericoloso”
ROMA (ITALPRESS) – “Ribadisco che lo Stato ha il dovere di tutelare le condizioni di salute di ogni detenuto, quindi anche di Cospito, che attualmente si trova in discrete condizioni di salute”. Lo ha detto il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, durante un’informativa alla Camera. “Il 14 febbraio risulta che Cospito ha assunto yogurt con miele, oggi potassio, zucchero e sale e nel pomeriggio ha fatto sapere che riprenderà l’assunzione di integratori personali. Dalla documentazione medica non emerge fortunatamente alcun decadimento cognitivo del detenuto, che è l’unico elemento valutabile ai fine dell’incidenza sulla pericolosità sociale e sulla revoca del 41 bis”. Secondo il ministro “se la modifica del regime del 41 bis fosse subordinata alle condizioni di salute del detenuto, determinate da una scelta consapevole di deterioramento fisico attraverso il rifiuto della nutrizione, la stessa norma perderebbe di efficacia, perchè chi vi fosse sottoposto potrebbe attraverso la medesima strategia ottenere la modifica. Questo vale per Cospito, ma potrebbe valere un domani per centinaia di mafiosi che sono sottoposti al 41 bis”, ha aggiunto. Nordio ha quindi spiegato che “il 9 febbraio ho firmato il decreto che respinge la revoca del 41 bis avanzata dal difensore di Cospito. La ragione che giustifica l’inoltro di una sospensione di revoca del 41 bis poggia sulla sopravvenienza di novità rilevanti sul caso, che lo stesso procuratore Antimafia ha considerato non accoglibili”. Inoltre “l’incessante succedersi di eventi critici legati alla galassia anarchica insurrezionalista mi ha spinto al rendere immutata la valutazione della sua pericolosità sociale e la sua capacità di orientare” la stessa.
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Nel 2022 debito pubblico in crescita a 2.762,5 miliardi
ROMA (ITALPRESS) – Al 31 dicembre del 2022 il debito delle amministrazioni pubbliche era pari a 2.762,5 miliardi, contro i 2.678,1 miliardi (150,3% del Pil) del 2021. E’ quanto emerge dalla stime di Bankitalia, secondo cui l’aumento del debito nel 2022, pari a 84,4 miliardi, “ha riflesso sia il fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche (54 miliardi) sia l’effetto complessivo degli scarti e dei premi all’emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione del cambio (34,4 miliardi)”. Le disponibilità liquide del Tesoro sono diminuite di 4 miliardi, a 43,5.
Con riferimento alla ripartizione per sottosettori, il debito consolidato delle amministrazioni centrali è cresciuto di 85 miliardi, a 2.675,3, mentre quello delle amministrazioni locali si è ridotto di 0,6 miliardi, a 87; il debito degli Enti di previdenza è rimasto sostanzialmente stabile. Lo scorso dicembre la vita media residua del debito era pari a 7,7 anni, da 7,6 del 2021. Nel corso del 2022 la quota del debito detenuto dalla Banca d’Italia è cresciuta ulteriormente per effetto degli acquisti di titoli pubblici nell’ambito dei programmi decisi dall’Eurosistema, collocandosi al 26,1% alla fine dell’anno (dal 25,3% al termine del 2021).
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Ruby ter, Berlusconi “Finalmente assolto dopo 11 anni di sofferenze”
ROMA (ITALPRESS) – “Sono stato finalmente assolto dopo più di undici anni di sofferenze, di fango e di danni politici incalcolabili, perchè ho avuto la fortuna di essere giudicato da Magistrati che hanno saputo mantenersi indipendenti, imparziali e corretti di fronte alle accuse infondate che mi erano state rivolte”. Lo scrive su Instagram il presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi.
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Università Bicocca, ridisegnata mappa distribuzione della foca monaca
MILANO (ITALPRESS) – Alto Adriatico tra Istria e la laguna di Venezia, Salento-Golfo di Taranto, le isole minori siciliane, Sardegna orientale-Canyon di Caprera, Arcipelago Toscano e l’arcipelago delle Baleari. Sono i sei “hot spot” di presenza della foca monaca individuati dai ricercatori dell’Università di Milano-Bicocca, grazie alla tecnica basata sul dna ambientale, in collaborazione con il Gruppo Foca Monaca Aps e con il supporto di nove associazioni ed enti di ricerca impegnati nelle operazioni di campionamento. A rivelarlo è l’articolo “Playing hide and seek with the Mediterranean monk seal”, pubblicato sulla rivista Scientific Reports e nel quale sono raccolti i dati della vasta campagna di monitoraggio effettuata lungo le coste italiane e nei tratti di mari limitrofi tra il 2020 e 2021 per tracciare la presenza della foca monaca del Mediterraneo (Monachus monachus), una delle specie più rare al mondo. Con un rivoluzionario sistema di rilevamento non invasivo, basato sulla ricerca di dna ambientale in campioni di acqua di mare, i ricercatori hanno analizzato 135 campioni prelevati in 120 punti del Mar Mediterraneo centro-occidentale, alla ricerca di tracce molecolari della foca monaca: l’analisi ha rivelato così la presenza del raro pinnipede in aree dove mancano osservazioni dirette da decenni, come ad esempio in molti tratti di mare che circondano la nostra Penisola, dalle acque sovrastanti il canyon di Caprera all’Alto Adriatico fino alle isole Baleari. Le linee continue blu delimitano le sei zone calde identificate nello studio, mentre le linee tratteggiate fucsia mostrano i tratti di mare monitorati ma che non hanno restituito dati molecolari suggestivi della presenza della foca monaca, almeno durante la campagna Spot the Monk 2021, a cui si riferisce l’articolo appena pubblicato. Le aree delimitate in arancione (arcipelago Toscano e delle Pelagie) segnalano le «zone calde» identificate precedentemente dagli stessi autori, utilizzando la stessa metodologia, e riportate nell’articolo su “Biodiversity and Conservation”. La ricerca ha fornito una nuova “visione” della distribuzione territoriale della foca monaca, individuando sei aree di grande interesse (“hot spot”) dove saranno concentrate da subito le attività di monitoraggio dei prossimi anni. Altro dato rilevante è la “positività” di alcuni siti storicamente noti per la presenza della specie e anche di aree vicine alle piccole isole e alle Aree Marine Protette. Il metodo di rilevamento è stato messo a punto da Elena Valsecchi, ecologa molecolare del dipartimento di Scienze dell’ambiente e della terra dell’Università di Milano-Bicocca, autrice principale dell’articolo e coordinatrice del gruppo di dna ambientale marino (Marine eDna Group) dell’ateneo milanese, che da alcuni anni promuove il progetto “MeD for Med – Marine environmental dna for the Mediterranean”, sistema di monitoraggio della biodiversità marina basato proprio sul prelievo di campioni d’acqua e sull’analisi del dna ambientale in essi contenuto. Nel 2020 il gruppo di ricerca milanese ha lanciato il progetto “Spot the Monk” in collaborazione con il Gruppo Foca Monaca, per lo studio “focalizzato” su questo pinnipede. Emanuele Coppola, presidente del Gruppo Foca Monaca Aps e coautore della pubblicazione, si è occupato di individuare i siti di campionamento al fine di stimare il passaggio stagionale dei pinnipedi e il grado di fedeltà alle singole aree. Siti costieri che, per esperienza diretta o valutazione geo-morfologica, costituivano i potenziali habitat di elezione della foca monaca. “È importante che questi monitoraggi siano svolti in modo omogeneo e scientificamente certificato – dichiarano i team leader della ricerca, Elena Valsecchi e Emanuele Coppola –. Solo così potremo avere dati confrontabili che consentiranno di seguire nei prossimi anni il tanto sperato ritorno della specie nel Mediterraneo centrale. Un lieto evento atteso non solo dal nostro Paese, ma anche da Francia, Spagna, Marocco e Tunisia”.(ITALPRESS).
Photo Credits: ufficio stampa Università Milano Bicocca








