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Ue, Giorgetti “Rivedere il sistema degli aiuti di Stato”

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – “Siamo consapevoli della necessità di rivedere la politica degli aiuti di Stato che deve diventare meno burocratica e più flessibile. Questo deve valere anche per gli strumenti già costituiti dagli Ipcei al Next Generation Eu. E’ un atto doveroso di fronte alle sfide di competitività dell’industria europea, soprattuto per i suoi settori strategici e per le mutate condizioni di contesto economico di prezzi e disponibilità di materiali”. Così il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, in merito all’Eurogruppo.
“Il tutto deve avvenire senza mettere a rischio le condizioni di competitività all’interno dell’Ue discriminando Paesi in base al rispettivo spazio fiscale. Forme comuni di finanziamento dei progetti strategici europei sono la corretta risposta a questa sfida”, aggiunge.

– foto Agenziafotogramma.it –

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Messina Denaro, Piantedosi “Lo Stato c’è e ci sarà sempre”

PALERMO (ITALPRESS) – “Oggi è una giornata storica. Lo Stato ha messo a segno un colpo di grande rilevanza contro la mafia e ha dato un segnale di fermezza alla criminalità organizzata. Nessuno deve sperare di farla franca quando sceglie la strada della mafia perchè il momento di pagare il conto prima o poi arriva. Lo Stato c’è e ci sarà sempre. Spero che dalla fine della latitanza di Matteo Messina Denaro e dagli elementi raccolti in questa indagine arrivino ulteriori materiali utili”. Così il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, giunto a Palermo per una visita al Comando del Ros dei Carabinieri, con il quale si è congratulato per la cattura del boss Matteo Messina Denaro.
“Ai magistrati, ai carabinieri, agli uomini e alle donne impegnati ogni giorno contro il crimine e per la sicurezza va il mio ringraziamento e quello di tutto il governo – aggiunge -. Vivo l’emozione di essere il Ministro che ha visto compiersi l’ultimo grande arresto di un grande boss di mafia e penso a più di 30 anni fa, allorquando muovevo i primi passi nell’amministrazione dell’Interno, nei giorni in cui si verificavano gli episodi peggiori della guerra di mafia. Penso alla fortuna di oggi, vivere da Ministro dell’Interno questa giornata che mi ripaga dell’indignazione di quei giorni. Dedico questi miei sentimenti alle tante vittime di mafia e ai loro familiari, molti dei quali hanno vissuto con grande dignità il loro dolore senza perdere la fiducia nello Stato, spesso trasformando la sofferenza per una propria tragedia familiare in una ragione di forte impegno civile”.

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Eurozona, Gentiloni “Si può evitare profonda recessione”

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – “C’è possibilità di evitare una profonda recessione, e forse entrare in una contrazione superficiale più limitata nell’area euro: abbiamo avuto delle notizie incoraggianti, penso che siamo riusciti a ridurre la dipendenza energetica, i prezzi dell’energia sono diminuiti significativamente e l’inflazione ha avuto il suo picco in Europa alla fine dello scorso anno”. Così Paolo Gentiloni, commissario europeo per l’Economia, in una dichiarazione alla stampa prima della riunione dei ministri dell’Economia dell’Eurogruppo che si è tenuta a Bruxelles.
“Tutto dipende dalle nostre politiche: dobbiamo lavorare ancora molto per implementare i prossimi piani per la ripresa europei, per trovare un accordo sulle nostre regole fiscali e supportare la nostra competitività e i nostri investimenti, ed è fondamentale coordinare al meglio le politiche fiscali per fare in modo di affrontare i prezzi dell’energia in maniera più mirata, evitando aumenti”, ha concluso Gentiloni.
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Successo Empoli nel posticipo, battuta la Samp 1-0

EMPOLI (ITALPRESS) – L’Empoli conquista un successo forse decisivo per la sua salvezza al termine di una sfida assai sofferta contro la Samp. Decisive la rete di Ebuehi ma anche le parate di Vicario e la sfortuna dei blucerchiati, che colpiscono due legni e si vedono annullare in pieno recupero il gol dell’1-1 di Colley.
Il primo tempo fa capire fin dalle prime battute che per l’Empoli non sarà una passeggiata avere la meglio su una formazione doriana raccolta ma che non rinuncia a pungere. Non è un caso che sono proprio gli ospiti i più pericolosi, una prima volta con Vieira che spreca un regalo di Vicario in disimpegno servendo malissimo Lammers in piena area (17′), e poi con Leris che centra la traversa su cross da sinistra di Augello, quest’ultimo fra i migliori dei suoi. L’Empoli risponde solo in chiusura di tempo con Satriano, impreciso in spaccata su assist da sinistra di Bandinelli. L’attaccante classe 2001 si ripete ad inizio ripresa quando a due passi dalla porta mette a lato una palla ottimamente recapitatagli da Caputo. La Sampdoria lascia sul campo ogni stilla di sudore e grinta, come vuole Stankovic, con Vieira che ha spesso la meglio in mezzo al campo su Marin e Akpa Akpro. Il vantaggio dell’Empoli arriva così un pò a sorpresa con un colpo di Ebuehi ad anticipare tutta la difesa ospite e a sfruttare un’indecisione in uscita di Audero. Per l’esterno destro olandese, che per poco non si ripete 4′ più tardi, è il primo gol personale in serie A. Poco dopo l’ora di gioco Stankovic prova il tutto per tutto operando tre cambi contemporaneamente: dentro Sabiri, Winks e Zanoli. Sull’altro fronte Zanetti fa rifiatare Baldanzi e Bandinelli per Pjaca e Haas. Ci si attende una Sampdoria all’arrembaggio ma è l’Empoli a fallire il colpo del ko quando al 24′ Caputo calcia male da ottima posizione all’interno dell’area. Nonostante Sabiri provi ad aggiungere un pò di verve, gli ospiti non riescono a farsi vedere dalle parti di Vicario, che deve superarsi solo su Gabbiadini. I brividi per l’Empoli arrivano negli ultimi 10 minuti quando Ismajli si fa male pochi istanti dopo il quinto cambio azzurro, lasciando i suoi in inferiorità numerica. Serve allora un super Vicario che dice no all’ex Lammers, deviandone la conclusione sul palo, e poi su Colley. Quest’ultimo trova l’1-1 al 97′ ma l’arbitro viene richiamato al Var e annulla per fallo di mano di Gabbiadini.
– foto Image –
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La Federazione nazionale Ordini TSRM e PSTRP in udienza dal Papa

ROMA (ITALPRESS) – Questa mattina Papa Francesco ha ricevuto in udienza una rappresentanza della Federazione nazionale Ordini TSRM e PSTRP.
All’incontro, nella sala Sala Clementina del Palazzo Apostolico, in Vaticano, hanno preso parte i componenti del Comitato centrale della FNO TSRM e PSTRP, i Presidenti degli Ordini e delle Commissioni di albo nazionali, i collaboratori e un gruppo di studenti.
L’udienza si è aperta con le parole della Presidente della FNO TSRM e PSTRP, Teresa Calandra: “Proprio nel momento più difficile del nostro Paese e del mondo intero, quello forse più doloroso, e di sconforto anche per i professionisti sanitari, abbiamo voluto ricercare quei valori etici comuni e condivisi ponendo al centro la persona, nel pieno rispetto della sua dignità e libertà, delle sue aspirazioni e diritti naturali, dando concretezza al percorso di aggregazione formale consegnatoci dalla legge. E’ con questo spirito, travagliato per il momento che stavamo vivendo ed al contempo carico di senso di responsabilità e speranza, che nasce la nostra Costituzione etica, una piccola luce che in due anni di lavoro e studio ci ha permesso di coniugare l’aspetto professionale con quello umano e spirituale, ricercando ciò che ci univa con l’obiettivo di trovare delle soluzioni per ciò che ci distingueva. Così quella piccola luce si è trasformata in un faro a cui tutta la nostra eterogenea comunità guarda e da cui prende ispirazione. Con l’impegno di tutti avremo il privilegio di poter essere testimoni di un mondo nuovo in cui i valori etici e morali costituiscono la base della vita, umana e professionale, affinchè siano bandite, per sempre, le mafie e le disuguaglianze, anche tra generi, condividendo una direzione unitaria e un senso di comunità che ci farà viaggiare sulla spinta l’uno dell’altro”.
“Voi rappresentate migliaia di professionisti sanitari: questo incontro, dunque, mi offre l’occasione di rinnovare la mia vicinanza e gratitudine per quanto fate quotidianamente. Desidero ringraziarvi per il vostro impegno e la vostra dedizione, specialmente quando sono nascosti – è quanto dichiara Papa Francesco, che continua – I professionisti sanitari negli ultimi tre anni, hanno vissuto un’esperienza molto particolare, difficilmente immaginabile, quella della pandemia. Senza il vostro impegno e le vostre fatiche molti malati non sarebbero stati curati. Il senso del dovere animato dalla forza dell’amore vi ha permesso di prestare la vostra opera al servizio del prossimo, anche mettendo a rischio la vostra stessa salute”. Il Pontefice ha sottolineato l’impegno quotidiano delle professioni sanitarie. “Con il vostro servizio contribuite a “rialzare e riabilitare” i vostri assistiti, ricordando che prima di tutto sono persone. Al centro, infatti, dev’esserci sempre la persona, in tutte le sue componenti, compresa quella spirituale: una totalità unificata, in cui si armonizzano le dimensioni biologiche e spirituali, culturali e relazionali, progettuali e ambientali dell’essere umano nel percorso della vita. Questo principio, che è alla base della Costituzione etica della vostra Federazione, orienta il cammino e permette di non cedere a sterili efficientismi o a un’applicazione fredda dei protocolli. I malati sono persone che chiedono di essere curate e di sentirsi curate, e per questo è importante relazionarsi a loro con umanità ed empatia. Certamente con un alto livello professionale, ma con umanità ed empatia. Ma anche voi, professionisti sanitari, siete persone, e avete bisogno di qualcuno che si prenda cura di voi, attraverso il riconoscimento del vostro servizio, la tutela di condizioni adeguate di lavoro e il coinvolgimento di un numero appropriato di curanti, affinchè il diritto alla salute venga riconosciuto a tutti”.
Nel corso dell’Udienza la Presidente Teresa Calandra ha consegnato al Pontefice una copia della Costituzione etica della FNO, edita per l’occasione.
– foto ufficio stampa FNO TSRM e PSTRP –
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Governo, Mulè “Forza Italia ha la propria storia e idee, ma lealtà assoluta”

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ROMA (ITALPRESS) – “Esiste un partito che è Forza Italia che ha una storia, degli ideali e che si riconosce nel programma di centrodestra proposto agli elettori, quella è la stella polare. Nell’attuazione del programma c’è la necessità di condividere, per evitare degli scivoloni comunicazionali, i provvedimenti adottati dal governo e la richiesta di maggiore collegialità è proprio per evitare che la maggioranza possa apparire divisa. La lealtà di Forza Italia al governo, che durerà 5 anni, è assoluta e indiscutibile”. Così il vicepresidente della Camera e deputato di Forza Italia, Giorgio Mulè, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica “Primo Piano” dell’Agenzia Italpress. “Noi rivendichiamo un’azione che ci fa essere in prima fila quando cogliamo dei segnali che non vanno nella direzione che insieme abbiamo determinato prima di farci eleggere in Parlamento. All’interno di questa totale lealtà”, è necessario “dirsi le cose come stanno”.
“Sulle accise la comunicazione che è passata è che il governo ha aumentato la benzina, mentre il prezzo della benzina di oggi è addirittura minore rispetto a quello che era prima della guerra in Ucraina. Se a fronte di alcuni episodi estremi in uno o due pompe di benzina, il governo trasmette l’idea che tutta la categoria dei benzinai sono speculatori – spiega – è chiaro che poi c’è una reazione da parte dei benzinai. Lo sciopero andrebbe evitato, è uno sciopero nel quale i benzinai si sentono offesi. Ciò che mi è sembrato un po’ oltre è la reazione del ministro Lollobrigida il quale, rispetto alle critiche di Forza Italia legate non alla decisione del governo ma alla comunicazione, ha drammatizzato. Noi siamo saldamente in maggioranza, la lealtà di Forza Italia è misurata dagli atti che i ministri e i parlamentari trasmettono al governo e drammatizzare non serve. Un vertice di maggioranza non è stato convocato e se dovesse essere convocato noi ci saremo. Parlarsi va bene, più si parla e meglio è”.
Il vicepresidente della Camera aprendo l’intervista commenta la notizia del giorno, lo storico arresto dopo 30 anni di latitanza del boss Matteo Messina Denaro. “Si chiude il grande libro nero di una cupola mafiosa che ha segnato e deviato anche il corso della storia della Repubblica. La notizia di oggi mi solleva e mi ha sollevato rispetto alla chiusura di un libro nero che finisce con l’arresto di Messina Denaro. La straordinaria e bella notizia che ci riconsegna una serenità di un periodo che andava chiuso. La vittoria sulla mafia si “costruisce con il tempo, con atti concreti come il rendere definitivo e permanente il 41bis, le leggi che hanno imposto il sequestro e la confisca dei beni – prosegue – è un percorso lungo dove tutti sono chiamati a fare la loro parte, quando il sistema funziona il risultato poi arriva”. Poi nuovamente argomenti strettamente politici come il Mes che, secondo Mulè, è uno strumento ad oggi non necessario. “Il Mes però ha un valore politico all’interno della Ue dove tutti i Paesi, ad eccezione dell’Italia, lo hanno ratificato ma ciò non significa chiedere quei soldi o accedere alle condizioni. Forza Italia sostiene di dover ratificarlo ma contemporaneamente chiedere la revisione del regolamento o di alcune parti. Non abbiamo bisogno del Mes quindi il problema non si pone”.
Presidenzialismo e autonomia “sono due riforme che hanno tempi e modalità totalmente diverse. Il presidenzialismo va incardinato, va coinvolta l’opposizione se vuole contribuire a un dibattito in una logica di confronto e non di veto ideologico. Il presidenzialismo prima si fa e meglio è – sottolinea – perchè è una riforma che ha bisogno almeno 2 anni da quando viene incardinata per essere approvata e costituisce la svolta politica nel Paese. L’Autonomia riguarda la vita di tutti i giorni e deve partire dal presupposto che tutte le Regioni devono essere poste sulla stessa linea di partenza nei Livelli essenziali di prestazioni. Se Sicilia e Calabria per recuperare il gap hanno la necessità di più fondi, va costituito un fondo di perequazione che va nella direzione di essere tutti uguali nella linea di partenza”. L’Autonomia “non favorisce le diseguaglianze ma obbliga le Regioni ad essere uguali, obbliga soprattutto le regioni del Sud a recuperare dei gap come quello sulla sanità”.
Infine le prossime elezioni regionali in Lombardia e Lazio e i rapporti tra Renato Schifani e Gianfranco Miccichè in Sicilia. Dalle regionali “mi aspetto un grande successo del centrodestra all’interno del quale Forza Italia ha dimostrato la sua forza e la sua capacità di essere ancora una volta decisiva e incisiva, sia in Lombardia che nel Lazio”, osserva Mulè. “L’unica cosa di cui ha bisogno la Sicilia è essere governata dando l’idea concreta di un cambio rispetto ai vecchi tempi, la litigiosità determina solo una disaffezione dei cittadini nei confronti della politica. Parlo con Schifani e Miccichè più o meno quotidianamente, so che si tratta di una frattura che si può ricomporre e stiamo lavorando affinchè sia ricomposta perchè ne va di mezzo il bene della Sicilia e soprattutto il bene che i siciliani devono volere alla politica. E’ l’ora di rimboccarci tutte le maniche e andare insieme verso il bene della Sicilia”, conclude il vicepresidente della Camera.
– foto Italpress-
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Berlusconi “In futuro spero in un partito unico come repubblicani Usa”

MILANO (ITALPRESS) – “Un governo fatto di forze politiche diverse, che un giorno potranno, mi auguro, realizzare una casa comune, ancora una volta guardando al modello della democrazia americana, dove il Partito Repubblicano ha fatto sintesi di diverse anime e culture che si sono unite su un programma comune, sollecitate da un comune sentire dei cittadini”. Lo ha detto Silvio Berlusconi, presidente di Forza Italia, oggi pomeriggio in occasione della presentazione delle liste di Forza Italia per la Regione Lombardia a Villa Gernetto (Monza Brianza). “Oggi e per il futuro le anime che noi rappresentiamo, quella liberale, quella cattolica, quella garantista, devono avere un ruolo essenziale, determinante non solo per i loro numeri ma per il loro valore politico. Un centro-destra di governo, in un grande paese europeo, deve avere queste caratteristiche”, ha aggiunto il leader di Forza Italia.

Foto: agenziafotogramma.it

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Governo, Mulè “FI ha propria storia e idee, ma lealtà assoluta”

ROMA (ITALPRESS) – “Esiste un partito che è Forza Italia che ha una storia, degli ideali e che si riconosce nel programma di centrodestra proposto agli elettori, quella è la stella polare. Nell’attuazione del programma c’è la necessità di condividere, per evitare degli scivoloni comunicazionali, i provvedimenti adottati dal governo e la richiesta di maggiore collegialità è proprio per evitare che la maggioranza possa apparire divisa. La lealtà di Forza Italia al governo, che durerà 5 anni, è assoluta e indiscutibile”. Così il vicepresidente della Camera e deputato di Forza Italia, Giorgio Mulè, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica “Primo Piano” dell’Agenzia Italpress. “Noi rivendichiamo un’azione che ci fa essere in prima fila quando cogliamo dei segnali che non vanno nella direzione che insieme abbiamo determinato prima di farci eleggere in Parlamento. All’interno di questa totale lealtà”, è necessario “dirsi le cose come stanno. Sulle accise la comunicazione che è passata è che il governo ha aumentato la benzina, mentre il prezzo della benzina di oggi è addirittura minore rispetto a quello che era prima della guerra in Ucraina. Se a fronte di alcuni episodi estremi in uno o due pompe di benzina, il governo trasmette l’idea che tutta la categoria dei benzinai sono speculatori – spiega – è chiaro che poi c’è una reazione da parte dei benzinai. Lo sciopero andrebbe evitato, è uno sciopero nel quale i benzinai si sentono offesi”. “Noi siamo saldamente in maggioranza – aggiunge – la lealtà di Forza Italia è misurata dagli atti che i ministri e i parlamentari trasmettono al governo e drammatizzare non serve. Un vertice di maggioranza non è stato convocato e se dovesse essere convocato noi ci saremo. Parlarsi va bene, più si parla e meglio è”. Il vicepresidente della Camera aprendo l’intervista commenta la notizia del giorno, lo storico arresto dopo 30 anni di latitanza del boss Matteo Messina Denaro. “Si chiude il grande libro nero di una cupola mafiosa che ha segnato e deviato anche il corso della storia della Repubblica. La notizia di oggi mi solleva e mi ha sollevato rispetto alla chiusura di un libro nero che finisce con l’arresto di Messina Denaro. La straordinaria e bella notizia che ci riconsegna una serenità di un periodo che andava chiuso”. La vittoria sulla mafia si “costruisce con il tempo, con atti concreti come il rendere definitivo e permanente il 41bis, le leggi che hanno imposto il sequestro e la confisca dei beni – prosegue – è un percorso lungo dove tutti sono chiamati a fare la loro parte, quando il sistema funziona il risultato poi arriva”.
-foto Italpress-
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