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Per Bosch Termotecnica primo posto nella classifica Itqf

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Nella categoria assistenza, post-vendita caldaie e sistemi di riscaldamento Bosch Termotecnica conferma la propria eccellenza aziendale ottenendo il primo posto nella classifica dell‘Istituto Tedesco Qualità e Finanza (ITQF). Per il secondo anno consecutivo Bosch Termotecnica è vincitrice del Sigillo di Qualità ITQF, attestandosi al primo posto nel 2023 come “Migliori in Italia – N. 1 Servizio”. ITQF è specializzato in indagini di mercato finalizzate ad analizzare l’aspetto economico e qualitativo delle aziende attive in diversi settori, con l’obiettivo di creare maggior trasparenza e confrontabilità. I dati sono stati raccolti tra luglio e agosto 2022 attraverso un sondaggio rappresentativo della popolazione italiana. Agli intervistati e` stato chiesto se sono stati clienti dell’azienda negli ultimi tre anni e come giudicano il servizio ricevuto.
“Anche quest’anno i consumatori hanno scelto Bosch Termotecnica per il miglior servizio. Questo riconoscimento sottolinea nuovamente il nostro impegno nei confronti dei clienti. Siamo in grado di soddisfare ogni esigenza di comfort domestico dei consumatori seguendoli dalla scelta della soluzione più adatta, all’assistenza e post-vendita”, ha dichiarato Paolo Beolchi, Marketing Manager della Divisione Termotecnica di Bosch. (ITALPRESS).
-foto ufficio stampa Bosch-

Messina Denaro, Meloni a Palermo “La mafia si può battere”

PALERMO (ITALPRESS) – “E’ un giorno di festa per il nostro Paese, grande vittoria”. Così Giorgia Meloni, presidente del consiglio, al termine della sua visita alla Procura di Palermo per complimentarsi con magistrati e forze dell’ordine per l’arresto del boss mafioso Matteo Messina Denaro.
“Le mie congratulazioni, davvero complimenti a lei e ai suoi uomini per questo lavoro straordinario”, aveva detto Meloni, rivolgendosi al comandante del Reparto Operativo Speciale dei carabinieri, Pasquale Angelosanto, durante l’incontro in Procura.
“Una grande giornata”, il commento del premier dopo aver rivolto i suoi complimenti anche ai vertici regionali dei carabinieri, del gruppo Intervento Speciale e del reparto Anti Crimine. Al Palazzo di Giustizia Meloni è stata accolta dal procuratore di Palermo Maurizio De Lucia. Anche al capo della Procura i complimenti del premier.
“Sono fiera che il primo provvedimento che ho fatto è stato quello di difendere il carcere duro. Quello stesso istituto fortemente voluto da Falcone e Borsellino è stato difeso dai provvedimenti del governo”, ha poi spiegato Meloni ai giornalisti.
“Mi piace immaginare che questo possa essere il giorno nel quale viene celebrato il lavoro di tanti che si sono dedicati a questa causa, ed è una proposta che farò. Possiamo dire ai nostri figli che la mafia si può battere – ha sottolineato -. Non abbiamo vinto la guerra, non abbiamo sconfitto la mafia ma questo è un colpo duro per la criminalità organizzata”.
Se alla fine Messina Denaro è stato trovato “vuol dire che c’era uno Stato che continuava a lavorare. Adesso spero che qualcosa di più possa uscire, anche su chi evidentemente ha collaborato con una persona con la quale chi è per bene non collabora”, ha detto ancora il presidente del Consiglio.
“Ho detto al procuratore capo ed agli investigatori che l’Italia è fiera di loro. Noi sappiamo che questo grande risultato lo dobbiamo a loro, al loro lavoro quotidiano di grande dedizione – ha spiegato il premier -. Possono contare sui provvedimenti del governo, per portare avanti questa battaglia insieme. Loro sono la faccia dell’Italia migliore, noi siamo il tramite”.
Poi i giornalisti le chiedono cosa risponda a chi diceva che la mafia era sparita dall’agenda politica? “Non voglio replicare, penso che questa giornata si commenti da sola – ha affermato Meloni -. Non penso che la lotta alla mafia possa essere un tema divisivo, chi tenta di fare della lotta alla mafia un tema divisivo fa un favore per paradosso alla criminalità organizzata, è una battaglia che dobbiamo condurre tutti insieme. Posso dire che la politica e lo Stato devono sostenere chi si occupa con il suo lavoro di questo. Spero che su queste materie, piuttosto che usarle per fare polemica, si possa lavorare tutti insieme”.
Meloni ha anche affrontato il tema del riuso dei beni confiscati: “Con il sottosegretario Mantovano ne parliamo da settimane. E’ un tema legato anche alla storia di Matteo Messina Denaro, che si occupava di questioni di patrimonio. Questo è un segnale importante, affinchè si elimini la presenza fisica della mafia sul territorio – ha detto -. Affinchè nei beni confiscati alla mafia si possa aprire un’attività economica, si possa trovare lavoro. Sì alla legalità, sì agli strumenti, a tutto quello che serve sul terreno della sicurezza ma poi è il terreno fertile che devi togliere e quello lo togli solo con il lavoro”.
Al suo arrivo a Palermo, il presidente del Consiglio, accompagnata dal sottosegretario alla Presidenza Alfredo Mantovano aveva osservato un minuto di raccoglimento davanti alla stele di Capaci, sulla A29, che ricorda le vittime della strage nella quale persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani.

– foto Agenziafotogramma.it –

(ITALPRESS).

Il boss Matteo Messina Denaro arrestato dopo 30 anni di latitanza

PALERMO (ITALPRESS) – Arrestato dopo 30 anni di latitanza dai Ros dei Carabinieri, il boss di Castelvetrano Matteo Messina Denaro.

Messina Denaro è stato catturato nei pressi della clinica La Maddalena di Palermo. I dipendenti della clinica, da quanto apprende Italpress, sono stati bloccati questa mattina all’ingresso del posto di lavoro e non sono stati fatti entrare. Ingente il dispiegamento dei carabinieri del Ros.

Matteo Messina Denaro aveva il nome falso di Andrea Bonafede, nato il 23 ottobre 1963 e stamattina aveva un appuntamento per un ciclo di chemioterapia. Cappellino, cappotto di montone da uomo e occhiali da vista scuri, stava facendo colazione e dopo avere accennato una breve fuga avrebbe ammesso di essere il boss superlatitante. L’arresto sarebbe stato salutato da un applauso delle persone presenti.

L’accusa principale è di avere partecipato alla strategia stragista che portò alla morte tra gli altri di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Un’accelerazione nelle ultime settimane ha portato a compimento un lavoro corale durato anni. Gli inquirenti nel corso di una conferenza stampa a Palermo hanno definito i contorni dell’arresto del boss. “E’ una giornata importante, in cui la Repubblica salda un debito nei confronti dei suoi martiri”, ha detto il procuratore capo di Palermo, Maurizio De Lucia. “La mafia non è sconfitta, la partita non è finita, ma quello di oggi è un passaggio importante. È un bel segnale che la gente oggi abbia applaudito all’arresto, sappiamo cosa significa questo a Palermo”, ha aggiunto. Fondamentale per l’arresto di Messina Denaro una lunga serie di indagini legata al suo stato di salute, e che ha portato all’arresto proprio nel giorno in cui avrebbe dovuto eseguire dei controlli presso la clinica Maddalena, a Palermo, dove si presentava con documenti falsi, spacciandosi per Andrea Bonafede. “Allo stato non abbiamo elementi su presunto coinvolgimento o complicità da parte della clinica, il latitante aveva fornito documenti falsi. Naturalmente gli accertamenti sono all’inizio”, ha sottolineato De Lucia.

“Dopo un percorso investigativo durato molti anni nell’ultimo periodo abbiamo acquisito elementi legati alla salute del latitante, e al fatto che stesse frequentando una struttura sanitaria per curare la sua malattia”, ha spiegato il generale Pasquale Angelosanto, comandante del Ros dei Carabinieri. “Il lavoro è stato caratterizzato da rapidità, riservatezza, e dal modo che ci ha consentito in poche settimane gli elementi per individuare una data, quella di oggi, in cui Messina Denaro si sarebbe sottoposto ad accertamenti”, ha aggiunto. La certezza gli investigatori l’hanno avuta solo stamattina: “L’accostamento della persona con il nome falso al latitante era stato ipotizzato nei giorni scorsi, ma è stato accertato stamattina. Il riscontro lo abbiamo avuto stamattina”, ha chiarito il generale. “L’attività investigativa di questi anni e gli arresti hanno ristretto la rete di protezione di Messina Denaro”, ha poi detto De Lucia, spiegando che per il momento il boss “non parla”. Il procuratore ha sottolineato l’importanza delle intercettazioni: “Senza questo strumento non si possono fare indagini, questo deve essere chiaro. Anche in questa operazione le intercettazioni sono state fondamentali”. “E’ evidente che in questi anni Messina Denaro è stato aiutato, ha avuto delle protezioni, e su questo stiamo lavorando”, ha aggiunto.

“Non abbiamo avuto contatti preliminari con la clinica, la nostra indagine è stata telematica per individuare possibili soggetti con una patologia compatibile con quella del latitante”, ha proseguito il procuratore, che sul ruolo di Messina Denaro, ha chiarito: “Era un capo operativo con un ruolo di garanzia importante per la gestione degli affari”. Per Messina Denaro “è stato proposto il regime speciale 41 bis fin da subito, non possiamo rivelare la casa circondariale”, ha spiegato De Lucia, mentre il procuratore aggiunto della Dda di Palermo, Paolo Guido ha sottolineato che le sue condizioni “sono compatibili con il carcere, naturalmente sarà sottoposto alle cure necessarie”. Alla conferenza stampa anche Vincenzo Agostino, padre dell’agente di polizia Nino, ucciso dalla mafia 33 anni fa. “Si può fare luce sui delitti irrisolti come quello di mio figlio? Noi familiari chiediamo ancora che venga fatta luce”, ha chiesto. “Questo sarà uno dei nostri impegni maggiori. Nessuna delle vittime di mafia deve rimanere senza risposta. Tutto il nostro impegno è rivolto in questa direzione. Non ci fermeremo”, ha risposto il procuratore De Lucia.

“L’intervento di oggi si è sviluppato su più fasi. Attraverso delle attività tecniche avevamo avuto contezza che il presunto latitante stesse arrivando presso la struttura sanitaria, ed è scattato un sistema che era stato messo a punti su più livelli. Nei pressi della clinica il latitante è stato individuato e bloccato insieme al suo complice”, ha spiegato il colonnello Giuseppe Arcidiacono, comandante provinciale dei carabinieri di Palermo. “Il latitante si è palesato subito nella sua identità, e guardandolo c’era anche poco da verificare, il volto è quello che ci aspettavamo di trovare”, ha aggiunto. Al momento dell’arresto, Messina Denaro indossava un orologio da 30-35 mila euro, hanno spiegato gli inquirenti, che indagano anche su Giovanni Luppino, che oggi accompagnava Messina Denaro ed è stato arrestato per favoreggiamento. Fuori dalla sede del comando Legione Carabinieri Sicilia si è formata nel corso della conferenza stampa una folla di giovani, con striscioni e cartelli. “Palermo è nostra e non di Cosa Nostra”, questo uno dei cori dei manifestanti, ai quali ha rivolto un saluto il comandante della Legione Sicilia dell’Arma Rosario Castello: “C’è stato un lavoro di squadra, e la bontà del risultato è testimoniato dalla vostra presenza qui oggi. Vogliamo essere un riferimento per i cittadini, un presidio sicuro e importante in ogni Comune”.

-foto Comando Carabinieri –

(ITALPRESS).

Sinner e Sonego avanti a Melbourne, Musetti e Cocciaretto ko

MELBOURNE (AUSTRALIA) (ITALPRESS) – Jannik Sinner e Lorenzo Sonego superano il primo turno degli Australian Open, primo Slam del 2023 dotato di un montepremi record (76,5 milioni di dollari australiani), scattato nella notte italiana sui campi in cemento di Melbourne Park. Il 21enne tennista altoatesino, testa di serie numero 15 e 16esimo del ranking mondiale, ha eliminato all’esordio il britannico Kyle Edmund (583 Atp, in gara con la classifica protetta dopo l’operazione al ginocchio sinistro che l’ha tenuto lontano dai campi per oltre un anno e mezzo) con il punteggio di 6-4 6-0 6-2, in un’ora e 56 minuti di gioco. Sinner, che ha messo la firma sulla millesima vittoria azzurra nei tornei del Grande Slam, la numero 124 all’Open d’Australia, troverà al secondo turno l’argentino Tomas Martin Etcheverry, n.79 Atp. Il 27enne torinese, n.47 Atp, ha invece battuto al primo turno con il punteggio di 7-6(4) 6-3 6-7(6) 6-1, in poco più di tre ore e un quarto di gioco, il portoghese Nuno Borges, n.111 del ranking, per la gioia dei tanti tifosi italiani in tribuna sul Court 6. Sonego non ha mai ceduto il servizio, salvando tutte e quattro le palle-break concesse, due nel dodicesimo game del terzo set (altrettanti set-point per l’avversario) e due nel settimo gioco della quarta frazione. Al secondo turno il piemontese se la vedrà con il polacco Hubert Hurkacz, n.11 del ranking e 10 del seeding. Sconfitta al primo turno, invece, per Lorenzo Musetti. Il toscano, testa di serie numero 17, ha ceduto all’esordio in cinque set al sudafricano Lloyd Harris, vincente al termine di una maratona con il punteggio di 6-4 6-1 6-7(0) 2-6 7-6(4). Tra le donne, niente da fare invece per Elisabetta Cocciaretto. La 21enne tennista marchigiana, n.48 del ranking mondiale, reduce dalla prima finale Wta raggiunta ad Hobart, si è arresa all’esordio alla kazaka Elena Rybakina, n.23 della classifica e 25 del seeding, vincente in due set con il punteggio di 7-5 6-3. Avanti i numeri uno dei due tabelloni, lo spagnolo Rafael Nadal e la polacca Iga Swiatek.
– foto LivePhotoSport –
(ITALPRESS).

NAPOLI A +9 SUL MILAN, ATALANTA 8 GOL

Goleade, licenziamenti, polemiche. Lo scudetto viaggia velocemente verso Napoli, ma il conforto dell’aritmetica è ancora lontano. Certo, un crollo così disastroso della difesa juventina non se l’aspettava nessuno. Osimhen e Kvaratskhelia sembravano dei marziani. La squadra di Spalletti ha dei numeri importanti che giustificano il distacco sugli inseguitori. In questo momento il Napoli (+ 9 sul Milan) è la squadra che gioca meglio. Ma il calcio è imprevedibile e “del doman non v’è certezza”, quindi aspetteremmo, prima di emettere sentenze definitive. Quanto ad Allegri, è ripresa la pioggia di critiche a suo carico: ha sbagliato formazione, se ne deve andare, ecc. Gli allenatori sono bravi solo se vincono: è l’eterna regola del calcio. Certamente gli inseguitori del Napoli hanno denunciato discontinuità di rendimento. Il Milan del primo tempo, a Lecce, non è stato squadra che può aspirare allo scudetto. Intendiamoci: la squadra di Baroni negli ultimi tempi è cresciuta parecchio e se ne erano accorti la Lazio, l’Atalanta e la stessa Udinese. Ma prendere gol spesso di testa, come hanno fatto i rossoneri, non è da grande squadra, specie dopo l’eliminazione di Coppa. Nella ripresa, con i cambi, il Milan ha rimontato grazie anche a Leao. Ma non ha avuto la forza per vincere. Altri punti al vento. Anche l’Inter non ha brillato particolarmente contro il Verona e ha un pò sofferto nel finale: Lautaro ha sbloccato subito la partita e poi gli scaligeri si sono ben barcamenati. I nerazzurri sono rimasti a -10 dal Napoli (con la Juve) e il Verona sempre in zona pericolo, nonostante le discrete prestazioni. Mercoledì a Riyadh derby milanese di Supercoppa. Gli scienziati saranno alle prese con fuorigioco semiautomatico, l’ultima diavoleria per far sembrare il calcio sempre più diverso da quello che era: un gioco semplice. Inseguono la Champions l’Atalanta e le romane. La Dea ha vinto di goleada (8-2: quasi tennis) sulla Salernitana (peggior difesa): Gasp è in corsa per la Champions. Nicola rischia. La partita con più gol in serie A è stata nel 1972-73 Milan-Atalanta 9-3 (12 gol). Il solito Dybala ha firmato, con una doppietta, la vittoria della Roma contro una Fiorentina in dieci (espulso Dodò). La Lazio è tornata a vincere sul campo del Sassuolo. Un rigore di Zaccagni (Immobile infortunato) ha avviato il successo dei romani, messo al sicuro da Felipe Anderson. Classifica difficile per i neroverdi. L’Udinese (dieci gare senza vittorie) sconfitta in casa da un Bologna molto rimaneggiato. Non è bastato Beto. Sansone e Posch hanno firmato la vittoria rossoblù. Torino dalle stelle alle stalle. Lo Spazia con un rigore di Nzola (9 reti) ha fatto il colpaccio, risalendo la corrente. In coda la sconfitta interna della Cremonese col Monza (doppietta di Caprari) è stata un brutto scherzo di Galliani a Braida. Speranze di salvezza più lontane per i grigiorossi. Così è successo l’inevitabile: licenziato l’allenatore Alvini, ingaggiato Ballardini, mago delle salvezze. Ci saranno possibilità ? Aritmeticamente sì. Nel posticipo, la Samp giocherà a Empoli, cercando punti vitali. Squalficato Rincon. Fischietto a Santoro. Proibite le trasferte per due mesi ai tifosi di Roma e Napoli. Sabato ci sarà Salernitana-Napoli.

IL PECCATO D’ORGOGLIO DI MAX ALLEGRI

Il mondo del calcio è caritatevole. La rassegna dei media me lo conferma. Non ho mai visto tanta gente preoccupata della salute (della panchina) di Max Allegri. L’altra sera, dopo il 5 a 1, ho pensato al doloroso digiuno del livornese cresciuto a “5 a 5” – classico bocconcino labronico, 5 lire di pane con 5 lire di torta di ceci – dopo lunghe stagioni torinesi di ostriche e champagne. L’ho scrutato anch’io, il volto di Max, da sempre armato dell’aforisma di Metastasio: “Se a ciascun l’interno affanno/si leggesse in fronte scritto/ quanti mai che invidia fanno/ ci farebbero pietà”. Sembrava scritto per lui, invidiatissimo recordman degli scudetti, condotto a pietà da Osimhen e Kvaratskhelia. E invece ho visto il solito cinico produttore di calcio utilitaristico per nulla addolorato se non dall’involontario omaggio offerto al rivale Spallettone tradendo l’ideologia sparagnina con un tentativo di fare bel calcio al “Maradona”. Tanto nomini… E’ lì che si è rovinata la Juve, col peccato d’orgoglio del suo leader che l’uomo di Certaldo ha sfruculiato alla vigilia fino a indurlo in errore. La Juve degli otto successi consecutivi (di cui cinque 1-0) senza prender gol c’era, a Napoli, ma Allegri ha voluto lui pure esibire grande bellezza. Non possedendola, nonostante i bei nomi di illustri pedatori. Sono sicuro che cancellerà certi attacchi velleitari fin dal prossimo incontro con l’Atalanta, la vera rivale cui riproporsi con la solita ricerca del massimo risultato con il minimo gioco. A ben vedere, Pioli sta peggio di Allegri che con la Juve peggiore del decennio è sempre lì a battersi per entrare in Champions, il giusto traguardo. Il Milan “tricolore” mira per forza solo allo scudetto e pur senza far troppo rumore lascia a Lecce – a un onorevolissimo avversario – due punti preziosi. Se Allegri ha trovato un esercito di fustigatori – e se ne frega – Pioli è stato soccorso da medici pietosi che al prossimo giro sbagliato potrebbero scaricarlo con la stessa enfasi con cui è stato esaltato. Spero che il gran lavoro benfatto in questi anni a Milano abbia rinforzato il moderato Stefano e gli suggerisca d’ora in avanti passi calcolati con cinica destrezza. In fretta. La stessa fretta con la quale Simone Inzaghi ha capito che la vittoria della sua Inter sugli azzurri era soltanto un test per Mister Fantasy Spalletti. Il quale con il Napoli ha raggiunto la perfezione: vincere dando spettacolo. E non c’entrano il Giochista o il Risultatista: c’entra il manovratore di uomini che da realizzare la squadra. Mi viene da pensare – con tanti complimenti – al 3 a 0 inflitto al Liverpool dal Brighton del mio pupillo Roberto De Zerbi. Il grande Klopp gli ha dato una medaglia al valore. Io l’aspetto di ritorno in Italia con il suo calcio tradizionale e rivoluzionario insieme. Quello – mi pare di capire – che il Mondo Juve sta cercando da anni.

Messina Denaro, Mattarella si congratula con Carabinieri e Viminale

ROMA (ITALPRESS) – Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha telefonato al ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, e al comandante dell’Arma dei Carabinieri, Teo Luzi, per esprimere le sue congratulazioni per l’arresto di Messina Denaro, realizzato in stretto raccordo con la magistratura.

– foto ufficio stampa Quirinale –

(ITALPRESS).

Per ogni settimana di fumo si perde un giorno di vita

ROMA (ITALPRESS) – Venti sigarette al giorno riducono di circa quattro anni e mezzo la vita media di un giovane che inizia a fumare a 25 anni. Per ogni settimana di fumo si perde un giorno di vita. Si stima che di mille maschi adulti che fumano 250 saranno uccisi dal tabacco per patologie ad esso correlate. Lo dicono i dati del Ministero della Salute, ancora più allarmanti alla luce della diffusione del fumo. Secondo i dati del rapporto sul fumo in Italia, presentato nel 2022 dall’Istituto superiore di Sanità, quasi un italiano su quattro è un fumatore. Una percentuale che non era stata più registrata dal 2006. Dopo un lungo periodo di stagnazione, infatti, nel 2022 si è verificato un incremento di due punti percentuali ripartito tra i due sessi. Il fumo è uno dei temi affrontati da Stefano Centanni, direttore dell’U.O.C. di pneumologia, ASST – Santi Paolo e Carlo di Milano, intervistato da Marco Klinger, per Medicina Top, il nuovo format tv dell’agenzia di stampa Italpress.
“Tutto l’organismo – ha spiegato – è sensibile ai danni dal fumo, in maniera particolare l’apparato respiratorio e quello cardiocircolatorio”. Il fumo “è anche responsabile – ha affermato – di molte forme di tumore tra cui quello dello stomaco, quello dell’esofago e quello della vescica. Il fumo di sigaretta deve essere considerato il primo fattore di rischio evitabile nel mondo contemporaneo”.
Per Centanni “la lotta al tabagismo” è “difficilissima”. “Ogni 14 dollari che l’industria del tabacco spende per pubblicizzare a vario titolo il prodotto fumo di tabacco – ha detto -, soltanto un dollaro è speso dagli Stati e dai sistemi sanitari nazionali per attivare programmi di prevenzione del fumo di sigaretta”.
L’influenza può causare danno a livello respiratorio? “Generalmente è un danno temporaneo”, ha spiegato.
“L’influenza – ha proseguito – può dare polmoniti come il Covid, con minore frequenza e minore gravità, e può lasciare tosse che è legata a un’irritazione dei bronchi anche successiva alla guarigione. I pazienti maggiormente compromessi con patologie croniche hanno problematiche molto importanti legate all’infezione influenzale”.
Continua a crescere la diffusione delle sigarette a tabacco riscaldato. “Le sigarette elettroniche – ha affermato Centanni – non sono consigliabili. Non abbiamo alcuno studio serio e pubblicato che ci dica che la sigaretta elettronica non è pericolosa. Non c’è nessuno studio che dimostri che serve a smettere di fumare. Ci sono purtroppo dati che dicono che molti ragazzi accedono al fumo tramite la sigaretta elettronica”.
“Le donne – ha aggiunto – fumano più degli uomini. Nei teenager fumano più le ragazze dei ragazzi. Purtroppo il tumore del polmone sta diventando anche nel sesso femminile la principale malattia oncologica”.
Tanti fumatori credono che l’attività sportiva e l’alimentazione possano compensare i danni del fumo. “L’attività sportiva – ha spiegato – giova a tutto l’organismo. Se si mangia molta frutta, verdura, sostanze antiossidanti, questo giova. Però un fumatore non può pensare di risolvere il problema con l’attività sportiva”.
Anche in questo caso è meglio prevenire. “Sarebbe molto più facile astenersi dal cominciare piuttosto che poi smettere di fumare”, ha sottolineato. “Dico sempre ai miei pazienti – ha aggiunto – che smettere di fumare è una cosa molto seria quindi si deve provare quando si è fortemente motivati, anche ricorrendo a specialisti, a centri antifumo e a supporti farmacologici e psicologici che oggi sono estremamente efficaci”.

– foto Italpress –

(ITALPRESS).