MILANO (ITALPRESS) – La Roma con due gol su altrettanti calci piazzati beffa il Milan e rimonta, a San Siro, i rossoneri sul 2-2 grazie a un incredibile finale. Alle reti di Kalulu e Pobega, rispondono Ibanez e Abraham. La squadra di Pioli, ora a pari merito con la Juve, scivola a -7 dal Napoli, mentre i giallorossi tengono il passo della Lazio a quota 31. Pioli conferma l’11 di Salerno, Mourinho schiera contemporaneamente dal 1′ Pellegrini, Zaniolo, Dybala e Abraham. La prima occasione è dei rossoneri dopo due minuti: lampo di Leao sulla sinistra, cross in area per Tonali che di testa colpisce senza trovare la porta. Al 29′ ci prova Brahim Diaz da fuori area, ma il tiro è centrale e Rui Patricio riesce ad alzare in angolo. La Roma ha segnato sette gol su diciannove sugli sviluppi di un calcio piazzato, più di tutti in Serie A. A San Siro però è la squadra rossonera a sbloccare il risultato su corner: al 30′ batte Tonali, Kalulu si libera dopo un blocco e di testa supera il portiere portoghese, apparso tutt’altro che reattivo. Per la prima conclusione della Roma bisogna aspettare il 42′: Dybala apre sulla sinistra, Zalewski salta Calabria e cerca senza successo il secondo palo. Nel precedente turno di campionato il solo Rafa Leao ha fatto registrare più dribbling (4) della Roma intera (3). E sulla fascia del portoghese, Celik, Mancini (diffidato, salta la Fiorentina) e Zaniolo chiudono il primo tempo con un giallo sulle spalle. Sulla stessa corsia, ad inizio ripresa, ci prova Theo Hernandez con un tiro da fuori area, ma Rui Patricio in qualche modo respinge. La Roma fatica a ripartire, il Milan domina il possesso e trova lo spazio per calciare: al 61′ il tentativo è di Brahim Diaz, ma il tiro è largo. La partita è bloccata, al 72′ Tonali è ammonito per proteste e da diffidato salterà il Lecce. Il Milan al 77′ riesce a raddoppiare col contropiede perfetto: Leao parte sulla sinistra e premia il neo entrato Pobega, che non perdona Rui Patricio. Ma la beffa per il Milan è dietro l’angolo e la Roma rimonta con l’arma della casa. All’87’ Ibanez accende il finale con un colpo di testa vincente su palla inattiva. Nel recupero Abraham, dopo una parata di Tatarusanu su Matic, sempre su calcio piazzato, gela San Siro per il 2-2 definitivo.
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Rimonta Roma a San Siro, Milan bloccato sul 2-2
Il Napoli passa a Marassi: battuta 2-0 la Sampdoria
GENOVA (ITALPRESS) – Il Napoli ha riscattato il ko di San Siro e ha vinto 2-0 sul campo di una Sampdoria rimasta per quasi un’ora in inferiorità numerica (per il rosso diretto ai danni di Rincon). Una sfida decisa dalla rete di Osimhen nel primo tempo e dal rigore messo a segno da Elmas nel finale. Una partita aperta e chiusa dall’omaggio dei tifosi doriani per Gianluca Vialli e per Sinisa Mihajlovic, ricordati con cori, striscioni e con tanta commozione dal minuto di raccoglimento pre-gara al momento del triplice fischio. I giocatori di casa hanno effettuato il riscaldamento con la maglia numero 9 del “bomber” dello storico scudetto doriano. Poi, subito la gara si è fatta emozionante, con gli ospiti che al 3′ hanno beneficiato di un calcio di rigore, assegnato dopo il consulto al Var, a causa di un intervento in area di rigore commesso da Murru ai danni di Anguissa. Dal dischetto si è presentato Politano, che si fa però ipnotizzare da Audero, abile a respingere la sfera sul palo.
I padroni di casa si sono visti al 13′, quando Lammers ha appoggiato per Verre, che ha scagliato un gran sinistro dalla distanza sul quale Meret è stato bravo a deviare in angolo. Al 16′ è Audero ad alzare in corner un’incornata di Osimhen, arrivata dopo un cross dalla destra di Di Lorenzo. L’attaccante nigeriano si è riscattato al 19′: Mario Rui dalla sinistra ha messo una bella palla alle spalle di Nuytinck e Osimhen, in spaccata, ha beffato tutti, battendo Audero per l’1-0. Al 22′ Anguissa ha sfiorato il raddoppio. Per i liguri si è fatta notte fonda al 39′, quando Abisso ha espulso con un rosso diretto Rincon per gioco pericoloso appena fuori area sullo scatenato Osimhen.
Nella ripresa, gli uomini di Spalletti hanno controllato senza problemi il gioco. Al 34′ Vieira ha commesso un fallo di mano in area, inizialmente non sanzionato, con Abisso richiamato nuovamente al Var per poi assegnare il penalty. Dagli 11 metri Elmas ha spiazzato Audero, siglando il 2-0 che ha chiuso definitivamente la contesa. Il Napoli vola a 44 punti, a +7 sulla Juventus, attesa venerdì al “Maradona”. Critica la situazione della Sampdoria, ancora ferma in terzultima posizione, a quota 9, con 6 lunghezze di ritardo dalla zona salvezza.
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Musei, 400 mila accessi per le aperture del 26 dicembre e 1-2 gennaio
ROMA (ITALPRESS) – Il ministero della Cultura ha reso noti i dati relativi all’affluenza nelle aperture straordinarie dei musei e dei luoghi della cultura statali, registrate il 26 dicembre 2022, l’1 e il 2 gennaio 2023. Il numero complessivo di accessi è 400.353. Ecco i luoghi più visitati: Pantheon 60.803; Colosseo (solo Anfiteatro Flavio) 38.360; Foro Romano e Palatino 28.830; Parco Archeologico di Pompei 21.213; Gallerie degli Uffizi – Gli Uffizi 20.848; Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo e Passetto di Borgo 15.152; Gallerie degli Uffizi – Giardino di Boboli 13.733; Galleria dell’Accademia di Firenze 12.088; Reggia di Caserta – Palazzo Reale 10.329; Castel Sant’Elmo e Museo del Novecento di Napoli 8.157; Palazzo Reale di Napoli 8.151; Musei Reali di Torino 7.564; Museo Archeologico Nazionale di Napoli 6.351; Galleria Borghese 5.416; Certosa e Museo di San Martino 5.252; Palazzo Ducale di Mantova 4.718; Rocca Demaniale di Gradara 4.555; Musei del Bargello e Cappelle Medicee 4.429; Parco Archeologico di Paestum e Velia 4.296; Museo Storico e Parco del Castello di Miramare 4.155; Parco Archeologico di Ercolano 3.991; Museo di Capodimonte 3.716; Complesso Monumentale della Pilotta 3.633.
“L’impegno per tenere aperti i grandi musei e parchi archeologici nei giorni del 26 dicembre, 1 e 2 gennaio è stato premiato da una grande partecipazione di pubblico – ha commentato il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano -. È bello vedere tanta gente che corre ad apprezzare le opere della nostra nazione. Ringrazio il personale per questo sforzo. Tutto questo ci spinge a far sempre meglio con una svolta in termini qualitativi nell’offrire servizi sempre più moderni ed efficienti. Spenderemo bene e rapidamente quelle risorse che il PNRR mette a disposizione per migliorare il sistema museale”.
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La Lazio beffata nel finale, 2-2 contro l’Empoli
ROMA (ITALPRESS) – La Lazio non riscatta la brutta figura di Lecce e si fa rimontare dall’Empoli: 2-2 il risultato maturato nel finale, dopo il doppio vantaggio dei capitolini. In una partita dominata dai biancocelesti, avanti con i gol di Felipe Anderson e Zaccagni, uno per tempo, i toscani si riscattano con Caputo all’84’ e con Marin nel recupero.
La curva Nord è chiusa per un turno di squalifica, dopo i cori razzisti nella gara contro i salentini alla ripresa del campionato. Il resto dello stadio Olimpico, però, onora il ricordo di Sinisa Mihajlovic: in curva Maestrelli campeggia una gigantografia dell’ex biancoceleste recentemente scomparso.
La squadra di Sarri dimostra di reagire alla sconfitta contro i salentini: bastano due minuti per sbloccare la gara (con la complicità della deviazione decisiva di Caputo). Al 2′, sugli sviluppi del corner battuto da Luis Alberto, Felipe Anderson si prende il merito beffare il portiere avversario.
Al di là del gol, il primo tempo è tutto della Lazio, che protegge il vantaggio e va più volte vicina al raddoppio. Le occasioni più importanti sono tre: il potentissimo tiro di Immobile sopra la traversa, la conclusione sul fondo di Zaccagni e la rasoiata di Luis Alberto deviata in corner. La squadra di Zanetti non accenna a reagire neanche nel secondo tempo, anzi i biancocelesti trovano finalmente la rete del 2-0. Al 54′ è Zaccagni a mettere la firma sul gol, battendo Vicario di esterno destro dopo la ribattuta del tiro di Felipe Anderson. La Lazio sfiora il tris con il palo colpito da Milinkovic-Savic ma poi l’Empoli risorge. Prima accorcia le distanze con la rete di Caputo al 39′ poi ci crede fino allo scadere. Al 94′, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Marin infila il decisivo 2-2. I toscani si portano a quota 19. I biancocelesti rimpiangono i due punti persi al fotofinish e vanno a 31, tra i fischi del pubblico capitolino.
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Tanta pioggia ma niente gol, pari fra Spezia e Lecce
LA SPEZIA (ITALPRESS) – Sotto la pioggia battente finisce 0-0 lo scontro salvezza andato in scena al ‘Piccò tra Spezia e Lecce. Vince dunque l’equilibrio con le due squadre che hanno comunque dato vita a una gara bella e piena di occasioni da rete. Risultato che forse sta stretto ai padroni di casa dello Spezia, ma che viene invece accolto a braccia aperte dal Lecce (quarto risultato utile consecutivo in campionato). La gara stenta a decollare nei primi minuti di gioco ma, al 13′, sugli sviluppi di un corner, il Lecce sfiora il vantaggio colpendo nella stessa azione prima il palo e poi la traversa, rispettivamente con Blin e Gonzalez. Scampato il pericolo, lo Spezia prova a riorganizzarsi e, al 24′, i bianconeri mettono i brividi agli ospiti: sulla sinistra, azione personale di Bourabia e cross perfetto per la testa di Gyasi, che però spedisce incredibilmente il pallone sopra la traversa. Il Lecce non si lascia intimorire e, arginata l’offensiva spezzina, prova un nuovo affondo al 36′ con Gonzalez, ma Dragowski non si lascia sorprendere e salva il risultato spedendo il pallone in corner con un tuffo acrobatico. Nella ripresa sprint dopo appena tre minuti dei padroni di casa con la ripartenza di Nzola, ma Falcone è attento e respinge in modo vincente la conclusione dell’attaccante. La risposta del Lecce è immediata e affidata a Strefezza che, al 53′, dal limite dell’area costringe Dragowski agli straordinari. Nonostante la pioggia battente, il ritmo della gara cresce vertiginosamente e, tra il 58′ e il 60’, prima Nzola e poi Agudelo non riescono a sfruttare due ottime occasioni da gol. Gli ultimi minuti della partita sono combattutissimi ma gli sforzi profusi non valgono la rete del possibile vantaggio e la gara si chiude sul risultato di 0-0.
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Carburanti, Urso “Chiesto a Mister Prezzi monitoraggio costante”
ROMA (ITALPRESS) – “Ho già chiesto nelle scorse settimane a Mister Prezzi un costante monitoraggio con la collaborazione della Guardia di Finanza per realizzare un modello di controllo più efficiente e evidenziare subito ogni anomalia e ogni tentativo di speculazione, come sembra siano emersi in alcuni casi eclatanti e non giustificabili in questi giorni”. Lo afferma in una nota il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso.
“La prossima settimana – continua Urso – riunirò le associazioni dei consumatori per confrontarci sugli strumenti più idonei”.
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Vilhena risponde a Sanabria, Salernitana-Torino 1-1
SALERNO (ITALPRESS) – Finisce in parità il lunch match dell’Arechi tra Salernitana e Torino. Meglio gli ospiti nel primo tempo che passano con Sanabria, nella ripresa si svegliano i padroni di casa che con Vilhena trovano il gol del definitivo 1-1. Nicola ritrova Candreva, fa esordire dal primo minuto Nicolussi Caviglia e in attacco lancia Bonazzoli in coppia con Dia. Vlasic e Radonjic sono i due trequartisti scelti da Juric per sostenere la punta Sanabria. Tanto Torino e poca Salernitana nel primo tempo. Sugli sviluppi di corner le prime occasioni per Sanabria, che calcia alto con il sinistro, e Zima, che di tacco da pochi passi trova in opposizione il corpo di Ochoa. Il portiere messicano dei campani si supera poco dopo per respingere il tiro a botta sicura di Radonjic e successivamente è bravo anche in uscita a chiudere lo specchio sull’incursione di Vlasic. Un colpo di testa di Buongiorno va a pochi centimetri dal palo mentre anche Lukic prova a sorprendere l’estremo difensore avversario trovando la sua puntuale risposta. Il gol del Torino è nell’aria e arriva a 10 minuti dall’intervallo: cross perfetto di Lazaro dalla destra, inserimento con i tempi giusti e colpo di testa in torsione di Sanabria che insacca l’1-0. Vantaggio più che meritato per gli ospiti che prima della rete avevano rischiato solo su un lancio di Bonazzoli per Dia, chiuso dal provvidenziale intervento di Schuurs. L’unico tentativo verso lo specchio della Salernitana era stato invece di Candreva, parato a terra da Milinkovic-Savic. Prima di andare a riposo gli ospiti sfiorano anche due volte il 2-0 con Ochoa ancora decisivo su Vojvoda mentre è solo il palo a fermare l’incornata di Schuurs. Nella ripresa si parte con 10′ di ritardo per un problema al monitor del Var di bordocampo. La pausa prolungata fa bene alla Salernitana che torna in campo con tre attaccanti (dentro Piatek per Bohinen) e con un piglio decisamente diverso. Milinkovic si oppone a Dia ma non può nulla su Vilhena che al 4′ penetra per vie centrali, arriva al limite dell’area e chiude con un sinistro imprendibile sul primo palo. L’1-1 galvanizza l’Arechi e i padroni di casa credono nel ribaltone: Piatek calcia di poco a lato da buona posizione, Candreva si accentra e spara in porta ma il portiere respinge. Nel finale si placa la furia campana e si rivede il Torino, così Ochoa può mettere in cassaforte la palma di migliore in campo salvando il risultato sui neoentrati Miranchuk e Rodriguez. Il derby tra squadre granata finisce con un punto per parte.
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Italtennis battuta 4-0, agli States la prima United Cup
SYDNEY (AUSTRALIA) (ITALPRESS) – Ci voleva un’autentica impresa per ribaltare i pronostici della vigilia. E l’impresa, stavolta, non c’è stata. Gli Stati Uniti hanno battuto 4-0 l’Italia nella finale della “United Cup”, nuovo evento a squadre miste che ha dato il via alla stagione 2023 (questa prima edizione mette in palio fino a 500 punti per i ranking ATP e WTA e un montepremi complessivo di 15 milioni di dollari). Per il team statunitense, terza testa di serie, percorso netto: ha battuto Repubblica Ceca, Germania, Gran Bretagna nella fase a gironi e, in semifinale la Polonia (5-0 lo score). Nella notte italiana Martina Trevisan, n.27 WTA, ha ceduto per 6-4 6-2, in un’ora e mezza esatta di gioco, a Jessica Pegula, n.3 del ranking, un risultato forse un pò troppo severo per quanto fatto vedere in campo dall’azzurra almeno nel primo set. Sfortunato invece Lorenzo Musetti. Il 20enne di Carrara, n.23 ATP, è stato costretto a lasciare via libera a Frances Tiafoe, n.19 del ranking, ritirandosi dopo appena mezz’ora di partita e dopo aver perso il primo set per 6-2 per un problema alla spalla destra. Alla “Ken Rosewall Arena”, nell’Olympic Park Tennis Centre di Sydney, va al tappeto anche Matteo Berrettini, n.16 ATP, che si arrende per 7-6(4) 7-6(6), dopo una battaglia di due ore e un quarto, a Taylor Fritz, n.9 del ranking, perdendo la terza sfida su tre contro il californiano, capace così di regalare agi States il 3-0 che assicura la prima edizione della “United Cup”. A punteggio acquisito Lucia Bronzetti, n.54 WTA, è stata battuta per 6-3 6-2, in un’ora e 13 minuti, da Madison Keys, n.11 WTA, in quella che era il primo confronto tra la 24enne riminese di Villa Verucchio, che in semifinale contro la Grecia aveva firmato il punto della vittoria, e la 27enne di Rock Island, Illinois. Il doppio misto Martina Trevisan/Matteo Berrettini contro Jessica Pegula/Taylor Fritz non è stato disputato. Alla United Cup la squadra azzurra, quinta testa di serie, nella fase a gironi aveva superato Brasile e Norvegia per poi cedere alla Polonia ed essere ripescata per una migliore differenza set tra le squadre battute nelle finali cittadine (Perth, Brisbane, Sydney). In semifinale gli azzurri avevano eliminato (4-1) la Grecia, favorita numero uno del tabellone. Poi, il ko nel match per il trofeo contro gli Usa.
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