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L’Italia piange Vialli “Un grande uomo, lascia un vuoto incolmabile”

PALERMO (ITALPRESS) – Una fitta al cuore. Un dolore profondo, anche se purtroppo ormai atteso. Il tumore al pancreas diagnosticatogli nel 2017 non ha lasciato scampo a Gianluca Vialli, morto a soli 58 anni in una clinica di Londra dove era ricoverato da alcune settimane, dopo aver abbandonato il suo ultimo incarico, quello di capodelegazione della Nazionale, a causa del furioso ritorno di quell'”ospite indesiderato” che ha accompagnato l’ultimo periodo della sua vita. Vialli lascia la moglie Cathryn e le figlie Olivia e Sofia, ma è l’intero Paese, non solo il “suo” mondo del calcio e dello sport, a piangerne la scomparsa. Per il presidente del Coni, Giovanni Malagò, “lo sport italiano e il calcio in particolare oggi hanno perso un campione ma soprattutto un uomo tutto di un pezzo”. “Non dimenticheremo soprattutto l’uomo. A Dio Gianluca Vialli, Re Leone in campo e nella vita”, sottolinea su Twitter la premier Giorgia Meloni. “Gianluca era una splendida persona e lascia un vuoto incolmabile, in Nazionale e in tutti coloro che ne hanno
apprezzato le straordinarie qualità umane”, è il ricordo di Gabriele Gravina, numero 1 della Figc, che ha disposto un minuto di raccoglimento da osservare prima di tutte le gare dei campionati di calcio in programma nel prossimo fine settimana.
“Se n’è andato un amico, non di una vita ma della vita”, è il pensiero di Andrea Abodi, ministro dello Sport e “collega” di Vialli all’inizio del 2021. “Da quel momento – racconta, parlando dei suoi problemi di salute – regolarmente, era lui che mi mandava messaggi, anche vocali, per informarsi della mia salute e per darmi forza. Lui stava male, ma aveva pensieri buoni per me…e io non avrei potuto non averli per lui”. Cremonese, Sampdoria, Juventus, Chelsea. Le “sue” squadre hanno pubblicato ricordi toccanti dell’ex bomber e tecnico di Cremona, città che potrebbe intitolargli lo stadio. “Sarebbe una bellissima idea, che però vogliamo condividere con la famiglia e la città”, le parole del sindaco, Gianluca Galimberti. Marco Lanna, presidente della Samp, ha lanciato l’idea di un quadrangolare a scopo benefico proprio tra queste squadre. “Un trofeo Luca Vialli, vorrei che diventasse qualcosa di indelebile”, ha aggiunto parlando, commosso, dell’amico ed ex compagno di anni d’oro in blucerchiato “eravamo fratelli”. Dalla Samp alla Juve, due esempi su tutti: “Nostro Capitano. Mio Capitano. Sempre. Ciao Luca”, ha scritto Alessandro Del Piero. “Grande Luca, grande amico, rimarrai scolpito nel nostro cuore, non ti dimenticherò mai…GRAZIE MIO CAPITANO”, le parole di Marcello Lippi.
Tutti i club di A, numerosi anche di Premier League e Liga, tra cui Barcellona e Real Madrid, hanno postato un ricordo di Vialli. E la Nazionale italiana – dove ha vissuto la sua ultima, grande gioia calcistica vincendo da capodelegazione l’Europeo – ricorda l’abbraccio iconico con l’inseparabile amico Roberto Mancini, sul prato di Wembley, che “sarà una delle immagini di Gianluca Vialli che ci porteremo nel cuore per sempre”. E coloro che sono diventati campioni con lui a Londra non lo dimenticano di certo: da Bonucci a Florenzi, passando per Donnarumma, Immobile, Verratti, Insigne, Raspadori e Jorginho, il gruppo delle “notti magiche” inglesi ha un pensiero per lui. A proposito di “notti magiche”, quelle del 1990 hanno avuto come protagonista Totò Schillaci: “Non so dove tu sia ora che sei andato via, ma so per certo dove resterai per sempre. Grazie di tutto, buon viaggio compagno”, scrive.
Un pensiero per Vialli lo hanno anche altri grandi del passato, come Antonio Cabrini (“c’è poco da dire, solo pregare per Luca, ha smesso di soffrire”), Arrigo Sacchi (Un grande uomo”), e Pietro Vierchowod (“E’ venuto a mancare soprattutto un amico e una grande persona”), sentiti dall’Agenzia Italpress. Come Gianni Petrucci, presidente Federbasket, che si affida a una frase di Sant’Agostino per ricordare Vialli: “Quelli che amiamo, ma che abbiamo perduto, non sono più dove erano, ma sono sempre dovunque noi siamo”.
Carlo Ancelotti su Twitter: “Ciao amico mio”. Marco Tardelli saluta così: “Ciao Luca resterai sempre nei miei pensieri e
nel mio cuore come un grande e magnifico combattente…”. E poi ancora, tra gli altri, Andrea Pirlo, Antonio Conte, Ciro Ferrara, Walter Zenga, Billy Costacurta. Massimiliano Allegri e Josè Mourinho hanno fatto osservare un minuto di silenzio.
“Piangiamo un grande uomo di sport”, evidenzia Mauro Balata, presidente della Lega B; “lo ricorderemo per sempre come uomo che ha affrontato a testa alta una tremenda malattia”, sottolinea Lorenzo Casini, alla guida della Lega di A, facendo riferimento anche a Sinisa Mihajlovic, morto di leucemia il 16 dicembre. E la moglie dell’ex tecnico serbo, Arianna, posta una foto su Instagram di un vecchio Samp-Juve con entrambi in campo. “Sai quante partite lassù…”. Anche la Lega D, attraverso il presidente Giancarlo Abete, ha espresso il proprio cordoglio.
La fama di Vialli travalica i confini: Fifa e Uefa hanno inviato messaggi attraverso i propri canali social parlando di “leggenda italiana”.
Anche il mondo politico all’unisono nel ricordo di un simbolo del calcio italiano. Diversi ministri del Governo Meloni, il presidente del Senato Ignazio La Russa, leader dei principali partiti, deputati e senatori, presidenti di Regione: tutti d’accordo, a Londra se ne è andato un pezzo di storia.

– foto LivePhotoSport –
(ITALPRESS).

Bando Hydrogen Valley per rendere la Puglia un polo dell’idrogeno

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BARI (ITALPRESS) – Rendere la Puglia un polo dell’idrogeno trasformando le aree industriali dismesse in luoghi per la produzione di quello verde e rendendo possibili i progetti di decarbonizzazione. È l’obiettivo del bando Hydrogen Valley, pubblicato dalla Regione Puglia. Complessivamente, le risorse messe a disposizione sono pari a 40 milioni di euro a valere sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, Missione 2, Componente 2, Investimento 3.1 “Produzione di idrogeno in aree industriali dismesse”, finanziato dall’Unione Europea con Next Generation EU. L’avviso è rivolto alle imprese di tutte le dimensioni, che possono presentare la proposta progettuale in forma singola o congiunta e che abbiano la disponibilità di un sito industriale dismesso sul territorio pugliese. Per ogni progetto finanziato è prevista un’agevolazione massima di 10 milioni di euro.
Mediante l’attuazione di questi interventi, secondo quanto comunicato dalla Regione, si intende incentivare la produzione di idrogeno elettrolitico a partire da fonti di energia rinnovabile o dall’energia elettrica di rete, promuovere il riutilizzo delle aree industriali inutilizzate e favorire la ripresa delle economie locali.

Con l’energia green, quindi, ne beneficia l’ambiente e non solo. La diffusione dell’idrogeno verde permetterà di dare un impulso ai progetti di decarbonizzazione, soprattutto per quanto riguarda gli obiettivi della strategia regionale e quelli fissati in sede nazionale ed europea. I vantaggi sarebbero molteplici.
“Vogliamo che la Puglia, che è la prima regione italiana in termini di produzione di energie rinnovabili, diventi un Polo dell’Idrogeno”, ha affermato l’assessore allo Sviluppo economico della Regione Puglia, Alessandro Delli Noci. “Questo ci permetterà – ha proseguito – di ottenere immediati vantaggi che si rifletteranno nell’impiego nei trasporti locali, fino a giungere alla riduzione delle emissioni inquinanti e di gas climalteranti nell’industria”.

In base all’avviso, che scade il prossimo 24 febbraio, gli interventi ammissibili devono prevedere uno o più elettrolizzatori per la produzione di idrogeno rinnovabile e i relativi sistemi ausiliari necessari al processo produttivo, comprensivi di eventuali sistemi di compressione e di stoccaggio dell’idrogeno, oltre a prevedere uno o più impianti addizionali asserviti agli elettrolizzatori.
“La Regione Puglia – ha detto Delli Noci – ha fatto della strategia dell’Idrogeno un asse centrale della politica regionale. In un anno di intenso lavoro siamo riusciti ad ottenere, attraverso la candidatura della nostra proposta progettuale regionale a Progetto Bandiera 40 milioni di euro da destinare ai distretti dell’Idrogeno, le cosiddette Hydrogen Valley, ad avviare l’importante strumento dell’Osservatorio regionale sull’Idrogeno e a redigere la Strategia regionale sull’Idrogeno con gli stakeholder dell’Osservatorio e con i cittadini attraverso un processo partecipato”.

Grazie al bando Hydrogen Valley la Puglia compie ulteriori passi per la transizione ecologica ed energetica.
“Questo bando è uno dei primi importantissimi passi per fare realmente della Puglia il Polo dell’Idrogeno italiano”, aveva detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, al momento dell’approvazione dello schema di Bando tipo. “Accelerando la diffusione dell’idrogeno verde – aveva aggiunto – saremo sempre più vicini al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione fissati dalla strategia regionale ma anche da quella nazionale ed europea al 2030 e al 2050, a vantaggio dell’ambiente e della diffusione di energia green”.

foto: ufficio stampa Regione Puglia

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La regata delle befane taglia il suo 43^ traguardo sotto il ponte di Rialto

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VENEZIA (ITALPRESS) – La Regata delle Befane ha tagliato il suo 43esimo traguardo sotto la grande calza appesa sul Ponte di Rialto. Si è rinnovata questa mattina, sul Canal Grande, la tradizionale gara organizzata dalla Reale Società Canottieri Bucintoro. Nata nel 1979 dall’inventiva e dall’estro di Nino Bianchetto ed Enzo Rinaldo, l’iniziativa ha visto protagoniste cinque “Befane”, a bordo di altrettante mascarete colorate, sfidarsi a colpi di remi tra scialli e mantelle. “Anche quest’anno a Venezia la Befana è arrivata vogando – ha commentato Giovanni Giusto, consigliere delegato alla Tutela delle tradizioni – Un bellissimo appuntamento che grazie alla Reale Società Canottieri Bucintoro da quasi mezzo secolo è diventato momento di aggregazione, atteso anche da tante famiglie”.
(ITALPRESS) – (SEGUE).

La tradizione si è rinnovata anche nell’ordine di arrivo delle befane, con il campione in carica Riccardo Romanelli che ha tagliato per primo il traguardo sulla sua mascareta bianca. A contendergli il titolo di Befana sono stati Andrea Ciccarello (celeste), al secondo posto, seguito da Federico Bianchini (arancione), Sandro Inchiostro (verde) e Luca Simeone (mascareta rossa). Alla breve cerimonia di premiazione, con la consegna delle bandiere colorate, hanno preso parte anche la presidente del Consiglio comunale, Ermelinda Damiano, e il vicesindaco Andrea Tomaello. Come di consueto, la Regata è stata anticipata dal corteo acqueo delle imbarcazioni societarie che, alle 9.30, dai Magazzini del Sale, sede della RSC Bucintoro, hanno accompagnato le cinque befane finaliste sul campo di regata trasportando la calza gigante, simbolo giocoso dell’evento.

Alle 11 il via sul percorso di gara delle edizioni passate: partenza davanti al Palazzo della Banca d’Italia con il ponte di Rialto alle spalle, giro del paletto – boa volante – nei pressi dell’imbocco di Rio di San Polo e ritorno, con arrivo sotto la volta del ponte. Palmiro Fongher, vincitore di dodici edizioni della Regata Storica e vero e proprio monumento della voga a Venezia, è stato il giudice di gara, mentre Paolo Levorato, speaker della Regata Storica, ha intrattenuto gli spettatori raccontando la gara in diretta.

foto: ufficio stampa Comune di Venezia

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Lucchini e Zampini in un libro analizzano il futuro delle banche

ROMA (ITALPRESS) – Uno sguardo sulle banche del futuro, è questo in sintesi l’obiettivo del libro di Stefano Lucchini e Andrea Zampini “Il futuro delle banche. Vigilanza e regolazione nell’Unione Bancaria europea”. Gli autori ricordano cone c’era un tempo nel quale la regolazione delle banche avveniva “all’orecchio” dei banchieri. Una formula anglofona che forse si potrebbe tradurre in “moral suasion”, per cui tutto rimaneva nell’informalità e nella segretezza dei rapporti personali. Il parlare all’orecchio implica una riservatezza, nella quale il regolatore e il regolato condividono una strategia comunicativa e decisionale e, in un rapporto strettamente fiduciario, si vincolano al riserbo. Illuminante, a tal proposito, la vicenda della prima offerta pubblica di acquisto do azioni, avvenuta in Italia nel 1971, quella delle azioni Bastogi. Guido Carli, nelle sue memorie dal titolo Pensieri di un ex governatore, s rive di avere vittoriosamente contrastato il successo dell’iniziativa rifiutando di cedere le azioni Bastogi possedute dalla Banca d’Italia. “Lo feci – scrive – perchè l’operazione era schermata e non trasparente e il prezzo non congruo”.
I fatti di cronaca e quelle vicende hanno profondamente modificato le regole istituzionali, ma anche i processi decisionali della Banca d’Italia, il cui stile si è profondamente modificato con l’avvento di Mario Draghi. La scelta di avere posto al centro della disciplina bancaria i requisiti di patrimonializzazione, applicati in maniera incrementata e rigorosa, ha significato inevitabilmente – dietro l’apparente parità di trattamento – favorire le banche con ordinamenti come quello tedesco, nel quale la patrimonializzazione era più agevole e meno costosa. Nell’attività di regolazione dei mercati, inoltre, non contano solo le decisioni formali, ma sono al pari di queste rilevanti le prassi, le scelte informali, la dinamica tra istituzioni. Come scrive Sabino Cassese, questi aspetti, che pure non sono regolati o scritti da nessuna parte, sono, tuttavia, una parte fondamentale per comprendere gli incentivi, i processi di istruzione e assunzione delle decisioni dei corpi burocratici. Le banche italiane, tradizionalmente, non hanno impugnato le decisioni della Banca d’Italia. Nei casi, per il vero non numerosi, nei quali le banche o singoli amministratori hanno contestato di fronte ai giudici le decisioni della Banca d’Italia, i tribunali, civili e amministrativi, hanno normalmente confermato le decisioni dell’istituto. Molto raramente la valutazione discrezionale tecnica dell’autorità è stata messa in discussione.
Lucchini e Zampini si chiedono, allora, se sia possibile replicare questo modello di interazione, per molti aspetti virtuosa, anche con la Banca centrale europea. La nostra ragione e negativa. In primo luogo, perchè il rapporto e le regole d’ingaggio si sono profondamente mutate da quando le competenze di regolazione e controllo delle banche dell’area Euro sono state trasferite alla Banca Centrale Europea. Si è così realizzato un nuovo modello di integrazione e cooperazione amministrativa tra le banche centrali nazionali e la Bce, un sistema amministrativo non ancora sperimentato a livello comunitario. Si tratta, infatti, di una forma di cooperazione del tutto innovativa, che postula un’integrazione disuguale sia nel processo decisionale sia a livello operativo. Solo dopo un congruo periodo di rodaggio il sistema potrà dirsi a regime. I codici semantici sono tutt’altro che collaudati. Inoltre, tutte le nuove istituzioni burocratiche al loro nascere mostrano i muscoli e vogliono affermare il proprio ruolo, conquistarsi un proprio spazio e farsi rispettare. Questo ha prodotto comunicazioni abrasive tra la Bce e le singole banche; confronti personali ruvidi e molto orientati al fare emergere dissensi. Spesso gestiti da team compositi e non ancora rodati.
Un capo ufficio francese e tedesco possono avere visioni regolamentari e operative molto diverse. Come ha osservato Giuliano Amato, ciò non è il prodotto del carattere degli uomini, ma di codici culturali profondi e radicati nella cultura istituzionale della Francia e della Germania, che guarda con fiducia alla discrezionalità amministrativa e al potere pubblico, la prima, e che si affida allo stato di diritto e al rispetto delle procedure, la seconda. Alla Bce sono assegnati, in relazione ai compiti di supervisione, rilevanti poteri discrezionali. Ciò implica necessariamente l’esistenza di una zona grigia, spesso coperta da norme generalissime o di principio, la cui concretizzazione si realizza volta per volta a fronte di casi concreti. La questione appare a maggior ragione rilevante e potenzialmente problematica – a fronte della irresponsabilità civile, penale e amministrativa di cui godono la Bce e i vertici della vigilanza bancaria europea per gli atti compiuti bell’adempimento di doveri d’ufficio. Il potere della Bce di regolare le banche europee non si manifesta solo attraverso i provvedimenti formali, e sono stati compiuti passi nella direzione della regolazione informale. E’ interessante rilevare che questa informalità è tutt’altro che immune da possibili contestazioni. Ed è ragionevole chiedersi se sia possibile esporre queste raccomandazioni a una revisione formale.

foto: ufficio stampa Baldini e Castoldi

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Berlusconi “Manovra ha messo in sicurezza il Paese”

ROMA (ITALPRESS) – “Il 2023 comincia fra grandi difficoltà per molte famiglie e per molte imprese italiane, ma anche con la concreta speranza che il peggio sia alle nostre spalle. La manovra economica ha messo in sicurezza il Paese rispetto ai gravi effetti degli aumenti dell’energia, ora si tratta di passare alle riforme strutturali, a partire dal fisco, che è da alleggerire con il taglio graduale delle aliquote, dalla burocrazia che va snellita, dalla giustizia, che deve essere riformata secondo idee garantiste”. Così il presidente di Forza Italia in una intervista a Newsmediaset.

Foto: agenziafotogramma.it

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Allegri “Vialli un esempio per i giovani, ci mancherà”

TORINO (ITALPRESS) – “Prima di iniziare la conferenza stampa credo che sia doveroso ricordare il maestro Castano e Gianluca Vialli che è mancato questa mattina. Due uomini che hanno dato tanto al calcio, alla Juventus e alla Nazionale italiana. Chiedo di fare un minuto di raccoglimento in memoria di questi due uomini”. Massimiliano Allegri ha cominciato così la conferenza stampa alla vigilia di Juventus-Udinese che si è svolta stamattina all’Allianz Stadium di Torino. Di Vialli, in particolare, Allegri ha aggiunto: “Ha rappresentato tanto come giocatore ma come uomo. Per i giocatori più giovani, soprattutto, un esempio da seguire. Mancherà sicuramente a tutti noi”. In un clima dimesso, si è dovuto parlare anche di calcio e della gara della 17esima giornata di Serie A contro i friulani: “Indipendentemente dal fatto che torneremo a giocare davanti al nostro pubblico, abbiamo recuperato Di Maria, Paredes sta ritrovando condizione, Bremer è un pò affaticato ma c’è Rugani pronto a giocare ma la formazione la valuterò nel pomeriggio. L’Udinese è una squadra fisica, sta facendo un ottimo campionato, con giocatori straordinari in primis il nostro ex Pereyra. Sarà una partita complicata come tutte”.
Allegri ha poi parlato della possibilità che Soulè giochi la seconda gara di fila dopo Cremona: “Fisicamente sarebbe pronto ma devo valutare se può fare il quinto (di centrocampo, ndr) perchè le sue qualità sono più offensive. E’ un giocatore che ha grande quantità oltre che qualità. Sono contento di lui, di come sta crescendo. Ai giovani bisogna dare tempo per crescere”. Alex Sandro “domani dovrebbe rientrare. Sta bene. Domani tra Gatti, Rugani, Danilo e Rugani ne giocano tre”, ha spiegato l’allenatore livornese che su Chiesa ha aggiunto: “L’altro giorno è entrato dieci minuti dopo l’inizio del secondo tempo più recupero e alla fine è un tempo. Ha fatto bene fisicamente, gli serviva una partita del genere alzando i ritmi, sta crescendo, non so se riuscirò a farlo partire dall’inizio. Più avanti si va e più crescerà di minutaggio”.
Kean in attacco è un’ipotesi: “Quest’anno si è presentato molto bene, rispetto all’anno scorso è dimagrito sei chili. Ha una testa diversa e anche in campo ha una presenza diversa. Domani? Devo valutare se far giocare o lui, o Milik, o tutti e due insieme o se far partire Di Maria”. Per Cuadrado e De Sciglio, “domani è impossibile. Cuadrado nel giro di una settimana potrebbe essere di nuovo con la squadra. De Sciglio, Bonucci, Vlahovic, Pogba, nel giro di 15 giorni dovrei cominciare ad averli un pò con la squadra”. Nessuna illusione in chiave scudetto dopo la battuta d’arresto del Napoli a Milano con l’Inter: “In questo momento le prospettive scudetto non cambiano. Il Napoli è la favorita. Dopo 16 partite ha avuto uno stop e ci sta. Il Napoli sta facendo un’annata straordinaria. Poi c’è l’Inter, c’è il Milan, noi vogliamo rimanere tra le prime quattro e giocarci le nostre chance in Coppa Italia ed Europa League”, ha spiegato Allegri che ha annunciato la squadra in ritiro al J Hotel come da prassi: “Stasera rimaniamo in ritiro perchè oggi facciamo allenamento alle quattro. Stasera facciamo le cose come abbiamo sempre fatto”.
Infine una soluzione sui cambi da adottare in gare che ormai hanno anche recuperi lunghi: “Dipende un pò dalla partita – ha concluso Allegri -. Io cerco di dare equilibrio alla squadra. Poi giochiamo domani a distanza di 72 ore dalla partita precedente e bisogna avere anche un pò di fortuna”.

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Gravina “Vialli persona splendida, lascia un vuoto incolmabile”

ROMA (ITALPRESS) – “Sono profondamente addolorato. Ho sperato fino all’ultimo che riuscisse a compiere un altro miracolo, eppure mi conforta la certezza che quello che ha fatto per il calcio italiano e la maglia azzurra non sarà mai dimenticato. Senza giri di parole: Gianluca era una splendida persona e lascia un vuoto incolmabile, in Nazionale e in tutti coloro che ne hanno apprezzato le straordinarie qualità umane”. A dirlo in una nota il presidente della Figc, Gabriele Gravina.

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Vialli, carriera tra Cremonese, Samp, Juve, Chelsea e Italia

MILANO (ITALPRESS) – Cremonese, Sampdoria, Juventus, Chelsea e la maglia azzurra dell’Italia. Sono state queste le maglie con le quali Gianluca Vialli, scomparso oggi all’età di 58 anni, si è affermato ad altissimi livelli rientrando nella cerchia molto ristretta di calciatori (unico attaccante) che hanno vinto tutte le principali competizioni Uefa per club. Nato a Cremona il 9 luglio 1964, debutta tra i prof con la maglia grigiorossa in serie C nella stagione 1980-1981. Il debutto in B avviene a settembre 1981 e con la maglia della Cremonese totalizza 105 presenze e 23 gol in quattro stagioni, contribuendo con 10 gol in maniera decisiva alla promozione in A (Mondonico in panchina), dopo 54 stagioni, nella stagione 1983-1984. In estate passa alla Sampdoria di Paolo Mantovani, che attorno ai gemelli del gol Mancini-Vialli costruisce una grande squadra, protagonista di quegli anni in Italia e in Europa. Con la maglia blucerchiata rimane 8 stagioni totalizzando 328 presenze e 141 gol.
Ricco il palmares: scudetto, Coppa delle Coppe, 4 Coppa Italia, Supercoppa italiana, una finale di Coppa Campioni persa al supplementare a Wembley contro il Barcellona di Ronald Koeman, sua ultima apparizione in maglia Samp. Quindi passa alla Juventus di Baggio e Ravanelli (e poi di Del Piero), dove rimane per quattro stagioni con Trapattoni e poi con Lippi alla guida totalizzando 145 gare e 53 reti. Anche in questo caso ricco il palmares: scudetto, Champions League, Coppa Uefa, Coppa Italia e Supercoppa italiana. Nella stagione 1996-1997 approda al Chelsea, dove con Gianfranco Zola e Roberto Di Matteo forma un trio italiano di altissimo livello. In panchina c’è Ruud Gullit, che nel febbraio 1998 proprio a causa di dissidi con l’azzurro, si dimette e la società promuove nel ruolo di allenatore-giocatore proprio Gianluca Vialli che con la squadra inglese totalizza 78 gare e 40 gol da giocatore (più quasi due stagioni poi da allenatore), portando nel suo personale palmares Coppa delle Coppe, Supercoppa, Coppa d’Inghilterra, Coppa di Lega inglese.
Significativa la sua storia con la maglia dell’Italia di cui è stato anche capitano: 21 presenze e 11 reti con l’Under 21 (argento e bronzo agli Europei di categoria 1984 e 1986), quindi l’esordio il 16 novembre 1985 con la nazionale maggiore con cui colleziona 59 presenze condite da 16 gol. Gioca due Mondiali (1986 e 1990) e un Europeo (1988). L’azzurro torna prepotente nella sua vita quando nel marzo 2019 viene nominato ambasciatore italiano per gli Europei del 2020 e da novembre dello stesso anno diventa capodelagazione della Nazionale allenata dal suo grande amico Roberto Mancini. Iconico il loro abbraccio dopo la vittoria degli Europei nel 2021 a Wembley contro l’Inghilterra.
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