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Autonomia, Zaia “Chi è contrario è contro la Costituzione”

ROMA (ITALPRESS) – “Don Sturzo, siciliano, diceva orgogliosamente sono unitario ma federalista impenitente. La Costituzione è autenticamente federalista, quindi chi è contro l’autonomia è contro la Costituzione”. Così il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ospite a ‘Che tempo che fà su Rai3. “Se io fossi un governatore del Sud chiederei l’autonomia, che le competenze dello Stato mi siano attribuite per dimostrare ai cittadini che sono più efficiente dello Stato nel gestirle. Il vero tema è capire che il nostro Paese può fare una scelta di modernità se sceglie il federalismo, che è previsto dalla Costituzione”, ha aggiunto. “L’identità è il sale della politica ma non si deve trasformare in dogmi. Il governo ha iniziato da poco e dobbiamo attendere la fase operativa. La fase è complicata e con la legge di stabilità bisogna affrontare le priorità, come chi non ha lavoro. Buon senso ci dice che il reddito di cittadinanza così com’è non funziona, ma il buon senso ci dice altrettanto che c’è una parte di popolazione non occupata, a questa parte di popolazione abbiamo l’obbligo di pensare”, ha concluso.
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-foto agenziafotogramma.it-

Crosetto “Reddito cittadinanza non verrà tolto a chi non può lavorare”

ROMA (ITALPRESS) – “Il premier è stato molto chiaro, dobbiamo fare una manovra in una situazione economica che non dipende da questo governo e ha detto che l’obiettivo è mettere in sicurezza la parte più debole del Paese e le imprese. Il reddito di cittadinanza per chi non può lavorare non verrà tolto o toccato. A chi può lavorare e si rifiuta verrà tolto così come a chi magari per qualche mese lavorava in Italia e poi tornava nel suo paese. Il reddito di cittadinanza deve tornare a essere un modo per combattere la povertà come era”. Così Guido Crosetto, ministro della Difesa, ospite a ‘Zona Biancà su Rete4.
“La manovra è ancora in divenire, domani approda la prima volta in Consiglio dei ministri. Quella finale è quella che sarà approvata a fine anno. Si è deciso d’intervenire sulle emergenze più urgenti del sistema produttivo e delle famiglie più povere. I margini per intervenire su altro sono esigui, le risorse sono sempre più scarse, ma governare significa fare delle scelte e noi abbiamo scelto di affrontare emergenza bollette e caro energia di imprese e famiglie”, ha aggiunto.
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-foto Italpress-

Cdm paralimpica, a Egen vince la squadra azzurra sciabola maschile

EGER (UNGHERIA) (ITALPRESS) – Nell’ultima giornata della Coppa del Mondo Paralimpica di Eger l’Italia ha conquistato un primo e un terzo posto nelle gare a squadre. A trionfare sulle pedane ungheresi sono stati gli atleti della squadra italiana di sciabola maschile Edoardo Giordan, Matteo Dei Rossi e Gianmarco Paolucci, che hanno dominato la prova fin dall’inizio. Un risultato conquistato dopo con la vittoria in finale contro la Germania. Il terzo posto è invece arrivato nella prova di spada open. La squadra formata da Emanuele Lambertini, Gianmarco Paolucci, Veronica Martini e Rossana Pasquino ha prima superato la Corea 20-14, poi in semifinale ha ceduto alla Francia 20-17. Nella finale per il terzo gradino del podio gli azzurri sono riusciti ad avere la meglio sulla Polonia grazie alla stoccata decisiva del 20-19. Quarto posto, invece, per le fiorettiste Andreea Mogos, Loredana Trigilia e Alessia Biagini. Le azzurre avevano vinto il primo assalto nei quarti contro la Thailandia col punteggio di 45-37, ma sono state battute in semifinale dall’Ucraina 45-33. Nella “finalina” per il terzo posto la squadra italiana è stata superata dalla Georgia 45-33, perdendo così la possibilità di salire sul podio.
– foto Fis –
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Al via i Mondiali, Qatar ko all’esordio contro l’Ecuador

AL KHOR (QATAR) (ITALPRESS) – Un Mondiale da favola, da mille e una notte. Con una suggestiva cerimonia inaugurale, ha preso il via il Mondiale in Qatar: si sono visti cammelli, ballerini, guardie reali e si è capito il fascino del deserto. Le coreografie hanno illustrato un mondo diverso dal nostro. L’Oscar del cinema Morgan Freeman, dopo aver dialogato con un giovane qatariota affetto da una malattia che gli ha impedito la crescita degli arti inferiori, ha introdotto la cerimonia e ha detto che “Quel che ci unisce è più di quel che ci divide”. L’emiro Tamim bin Hamad Al Thani si è espresso con enfasi nell’augurare il benvenuto a tutti e ha detto che “è stato fatto un grande sforzo per il bene dell’umanità”. C’era anche l’Italia in questo “inizio” con Marco Balich a dirigere la cerimonia e Orsato a dirigere il match tra Qatar ed Ecuador allo stadio Al-Bayt di Al
Khor, conclusa 2-0 in favore di quest’ultima che ha fatto valere il maggior tasso tecnico mettendo in mostra Enner Valencia, autore di una doppietta. Gara senza molta storia, anche se il Qatar ha avuto un paio di ghiotte occasioni per segnare. E’ la prima volta che il Paese ospitante di un mondiale perde la gara di apertura della competizione iridata. Adesso per la selezione guidata da Sanchez Bas la strada è fortemente in salita, le altre avversarie sono Olanda e Senegal.
– foto Image –
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Gp Abu Dhabi, Isola “Degno finale di una emozionante stagione”

ABU DHABI (EMIRATI ARABI UNITI) (ITALPRESS) – “Abu Dhabi è stato il degno finale di una emozionante stagione di Formula 1”. Lo ha dichiarato il Direttore Motorsport Pirelli, Mario Isola, dopo il Gp di Abu Dhabi dove si è imposto il campione del mondo Verstappen davanti a Leclerc, secondo in campionato, di misura su Perez. “A Yas Marina abbiamo assistito ad una gara in cui l’ordine di arrivo è stato determinato dalla scelta di strategie differenti nell’utilizzo degli pneumatici. Una dimostrazione ulteriore di quanto il lavoro di Pirelli abbia contribuito a rendere il campionato avvincente e combattuto. Come ci aspettavamo, le squadre si sono divise tra strategia a una singola sosta e due pitstop. In generale, il degrado si è rivelato inferiore rispetto a venerdì, consentendo alle monoposto stint più lunghi. La mescola di gara è stata senza dubbio la Hard capace di portare la maggior parte dei piloti alla bandiera a scacchi. Martedì è il Pirelli Day, le scuderie rimarranno in circuito per testare gli pneumatici 2023 per la prima volta. Nonostante le vetture abbiano configurazioni diverse dal prossimo anno e i set up non ottimizzati per la nuova specifica, i team otterranno importanti feedback soprattutto sul tris di mescole più morbide, adatte a Yas Marina, e sulla nuova C1”.
– foto ufficio stampa Pirelli –
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Verstappen vince ad Abu Dhabi, Leclerc 2° in gara e nel Mondiale

ABU DHABI (EMIRATI ARABI) (ITALPRESS) – Max Verstappen chiude la stagione con una vittoria sulla pista di Abu Dhabi dopo il secondo titolo mondiale conquistato con la Red Bull. Secondo in gara e nel mondiale piloti il ferrarista Charles Leclerc. Terzo posto per l’altro pilota della Red Bull Sergio Perez. Subito fuori dal podio la Ferrari di Carlos Sainz davanti alla Mercedes di George Russel. A seguire Lando Norris (McLaren), Esteban Ocon (Alpine), Lance Stroll (Aston Martin) e Daniel Ricciardo (McLaren). Ultima gara della carriera per il quattro volte campione del mondo Sebastian Vetter (Aston Martin) chiusa al decimo posto. “E’ stata una stagione perfetta. Questa, invece, una bella gara, tutta incentrata sulla gestione delle gomme. Meglio le medie, con le dure sono arrivato fino alla fine” ha detto Verstappen al termine della gara.
“Ho dato il 110%. E’ stata una gara perfetta, l’unica possibilità di competere con la Red Bull e battere Perez era adottare una strategia diversa ed una gestione delle gomme molto buona. Strategia azzardata? Spero che l’anno prossimo saliremo un gradino ancora. Lavoreremo sul passo gara” ha affermato Charles Leclerc (Ferrari).
“Siamo arrivati vicini al secondo posto. Abbiamo dato tutto per questa stagione, sono sicuro che il prossimo anno saremo ancora più forti. Ci sono tanti aspetti positivi, grandi momenti, splendide battaglie. Vogliamo essere più forti” ha detto Sergio Perez.
“Avrei voluto fare qualche punto in più. La gara mi è piaciuta, è stato tutto uguale, solo il riscaldamento è stato un pò diverso. Oggi non abbiamo adottato la strategia migliore, peccato perchè avremmo potuto guadagnare di più nella classifica costruttori. Ho visto tante bandiere, tante facce sorridenti, La F.1 mi mancherà più di quanto mi manchi ora. Come mi sento? Un pò vuoto” commenta Sebastian Vettel.
– foto LivePhotoSport –
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Papa “L’indifferenza è un contagio letale”

ASTI (ITALPRESS) – “Gesù ci dà la possibilità di regnare nella nostra vita se ci arrendiamo al suo amore mite, che sempre ti perdona. Noi ci stanchiamo di perdonare, lui mai. Sempre ti rimette in piedi e ti restituisce la tua dignità. Dobbiamo amare lui, per liberarci dalla schiavitù dell’Io. Non abbiamo un Dio ignoto e lontano, è un Dio vicino, è lo stile di Dio la vicinanza. Non ha un altro stile, è vicino, misericordioso e tenero. Compassionevole”. Così Papa Francesco nell’omelia della funzione di celebrata nella cattedrale di Asti. Ricordando il passo del Vangelo sulla crocefissione di Gesù, Bergoglio ha ricordato: “E ora cosa possiamo fare? Il vangelo ci pone due strade: c’è chi fa lo spettatore e chi si lascia coinvolgere. Molti sono gli spettatori che guardano Gesù morire in croce, non cattiva gente, ma lo guardiano curiosi e indifferenti, senza chiedersi cosa possono fare. E’ il contagio letale dell’indifferenza. L’onda del male si propaga così, prima si prendono le distanze, poi ci si abitua, e si guarda dall’altra parte. E accade anche per la fede, se non c’è coinvolgimento, si diventa cristiani all’acqua di rose, sono quelli che non pregano e non si curano degli altri. Sono cristiani superficiali. Non siamo al mondo solo per salvare noi stessi, ma per intercedere e salvare gli altri. Oggi Gesù ci guarda a braccia aperte, sta a noi scegliere se essere spettatori o coinvolti”, ha concluso.
(ITALPRESS).
-foto xb2-

FEBBRE A 90 O INDIFFERENZA, INIZIA LA FAVOLA DEL QATAR

Questo Mondiale mi manca già tantissimo. Ritiro le armi con le quali ho (giustamente) sparato ai signori del Qatar che si sono comprati l’evento da Platini e Sarkozy – petrodollari loro – e cerco di entrare nella favola che da oggi tenteranno di raccontarci i pedatori di tutto il mondo, orfani dell’Italia Mammona che ha perso il volo per Doha e ha affidato a Mancini l’onere della crescita dei Pafundi minorenni. Il Mondiale mi manca davvero: da cronista, da appassionato, da lettore. Arrivato a Doha, non sarei caduto nella trappola del “qui non si beve birra”, che sembra un divieto esotico e invece è vietato anche in Italia (art.5 della legge 287/1991); avrei cercato nella faccia della gente la curiosità o il disinteresse di cui già si parla tanto senza aver visto ancora una partita, ed è certo solo lo stadio che può dirci se c’è la febbre a 90° di Nick Hornby o l’indifferenza di Moravia. A proposito del quale aggiungo che da lettore mi mancheranno molto i racconti che scrivevano i suoi colleghi dai Mondiali. Dico di Giovanni Arpino, Mario Soldati, Oreste Del Buono e di Manlio Cancogni – ho appena letto un suo ricordo stamane, m’è tornata in mente la taverna di Vigo dove sorseggiavamo bianco Alvarinho con Beppe Viola – dei bravi scrittori che trattavano il pallone con umiltà e amore.
Ecco, sono curioso della narrazione di questa grande festa, sessantaquattro partite in tv, fiumi di parole, opinionisti, rimpianti e esclamativi. Spero tanto che non mi raccontino fin d’oggi se il Qatar e l’Ecuador giocano il 4-3-3 sarriano, il 3-5-2 rejano, il 2-3-5 o il 4-4-2 del doppiogiochista Guardiola. Spero che tutti si ricordino che questo Mondiale, giocato dove forse non gliene frega niente a nessuno, diventa un prezioso documentario girato praticamente in uno studio dotato di tutte le attrezzature tecnologiche più avanzate, con le squadre più famose della storia, i campioni più acclamati del momento, così Infantino e quelli della Fifa possono farlo vedere a futuri acquirenti del mondo afroasiaticoindiano per futuri Mondiali esotici. Mi fido degli organizzatori, so che la regia farà la sua parte, penso che si affideranno agli amici del cuore – i francesi, già accolti come vincitori – bravissimi a trasformare una torre di pilastri e travi metallici imbullonati in un’opera d’arte firmata Eiffel, mentre noi gli abbiamo dovuto prestare Leonardo.
Aggiungo maliziosamente che la Francia – già beneficiata col PSG dalla Qatar Investment Authority di Hamas bin Khalifa al-Thani – sarà affettuosamente curata dagli organizzatori di famiglia. In un modo o nell’altro. Non a caso si pronostica comunque una finalissima…parigina Neymar-Mbappè, un Brasile-Francia che ci sta. Io penso piuttosto all’Argentina di Messi e Dybala ma tiferò per il Portogallo di Cristiano Ronaldo, il più grande, scappato da Manchester all’inglese poi esploso in una dura filippica contro l’United che l’ha umiliato e offeso. Sarà la prima volta che Golia si trasforma in Davide.