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Pareggio senza reti tra Cremonese e Udinese

CREMONA (ITALPRESS) – Finisce con un pari senza reti tra Cremonese e Udinese. La squadra grigiorossa torna a muovere di poco la classifica ma manca ancora una volta la prima vittoria in campionato, mentre quella bianconera resta incollata alle prime posizioni. Alvini sceglie la stessa formazione vista contro la Sampdoria per mettersi a specchio rispetto alla squadra di Sottil e ordina ai suoi giocatori di non scoprirsi troppo. Ne esce una gara chiusa con poche occasioni per parte. Al 4′ Carnesecchi para d’istinto su tocco ravvicinato di Deulofeu, ma è la prima e unica fiammata vera di una prima mezz’ora giocata a ritmi bassi da ambo le parti, con l’Udinese che si fa preferire nel palleggio ma non in grado di arrivare a conclusioni pericolose. Si vede qualcosa al 35′ quando Valeri avanza a sinistra e centra per Okereke che stacca di testa ma colpisce male e manda alto. Il finale è più di marca grigiorossa, con Buionaiuto ed Okereke che davanti si muovono molto e mettono in difficoltà i centrali avversari, ma il risultato al termine della prima frazione non si schioda dalla parità iniziale. La ripresa si apre con il forcing dell’Udinese ma al 4′ arriva lo slalom al limite di Buonaiuto che calcia a giro deviato da Silvestri in angolo con la mano: sul tiro dalla bandierina Aiwu di testa spedisce fuori. All’8′ Success di procura una punizione dai venti metri: calcia Deulofeu alto. Al 23′ cross di Buonaiuto, palla respinta fuori area per il tiro di Sernicola deviato in corner. Al 37′ si rivede l’Udinese con Samardzic che protegge bene palla al limite e calcia, ma Carnesecchi para. Nel finale la Cremonese prova ad avanzare ordinatamente ma rischia al 48′ su un veloce contropiede con palla per Deulofeu che calcia alto. Una prestazione convincente da parte dei grigiorossi anche se lo slancio in classifica per la corsa salvezza è rimandato ad altra data.
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Decide Cabral, la Fiorentina vince al 90′ a La Spezia

LA SPEZIA (ITALPRESS) – Tre punti corsari per la Fiorentina che passa al “Picco” contro lo Spezia, 1-2 il risultato, e torna a vincere in campionato dopo più di due mesi (l’ultimo successo era arrivato il 18 settembre contro il Verona). A decidere la sfida, nel finale, la rete siglata da Arthur Cabral, entrato in campo dal 77′. Liguri in dieci uomini dall’82’ per via del rosso diretto inflitto ai danni di Nikolaou, per gioco pericoloso. L’inizio della partita esalta lo sprint offensivo dei padroni di casa che, dopo appena due minuti, sfiorano la rete con Gyasi ma Terracciano si supera ed evita la rete con un gran intervento. La Fiorentina soffre la verve dei bianconeri e, al 7′, Gyasi salta Milenkovic e calcia da posizione defilata con Terracciano che risponde e salva la Fiorentina. La Fiorentina prova a riorganizzarsi e, al 14′, Italiano può festeggiare il vantaggio della sua squadra: corner calciato da Biraghi per Milenkovic che, preso il tempo a Holm, di testa infila per il vantaggio dei toscani. La rete mette le ali ai piedi viola che, tre minuti dopo, colpiscono il palo con Jovic. Incassato lo svantaggio, lo Spezia si tuffa all’attacco alla ricerca del pareggio e, al 23′, Nzola ci prova di testa; Terracciano però è in giornata di grazia e si oppone al tentativo dell’attaccante angolano. La viola arretra pericolosamente il proprio baricentro e, al 35′, lo Spezia perviene al meritato pareggio. Azione offensiva dello Spezia con Ekdal che di testa innesca Nzola; l’attaccante stoppa il pallone e con il sinistro firma l’1-1 che chiude il primo tempo. Nella ripresa ritmo e intensità visti nella prima parte di gara sono solo un ricordo e per assistere alla prima azione d’attacco bisogna attendere il 72′. Assist filtrante di Mandragora per Jovic che, elusa la marcatura, calcia angolato ma il pallone, seppur di poco, finisce a lato. Scampato il pericolo, lo Spezia si scuote e, al 75′, Strelec ci prova dal limite dell’area ma Terracciano si distende e neutralizza il pericolo. Lo Spezia resta in 10 all’82’ e la Fiorentina si riversa in attacco alla ricerca del gol vittoria, che arriva al 90′ con Cabral, che sfrutta una respinta corta dell’ex Dragowski e sigla la rete che regala i tre punti ai viola.
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Marì dimesso dall’ospedale, periodo di assoluto riposo

MONZA (ITALPRESS) – Pablo Marì è stato dimesso stamane dall’ospedale, ha fatto rientro a casa e inizia ora un periodo di assoluto riposo. Lo rende noto il Monza in una nota. “AC Monza ringrazia sentitamente il professor Osvaldo Chiara e tutti i professionisti del Trauma Center dell’Ospedale Niguarda di Milano”, si legge nel comunicato. Il 29enne difensore spagnolo, in prestito dall’Arsenal, è stato accoltellato in un centro commerciale ad Assago lo scorso giovedì. “Quando abbiamo saputo che Pablo era fuori pericolo abbiamo tirato un sospiro di sollievo. E’ stato un miracolo”, ha detto il tecnico del Monza, Raffaele Palladino, alla vigilia del posticipo di campionato contro il Bologna.
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Atalanta corsara al ‘Castellanì, Empoli battuto 2-0

EMPOLI (ITALPRESS) – L’Atalanta espugna il ‘Castellanì di Empoli per 2-0, stacca nuovamente l’Inter e scavalca momentaneamente in classifica Milan e Lazio, assestandosi al secondo posto. Un successo pienamente meritato quella della formazione allenata da Gian Piero Gasperini che ha trovato davanti a sè un avversario fin troppo rinunciatario ed in giornata davvero di scarsa vena. Serviva una risposta a Demiral e compagni dopo la sconfitta casalinga contro la Lazio ed è pienamente arrivata, per i toscani seconda battuta di arresto consecutiva e campanello d’allarme in chiave salvezza. L’Atalanta passa in vantaggio al 31′ con Hateboer, bravo a farsi trovare sul secondo palo dopo un tiro-cross di Lookman. I bergamaschi avevano legittimato il vantaggio con una iniziativa più vivace rispetto a quella compassata dell’Empoli, con Vicario che era stato costretto ad una doppia parata decisiva all’8 prima e al 16’, rispettivamente su Lookman ed Ederson. Non paga la scelta del tecnico azzurro Zanetti di schierare la sua squadra con un 4-3-3 che vede Pjaca e Bajrami agirare come esterni offensivi al fianco di Destro che di fatto, tranne che su una inopinata palla persa da Scalvini, non arriva mai al tiro. Gli ospiti in chiusura di tempo avrebbero anche la possibilità di raddoppiare, su calcio di rigore assegnato da Ayroldi per fallo di mano di Destro, ma dal dischetto Vicario è strepitoso coi piedi a disinnescare il tiro di Koopmeiners. L’Atalanta trova però il 2-0 poco prima dell’ora di gioco, al termine di un’azione strepitosa di Lookman che, ricevuto la palla in area, salta di fatto con finte e dribbling tutta la difesa dell’Empoli e batte Vicario. Il secondo tempo dei toscani è più generoso ma Musso di fatto è inoperoso anche perchè il tridente d’attacco guidato da Destro è davvero poco efficace. E così è l’Atalanta ad andare ancora vicina a segnare, e ci riuscirebbe anche se non fosse che Lookman, assist man nella circostanza, finisca in fuorigioco al momento della rete, poi correttamente annullata, a Zapata. Sempre per off-side nei minuti finali viene tolta all’Empoli la rete di Ebuehi dopo l’unico intervento del portiere ospite su conclusione di Walukiewicz. Finisce così 2-0 per gli orobici, che possono far festa al triplice fischio finale di Ayroldi insieme ai duemila sostenitori giunti da Bergamo.
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Papa “Nella vita non è mai tutto perduto”

ROMA (ITALPRESS) – “Nella vita non è mai tutto perduto. Per favore, mai tutto è perduto, mai. Sempre possiamo fare spazio al desiderio di ricominciare, di ripartire, di convertirci”. Così Papa Francesco durante la recita dell’Angelus in piazza San Pietro. “Fratelli, sorelle, ricordiamoci questo: lo sguardo di Dio non si ferma mai al nostro passato pieno di errori, ma guarda con infinita fiducia a ciò che possiamo diventare. E se a volte ci sentiamo persone di bassa statura, non all’altezza delle sfide della vita e tanto meno del Vangelo, impantanati nei problemi e nei peccati, Gesù ci guarda sempre con amore. Ci viene incontro, ci chiama per nome e, se lo accogliamo, viene a casa nostra. Allora possiamo chiederci: come guardiamo a noi stessi? Ci sentiamo inadeguati e ci rassegniamo, oppure proprio lì, quando ci sentiamo giù, cerchiamo l’incontro con Gesù?”, ha aggiunto.
“E poi: che sguardo abbiamo verso coloro che hanno sbagliato e faticano a rialzarsi dalla polvere dei loro errori? E’ uno sguardo dall’alto, che giudica, disprezza, che esclude? Ricordiamoci che è lecito guardare una persona dall’alto in basso soltanto per aiutarla a sollevarsi: niente di più. Soltanto in questo è lecito guardare dall’alto in basso. Ma noi cristiani dobbiamo avere lo sguardo di Cristo, che abbraccia dal basso, che cerca chi è perduto, con compassione. Questo è, e dev’essere, lo sguardo della Chiesa, sempre, lo sguardo di Cristo, non lo sguardo condannatore”, ha concluso il Santo Padre.
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L’Inter continua a vincere: 3-0 contro la Sampdoria

MILANO (ITALPRESS) – Una vittoria netta, la quarta consecutiva in campionato. L’Inter si impone 3-0 contro la Sampdoria grazie alle reti di De Vrij, Barella e Correa: due gol nel primo tempo, uno nella ripresa per archiviare nel migliore dei modi la pratica e rimanere nelle prime posizioni.
L’Inter sapeva benissimo che sarebbe stata una gara complessa, con una Sampdoria attenta in fase difensiva e chiusa a doppia mandata. I primi minuti sono scivolati via su un binario più consono ai doriani: ritmo spezzettato e parecchi falli, ma soprattutto errori e ritmi lenti. Serviva un episodio a sbloccare una gara complicata e la svolta è arrivata al 21′, su calcio d’angolo: De Vrij è stato abile a girare di testa un corner battuto da Calhanoglu evitando la marcatura di Ferrari. La firma d’autore sul match è arrivata sull’asse Bastoni-Barella, con un lancio perfetto del difensore centrale agganciato dal numero 23 e scaricato in rete alle spalle di Audero. Nella ripresa c’è stata una timida reazione da parte degli ospiti, ma già dopo 5′ l’Inter ha sfiorato la terza rete, arrivata poi al 28′ grazie a Joaquin Correa, partito dalla propria metà campo e arrivato solo davanti a un incolpevole Audero. Durante la gara gli uomini di Simone Inzaghi non hanno ricevuto il sostegno da parte della Curva Nord a causa della morte di Vittorio Boiocchi, di 69 anni, storico capo ultras del tifo interista: l’agguato è avvenuto a Milano prima della partita e, dopo aver ricevuto la notizia, sono stati vietati cori e striscioni. Inoltre il settore è stato abbandonato durante il secondo tempo. Nel prossimo turno Lukaku e compagni affronteranno la Juventus all’Allianz Stadium, per la Samp la sfida di Marassi contro la Fiorentina.
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Pole Verstappen in Messico, Sainz 5^ e Leclerc 7^

CITTA’ DEL MESSICO (MESSICO) (ITALPRESS) – Max Verstappen, al volante della sua Red Bull, conquista la pole position nel Gran Premio del Messico con il tempo di 1’17″775. Per il campione del mondo è la sesta pole stagionale, la diciannovesima in carriera. Al suo fianco, in prima fila, partirà la Mercedes di George Russell, secondo a 0″304, terzo tempo per Lewis Hamilton con l’altra Freccia d’Argento (+0″309) e in seconda fila in compagnia di Sergio Perez su Red Bull (+0″353). Deve accontentarsi della quinta piazza in griglia Carlos Sainz (Ferrari), in terza fila con Valtteri Bottas (Alfa Romeo), settimo Charles Leclerc con l’altra Rossa, quindi Lando Norris su McLaren e le due Alpine di Fernando Alonso ed Esteban Ocon a chiudere la Top Ten.
“Buona qualifica, combattuta, ho fatto qualche aggiustamento, essere in pole è fantastico – commenta Verstappen – Sarà una bella partenza, la macchina sarà veloce, speriamo in una gara divertente con tanta azione”. Un pizzico di rimpianto per Russell: “La macchina è fantastica e sono sicuro che lo sarà per tutto il week-end perchè il lavoro espresso sta dando i suoi frutti. La pole era alla portata, vorrei prendermi a calci da solo per il primo giro, terribile, che ho fatto. Però va bene così. Il circuito è adatto a noi”. Il più rapido sia nel Q1 che nel Q2, alla fine Hamilton deve accontentarsi della seconda fila: “Sono contento della posizione di partenza, secondo o terzo posto nella griglia non fa differenza, sono ottimi qui – minimizza – Le Red Bull sono veloci, ecco perchè è stata una prestazione fantastica. Adesso dobbiamo continuare a spingere”.
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Perla di Fagioli, la Juventus vince a Lecce 1-0

LECCE (ITALPRESS) – Un brodino caldo per una Juventus malata. Il Lecce ha resistito nel primo tempo mettendo a volte in ambasce i bianconeri, poi, nella ripresa, ha lasciato campo agli organizzatori di gioco di Allegri che hanno messo le tende nella metà campo pugliese. Senza strafare, ma con convinzione, la Juventus ha cercato quel golletto che voleva, è arrivato con Fagioli e poi lo ha difeso senza affanni nel finale. Allegri lo aveva anticipato ed infatti la Juventus si presenta al Via del Mare con un modulo differente. Non più il 4-3-3 ma un più prudente 4-4-1-1 con Soulè, McKennie, Rabiot e Kostic in mediana, Miretti alle spalle di Milik. Bianconeri propositivi in avvio ma il Lecce tiene bene il campo. Baschirotto mette il corpo (7′) su un tiro di Miretti, il Lecce guadagna campo, fioccano le ammonizioni (saranno 4) per i bianconeri che faticano a reggere il ritmo dei pugliesi. Al 27′ Cuadrado entra in area da destra ma il suo diagonale finisce sul fondo. Nel finale di tempo Strefezza ed Oudin cambiano fascia, la Juve colleziona due angoli di fila ma Falcone non deve fare gli straordinari su Rabiot (43′). Nella ripresa prima vera parata dell’estremo difensore dei salentini su colpo di testa di Gatti (4′) imbeccato da Cuadrado. La Juventus cresce, Milik e Miretti provocano qualche brivido in area giallorossa (8′), poi Gallo (10′) anticipa Milik in extremis. Falcone si oppone al polacco (19′) poi un colpo di testa di Kean finisce a lato. Al 27′ testa di Gatti alta. Due minuti dopo un destro a giro di Fagioli tocca il palo e finisce in rete: 0-1. Nel finale Baroni tenta il tutto per tutto, inserisce Rodriguez, Di Francesco e Colombo, raccatta qualche calcio d’angolo, e centra un palo con Hjulmand, troppo poco per poter pensare di poter pareggiare contro una Juventus che riparte da Via del Mare con qualche certezza ma ancora con tanti interrogativi.
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