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Corruzione in gare d’appalto nella sanità, 10 misure cautelari a Palermo

PALERMO (ITALPRESS) – La Guardia di Finanza di Palermo ha eseguito una misura cautelare, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di 10 persone, di cui 1 in carcere, 4 colpiti dagli arresti domiciliari e 5 destinatari di
obbligo di dimora e presentazione alla polizia giudiziaria.
Nei confronti di 3 dei destinatari dell’ordinanza cautelare, inoltre, sono state disposte misure interdittive della
durata di un anno.
Gli indagati sono accusati di corruzione, turbata libertà degli incanti, turbata libertà nel procedimento di scelta del contraente, riciclaggio, emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti. Con il medesimo provvedimento il G.I.P. ha disposto il sequestro di oltre 700.000 euro quale prezzo del reato di corruzione, nonchè, a carico di 3 società, il divieto di contrarre con la pubblica amministrazione per un anno.
Le indagini hanno tratto origine dagli approfondimenti investigativi svolti sull’enorme mole di risultanze acquisite nel corso dell’operazione “Sorella Sanità”, che, nel maggio del 2020, ha portato all’esecuzione di misure cautelari personali nei confronti di 13 persone, 7 dei quali (compresi due importanti
pubblici ufficiali con incarichi apicali nell’ambito della sanità siciliana) già condannati in primo grado con rito abbreviato a pesanti pene detentive.
Gli elementi acquisiti hanno consentito di individuare ulteriori presunti responsabili e di ipotizzare nuove ipotesi di corruzione e di turbativa relative a importanti procedure di gara in ambito sanitario, non ricomprese nella precedente indagine, il cui valore complessivo sfiora i 700 milioni di euro.

– foto: ufficio stampa Guardia di Finanza

(ITALPRESS).

Covid, cala incidenza e 3 regioni a rischio alto

ROMA (ITALPRESS) – Cala l’incidenza settimanale a livello nazionale: 448 ogni 100.000 abitanti (14-20 ottobre) rispetto a 504 ogni 100.000 abitanti (7-13 ottobre). Nel periodo 28 settembre-11 ottobre, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,27, stabile rispetto alla settimana precedente e superiore al valore soglia. L’indice di trasmissibilità basato sui casi con ricovero ospedaliero diminuisce leggermente, ma si trova ancora oltre la soglia epidemica. Sono i dati della Cabina di regia dell’Istituto Superiore di Sanità. Il tasso di occupazione in terapia intensiva è stabile al 2,4% (rilevazione giornaliera ministero della Salute al 20 ottobre rispetto al13 ottobre). Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale sale all’11% (rilevazione al 20 ottobre) rispetto al 10% (rilevazione al 13 ottobre). Tre Regioni/Province Autonome sono classificate a rischio alto, tutte e tre per la presenza di molteplici allerte di resilienza; altre 16 sono a rischio moderato e due classificate a rischio basso. Dieci riportano almeno una allerta di resilienza. Tre riportano molteplici allerte di resilienza. La percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti è stabile rispetto alla settimana precedente (10,5% vs 11%). Stabile anche la percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (54,7% vs 54%), come anche la percentuale dei casi diagnosticati attraverso attività di screening (35% vs 35%).
(ITALPRESS).
-foto agenziafotogramma.it-

Energia, da Consiglio Ue ok price cap temporaneo e acquisti congiunti

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – Di fronte all’uso dell’energia come arma da parte della Russia, l’Unione europea resterà unita per proteggere i suoi cittadini e le sue imprese e adotterà con urgenza le misure necessarie. Sono le conclusioni del Consiglio europeo che, alla luce della crisi in corso, ha convenuto come occorre accelerare e intensificare gli sforzi per ridurre la domanda, garantire la sicurezza dell’approvvigionamento, evitare razionamenti e abbassare i prezzi dell’energia per le famiglie e le imprese in tutta l’Unione, e che dev’essere preservata l’integrità del mercato unico. In particolare, è stata sottolineata la necessità dell’acquisto congiunto volontario di gas, ad eccezione dell’aggregazione della domanda vincolante per un volume equivalente al 15% delle esigenze in termini di riempimento, in base alle necessità nazionali, e l’accelerazione dei negoziati con partner affidabili per individuare partenariati reciprocamente vantaggiosi sfruttando il peso collettivo dell’Unione sul mercato e facendo pieno ricorso alla piattaforma dell’UE per l’energia, che è aperta anche ai Balcani occidentali e ai tre paesi associati del partenariato orientale.
Un nuovo parametro di riferimento complementare entro l’inizio del 2023 che rifletta in modo più accurato le condizioni del mercato del gas; un corridoio dinamico di prezzo di carattere temporaneo per le transazioni di gas naturale allo scopo di limitare immediatamente episodi di prezzi eccessivi del gas, tenendo conto delle salvaguardie del progetto di regolamento del Consiglio proposto il 18 ottobre 2022; un quadro temporaneo dell’UE per fissare un tetto al prezzo del gas utilizzato per la produzione di energia elettrica, compresa un’analisi costi-benefici, senza modificare l’ordine di merito, prevenendo nel contempo l’aumento del consumo di gas e tenendo conto degli impatti in termini di finanziamento e distribuzione nonchè del suo impatto sui flussi oltre i confini dell’UE.
(ITALPRESS).
-foto agenziafotogramma.it-

Bologna-Cagliari 1-0, emiliani agli ottavi di Coppa Italia

BOLOGNA (ITALPRESS) – Il Bologna stacca il pass per gli ottavi di finale superando meritatamente il Cagliari al Dall’Ara per 1-0. A decidere la gara è una sfortunata autorete di Obert nella ripresa, innescata da un’incornata dell’ex di turno Lykogiannis. La prima chance dell’incontro è per i locali, con Sansone che va al tiro con il mancino al 6′ e trova pronto Aresti al salvataggio in tuffo. Al 27′ è Bonifazi a provarci di testa in seguito a un angolo calciato da Barrow, ma Aresti è ancora attento e devia a lato. Al 33′ è ancora Sansone a tentare con il sinistro dalla media distanza, ma Aresti respinge nuovamente. Gli ospiti si svegliano al 37′ e vanno vicini al vantaggio quando Barreca calcia d’esterno sinistro dai 20 metri con la palla che si stampa sulla traversa. Tre minuti dopo, gli uomini di Thiago Motta vanno a segno con Schouten ma l’arbitro annulla per fuorigioco dopo la segnalazione del Var. Si va al riposo a reti inviolate.
Gli emiliani si presentano nella ripresa con tre volti nuovi in campo e alzano subito la pressione. All’8′ Schouten conclude di destro dalla distanza, ma Aresti si distende e devia in tuffo.
Al 23′ Obert buca un intervento difensivo spianando la strada al neo entrato Soriano, che spara addosso ad Agresti che salva in angolo. Dalla bandierina si presenta Orsolini che crossa sulla testa di Lykogiannis, il quale trova la fortunosa deviazione di Obert che infila imparabilmente Aresti per il meritato vantaggio della squadra di casa. I sardi di Liverani non reagiscono e al 40′ ci vuole ancora Aresti a salvare il 2-0 su un tentativo con il destro dal limite di Sansone. In pieno recupero è Dominguez a mangiarsi il possibile raddoppio e il risultato non cambierà più, con il Bologna che può dunque festeggiare il passaggio del turno. A gennaio, i rossoblù se la vedranno contro la Lazio agli ottavi di finale.
– foto LivePhotoSport –
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I rigori puniscono l’Ascoli, Sampdoria avanti in Coppa

GENOVA (ITALPRESS) – La Sampdoria elimina l’Ascoli ai rigori in un match valido per i sedicesimi di Coppa Italia e raggiunge la Fiorentina agli ottavi di finale. Al Ferraris si chiude sul 2-2 dopo 120′: Donati apre nei supplementari, Caputo risponde a tre dalla fine. Ma dagli undici metri è Contini l’eroe della serata con la parata al collega Guarna dopo una serie lunghissima. Un sospiro di sollievo per Stankovic che conferma solo due elementi dell’undici sceso in campo contro la Roma. Tra questi c’è anche Rincon, ma è una scelta legata al forfait nel riscaldamento di Vieira. Un problema in più per i blucerchiati in una serata che dopo 10′ sembra partire nel modo giusto. Sabiri lavora un pallone sulla trequarti e apre un’autostrada per Verre che col sinistro in corsa trova il diagonale vincente. L’Ascoli resta in partita e al 33′ colpisce con Collocolo. Gran parte del merito del gol dell’1-1 però è di Botteghin che dalla difesa sfrutta una prateria in zona centrale e premia l’inserimento in area del 22enne che a tu per tu con Contini non sbaglia.
Nella ripresa Stankovic corre ai ripari con un triplo cambio: dentro Caputo, Djuricic e Villar; fuori Quagliarella, Pussetto e Rincon. Al 48′ Sabiri tenta il secondo assist della serata: scarico centrale per Verre che col destro non inquadra la porta. Al 65′ Stankovic richiama il marocchino e si gioca la carta Gabbiadini, che ci prova subito con un tiro potente ma centrale. Nel finale è il neo entrato Gondo ad affacciarsi pericolosamente in area blucerchiata: prima con un colpo di testa sull’esterno della rete, poi con un’iniziativa individuale fermata dall’uscita di Contini. Si va ai supplementari e al 103′ Bidaoui ha la palla gol da 4 metri ma Ferrari salva col ginocchio sul tiro a botta sicura. Ma il gol dell’Ascoli è rinviato al 110′: Gondo fa a sportellate in area e offre un rigore in movimento a Donati che non sbaglia. Ma al 118′, su cross di Augello, c’è il 2-2 di testa di Caputo che trascina la contesa ai rigori. Per la Samp sbagliano Villar e Caputo. Per l’Ascoli Falasco, Caligara e il portiere Guarna dopo una serie infinita. Stankovic, seppur ai rigori, conquista la prima vittoria sulla panchina blucerchiata.
– foto LivePhotoSport –
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Letta “Se il Governo non sarà europeista non durerà”

ROMA (ITALPRESS) – “Noi spingiamo perchè ci siano scelte nazionali anche per il tetto al prezzo del gas, stanno crescendo le diseguaglianze, il nostro paese ha bisogno di risposte efficaci su questo terreno”. Lo ha detto il segretario del Partito Democratico, Enrico Letta, al termine delle consultazioni con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “Noi saremo convintamente opposizione in Parlamento, un’opposizione rigorosa e ferma – ha aggiunto -, a partire dalle tre questioni principali: lavoro, diritto e ambiente. Su questi punti saremo vigili, non accetteremo arretramenti e ambiguità”.
“Su giustizia, sanità e le altre questioni non vogliamo sentire ambiguità, in questo momento si deve essere chiari sul fatto che il nostro Paese deve avere un governo in continuità con l’alleanza europea e atlantica – ha poi sottolineato Letta -. Il governo che sta per nascere deve stare senza ambiguità sulla condanna ferma alla Russia, e sul sostegno al popolo ucraino – ha aggiunto -, esprimo grande preoccupazione per quanto successo in questi giorni, si è resa più marcata la divisione interna alla maggioranza, è emerso come ci siano strade diverse, amicizie diverse”.
“Le parole del presidente Fontana e di Berlusconi fanno suonare un campanello d’allarme sulla posizione dell’Italia”, ha detto ancora Letta, che ha ribadito: “In questa legislatura abbiamo intenzione di difendere la Costituzione e i principi fondamentali, saremo contrari a stravolgimenti dell’impianto della nostra Costituzione”.
“Il governo che nascerà o sarà europeista e atlantista o sarà un governo non in grado di durare, l’Italia deve essere un Paese affidabile, quindi non deve cambiare campo”, ha proseguito l’ex premier.
“Le parole del presidente Berlusconi sono gravissime e rappresentano un vulnus per l’affidabilità del paese – ha aggiunto – e sono un vulnus gravissimo anche gli applausi di sottofondo. Quella non può essere la linea di politica estera del nostro Paese, sarebbe una linea politica pericolosa”.

– foto ufficio stampa Quirinale –

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Gas, Draghi “Stati dell’Unione devono salvaguardare il mercato interno”

STRASBURGO (FRANCIA) (ITALPRESS) – “Il rischio è quello di una frammentazione del mercato che può avere riflessi negativi sull’unità europea se i Paesi che hanno maggior spazio fiscale operano in autonomia. Oltre alle ricadute sui prezzi, il premier ha ricordato la fase di recessione che l’Europa sta per attraversare”. Lo ha detto il Presidente del Consiglio Mario Draghi, nel corso del suo intervento nella sessione iniziale del Consiglio Europeo su “Energia e Economia”, sottolineando l’urgenza di adottare misure che incidano sulla dinamica dei prezzi, quali l’introduzione di un “price cap” e una Riforma del Mercato elettrico. Per Draghi “gli Stati Membri devono avere una capacità di spesa comune per difendere level playing field. Non è una questione di solidarietà ma di salvaguardia del mercato interno”, ha sottolineato il premier durante la discussione. Draghi ha anche insistito sull’urgenza di un fondo comune considerevole utilizzabile non solo per investimenti, ma anche per mitigare i prezzi.

Foto: agenziafotogramma.it

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Il welfare aziendale una risposta al crollo demografico in Italia

MILANO (ITALPRESS) – Un’emergenza tra le più drammatiche e cogenti, eppure tra le meno raccontate e affrontate, anche dalla politica. Il crollo demografico che sta colpendo l’Italia, però, non è certo un fenomeno che può sorprendere, non è infatti una novità semmai una tendenza e per questo non deve cogliere impreparati. Se si parte dal presupposto che ogni componente della società, dagli individui alla collettività organizzata, giochi un ruolo decisivo nella partita della natalità, allora diventa subito chiaro che attraverso il welfare aziendale questo problema può trovare risposta. Per fortuna, le imprese si stanno dimostrando sempre più consapevoli. Riflessioni che sono state affrontate durante l’evento “La trappola della natalità. Il welfare aziendale per uscirne”, ospitato da Intesa Sanpaolo nella sede di via Monte di Pietà a Milano. L’appuntamento prende il titolo dal quasi omonimo libro dei giornalisti Luca Cifoni e Diodato Pirone (“La trappola delle culle. Perchè non fare figli per l’Italia è un problema e come uscirne”, Rubbettino, 2022): a discutere con loro sono intervenuti Luciano Malfer, direttore dell’Agenzia per la Coesione Sociale della Provincia autonoma di Trento, Patrizia Ordasso, responsabile degli Affari sindacali di Intesa Sanpaolo, Agnese Vitali, professore associato di demografia all’università di Trento, Maurizio Zordan, Ceo dell’azienda vicentina Zordan di Valdagno.
In Italia, spiega Pirone, “siamo passati da 60.5 milioni di abitanti di 7-8 anni fa ai meno di 59 milioni attuali, arriveremo a circa 55 milioni entro la fine del decennio e siamo destinati a ridurci, alla fine di questo secolo, a 37-38 milioni. Stando come stanno le cose non abbiamo le capacità di recuperare. E’ un’ottima notizia che il nostro paese sia uno dei più longevi nel mondo occidentale però questo effetto, accompagnato dall’effetto sfavorevole lato nascite, crea uno squilibrio”.
Uno squilibrio sicuramente amplificato dal Covid nel 2020, fatto sta che nel 2021 in Italia sono nati 399.000 bambini contro i 740.000 nati in Francia. Gli italiani fanno meno figli, ma soprattutto – a causa del crollo delle nascite nei decenni scorsi – sono pochi i genitori potenziali. Ecco quindi come siamo finiti nella ‘trappola demograficà, avvisano gli autori: una spirale distruttiva che porta con sè un’economia più debole, imprese poco innovative, pensioni insostenibili, scuole chiuse e territori desertificati. In una parola, il declino. Il libro prova a spiegare cosa è successo e propone nove azioni per stimolare persone, politica, amministrazioni e aziende a recuperare la necessaria “connessione emotiva con la società” e, per questa via, a investire sulla natalità.
“Il welfare aziendale è fondamentale per affrontare tutte le esigenze delle persone che lavorano nel Gruppo – racconta Patrizia Ordasso, responsabile degli Affari sindacali di Intesa Sanpaolo a Italpress – noi abbiamo un sistema di welfare integrato che quindi analizza i vari bisogni e cerca di andarvi incontro. Sul tema della genitorialità, negli anni abbiamo fatto iniziative innanzitutto per favorire la fruizione dei permessi da parte dei padri perchè è un modo anche per agevolare il lavoro femminile e permettere ai padri di aiutare nella cura dei figli. Perciò – prosegue – abbiamo esteso i permessi di legge nel caso di nascita di un figlio, abbiamo maggiorato la retribuzione per i congedi parentali per i padri prevista dalla legge e poi abbiamo creato dei pacchetti aggiuntivi nel caso di nascita di figli: per i giovani che entrano nel gruppo Intesa Sanpaolo, entro i primi dieci anni dall’assunzione c’è un bonus figli, un bonus casa e abbiamo deciso da quest’anno, assieme ai sindacati, di versare tutti gli anni un bonus in previdenza perchè bisogna pensare anche al futuro dei figli sin da quando nasconò.
Poi, aggiunge, “abbiamo una serie di iniziative fatte non direttamente da Intesa Sanpaolo ma dal fondo sanitario che agisce in funzione di prestazioni sanitarie, dal circolo ricreativo che organizza attività e supporto ai genitori del gruppo sin da quando i bambini sono piccoli, quindi anche la possibilità di recuperare babysitter, abbiamo asili aziendali e convenzioni con asili per supportare i genitori, inoltre cerchiamo di analizzare con i sindacati le situazioni emergenti”.
Sono misure che i dipendenti dimostrano di apprezzare: “Sì, è un’esigenza che i colleghi colgono e sfruttano. Solo a maggio, ad esempio, abbiamo esteso i congedi per i padri anche ai figli dei coniugi, inclusi quelli delle unioni civili, perchè le nostre famiglie sono in movimento. Solo ieri abbiamo firmato degli accordi per estendere permessi e agevolazioni economiche per figli anche agli affidi temporanei. Erano già ricompresi gli affidi preadottivi, ieri abbiamo esteso anche ai temporaneì. Quanto allo smart working, ‘noi lo facciamo dal 2015 ormai in modo diffuso. Siamo in trattativa con i sindacati per una revisione degli strumenti di lavoro flessibile e la possibilità di articolare l’orario in modalità che vadano incontro alle necessità delle famigliè.
‘E’ difficile uscirne senza pianificare – evidenzia Cifoni parlando con Italpress – il concetto è che serve agire prima di tutto sul fronte culturale, prendere atto che c’è questa emergenza. Questa è la prima azione da fare. E poi occorre mettere insieme gli strumenti coi vari attori. Lo stato deve fare la sua parte col sostegno economico che è importante ma da solo non basta. La società deve fare la sua parte e le imprese hanno un ruolo decisivo. Ci sono – prosegue – anche alcuni fattori culturali come il ritardo che abbiamo nel nostro paese sulla divisione dei ruoli tra uomo e donna all’interno della famiglia, un fatto che la letteratura scientifica dimostra che scoraggia la natalità perchè questa viene caricata spesso sulla parte femminile. Poi ovviamente c’è un tema di immigrazione, che è delicato ma va affrontatò.
Non meno “c’è un tema di lavoro femminile perchè laddove ce n’è un più alto tasso anche la natalità è migliore” e uno che riguarda “le nuove famiglie: le famiglie tradizionali sono una minoranza in questo paese perchè recentemente le unità familiari formate da una sola persona hanno superato la tipologia coppie con figli, quindi dobbiamo prendere atto di questa situazione e affrontarla nel mondo realè.
Il mondo reale, ragiona ancora Cifoni, è quello che interpella e dovrebbe dunque nutrire l’agenda politica: ‘Anche nella recente campagna elettorale c’è stata una certa attenzionè al tema della natalità. Dopodichè, però, “la politica spesso ha un orizzonte ristretto che va ai prossimi sei mesi, al prossimo anno, quando va bene alla legislatura, mentre la demografia di per sè ha un orizzonte decennale o anche di più. Serve quindi riuscire a capire che alcuni problemi vanno affrontati in maniera strutturale e non improvvisato, con tempi che purtroppo a volte non coincidono con quelli della politica. Ogni interesse, tuttavia, vista la situazione in cui versiamo, è positivò. “L’aiuto dello Stato è strategico ma non è sufficiente”, rimarca Pirone, secondo il quale è essenziale il contributo di “ogni molecola della società, i sindaci con la costruzione di più case popolari, le famiglie con il ritorno a una cultura della protezione dei bambini, le imprese che devono aiutare i dipendenti che desiderano procrearè.
E quindi il monito: “Ogni settore della società si deve sentire mobilitato. Dobbiamo capire che, se continuiamo a diminuire come popolazione, i danni saranno rilevanti e riguarderanno tutti”.
“I segni c’erano – interviene a rinforzo la demografa di Trento Agnese Vitali – e la situazione si poteva prevedere, ora finalmente se ne inizia a parlare”. Vitali illustra la “previsione inquietante” proposta da Istat un mese fa sul futuro della popolazione, con più anziani e famiglie più piccole, ma nota poi che “c’è margine per le politiche pubbliche per intervenire”. E cita il caso virtuoso delle province autonome di Trento e Bolzano, “uniche due a fecondità non bassa”, dove addirittura la media di figli nati per donna ha superato il dato di Svezia e Danimarca. Com’è stato possibile? I motivi sono molteplici, Vitali ne menziona tre: l’occupazione femminile più alta, la copertura di servizi per la prima infanzia estesa più che altrove, un mix di politiche pubbliche che funziona, dall’assegno unico universale che “esiste da molto tempo” ai congedi facoltativi per padri. Malfer, esperto di politiche famigliari tra i più accreditati in Europa, conosce bene la realtà trentina e sintetizza: “Oggi in Trentino il 40% della popolazione dipendente lavora in aziende che hanno adottato piani per la conciliazione del tempo vita-lavoro. I benefici si vedono dentro l’azienda” ma non solo perchè se “aumenta occupazione femminile, aumenta la natalità”, il che si traduce anche in un “fattore di competitività” per le imprese. Concorda Zordan, che rilancia: “Le aziende devono entrare in migliore connessione con il paese. Se queste si mettono in sintonia con la cultura del territorio, le persone non le rifiuteranno certamentè.

– foto xa1/Italpress –
(ITALPRESS).