SABAUDIA (ITALPRESS) – Archiviato con soddisfazione l’Europeo di Monaco di Baviera, l’Italia del canottaggio è già tornata al lavoro sulle acque di Sabaudia per preparare il Mondiale di Racice (Repubblica Ceca). La rassegna iridata andrà in scena dal 18 al 25 settembre e sarà il fiore all’occhiello di una stagione di transizione in un inedito triennio olimpico. Il gruppo azzurro ha raccolto un bottino soddisfacente in Germania: le barche principali chiamate a fare risultato, come i doppi pesi leggeri delle medaglie olimpiche, non hanno tradito le attese e si sono piazzate sul podio. Tra i risultati di spicco anche il bronzo dell’otto maschile, che si è presentato in gara avendo in organico il quattro senza reduce dalla medaglia di bronzo a Tokyo. “Abbiamo intrapreso questo percorso a metà anno – spiega Matteo Lodo – siamo passati da una buona gara a Lucerna e poi dopo aver messo a punto qualcosa siamo stati in grado di prendere una bella medaglia all’Europeo. Durante questo raduno abbiamo fatto un buon lavoro e siamo carichi per il Mondiale”.
Tra le barche protagoniste della recente rassegna continentale anche il quattro di coppia maschile che dopo il meritato oro si prepara con fiducia alla gara di Racice, come racconta Giacomo Gentili: “Abbiamo conquistato una bella vittoria a Monaco e abbiamo preso sicurezza in vista del Mondiale. Abbiamo le carte in regola per dire la nostra, ma non voglio sbilanciarmi più di tanto. Proveremo a ottenere il miglior risultato possibile”. La manifestazione iridata che assegnerà i pass olimpici sarà quella del 2023, ma questo Mondiale sarà il primo a svolgersi dopo la pandemia. Nel 2020 e nel 2021 infatti la competizione è stata cancellata prima per il Covid e poi per il posticipo di un anno dell’Olimpiade. La squadra azzurra è molto giovane e la trasferta in Repubblica Ceca, oltre che per conquistare medaglie, sarà un’occasione per trarre valutazioni in vista della prossima stagione.
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Canottaggio azzurro a Sabaudia per preparare il Mondiale
Covid, in calo incidenza settimanale e intensive, in aumento l’Rt
ROMA (ITALPRESS) – In calo l’incidenza settimanale e l’occupazione dei posti in terapia intensiva; mentre è in aumento l’Rt medio. Questi i risultati emersi dalla Cabina di Regia dell’Istituto Superiore di Sanità. Cala, come scritto, l’incidenza settimanale a livello nazionale: 197 ogni 100.000 abitanti (02/09/2022 -08/09/2022) vs 243 ogni 100.000 abitanti (26/08/2022 -01/09/2022). Nel periodo 17-30 agosto 2022, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,92 (range 0,78-1,04), in aumento rispetto alla settimana precedente. L’indice di trasmissibilità basato sui casi con ricovero ospedaliero è stabile e sotto la soglia epidemica: Rt=0,88 (0.84-0.92) vs Rt=0.85 (0,82-0,89) al 23/08/2022. Il tasso di occupazione in terapia intensiva è in calo al 1,9% (rilevazione giornaliera Ministero della Salute al 08 settembre ) vs 2,1% (rilevazione giornaliera Ministero della Salute al 01 settembre). Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale scende al 6,5% (rilevazione giornaliera Ministero della Salute al 08 settembre) vs 7,7% (rilevazione giornaliera Ministero della Salute al 01 settembre).
Tre Regioni sono classificate a rischio moderato ai sensi del DM del 30 aprile 2020, le restanti 18 Regioni/PPAA sono classificate a rischio basso. Cinque Regioni/PPAA riportano almeno una allerta di resilienza. Una Regione riporta molteplici allerte di resilienza. La percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti è stabile rispetto alla settimana precedente (12% vs 12%). In aumento la percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (51% vs 48%), e in diminuzione la percentuale dei casi diagnosticati attraverso attività di screening (38% vs 40%).
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Crosetto “Meloni non farà da sola, serve governo dei migliori”
ROMA (ITALPRESS) – “Stiamo per entrare in una guerra diversa, ma mostruosamente spietata. Sarà un autunno terribile: la povertà si impennerà, molte attività economiche chiuderanno… E l’Italia si vorrà salvare, se vorrà davvero sopravvivere, dovrà unire tutte le energie migliori. E tutte vuol dire tutte”. Lo dice Guido Crosetto, co-fondatore di Fratelli d’Italia in una intervista all’Avvenire parlando degli impegni del prossimo governo che sarà chiamato a fare i conti con una crisi economica e sociale senza precedenti. E questo impegno potrebbe ricadere sulle spalle di Giorgia Meloni se il centrodestra vincerà le prossime elezioni del 25 settembre. Una Meloni che per Crosetto non avrà paura di questo gravoso compito: “Chi ha paura non si espone in un momento così. Ma bisogna essere chiari da subito: da questo mare in tempesta non si esce da soli. Anzi, ci saranno momenti in cui bisognerà remare tutti in una direzione. Non solo tutti i migliori, ma tutti quelli che potranno imbracciare un remo, al servizio dell’Italia” spiega Crosetto. “Non si può perdere tempo, non si può fare finta di non capire. Ora serve senso di comunità, serve solidarietà, serve che i più forti prendano sulle spalle i più deboli, serve dire ‘basta egoismò. E soprattutto serve una totale chiarezza, ‘non si sopravviverà se non insieme” conclude.
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Show Lazio in Europa League, Feyenoord travolto 4-2
ROMA (ITALPRESS) – Una Lazio brillante a larghi tratti supera all’Olimpico il Feyenoord per 4-2, iniziando con il piede giusto la sua avventura europea. I padroni di casa chiudono di fatto la gara nel primo tempo, quando Luis Alberto, Felipe Anderson e Vecino, poi nuovamente a segno nella ripresa, trovano le tre reti che indirizzano la contesa già prima della mezz’ora.
Dopo soli 4 minuti, i biancocelesti passano già in vantaggio. Immobile recupera palla e serve Vecino, il quale manda in porta di prima Luis Alberto che infila Bijlow in uscita per l’1-0. Gli uomini di Sarri continuano a spingere e trovano il raddoppio al quarto d’ora. Immobile riparte veloce e serve largo Felipe Anderson, il quale si accentra da destra e calcia di forza sul primo palo trovando impreparato Bijlow, che tocca ma non basta. Al 28′ arriva il tris. Zaccagni viene servito da Marusic e mette in mezzo un tiro cross che viene respinto da Bijlow, ma il portiere olandese non può nulla sulla ribattuta ravvicinata di Vecino che firma il 3-0 con cui le due squadre vanno all’intervallo. La formazione di Slot rientra bene dalla ripresa e al 3′ Romagnoli compie un grande salvataggio in scivolata una conclusione a botta sicura del neo entrato Jahanbakhsh. Dopo un buon avvio ospite, con due tiri ravvicinati dalla distanza fuori di poco, gli uomini di Sarri calano il poker. E’ il 18′ quando Luis Alberto verticalizza per Vecino, che si inserisce alla grande in area e batte nuovamente Bijlow firmando 4-0 e doppietta personale. Al 23′ l’uruguaiano commette l’unica sbavatura del suo match commettendo fallo in area su Gimenez, che si procura quindi il rigore. E’ lo stesso messicano a presentarsi dal dischetto superando con una botta potente Provedel, timbrando il gol della bandiera. I laziali si rilassano e al 43′ subiscono il definitivo 4-2. Idrissi scaglia un gran destro dal limite che centra prima la traversa e poi il palo, ma sulla respinta è ancora Gimenez a insaccare. A inizio recupero gli uomini di Slot si procurano un altro penalty per atterramento in area di uno scatenato Gimenez ma l’arbitro, dopo la revisione al Var, cambia la sua decisione. Il risultato non cambierà più. La Lazio può così festeggiare e pensare al prossimo impegno in programma tra 7 giorni nella tana del Midtjylland, oggi sconfitto 1-0 in Austria dallo Sturm Graz.
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Uk, è morta la regina Elisabetta II. Il nuovo sovrano si chiamerà Carlo III
LONDRA (REGNO UNITO) (ITALPRESS) – E’ morta all’età di 96 anni la Regina Elisabetta II d’Inghilterra. Questo l’annuncio sul sito della Royal Family: “La Regina è morta in pace a Balmoral, questo pomeriggio. Il re e la regina consorte rimarranno a Balmoral questa sera e ritorneranno a Londra domani”. Bandiere a mezz’asta e listate a lutto. Minuto di silenzio alla Bbc che ha confermato la notizia, con in sottofondo “God save the Queen”. L’emittente ha annunciato una programmazione straordinaria a seguito della notizia della morte della regina. Il nuovo re del Regno Unito sarà noto con il nome di “Carlo III”. Lo ha confermato Clarence House, dopo che la premier britannica Liz Truss lo aveva appellato così nel suo discorso alla Nazione, in seguito alla morte della regina Elisabetta II. Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, esprime profondo cordoglio per la scomparsa della regina Elisabetta II. “La Regina Elisabetta è stata protagonista assoluta della storia mondiale degli ultimi settant’anni. Ha rappresentato il Regno Unito e il Commonwealth con equilibrio, saggezza, rispetto delle istituzioni e della democrazia – afferma Draghi -. E’ stata il simbolo più amato del suo Paese e ha raccolto rispetto, affetto, simpatia ovunque nel mondo. Ha garantito stabilità nei momenti di crisi e ha saputo tener vivo il valore della tradizione in una società in costante e profonda evoluzione. Il suo spirito di servizio, la sua dedizione al Regno Unito e al Commonwealth, la profonda dignità con cui ha ricoperto la sua carica per un periodo così lungo sono state una fonte incessante di ammirazione per generazioni. Alla Famiglia Reale, ai Governi e a tutti i cittadini del Regno Unito e dei Paesi del Commonwealth, le più sentite condoglianze”.
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Pari viola al debutto in Conference, Fiorentina-Riga 1-1
FIRENZE (ITALPRESS) – La Fiorentina debutta con un deludente pareggio contro l’Rfs Riga nella prima gara del girone A di Conference League. Prova altamente insufficiente quella degli uomini di Italiano che si dimostrano ancora una volta assai poco lucidi in attacco, con una concentrazione ai minimi termini e che escono dal ‘Franchì subissati di fischi. Premiata la volontà della formazione lettone che non ha mai sbandato, neanche quando è stata sotto nel punteggio, e che anzi si può rammaricare ad esempio per un clamoroso contropiede fallito da Ilic, autore poi dell’1-1 finale.
I viola contro un avversario tecnicamente assai inferiore, penultimo nel ranking Uefa nella competizione, giocano una gara sotto tono e contraddistinta da tantissimi errori individuali. Il centrocampo, con Amrabat che per caratteristiche tecniche è più portato a rompere che a costruire il gioco, non gira, e l’attacco è davvero poca cosa se è vero che Ikonè di fatto disputa l’ennesima prestazione deludente, Kouamè viene tolto all’intervallo per la sua inconsistenza e Cabral lascia il terreno di gioco già al 55′ per fare spazio a Jovic.
Il brasiliano si vede respingere una conclusione al 31′, ma non è nulla di rilevante se paragonata alle chance che sprecano gli ospiti che, con un falso 3-4-3 che diventa molto spesso un 3-6-1, si chiudono bene e ripartono.
L’inizio ripresa è più o meno lo stesso spartito della prima frazione ma per fortuna dei viola Barak, che già al 6′ aveva colpito un palo, al 56′ non sbaglia sotto porta servito da Biraghi. La pessima serata di Ikonè viene certificata al 71′ quando servito all’altezza del dischetto fallisce di fatto un rigore in movimento. Il pareggio dell’Rfs Riga al 73′ quando uno scambio veloce sulla trequarti viola viene sfruttato da Ilic che brucia tutta la difesa viola e batte Gollini. Lo shock del pareggio condiziona il resto della prestazione della Fiorentina che di fatto non costruisce nulla per tornare in vantaggio, se non una clamorosa chance con Jovic che mette sopra la traversa all’altezza dell’area piccola all’88’. Per il resto l’Rfs ha gioco facile e porta a casa un inaspettato pareggio.
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Falsa partenza Roma in Europa League, ko col Ludogorets
RAZGRAD (BULGARIA) (ITALPRESS) – Non basta un gol di Shomurodov alla Roma che cade in casa del Ludogorets. I bulgari passano grazie alle reti brasiliane di Cauly e Nonato e conquistano i primi tre punti del Girone C di Europa League. Si gioca su un terreno in pessime condizioni: un fungo ha divorato il manto erboso dell’Huvepharma Arena e il campo è pieno di buche e zolle. Mourinho fa esordire tra i pali il portiere Svilar e avanti lancia Dybala e Belotti che tornano a far coppia dal primo minuto come ai tempi di Palermo. L’ultima volta in rosanero era stata nel dicembre del 2014. Ma sono i padroni di casa a essere pericolosissimi in avvio con Despodov che scappa a Mancini sulla destra e mette un pallone forte e teso sul secondo palo: Tekpetey, in spaccata, non arriva per un soffio. Pellegrini sporca i guantoni di Padt mentre Svilar deve intervenire solo per allontanare con i pugni un insidioso cross di Cicinho. Solo verso il finale di tempo si assiste a qualche spunto giallorosso. Padt si rifugia in corner su un tiro di Pellegrini, sugli sviluppi dell’angolo svetta Mancini che scheggia il palo alla sinistra del portiere. Prima dell’intervallo ancora il capitano della Roma calcia a giro ma non inquadra la porta. A inizio ripresa si accende Dybala che con un’invenzione pesca l’inserimento del solito Pellegrini, lucido nello scavalcare l’uscita di Padt, ma sfortunato perchè il suo pallonetto termina di poco sopra la traversa. Sempre Dybala ci prova senza fortuna dalla distanza mentre su un un tiro di Piotrowski è attento Svilar. Mourinho mischia le carte e lancia Spinazzola e Shomurodov, a trovare la giocata vincente è però Cauly che riceve dopo un velo di Witry e individua il corridoio giusto per penetrare nelle maglie della difesa giallorossa: arrivato solo davanti a Svilar, il brasiliano batte il portiere con un sinistro rasoterra. La Roma sbanda e rischia il 2-0 ma poi Pellegrini, che poco prima di testa non riesce a segnare da pochi passi, si fa perdonare servendo dalla sinistra a Shomurodov l’assist per l’incornata che vale l’1-1. Non basta però ai giallorossi per evitare la sconfitta: a due minuti dal 90′, infatti, il neoentrato Nonato controlla in area e indovina il destro che vale i primi tre punti. In pieno recupero finisce solo sull’esterno della rete il disperato tentativo in scivolata di Dybala. A Razgrad finisce 2-1.
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Elezioni, Delmastro “No ad altri scostamenti di bilancio”
ROMA (ITALPRESS) – “Credo che come al solito venga tirato per la giacchetta Draghi per il vuoto pneumatico delle idee e delle proposte dei partiti. C’è il tetto al prezzo del gas europeo, è trasversale e anche Fratelli d’Italia ritiene che sia la prima cosa da fare a livello europeo. Ma vi sono anche altre proposte che possono essere assunte fin da domani mattina a livello nazionale. Noi di Fratelli d’Italia proponiamo che venga immediatamente scollegato il prezzo dell’energia elettrica dal prezzo del gas”. Lo ha detto Andrea Delmastro, deputato di Fratelli d’Italia e candidato per il centrodestra nel collegio Piemonte 2 – U03, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica “Primo Piano – Verso il voto” dell’agenzia Italpress.
“Per Fratelli d’Italia – ha aggiunto – da domani mattina, se parliamo di extraprofitti, non possiamo consentire che uno dei primi a fare extraprofitti sia lo Stato. Non si applichi l’Iva sui rincari energetici – ha affermato – per stare significativamente al fianco di famiglie e imprese”.
“Giorgia Meloni – ha evidenziato Delmastro – fin dall’inizio della crisi energetica, sapendo che avrebbe comportato una crisi alimentare, un’impennata inflazionistica, fin da subito, ha detto che dobbiamo rivedere il Pnrr”.
“Non possiamo fare altri scostamenti di bilancio – ha continuato -, abbiamo già il Pnrr che è un debito straordinario dell’Italia nei confronti dell’Europa. Usiamo quei soldi – ha aggiunto – per mettere in sicurezza l’economia reale, difendere l’Italia concreta, le famiglie e fare interventi di natura sociale senza ulteriori scostamenti di bilancio”.
Si discute anche del rigassificatore di Piombino. “Il rigassificatore deve essere fatto”, ha affermato Delmastro. “A Piombino – ha continuato – c’è stato un grande problema: quando si è interloquito con la comunità territoriale di base, la comunità territoriale ha chiesto alcune garanzie in ordine al flusso delle navi commerciali e turistiche, ha chiesto garanzie in tema di compensazione. La risposta è stata una non risposta e la nomina di un commissario speciale nella figura del presidente della Regione. Credo che Fratelli d’Italia – ha proseguito – valuterà immediatamente e velocemente se vi siano altre soluzioni. Se non ve ne sono, dialogherà con quelle comunità licenziando il progetto ma tenendo in piedi le necessità di progetti urgenti e indifferibili per la nazione con la democrazia, che è parlare con tutti gli enti rappresentativi di comunità territoriale”.
C’è, poi, il reddito di cittadinanza, una misura che “abbiamo osteggiato già solo filosoficamente perchè vuole dire arrendersi al declino”, ha spiegato, parlando poi di “chi non può lavorare” come “i disabili che hanno una pensione di invalidità di 270 euro” e “gli over 50 espulsi dai processi produttivi e dal mondo del lavoro perchè hanno chiuso le aziende”. “A quelle categorie – ha affermato – deve arrivare un sostegno. Il resto deve essere tutto risparmiato perchè a mio figlio non voglio dare un futuro di sussidi, che peraltro non so per quanto potrò garantire, ma un futuro di lavoro. E glielo posso dare se abbasso la tassazione sul lavoro. L’Italia può ancora competere”.
Sulle riforme costituzionali: “Le riteniamo necessarie per l’Italia e per il sistema paese. Le faremo condividendole con l’opposizione perchè è questo che si fa quando vinci. E’ questo che hai l’obbligo morale di fare quando stravinci. Non si riforma la Costituzione contro un’altra parte”, ha evidenziato.
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