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Bosch Rexroth intende acquisire HydraForce

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ROMA (ITALPRESS) – Bosch Rexroth prevede di espandere la propria attività idraulica acquisendo HydraForce, Inc. con sede a Lincolnshire, Illinois (USA). HydraForce sviluppa e produce valvole e soluzioni per l’idraulica compatta con 2.100 collaboratori in sei siti produttivi negli Stati Uniti, Brasile, Gran Bretagna e Cina. Bosch Rexroth e HydraForce hanno firmato un accordo in tal senso il 15 luglio 2022. Il prezzo di acquisto non sarà divulgato. La transazione è soggetta all’approvazione delle autorità antitrust.
Con la prevista acquisizione di HydraForce, Bosch Rexroth amplierà la propria presenza in Nord America, espandendo ulteriormente la rete di vendita e ottenendo un migliore accesso al mercato. “Con l’acquisizione di HydraForce, stiamo espandendo la nostra presenza in aree geografiche complementari, in particolare in Europa e Nord America, rendendo possibile al contempo la crescita in Asia”, ha dichiarato Rolf Najork, membro del consiglio di amministrazione di Bosch e CEO di Bosch Rexroth AG.
“Con Bosch Rexroth, abbiamo trovato un grande partner con cui condividiamo la stessa visione in termini di innovazione, attenzione al cliente, esperienza nelle applicazioni e cultura. Credo che la nuova proprietà creerà grandi opportunità per i nostri clienti, partner e collaboratori e porterà a una grande crescita”, ha affermato Mike Terzich, Presidente e CEO di HydraForce.
Le attività combinate garantiscono una gamma diversificata di soluzioni di idraulica compatta per i clienti. Mentre Bosch Rexroth offre un vasto range di componenti e sistemi idraulici compatti, HydraForce produce valvole a cartuccia meccaniche ed elettriche e gruppi integrati idraulici (HIC). L’idraulica compatta è particolarmente preziosa per la capacità di gestire alta densità di potenza in poco spazio e per le competenze relative alle essenziali funzioni secondarie dei sistemi idraulici. Per esempio, queste assicurano che i carichi degli escavatori possano essere sollevati e abbassati in modo sicuro e preciso.
“Con il suo portafoglio diversificato e la configurazione internazionale, Bosch Rexroth ha una solida base. L’acquisizione di HydraForce amplia il nostro accesso al mercato globale attraverso canali di vendita indiretti: i partner di vendita e gli integratori di sistemi diventeranno importanti gruppi target. In questo periodo particolarmente sfidante, stiamo anche contribuendo a stabilizzare le catene di approvvigionamento regionali in modo da poter supportare ancora meglio i nostri clienti”, ha sottolineato Frank Hess, Vice President Compact Hydraulics Business Unit di Bosch Rexroth. La business unit impiega attualmente 1.800 collaboratori e ha quattro sedi produttive in Cina, Stati Uniti, Germania e Italia.

– foto ufficio stampa Bosch –

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Governo, Di Maio “Il direttivo M5s alla Camera vuole votare la fiducia”

ROMA (ITALPRESS) – “Dalle dimissioni di Draghi ad oggi sono successi due fatti politici clamorosi. 1. Le manifestazioni e gli attestati di supporto al governo Draghi affinchè possa restare in carica: oltre 1600 sindaci, la società civile, gli imprenditori, la comunità finanziaria e quella internazionale. 2. Il direttivo della Camera del gruppo M5S, oggi partito di Conte, ha espresso la volontà di votare la fiducia al governo Draghi, al di là della volontà dei vertici”. Così il ministro degli Esteri Luigi Di Maio durante l’assemblea congiunta di Insieme per il Futuro.
-foto agenziafotogramma.it-
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75 miliardi dall’Ue per l’Italia, Carfagna “Politiche di coesione fondamentali”

ROMA (ITALPRESS) – Circa 75 miliardi di euro tra fondi europei e risorse nazionali. E’ quanto prevede l’Accordo di Partenariato 2021-2027, sottoscritto e presentato oggi dal ministro per il Sud e la Coesione territoriale, Mara Carfagna, e dalla Commissaria europea per la Coesione e le riforme, Elisa Ferreira.
“Le politiche di coesione – ha detto Carfagna – hanno sempre rappresentato un fondamentale strumento di protezione dei cittadini di fronte alle crisi della storia. Oggi queste crisi si moltiplicano”, ha evidenziato. Questo accordo “rappresenta la cornice strategica di riferimento – ha spiegato – per la programmazione della politica di coesione in Italia per il ciclo 2021-2027. E’ un atto che orienterà enormi investimenti e risorse da qui al 2027”, ha aggiunto la ministra, spiegando che si tratta di oltre 43 miliardi di euro di “fondi strutturali, di cui – ha detto – 31,67 andranno al Mezzogiorno”.
“Si tratta della cifra più alta mai assegnata al nostro Paese”, ha sottolineato. “A questi poi vanno aggiunte risorse nazionali – ha proseguito – per oltre 32,5 miliardi di euro, che sono state incrementate del 6% rispetto al passato. Quindi, tra fondi europei e quota di cofinanziamento nazionale, le risorse per il piano a disposizione del Paese ammontano a 75 miliardi di euro. Sono risorse aggiuntive – ha concluso – rispetto a quelle del Pnrr e a quelle della programmazione del Fondo nazionale per Sviluppo e Coesione”.
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Governo, Renzi “La decisione spetta a Draghi, spero vada avanti”

ROMA (ITALPRESS) – “Abbiamo superato quota 100.000 firme per chiedere a Draghi di restare a Palazzo Chigi. Grazie a chi ha firmato, grazie di cuore. La petizione popolare, l’appello dei sindaci, le piazze, le sollecitazioni internazionali: mi sembra ormai evidente che la maggioranza silenziosa che chiede al Governo di andare avanti ha trovato il modo di far sentire la propria voce”. Lo scrive il leader di Iv Matteo Renzi nella sua e-news. “Da qui a domattina – aggiunge – c’è ancora tempo per firmare e soprattutto far firmare gli amici (è importante che tutti si sentano coinvolti). Poi domani saremo in Aula, al Senato, dalle 9. Ormai è chiaro anche ai bambini: i Cinque Stelle sono i responsabili del disastro e dello sfacelo di questi giorni”.
“Al Premier Draghi – aggiunge – tocca oggi la valutazione: accogliere l’appello ad andare avanti, appello che viene da una larga fetta della società civile di questo Paese, o confermare le dimissioni e a quel punto credo che non ci siano alternative alle elezioni prima possibile (fine settembre, inizio ottobre). Domani la vera questione non è se i partiti daranno fiducia al premier, ma se il premier dimostrerà di avere ancora fiducia nell’azione di questo Parlamento. Io spero che si vada avanti. Se Draghi non vuole, meglio andare tutti a casa e alle elezioni. Dei Cinque Stelle, per favore, non parliamo più”.
-foto agenziafotogramma.it-
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Brunetta “Un progetto rinnovato per convincere Draghi”

ROMA (ITALPRESS) – “Sono convinto che nessuno debba tirare Draghi per la giacca. Lui sa già cosa deve fare, perchè è quello che ha già fatto per 17 mesi: pensare unicamente al bene del Paese, fare le riforme, attuare il Pnrr e difendere le radici, ossia i valori che ha tutelato instancabilmente finora, permettendo all’Italia di recuperare credibilità e reputazione”. Così il ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, in un’intervista al Corriere della Sera.
Alla domanda sugli obiettivi a cui puntare, Brunetta risponde così: “Due punti su tutti: l’europeismo “evolutivo”, nel senso inaugurato dal Next Generation Eu, e poi interpretato da lui stesso e da Macron nei discorsi di maggio, e l’atlantismo scevro da ogni ambiguità, tradotto nella vicinanza al popolo ucraino per cercare la pace senza cedere a chi, come Putin, vuole ridisegnare i confini dell’Europa con la forza”.
“Nel massimo rispetto, bisogna riconoscere che nessuno dei temi agitati come vessilli nel dibattito politico giustifica una crisi – sottolinea il ministro -. Per di più a pochi mesi dalla conclusione naturale della legislatura, con una legge di bilancio da predisporre e alcune grandi riforme da ultimare. C’è molto ancora da fare, che un governo dimissionario non potrebbe affrontare, nella palude di un Parlamento sciolto e impotente. Senza centrare i 55 obiettivi del secondo semestre 2022 l’Italia rischia di perdere circa 22 miliardi di euro, e altri in futuro”.
Dai partiti Brunetta si aspetta “che non pretendano da Draghi più di ciò che Draghi ha dato, ma abbiano la forza di condividere con Draghi una nuova prospettiva. I partiti che si riconoscono nell’agenda Draghi-Mattarella devono rinnovare una chiara e ferma responsabilità verso il Paese, riconfermandosi reciprocamente, e poi manifestando al Quirinale e allo stesso premier le ragioni di una fiducia non più solo emergenziale, ma squisitamente politica, per dare continuità e stabilità all’azione di governo. Il capo dello Stato si troverebbe di fronte a una nuova manifestazione di significativa volontà politica”.

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Via D’Amelio, Lamorgese “Legalità ineludibile per una società giusta”

ROMA (ITALPRESS) – “Sono trascorsi trent’anni dalla strage di via D’Amelio in cui persero la vita il giudice Paolo Borsellino e gli agenti Emanuela Loi, Agostino Catalano, Walter Cosina, Vincenzo Li Muli e Claudio Traina. Il loro sacrificio ha lasciato alle giovani generazioni un patrimonio prezioso che testimonia come l’affermazione della legalità sia condizione ineludibile per la costruzione di una società giusta”. Lo afferma in una nota il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese.
“La tenacia e la passione civile di Paolo Borsellino, come del giudice Giovanni Falcone e di tutti gli uomini delle Istituzioni che hanno perso la vita nell’adempimento del loro servizio alla comunità, si sono concretizzate in azioni quotidiane a difesa dei valori fondanti della nostra democrazia – aggiunge -. Trent’anni possono costituire un lasso di tempo sufficientemente lungo per lasciare che ricordo e memoria assumano contorni meno nitidi, eppure è proprio sulla scia dell’esempio di questi uomini che deve continuare a consolidarsi la consapevolezza che ciascuno di noi è chiamato a fare la propria parte per un futuro migliore, in cui giustizia, dignità e tensione morale trovino un adeguato riconoscimento”.
“Dal 1992 ad oggi, sulla spinta di un nuovo slancio civile delle coscienze innescato proprio da quelle stragi, la legislazione antimafia ha messo in campo nuovi e più efficaci strumenti nel solco dell’esperienza e delle intuizioni investigative dei giudici Falcone e Borsellino, come la Procura nazionale antimafia e la Direzione nazionale antimafia. Questo modello italiano di prevenzione e contrasto è apprezzato e seguito in tutto il mondo e, ora che stiamo affrontando una stagione di ingenti investimenti pubblici, rappresenta ancor di più uno strumento irrinunciabile per assicurare che i flussi finanziari legati al PNRR vengano schermati dalle ingerenze e dai condizionamenti criminali – conclude Lamorgese -. Oggi, il pensiero va, con profonda commozione e gratitudine, a tutte le vittime della violenza della criminalità organizzata e alle loro famiglie, rinnovando l’impegno delle Istituzioni nella quotidiana azione a favore del bene comune”.

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Ue, al via i negoziati di adesione di Albania e Macedonia del Nord

BRUXELLES (ITALPRESS) – L’Unione europea ha aperto oggi i negoziati di adesione con la Macedonia del Nord e l’Albania. Lo ha annunciato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. “E’ un momento storico. E’ il vostro successo. Il risultato del vostro duro lavoro”, ha detto. “La Commissione europea vi ha sostenuto fino in fondo. Continueremo a farlo”, ha aggiunto.
-foto agenziafotogramma.it-
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Malagò “Ho sentito Draghi, il mondo dello sport è con lui”

ROMA (ITALPRESS) – “Abbiamo parlato della questione del Governo, visto che siamo il Paese ospitante delle prossime Olimpiadi e Paralimpiadi invernali e dei prossimi Giochi del Mediterraneo. Non facciamo politica, ma in questo momento di congiuntura internazionale, con la crisi economica e la guerra, le dimissioni del presidente Draghi sono viste con forte preoccupazione dalla comunità internazionale”. Lo ha dichiarato il presidente del Coni, Giovanni Malagò, durante la conferenza stampa post Giunta Nazionale. “Ho sentito Draghi domenica pomeriggio – ha aggiunto il numero uno dello sport italiano – gli ho detto che il mondo dello sport è con lui. Nei prossimi mesi si aprirebbe una fase d’incertezza se saltasse il Governo e cambierebbero tante strategie”.
Malagò si è poi soffermato sui temi sportivi, a partire dal trasferimento di Dybala alla Roma e dall’eliminazione dell’Italia dagli Europei di calcio femminili. “Dybala è un grande giocatore e penso sia importante la sua permanenza in Italia, visto che qualche pezzo pregiato il nostro campionato l’ha perso come De Ligt e Koulibaly. E’ uno degli acquisti più importanti nella storia della Roma. Se è giusto aver rinunciato alla maglia numero 10? Penso proprio di sì”, ha sottolineato il presidente del Coni per poi invitare tutti a mantenere “i piedi per terra sulla nazionale di calcio femminile. La parola delusione è esagerata: c’era l’aspettativa di passare il turno, non bisogna negarlo. Ma lo sport ci ha insegnato che non si può passare da fenomeni a scarsi. Bisogna rimanere con i piedi per terra”.
Infine una battuta sui Mondiali di atletica, con gli olimpionici Marcell Jacobs e Gianmarco Tamberi fuori dal podio. “Jacobs era partito con dei dubbi, ma era convinto di fare bene. Purtroppo c’è stato questo infortunio: la scelta di rinunciare è stata medica, non si è voluto forzare – ha osservato Malagò – Per Tamberi sapevamo che non aveva una condizione ottimale: è arrivato quarto, ma gli esperti di atletica ritenevano che il podio sarebbe stato un successo”.
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