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Covid, 89.830 nuovi positivi, 111 vittime nelle ultime 24 ore

MILANO (ITALPRESS) – Sono 89.830 i nuovi positivi al Coronavirus in Italia su un totale di 398.338 tamponi effettuati nelle ultime 24 ore. E’ quanto emerge dal quotidiano bollettino emesso dal Ministero della Salute sull’emergenza Covid. Il tasso di positività che scende dal 24,7% al 22,6%. I decessi delle ultime 24 ore sono 111, per un totale delle vittime da inizio pandemia che sale a 169.846. Cresce il numero delle terapie intensive che diventano 405 (dieci in più di ieri), mentre sono 71 in più i ricoveri ordinari, per un totale di 10.434.(ITALPRESS).

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Renzi “O Draghi bis o si va a votare”

ROMA (ITALPRESS) – “O Draghi fa il bis o si va a votare. Abbiamo tre giorni per fare di tutto per convincere Draghi ad andare avanti”. Lo ha detto Matteo Renzi all’assemblea di Italia Viva. “Oggi festeggiano a Mosca, oggi è il momento di dimostrare che lo statista Draghi è diverso dallo stagista Conte”. “Al M5s diciamo ‘state provando a distruggere l’unica speranza dell’Italià – prosegue – Faremo di tutto per dire con forza che chi alle elezioni andrà con il M5s andrà senza di noi”.
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Via D’Amelio, 30 anni di depistaggi e “convergenze” di interessi

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ROMA (ITALPRESS) – Trent’anni! Una ricorrenza che oltre al doveroso esercizio della memoria verso una figura straordinaria come Paolo Borsellino, doveva segnare un passo in avanti anche in un altro esercizio doveroso, quello della ricerca della verità. C’era attesa per una sentenza , quella per il depistaggio nel primo processo sulla strage di Capaci, dove persero la vita oltre al magistrato cinque agenti della sua scorta, Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. Detto in termini non tecnici si doveva dare una prima forma giudiziaria a una vicenda che ha poco di razionale, l’aver creduto al pentito quantomeno controverso Vincenzo Scarantino per tutta la prima fase delle indagini e per ben tre processi, mandando in carcere persone innocenti. Poi dal 2008 altri pentiti hanno scritto un ben altra versione dei fatti. L’idea, e il conseguente teorema accusatorio della Procura di Caltanissetta, è che Scarantino non fosse solo nei suoi film ma che qualcuno lo abbia indotto a dire cose false con metodi non proprio civili. Tre gli ex poliziotti indagati, uno assolto, per due riconosciuta la calunnia, in prescrizione visto il tempo passato, ma non l’aggravante mafiosa.
Ah il tempo che passa e che prescrive, e che si è già portato nella tomba personaggi che nel processo avrebbero avuto un ben altro peso, La Barbera, ex capo della Mobile di Palermo, il Procuratore Tinebra, l’ex capo della polizia Parisi. Alla fine il depistaggio inaudito dell’accusa, ha partorito, sul piano della verità giudiziaria, l’ennesimo nulla di fatto. Però quella parola, depistaggio, con quel suo campo semantico ricorrente quando si parla di servizi segreti e di storia italiana, rimane nell’aria, con il suo sapore inquietante e sempre imprendibile. I magistrati che hanno indagato sulla morte di Borsellino l’hanno messa per iscritto in un’altra versione semantica, una convergenza di interessi tra la mafia e altri soggetti, altre forme di potere, oscuro, deviato, contiguo alle istituzioni. Anche Moro fu ucciso per una convergenza, terrorismo, certo, ma anche strategie politiche, nazionali e internazionali. La strage di Via D’Amelio non poteva essere stata compiuta da quattro picciotti improvvisati, era evidente fin da subito. E Cosa nostra per correre un rischio enorme, come quello di eliminare un altro giudice simbolo come Falcone appena 57 giorni dopo Falcone, certo non si era mossa da sola.
Decine di libri, decine di bravissimi giornalisti hanno raccontato le ombre di tutta questa intricata vicenda a cominciare da quella tragica domenica di luglio: una 126 imbottita di tritolo parcheggiata sotto la casa della madre del magistrato quando in quella via doveva esserci il divieto, l’agenda rossa, con tutti i suoi segreti, sparita dalla borsa sul sedile posteriore della macchina, le tante figure strane che si aggiravano sulla sulla scena del crimine dove oltretutto erano arrivate troppo presto. Come se si trattasse della cronaca di una morte annunciata, fin troppo annunciata. Troppe orecchie avevano sentito, troppi occhi c’erano quel giorno ad osservare gli spostamenti di Borsellino. Come in tutti gli omicidi complessi, non voglio usare la parola complotto perché ci porta lontano, ci deve essere sempre una ragione profonda, un cui prodest. Cosa sapeva, o cosa poteva arrivare a sapere Borsellino per essere fermato dalla mafia ma non solo.
A rischio oltretutto di una reazione dello Stato, e popolare, che già c’erano state con Falcone e che poi in effetti ci furono, indignazione morale, disgusto dell’opinione pubblica siciliana e nazionale, inasprimento delle leggi. Forse, per i trent’anni, qualcuno dovrebbe decidersi a parlare. Per la verità e per la memoria di quell’uomo straordinario che alla giustizia ha sacrificato la vita.

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Ai Mondiali Jacobs accede alle semifinali dei 100

EUGENE (USA) (ITALPRESS) – Marcell Jacobs centra la qualificazione alla semifinale dei 100 metri ai Mondiali di atletica leggera a Eugene, negli Stati Uniti. Il suo 10.04 è il decimo tempo di un turno in cui brillano gli statunitensi Fred Kerley (9.79, +0.1) e Trayvon Bromell (9.89, +0.6).
Il debutto di Jacobs porta, dunque, in dote la qualificazione alla semifinale. Ma, detto questo, appare chiaro come l’eroe di Tokyo sia costretto a lottare contro un avversario in più: il problema muscolare che, seppur risolto, sembra ancora limitarne l’azione. Jacobs è secondo nella sua batteria in 10.04 (vento +0.2), superato solo dal giamaicano Oblique Seville (9.93), l’uomo che, a conti fatti, interrompe una imbattibilità che durava dai Giochi. Dopo un buon avvio, è battaglia aperta tra il giamaicano ed il bresciano, senza però che quest’ultimo riesca ad abbandonarsi, alla ricerca di quella fluidità del gesto che lo scorso anno era stato il suo marchio di fabbrica.
Quanto la limitazione sia volontaria (per evitare danni), o invece frutto delle difficoltà patite fin qui, lo può dire solo Jacobs. Che infatti racconta: “Penso di aver fatto una buona partenza – dice nell’immediato dopo corsa – e di aver anche accelerato nel modo corretto. Ma poi, non riesco a lasciarmi andare. Ora devo cercare di mettermi quanto prima nelle mani del fisioterapista, per tentare di essere in condizioni migliori per la semifinale. Sul piano della preparazione, penso di stare bene, altrimenti, alla luce di quanto detto, non riuscirei a correre in 10.04”. L’attesa durerà poche ore. Nella notte italiana tra sabato e domenica (le 3 del mattino della domenica), arriverà l’ora del verdetto. In pista, intanto, molti degli avversari – come previsto – vanno forte, molto forte. Americani in primis.
Fred Kerley ha un piano: terrorizzare tutti, cosa che in effetti gli riesce molto bene, in virtù di uno spaventoso 9.79 in batteria (+0.1). Trayvon Bromell scherza negli ultimi metri ma ferma comunque cronometro a 9.89 (+0.6), e dopo Seville, si mette in evidenza anche il diciannovenne Letsile Tebogo, Botswana, il cui 9.94 è la cifra del primato del mondo Junior. In sette scendono sotto i dieci secondi, Marcell firma il decimo tempo. Poca gloria per Chituru Ali, il cui 10.40 è frutto di una serie di errori e dello stop qualche metro prima del traguardo, a gara ormai compromessa.
In apertura dei Campionati Mondiali, ieri sera, Gianmarco Tamberi ha dovuto attendere fino al terzo tentativo a 2.28 per staccare il biglietto per la finale del salto in alto. Qualificazioni per le rispettive finali conquistate anche da Nicholas Ponzio nel getto del peso (21,35, quarta misura di ammissione) e Ahmed Abdelwahed nei 3000 siepi (8:21.04). Settimo posto finale della staffetta 4×400 metri mista, con Lorenzo Benati, Ayomide Folorunso, Brayan Lopez e Alice Mangione (3:16.45). Nella marcia, infine, nella 20 km femminile Valentina Trapletti è ottava, con Nicole Colombi squalificata; nella 20 km uomini Francesco Fortunato è quindicesimo mentre Gianluca Picchiottino è trentaduesimo.
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Governo, oggi il consiglio nazionale M5s

ROMA (ITALPRESS) – Nuova riunione del consiglio nazionale M5S con il leader Giuseppe Conte. Ieri c’è stato un confronto tra Conte e la delegazione di governo sulla complessità della situazione politica, confronto che ha ribadito l’unità e la compattezza del M5S. Conte ha smentito di avere chiesto le dimissioni dei ministri.
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Conte “Non ho chiesto a ministri M5s di dimettersi”

ROMA (ITALPRESS) – “Ho già smentito la notizia che avrei chiesto ai ministri di dimettersi”. Lo ha detto il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, a margine del Consiglio nazionale M5s. Sulle dimissioni del presidente del Consiglio, Mario Draghi, “è una decisione che spettava a lui, ne ha tratto queste conseguenze”, ha detto Conte.
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Giorgetti “Governo che non può governare non serve a nessuno”

ROMA (ITALPRESS) – “La situazione a me sembra abbastanza chiara, quello che è accaduto non doveva accadere. Draghi che ha accettato con un determinato spirito l’incarico, oggettivamente non ha le condizioni per continuare. Ho parlato di tempi supplementari, ma mi pare che le squadre sia un pò stanche, staremo a vedere da qui a mercoledì”. Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, nel suo intervento alla Festa nazionale della Uil in corso a Cesenatico.
“Questa crisi politica non ha giustificazione. La crisi politica non cancella problemi come l’inflazione e temo anzi che si possa aggravare dopo la crisi politica che si è innescata. Vedo tanti intrighi di palazzo, ma i problemi reali sono altri”, ha aggiunto. “In zona Cesarini si può sempre segnare, anche nei supplementari, ma soltanto se si riesce a costruire un governo che sia capace di dire dei sì, anche di fronte a scelte impegnative che abbiamo di fronte oggi e che non portano un immediato consenso. Un governo che non può governare non serve a nessuno. Se c’è chi per regola politica è capace solo di dire di no, mi dispiace non perdiamo altro tempo”, ha concluso.
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Meloni “Basta giochi di palazzo, elezioni subito”

ROMA (ITALPRESS) – «”E’ da irresponsabili andare al voto ora”. Dissero quelli che in piena crisi economica, tra pandemia e rincari di ogni tipo, continuano a tenere paralizzata l’Italia tra liti e smanie di potere. Irresponsabili sono loro. Basta scuse, basta giochi di palazzo: elezioni subito». Lo scrive su Twitter il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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