MANCHESTER (INGHILTERRA) (ITALPRESS) – Bergamaschi salva e mantiene a galla l’Italia femminile agli Europei. Pari per 1-1 con l’Islanda nel secondo match, le azzurre si giocheranno tutto lunedì contro il Belgio. Islandesi avanti al 3′ con Vilhjalmsdottir, pari delle azzurre della ct Bertolini con Bergamaschi al 62′. La ct azzurra effettua diversi cambi di formazione, dopo la pesante batosta subita per mano della Francia domenica scorsa nella gara d’esordio, ma Gama e compagne partono male. Al 3′ islandesi già in vantaggio con Vilhjalmsdottir che approfitta di una situazione di mischia per trafiggere Giuliani. L’Italia prova a reagire al 9′, ma il tiro di Bergamaschi si spegne fuori. Le azzurre alzano il pressing provando a creare occasioni, le avversarie – però – sono forti fisicamente e reggono l’impatto. Al 19′ ci tenta Caruso dal limite, nessun problema per Sigurdardottir. Da qui in poi tanti cross delle azzurre che non riescono mai a trovare lo spiraglio giusto. Nella ripresa Islanda vicina al raddoppio al 61′, ma Johannsdottir fallisce da pochi metri. Le azzurre non ci stanno e un giro d’orologio dopo trovano il pari. Azione sulla corsia mancina di Bonansea che riesce a mettere la sfera al centro dell’area, sul pallone si avventa Bergamaschi che dall’altezza del dischetto mette in rete. Il pallino del gioco è nelle mani delle azzurre che sfiorano il vantaggio con Bonansea (palo) e Simonetti (palla fuori di un soffio). Adesso per l’Italia nel prossimo match col Belgio servirà solo vincere: “Sappiamo che dobbiamo fare almeno 4 punti per passare – ha detto la ct Milena Bertolini -. Le ragazze sono state brave, hanno subito subito un gol e avevano in mente anche le cinque reti delle Francia, il rischio era farsi trascinare, invece sono state brave. Il pareggio è arrivato grazie al lavoro collettivo, giocando palla a terra. Il gol è il risultato del cuore che hanno messo in campo”.
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Europei donne, pari 1-1 dell’Italia contro l’Islanda
Mattarella non accoglie dimissioni Draghi e lo rinvia al Parlamento
ROMA (ITALPRESS) – Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto questa sera al Palazzo del Quirinale il presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Draghi, il quale ha rassegnato le dimissioni del Governo da lui presieduto.
Il presidente della Repubblica – si legge in una nota del Quirinale – non ha accolto le dimissioni e ha invitato il presidente del Consiglio a presentarsi al Parlamento per rendere comunicazioni, affinchè si effettui, nella sede propria, una valutazione della situazione che si è determinata a seguito degli esiti della seduta svoltasi oggi presso il Senato della Repubblica.
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Governo, Draghi “Mi dimetto, venuto meno il patto di fiducia”
ROMA (ITALPRESS) – “Questa sera rassegnerò le mie dimissioni nelle mani del Presidente della Repubblica”. Lo ha annunciato in Consiglio dei Ministri il premier Mario Draghi.
“Le votazioni di oggi in Parlamento sono un fatto molto significativo dal punto di vista politico – ha aggiunto -. La maggioranza di unità nazionale che ha sostenuto questo governo dalla sua creazione non c’è più. E’ venuto meno il patto di fiducia alla base dell’azione di governo. In questi giorni da parte mia c’è stato il massimo impegno per proseguire nel cammino comune, anche cercando di venire incontro alle esigenze che mi sono state avanzate dalle forze politiche. Come è evidente dal dibattito e dal voto di oggi in Parlamento questo sforzo non è stato sufficiente”.
“Dal mio discorso di insediamento in Parlamento ho sempre detto che questo esecutivo sarebbe andato avanti soltanto se ci fosse stata la chiara prospettiva di poter realizzare il programma di governo su cui le forze politiche avevano votato la fiducia.
Questa compattezza è stata fondamentale per affrontare le sfide di questi mesi – ha proseguito Draghi -. Queste condizioni oggi non ci sono più. Vi ringrazio per il vostro lavoro, i tanti risultati conseguiti. Dobbiamo essere orgogliosi di quello che abbiamo raggiunto, in un momento molto difficile, nell’interesse di tutti gli Italiani”.
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Mooney, Petrone “Grande soddisfazione per la nuova compagine societaria”
MILANO (ITALPRESS) – “L’accordo di oggi rappresenta un grande traguardo ed è motivo di orgoglio per Mooney che, in virtù di un percorso di crescita forte e continuo, ha saputo attirare l’interesse di due aziende di altissimo livello come Enel e Intesa Sanpaolo. La loro presenza nella compagine societaria è garanzia non solo di solidità economico-finanziaria ma anche del proseguimento di una politica aziendale mirata allo sviluppo, all’eccellenza tecnologica e alla sostenibilità in chiave ESG”.
Questo il commento di Emilio Petrone, Amministratore Delegato di Mooney, in merito al perfezionamento dell’accordo che Enel e Intesa Sanpaolo hanno siglato con Schumann Investments S.A., società controllata dal fondo internazionale di private equity CVC Capital Partners Fund VI. In seguito a tale operazione, Enel e Intesa Sanpaolo divengono azionisti del Gruppo Mooney con quote paritetiche del 50% avendo acquisito rispettivamente il 50% e il 20% del capitale sociale da Schumann Investment S.A. Intesa Sanpaolo, infatti, deteneva già una quota del 30%.
Nata a dicembre 2019 dall’unione di SisalPay e Banca 5 (Gruppo Intesa Sanpaolo), Mooney è oggi la prima fintech italiana di prossimità con un turnover 2021 di 14,8 miliardi di euro, 20 milioni di consumatori sul canale fisico, 3 milioni su quello digitale e circa 250 milioni di transazioni, di cui il 40% cashless. L’azienda è inoltre il primo prestatore di servizi di pagamento per la Pubblica Amministrazione, attraverso la piattaforma pagoPA, con oltre 100 milioni di transazioni. L’offerta totale di Mooney include 500 servizi garantiti da una rete di oltre 100 aziende partner.
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Cocciaretto, Errani e Stefanini wild card ai “Palermo Ladies Open”
PALERMO (ITALPRESS) – La 33a edizione dei Palermo Ladies Open si tinge di azzurro con sei wild card assegnate a tenniste italiane il cui numero complessivo sale così a dieci. Il torneo prenderà il via sabato 16 luglio con le partite del tabellone di qualificazione. “La Federazione – ha spiegato il direttore del torneo Oliviero Palma – ha assegnato gli ‘invitì per il tabellone principale ad Elisabetta Cocciaretto (numero 118 del ranking) e Lucrezia Stefanini (n.179), mentre noi rimaniamo legati a Sara Errani (n.127 al mondo, per lei 13esima partecipazione al torneo del Country) che ha dimostrato di essere ancora molto competitiva vincendo domenica scorsa il Wta 125 di Contrexeville, in Francia. Saranno, pertanto, ben 6 le azzurre (oltre a Cocciaretto, Stefanini ed Errani, ci sono anche Trevisan, Paolini e Bronzetti) nel tabellone principale ovvero una pattuglia in grado di puntare a fare tanta strada”. A guidare il tabellone sarà dunque la semifinalista del Roland Garros 2022, Martina Trevisan (numero 26 al mondo), al via anche la francese Chloe Paquet (che chiude il tabellone principale con la posizione numero 101 del ranking) e tante protagoniste della stagione. Su tutte la francese Caroline Garcia (ex numero 4 al mondo, adesso 48) reduce dall’ottavo titolo in singolare nel circuito Wta (a Bad Homburg) e dal successo nel doppio (in coppia con la Mladenovic) agli Open di Francia, e la cinese Shuai Zhang (numero 37 del ranking) vincitrice quest’anno a Lione del suo 5^ titolo Wta in singolare e soprattutto, finalista in doppio a Wimbledon. “Si preannuncia un torneo di qualità con le azzurre che, dopo tanti anni, avranno la possibilità di vincere – ha sottolineato Giorgio Cammarata, presidente del Country Time Club – siamo convinti di assistere, nel rispetto della tradizione, a partite avvincenti ed incerte”. Un’altra wild card per le qualificazioni è andata a Dalila Spiteri (vincitrice delle “prequali” riservate alle migliori 8 tenniste siciliane), le altre 3 sono state assegnate dalla Federtennis a Lisa Pigato (19 anni, n. 380), Nuria Brancaccio (22 anni, n. 456) e Matilde Paoletti (19 anni, n. 943 del ranking). I 33^ Palermo Ladies Open, dotati di un montepremi di 275 mila dollari, avranno un tabellone principale di 32 giocatrici, mentre 16 saranno le coppie che parteciperanno al torneo di doppio e 24 le tenniste ammesse alle qualificazioni.
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L’83% degli italiani si è imbattuto in almeno una fake news sul Covid
ROMA (ITALPRESS) – E’ stato presentato presso la Sala capitolare del Senato il secondo rapporto annuale Censis-Ital Communications sulla buona comunicazione dell’emergenza quotidiana, che nasce all’interno dell’Osservatorio permanente Censis-Ital Communications sulla comunicazione e sulle agenzie di comunicazione. La ricerca evidenzia come il susseguirsi di emergenze imprevedibili generi una domanda di informazione dalla quale nessuno è escluso. La comunicazione ha un ruolo fondamentale nella rappresentazione della realtà e i professionisti del settore sono essenziali per ridurre il rischio di fake news.
Il 97,3% degli italiani nell’ultimo anno ha cercato notizie su tutte le fonti disponibili, off e online. In particolare, 41 milioni di italiani si sono informati sui media tradizionali. Nel biennio 2019-2021 gli utenti del web sono aumentati di 4,2 punti percentuali e sono l’83,5% della popolazione. Milioni di persone hanno poi utilizzato social media e messaggistica istantanea, diventando essi stessi protagonisti e moltiplicatori di quello che leggevano e ascoltavano. Sono oltre 7 milioni gli italiani che hanno costruito un palinsesto informativo fatto solo di media online, siti web e social media.
La tanta informazione si è accompagnata a false notizie e disinformazione: il 57,7% degli italiani lamenta di avere un’idea molto o abbastanza confusa di quello che sta succedendo nella guerra tra Russia e Ucraina. L’83,4% dichiara che negli ultimi due anni si è imbattuto in notizie false sulla pandemia e il 66,1% in fake news sulla guerra: il pubblico delle fake è enorme e la loro viralità supera quella delle notizie vere.
Il 64,2% degli italiani ritiene che durante l’emergenza sia stata privilegiata la spettacolarizzazione e la voglia di fare audience piuttosto che un’informazione tesa alla comprensione dei problemi. Di fronte alla confusione informativa il 45,5% degli italiani si rivolge a fonti informali di cui si fida di più, ma è in questi ambienti che si producono e diffondono notizie false attraverso post, like e condivisioni. Tra le persone di cui gli italiani si fidano, anche come fonti informative, ci sono gli influencer: il 38,1% segue le loro opinioni e analisi sulla guerra.
Per frenare disinformazione e fake news occorre attuare regole più severe per piattaforme e social media, programmi di educazione al digitale e promozione di una comunicazione di qualità gestita da professionisti. Le emergenze insegnano che la capacità di comunicare è essenziale per gestire le crisi e ottenere un rapporto di collaborazione e di fiducia fra cittadini e istituzioni. C’è bisogno di professionisti che guidino le aziende e le istituzioni nella comunicazione. Il loro ruolo è fondamentale per combattere fake news e disinformazione. Nel 2021 in Italia sono attive 4.445 agenzie di comunicazione e pubbliche relazioni, al cui interno lavorano 8.290 professionisti, per una media di circa due addetti per ciascuna agenzia.
Per Massimiliano Valerii, direttore generale del Censis, “con il Covid prima, con la guerra poi, web e social sono entrati a pieno titolo all’interno dell’ecosistema dell’informazione, e ci resteranno anche nel futuro. I professionisti dell’informazione devono prenderne atto e cercare i modi per influenzare positivamente il web, che è e deve rimanere uno strumento di libertà e di democratizzazione”.
Secondo Alberto Barachini, presidente della Commissione di Vigilanza Rai, “dobbiamo lavorare tutti insieme, istituzioni e testate giornalistiche, con il fine di certificare le fonti ed offrire al cittadino delle informazioni serie e corrette per evitare il diffondersi di ‘fake news’. Il servizio pubblico dovrebbe essere l’attore principale, considerato che svolge un ruolo fondamentale. In tal senso, gli opinionisti e gli esperti coinvolti nei salotti televisivi devono essere preparati e garantire informazioni di qualità per non generare confusione comunicativa”.
“Ringrazio il Censis e Ital Communications per aver presentato questo Rapporto da cui emergono dati molto interessanti e che possono fornire nuovi spunti – ha detto Giuseppe Moles, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’editoria e all’informazione -. L’informazione va difesa in quanto rappresenta un interesse nazionale, ma non va indirizzata. In tal senso, l’impegno del Governo è quello di sostenere l’intera filiera per rispondere alle sfide di un mondo che è profondamente cambiato. Si può contrastare la disinformazione solo attraverso la collaborazione di tutti gli attori del sistema a partire da famiglie, scuole e istituzioni”.
“Il Rapporto Censis-Ital Communications, anche nell’edizione di quest’anno, rileva che in campo informativo siamo in presenza di un’infomedia comunicativa che genera confusione e ansia, avendo la meglio sulla corretta informazione – ha detto Domenico Colotta, Founder di Ital Communications -. In questi mesi, infatti, riguardo il conflitto russo-ucraino, possiamo parlare di comunicazione di guerra e non di informazione sulla guerra”.
“In tale contesto – ha spiegato Attilio Lombardi, Founder di Ital Communications – le agenzie di comunicazione possono certificare, utilizzando fonti affidabili e verificate, la correttezza delle notizie che producono e distribuiscono. Tutto ciò è una garanzia per il funzionamento delle moderne democrazie, oltre che per la tutela della dignità delle persone”.
Per Andrea Monda, direttore dell’Osservatore Romano, “la libertà di stampa è un principio cardine che rappresenta anche la cartina di tornasole della democrazia. Ma la libertà senza responsabilità è parziale. Il Rapporto impone a noi comunicatori una riflessione autocritica. L’informazione sembra ormai disgregata e affidata all’arbitraggio del singolo, pertanto occorre interrogarsi sull’importanza di recuperare il ruolo della comunità”.
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L’Ue taglia le stime di crescita al 2,6% nel 2022
MILANO (ITALPRESS) – Crescita più lenta e inflazione più veloce. Sono questi i due cardini attorno cui ruotano le stime economiche d’estate della Commissione Ue. La guerra sta facendo molte vittime e non solo sul campo di battaglia. Una delle più illustri è sicuramente l’euro schiacciato dal super dollaro. Una combinazione che ha acceso i prezzi e spianato la strada alla recessione. Secondo le nuove stime rilasciate a Bruxelles, la crescita del Pil sarà del 2,6% nel 2022 e dell’1,4% nel 2023 nella sola Eurozona. Nell’intero blocco a 27 membri, il prodotto lordo crescerà del 2,7% quest’anno e dell’1,5% il prossimo. L’Italia avrà un andamento diverso rispetto ai partner. La crescita per il 2022 è vista addirittura in rialzo al 2,9% rispetto al 2,4% segnalato a maggio. Diversa la situazione l’anno prossimo quando la crescita prevista si fermerà allo 0,9% rispetto all’1,9% della precedente rilevazione di maggio. Se la stima fosse confermata il Paese tornerebbe maglia nera in Europa com’era accaduto nel 2019 quando il Pil era salito solo dello 0,5%.
“Credo che si debba evitare di dare un’immagine catastrofica di questa situazione: affrontiamo difficoltà che non immaginavamo prima dell’invasione russa, ma nonostante questo le nostre economie stanno continuando a marciare”, sottolinea il commissario europeo per gli Affari Economici, Paolo Gentiloni.
“Bisognerà trovare il modo di proteggere soprattutto le fasce di reddito più deboli, perchè sono quelle che soffrono di più da un aumento delle bollette energetiche, del gas e della benzina – aggiunge -, per questo la Commissione invita a prendere delle misure mirate e temporanee che non devono andare in contrasto con il percorso della transizione verde”.
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Webuild, nel Tunnel della Maddalena economia circolare in cantiere
ROMA (ITALPRESS) – Gestire secondo una logica di economia circolare le acque sotterranee intercettate nel Tunnel della Maddalena è l’idea che si sta concretizzando nel cantiere Webuild di Chiomonte, il principale cantiere italiano della linea ferroviaria Torino-Lione. Per tutto il periodo dell’emergenza idrica, le acque di ruscellamento del tunnel, cioè le acque naturali della montagna raccolte nel primo tratto della galleria della Maddalena saranno infatti impiegate per irrigare le vigne dell’area. Un progetto messo a punto per supportare l’economia locale di questa parte dell’Italia, che rientra tra le aree dichiarate in stato di emergenza per la forte siccità che sta colpendo il Paese.
Le imprese del raggruppamento guidato dal Gruppo Webuild che stanno realizzando l’opera, insieme al Committente TELT, hanno messo a disposizione del Consorzio irriguo di Chiomonte le cosiddette acque di ruscellamento della galleria. Questo garantirà un riciclo naturale delle acque intercettate nella montagna durante i lavori che, per tutto il periodo di emergenza idrica, ogni giorno saranno prelevate con una autobotte e destinate ad irrigare 12 ettari di vigne nel territorio di Chiomonte. In questa zona, si pratica la viticoltura eroica, una tipologia di coltivazione svolta in condizioni estreme, che da 25 anni garantisce vini DOC e di alta qualità.
Attualmente le acque sotterranee intercettate dalla galleria sono convogliate in vasche esterne dove vengono raffreddate, depurate e poi reimmesse nel fiume Dora, insieme alle acque di ruscellamento. Con il Politecnico di Torino, è stata anche studiata una applicazione pilota per impiegare queste acque calde per la climatizzazione del centro visitatori che sarà attivo durante tutta la fase di costruzione.
Una logica di riutilizzo che punta ad assecondare i cicli naturali e che nei cantieri della Torino-Lione non è impiegata solo per l’acqua. Circa il 60% dei materiali estratti dagli scavi effettuati lungo tutta la linea, sarà impiegato per realizzare i conci per il rivestimento della galleria o le strutture su cui poggeranno i binari. Una soluzione di riciclo della roccia che permette di ridurre anche la necessità di cavare nuovi materiali, con benefici in termini economici ed ambientali.
Nel cantiere di Chiomonte, Webuild con la sua controllata CSC Costruzioni sta realizzando le nicchie di interscambio del Tunnel della Maddalena, opere anticipatorie dell’ambizioso progetto di mobilità sostenibile europeo che permetterà di collegare Torino e Lione, sulla tratta Milano-Parigi, passando sotto le Alpi con una linea ferroviaria ad alta velocità e ad alta capacità. Sezione importante del corridoio mediterraneo della rete di trasporto transeuropea TENT-T, la Torino-Lione si estenderà per 65 chilometri e favorirà una riduzione di 3 milioni di tonnellate di CO2 l’anno.
Webuild sta realizzando anche altri due lotti sul versante francese della Torino-Lione, eseguiti in raggruppamento di imprese: il Lotto 2, Cantieri Operativi 6 e 7, per lo scavo di 46 chilometri di tunnel – con due gallerie parallele e opere ausiliarie – tra le città di Saint-Martin-de-la-Porte e La Praz; e il Lotto 5A, per la realizzazione dei lavori preparatori per il sito di messa in sicurezza di Modane, la costruzione di 4 pozzi di ventilazione per la galleria di base e opere propedeutiche alla realizzazione di un hub logistico a 500 metri di profondità sotto il Massiccio dell’Ambin.
– foto ufficio stampa Webuild –
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