LONDRA (INGHILTERRA) (ITALPRESS) – Niente impresa per Lorenzo Musetti al primo turno di Wimbledon. Il 20enne di Carrara, numero 70 del tabellone, cede per 6-4 6-4 6-3 allo statunitense Taylor Fritz, numero 14 Atp e undicesima testa di serie, reduce dal secondo titolo conquistato a Eastbourne dopo quello vinto nel 2019.
Nel tabellone femminile semaforo rosso al primo turno anche per Camila Giorgi. La 30enne marchigiana, 21esima testa di serie e reduce dalla semifinale di Eastbourne, cede per 7-6(4) 6-1 alla polacca Magdalena Frech, numero 92 Wta e alla sua prima esperienza ai “Championships”. Una sconfitta inattesa per la numero uno azzurra, solitamente a suo agio sui prati londinesi dove nel 2012 raggiunge gli ottavi partendo dalle qualificazioni mentre nel 2018 fu stoppata solo ai quarti da Serena Williams.
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Musetti e Giorgi lasciano Wimbledon al primo turno
Sonego al secondo turno di Wimbledon, eliminata Paolini
LONDRA (INGHILTERRA) (ITALPRESS) – Doveva essere il giorno di Matteo Berrettini, finalista un anno fa e fra i grandi favoriti per la vittoria di Wimbledon, ma il Covid ha stoppato il 26enne tennista romano. A tenere alto il tricolore sui prati londinesi, oltre a Sinner, ci pensa allora Lorenzo Sonego. Il 27enne torinese riesce finalmente ad avere la meglio sulla sua ‘bestia nerà Denis Kudla, che quest’anno lo aveva battuto sia a Miami che al Queen’s: 6-7(6) 6-3 7-5 4-6 6-2 il finale a favore di Sonego, che sembra dunque aver risolto i problemi al polso sofferti anche a Eastbourne ed è atteso ora dal 21enne francese Hugo Gaston, numero 66 del mondo. Due i precedenti, entrambi favorevoli all’azzurro che si è imposto a Montpellier nel 2021 e a inizio anno a Sydney. Sinner, intanto, ha conosciuto il suo prossimo rivale: si tratta dello svedese Mikael Ymer, numero 88 Atp, battuto due volte su tre.
Jasmine Paolini accarezza invece l’impresa ma alla fine deve cedere il passo a Petra Kvitova. Si chiude come lo scorso anno già al primo turno il cammino della 26enne di Castelnuovo di Garfagnana a Wimbledon: l’azzurra, numero 72 del ranking, riesce a strappare il primo set alla ceca – oggi numero 26 del mondo ma due volte vincitrice dello Slam londinese, nel 2011 e nel 2014 – prima di cedere per 2-6 6-4 6-2.
Giornata di esordio oggi per Nadal, che mancava da Wimbledon dal 2019: in corsa per il Grande Slam dopo i successi a Melbourne e Parigi e campione nel 2008 e nel 2010, il maiorchino ha bisogno di quattro set per piegare la resistenza dell’argentino Francisco Cerundolo (6-4 6-3 3-6 6-4), rimontando un break nel quarto parziale. Alla prima uscita dal trionfo al Roland Garros, Iga Swiatek comincia la sua campagna londinese superando 6-0 6-3 Jana Fett, anche se con un passaggio a vuoto nel secondo parziale quando concede cinque palle break per l’1-4 alla rivale. Per la numero uno del mondo è la 36esima vittoria di fila, la striscia vincente più lunga del 21esimo secolo e la quinta di sempre (eguagliata quella di Monica Seles del 1990). Nel mirino ci sono ora i 37 successi consecutivi stabiliti da Martina Hingis nel 1997.
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Ucraina, Renzi “Conseguenze enormi, serve competenza”
ROMA (ITALPRESS) – “La guerra in Ucraina ha portato con sè conseguenze enormi, ce ne saranno sul cibo, 20 dei 54 Paesi africani si sono schierati con la Russia perchè temono la carestia, c’è un problema energetico, la Russia sta spostando l’asse ad est, i cinesi stanno facendo un’operazione geopolitica incredibile, stanno facendo scorte di cibo, Cina e India insieme sono 3 miliardi di persone”. Lo ha detto Matteo Renzi a Sulmona nel corso della presentazione del suo libro “Il Mostro”.
“La politica è complessa, servono persone competenti, che studiano e approfondiscono. Se si vota per simpatia, si ride in campagna elettorale e si piange per i 5 anni successivi”.
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Infrastrutture, Salini “Legge delega su contratti pubblici passo avanti”
ROMA (ITALPRESS) – “L’approvazione della legge delega in materia di contratti pubblici rappresenta un significativo passo avanti per il settore Infrastrutture in Italia e conferma la determinazione del Governo su riforme e obiettivi fissati dal PNRR. E’ importante adesso che ognuno faccia la sua parte”. Così Pietro Salini, amministratore delegato Webuild, ha commentato la notizia della pubblicazione del testo della legge delega in materia di contratti pubblici sulla Gazzetta Ufficiale n. 146 del 24 giugno 2022.
La legge delega fissa dei principi fondamentali per il rilancio del settore e a cui dovranno ispirarsi i decreti legislativi della riforma del codice dei contratti pubblici, tra cui: i) Obbligo di revisione prezzi. La legge delega introduce l’obbligo per le stazioni appaltanti di inserire nei bandi di gara, negli avvisi e negli inviti, un regime obbligatorio di revisione dei prezzi al verificarsi di particolari condizioni di natura oggettiva e non prevedibili al momento della formulazione dell’offerta. Stabilisce inoltre che gli eventuali oneri derivanti dal suddetto meccanismo di revisione siano a valere sulle risorse disponibili del quadro economico degli interventi e su eventuali altre risorse disponibili per la stazione appaltante da utilizzare nel rispetto delle procedure contabili di spesa; ii) Razionalizzazione e semplificazione delle cause di esclusione, al fine di rendere le regole di partecipazione chiare e certe; iii) Semplificazione delle procedure relative alla fase di approvazione dei progetti di opere pubbliche, nell’ottica di favorire una riduzione e uno snellimento delle procedure oggi esistenti; iv) Revisione e semplificazione del sistema di qualificazione generale degli operatori economici, nell’ottica di valorizzare, tra l’altro, capacità realizzative, competenze tecniche e professionali, adeguatezza dell’attrezzatura tecnica e dell’organico e rispetto della legalità da parte degli operatori stessi; v) Ridefinizione della disciplina delle varianti in corso d’opera, nei limiti previsti dall’ordinamento europeo, con possibilità di modifica dei contratti durante la fase di esecuzione; vi) Incentivazione di procedure flessibili, quali il dialogo competitivo, il partenariato per l’innovazione, le procedure per l’affidamento di accordi quadro e le procedure competitive con negoziazione, per la stipula di contratti pubblici complessi e di lunga durata, nel rispetto dei principi di trasparenza e concorrenzialità; vii) Estensione delle forme di partenariato pubblico-privato, con riguardo alle concessioni di servizi, alla finanza di progetto e alla locazione finanziaria di opere pubbliche e di pubblica utilità, anche al fine di rendere tali procedure attrattive per gli investitori professionali, oltre che per gli operatori del mercato delle opere pubbliche e dell’erogazione di servizi resi in concessione; viii) Semplificazione e accelerazione dei metodi di pagamento da parte delle stazioni appaltanti del corrispettivo contrattuale, anche riducendo gli oneri amministrativi a carico delle imprese; ix) Estensione e rafforzamento dei meccanismi di risoluzione delle controversie alternativi al rimedio giurisdizionale, anche in materia di esecuzione del contratto.; x) Revisione del sistema delle garanzie fideiussorie per la partecipazione e l’esecuzione dei contratti pubblici, prevedendo, tra l’altro, la possibilità di sostituire le garanzie di esecuzione dei contratti mediante l’effettuazione di una ritenuta di garanzia proporzionata all’importo del contratto in occasione del pagamento di ciascuno stato di avanzamento lavori; xi) Individuazione delle ipotesi in cui le stazioni appaltanti possono ricorrere all’affidamento congiunto della progettazione e dell’esecuzione dei lavori, fermi restando il possesso della necessaria qualificazione per la redazione dei progetti; xii) Razionalizzazione del sistema sanzionatorio e premiale, nell’ottica di incentivare la tempestiva esecuzione dei contratti pubblici, e anche al fine di estenderne l’ambito di applicazione.
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Tajani “Il centro siamo noi, non servono centrini”
ROMA (ITALPRESS) – Se entriamo nel “Grande Centro”? “Il centro siamo noi, il centro alternativo alla sinistra, non c’è bisogno di centrini. Ci sono tanti generali senza esercito”. Così a Rai Radio1, ospite di Un Giorno da Pecora, il coordinatore nazionale di Forza Italia Antonio Tajani, intervistato da Giorgio Lauro e Geppi Cucciari. Nell’ipotesi del “Grande Centro” ci potrebbero essere anche la Carfagna e la Gelmini. “Sono tutti periodi ipotetici dell’irrealtà – ha detto a Rai Radio1 Tajani – non ci sono evidenze che Carfagna e Gelmini vadano via da Fi”.
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A Palermo la 2^ tappa di “Uniti e vicini ai pazienti con epatocarcinoma”
PALERMO (ITALPRESS) – Fare il punto sullo stato dell’arte della presa in carico del paziente con epatocarcinoma in Sicilia, evidenziare l’importanza del lavoro sinergico dei team multidisciplinari della rete regionale che possono migliorare l’appropriatezza delle procedure diagnostiche e terapeutiche, facilitare la gestione del paziente, migliorare l’efficacia delle cure e l’accesso delle stessa da parte dei pazienti, e migliorare il rapporto costo-beneficio delle terapie: sono questi alcuni gli obiettivi della tappa di Palermo di “Uniti e Vicini ai Pazienti con Epatocarcinoma: l’esperienza della rete siciliana”, il roadshow promosso da Roche con il patrocinio di EpaC Onlus.
L’epatocarcinoma (HCC) è uno dei tumori più aggressivi e una delle prime cause di morti oncologiche nel mondo. In Italia, nel 2020 i nuovi casi stimati di tumori epatici sono stati 13.000 e l’epatocarcinoma rappresenta il 75-85% del totale. Nel 2020, il numero di decessi per tumore in Sicilia è stato 12.700; la terza causa di queste morti è il tumore al fegato che conta quasi per l’8% del totale.
Oggi, grazie ai progressi scientifici e alle innovazioni diagnostiche e terapeutiche, la prognosi della patologia è in miglioramento, ma questo si accompagna ad una maggiore complessità della sua gestione, che pone alcune sfide sia dal punto di vista clinico che organizzativo.
La presa in carico del paziente con epatocarcinoma, infatti, deve essere guidata da un team multidisciplinare, composto da epatologi, chirurghi, oncologi e radiologi interventisti e altri specialisti che, lavorando in sinergia fin dal momento della diagnosi, possa individuare il miglior trattamento possibile per il paziente e indirizzarlo verso strutture di eccellenza e ad alta specializzazione, con la garanzia di accesso ai migliori percorsi di diagnosi e cura. Il team definisce il trattamento personalizzato sul paziente, in base alle patologie esistenti o pregresse, alle condizioni e alla morfologia del fegato e del tumore, alle comorbidità, alle riserve funzionali epatiche, alla rapidità di crescita dalla diagnosi, con il supporto di Linee Guida e percorsi regionali dedicati per velocizzare la corretta presa in carico del paziente.
Un moderno progetto di rete assistenziale, come quello proposto dai ricercatori del gruppo della Gastroenterologia dell’Università di Palermo e dell’Azienda Policlinico di Palermo tra cui i professori Antonio Craxì, Calogero Cammà e Vito Di Marco, che ha come obiettivo quello di permettere a tutti gli attori coinvolti di applicare le migliori evidenze cliniche ed organizzative disponibili al processo decisionale, offrire un adeguato livello delle cure che sia aderente alla richiesta di salute della popolazione e alle correnti conoscenze professionali, e permettere al Sistema Sanitario Regionale di misurare la qualità degli esiti di salute e fare un’analisi di costo-efficacia del programma sanitario pianificato. La rete, inoltre, si pone l’obiettivo di consentire a tutti i cittadini siciliani di poter essere presi in carico dagli ospedali più vicini a loro, senza dover compiere lunghi tragitti per recarsi in grandi centri o addirittura fuori regione, e ricevere il supporto di una rete composta da centri di riferimento a livello nazionale nei quali sono anche presenti studi clinici con nuove molecole; la ricerca è difatti uno dei pilastri della rete siciliana.
‘La rete regionale per la gestione condivisa dei tumori primitivi del fegato è costituita da 5 centri HUB che al loro interno hanno 18 Unità multidisciplinari in grado di offrire tutte le opzioni terapeutiche (dalle terapie locoregionali e chirurgiche, alle terapie oncologiche, fino al trapianto di fegato) ai pazienti con tumori primitivi del fegato e 44 centri SPOKE che sono in grado di avviare un iter diagnostico adeguato e possono gestire il follow-up oncologico e clinico dei pazienti che sono stati già sottoposti a terapia nei centri HUB – ha detto il professor Vito Di Marco -. L’organizzazione del progetto si basa su: una piattaforma web-based già funzionante e che registra l’iter diagnostico praticato, le scelte terapeutiche attuate, l’esito clinico ottenuto, i dati del follow-up oncologico e epatologico; un sistema di analisi delle immagini radiologiche che permette una condivisione della diagnosi radiologica tra i vari centri della rete e che consente un veloce accesso agli esami di diagnostica radiologica; un sistema di tumor board in videoconferenza che permetta il collegamento di tutti i centri della rete per valutare la documentazione clinica dei pazienti, discutere e condividere le decisioni terapeutiche e pianificare la terapia appropriata nel centro più vicino alla residenza del pazientè.
L’epatocarcinoma si sviluppa prevalentemente in persone che soffrono di cirrosi a causa di epatite cronica (B o C) o di abuso di alcool, sindromi dismetaboliche, e tipicamente si manifesta in stadi ormai avanzati. La prognosi per le forme non resecabili di HCC è infausta, con poche opzioni di trattamento sistemico e il tasso di sopravvivenza ad un anno minore del 50% dal momento della diagnosi della forma avanzata.
‘La Rete Siciliana dei tumori del fegato rappresenta uno strumento già pienamente operativo che fornisce ai cittadini siciliani elevati standard qualitativi di cura, non solo azzerando la mobilità extra-regionale, ma anche consentendo l’immediato e rapido accesso, elemento non trascurabile sia nel periodo pandemico che post-pandemico, a cure altamente appropriate nel centro più vicino al proprio domicilio – ha detto il professor Calogero Cammà -. Il rapido accesso a consultazioni multidisciplinari che coinvolgono specialisti di discipline differenti con elevata esperienza nel campo risulta oggi particolarmente rilevante in considerazione dell’importantissima innovazione terapeutica rappresentata dall’ingresso di trattamenti immunoterapici di prima linea per i tumori primitivi del fegato. La Rete siciliana rappresenta inoltre un importante strumento per il miglioramento della formazione dei giovani medici in formazione delle diverse scuole di specializzazione siciliane coinvolte nel progetto. Ultimo ma non ultimo, la Rete permetterà ulteriormente di integrare l’attività assistenziale e l’attività di formazione con l’attività scientifica in cui la Sicilia, in questo contesto clinico, rappresenta una assoluta eccellenza nazionalè.
Il PDTA regionale si prefigge di fornire un percorso di riferimento unico per il paziente con epatocarcinoma, ottimizzare i tempi di diagnosi e di trattamento, implementare sistemi informatici comuni di raccolta dei dati, fruibili dai professionisti ospedalieri che operano lungo tutto il percorso e integrare le diverse competenze specialistiche che concorrono alla gestione del paziente con epatocarcinoma, assicurando la multidisciplinarietà e la disponibilità al dialogo tra operatori ospedalieri ed il medico di medicina generale.
‘L’assessorato della Salute ha incluso nel Piano Sanitario la costituzione delle reti assistenziali multidisciplinari per le malattie croniche, che caratterizzano per l’equità di accesso ai servizi specialistici, l’appropriatezza diagnostica e terapeutica e la gestione territoriale dei pazienti – ha detto Mario La Rocca, dirigente generale del Dipartimento di Pianificazione Strategica dell’assessorato della Salute della Regione siciliana -. Questo programma diventerà ancora più importante con la prossima riorganizzazione della rete assistenziale regionale che prevede i grandi Ospedali Specializzati a stretto contatto con gli Ospedali di Comunità. La possibilità di interconnessione in rete tra i vari servizi e il modello HUB e SPOKE permetterà di migliorare l’assistenza sanitaria per tutti i cittadini, di ridurre i costi e la mobilità passiva verso altre regioni. La rete per la gestione dei Tumori Primitivi del fegato è un modello virtuoso perchè è stato finanziato con un PSN dall’assessorato della Salute e prevede la costruzione di una rete assistenziale che permetterà anche di fare una buona ricerca e formazione continua. Il progetto è già in avanzata fase di realizzazione e ha raggiunto gli obbiettivi che si prefissava sulla gestione dei tumori del fegato coinvolgendo gli epatologi, radiologi, oncologi e chirurghi che si occupano della gestione clinica di questa malattia. L’Assessorato si impegna a formalizzare questo strumento di gestione sanitaria che potrà anche essere utilizzato come modello per la costruzione e la gestione di altre reti per le malattie croniche che hanno un alto impatto sociale, economico e sanitario nella nostra Regionè.
‘UniPa ha una lunga tradizione e una presenza attenta e attiva nell’ambito della salute per lo sviluppo di terapie e tecniche sempre più innovative che possano migliorare la qualità della vita dei pazienti affetti da tumore del fegato – ha commentato il Rettore, professor Massimo Midiri -. Riteniamo necessario ed utile che si rafforzi e si consolidi sempre di più la stretta e fruttuosa collaborazione tra i componenti della Rete siciliana e i diversi settori specialistici, per potere stare ancora maggiormente ‘uniti e vicini ai pazienti con epatocarcinomà, soprattutto in considerazione del fatto che si tratta di un tumore molto aggressivo, tra le prime cause di morti oncologiche nel mondo, e per garantire nel territorio siciliano un’organizzazione ed un’assistenza di altissimo livellò.
Nell’attuazione e nell’implementazione delle reti assistenziali sul territorio come quella siciliana, le Associazioni Pazienti svolgono un ruolo cruciale perchè testimoniano i bisogni di chi è affetto dalla patologia, in termini di gestione, diagnosi e cura ed evidenziano le zone d’ombra in cui è prioritario intervenire per una corretta e sempre più funzionale presa in carico. L’epatocarcinoma ha un impatto significativo sui pazienti e sulle loro famiglie che hanno necessità di avere informazioni chiare e precise sui trattamenti e sulle strutture in grado di seguire al meglio il loro percorso diagnostico-terapeutico.
‘E’ necessario che il paziente affetto da un tumore primitivo del fegato sia assistito nel corso della propria quotidianità, guidato nel percorso terapeutico assistenziale e preso in carico da una struttura adeguata e da un team multidisciplinare – ha detto Massimiliano Conforti, vicepresidente EpaC Onlus, Associazione che ha dato il patrocinio al Roadshow -. Da una recente ricerca condotta da EpaC Associazione Onlus è emerso che spesso i pazienti si trovano a doversi rivolgere a più centri per una diagnosi definitiva, spesso viaggiando, anche in altre regioni, alla ricerca di risposte sia in termini di diagnosi, quanto ancor più di gestione e di terapia da seguire. Soltanto il 37% dei partecipanti alla ricerca ha affermato di non aver avuto necessità (o desiderio) di rivolgersi ad un centro differente da quello in cui era inizialmente seguito per ottenere la diagnosi di tumore epatico, mentre il 63% ha dovuto consultare almeno una seconda struttura, e in circa il 20% dei casi, addirittura una terza o una quarta. L’implementazione di queste reti assistenziali regionali multidisciplinari è, quindi, quanto mai primaria per la prevenzione e per la gestione dei pazientì.
Alla tavola rotonda che si è svolta a Palermo hanno partecipato Antonio Craxi, direttore dell’UOC di Gastroenterologia dell’Azienda Policlinico P. Giaccone di Palermo, Massimo Midiri, rettore dell’Università di Palermo, Mario La Rocca, dirigente generale del Dipartimento di Pianificazione Strategica dell’assessorato della Salute della Regione siciliana, Alessandro Caltagirone, Commissario straordinario dell’Azienda Ospedaliera Policlinico P. Giaccone, Calogero Cammà, professore ordinario di Gastroenterologia e Direttore Scuola di Specializzazione in Gastroenterologia dell’Università di Palermo, Vito Di Marco, dirigente sanitario presso Unità Complessa di Gastroenterologia ed Epatologia dell’Azienda Universitaria Policlinico “P. Giaccone”, Giovanni Raimondo, direttore Epatologia AOU Policlinico G. Martino di Messina, Maurizio Russello, responsabile U.O.D. Epatologia Ospedale Garibaldi-Nesima di Catania, Salvatore Gruttadauria, direttore del Dipartimento per la Cura e lo Studio delle Patologie Addominali IRCCS-ISMETT UPMC, Francesco Verderame, direttore UOC di Oncologia Medica Azienda Ospedaliera ‘Villa Sofia Cervellò di Palermo, Fabio Cartabellotta, direttore Unità Operativa di Medicina Ospedale Buccheri La Ferla Fatebenefratelli di Palermo, Massimiliano Spada, medico oncologo presso Fondazione Istituto G. Giglio di Cefalù e coordinatore regionale AIOM Sicilia, Nino Cartabellotta, presidente comitato scientifico Fondazione Gimbe e Massimiliano Conforti, vicepresidente EpaC Onlus.
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Covid, 83.555 nuovi positivi, 69 vittime nelle ultime 24 ore
Sono 83.555 i nuovi positivi a Covid in Italia, su un totale di 717.400 tamponi effettuati nelle ultime 24 ore. A rivelarlo è il quotidiano bollettino sull’emergenza pandemica, emesso dal Ministero della Salute. I morti sono 69, che portano il totale delle vittime da inizio pandemia a quota 168.234. Aumentano i pazienti in terapia intensiva, che sono 237 in totale, 3 in più di ieri. In aumento anche i ricoverati con sintomi che sono 6.035, 162 in più di ieri. (ITALPRESS).
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Turismo, Report Fiaip, nel 2021 boom locazioni e acquisti case
NAPOLI (ITALPRESS) – Nel 2021 volano le locazioni turistiche e le compravendite di seconde case, che fanno segnare rispettivamente un +27% e un +52% in confronto all’anno precedente. L’immobiliare si conferma un settore strategico per la crescita del turismo in Italia. È quanto emerge dal Report Immobiliare Nazionale Fiaip, un’indagine commissionata all’Università di Bologna e presentata al Centro Congressi della Stazione Marittima di Napoli.
Sotto la lente di ingrandimento, innanzitutto le locazioni brevi ad uso turistico delle principali località italiane, suddivise in sei sezioni: mare, borghi, città d’arte, isole, montagna e laghi. I dati che emergono consentono di registrare, per il sesto anno consecutivo, un aumento significativo. Le famiglie italiane prendono in affitto immobili in media per una settimana, in particolar modo nei mesi estivi, con prezzi medi che variano dai 1000-1500 euro dell’alta stagione ai 500-750 euro della bassa. Le località più ricercate dai turisti sono specialmente quelle marine ma il dato interessante è quello che riguarda le prenotazioni nelle strutture tradizionali (alberghi, agriturismi) che non pagano il boom delle locazioni di immobili: è la conferma dello sviluppo di una forma ricettiva non concorrenziale ma complementare a quella preesistente.
Questo consente di ampliare l’offerta turistica nazionale. La domanda, del resto, continua a crescere di più rispetto all’offerta e le previsioni per il 2022 parlano di un aumento dei prezzi di circa il 3%. Per quanto riguarda le compravendite di seconde case, al già citato +52% rispetto al 2020, va aggiunto il +36% in confronto al 2019, un anno non ancora segnato dalle implicazioni della pandemia. Le proiezioni per il 2022 indicano un ulteriore incremento di circa il 5,5%.
“Abbiamo un 2021 che si è chiuso con 750 mila compravendite, abbiamo raggiunto il numero delle compravendite di 15 anni fa”, afferma il presidente del Centro Studi Fiaip Francesco La Commare, che spiega come “soffrono un po’ di più le locazioni che sono direzionali o diverse dal residenziale” quindi quelle destinate al settore produttivo o commerciale. “Tutt’altra cosa per la locazione breve ad uso turistico. E’ un mercato sano – evidenzia La Commare – che viene scelto non per la sua economicità rispetto a quello che è l’albergo, ma per la sua grande comodità nell’uso”.
Nel Report di Fiaip non manca un Focus sulla Campania la cui crescita dal punto di vista turistico appare evidente. L’assessore regionale alle Attività produttive, Antonio Marchiello non nasconde il suo entusiasmo: “Sono risultati soddisfacenti che ci consentono di sperare nel meglio, sta alle istituzioni impegnarsi per dare ulteriore movimento a quello che è il nostro mercato locale. Abbiamo località che ci invidia il resto del mondo: Capri, Amalfi, Sorrento, le aree interne ci sono delle zone bellissime le quali ci consentono di sperare anche che questo mercato crei nuovi posti di lavoro”.
Alla Stazione Marittima le conclusioni sono affidate al presidente nazionale Fiaip Gian Battista Baccarini il quale invoca l’intervento del legislatore per incentivare e sostenere il comparto delle locazioni brevi. “Bisogna attuare una semplificazione in assoluto per tutti quelli che sono gli oneri e gli adempimenti legati alle locazioni turistiche”, sostiene Baccarini. “Unitamente a questo, serve anche una spinta alla digitalizzazione delle nostre città e quindi far sì che, soprattutto nei borghi che sono molto richiesti, ci siano le infrastrutture digitali affinché l’attrattività aumenti. Poi bisogna cercare di andare a regolamentare in maniera più opportuna quella che è una concorrenza digitale fiscale. Deve essere più lineare. Non è pensabile – conclude Baccarini – che ci siano delle multinazionali che abbiano una fiscalità di vantaggio rispetto a chi fa impresa nel nostro Paese”.
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