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Simon Yates vince 14^ tappa a Torino, Carapaz maglia rosa

TORINO (ITALPRESS) – Simon Philip Yates ha vinto la quattordicesima tappa del Giro d’Italia 2022, la Santena-Torino, di 147 chilometri. Il corridore britannico della BikeExchange-Jayco, è andato in fuga a pochi chilometri dal termine ed ha anticipato un terzetto. L’australiano Jay Hindley (Bora-Hansgrohe) ha vinto la volata per il secondo posto, davanti al colombiano Richard Carapaz (Ineos Grenadiers) e all’italiano Vincenzo Nibali (Astana Qazaqstan), molto attivo nel finale. “Sono soddisfatto anche se cercavo la vittoria di tappa. Ma sono sempre tenuto a vista perchè sono sempre considerato pericoloso ed è difficile staccarsi dal gruppetto” le parole del messinese.
Lo spagnolo Juan Pedro Lopez Perez (Trek-Segafredo) ha ceduto la maglia rosa, adesso sulle spalle di Carapaz. “Sono contento perchè il primo passo positivo con la squadra era prendere la maglia rosa, ora proveremo a difenderla”. Si è ritirato l’olandese Tom Dumoulin (Jumbo-Visma), mentre prima del via aveva dato forfait anche l’italiano Giacomo Nizzolo (Israel-Premier Tech). Domenica 22 maggio la quindicesima tappa, la Rivarolo Canavese-Cogne, di 178 chilometri.

– foto LivePhotoSport –
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Leclerc in pole a Barcellona davanti a Verstappen

BARCELLONA (SPAGNA) (ITALPRESS) – Charles Leclerc ottiene la pole position del Gran Premio di Spagna di Formula 1. Il pilota monegasco della Ferrari fa segnare il miglior tempo sul Circuit de Catalunya in 1’18″750, davanti al rivale della Red Bull Max Verstappen (+0″323) e il compagno di box Carlos Sainz (+0″416). “E’ stata una sessione difficile, ho commesso un errore in Q3 – racconta Leclerc – Avevo solo un giro ma è andata bene, sono contento della pole e la macchina è fantastica. Sono in una posizione molto buona per la gara, ma abbiamo faticato con le gomme rispetto alla Red Bull negli ultimi due Gp. Se non riusciremo a gestirle, il weekend non si chiuderà con una vittoria”. “Nelle ultime gare noi abbiamo gestito bene le gomme, ma domani farà caldo e sarà difficile superare. E’ difficile fare previsioni ora”, ribatte Verstappen, che aveva “provato a fare un tentativo alla fine, ma non riuscivo più a spingere. Partire dalla prima fila è un successo anche se avrei voluto fare quell’ultimo tentativo”. “E’ stato un weekend difficile per ora, fa molto caldo, ma siamo riusciti a fare un discreto giro – è invece il bilancio di Sainz – La chiave sarà la partenza e la gestione delle gomme in gara. Credo sia possibile rimontare domani, ci proveremo dando il nostro meglio per fare una buona partenza. Purtroppo non sono riuscito a fare un giro buono con le gomme usate, ma tutto potrà accadere”.
In seconda fila, al fianco dello spagnolo della Rossa, ci sarà George Russell (Mercedes), in terza invece Sergio Perez (Red Bull) e Lewis Hamilton (Mercedes). Settima posizione in qualifica per l’Alfa Romeo di Valtteri Bottas, quinta fila col decimo tempo per Mick Schumacher (Haas). Brutta eliminazione per Sebastian Vettel (Aston Martin) e Fernando Alonso (Alpine) in Q1: partiranno sedicesimo e diciassettesimo.
– foto LivePhotoSport –
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Cdm paralimpica, ancora tre podi Italia in Thailandia

ROMA (ITALPRESS) – Dopo il secondo posto di Emanuele Lambertini ieri nella prova di spada maschile cat. A l’Italia ha conquistato altri tre podi nel corso dell’ultima giornata di gare individuali di Coppa del Mondo in Thailandia. Nel fioretto femminile cat. A Andreea Mogos ha chiuso terza. L’azzurra, dopo una fase a gironi di 5 vittorie su 5 assalti, ha superato la turca Elke Van Achterberg 15-2 e, ai quarti, la portacolori di Hong Kong Shan Pui Fan 15-11. Giunta in semifinale ha poi perso il match contro l’ungherese Eva Andrea Hajmasi per 15-9. Ai piedi del podio si è fermata l’altra azzurra in gara, Loredana Trigilia, che si è classificata al quinto posto dopo avere battuto la francese Brianna Vide 15-9 e avere perso nei quarti contro la finalista Chui Yee Yu per una stoccata 15-14. Terzo anche Edoardo Giordan nella sciabola maschile cat. A: il romano delle Fiamme Oro ha prima battuto il coreano Jin Sol Lee 15-3 e poi il francese Moez El Assine 15-5. In semifinale ha poi incontrato il magiaro Richard Osvath, che ha avuto la meglio all’ultima stoccata 15-14. Nella stessa prova è finito quinto Matteo Dei Rossi, eliminato ai quarti dal tedesco Maurice Schmidt sul 15-10, fuori nel 16 Alberto Morelli per mano del giapponese Shintaro Kano 15-10.
Il terzo podio di giornata arriva grazie a Gianmarco Paolucci nella sciabola maschile cat. B, che è arrivato fino in semifinale e ha così concluso la sua gara al terzo posto. Il frascatano ha vinto 15-8 contro il thailandese Chitiptat Charoenta e 15-7 contro il polacco Michal Dabrowski prima di essere superato in semifinale 15-9 dal francese Maxime Valet. Nel fioretto femminile cat. B chiude ottava Alessia Biagini, sconfitta ai quarti 15-4 dall’atleta di Hong Kong Yui Chong Chan.
– foto ufficio stampa Fis –
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Linkontro, tra manager e politica confronto su consumi e crescita

CAGLIARI (ITALPRESS) – “Il tessuto produttivo di questo paese deve aiutare la politica a fare programmazione. Se si riesce ad avere una visione di paese che possa essere per i prossimi 20, 30 o 50 anni, abbiamo il dovere di programmare per le generazioni future. Non è solo un discorso di sostenibilità, ma anche di mentalità e di testa. Dobbiamo ritrovare la passione dei nostri nonni che sono ripartiti dopo un conflitto mondiale. Ho fiducia”. Così la vice ministra dello Sviluppo Economico, Alessandra Todde, chiudendo al Forte Village di Santa Margherita di Pula la tre giorni di Linkontro, manifestazione organizzata da NielsenIQ Italia e dedicata alla comunità del largo consumo, in cui si è analizzato lo stato dell’arte dell’imprenditoria italiana in tempi di crisi e pandemia. Presenti al convegno di chiusura numerosi rappresentanti e manager di importanti aziende impegnate ad affrontare una fase di grosse mutazioni. “Dobbiamo comprendere quanto stiamo cambiando e come cambieranno gli scenari nei prossimi dieci anni”, ha sottolineato Francesco Pugliese, presidente di GS1 Italy e amministratore delegato di Conad, intervenuto alla tavola rotonda moderata dal giornalista Beppe Severgnini.
“Bisogna avere un pensiero lungo – ha ricordato Marco Pedroni presidente ADM – e fare qualcosa per sostenere la parte più debole della società”.
Tanto lavoro al centro degli interventi, ma anche le questioni legate alla fiscalità e alla sostenibilità: “Dobbiamo ridare potere d’acquisto alle famiglie, per esempio iniziando a tagliare il cuneo fiscale per i redditi sotto i 50mila euro”, è la proposta lanciata da Alessandro D’Este, presidente IBC, mentre per il presidente di Centromarca, Francesco Mutti, “pandemia e guerra stanno distogliendo l’attenzione dal tema della sostenibilità, facendoci fare anche qualche passo indietro come per la riattivazione delle centrali a carbone”.
E poi ancora un focus sulla leadership nel mondo del lavoro con il contributo di Beatrice Bauer, esperta dell’Università Bocconi che ha posto l’accento sulla necessità di avere “aziende che sappiano ascoltare i propri dipendenti, soprattutto i più giovani”.
Importante inoltre il ruolo della distribuzione e del retail nei consumi, affrontato nel corso di una tavola rotonda con Carlo Montalbetti di Comieco, Giovanni D’Alessandro di Basko e Renzo Sartori di Number 1 e Assologistica. Un programma ricco, aperto da un meticoloso studio di NielsenIQ presentato da Debora Costi e Marco Pellicci relativo ai dati aggiornati sui nuovi comportamenti d’acquisto e sulle modalità delle famiglie italiane come risposta alla crisi e all’inflazione in atto.
Dai dati emerge come fra 10 anni in Italia ci saranno 2 milioni in meno di individui e la fascia di età prevalente sarà quella fra i 55-70 anni.
Si amplia la forbice della disuguaglianza tra le famiglie italiane: nel febbraio 2022 la categoria di chi vive nell’insicurezza finanziaria pesava per il 10%, mentre a maggio quasi raddoppia e sale a quota 17%.

– foto xd4/Italpress –

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Cristiano Fini nuovo presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani

ROMA (ITALPRESS) – Cristiano Fini è il nuovo presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani. Imprenditore modenese, di Castelfranco Emilia, 50 anni, è stato nominato dall’ottava Assemblea elettiva, riunita a Roma presso il Teatro Eliseo e composta da 399 delegati, in rappresentanza dei quasi 900 mila iscritti in tutt’Italia. Fini, agrotecnico, è il titolare di un’azienda agricola e vitivinicola con 13 ettari investiti a vigneto biologico, già presidente di Cia Emilia-Romagna dal 2018 e, precedentemente, di Cia Modena. Succede a Dino Scanavino, al vertice di Cia negli ultimi 8 anni.
“Stiamo attraversando una fase davvero complicata: la pandemia, la guerra, i rincari eccezionali delle materie prime, il rischio di una crisi energetica e alimentare, i cambiamenti climatici. Eppure – ha spiegato Fini – il nostro settore, con tutte le difficoltà resta uno dei cardini dell’economia nazionale. Il valore aggiunto dell’agricoltura italiana, pari a 33 miliardi circa, resta il più elevato dell’Ue. Il sistema agroalimentare, nel suo insieme fa il 15% del Pil. Ecco perchè possiamo e dobbiamo lottare, rimettendo al centro le nostre priorità, le nostre battaglie”.
“Servono azioni precise e puntuali su larga scala, come una politica energetica nazionale ed europea che cerchi di calmierare i costi e le speculazioni, oltre a misure a sostegno delle filiere produttive, messe in ginocchio dagli incredibili rincari produttivi e dall’instabilità dei mercati. Ma soprattutto – ha continuato il presidente di Cia – c’è bisogno finalmente di una redistribuzione del valore lungo la filiera. Dobbiamo gridare la necessità di un reddito equo per gli agricoltori, facendo squadra su questo obiettivo comune, come su investimenti importanti nella ricerca per dotare il settore primario di strumenti innovativi contro il climate change. E poi: spinta alle nuove tecnologie digitali e apertura chiara alle tecniche di miglioramento genetico in ottica sostenibile; invasi per l’accumulo di acqua utile nei periodi più siccitosi, ma anche assicurazioni e fondo mutualistico nazionale per affrontare le calamità”.
“Alla vigilia delle grandi campagne – ha sottolineato Fini – resta urgente anche il problema della manodopera nei campi, dal punto di vista sia dei costi che della reperibilità. Così non siamo più competitivi. Occorre più flessibilità, come sperimentato con i voucher. Cambiamo la parola se non ci piace, ma è lo strumento che serve. E ancora: accesso alla terra e al credito per il ricambio generazionale; valorizzazione delle donne del settore che sono ormai il 30%; pensioni giuste per chi ha passato tutta la vita nei campi e ora prende poco più di 500 euro”.
“Queste sono le nostre priorità – ha evidenziato il nuovo presidente di Cia – insieme al rilancio delle aree interne. Zone svantaggiate che hanno un’importanza strategica per tutto il sistema Paese, ma vengono lasciate sempre sole. Per le zone rurali servono politiche e strategie: defiscalizzazione, connessione, sbloccare lo spopolamento e riportare persone e ricchezza. Sono le nostre rivendicazioni, come quella sulla fauna selvatica, con la riforma della legge 157 per tutelare l’agricoltura, mettere al sicuro strade e cittadini, salvare gli allevamenti suinicoli dal rischio PSA. Tutte sfide che dobbiamo portare avanti tenendo sempre insieme proteste e proposte”.
“Ci attende una nuova stagione, più inclusiva e innovativa – ha aggiunto Fini – dentro l’organizzazione e nei rapporti con la società civile e con le istituzioni, con tutte le altre rappresentanze agricole, agroalimentari ed economiche del Paese”.
“C’è bisogno di un patto con tutte le componenti del sistema, a cominciare dai consumatori – ha ribadito il presidente di Cia – e il miglior veicolo per spiegare quello che facciamo sono gli agriturismi, la vendita diretta, l’agricoltura sociale, le fattorie didattiche. Dobbiamo far capire a tutti che l’agricoltura non è quella che inquina, che tratta male gli animali e sfrutta i lavoratori, ma il settore che custodisce il territorio, che difende l’ambiente e le persone, che fa crescere l’economia e la società. Anche in Europa dobbiamo contare di più, avendo in mente che dove andiamo uniti come sistema Paese, portiamo a casa il risultato”.
Appena proclamato, Fini ha voluto ringraziare per il lavoro fatto il presidente uscente Dino Scanavino e il suo antagonista in campagna elettore Luca Brunelli.

– foto ufficio stampa Cia-Agricoltori Italiani –

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Pioli “Milan finora il migliore, ora scriviamo la storia”

CARNAGO (ITALPRESS) – “Fino ad oggi siamo stati i migliori e dobbiamo esserlo anche domani. E’ stata una settimana di lavoro, serenità e concentrazione. E’ una grande occasione che ci siamo costruiti e meritati”. Così Stefano Pioli, allenatore del Milan, alla vigilia della sfida contro il Sassuolo, ultima di campionato con i rossoneri che in caso di vittoria o pareggio conquisterebbero lo scudetto. “Siamo arrivati fin qui senza che nessuno ci abbia regalato nulla e accadrà anche col Sassuolo. Siamo arrivati qui con delle basi solide. Ogni partita ha la sua storia, loro sono una squadra che palleggia molto bene e hanno grande qualità offensive. Dovremo cercare di creare situazioni vantaggiose alle nostre caratteristiche”, ha spiegato il tecnico del Milan. “Ai nostri tifosi dico che sarà una sfida difficile e che insieme a loro siamo sicuramente più forti, abbiamo bisogno di tutti. Ci sono 95 minuti per finire bene il nostro lavoro. Ibra? Ci tiene tantissimo a essere protagonista. Tutti i miei giocatori devono pensare che domani possono essere decisivi. Zlatan ha portato qui mentalità, qualità e personalità. E’ stato determinante per la crescita della squadra. Questa settimana non ho avuto bisogno di fare interventi particolari, ma ho avuto a disposizione un gruppo che ha sempre lavorato mettendo il ‘noì prima di ogni cosa”. Inutile parlare di formazione. “Ognuno dei miei giocatori potrebbe mettere il punto esclamativo in una situazione che domani può diventare storia, certamente chi comincerà la partita lo farà con la giusta tensione, ma chi sarà a disposizione sarà pronto a entrare in qualsiasi momento e su questo non ho alcun dubbio”, ha aggiunto il tecnico rossonero che ha sempre creduto di poter ottenere qualcosa di importante. “Sono due le situazioni che mi hanno sempre fatto pensare in positivo: la sinergia che ho sempre avuto con Maldini e Massara e la qualità dei giocatori. Quando hai calciatori di talento che ti danno la massima disponibilità puoi ottenere risultati importanti”. Alla fine mister Pioli, commosso, ha risposto alle domande dei tifosi ammettendo: “Non mi sono mai sentito così amato come al Milan”.
– foto LivePhotoSport –
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A Forte Marghera una mostra sul tema scuola e inclusione

VENEZIA (ITALPRESS) – La suggestiva cornice di Forte Marghera ospita oggi l’esposizione degli elaborati realizzati da tutte le classi che hanno aderito ai progetti sulle tematiche dell’inclusione, proposti alle scuole del territorio del Comune di Venezia dal Servizio di Progettazione Educativa in collaborazione con l’associazione “Amici della laguna e del Porto”. Sono 52 le classi tra scuola primaria e secondaria di primo grado e una cinquantina quelle dell’infanzia che hanno messo in mostra le opere realizzate nel corso dell’anno scolastico. A complimentarsi con gli alunni, in rappresentanza dell’Amministrazione comunale, sono stati gli assessori alle Politiche educative e alla Coesione sociale che sono intervenuti all’iniziativa. Diverse le modalità e le proposte riservate agli studenti. Nell’itinerario “Con gli occhi tuoi” rivolto alle scuole dell’infanzia, sono stati proposti giochi e spettacoli realizzati dall’associazione “Papà Renzo”. In quello denominato “C’è spazio per tutti. Abbattiamo l’indifferenza”, per le scuole primarie e secondarie di primo grado, la tematica dell’inclusione è stata affrontata con incontri tra le classi e le associazioni “Oltre il muro” con il suo fondatore, Pietro Martire e con gli atleti della squadra di Powerchair Hockey, i “Black Lions Venezia”. La giornata si è aperta alle 10 con l’inaugurazione della mostra, di seguito la consegna degli attestati di partecipazione agli insegnanti presenti per le classi che hanno aderito al progetto. Durante la mattinata è stata offerta un’animazione rivolta ai bambini da parte dell’Associazione “Papà Renzo”. Nel corso della giornata ai ragazzi è stato proposto anche un laboratorio per la costruzione di una pedana realizzata con mattoncini di lego. L’evento è stato realizzato nell’ambito della “Seconda Giornata della Primavera e del Tempo Libero”: attività ludiche e informative, rievocazioni storiche ed esposizioni di carattere culturale hanno coinvolto numerose associazioni benefiche e culturali. Presente anche uno stand del gruppo della Protezione Civile. (ITALPRESS).

 

photo credits ufficio stampa Comune di Venezia

Trent’anni senza Falcone, ma con la sua eredità

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ROMA (ITALPRESS) – Trent’anni senza Falcone. Senza di lui come uomo, con la somma delle sue responsabilità, delle sue battaglie, delle sue amarezze, dei suoi sogni. Senza quel sorriso disarmante, porta d’ingresso, dice chi l’ha conosciuto bene, di quell’ironia così sorprendente in chi aveva, per estrema consapevolezza, un rapporto diciamo costante con la morte. Eppure trent’anni anche con Falcone, con la sua eredità morale, intellettuale, giuridica. Mai come dopo l’attentato di Capaci, e subito dopo a luglio con l’attentato di Via D’Amelio in cui persero la vita Borsellino e cinque agenti della scorta, la lotta dello Stato alla mafia è stata dura, coerente, quasi vicina a un successo finale che poteva essere colto e non fu colto. Una quasi-vittoria che è stata possibile solo grazie al suo patrimonio investigativo, alle sue intuizioni, a quello che lui aveva capito e ci aveva fatto capire della composizione e della fenomenologia di Cosa nostra. Grazie anche alle leggi a alle strutture anticrimine messe a punto nella breve stagione come Direttore degli affari penali, incarico che gli diede l’allora ministro della Giustizia Martelli che gli diede anche, cosa fondamentale, autonomia e copertura politica.

Le ricorrenze, come pura liturgia, servono a poco, se non a riempire le librerie di saggi talvolta dimenticabili. Ma se l’esercizio della memoria si accompagna a una rivisitazione seria del contesto storico e a un’analisi giornalistica che può mettere dei focus nuovi sulla figura di Falcone senza paraventi ideologici, allora si fa un doppio lavoro utile. La lezione di legalità e di democrazia che viene da quell’esperienza drammatica e insieme straordinaria può essere trasferita nella sua potenza e nella sua bellezza alle giovani generazioni. Nello stesso tempo possiamo capire di più le ragioni di quello che accade in quel sanguinario pomeriggio di maggio sull’autostrada che da Punta Raisi porta a Palermo. Ci sono passato, dopo tanto tempo, in un’afosa giornata di ottobre. Ho chiesto al tassista di accostare e di fermarsi. Sono sceso e mi sono concesso quella che Proust chiamava Epifania, le cose che si rivelano. Ho rivisto in alto Brusca che preme il meccanismo della morte, ho rivisto il cratere del manto stradale. Ero un giovane anchorman di un giovane telegiornale quando accadde, emozionato e inesperto.

Avevamo cominciato con la guerra in Iraq e ora ci confrontavamo con la guerra che la mafia faceva allo Stato e ai suoi uomini migliori. Falcone quel giorno, quando lasciò la vita con l’amata Francesca e tre uomini della sua scorta, Schifani, Dicillo e Montinaro, non è vero che fosse un uomo solo, non è vero che la stagione romana fosse solo una fuga da una Palermo che non lo aveva capito e amato come avrebbe dovuto. E’ un luogo comune che va superato. Proprio in quella struttura politica e amministrativa aveva messo a punto armi affilate, dalla DIA alla superprocura, dall’inasprimento del carcere per i mafiosi alla strategia premiale per i collaboratori di giustizia. Non ci sono solo il successo del maxiprocesso e la mancanza delle coperture nelle istituzioni corrotte a spingere Cosa nostra verso quella strategia dello sterminio che le sarà poi fatale. Quell’ultimo Falcone, che pare avesse ritrovato anche una serenità di vita a Roma con Francesca, faceva paura quanto il magistrato inflessibile di Palermo. Ed è lì che le sentinelle, le spie e i sicari lo aspettavano il 23 maggio con il loro carico di distruzione.

Claudio Brachino

– foto agenziafotogramma.it –

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