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Venezia, le scuola vincitrici dell’European Parliament Ambassador School

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Giornata conclusiva al Centro culturale Candiani di Mestre, nell’ambito degli appuntamenti della Festa dell’Europa 2022, del progetto rivolto alle scuole del Veneto che hanno aderito all’iniziativa “Epas – European Parliament Ambassador School” in collaborazione con l’Ufficio del Parlamento europeo di Milano. Durante la mattinata gli studenti delle sei scuole scelte hanno presentato i progetti svolti e spiegato il percorso fatto in questo anno per la realizzazione del lavoro finale. Il programma “Scuola Ambasciatrice del Parlamento europeo” infatti coinvolge le scuole di tutta Europa e consiste in un percorso annuale di formazione che culmina nella cerimonia di apposizione della targa di Scuola Ambasciatrice del Parlamento europeo che si svolgerà nei prossimi giorni nei singoli istituti scolastici, ovvero il Liceo Angela Veronese di Montebelluna, l’Istituto Maria Ausiliatrice di Padova, il Liceo Guarino Veronese di San Bonifacio, il Liceo Flaminio di Vittorio Veneto, l’Istituto Beltrame di Vittorio Veneto, l’Istituto Galilei di Belluno. Il percorso ha come scopo quello di avvicinare gli studenti all’Europa e al Parlamento europeo in particolare, farne conoscere il funzionamento, favorire le interazioni tra studenti e deputati europei nonché dare informazioni utili ai giovani sulle opportunità di formazione, tirocinio e lavoro che l’Europa offre loro. Attraverso la rete di scuole ambasciatrici sono anche favorite le relazioni con le scuole di altri paesi europei. Agli studenti era stato perciò richiesto di organizzare un’iniziativa di coinvolgimento della comunità scolastica e eventualmente della cittadinanza nel mese di maggio. I temi in campo quest’anno sono stati la tutela ambientale, il digital, la cittadinanza europea e la Conferenza sul Futuro dell’Europa. Dopo il saluto della presidente del Consiglio comunale di Venezia, sono intervenuti, tra gli altri, Francesca Vianello dello Europe Direct del Comune di Venezia, Chiara Landolfo dell’Ufficio di Milano del Parlamento Europeo, Francesca Margheriti di Italia Camp – programma Epas in Italia e in Veneto, Francesca Favino dell’Ufficio scolastico regionale per il Veneto e alcuni eurodeputati della circoscrizione Nord Est.

– Foto ufficio stampa Comune di Venezia –
(ITALPRESS).

Tardino “Immigrazione fuori controllo, Ue e Lamorgese non pervenuti”

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BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – “Circa 15 mila clandestini sbarcati sulle coste del nostro Paese da inizio 2022, un numero impressionante e allarmante. E con la bella stagione in arrivo, la situazione non potrà che peggiorare. Gli italiani, già alle prese con le conseguenze della pandemia e della guerra alle porte dell’Europa, non possono subire un’altra, ennesima, emergenza immigrazione. E in tutto questo, che fanno l’Ue e il ministro Lamorgese? Continuano a negare l’evidenza. Inaccettabile: serve un netto cambio di passo, interventi diretti, urgenti e concreti per proteggere i confini dell’Italia e dell’Europa”. Così in una nota Annalisa Tardino, europarlamentare della Lega, coordinatrice ID in commissione Libe.
(ITALPRESS).

Ucraina, Salvini “Per la Lega la priorità è pace e lavoro”

ROMA (ITALPRESS) – “Per la Lega l’emergenza è e sarà il lavoro, pace e lavoro. Ho chiesto ieri a Draghi e ho ribadito oggi ai sindacati la necessità di arrivare subito alla pace in Ucraina per salvare vite e salvare posti di lavoro”. Così il leader della Lega, Matteo Salvini, al termine dell’incontro con i sindacati. “Per la Lega l’emergenza in questo momento è duplice – ha ribadito – pace e lavoro sono estremamente collegati. Più armi all’Ucraina rinviano la pace e creano morte oltre confine e disoccupazione in Italia. Qui c’è il rischio di avere un autunno e un inverno di tensione sociale, di licenziamenti di massa e di chiusure, quindi prima finisce la guerra e meglio è”. “Io sto lavorando silenziosamente per il cessate il fuoco, parlo con tutti. Parlo con Washington, con Istanbul, con Pechino e con Mosca. Se servirà nei prossimi giorni andrò ovunque sia necessario per il cessate il fuoco che ripeto significa salvare vite in Ucraina e salvare posti di lavoro in Italia. Chi parla di sospendere l’importazione di gas russo in Italia lo vada a dire a migliaia di operai che perderebbero il posto di lavoro”, ha aggiunto. Berlusconi? “Ci parlerò oggi pomeriggio” ha concluso il leader della Lega,
– foto agenziafotogramma.it
(ITALPRESS).

Renzi “Voto a maggio 2023, nostra area vale ben più del 4%”

ROMA (ITALPRESS) – “Siamo quelli che col 4% hanno mandato a casa
Conte e portato Draghi a Chigi e che prima hanno bloccato Salvini
al Papeete. Penso che ci sia ben più del 4% per quest’area qua.
Credo che si arriverà a votare a maggio 2023, da qui a un anno
avremmo modo di portare la nostra forza in giro per il Paese con
determinazione”. Così il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, nel
corso della presentazione del suo nuovo libro “Il Mostro”. “Quanto alle fibrillazioni, il Movimento 5 Stelle prima di andare a casa pur di rimanere in Parlamento voterebbero anche Cetto la qualunque, oggi c’è un governo molto serio che è quello di Draghi, figuriamo se viene messo in discussione da chi dicendo scegliere decide sempre di restare in Parlamento e non per rischiare di tornare a casa, magari a prendere il reddito di cittadinanza”. Se ho idea di come arrivare alle elezioni 2023? “No, ma non per noi perchè siamo tranquilli sono gli gli altri non hanno ancora deciso, il M5S non so se arriva al 2023. Salvini e Conte hanno fatto tutto il Quirinale insieme. Mi pare che la leadership di Conte sia leggermente messa in discussione dal fatto che non hanno una linea. I grillini chi sono? Avevano una grande forza quando erano contro il sistema” ha concluso il leader di Italia Viva.
– foto Agenziafotogramma.it –
(ITALPRESS).

Conte “Su armi Italia ha già dato, ora spingere su negoziati”

ROMA (ITALPRESS) – “Confermiamo la nostra valutazione: l’Italia ha fornito già armamenti, ce ne sono stati tre e adesso riteniamo che ci sia una nuova fase in cui l’Italia deve essere protagonista per spingere con tutti gli sforzi possibili per un negoziato”. Così il presidente del M5S, Giuseppe Conte, parlando con i cronisti nei pressi del Senato. “Se non diamo una sterzata e una svolta noi rischiamo di avere un conflitto che durerà non sappiamo quanto tempo. Sugli armamenti l’Italia ha già dato”. “Di fronte a Paesi che chiedono di voler entrare nella NATO per sentirsi in una situazione più confortevole, francamente non possiamo dire di no e quindi diciamo di sì” ha aggiunto, per poi invitare Mario Draghi a informare le Camere. “Io mi aspetto che il premier venga in Parlamento, venga a informarci sullo stato di evoluzione del conflitto, e poi ci ragguagli sugli sforzi e sulle iniziative del governo e sulla direzione che vuole imprimere. Noi siamo fiduciosi di poter condividere con il governo questa linea di massima concentrazione sugli sforzi diplomatici. Significa condividere una linea tra governo e Parlamento in modo da rendere più forte il governo”.
– foto agenziafotogramma.it –
(ITALPRESS).

Porfiria epatica acuta, in Sicilia la mostra “Oltre il visibile”

PALERMO (ITALPRESS) – Un viaggio attraverso molteplici suggestioni visive per sensibilizzare sull’esistenza della porfiria epatica acuta, patologia rara, dalla natura complessa, aspecifica ed eterogenea nei suoi sintomi, ma anche per favorire l’empatia con i pazienti, raccontandone le difficoltà quotidiane e il coraggio con cui affrontano la loro condizione. Questo l’obiettivo della mostra itinerante “Oltre il visibile. Suggestioni visive e racconti sulla Porfiria Epatica Acuta” che, in questi giorni, è ospitata nel cortile di Palazzo Steri, a Palermo (fino al 21 maggio) e, successivamente, nell’atrio del padiglione 3 del policlinico Universitario di Catania (fino al 3 giugno).
La mostra è nata dalla collaborazione tra Alnylam Pharmaceuticals, azienda biofarmaceutica americana che, dal 2002, sta sviluppando una pipeline di medicinali basati sull’RNA Interference destinati ai pazienti con opzioni di trattamento limitate o inadeguate, e gli studenti del Triennio in Graphic Design and Art Direction di NABA, Nuova Accademia di Belle Arti.
“Le porfirie sono un gruppo di malattie rare – spiega al riguardo il professore Maurizio Averna, responsabile dell’U.O. di Medicina Interna e Dislipidemie Genetiche del Policlinico “Paolo Giaccone” di Palermo – che derivano da un difetto, ereditario o acquisito, di uno degli enzimi della via biosintetica dell’eme, componente essenziale dell’emoglobina e, quindi, della vita. Per ogni enzima deficitario si può generare una forma differente di porfiria, e tra gli otto sottotipi, le porfirie acute a coinvolgimento epatico sono di fatto le più subdole, perchè apparentemente di più difficile diagnosi. Purtroppo, ancora troppo spesso queste patologie sono prese in considerazione dai medici solo quando la necessità di una diagnosi è disperata. Nella gestione di queste patologie, oltre alla ricerca che sta portando alla disponibilità di farmaci innovativi e sempre più efficienti, rimane fondamentale quindi la diagnosi sempre più precoce che si ottiene anche lavorando sulla consapevolezza e la conoscenza di queste patologie, sia da parte dei medici, che dei cittadini. E’ molto pertinente, quindi, oltre che socialmente importante, sensibilizzare l’opinione pubblica su una malattia sconosciuta come la porfiria epatica acuta anche attraverso il linguaggio universale dell’arte, attraverso la mostra “Oltre il visibile”, esposta nel cortile di Palazzo Steri, qui a Palermo, aperta al pubblico, il cui titolo già evocativo racchiude in sè il senso concreto dell’iniziativa, proponendo suggestioni visive e racconti sulla patologia che vanno oltre la malattia e la sua rappresentazione”.
Le porfirie epatiche sono, quindi, un gruppo di porfirie la cui sede prevalente di espressione del difetto genetico è rappresentata dal fegato. Il termine acute, o inducibili, secondo una delle più recenti classificazioni proposte in letteratura, si riferisce alla possibilità che il paziente vada incontro a un attacco acuto. I sintomi comuni della porfiria epatica acuta (AHP), della quale – seppur rara – hanno sofferto personaggi noti come Vincent van Gogh, re Giorgio III d’Inghilterra e la figlia di Isabel Allende, Paula, alla cui storia la scrittrice ha dedicato un libro, comprendono sia manifestazioni acute, crisi neuro viscerali con forte dolore addominale diffuso e alterazioni dello stato mentale (attacco porfirico acuto), sia sintomatologia cronica intercorrente e persistente.
“La porfiria epatica acuta può colpire persone di ogni sesso, età, razza o etnia, ma la maggior parte dei casi si verifica nelle donne di età compresa tra i 20 e i 40 anni – precisa la professoressa Agata Fiumara, Direttore U.O.C. Clinica Pediatrica, Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale, Azienda Ospedaliero Universitaria “Policlinico San Marco G. Rodolico” di Catania, che ospiterà la mostra dopo la tappa di Palermo -. Chi ne è affetto alterna intervalli di quiescenza ad attacchi acuti di dolore addominale severo e inspiegabile che possono durare anche più giorni e coinvolgere il sistema neuropatico, con il rischio anche di eventi fatali (arresti respiratori o cardiaci)”.
“Molti fattori ambientali o condizioni patologiche (come farmaci, restrizione calorica, ormoni, infezioni o abuso di alcool) spesso svolgono un ruolo chiave nell’innescare l’attacco acuto che può venire confuso con patologie più frequenti, quali sindrome dell’intestino irritabile, appendicite, fibromialgia ed endometriosi. Alcune persone, inoltre, presentano quotidianamente sintomi debilitanti, i cosiddetti sintomi cronici come l’ansia, la nausea, il dolore e l’affaticamento, anche quando non hanno attacchi acuti. Una sintomatologia molto varia, quindi, che può essere scambiata con quella di molte altre malattie, comportando un ritardo diagnostico che può protrarsi anche fino a 15 anni o diagnosi errate che possono condurre a trattamenti, interventi chirurgici e ricoveri ospedalieri non necessari. Per questo è importante che questa patologia genetica venga sospettata, vista e riconosciuta sempre più tempestivamente dagli specialisti – dagli operatori dei Pronto Soccorso ai medici di famiglia – oltre che dai pazienti e dall’opinione pubblica generale”.
Tutto il percorso della mostra “Oltre il visibile. Suggestioni visive e racconti sulla Porfiria Epatica Acuta” invita lo spettatore ad andare oltre, a ricercare una realtà diversa che normalmente non tutti riescono a vedere. Sensibilizzando anche sull’importanza di aumentare la consapevolezza sulle malattie rare, perchè, se è vero che per una patologia cosiddetta rara si identificano 5 pazienti su 10.000, a fronte di almeno sei o settemila malattie rare conosciute, solo in Europa si contano tra i 30 e i 40 milioni di persone affette.
Per maggiori informazioni sulla porfiria epatica acuta, per riconoscere segni e sintomi e sapere quali sono gli esami da effettuare per confermare una diagnosi di AHP è disponibile per pazienti, caregivers e specialisti il sito: https://www.livingwithporphyria.eu/it/informazioni-sull-ahp . Inoltre per facilitare la ricerca dei centri di riferimento dedicati alla porfiria epatica acuta è possibile consultare il sito: https://centriporfiriaepaticaacuta.it/.

– foto Weber Shandwick –

(ITALPRESS).

Nasce il primo impianto di biometano da rifiuti organici in Sicilia

CALTANISSETTA (ITALPRESS) – Snam4Environment, società controllata al 100% da Snam, ha inaugurato oggi a Caltanissetta il primo impianto di biometano da FORSU (frazione organica del rifiuto solido urbano) della Sicilia, un progetto di economia circolare che mira a essere il capofila di altre iniziative analoghe sull’isola, con l’obiettivo di contribuire alla decarbonizzazione della Regione e del Paese. All’inaugurazione erano presenti, tra gli altri, Daniela Baglieri, assessore regionale per l’Energia e i servizi di pubblica utilità, Roberto Gambino, sindaco di Caltanissetta, Antonio Martini, direttore Dipartimento energia della Regione Sicilia, Stefano Ciafani e Gianfranco Zanna, rispettivamente presidente nazionale di Legambiente e presidente di Legambiente Sicilia, Giuseppe Catania, presidente di SRR nord Caltanissetta (Società per la Regolamentazione del servizio di gestione Rifiuti) e sindaco del Comune di Mussomeli, Marco Ortu, Managing Director di Snam4Environment, e Sabrina Piccaluga, amministratore unico dell’impianto.
“Grazie al lavoro di tutti gli stakeholder coinvolti, oggi siamo soddisfatti di inaugurare questo impianto che darà un contributo tangibile all’economia circolare in Sicilia, creando opportunità di sviluppo e occupazione per il territorio di Caltanissetta – ha dichiarato Marco Ortu, Managing Director di Snam4Environment -. Attraverso iniziative come questa, possiamo rendere l’Italia un leader europeo nel settore dei gas verdi, facendo leva sulle caratteristiche virtuose del biometano per sostenere gli obiettivi climatici e, al contempo, valorizzando la filiera italiana”.
Per Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, “oggi è una bella giornata per la Sicilia, una regione ancora nel pieno di una travagliata transizione tra la vecchia logica degli impianti di smaltimento e la nuova frontiera dell’economia circolare. Dal 2008 la nostra associazione promuove i digestori anaerobici come soluzione impiantistica per produrre ammendante agricolo e biometano, un combustibile rinnovabile utile a decarbonizzare il sistema energetico e rendere indipendente il nostro paese dalle importazioni dall’estero. In un momento storico in cui la crisi climatica avanza in modo inesorabile e la terribile guerra in Ucraina ha reso chiaro a tutti quanto è importante essere autonomi energeticamente, è fondamentale – ha sottolineato – costruire tanti impianti di questo tipo in tutto il Paese, a partire dal centro sud e dalle isole, coinvolgendo i territori per superare le contestazioni locali, per archiviare una volta per tutte la stagione dell’economia distorta che fa circolare i rifiuti in tutta Italia, promuovendo invece quella sana che avvia a riciclo i rifiuti in ogni provincia”.
Il nuovo impianto, sorto in contrada Grottarossa, potrà recuperare dai comuni limitrofi circa 36.000 tonnellate/anno di FORSU e contribuirà a migliorare l’efficienza del sistema rifiuti della Provincia e della Regione, favorendo la riduzione dell’impatto ambientale, attraverso un minor ricorso alle discariche e al trasporto dei rifiuti fuori Regione, e una conseguente riduzione dei costi a carico del Comune e dei cittadini.
La capacità annua dell’impianto a pieno regime è di 3,6 milioni di standard metri cubi di biometano avanzato, equivalenti a una riduzione delle emissioni di 7.000 tonnellate di CO2 fossile immessa in atmosfera, pari a quelle prodotte dal riscaldamento di circa 3.500 appartamenti. Il digestato, materiale rimanente dalle lavorazioni dei rifiuti, viene trasformato in compost di qualità che potrà essere impiegato come fertilizzante per l’agricoltura, con una produzione di 10.000 tonnellate/anno, utili per concimare più di 300 ettari di terreno, pari alla superficie di 450 campi da calcio.
Durante l’evento, Snam4Environment ha simbolicamente consegnato al Comune di Caltanissetta la pista ciclabile realizzata dalla società nei pressi dell’impianto, un’opera pensata per valorizzare il territorio dando un contributo alla fruibilità dell’area da parte delle comunità locali.

– foto ufficio stampa Snam –
(ITALPRESS).

Intesa Sanpaolo, foto e sostenibilità nella Galleria d’Italia di Torino

TORINO (ITALPRESS) – Anche Torino entra nel circuito delle “Gallerie d’Italia” di Intesa Sanpaolo. Si tratta del quarto museo del Gruppo, diecimila metri quadri di percorso espositivo su cinque piani, di cui tre ipogei, dedicati alla fotografia e al Barocco in Piazza San Carlo a Palazzo Turinetti, sede legale e storica della Banca. Il progetto architettonico di Michele De Lucchi – Amdl Circle ha trasformato gli spazi dello storico palazzo, dove aveva sede fino al 2007 Sanpaolo-Imi, in un luogo unico dove fotografia e video arte documenteranno e conserveranno immagini, avvenimenti, riflessioni per promuovere i temi legati all’evoluzione della sostenibilità ESG (Environmental, Social, Governance). Le “Gallerie d’Italia – Torino” sono anche la nuova sede dell’Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo – con circa 7 milioni di scatti realizzati dagli anni Trenta agli anni Novanta da una delle principali agenzie di fotogiornalismo italiane – ed espongono una selezione di opere dalle collezioni del Gruppo tra cui il ciclo pittorico dell’antico Oratorio della Compagnia di San Paolo di proprietà della Banca.
L’apertura del museo torinese, a cui si aggiunge la nuova sede di Napoli che inaugurerà al pubblico il 21 maggio con spazi triplicati rispetto agli attuali, costituisce un fondamentale passo di Intesa Sanpaolo nella promozione della cultura in Italia e nella valorizzazione del proprio patrimonio artistico formato da oltre 35 mila opere d’arte di proprietà, il cui valore economico è inserito a fair value nel bilancio dal 2017.
Il nuovo museo torinese esporrà mostre temporanee originali, commissionate a fotografi di fama internazionale ed organizzerà attività come la didattica per le scuole, la ricerca scientifica, le iniziative per l’inclusione sociale. Alcuni degli spazi saranno a disposizione per eventi e iniziative cittadine. L’ingresso alle nuove Gallerie d’Italia – Torino avviene dall’attuale accesso al cortile della Banca, piazza San Carlo 156, attraverso un grande scalone che porta i visitatori verso gli spazi espositivi ipogei destinati alle mostre e che diventerà luogo di socialità.
Al primo piano sotterraneo, sono presenti aule didattiche con spazi modulari caratterizzati da una grande vetrata che si affaccia sulla “Sala dei 300”, la storica sala dove si svolgevano le Assemblee dell’Istituto Bancario Sanpaolo-IMI. Il secondo piano ipogeo, dove si trova la biglietteria, sarà un luogo di comunicazione e di incontro, anche per le scolaresche in visita, punto di snodo del museo da cui il pubblico può decidere come muoversi attraverso molteplici percorsi secondo le scelte e gli interessi.Una “manica lunga” pensata per la fotografia classica conduce ai locali al terzo piano sotterraneo dove trova sede l’Archivio Publifoto della banca guidata da Carlo Messina, visibile da parte dei visitatori attraverso una grande vetrata. Il percorso di visita non si limita agli spazi ipogei. Risalendo fino al piano terra il pubblico troverà un chiostro all’aperto delimitato da Piazza San Carlo, via XX Settembre e via Santa Teresa, dove apriranno anche una nuova libreria, il caffè e il ristorante.
Al piano nobile del Palazzo, nell’infilata di sale che affacciano su Piazza San Carlo, il percorso museale curato da Fernando Mazzocca, Alessandro Morandotti e Gelsomina Spione esporrà circa quaranta opere – dipinti, sculture, arazzi, arredi – dal XIV al XVIII secolo, allestiti in dialogo con gli apparati decorativi tardobarocchi (sovrapporte, boiseries, specchi) del palazzo; un ambiente dedicato ospiterà inoltre le nove grandi tele di proprietà della Banca realizzate nella seconda metà del Seicento per decorare l’antico Oratorio della Compagnia di San Paolo, oggi distrutto. Nello stesso piano la storica “Sala Turinetti” sarà destinata a eventi e iniziative cittadine. La Direzione del museo torinese è affidata a Michele Coppola, executive director Arte, Cultura e Beni Storici Intesa Sanpaolo e direttore delle Gallerie d’Italia, affiancato dal vice direttore Antonio Carloni.
A inaugurare gli spazi espositivi sarà la mostra “La fragile meraviglia. Un viaggio nella natura che cambia” di Paolo Pellegrin e “Dalla guerra alla luna 1945-1969. Sguardi dall’Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo”.
“Le Gallerie d’Italia sono gli spazi che Intesa Sanpaolo mette a disposizione delle comunità cittadine, offrendo i benefici della crescita umana e spirituale che l’arte e la cultura assicurano.
L’apertura della sede di Torino, in Piazza San Carlo, completa un progetto di dimensione nazionale e rappresenta una delle tappe più importanti nella storia dell’impegno profuso dalla nostra banca in ambito culturale – afferma Giovanni Bazoli, presidente emerito di Intesa Sanpaolo -. E crediamo che si possa parlare di un evento di grande significato per Torino: non solo sotto il profilo della cultura, in quanto il nuovo museo arricchirà la già ampia offerta culturale della città, ma anche sotto il profilo istituzionale e civile. In uno scenario di drammatica incertezza come quello che stiamo vivendo, l’evento odierno rappresenta anche un segnale di speranza e di fiducia nel futuro”.
Secondo Gian Maria Gros-Pietro, presidente di Intesa Sanpaolo, “l’inaugurazione del museo di Torino a Palazzo Turinetti dove da tanti anni ha sede il Gruppo è una nuova e affascinante forma del radicamento di Intesa Sanpaolo in città. Nelle sale dove si prendevano decisioni vitali per la Banca, oggi si respira arte, cultura, creatività. Uno segno denso di significato: il futuro nasce dalle radici”.
“L’arte e la cultura rappresentano, per un Paese come il nostro, elementi fondativi dell’identità collettiva e allo stesso tempo risorse preziose per una crescita dell’economia e della società capace di guardare in particolare alle persone più giovani – spiega Carlo Messina, amministratore delegato e CEO di Intesa Sanpaolo -. Anche per queste ragioni l’impegno in nuove iniziative come quella che oggi inauguriamo è parte integrante del Piano d’Impresa di Intesa Sanpaolo. Il museo di Torino – e il trasferimento della sede di Napoli – potranno dare nuovo impulso al legame che ci unisce a due città così importanti, un legame situato alle radici del nostro Gruppo”.
“E’ sempre un giorno di festa quando apre un museo e lo è ancora più di festa se si apre un luogo così bello e così proiettato verso l’innovazione nell’esposizione e aperto a tutte le forme d’arte – spiega Stefano Lo Russo, sindaco di Torino -. Torino si arricchisce di un nuovo spazio che contribuirà a rendere la città sempre più protagonista nell’arte e nella cultura. Lavorando tutti insieme rendiamo Torino sempre più attrattiva e aperta al mondo”.
“La nostra è una terra fortunata perchè può contare su realtà che, oltre a essere eccellenza del nostro sistema economico, hanno da sempre una sensibilità e responsabilità sociale d’impresa che sono straordinarie – afferma Alberto Cirio, presidente Regione Piemonte -. Intesa Sanpaolo ne è la testimonianza costante. Lo è stata in questi anni difficili di pandemia per aiutarci a sostenere il nostro sistema sanitario e lo è adesso in questo momento di rinascita per tutti, donandoci luoghi di storia e cultura che raccontano la bellezza dell’Italia e del nostro Piemonte”.

– foto ufficio stampa Intesa Sanpaolo –

(ITALPRESS).