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Ddl Zan, Letta “Destra italiana arretrata su diritti civili”

ROMA (ITALPRESS) – “Per noi è importante ribadire il concetto per una società più forte, inclusiva e moderna, i diritti non sono mai contrapposti ad altre priorità. No alla logica del benaltrismo con cui la destra ragiona su questi temi, noi parliamo di doveri, ma non ci sono doveri se non ci sono diritti. Emerge una nostra alternatività a una destra che sui diritti civili e sociali è tra le più arretrate d’Europa”. Lo ha detto il segretario del Pd Enrico Letta, intervenendo alla Direzione del partito.
“Ribadiamo il nostro impegno sui diritti, per l’approvazione della legge contro i crimini di odio”, ha sottolineato Letta, in merito al ddl Zan.
-foto agenziafotogramma.it-
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Dipartimenti di eccellenza 2023-2027, per Milano-Bicocca concorrono 11 su 14

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MILANO (ITALPRESS) – L’Università di Milano-Bicocca è presente con 11 dipartimenti su un totale di 14 nella graduatoria dei 350 migliori dipartimenti d’Italia ammessi a concorrere per la selezione dei “Dipartimenti di eccellenza 2023-2027” che il Ministero dell’Università e della ricerca (MUR) ha pubblicato nei giorni scorsi. I dipartimenti selezionati concorrono per la seconda fase, quella in cui saranno individuati i 180 destinatari del finanziamento per i “dipartimenti di eccellenza”. Ecco quali sono: Biotecnologie e bioscienze; Economia, metodi quantitativi e strategie d’impresa; Fisica “Giuseppe Occhialini”; Giurisprudenza; Informatica, sistemistica e comunicazione; Matematica e applicazioni; Medicina e chirurgia; Psicologia; Scienze dell’ambiente e della terra; Scienze umane per la formazione “Riccardo Massa”; Sociologia e ricerca sociale. La graduatoria è stata predisposta dall’ANVUR sulla base dell’Indicatore Standardizzato di Performance Dipartimentale (ISPD), calcolato a partire dai risultati della valutazione della qualità della ricerca (VQR) 2015-2019. Una commissione nominata dal MUR, composta da sette membri, dovrà valutare le domande di finanziamento che verranno presentate dalle università per la selezione dei 180 Dipartimenti di eccellenza per il periodo 2023-2027. L’elenco dei dipartimenti che risulteranno assegnatari del finanziamento si conoscerà entro il 31 dicembre 2022. “Essere presenti nella graduatoria del MUR con undici piazzamenti rappresenta un riconoscimento importante per la qualità della nostra produzione scientifica – ha dichiarato la rettrice, Giovanna Iannantuoni -. Gli undici dipartimenti ammessi sono rappresentativi di tutte le aree disciplinari dell’Ateneo, una conferma che la multidisciplinarietà costituisce uno dei punti di forza di Milano-Bicocca”.

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In Portogallo debutto pneumatici Scorpion KX WRC Gravel

MILANO (ITALPRESS) – Il Rally del Portogallo, che quest’anno festeggia la sua 50a edizione, è il primo evento gravel della stagione 2022 del Campionato del Mondo FIA Rally e il primo per le nuove vetture ibride Rally1 di quest’anno, con Pirelli che introduce la sua gamma aggiornata di pneumatici da ghiaia Scorpion KX WRC, su misura per le esigenze della categoria TOP.
Il Portogallo presenta strade sterrate veloci e tecniche con una superficie inizialmente morbida e sabbiosa che offre poca aderenza per i primi corridori e che può degradarsi rapidamente e poi esporre la dura base sottostante con rocce e pietre taglienti. Gli pneumatici devono essere versatili per offrire prestazioni e durata e le strategie spesso variano tra il primo e il secondo passaggio delle fasi. Le condizioni meteo potrebbero riservare qualche sorpresa e rendere più complicate le strategie di gara. In questo contesto, le gomme da bagnato potrebbero svolgere un ruolo fondamentale tanto quanto le gomme da asciutto.
Lo pneumatico gravel rally Pirelli per la categoria top è disponibile in due mescole, entrambe aggiornate per la stagione 2022 con strutture rinforzate e un design ottimizzato per il peso extra e la coppia delle ultime vetture Rally1. Per il Portogallo, l’hard HA è la scelta principale che offre durata per le superfici più abrasive, con la Soft SA come alternativa e che fornisce prestazioni ottimali in condizioni più fresche o umide.
“Come primo rally su ghiaia della stagione, il Portogallo sarà un grande test per i team e le loro nuove vetture, la prima occasione per vedere come si confrontano sulla superficie più comune del WRC – l’analisi di Terenzio Testoni, responsabile attività rally -. E’ anche la prima opportunità per utilizzare le nuove mescole HA e SA dei nostri pneumatici Scorpion KX WRC, che combinano ciò che abbiamo imparato durante la nostra prima stagione nel WRC dello scorso anno, con le caratteristiche speciali richieste dalle ultime vetture Rally1. La mescola dura è la scelta principale qui in Portogallo, ma possiamo anche aspettarci che la morbida sia utilizzata per il primo passaggio delle prove, soprattutto se piove. Possibili un’ampia gamma di condizioni meteorologiche e di superficie e questo dovrebbe fornire un buon test a 360 gradi per le gomme”.
Pirelli porterà in Portogallo circa 2400 pneumatici, di cui 520 per la classe regina delle vetture Rally1. Ogni pilota di Rally1 può utilizzare fino a 28 pneumatici durante il rally, incluso lo shakedown.
– Foto ufficio stampa Pirelli –
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Omofobia, Mattarella “Rispetto e uguaglianza non sono derogabili”

ROMA (ITALPRESS) – “Questa Giornata internazionale chiede l’attenzione sulle violazioni alla dignità della persona motivate con orientamenti sessuali diversi dal proprio. Occorre educare a una cultura della non discriminazione, per costruire una comunità che metta al bando ogni forma di prevaricazione radicata nel rifiuto delle differenze”. Lo afferma in una nota il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della Giornata mondiale contro l’omofobia.
“Il rispetto dei diritti di ogni persona, l’uguaglianza fra tutti i cittadini, sancita dalla nostra Costituzione e dagli ordinamenti internazionali che abbiamo fatto nostri, non sono derogabili – prosegue il capo dello Stato -. Solidarietà e responsabilità sono alla base della nostra comune convivenza. Solo la comprensione reciproca può portare alla piena accettazione di tutto ciò che è “altro” da sè e al riconoscimento di ciascuna individualità. Il messaggio di questa giornata è l’invito a rinnovare l’impegno al rispetto dell’altro e delle sue scelte: elementi alla base del vivere collettivo”.

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Blitz antimafia di polizia e carabinieri a Palermo, 31 arresti

PALERMO (ITALPRESS) – Operazione antimafia della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri di Palermo, che hanno smantellato il mandamento di Brancaccio che comprende le famiglie mafiose di Brancaccio, Corso dei Mille e Roccella. Sono 31 le persone raggiunte da misure cautelari, di cui 29 in carcere e 2 agli arresti domiciliari, accusate a vario titolo di partecipazione ad associazione di tipo mafioso, detenzione e produzione di stupefacenti, detenzione di armi, favoreggiamento personale e estorsione con l’aggravante del metodo mafioso. I provvedimenti sono stati emessi dal gip del Tribunale di Palermo.
L’ordinanza segna l’epilogo di una fase operativa già avviata lo scorso 20 luglio, nell’ambito dello stesso contesto investigato, attraverso l’esecuzione di un decreto di fermo di indiziato di delitto emesso dalla Procura di Palermo-DDA a carico di numerosi indagati per associazione a delinquere di stampo mafioso ed estorsione aggravata.
La Squadra Mobile di Palermo e il Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato hanno eseguito i provvedimenti nelle città di Palermo, Reggio Calabria, Alessandria e Genova.
Gli indagati sono accusati di ‘avere fatto parte, in concorso ed unitamente ad altre numerose persone, dell’associazione mafiosa denominata ‘Cosa Nostrà, promuovendone, organizzandone e dirigendone le relative illecite attività e per essersi, insieme, avvalsi della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva per commettere delitti contro la vita, l’incolumità individuale, la libertà personale, il patrimonio, per acquisire in modo diretto o indiretto la gestione o, comunque, il controllo di attività economiche, di concessioni, di autorizzazioni, di appalti e servizi pubblici, per realizzare profitti e vantaggi ingiusti per se e per gli altri, per intervenire sulle istituzioni e sulla pubblica amministrazione”.
L’ordinanza scaturisce da una complessa attività di indagine avviata dalla Squadra Mobile di Palermo e dal Servizio Centrale Operativo nel 2019 e supportata da presidi tecnici, che ha consentito di acquisire gravi indizi in ordine all’attuale organigramma delle famiglie mafiose attive nell’ampio contesto criminale del mandamento di Brancaccio che comprende le famiglie mafiose di Brancaccio, Corso dei Mille e Roccella.
Le indagini attuali, avviate successivamente agli ultimi arresti operati nel mese di novembre 2019 e mirate ad individuare i protagonisti della riorganizzazione delle famiglie mafiose duramente colpite dai provvedimenti cautelari, hanno consentito di ricostruire gli assetti delle famiglie mafiose di Brancaccio, identificando i probabili vertici, gregari e soldati, che dalle acquisizioni info-investigative il giudice ha ritenuto gravemente indiziati di numerosi reati-fine dell’associazione mafiosa, dalle estorsioni, commesse ai danni di numerosissimi commercianti e imprenditori, il cosiddetto ‘pizzò, alla gestione delle numerose piazze di spaccio sparse sul territorio di Brancaccio, tutti reati che avrebbero consentito di accumulare quei proventi necessari al mantenimento in vita dell’associazione ed alla remunerazione dei sodali liberi e delle famiglie di quelli detenuti.
Ne è scaturito un quadro probatorio a carico degli odierni indagati che, sotto la direzione di personaggi del calibro di D.L.G., vertice della compagine, coadiuvato da N.S., V.A. e D.F.M., quest’ultimo responsabile operativo per il settore delle estorsioni e del traffico di droga, avrebbero riorganizzato i clan mafiosi permettendone non solo la sopravvivenza ma consentendo una maggiore espansione sul territorio di Brancaccio.
Gli investigatori hanno documentato 50 episodi estorsivi ai danni di titolari di esercizi commerciali, a dimostrazione che ‘le attività produttive della zona sono sempre oggetto di attenzione dell’articolazione mafiosa e molti esercenti, dal piccolo ambulante abusivo fino all’operatore della grande distribuzione, sono soggetti alla pretesa del pizzo quando non addirittura costretti, ab origine, a chiedere l’autorizzazione prima di avviare i lavori o ad assumere dipendenti dettati dal gruppo criminalè.
Al riguardo emblematica è la conversazione avvenuta tra il responsabile delle estorsioni della cosca mafiosa ed un suo sodale, avvicinato da un imprenditore edile che, avendo in progetto di acquistare un terreno nella zona di competenza della famiglia mafiosa per costruirvi appartamenti e consapevole di doversi assoggettare alle pretese mafiose per poter realizzare le costruzioni senza incorrere in furti, rapine o danneggiamenti – per ottenere quindi la protezione della mafia -, si rivolge al referente mafioso della zona, per mettersi a posto.
Le pretese estorsive non hanno risparmiato nemmeno uno ‘sfincionarò che, dopo avere subito il danneggiamento della saracinesca del laboratorio mediante apposizione di attack si era rivolto ad uno degli odierni indagati per mettersi a posto.
Ancora da segnalare la pervicacia dimostrata dagli estorsori di Brancaccio che non avrebbero esitato ad effettuare il sopralluogo presso un cantiere edile sorto nelle immediate vicinanze del Commissariato, per una successiva eventuale richiesta estorsiva.
Per quanto riguarda le armi, sottolineano gli investigatori, “è di tutta evidenza, dunque, come tutti gli associati abbiano piena consapevolezza di siffatta disponibilità e siano ben consci anche della loro possibilità di ottenere il concreto possesso di armi di cui siano in un dato momento sprovvisti rivolgendosi ad altri sodali, financo a quelli eventualmente inseriti in altre articolazioni territoriali dell’organizzazione criminale”.
Anche il traffico di droga rappresenta una importante voce di arricchimento illecito; dal complesso delle attività, infatti, è stato possibile quantificare gli introiti derivanti dalle “sei piazze di spaccio dello Sperone”, tutte direttamente gestite o comunque controllate dai sodali, con un ricavo presunto di circa 80.000 euro settimanali, nonchè accertare la provenienza di parte dello stupefacente ad opera di due Calabresi, destinatari dell’odierna ordinanza.
In tale ambito sono stati eseguiti, in più occasioni ed a titolo di riscontro, 16 arresti in flagranza per detenzione di sostanza stupefacente e sequestrati circa 80 chili di droga tra cocaina, purissima ancora da tagliare, hashish e marijuana per un valore sul mercato di oltre 8 milioni di euro.
Afferma il gip: “non ci si può infine esimere dal rimarcare che costituisce plastica dimostrazione di come la scelta di vita degli indagati sia fondata, già in termini culturali e ‘idealì, proprio su un principio di contrapposizione ai fondamenti della libertà democratica e al rispetto delle regole, il reiterato utilizzo delle parole ‘sbirro o carabinierè quali vere e proprie offese che si ritrova in più conversazioni intercettate”.
In tale contesto, come emerso nel corso delle indagini, nel maggio del 2019, durante i preparativi per il ricordo della strage di Capaci e via D’Amelio, veniva prospettata l’intenzione di un parente di un coindagato di far partecipare la figlia alle relative iniziative scolastiche. In proposito il presunto uomo d’onore, dopo avere apostrofato la parente del coindagato come sbirra, ha sottolineato come lui non avesse mai prestato il consenso alla partecipazione definita “vergogne” a queste iniziative, ribadendo che non potevano “immischiare le carte con Falcone e Borsellino”.
Continua il giudice che “si colloca nel medesimo solco, ed è per la verità ancora più sconcertante, il fatto che la ‘formazionè mafiosa non abbia risparmiato nemmeno una bambina in tenera età che, dopo lunga preparazione, si accingeva a partecipare a una iniziativa scolastica in memoria dei rimpianti Giudici Borsellino e Falcone”.
Anche in piena emergenza epidemiologica sono stati acquisiti gravi indizi in merito al rastrellamento di denaro dalle pochissime attività rimaste aperte e con volumi di affari certamente ridotti ma in un caso un indagato si è impossessato di venti cartoni di mascherine FP3 contenenti 16.000 mascherine, sottraendole ad un Ospedale cittadino dove svolgeva attività lavorativa perchè appartenente all’area “Emergenza Palermo”, per rivenderle a scopo di lucro.
L’odierno provvedimento cautelare, nella parte sviluppata dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Palermo, colpisce un gruppo di soggetti gravemente indiziati di essere direttamente legati a due indagati che, forti dei loro storici legami con “Cosa Nostra”, sarebbero stati in grado di coadiuvare i due vertici nella gestione del mandamento mafioso e nella conduzione delle attività illecite che alimentavano le casse della famiglia mafiosa di Ciaculli.
Fra i 5 soggetti destinatari di misura cautelare oggetto delle investigazioni dei Carabinieri di Palermo figurano infatti F.G., direttamente legato per connessioni parentali ai vertici del mandamento, e E.P..
L’agguerrita compagine criminale, per il tramite dei suoi collaboratori, si sarebbe dunque occupata dell’imposizione delle cosiddette sensalerie sulle compravendite di immobili ricadenti sotto l’area di influenza, commettendo vere e proprie condotte estorsive in danno di quei cittadini che, per concludere affari immobiliari, si sono visti costretti ad accettate l’opera di mediazione degli indagati.
Altro settore illecito è quello della coltivazione di piantagioni di cannabis-sativa, da cui veniva ricavato la sostanza stupefacente destinata alle piazze di spaccio del capoluogo.
Le acquisizioni dei militari del Nucleo Investigativo hanno, altresì, evidenziato che la compagine criminale avrebbe tratto parte del suo sostentamento anche dalla gestione delle acque irrigue, impropriamente sottratte direttamente alla conduttura “San Leonardo”, di proprietà del “Consorzio di Bonifica Palermo 2”. Gli affiliati alla famiglia mafiosa di Ciaculli sarebbero, infatti, intervenuti direttamente sulle condotte del consorzio, forzandole e incanalando l’acqua in vasche di loro proprietà, per poi ridistribuirla ai contadini operanti nell’agro Ciaculli-Croceverde Giardini e Villabate. Tale circostanza, oltre a costituire un guadagno illecito per l’organizzazione mafiosa, avrebbe permesso alla famiglia mafiosa di Ciaculli di accreditarsi verso numerosi produttori agricoli, ergendosi a punto di riferimento per la gestione di uno dei beni essenziali per eccellenza: l’acqua.
Un ulteriore “affare” sul quale gli uomini di Ciaculli avrebbero imposto il controllo, è stato rintracciato nella gestione delle piattaforme di gioco per le scommesse on-line illegali. Questo delicato settore, che risulta una costante nella moderna economia che costituisce gli affari delle famiglie mafiose siciliane, avrebbe assicurato cospicui introiti nella cassa della consorteria di Ciaculli e di quel mandamento mafioso, che avrebbe imposto sul territorio l’utilizzo di piattaforme di gioco che non avrebbero rispettato la normativa sulla prevenzione patrimoniale imposta alle attività ludiche dalle leggi italiane. Il compenso, tuttavia, sarebbe stato versato dagli esercenti, in proporzione ai guadagni ricavati, nelle casse del mandamento mafioso. I proventi delle attività illecite sarebbero stati poi reinvestiti in alcune attività commerciali.
Dalle indagini è anche emerso che la compagine mafiosa avrebbe avuto anche a disposizione un vero e proprio arsenale di armi. L’intervento dei Carabinieri ha, infatti, consentito nell’ottobre 2020 di arrestare in flagranza di reato un indagato e di rinvenire nella sua disponibilità un fucile da caccia (doppietta), marca Beretta calibro 12, e otto munizioni celate all’interno di alcune balle di fieno accatastate nel maneggio di sua proprietà nella zona di Croceverde Giardini, fatti per i quali vi è procedimento penale in corso.
Le acquisizioni in possesso dei militari dell’Arma avrebbero tuttavia consentito di presupporre che la potenza di fuoco della famiglia mafiosa potesse contare anche su numerose armi semiautomatiche gestite dai sodali e nascoste nell’agro di Ciaculli, sinora non rinvenute.
Contestualmente la Polizia Giudiziaria ha dato esecuzione al sequestro preventivo del capitale sociale, di beni aziendali e dei locali di alcune imprese per un presunto valore complessivo di circa 350 mila euro, in quanto frutto di intestazione fittizia, tra i quali una rivendita di prodotti ittici, due rivendite di caffè e tre agenzie di scommesse.
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Costa “Rivedere l’obbligo delle mascherine a scuola”

ROMA (ITALPRESS) – “Sono convinto, e lo sostenevo già da prima, che soprattutto durante le lezioni, quando i nostri ragazzi e bambini sono seduti al proprio posto, si possano togliere le mascherine. Mi auguro ci possa essere lo spazio per fare una riflessione, pur consapevole che siamo certamente vicini alla scadenza dell’anno scolastico: sarebbe un’ulteriore segnalo positivo e di fiducia verso i cittadini, di un ritorno alla normalità auspicato da tutti”. Così a Buongiorno, su Sky TG24, il sottosegretario alla Salute Andrea Costa, in merito alla possibilità di rivedere l’obbligo di indossare le mascherine nelle aule entro la fine dell’anno scolastico.
“Mi pare – ha aggiunto – che nel nostro Paese oggi vi siano altre situazioni in cui ci sono tante presenze e non è più prevista la mascherina. Quindi, anche per una questione di coerenza, credo che si possa e si debba fare questa riflessione”.

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Berlusconi “La guerra sarà lunga se non portiamo Putin a negoziare”

TREVIGLIO (BERGAMO) (ITALPRESS) – “Non abbiano un leader nel mondo, non abbiamo un leader in Europa. Quello che dovrebbe essere un leader mondiale (Biden, ndr) e che doveva avvicinare Putin al tavolo della mediazione gli ha dato del criminale di guerra e gli ha detto di andare via dal governo russo per andare in galera”. Così Silvio Berlusconi, parlando dal palco di una manifestazione di Forza Italia a Treviglio è intervenuto sulla invasione della Russia all’Ucraina. “Un altro, il segretario della Nato Stoltemberg ha detto che l’Ucraina mai più sarà sotto la Russia e che anche le due repubbliche del Donbass non avranno mai riconosciuta la loro indipendenza. Capirete che con queste premesse Putin è lontano dal sedersi ad un tavolo di negoziazione” ha aggiunto il leader degli azzurri.
“Temo che questa guerra continuerà a lungo – aggiunge -. Siamo in guerra anche noi, perchè gli mandiamo le armi. Dopo quelle leggere, mi dicono, manderemo cannoni e carri armati e per questo avremo dei forti ritorni delle sanzioni imposte alla Russia sulla nostra economia” afferma Berlusconi. “Il prodotto interno lordo sta scendendo, ma i danni più gravi arriveranno dall’Africa. Questo perchè nei porti dell’Ucraina sono ferme tonnellate di grano e mais. In africa non hanno più benzina e temo che questo porterà a formare delle ondate di grandi dimensioni di profughi, di immigrati che verrano in Europa e in Italia. Per evitare tutto questo bisogna pensare a qualcosa di eccezionale per fare smettere Putin di fare la guerra” aggiunge. “Io nel 2002 l’ho portato al tavolo della Nato, con Bush e altri leader mondiali, mettendo fine ad una guerra fredda molto dura che durava da oltre 50 anni”.
Silvio Berlsconi, infine, afferma che l’Europa ha la necessità di avere un esercito proprio che gli permetterebbe di “diventare una potenza militare mondiale per potersi sedere al tavolo del consiglio del mondo, insieme a Stati Uniti, Russia, Giappone e Cina. Mentre adesso noi non contiamo niente nel mondo”.
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Samp travolgente, si complica l’Europa per i viola

GENOVA (ITALPRESS) – La Sampdoria festeggia la salvezza con una goleada casalinga, la Fiorentina manca di nuovo l’appuntamento con la continuità dopo il successo sulla Roma. La squadra di Italiano crolla per 4-1 al Ferraris e resta al settimo posto con 59 punti, ad una lunghezza dai giallorossi di Mourinho. Nella prima frazione di gioco la formazione viola non calcia mai nello specchio. La Samp invece lo fa tre volte e in due casi trova il gol. Al 16′ c’è l’1-0: calcio di punizione dalla destra di Candreva, Ferrari si libera della marcatura e col petto riesce a deviare in rete. Per il raddoppio bisogna aspettare la mezz’ora. Al 27′ Terracciano si supera sul destro a botta sicura di Candreva, ma 3′ dopo è beffato dal pallonetto morbido di Quagliarella che da posizione defilata capitalizza al meglio un assist illuminante di Sabiri. L’attaccante blucerchiato si conferma bestia nera dei viola con 14 reti all’attivo, dieci delle quali con la maglia dei liguri. Nella ripresa è la Fiorentina a fare la partita. Al 53′ la viola sfiora il gol: il neo entrato Maleh si inserisce in area e fa da sponda per Cabral, anticipato da Colley al momento del colpo di testa da due passi. La percentuale di possesso palla ospite è del 65%, ma la circolazione è sterile: la Samp fa densità in mezzo al campo e la linea lavora perfettamente sul fuorigioco. Al 65′ c’è la standing ovation per Fabio Quagliarella che lascia il posto a Caputo. Al 71′ la Sampdoria trova il terzo gol alla prima azione del secondo tempo. Ripartenza perfetta: Sabiri serve Candreva che scarica per il destro a botta sicura in rete di Thorsby. Italiano ci prova con Terzic e Saponara, ma sono le mosse della disperazione. All’84’ la Samp trova anche il poker. La firma è del migliore in campo: Sabiri si sposta la palla sul destro dal limite e batte Terracciano sul primo palo. C’è spazio per il gol della bandiera: all’88’ Trimboli la prende col braccio in area e Gonzalez spiazza su rigore il neo entrato Ravaglia. Nel finale espulso Colley per proteste: salterà l’Inter.
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