BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – Le prospettive per l’economia dell’UE prima dello scoppio della guerra erano per un’espansione prolungata e robusta. Ma l’invasione russa dell’Ucraina ha posto nuove sfide. Ciò ha portato la Commissione europea, nelle previsioni economiche di primavera, a rivedere al ribasso le prospettive di crescita dell’UE e al rialzo le previsioni di inflazione. Il Pil dell’UE dovrebbe rimanere in territorio positivo nell’orizzonte di previsione, grazie all’effetto combinato delle riaperture post-lockdown e alla forte azione politica intrapresa per sostenere la crescita durante la pandemia. La crescita del Pil reale sia nell’UE che nell’area dell’euro è ora prevista al 2,7% nel 2022 e al 2,3% nel 2023, in calo rispettivamente dal 4,0% e dal 2,8% (2,7% nell’area dell’euro), nelle previsioni intermedie per l’inverno 2022. Il downgrade per il 2022 deve essere letto sullo sfondo dello slancio di crescita raccolto dall’economia nella primavera e nell’estate dello scorso anno, che aggiunge circa 2 punti percentuali al tasso di crescita annuale di quest’anno. La crescita della produzione entro l’anno è stata ridotta dal 2,1% allo 0,8%. L’inflazione ha ripreso slancio dall’inizio del 2021, passando dal 4,6% su base annua nell’ultimo trimestre del 2021 al 6,1% nel primo trimestre del 2022. Ad aprile l’inflazione complessiva nella zona euro è salita al 7,5%, registrando il massimo storico dell’unione monetaria, mentre secondo le previsioni nel 2022 si attesterà al 6,1%, per poi scendere al 2,7% nel 2023. Secondo le previsioni le condizioni del mercato del lavoro dovrebbero migliorare ulteriormente con una crescita dell’occupazione nell’UE stimata all’1,2% quest’anno. Secondo le previsioni, i tassi di disoccupazione continueranno a diminuire attestandosi al 6,7% nel 2022 e al 6,5 % nel 2023 nell’UE e al 7,3 % nel 2022 e al 7% nel 2023 nella zona euro.
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Commissione Ue taglia stime di crescita, Pil 2022 al 2,7%
Nato, Letta “Su adesione Finlandia e Svezia, Italia può dire solo sì”
ROMA (ITALPRESS) – “Non credo si possa colpevolizzare il popolo svedese e il popolo finlandese se di fronte ad una minaccia così grave come quella che Putin ha dimostrato di rappresentare hanno deciso di proteggersi e credo sia Putin a doversi porre il problema se paesi che sono stati sempre neutrali, oggi si avvicinano al resto dell’Europa”. Lo ha detto il segretario del Pd, Enrico Letta, a margine degli appuntamenti elettorali a Piacenza. “Credo che Putin debba considerare i danni che ha fatto a sè stesso e alla Russia con questa sciagurata scelta di invasione e violenza all’Ucraina” ha aggiunto “ha spaventato tutti i paesi vicino, se voleva attrarli ha invece ottenuto l’effetto opposto, stanno andando verso chi vuole proteggerli. Credo che il nostro paese debba essere in linea con gli altri paesi europei e con l’alleanza di cui facciamo parte e quindi di fronte ad una richiesta di adesione di Svezia e Finlandia alla Nato, il nostro paese non può che dire sì”.
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In Spagna le mescole più dure della gamma Pirelli 2022
BARCELLONA (SPAGNA) (ITALPRESS) – Al Gran Premio di Spagna, di cui è title sponsor, Pirelli porta le mescole più dure della gamma 2022: la C1 come P Zero White hard, la C2 come P Zero Yellow medium e la C3 come P Zero Red soft. E’ stata una scelta piuttosto semplice, e la stessa dell’anno scorso anche se si utilizza una famiglia di pneumatici nuova di zecca, dato che le sfide del circuito di Barcellona sono ben chiare dai test e dalle gare precedenti. Tra queste la lunga curva 3 e la curva 9: entrambe riversano molta energia sui pneumatici. I team sono stati a Barcellona a febbraio, tre mesi fa, per i test pre-stagionali. Tuttavia, ci sono tre grandi differenze da considerare rispetto ad allora: in primo luogo, nei test i team si sono concentrati sulle mescole centrali della gamma piuttosto che sulla hard; in secondo luogo, le condizioni meteorologiche erano molto più fresche; infine le nuove vetture non erano ancora in versione definitiva. Da allora le monoposto sono migliorate considerevolmente e sarà interessante vedere quanto notevole sia effettivamente il passo avanti ottenuto con gli ultimi aggiornamenti. Dato che Barcellona è un circuito molto utilizzato, non ci sarà un’enorme evoluzione della pista nel corso del fine settimana, grazie anche a un fitto programma di gare di supporto. Le temperature dovrebbero essere asciutte e calde, il che aggiunge una ulteriore sfida a quelle già previste per i pneumatici. Il tracciato è invariato rispetto allo scorso anno, quando fu modificata la curva 10 aumentando leggermente la lunghezza complessiva del circuito. La strategia vincente dell’anno scorso è stata a due soste, l’approccio tradizionale a Barcellona, con il pilota Mercedes Lewis Hamilton che ha trionfato dopo essere scattato dalla pole utilizzando medium e soft. La strategia soft-medium-soft è stata quella utilizzata anche da tutti i piloti arrivati sul traguardo tra il secondo e l’ottavo posto. “E’ difficile dire molto di più su Barcellona di quanto non sia già stato detto, considerato che probabilmente si tratta del circuito in calendario più conosciuto dai piloti, con il suo layout che lo rende un proving ground perfetto – sottolinea Mario Isola, direttore Motorsport Pirelli – Ha un pò di tutto, con il settore finale molto tecnico che diventa particolarmente importante quando si tratta di gestire i pneumatici. Pertanto, i team avranno una buona opportunità per valutare i progressi fatti con le loro vetture dall’inizio della stagione, anche se le condizioni meteorologiche saranno molto più calde e probabilmente, rispetto a quanto visto nei test, ci sarà molto più utilizzo della mescola hard, che potrebbe essere l’opzione chiave per la gara. In passato, Barcellona è stata tradizionalmente una gara a due soste, quindi sarà interessante vedere se la nuova generazione di pneumatici quest’anno spingerà qualcuno a puntare alla sosta unica”, aggiunge Isola.
Le mescole P Zero White hard e P Zero Red soft sono state nominate per il quarto round della stagione di Formula 2 in Spagna. Questa è la stessa nomination delle ultime gare del campionato nel 2020 su questo circuito, e quella che è già stata vista quest’anno al primo round in Bahrain e ai test stagionali a Barcellona il mese scorso. Ogni pilota ha cinque set di gomme slick (tre hard e due soft) da utilizzare durante il fine settimana che prevede una gara sprint da 26 giri il sabato pomeriggio e una feature race da 37 giri la domenica mattina, occasione in cui devono essere utilizzate entrambe le mescole se si corre su asciutto. La P Zero White hard è stata nominata per il terzo round stagionale di Formula 3. I piloti avranno a disposizione tre set di mescola hard più un set di gomme P Zero Yellow medium come carry-over del precedente round di Imola e da utilizzare solo nelle prove libere. La hard è stata utilizzata anche dalla F3 a Barcellona lo scorso anno, così come nel primo round del 2022 in Bahrain e nei test stagionali svolti a Jerez e Barcellona il mese scorso. Sabato mattina si corre la gara sprint di 20 giri e la domenica mattina la feature race di 24 giri.
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Gambero Rosso, l’agroalimentare tra crescita e nuove sfide
ROMA (ITALPRESS) – Anche per il settore agroalimentare oggi nel mondo si vive una fase difficile a causa delle complesse sfide legate alla crisi, alla pandemia e alla situazione geopolitica. Ne ha parlato in un’intervista all’Italpress Paolo Cuccia, vicepresidente esecutivo della Fondazione Gambero Rosso.
“Stiamo vivendo una fase geopolitica estremamente difficile, dopo due anni di pandemia e dopo dodici anni di recessione”, ha spiegato Cuccia, aggiungendo che comunque “le complessità che attengono al mondo dell’agrifood toccano tanti altri settori”. In particolare, però, “il settore agroalimentare in questi anni è cresciuto molto ed è cresciuto anche l’export”, ha evidenziato. Però “il paese della biodiversità e della cucina più amata nel mondo – ha sottolineato – ancora non ha pianificato bene le sue fonti e in questa fase ne soffriamo particolarmente”.
La sostenibilità può essere d’aiuto anche in questo settore. Per tale motivo, a questo aspetto viene dedicato ampio spazio anche nella formazione. “Gambero Rosso – ha spiegato Cuccia – è un soggetto editoriale che cura con massima attenzione le proprie radici ma fondamentalmente utilizza questi contenuti per dare servizi. La formazione è uno di questi e nel nostro paese – ha continuato – è un altro aspetto che dovrebbe essere di maggiore attenzione anche all’interno del Pnrr, lo abbiamo più volte segnalato al governo. Il nostro è il paese – ha proseguito – con il più basso numero di laureati d’Europa, non solo nel nostro settore. E’ un paese in cui la dimensione aziendale ridotta porta a non avere formazione permanente, oggi indispensabile nel momento in cui i mutamenti della globalizzazione e i temi di sostenibilità e digitalizzazione richiedono una costante aggiornamento. In questo senso – ha aggiunto – Gambero Rosso è un soggetto molto avanzato, sia con le scuole professionali che nelle attività universitarie”.
Particolare attenzione è dedicata anche al mondo del vino. “Sette anni fa, nella nostra attività di accompagnamento delle aziende italiane nel mondo – ha spiegato -, avevamo già intercettato che in alcuni paesi, specie quelli che hanno sistemi di acquisto centralizzati, c’era già grande attenzione e c’erano messaggi che dicevano che progressivamente i loro bandi di acquisto del vino avrebbero privilegiato coloro i quali sono sostenibili”, fino a escludere oggi “coloro che non lo sono”. “Con Unione Italiana Vini e Federdoc – ha affermato – abbiamo creato una società di scopo che ha realizzato un disciplinare di certificazione che ha portato, qualche mese fa, al recepimento da parte del Ministero delle Politiche agricole. Il bollino della società che si chiama Equalitas – ha aggiunto – è un passaporto abilitante verso questi mercati”. Poi il vicepresidente esecutivo della Fondazione Gambero Rosso ha ricordato che in Italia “abbiamo quasi 600 vitigni autoctoni”. “Già oggi – ha evidenziato – il 17% della produzione vitivinicola italiana è certificato o certificando. Questo ci pone all’avanguardia mondiale sia per numero che per profondità della certificazione”. Nel settore agroalimentare, quindi, “le aziende italiane sono molto avanzate nella qualità del prodotto e nel processo di produzione ma – ha concluso – sono ancora arretrate, e speriamo possano recuperare, dal punto di vista degli aspetti sociali, di governance, della parità di genere”.
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Mescole soft Pirelli per il primo round in Portogallo
MILANO (ITALPRESS) – Per il terzo appuntamento stagionale del Mondiale Superbike, il primo dei due previsti quest’anno in terra portoghese, Pirelli ha deciso di puntare quasi esclusivamente sui pneumatici soft della sua gamma. All’anteriore la SC1 morbida di gamma sarà affiancata dalla SC1 di sviluppo A0674, al posteriore supersoft SCX e soft SC0 oltre al pneumatico SCQ utilizzabile in Superpole e Superpole Race. Anche la classe WorldSSP utilizzerà esclusivamente pneumatici di gamma: SC1 e SC2 all’anteriore, SCX, SC0 e SC1 al posteriore.
Quella di Estoril è una delle piste più tecniche ed impegnative per i pneumatici. Il layout particolarmente variegato presenta quattro curve a sinistra e nove a destra con carichi molto differenti. Le curve a destra sono piuttosto veloci e quindi la temperatura del pneumatico nella spalla destra è elevata, soprattutto sul posteriore, mentre le curve a sinistra, inclusa la chicane, sono più lente e la temperatura del pneumatico nel fianco sinistro è decisamente inferiore. C’è poi un rettilineo lungo in cui si raggiungono velocità di punta notevoli, seguito da una prima curva che richiede una frenata impegnativa. Nella lunga curva finale invece i pneumatici devono affrontare ad alta velocità settori con elevata inclinazione mentre i piloti cercano di aprire il gas quanto prima per massimizzare la velocità lungo il rettilineo di arrivo. La pista presenta un asfalto piuttosto scivoloso che risale al 2006 e che sarà reso ancora più scivoloso in caso di alte temperature. Per questo motivo è necessario utilizzare mescole soft che possano generare più grip. “Quello di Estoril è un circuito senza dubbio piuttosto impegnativo che sollecita parecchio i pneumatici per via del layout molto variegato e di un manto stradale vecchio che cambia da una curva all’altra – sottolinea Giorgio Barbier, direttore attività sportive moto Pirelli – L’asfalto scivoloso richiede l’utilizzo di mescole morbide che siano in grado di generare il grip che non viene offerto naturalmente dalla pista, mentre per quanto riguarda l’anteriore è necessario avere un pneumatico sufficientemente solido per far fronte alle frenate importanti. Utilizzare mescole morbide permetterà anche di compensare più rapidamente la differenza di temperatura tra fianco destro e fianco sinistro aiutando il riscaldamento dei pneumatici nelle curve a sinistra. Nonostante queste difficoltà abbiamo deciso di affidarci quasi esclusivamente ai nostri pneumatici di gamma che ci hanno dimostrato ottima adattabilità alle più svariate condizioni, e all’anteriore continuiamo a portare la SC1 di sviluppo A0674 che si è comportata molto bene nelle prime due gare dell’anno”.
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Fico “Accelerare allargamento Balcani occidentali in Ue”
ROMA (ITALPRESS) – “Abbiamo avuto un incontro molto proficuo, dove non solo abbiamo ribadito l’amicizia tra le nostre due nazioni, i nostri popoli ma abbiamo stabilito ancora una volta che le relazioni diplomatiche tra i parlamenti italiano e bulgaro è fondamentale”. Lo ha detto il presidente della Camera, Roberto Fico, al termine della visita al parlamento bulgaro.
“Proprio per rafforzare la nostra cooperazione parlamentare, che ritengo strategica e fondamentale, ho invitato ufficialmente il presidente Nikola Minchev ad una visita ufficiale alla Camera dei Deputati” ha aggiunto “gli argomenti trattati sono stati tanti, abbiamo affrontato il tema della guerra in Ucraina, ci siamo detti che Putin non si aspettava una risposta così unita e forte da parte dell’Unione Europea, e questo è stato un dato assolutamente positivo, e che l’Unione Europea deve continuare su questa strada: essere una forza unita, un’unione politicamente rilevante nello scenario internazionale”.
Per il presidente Fico “dopo un recovery per la pandemia sono convinto ne serva uno anche per l’energia, ci siamo detti che vanno rafforzati i rapporti tra Italia e Bulgaria dal punto di vista commerciale, e abbiamo parlato dell’allargamento dei Balcani occidentali perchè l’Italia reputa assolutamente strategico l’allargamento all’interno dell’Unione Europea, soprattutto in un periodo così difficile e particolare, quindi i processi vanno assolutamente accelerati”.
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Vittoria di Bordonaro-Briani al Baja Adriatico
ROMA (ITALPRESS) – Dopo il round di apertura all’Italian Baja a Pordenone, le vetture concorrenti del 23° Suzuki Challenge tornano a sfidarsi lungo il percorso sterrato della provincia di Urbino, che fa da sfondo al Baja Adriatico. Secondo appuntamento per il Campionato Italiano Cross Country e SSV che ha visto coinvolti ben diciotto equipaggi, di cui dieci su Suzuki, nel fine settimana tra il 13 e il 15 maggio. La vittoria nella seconda tappa del monomarca è andata ad Alfio Bordonaro con Roberto Briani alle note (59’39.4), su Suzuki New Grand Vitara di Gruppo T2. Il pilota catanese recupera così un inizio stagionale segnato da un pesante ritiro al round di apertura a Pordenone. Un risultato di spessore non solo per il trofeo promosso dalla casa giapponese, ma anche per la stessa serie tricolore che lo vede al primo posto della classifica assoluta del Baja Adriatico, facendosi quindi autore di una vittoria quasi inaspettata lungo le curve sterrate del marchigiano. Alle sue spalle fa capolino il duo Luchini-Bosco (+ 25.4″), secondo assoluto a Urbino e detentore del titolo Suzuki Challenge della scorsa stagione e attualmente al vertice della classifica del trofeo grazie all’eccezionale gara disputata al Baja di Primavera lo scorso marzo. Con questo risultato il toscano passa anche al comando della classifica assoluta della serie tricolore. Domenica da dimenticare per le vetture di Gruppo T1, che lasciano vuoto il podio del Baja Rally Adriatico a causa dei numerosi ritiri che si sono susseguiti nel corso della gara. Giornata deludente in particolare per Emilio Ferroni e Daniele Fiorini su Vitara V6 che, fino alla “Montalto Tarugo 2” occupavano il vertice della classifica. Il modenese è stato costretto a dare il forfait per noie al cambio mentre era lanciato in corsa per la vittoria assoluta. Lieto fine che non arriva nemmeno per Claudio Petrucci, con alle note Stefano Fabiano, ritiratosi per un problema ai freni della sua Suzuki Gran Vitara. Gara da archiviare immediatamente anche per il duo Lelli-Menetti (Gruppo T2), costretti ad alzare bandiera bianca nella “Montalto Tarugo 1”, terza prova speciale. Buona, invece, la performance di Lorenzo Codecà navigato da Mauro Toffoli con il quinto risultato assoluto (1:05’02.6) registrato al volante della Suzuki Jimny tra le vetture di categoria T2. Malgrado si trovi alla guida di una vettura stradale e sperimentale, a cui sono state apportate naturalmente delle modifiche adatte a questo tipo di contesto, il brianzolo ha avuto modo di ritagliarsi il suo spazio. Si posiziona alle spalle della Gran Vitara della coppia Cantarello-Lezi, protagonisti assoluti della “San Fiorano 3” con 7’32.2, miglior crono della settima prova speciale. Tre gli equipaggi del Gruppo TH, in cui spiccano Claudio Allegranzi e Sandra Castellani al volante della Gran Vitara con un crono finale di 1:06’05.7, lasciandosi quindi alle spalle il duo Morra-Abbondi (Suzuki Samurai) e Giovanni e Francesco Farina su Vitara V6. Il prossimo round del 23° Suzuki Challenge, e quindi del Campionato Italiano Cross Country e SSV, avrà luogo ad Argos Orestiko in Grecia il 26 maggio, gara valevole per la FIA European Cup. Sarà proprio sulla terra ellenica che vedremo nuovamente sfidarsi gli specialisti del fuoristrada a bordo delle vetture Suzuki in occasione del terzo dei sette appuntamenti previsti in questo 2022.
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Sanità, Speranza “Più medici e 1 miliardo alle Regioni”
ROMA (ITALPRESS) – “E’ un problema che viene da lontano ed è stato ulteriormente complicato dal Covid. Abbiamo già indirizzato un miliardo di euro, in due tranche, alle Regioni per affrontarlo e ci aspettiamo di vedere presto i risultati. La questione attese è legata al numero di medici più che alle attrezzature. Sul personale abbiamo avviato un’operazione mai vista”. Lo afferma il ministro della Salute, Roberto SPeranza, in un’intervista a la Repubblica. “I medici non si comprano sul mercato internazionale, come i camici o i respiratori. O li hai formati con una programmazione pluriennale o non li hai. Noi negli ultimi due anni abbiamo finalmente investito come si doveva. Per l’immediato il miliardo in più servirà a comunque a recuperare con interventi straordinari”. In merito alla lotta al Covid “abbiamo già messo molte risorse al di fuori del fondo sanitario nazionale per la pandemia. Ne servono ancora e le troveremo. Sono stati anni difficili e avremo altre spese, ad esempio per i vaccini. Ma non è accettabile che il dibattito non tenga conto di un dato di realtà: così tanti soldi sulla sanità non sono mai stati messi”. Con riferimento al Pnrr il ministro ha detto: “Arriveranno 20 miliardi. Poi ci sono 625 milioni che per la prima volta la programmazione europea riserva al Pon salute, per le aree svantaggiate. Quei soldi vanno al Sud e serviranno anche a recuperare gli screening oncologici saltati”. Sulla crisi dei pronto soccorso ha affermato: “Abbiamo fatto un primo passo stanziando 90 milioni e istituendo una nuova indennità specifica per chi lavora al pronto soccorso. Sono prime risorse, cercheremo di trovarne altre ma si tratta di un segnale: diciamo ai lavoratori che siamo consapevoli delle loro difficoltà. Poi avrà un ruolo fondamentale il Pnrr”.
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