PALERMO (ITALPRESS) – Roberto Lagalla è il candidato unico a sindaco del centrodestra a Palermo. Una corsa partita il 15 maggio dalla agenzia Italpress quando ha presentato la propria disponibilità da “civico” e poi chiusa 45 giorni dopo con l’accordo di tutto il centrodestra. “Un lungo viaggio dentro un percorso che ha visto momenti di interlocuzione politica inattesi e febbrili. La candidatura è partita come civica perché avevo ben percepito come confuso fosse il quadro del perimetro politico di appartenza. Sin dall’inizio volevo mettere insieme oltre all’esperienza civica anche l’apporto coerente di quelle parti politiche”, ha spiegato nel corso di una intervista con l’Agenzia Italpress. “Una soluzione unitaria che è arrivata “solo tardivamente” anche a causa del concomitante dibattito sulla scelta del candidato per le prossime elezioni regionali ha spiegato Lagalla.
“Oggi grazie alle intese intervenute sono in condizione di rappresentare tutta la coalizione di centrodestra. E questo è un dato positivo soprattutto perché la coalizione ha ritrovato un dialogo interno”. Altro tema aperto è quello della ricandidatura di Musumeci. “Mi piace pensare che l’unità raggiunta per le comunità per le comunali di Palermo non venga dispersa per le regionali”, ha aggiunto, puntando nuovamente su Musumeci “quando si valuta una candidatura, ove l’uscente sia ricandidabile, si parte da quest’ultimo”.
(ITALPRESS).
Lagalla “Unità ritrovata nel centrodestra non sia dispersa per le regionali”
Approvata relazione informativa Giunta su attività in ambito europeo
ROMA (ITALPRESS) – Il Consiglio regionale del Lazio, presieduto da Marco Vincenzi, ha approvato la Relazione informativa annuale della Giunta al Consiglio regionale – anno 2021 relativa alle “Disposizioni sulla partecipazione alla formazione e attuazione della normativa e delle politiche dell’Unione europea e sulle attività di rilievo internazionale della Regione Lazio”.
Con due risoluzioni, una di maggioranza e l’altra di opposizione, l’Aula della Pisana impegna il Presidente della Regione e la Giunta a considerare diverse priorità, azioni sulle quali si è già iniziato a lavorare e si lavorerà nel futuro.
“L’attività della Regione Lazio è strettamente connessa agli obiettivi dell’Unione europea. Il nostro Paese e la nostra istituzione regionale non possono prescindere dall’osservare le regole base di diritto poste dall’Ue. Elementi come l’attenzione per l’occupazione, l’ambiente e la lotta alle discriminazioni devono continuare a essere parte integrante delle nostre azioni legislative” afferma Marco Vincenzi, Presidente del Consiglio regionale del Lazio
Qui di seguito elencate alcune priorità della risoluzione di maggioranza: Favorire e sostenere l’iniziativa del Comitato delle Regioni, che prevede una nuova e più efficace rete di hub regionali (RegHub 2.0). Tra i compiti dei componenti quello di monitorare l’attuazione delle politiche UE sul territorio.
Nell’ambito dell’area di interesse “Un green deal europeo” sostenere con forza l’attuazione delle misure contenute nel pacchetto “Inquinamento zero”, nel pacchetto “Misure climatiche” e in quello “Materie plastiche”.
Interventi a sostegno dell’occupazione giovanile di qualità e delle opportunità di istruzione e formazione, con il pieno utilizzo delle risorse previste dal piano “NextGenerationEU”. Sostenere le iniziative volte a combattere le discriminazioni e promuovere la parità di genere. Tra le iniziative previste dalla Commissione europea sottolineiamo gli interventi per l’integrazione dei rom e l’uguaglianza delle persone LGBTIQ+. Sostenere le iniziative a favore dei giovani e dell’istruzione, diffondendo la conoscenza di strumenti come Erasmus+ e il Corpo europeo di solidarietà. Di particolare interesse la realizzazione del progetto della Commissione europea ALMA (Aim, Learn, Master, Achieve: aspirare, imparare, conoscere, realizzare).
Promuovere azioni concrete per l’unità federale dell’Europa, partendo dall’esperienza dell’isola di Ventotene e del “Manifesto per un’Europa libera e unita”.
Nell’ambito dell’area di interesse “Un nuovo slancio per la democrazia dei media” promuovere la partecipazione all’iniziativa legislativa relativa alla piena libertà dei media e le funzioni del CORECOM.
Alcuni punti della risoluzione di opposizione.
Implementare gli investimenti pubblici in settori strategici, come infrastrutture, trasporti, edilizia scolastica, occupazione. Operare una sostanziale riduzione del carico fiscale per le imprese che investono per migliorare l’efficienza energetica e che adottano misure coerenti con lo sviluppo sostenibile, la transizione energetica e l’economia circolare.
Sostenere l’innovazione e la transizione digitale sia nel settore privato che nella pubblica amministrazione.
– Photo credit: agenziafotogramma.it
(ITALPRESS).
FederlegnoArredo, Feltrin “I rincari frenano la crescita”
ROMA (ITALPRESS) – Per la filiera del legno-arredo il 2021 si è chiuso con numeri molto positivi, ma i rincari di energia e materie prime e la guerra in Ucraina rendono molto complicato il 2022. L’anno scorso il fatturato alla produzione dell’intero settore, pari a 49,3 miliardi di euro, è aumentato complessivamente in valore del 25,5% sul 2020, confermando la doppia cifra anche sul 2019 con un +14%, pari a circa 6 miliardi in più di fatturato e un saldo commerciale di 8,2 miliardi. “I mercati dove l’Italia è andata meglio sono stati la Francia, la Germania e gli Stati Uniti, con performance molto importanti: abbiamo avuto +13% in Francia, +11,8% in Germania e addirittura + 33,8% negli Usa. E’ stato un grande anno di successi per il nostro comparto”, ha detto Claudio Feltrin, presidente di FederlegnoArredo, in un’intervista all’Italpress.
L’impatto del caro energia “è molto rilevante, nel 2021 siamo riusciti, in qualche maniera, a calmierarlo perchè le nostre aziende avevano dei magazzini con costi ante-aumenti. Poi da febbraio quando è cominciata la risalita dei prezzi si è riusciti in qualche maniera a contenerli perchè i prezzi sono partiti un pò lentamente, hanno accelerato durante l’anno”, ha aggiunto.
“Siamo molto preoccupati per il 2022 – ha sottolineato Feltrin – perchè questi aumenti non si sono fermati, le scorte ai prezzi vecchi nelle aziende non ci sono più, quindi ci troveremo ad applicare già degli aumenti molto importanti che potrebbero incidere anche in maniera pesante sulla domanda che si è rilevata frizzante nel 2021”.
Il presidente di FederlegnoArredo ha ricordato che il conflitto in Ucraina ha causato “effetti nelle esportazioni, colpendo le aziende che lavorano con i mercati dei paesi interessati dal conflitto, Russia, Ucraina e Bielorussia. L’importo di questo impatto è sui 500 milioni, la quota che avevamo quasi raggiunto nel 2021, ma il danno più importante, trasversale su tutta la filiera, riguarda le materie prime, soprattutto il legno. I nostri 50 miliardi vengono messi a dura prova per il raggiungimento degli obiettivi del 2022”.
Feltrin guarda ora al Salone del Mobile: “Lì abbiamo una grande opportunità, è una grande vetrina internazionale che tutti ci invidiano, l’Italia è leader nel settore. Le aziende potranno trovare alternative ai paesi coinvolti nella guerra, è un’occasione per reagire a questa crisi”.
(ITALPRESS).
Gelmini “Con il Dl Aiuti adeguiamo i prezzi degli appalti ai rincari”
ROMA (ITALPRESS) – “Con il dl aiuti abbiamo stanziato le risorse necessarie per adeguare i prezzi degli appalti, e per aiutare le imprese impegnate nella realizzazione delle opere a fronteggiare il balzo dei costi di materie prime ed energia”. Lo ha detto Mariastella Gelmini, ministro per gli Affari regionali e le autonomie, intervenendo al Consiglio nazionale di Ali, in corso a Roma.
“Abbiamo disposto l’aumento dei prezziari per le lavorazioni effettuate tra il 1° gennaio 2022 e il 31 dicembre 2023. Le stazioni appaltanti possono incrementare i prezziari esistenti nel limite del 20%. Questo 20% è a carico dello Stato per il 90% e dell’operatore privato per il 10%. Quello guidato da Mario Draghi è il governo della crescita, del lavoro e delle imprese”, ha aggiunto.
– foto agenziafotogramma.it –
(ITALPRESS).
Ucraina, per 1 italiano su 4 Draghi troppo allineato a Biden
ROMA (ITALPRESS) – Il presidente del Consiglio Mario Draghi si è recato negli Usa per incontrare il presidente americano Joe Biden per parlare del conflitto russo-ucraino e portare la “richiesta di pace” dell’Europa. In generale, la percezione di un italiano su 4 (il 24,5%) è quella di una eccessiva sottomissione da parte del nostro presidente del Consiglio nei confronti di Joe Biden. Un’opinione condivisa dagli elettori dei principali partiti italiani. Si discostano da questa linea gli elettori di Forza Italia che ritengono, in prevalenza (il 38,8%), che Draghi stia lavorando per la tutela del nostro Paese e quelli del Partito democratico, per i quali il presidente del Consiglio è impegnato in difesa della pace.
In riferimento ai viaggi istituzionali del nostro Presidente, quelli relativi al “tour del gas” sono stati ritenuti utili e importanti – anche se non sempre sufficienti – per iniziare un percorso di indipendenza dalla Russia da un punto di vista energetico. Nel complesso, la fiducia degli italiani nei confronti di Mario Draghi si attesta su buoni livelli e sostanzialmente stabile intorno al 50,0% nel corso dell’ultimo mese.
Dati Euromedia Research – Realizzato il 27/04/2022 con metodologia mista CATI/CAWI su un campione di 1.000 casi rappresentativi della popolazione italiana maggiorenne
(ITALPRESS).
Fratoianni “Nel Governo Draghi tutto e il contrario di tutto”
ROMA (ITALPRESS) – “Al governo Draghi io ho detto no, c’è tutto e il contrario di tutto, non è il mio Governo e non lo considero utile per il Paese, quindi a nome del mio partito e della mia coscienza di parlamentare della Repubblica ho votato contro. Sono all’opposizione, è la nostra linea politica, è quello che pensiamo serva al Paese”. Lo afferma Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell’agenzia Italpress.
Fratoianni ribadisce la sua contrarietà alla linea del Governo sulla guerra in Ucraina. “Io penso che la guerra scatenata da Putin sia criminale e vada condannata, ma ho detto no alle armi per diverse ragioni – spiega -. Una ha a che fare con una cultura politica, quella della costruzione della pace. C’è poi anche una ragione materiale: dopo oltre 70 giorni di guerra terribile che si scatena sulla popolazione civile penso che inviare armi sia sbagliato perché contribuisce a far crescere l’escalation. Non è possibile inviare armi come unica risposta politica dell’Europa che è incapace di difendere i propri interessi”.
“Di trattativa non si è più parlato, le armi sono sempre di più, la guerra è sempre più terribile e le persone continuano a morire. Non c’è un linguaggio politico, c’è un’iniziativa sul piano delle sanzioni molto dura – continua Fratoianni -, che penso sia giusto mettere in campo. Per me la via delle armi è quella sbagliata, mentre quella della pressione economica e diplomatica è giusta e le sanzioni servono. Mi spingo oltre, uno degli elementi di fragilità e ipocrisia riguarda il nodo più esposto, ovvero che l’Europa continua a compilare infinite liste di armi sempre più potenti ma quando si discute dell’unico fronte che metterebbe in difficoltà la Russia economicamente, cioè le sanzioni sul piano energetico, comincia il balbettio”.
Secondo Fratoianni “il presidente del Consiglio dovrebbe spiegarci cosa ha in testa rispetto ai costi delle sanzioni che già subiamo, a chi li facciamo pagare. L’intervento sugli extra profitti è indecente, ce ne sono oltre 40 miliardi e noi ne prendiamo solo una piccola parte. Andrebbero presi e redistribuiti ai lavoratori e lavoratrici, alle piccole e medie aziende che rischiano di chiudere – prosegue -. Inoltre, penso che Draghi sarebbe dovuto venire in Parlamento prima di andare da Biden e dirci qual è la nostra posizione rispetto al conflitto in Ucraina”.
Per il leader di Sinistra Italiana “l’esplosione della diseguaglianza è la grande emergenza del Paese. Bisogna introdurre un salario minimo rispetto al quale noi abbiamo una proposta di legge per cui per meno di 10 euro lordi all’ora non si lavora”.
Per quanto riguarda il tema energetico “davanti a una crisi potenziale, il governo Draghi si appresta a riaprire le centrali a carbone e questo la dice lunga sul nostro ritardo e sulla natura della nostra dipendenza energetica dalla Russia che non può essere risolta sostituendola con con quella dall’Algeria o da altri paesi che non sono campioni di democrazia e rispetto dei diritti umani”, sottolinea Fratoianni.
Se facciamo affari con l’Egitto di al-Sisi non facciamo grandi passi avanti. Come sempre accade nelle crisi più dure, penso che sia questo il momento di costruire una grande trasformazione, l’investimento sulle energie rinnovabili va fatto ora, è il vero potenziale. Ci sono i soldi e le possibilità di sbloccare gli intoppi burocratici che oggi rendono inutilizzabili enormi quantità di energia rinnovabile. Io penso che investire sul nucleare oggi sia insicuro, enormemente costoso e lungo nei tempi”, afferma Fratoianni.
Poi commentando la proposta di Fratelli d’Italia sul presidenzialismo, sottolinea: “Io ho votato per bocciarla. La destra italiana ha questo sogno da molto tempo, nasconde una sorta di allergia alla Costituzione italiana, al suo assetto, alla democrazia parlamentare. Penso che il Paese abbia bisogno di più democrazia, il Parlamento ha perso troppa centralità”. Tornando alla situazione in ucraina, per il Segretario di Sinistra Italiana “Il modo di avvicinarci alla pace è che l’Europa avanzi una proposta e lavorare per essere coinvolta in una grande conferenza di pace, uno sforzo che deve coinvolgere anche la Russia. L’Ucraina poi dovrebbe essere neutrale e non entrare nella Nato”, conclude Fratoianni.
– foto Italpress –
(ITALPRESS).
Tra Germania, Emirati Arabi e Corea 48 azzurri in pedana
ROMA (ITALPRESS) – Intenso weekend internazionale per la scherma italiana con 48 azzurri in pedana nella spada e nel fioretto, sia maschile che femminile, tra Germania, Emirati Arabi e Corea.
Inizierà la spada maschile a Heindenheim, in Germania, da domani con le qualificazioni, poi venerdì ci saranno le finali individuali e sabato la prova a squadre. Il CT Dario Chiadò ha scelto di convocare Gianpaolo Buzzacchino, Gabriele Cimini, Valerio Cuomo, Davide Di Veroli, Enrico Garozzo, Giacomo Paolini, Andrea Santarelli e Federico Vismara, cui si aggiungeranno anche Filippo Armaleo, Simone Mencarelli, Enrico Piatti e Matteo Tagliariol.
Nella gara a squadre l’Italia sarà rappresentata da Gabriele Cimini, Davide Di Veroli, Andrea Santarelli e Federico Vismara. A Heidenheim gli azzurri saranno seguiti dai maestri Andrea Candiani, Enrico Di Ciolo, Massimo Ferrarese e Alfredo Rota, mentre lo staff medico sarà composto dal dottor Daniele Delre e dal fisioterapista Maurizio Iaschi.
Le spadiste saranno invece protagoniste negli Emirati Arabi, nella prova di Coppa del Mondo a Fujairah. Venerdì alle ore 10 partirà la fase a gironi della gara individuale, con tabellone principale previsto il giorno seguente. Prenderanno parte alla prova le convocate Eleonora De Marchi, Rossella Fiamingo, Federica Isola, Roberta Marzani, Mara Navarria, Giulia Rizzi, Alberta Santuccio e Gaia Traditi e le autorizzate Alessandra Bozza, Beatrice Cagnin, Alice Clerici ed Elena Ferracuti.
Domenica alle 9:30 ci sarà anche la gara a squadre, dove l’Italia schiererà al via Rossella Fiamingo, Federica Isola, Mara Navarria e Alberta Santuccio. A seguire le azzurre a fondo pedana ci sarà il Commissario tecnico Dario Chiadò insieme ai maestri Roberto Cirillo e Massimo Zenga. Al loro seguito anche il medico Eleonora Murazzi e il fisioterapista Marco Sciunnacche.
Dopo i successi dell’ultima tappa di Coppa del Mondo, in cui l’Italia è salita ben quattro volte sul podio nelle gare individuali (tripletta maschile con Alessio Foconi, Daniele Garozzo e Tommaso Marini e terzo posto femminile di Erica Cipressa), oltre ai trionfi a squadre, il fioretto azzurro torna in gara questo weekend per il GP Fie in Corea, a Incheon. Come in tutti i Gran Prix, solo prove individuali in programma per il team guidato dal CT Stefano Cerioni.
Venerdì 13 dalle ore 10 (le 3 in Italia) inizierà la fase a gironi della gara maschile, cui sono stati convocati gli azzurri Giorgio Avola, Guillaume Bianchi, Alessio Foconi, Daniele Garozzo, Edoardo Luperi e Tommaso Marini. A loro si aggiungeranno anche Alessio Di Tommaso, Davide Filippi, Francesco Ingargiola, Filippo Macchi, Lorenzo Nista e Damiano Rosatelli.
Sabato alle 10 (le 3 italiane) scatterà anche la prova femminile. Le azzurre convocate Martina Batini, Erica Cipressa, Arianna Errigo, Martina Favaretto, Francesca Palumbo e Alice Volpi, con loro anche Olga Rachele Calissi, Camilla Mancini, Marta Ricci, Serena Rossini, Martina Sinigalia ed Elena Tangherlini.
Domenica sarà la giornata decisiva di entrambe le gare: alle 8:30 (2:30 ita) inizierà il tabellone dei 64 dei fiorettisti, alle 10 (3 ita) quello delle fiorettiste, con finali previste dalle 18:15 (11:15 ita). Con il CT Cerioni, in Corea, ci saranno i maestri Fabio Galli, Alessandro Puccini e Filippo Romagnoli, il medico Lorenzo Sapegno e i fisioterapisti Massimo Donati e Stefano Vandini.
– Foto ufficio stampa Federscherma –
(ITALPRESS).
Fratoianni “Il Governo Draghi non è utile per il Paese”
ROMA (ITALPRESS) – “Al governo Draghi io ho detto no, c’è tutto e il contrario di tutto, non è il mio Governo e non lo considero utile per il Paese, quindi a nome del mio partito e della mia coscienza di parlamentare della Repubblica ho votato contro. Sono all’opposizione, è la nostra linea politica, è quello che pensiamo serva al Paese”. Lo afferma Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell’agenzia Italpress.
Fratoianni ribadisce la sua contrarietà alla linea del Governo sulla guerra in Ucraina. “Io penso che la guerra scatenata da Putin sia criminale e vada condannata, ma ho detto no alle armi per diverse ragioni – spiega -. Una ha a che fare con una cultura politica, quella della costruzione della pace. C’è poi anche una ragione materiale: dopo oltre 70 giorni di guerra terribile che si scatena sulla popolazione civile penso che inviare armi sia sbagliato perchè contribuisce a far crescere l’escalation. Non è possibile inviare armi come unica risposta politica dell’Europa che è incapace di difendere i propri interessi”.
“Di trattativa non si è più parlato, le armi sono sempre di più, la guerra è sempre più terribile e le persone continuano a morire. Non c’è un linguaggio politico, c’è un’iniziativa sul piano delle sanzioni molto dura – continua Fratoianni -, che penso sia giusto mettere in campo. Per me la via delle armi è quella sbagliata, mentre quella della pressione economica e diplomatica è giusta e le sanzioni servono. Mi spingo oltre, uno degli elementi di fragilità e ipocrisia riguarda il nodo più esposto, ovvero che l’Europa continua a compilare infinite liste di armi sempre più potenti ma quando si discute dell’unico fronte che metterebbe in difficoltà la Russia economicamente, cioè le sanzioni sul piano energetico, comincia il balbettio”.
Secondo Fratoianni “il presidente del Consiglio dovrebbe spiegarci cosa ha in testa rispetto ai costi delle sanzioni che già subiamo, a chi li facciamo pagare. L’intervento sugli extra profitti è indecente, ce ne sono oltre 40 miliardi e noi ne prendiamo solo una piccola parte. Andrebbero presi e redistribuiti ai lavoratori e lavoratrici, alle piccole e medie aziende che rischiano di chiudere – prosegue -. Inoltre, penso che Draghi sarebbe dovuto venire in Parlamento prima di andare da Biden e dirci qual è la nostra posizione rispetto al conflitto in Ucraina”.
Per il leader di Sinistra Italiana “l’esplosione della diseguaglianza è la grande emergenza del Paese. Bisogna introdurre un salario minimo rispetto al quale noi abbiamo una proposta di legge per cui per meno di 10 euro lordi all’ora non si lavora”.
Per quanto riguarda il tema energetico “davanti a una crisi potenziale, il governo Draghi si appresta a riaprire le centrali a carbone e questo la dice lunga sul nostro ritardo e sulla natura della nostra dipendenza energetica dalla Russia che non può essere risolta sostituendola con con quella dall’Algeria o da altri paesi che non sono campioni di democrazia e rispetto dei diritti umani”, sottolinea Fratoianni.
– foto Italpress –
(ITALPRESS).








