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A Palazzo Ducale la IV edizione del “Premio San Marco”

E’ stata celebrata a Palazzo Ducale, a Venezia, la IV edizione della cerimonia “Premio San Marco”. Nella Sala del Maggior Consiglio, alla presenza del sindaco, delle autorità civili e militari e delle rappresentanze delle categorie economiche, sociali, sportive e culturali sono stati consegnati i riconoscimenti ai cittadini ed enti che, con dedizione, hanno saputo portare prestigio alla Città metropolitana con opere concrete nelle scienze, arti, industria e artigianato, lavoro, sport, scuola, sicurezza o con iniziative di carattere sociale, assistenziale e filantropico.

La cerimonia si è aperta con l’Inno nazionale eseguito dal Coro della Fenice. Sono 85, in totale, i premi consegnati; l’omaggio ai rappresentanti delle Forze dell’Ordine, il riconoscimento alle realtà economiche del territorio, ma anche l’apprezzamento per l’attività delle associazioni di volontariato e delle società sportive. Oltre trenta i riconoscimenti assegnati ai rappresentanti dei comuni della Città Metropolitana.

Quest’anno il “Premio San Marco” è stata anche l’occasione per la consegna di una serie di riconoscimenti legati alle attività e iniziative che si sono svolte in occasione delle celebrazioni dei 1600 anni di Venezia. La cerimonia si è chiusa con le immagini del prossimo Salone Nautico che si terrà all’Arsenale di Venezia dal 28 maggio al 5 giugno 2022 e con il Va’ Pensiero del Nabucco di Verdi e l’Inno di San Marco, sempre eseguito dal coro della Fenice.

(ITALPRESS).

foto: Ufficio stampa Comune di Venezia

Mattarella “Fermare subito la guerra in Ucraina, con determinazione”

ROMA (ITALPRESS) – “Questo tornare indietro nella storia rappresenta un pericolo non soltanto per l’Ucraina ma per tutti gli europei e l’intera comunità internazionale”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ad Acerra nel corso della cerimonia del 77° anniversario della Liberazione. “Avvertiamo l’esigenza di fermare subito, con determinazione questa deriva di guerra prima che possa ulteriormente disarticolare la convivenza internazionale, prima che possa drammaticamente estendersi. Questo è il percorso per la pace, per ripristinarla, perchè possa tornare ad essere il cardine della vita d’Europa”. Sulla scelta di Acerra per la celebrazione di quest’anno della festa di Liverazione, il Presidente della Repubblica ha sottolineato come si tratti di “un momento ricco di significato celebrare qui il 25 aprile, Acerra è stata teatro nel 1943 di una strage terribile di civili innocenti per molto tempo quasi dimenticata.
Onorando i martiri di Acerra desidero ricordare tutti i combattenti, tutti gli uomini e donne che in ogni parte d’Italia perdettero la vita per opporsi alla barbarie nazifascista” ha aggiunto Mattarella, ricordando che la storia della “nostra libertà è stata scritta da loro, la nostra Costituzione è merito del loro sacrificio”.
– foto di Agenzia Fotogramma –
(ITALPRESS).

NAPOLI E SALERNITANA, IL PEGGIO E IL MEGLIO DELLA GIORNATA

Viste all’opera le milanesi che hanno trasformato la finale scudetto in un derby, devo riconoscere all’Inter una netta supremazia tecnica e agonistica sul Milan che ho accompagnato fin qui con favore, rispettando il gran lavoro di Pioli. Dopo aver sentito Mourinho – che stimo assai – ringraziare Simone Inzaghi per i tre gol che ha rifilato alla sua Roma, augurandosi di aver contribuito al possibile scudetto dell’Inter, ho cercato di trovare altrove tracce del bel calcio antico che prevedeva – in caso di smancerie del genere – il sollecito arrivo su piazza del mitico inquisitore avvocato Angelini. Per carità, non fraintendete, non evoco dubbi, non chiedo indagini, prendo solo nota di come sia cambiato il calcio, prendendo ad esempio proprio la Roma che in altri tempi era avversaria puntigliosa dell’Inter e oggi la fa da sollecita ancella. Ecco perchè oggi, piuttosto che dedicarmi alla sfida-scudetto, preferisco soffermarmi su due storie di uomini che hanno esibito su campi diversi il peggio è il meglio di se stessi, risultando i naturali protagonisti della domenica. Parlo del Napoli – il peggio – e della Salernitana, il meglio. Gli azzurri sono “protetti” da Spalletti che annuncia (che bravo) di assumersi tutte le responsabilità del crollo di Empoli: questa è una trovata retorica degna dell’uomo di Certaldo, perchè se nella vita degli umani comuni la liberatoria è di solito “siamo tutti assassini ” – come insegnava Cayatte – nella comunità calcistica vale la regoletta “se la squadra vince è merito dei calciatori, se perde è colpa dell’allenatore”. E vissero tutti felici e contenti. E invece no, il Napoli ha fatto globalmente pena come se i suoi giocatori non fossero coralmente desiderosi del successo, appagati di un quarto posto che un anno fa fu bruciato dal Verona e questa volta… (toccatevi, amici napoletani, non resta altra arma). Ricordo, en passant, che dopo quella “sveronata” l’onorevolissimo Gattuso è sparito, caricandosi davvero sulle spalle l’intero peso di quella sciagurata esibizione dei pedatori. Sottolineato – nonostante la mia nota stima per il tecnico – l’errore gravissimo di ritirare Mertens dal campo, tutti gli azzurri – e non solo Meret – hanno contribuito alla sconfitta. (E Spalletti è così andato a sollecitare le antiche rogne con Totti e Icardi che mi auguravo non ripetibili a Napoli…). Dall’altra parte la Salernitana di Nicola, non ancora salva ma meritevole di restare in paradiso, ha mostrato cos’è il vero calcio nell’interpretazione di uomini coraggiosi e di un tecnico che li esalta secondo sperimentato temperamento di condottiero. E siccome possiedo ottima memoria e un buon archivio regalo loro quello che scrissi quando Nicola salvò con rabbia il Crotone, senza agitare la scarpa ma gli animi. Era il 28 maggio 2017: “In tivù mi sono rivisto la storia più naturale, più bella calcisticamente, più esaltante: la salvezza del Crotone sancita dalla sua ennesima performance da campione (in dieci giornate ha vinto più della Juve). Grande festa a Crotone, come se avessero vinto lo scudetto. In trionfo Nicola, l’allenatore che ci ha creduto fino in fondo”.

TESTA A TESTA MILAN-INTER, CROLLO NAPOLI, RIMONTA SALERNITANA

Equilibro Milan-Inter in vetta, crollo del Napoli e rimonta di Genoa e Salernitana i fatti del giorno. E’ il momento delle aureole in testa per i vincitori, dei piatti rotti e il lancio di accuse per i perdenti. Il solito finale di stagione da nervi a fior di pelle. Il “milanese” Sozza ha arbitrato benissimo Inter-Roma e almeno questa polemica ci è stata evitata. Rocchi, il designatore, l’ha scampata bella: aveva fiducia in Sozza e ha avuto ragione. Il Milan ha vinto in rimonta la partita sul campo della Lazio. Al gol iniziale di Immobile (il n.26) hanno risposto Giroud e Tonali, su input di Ibrahimovic. La squadra di Pioli è tornata al gol al momento giusto. Ora dovrà fronteggiare l’Inter e un calendario difficile. La squadra di Inzaghi ha dominato sulla Roma, rifilandole tre gol, come all’andata. Alla fine, la squadra giallorossa ha segnato, ma non è stata una gran partita, quella della squadra dell’osannato Mourinho. Serie positiva interrotta e Conference League unico obiettivo romanista. L’Inter -che ha già segnato 71 gol (16 Lautaro)- ora spera nello scudetto, grazie anche al recupero di Bologna e al calendario favorevole. Una doppietta di Pinamonti ha fatto uscire definitivamente di scena il Napoli (una caduta così non si registrava da 80 anni, secondo gli storici). Con i suoi errori, la squadra di Spalletti si è fatta rimontare due gol dall’Empoli e beffare nel finale. Ora la Juve potrebbe mettersi a un punto. Male la difesa ed erroraccio di Meret sul pareggio toscano. Prevediamo giornate agitate sotto il Vesuvio. L’Empoli è tornato a vincere dopo sedici partite. La Juventus (in ansia, come tutti, per la salute di Stefano Tacconi), nel Monday Night giocherà sul campo del Sassuolo. Dopo lo smacco subito in casa all’andata, per i bianconeri l’occasione per staccare gli inseguitori e metter radici in Champions. Allegri schiererà Chielllini, Bernardeschi e Dybala. Gli emiliani a Torino vinsero (2-1 con gol di Frattesi, McKennie e Lopez). Arbitro Maresca. La sconfitta della Fiorentina a Salerno ha dato un colpo alle speranze d’Europa dei viola, anche se ancora tutto è possibile. L’Atalanta è tornata a vincere e sperare dopo tre sconfitte con i gol di Pasalic (quattro reti al Venezia fra andata e ritorno), Zapata (dopo un lungo infortunio) e Muriel (anche un palo). Nelle partite fra squadre già salve o senza patemi, una doppietta di Lukic (un rigore) ha dato al Torino la (meritata) vittoria sullo Spezia. Stavolta i granata non si sono fatti raggiungere nel finale. Fra il rimaneggiato Bologna e l’Udinese, movimentato pareggio con quattro gol. Corsa per la salvezza. Il vero miracolo lo sta facendo Nicola a Salerno, dove i granata hanno vinto la terza partita consecutiva (Sampdoria, Udinese e Fiorentina) e sperano nella salvezza grazie anche al recupero col Venezia e al finale di stagione. La Samp si era portata avanti a Verona con un gol di Caputo, che aveva segnato dopo un rigore respintogli da Montipò. Il pareggio di un ex, Caprari, ha lasciato quasi immutata la situazione dei blucerchiati, che devono stare attenti nel finale di stagione. La partita più drammatica era Genoa-Cagliari. I sardi hanno colpito un palo con Joao Pedro, Badelj l’ha decisa sul filo di lana. Vittoria pesantissina: Grifone grosso passo avanti, Squadra di Mazzari in pericolo. La pesante sconfitta interna con l’Atalanta ha affossato quasi definitivamente il Venezia, che è crollato perdendo otto partite di fila e segnando solo quattro gol. Mercoledì tre recuperi: Bologna-Inter, Fiorentina-Udinese e Atalanta Torino. Domenica il derby genovese per la salvezza. Ne vedremo delle belle.

Draghi “a tutti gli italiani, buona festa della Liberazione”

ROMA (ITALPRESS) – “Il 25 aprile è il giorno della gratitudine verso chi ha lottato per la pace e per la libertà dell’Italia dalla dittatura del nazifascismo. La generosità, il coraggio, il patriottismo dei partigiani e di tutta la Resistenza sono valori vivi, forti, attuali. Oggi celebriamo la memoria della lotta e degli ideali della Resistenza su cui la nostra pace è stata costruita. A tutti gli italiani, buona festa della Liberazione”. Lo dichiara il Presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Draghi.
– foto dell’Agenzia Fotogramma –
(ITALPRESS).

Abraham carica la Roma “Possiamo battere chiunque”

ROMA (ITALPRESS) – “Stiamo andando forte, siamo convinti e in fiducia. Loro giocano un pò come noi, sfruttando il contropiede. Hanno giocatori molto veloci a cui piace correre, ma anche buoni centrocampisti. Dobbiamo prepararci con fiducia, perchè se siamo in giornata possiamo battere chiunque. Si tratta solo di credere in noi stessi”. A parlare della gara di andata della semifinale di Conference League contro il Leicester e Tammy Abraham, 24enne attaccante e bomber di una Roma che, sconfitta sabato in casa dell’Inter, è a caccia di conferme in Europa. “Tornerò in Inghilterra e questa partita mi permetterà di dimostrare cosa ho imparato in Italia – spiega la punta giallorossa in un’intervista sul sito dell’Uefa – Sono emozionato, credo che verrà a vedermi tutta la famiglia”. Al momento, l’ex Chelsea e capocannoniere della manifestazione con otto reti, al pari del collega del Cyriel Dessers: “E’ una competizione nuova e importante, e molte squadre cercheranno di giocarla in futuro. Per me, segnare ed essere capocannoniere è un onore. Avrei dovuto segnare di più, ma è stata una bella avventura. C’è stato quello scivolone contro il Bodo/Glimt, ma non ci siamo lasciati distrarre. Siamo tornati più affamati di prima e abbiamo vinto la più importante delle quattro partite”. Roma e i suoi tifosi lo hanno stregato, così come Josè Mourinho, il tecnico portoghese che lo ha voluto al centro del suo progetto. “Le sue prime parole sono state: ‘Preferisci restare in Inghilterra, dove piove sempre, o venire al sole a Roma?’. Abbiamo riso, ma poi ha detto: ‘No, sul seriò. L’ho sempre considerato una figura paterna e secondo lui questo è il posto migliore per me in questo momento; posso lasciare un segno nel calcio italiano e farmi conoscere in tutto il mondo, non solo in Inghilterra. Per me era abbastanza. Lui sa quando ci sono con la testa e quando dormo un pò. Sa guidare davvero la squadra e ispirarla a volere di più. E’ una boccata d’aria fresca. Quando dobbiamo svegliarci, lui c’è. Quando giochiamo bene, ce lo dice ma vuole ancora di più. Un giocatore – conclude Abraham – non potrebbe chiedere di meglio”.

– foto LivePhotoSport –

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Speranza “Serve un recovery di guerra”

ROMA (ITALPRESS) – Un recovery di guerra: è quello che propone Roberto Speranza, segretario di Articolo 1 per aiutare l’Italia ad uscire dalla crisi dovuta alla guerra in Ucraina. “Un intervento che possa mitigare gli effetti del carovita. Sono molto preoccupato per i prossimi mesi. Le conseguenze della guerra rischiano di essere pesanti per le fasce più deboli e per il ceto medio” dice in una intervista a La Repubblica. “I costi energetici alti rischiano di mettere nei guai anche le aziende, che potrebbero perdere quote di mercato significative con perdite di posti di lavoro. Condivido perciò l’iniziativa di Draghi, condivisa da Macron, di un price cap energetico: una regolazione dei prezzi. E se necessario potremo toccare ancora gli extra profitti”.
– foto Agenzia Forogramma –
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Lippi “Scudetto da decidere, campionato Juve discreto”

ROMA (ITALPRESS) – “E’ un campionato sorprendente, in testa e in coda. Le squadre sono tutte e due forti, con grandi giocatori e centrocampisti, con giovani che saranno utili anche alla Nazionale. La vedo ancora molto dubbiosa”. A parlare della corsa allo scudetto, ormai riservata solo a Milan e Inter, è l’ex ct della Nazionale campione del mondo a Germania 2006 Marcello Lippi, certo che sarà un testa a testa tra le milanesi appassionante sino alla fine. “Se l’Inter vince il recupero di mercoledì avrà un punto in più ma il calendario non sarà facilissimo per entrambe. E’ ancora tutto da decidere – sottolinea Lippi ai microfoni di “Radio anch’io sport”, su Rai Radio1 – Inzaghi? Entrare in sintonia con i calciatori non significa essere troppo morbidi ma intelligenti, cosa che è Simone. Mesi fa dissi che l’Inter era la squadra più rabbiosa e determinata, invece il Milan ha recuperato forma e qualità e ora se la giocano tutte e due. Non scenderanno mai in campo in contemporanea? E’ una considerazione che facciamo adesso, anche gli allenatori non considerano la cosa molto importante”. La Juventus invece non è riuscita ad agganciare il treno scudetto: “Il suo è un campionato discreto, poteva fare di più. Nell’ultimo periodo ha ripreso un certo rendimento e una grande condizione ma tutti si aspettano di più dai bianconeri. Il rammarico è che non sia stata lì al vertice, ma il fatto che ogni tanto il campionato lo vinca qualcun altro è un fatto abbastanza normale. Allegri? E’ tra i più affidabili in Europa, per capacità e gestione dei giocatori”. Il Napoli, perdendo a Empoli, si è auto-escluso: “Spalletti si è assunto la responsabilità perchè è una persona troppa seria. Non ho visto una squadra concentrata e determinata in maniera sufficiente, sul 2-0 c’erano le possibilità di giocarsela sino in fondo”. In coda, invece, la Salernitana di Nicola sembra volare sulle ali dell’entusiasmo: “Così come nelle squadre che negli ultimi anni ha allenato, Nicola sta facendo un miracolo con una squadra che era data per spacciata. Sembra quasi che, quando arrivi, inizi una preparazione e faccia giocare una squadra a prescindere dalla sua posizione in classifica”. Detto di non gradire le cinque sostituzioni (“Favoriscono le squadre che hanno più soldi e stravolgono l’organizzazione di gioco”), l’ex allenatore di Juventus, Inter e Napoli si sofferma anche sulla Champions League: “Come favorita, di botto, mi viene il City, ma il Real Madrid ha un fenomeno in panchina come Ancelotti e non è escluso che possa farcela anche quest’anno. Dovessi però fare una previsione, direi che assisteremo ad una finale tra le due inglesi”. Assicurato di non voler più tornare in panchina o di assumere un ruolo tecnico e di non essere stato chiamato dopo il tracollo azzurro con la Macedonia del Nord, Lippi conclude parlando proprio della Nazionale, ancora esclusa dai Mondiali: “L’Europeo è comunque tanta roba, è stato molto importante. Non sono d’accordo quando si dice che ci sono tanti stranieri: in passato, con tanti stranieri, nascevano Totti, Del Piero e Montella… Non ci sono tantissimi giocatori ma ce ne sono: Barella e Tonali, ad esempio, sono due su cui costruire la squadra. E’ possibile che stiamo ancora fuori dal Mondiale, dopo il Brasile siamo quelli che abbiamo vinto più titoli. Accettiamolo con buona fiducia per il futuro”.

– foto Image –
(ITALPRESS).