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Ucraina, Bianchi “16.045 ragazzi inseriti nelle nostre scuole”

ROMA (ITALPRESS) – “I ragazzi ucraini presenti nelle nostre scuole oggi, validati nelle conoscenze e inseriti in percorsi educativi, sono 16.045”. Lo ha detto il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, in audizione in Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza sulle iniziative a favore dei bambini e degli adolescenti che si trovano in Ucraina e dei profughi minori di età. “All’inizio di marzo avevamo circa 1.300 bambini, poi abbiamo avuto una prima ondata che ha portato al raddoppio in una settimana. Una seconda ondata che coincideva con l’inizio di aprile e progressivamente siamo andati stabilizzandoci. Abbiamo raggiunto una settimana fa la punta di 15.000. Sulla base di questo – ha proseguito – riteniamo che almeno da qui a fine anno scolastico questo sia il dato di stabilizzazione”. La stima di presenze per la fine dell’anno, ha aggiunto, è di circa “20.000” minori.
Inoltre, “riteniamo che sulla base degli ingressi registrati, cioè i 96.989 segnalati dal ministero dell’Interno, 35.256 sono considerati minori. Sulla base di questo, possiamo considerare che in settembre dovremmo essere arrivati a 28-30.000”. Guardando alle fasce d’età e ai gradi scolastici, sul totale di 16.045, “noi ne abbiamo 7.615 alla primaria, 3.175 all’ infanzia, 3.911 alle medie e solo 1.344 alla secondaria di secondo grado. Quindi circa il 90% è tra i 3 e 13 anni”. Questi, ha concluso, “assumiamo che vengano tenuti presso le famiglie, mentre i più grandi in parte non vanno a scuola perchè l’obbligo in Ucraina è fino ai 14 anni: ricordo che è bassissimo il numero dei rifugiati che hanno chiesto asilo perchè la soluzione di base è che continuino là”.
(Photo credit: agenziafotogramma.it)
(ITALPRESS).

McDonald’s continua a crescere in Italia, +37% di fatturato nel 2021

ROMA (ITALPRESS) – McDonald’s continua a crescere e a rafforzare il legame con l’Italia, confermando il valore del suo contributo al rilancio del Paese. Nel 2021 l’azienda ha registrato un fatturato in crescita del 37% rispetto al 2020, confermando il segno positivo anche sul 2019. Una crescita che si traduce in +20% di investimenti nell’agroalimentare del nostro Paese, dove negli ultimi due anni sono stati aperti 60 nuovi ristoranti e assunte 5.000 persone. Risultati ottenuti grazie a una strategia di sviluppo in grado di integrare la creazione di valore economico con il valore sociale attraverso quattro pilastri chiave: attenzione alla qualità e all’origine italiana dei prodotti; investimenti sulle persone; sostenibilità ambientale e vicinanza alle comunità locali. E’ quanto emerge dal report “Crescere insieme. Qualità, persone, ambiente e territorio. I valori e gli obiettivi di McDonald’s per il Paese”, presentato a Roma presso la Terrazza Civita, in occasione dell’evento organizzato da Formiche, alla presenza di istituzioni e parlamentari.
In Italia oggi sono 640 i ristoranti McDonald’s, diffusi capillarmente lungo tutta la penisola e in continua crescita: nel biennio 2020-2021 ne sono stati aperti 60, con l’obiettivo per il triennio 2022-2025 di circa 200 nuove aperture. Un incremento strettamente collegato alla creazione di nuovi posti di lavoro, con una prospettiva di assunzioni di oltre 5.000 persone nel corso del 2022 e di 12.000 persone nei prossimi tre anni.
Una popolazione vasta ed eterogenea, composta oggi da 27.000 dipendenti di cui il 62% è rappresentato da donne – che sono anche il 50% degli store manager -, il 55% da giovani sotto i 29 anni e il 15% da cittadini stranieri.
“I nostri risultati testimoniano che una visione chiara del futuro, imperniata su valori forti, è premiante – commenta Dario Baroni, amministratore delegato di McDonald’s Italia -. Da qualche anno abbiamo iniziato a indagare e misurare l’impatto delle nostre attività sul sistema Paese per mettere in luce la crescita dell’azienda, il forte impulso alla filiera agroalimentare, la creazione di opportunità lavorative, l’impegno nella sostenibilità e lo stretto legame che ci unisce ai territori in cui operiamo. Vogliamo continuare su questa strada e, attraverso il nostro impegno, condividere il valore che generiamo con l’intera comunità”.
Con un investimento diretto di quasi 240 milioni di euro l’anno, McDonald’s continua a puntare sul comparto agroalimentare made in Italy: l’85% dei fornitori è rappresentato da aziende italiane e ogni anno vengono acquistate oltre 100 mila tonnellate di prodotti del nostro territorio.
Un’attenzione, quella riservata alla filiera, che impatta anche sulla sostenibilità: nel 2018, in collaborazione con Inalca, Coldiretti e l’Associazione Italiana Allevatori, è partito il progetto “Allevamenti sostenibili”, con l’obiettivo di incoraggiare l’adozione di pratiche sostenibili e la formazione per il benessere animale, ambientale ed economico-sociale. Dalla nascita del progetto sono già stati coinvolti più di 1.000 allevamenti italiani con la previsione di aggiungerne altri 3.000 entro la fine del 2023.
Il percorso di transizione ecologica dell’azienda riguarda anche l’utilizzo di materiali più sostenibili nei ristoranti. In Italia il 100% del packaging in carta (che rappresenta il 90% del totale) proviene da fonti certificate, riciclabili o riciclate. In un anno vengono così risparmiate 1.000 tonnellate di plastica. Inoltre, entro il 2025 tutte le linee di giocattoli presenti negli Happy Meal – il cui packaging è già stato convertito in carta – saranno ancora più sostenibili grazie alla riduzione del 90% di utilizzo di plastica vergine.
Per McDonald’s essere vicina al territorio in cui opera significa diventarne parte attiva. Grazie ai 140 licenziatari e alla rete capillare di ristoranti, McDonald’s è direttamente coinvolta nella vita della comunità, non solo attraverso il servizio che offre, ma anche proponendo e prendendo parte ad attività che vedono impegnati in prima persona i dipendenti, insieme ai cittadini e a enti e istituzioni locali. Un esempio è la Fondazione per l’Infanzia Ronald McDonald, che, attraverso le sue strutture, ogni giorno offre ospitalità e supporto a famiglie con bambini malati durante il loro percorso di cura. Tra le iniziative sul territorio, anche “Le giornate insieme a te per l’ambiente” – dedicate alla lotta al littering, durante le quali, grazie all’aiuto di 4.000 volontari, nel 2021 sono state raccolte oltre 15 tonnellate di rifiuti abbandonati – e “Sempre aperti a donare”, il progetto di donazione di pasti, in collaborazione con Banco Alimentare, che ha visto tra dicembre 2020 e marzo 2021 più di 140.000 pasti offerti attraverso oltre 200 enti benefici, riproposto anche quest’anno per continuare a dare supporto a chi è in difficoltà.
– foto ufficio stampa McDonald’s Italia –
(ITALPRESS).

Rifiuti, in Italia 13 mld di fatturato ma gestione frammentata

ROMA (ITALPRESS) – Il settore dei rifiuti in Italia sta affrontando una serie di importanti riforme strutturali, ma restano ancora numerose difficoltà da superare, soprattutto in termini di abbattimento dei tempi e snellimento delle procedure autorizzative, di accettazione sociale e governance locale: tutto ciò al fine di attivare gli investimenti necessari a colmare il fabbisogno impiantistico e di superare la frammentazione gestionale. Questa la fotografia scattata dal Green Book 2022, il rapporto annuale sul settore dei rifiuti urbani in Italia, promosso da Utilitalia e curato dalla Fondazione Utilitatis, realizzato quest’anno in collaborazione con ISPRA e presentato oggi a Roma alla vigilia della Giornata della Terra. Il Rapporto evidenzia come la produzione italiana di rifiuti urbani e assimilati nel 2020 sia ammontata a circa 29 milioni di tonnellate, in calo rispetto al 2019 a causa dell’emergenza relativa al Covid-19 che, per effetto della chiusura di numerosi esercizi commerciali, ha determinato una diminuzione di oltre 1 milione di tonnellate. Il tasso di effettivo riciclaggio dei rifiuti urbani è compreso tra il 54,4% (utilizzando la Metodologia 2 della Decisione 2011/753/UE inizialmente adottata dall’Italia) e il 48,4% (usando la metodologia 4 che considera i rifiuti urbani senza distinzioni merceologiche), in entrambi i casi al di sopra della media europea del 47,8%. Il conferimento in discarica è stimato al 20%, un valore leggermente migliore rispetto alla media europea del 23%. Resta ancora importante il deficit impiantistico al Centro-Sud, dove i quantitativi di rifiuti raccolti superano quelli trattati, e dove il ricorso alla discarica rimane ancora la principale destinazione (oltre il 60% per il rifiuto urbano residuo).
Il comparto ha fatto registrare un fatturato di oltre 13 miliardi di euro (in linea con i valori 2018) circa lo 0,8% del PIL, in gran parte determinato dalla tariffa rifiuti, e un numero di addetti che supera le 95mila unità. A livello comunitario, secondo Eurostat, nel 2019 si è registrato un volume della produzione pari a circa 167 miliardi di euro. Come annunciato nel Piano d’Azione per l’Economia circolare, la Commissione europea ha presentato a marzo 2022 un pacchetto di proposte ad attuazione del Green Deal Europeo; le misure aggiuntive, oltre a prevedere il raggiungimento di un’economia completamente circolare entro il 2050, sono mirate a promuovere modelli imprenditoriali circolari e responsabilizzare i consumatori nella transizione verde. Saranno quindi necessari ulteriori investimenti nei prossimi anni, per raggiungere gli obiettivi di raccolta e riciclaggio dei rifiuti solidi urbani (65% di riciclaggio effettivo e ricorso alla discarica non superiore al 10% dei rifiuti urbani prodotti). In particolare, come indicato in uno studio della Commissione Europea (2019), si stima che gli investimenti necessari dal 2020 al 2035 per raggiungere i target previsti ammontino a 31,5 miliardi di euro, con una spesa media annua di 2,1 miliardi di euro.
In quest’ottica, il PNRR rappresenta un’opportunità per gli investimenti che mirano a incentivare la circolarità delle risorse e, nello specifico, a migliorare i sistemi di raccolta e gestione dei rifiuti in tutto il territorio nazionale, per i quali sono stati stanziati 2,5 miliardi di euro.
‘Il Green Book – commenta il presidente della Fondazione Utilitatis, Stefano Pareglio – è una monografia di riferimento nel settore dei rifiuti urbani, e sottolineo perciò con soddisfazione la collaborazione avviata quest’anno con ISPRA. I dati presentati mostrano alcuni segnali di miglioramento del settore, ma evidenziano soprattutto i limiti che si incontrano in Italia nell’affermare una piena e diffusa logica di circolarità. Guardiamo dunque con grande attenzione al ruolo del legislatore e del regolatore affinchè si avvii un percorso per promuovere un servizio di maggiore qualità e più omogeneo sul territorio nazionalè.
Sul fronte gestionale, il settore si caratterizza per l’elevata dispersione sia orizzontale, con un elevato numero di operatori, sia verticale, con la presenza di numerosi gestori specializzati nelle fasi a monte o a valle della filiera. Sono dunque pochi i grandi operatori in grado di assicurare la chiusura del ciclo. Il numero di aziende attive nel settore dei rifiuti supera le 650 unità (escluse le gestioni in economia): il 52% è specializzato nelle fasi di raccolta e trasporto, il 20% è operativo sia nelle fasi di raccolta sia nella gestione diretta di uno o più impianti di recupero e smaltimento, mentre il restante 28% è specializzato nella gestione impiantistica.
Nel settore, molti enti locali gestiscono in economia il servizio: secondo i recenti dati pubblicati da ARERA, i Comuni attivi in una o più fasi del servizio sono più di 6.300, per un totale complessivo (tra aziende e enti locali) di 7.253 soggetti attivi nel comparto; il 70% di questi dichiara di svolgere soltanto un’attività (per gli enti locali tipicamente la riscossione della Tari), mentre il ciclo integrato è svolto solo dal 2,4% dei soggetti.
‘Lo studio – commenta il vicepresidente vicario di Utilitalia, Filippo Brandolini – evidenzia l’importanza di una gestione industriale dell’intero ciclo dei rifiuti, la necessità di realizzare impianti soprattutto al Centro-Sud e l’urgenza di superare le frammentazioni gestionali. Si tratta di tre elementi fondamentali per la piena affermazione dell’economia circolare, che consentirebbero inoltre di risparmiare materia prima e di produrre energia rinnovabile, offrendo un importante contributo nel percorso verso la decarbonizzazione. Il Green Book sicuramente fornisce una base di conoscenze importante anche per la definizione, attualmente in corso, del Programma nazionale di gestione dei rifiutì.
La sezione curata da ISPRA fornisce informazioni aggiornate relative ai flussi transfrontalieri di rifiuti urbani e speciali per il biennio 2019-2020. Nel 2020 sono state esportate oltre 4,2 milioni di tonnellate di rifiuti (4,4 milioni nel 2019) a fronte di un’importazione di circa 7 milioni di tonnellate (nel 2019 erano 7,2 milioni). Tra i rifiuti urbani esportati, molti sono quelli prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti urbani, mentre tra i rifiuti urbani importati, le principali categorie sono rappresentate da vetro e plastica. La Germania è il Paese che riceve la maggiore quantità di rifiuti italiani (20,5% delle esportazioni) e che ne invia in Italia il quantitativo più rilevante (29% delle importazioni).
Dall’analisi di ISPRA si evince che i rifiuti urbani importati in Italia sono destinati totalmente al recupero di materia, per alimentare l’industria manifatturiera nazionale, mentre oltre il 36% di quelli esportati è destinato a recupero energetico, ad ulteriore conferma del deficit impiantistico che affligge il paese. ‘Il Green Book – spiega Valeria Frittelloni, responsabile del Centro Nazionale Rifiuti ed Economia Circolare dell’ISPRA – ci fornisce un quadro sull’efficienza del servizio di gestione dei rifiuti nel nostro Paese e rappresenta, in questo momento, una baseline sulla quale misurare i progressi che il sistema saprà attuare a seguito delle importanti misure che il Governo sta varando sul tema della gestione dei rifiuti. La prossima adozione della strategia nazionale sull'economia circolare integrata dalle azioni del Programma nazionale di gestione dei rifiuti e dai finanziamenti previsti dal PNRR, costituiranno una enorme spinta all’evoluzione del sistema che siamo pronti a misurare, a cominciare dalla qualità del servizio reso ai cittadinì.
I costi del servizio variano in base alla distribuzione territoriale. Per una famiglia tipo (3 componenti in un’abitazione di 100 metri quadrati) nel 2021 la spesa per il servizio è stata pari a 318 euro, con forti differenze tra le aree del Paese: 282 euro al Nord, 334 euro al Centro, 359 euro al Sud. Differenze che si sono conservate lungo un arco temporale di 8 anni (2014-2021): al Nord la spesa si è mantenuta mediamente pari a 272 euro, al Centro si è ridotta da 336 euro a 329 euro, mentre al Sud è passata da 360 a 356 euro. La principale causa della spesa più alta per le famiglie del Centro-Sud è relativa ai costi sostenuti per il trasporto dei rifiuti fuori Regione, per effetto di un assetto impiantistico non adeguato.
La regolazione, che nel settore rifiuti è stata introdotta nel 2018, ha avviato il secondo periodo regolatorio (MTR2) che completa lo scenario con la definizione dei criteri per le tariffe di accesso agli impianti di trattamento e smaltimento e con l’emanazione del testo unico per la regolazione della qualità del servizio di gestione dei rifiuti urbani (TQRIF). Si configura un quadro unico tra qualità ambientale del servizio, qualità contrattuale e qualità tecnica. Una prima stima della Fondazione Utilitatis fissa tra i 10,3 e i 12,6 miliardi di euro le entrate tariffarie del servizio integrato di igiene ambientale assoggettate a regolazione.
(ITALPRESS).

A Milano “Identità Golose”, Parmigiano Reggiano tra i protagonisti

MILANO (ITALPRESS) – Con una cena anteprima di “Identità di Formaggio”, intitolata “Colpa d’Alfredo” e curata da chef Michele Casadei Massari, ha di fatto preso il via “Identità Golose”, il congresso che racconta la grande tavola italiana e internazionale e che è in programma a Milano dal 21 al 23 aprile al MiCo, il Milano Convention Centre. Il tema dell’edizione è “Il futuro è oggi”. E proprio sabato prossimo si terrà la sezione dedicata alla produzione casearia, fra i protagonisti di “Identità di Formaggio” c’è, per la seconda volta, il Consorzio del Parmigiano Reggiano che così porta avanti la sua collaborazione con “Identità Golose”. La partnership è nata nel 2020 dalla volontà di creare uno spazio di dialogo tra le eccellenze casearie italiane e la ristorazione, due settori che vivono in simbiosi ma che devono ancora trovare il giusto equilibrio per ottimizzare la sinergia.
“Da sempre la vocazione del congresso ‘Identità Golosè – ha sottolineato Claudio Ceroni, co-founder di ‘Identità Golosè – è quella di offrire una vetrina alla migliore produzione italiana e sviluppare un network di qualità con il mondo degli chef italiani e internazionali. La partnership con Parmigiano Reggiano si fonda su obiettivi comuni: stabilire un filo diretto e un dialogo proficuo e permanente con i professionisti della ristorazione”. “Il canale HoReCa è rilevante e strategico per il nostro prodotto. Era settembre 2021 quando partecipammo allo scorso congresso di ‘Identità Golosè – ha detto a Italpress Carlo Mangini, direttore marketing e comunicazione Consorzio Parmigiano Reggiano -. Pensavamo fosse prossima la fine della crisi, oggi posso dire, con i numeri, che i primi 3 mesi del 2022 rappresentano l’uscita dalla crisi per la ristorazione, le nostre vendite hanno visto il 20% di crescita dei consumi nella ristorazione. E’ un successo per tutti i ristoratori del mondo, aver superato la crisi causata dalla pandemia”.
Sono 4 gli chef che partecipano a “Identità di Formaggio”, edizione 2022: Riccardo Forapani del Cavallino di Maranello, (Modena); Carmen Vecchione, alla guida di Dolciarte, Avellino; Davide Oldani di D’O, Cornaredo (Milano) e Michele Casadei Massari del Lucciola Italian Restaurant di New York.
“Il Parmigiano Reggiano negli States è conosciuto, usato come snack, come ingrediente e usato nel pairing, in abbinamento – ha detto a Italpress proprio chef Casadei Massari, brand ambassador del Consorzio Parmigiano Reggiano -. Come addetto ai lavori amo raccontare storie, nel caso del Parmigiano Reggiano siamo davanti a una grande storia e a una tradizione, a un insieme di grandi valori”.
(ITALPRESS).

Concerto evento di Webuild con Pappano e Accademia di Santa Cecilia

ROMA (ITALPRESS) – Il maestro Antonio Pappano ha diretto ieri sera l’esibizione dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia nella chiesa di Sant’Agnese in Agone di Piazza Navona a Roma. Un concerto “evento”, inserito nella rassegna internazionale “Superbarocco”, promossa per celebrare il Barocco genovese, uno dei periodi artistici di maggiore splendore per Genova e per l’Italia. “Io e i miei musicisti – ha detto Pappano – siamo molto fortunati a suonare in un luogo così suggestivo come la Chiesa di Sant’Agnese. Basta guardare in alto per immaginare che in questo luogo la musica viene portata su come le preghiere”. Le note di Vivaldi, Corelli, Hàndel, sono risuonate all’interno e all’esterno della chiesa. Il concerto – promosso dal Gruppo Webuild – è stato infatti proiettato in diretta tanto sulla facciata di Sant’Agnese a piazza Navona quanto su quella di Palazzo Ducale a Genova. “Abbiamo voluto promuovere il Barocco genovese perchè è un periodo storico di cambiamento e di proiezione verso il futuro”, ha sottolineato Pietro Salini, Ad di Webuild. “Lo abbiamo fatto a Roma e a Genova attraverso la bellezza della musica. Le infrastrutture e l’arte sono lì a testimoniare che l’umanità è in grado di lasciare un segno indelebile nella storia anche nei momenti più difficili che possono essere interpretati come una spinta verso qualcosa di nuovo e che ci porta a crescere”, ha aggiunto. Centinaia di persone hanno potuto così assistere alla performance dei musicisti dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, una delle istituzioni musicali più antiche al mondo. “Includere tutte queste persone – ha proseguito Pappano – che hanno seguito il concerto all’esterno a Roma e Genova fa bene alla musica, fa bene all’evento, fa bene all’umanità, fa bene ai miei musicisti che sanno che c’è un pubblico più vasto che li sta ascoltando”. Il concerto si lega a due mostre internazionali già aperte al pubblico. La prima dal titolo “Superbarocco. Arte a Genova da Rubens a Magnasco”, organizzata dalle Scuderie del Quirinale, dalla National Gallery di Washington con la speciale collaborazione del Comune e dei Musei di Genova oltre che del Gruppo Webuild. La seconda, “La forma della Meraviglia. Capolavori a Genova tra il 1600 e il 1750”, è stata invece allestita presso l’appartamento del Doge del Palazzo Ducale di Genova e sarà visitabile fino al prossimo 10 luglio.
(ITALPRESS).

Sainz con la Ferrari fino al 2024 “Non c’è team migliore”

MARANELLO (ITALPRESS) – Non sono stati solo i primi ed incoraggianti risultati di questa stagione che hanno spinto la Ferrari a prolungare la permanenza di Carlos Sainz a Maranello. Il 27enne pilota spagnolo e figlio d’arte, secondo nel Gp inaugurale in Bahrein alle spalle del compagno di scuderia Charles Leclerc e terzo in Arabia Saudita, ha convinto il Cavallino, con cui ha debuttato nella stagione 2021 chiudendo quinto assoluto nella classifica davanti al monegasco, unico pilota dell’annata a portare a termine ogni gara della stagione. Affidabilità, bravura e competenza hanno spinto la Rossa a prolungare il contratto del madrileno, che in passato ha corso anche con Toro Rosso, Renault e McLaren, sino alla fine del 2024. “Sono molto felice di aver rinnovato il contratto con la Scuderia Ferrari – sottolinea Sainz – Ho sempre detto che in Formula 1 non esiste una squadra migliore per la quale correre e dopo oltre un anno con il team posso dire che questa esperienza è andata anche oltre le mie aspettative. Indossare la divisa rossa e rappresentare la Scuderia è un grande onore per me e sono orgoglioso di continuare questa avventura insieme”. “La mia prima stagione a Maranello – spiega lo spagnolo – è stata solida e costruttiva, siamo cresciuti insieme a tutto il gruppo e i risultati del lavoro fatto si stanno vedendo in questo inizio di stagione. Il rinnovo conferma la piena fiducia che la squadra ripone in me e mi regala una motivazione aggiuntiva per dare il meglio. Non vedo l’ora di salire in macchina per dare tutto me stesso alla Ferrari e regalare tante soddisfazioni ai suoi tifosi. Quando sono arrivato a Maranello l’obiettivo era riportare la squadra in lotta per la vittoria e in lizza per entrambi i campionati. Quest’anno la F1-75 è una vettura competitiva che ci può permette di inseguire questi obiettivi”. “Ho detto più volte che sono convinto di avere la miglior coppia di piloti della Formula 1, per cui riconfermare la nostra fiducia in Carlos prolungando il suo contratto in nome della stabilità e continuità ci è parso un passo sempre più naturale gara dopo gara”, le parole del team principal della Ferrari, Mattia Binotto. “Nel percorso fin qui compiuto in seno alla Scuderia, Carlos ha dato prova di essere il talento che abbiamo sempre pensato, capace di portare a casa risultati importanti e di sfruttare al massimo tutte le occasioni – prosegue Binotto – Fuori dall’abitacolo si è dimostrato un grande professionista e un vero uomo squadra, e questo approccio ha aiutato tutto il gruppo a migliorarsi e a crescere. Insieme possiamo puntare a traguardi ambiziosi e sono sicuro che con Charles possa contribuire in maniera sostanziale ad alimentare il mito della Ferrari scrivendo nuove pagine di storia della nostra squadra”.
(ITALPRESS).

Mafia e riciclaggio oro, 5 arresti e sequestri a Palermo

PALERMO (ITALPRESS) – Concorso esterno in associazione di stampo mafioso, riciclaggio, ricettazione ed estorsione aggravati. Sono i reati che vengono contestati a cinque persone arrestate dai finanzieri del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria, in collaborazione con il Comando Provinciale di Palermo. Le misure cautelari sono state emesse dal gip presso il Tribunale di Palermo su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia. Disposto anche il sequestro di 5 imprese operanti nel settore del commercio dell’oro, nonchè di somme di denaro, oro, disponibilità finanziarie, beni mobili registrati, immobili e aziende nella disponibilità di 27 indagati, fino alla concorrenza di circa 5 milioni di euro.
L’attività investigativa, condotta attraverso l’approfondimento di segnalazioni di operazioni sospette, corroborate da puntuali riscontri e dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, avrebbe permesso di raccogliere elementi indiziari circa l’esistenza di un meccanismo di riciclaggio di oro da parte di una società palermitana che, sulla base delle direttive impartite dal mandamento mafioso di Porta Nuova a Palermo, avrebbe agito da collettore di grandi quantità di materiale prezioso raccolte nel territorio di riferimento sia da ladri/rapinatori sia dai relativi ricettatori. Gli investigatori avrebbero accertato l’esistenza di un sistema illecito che esercitava un capillare controllo sulle attività di riciclaggio e ricettazione dei metalli preziosi di provenienza delittuosa.
La società palermitana, che sarebbe stata finanziata sul nascere dall’allora reggente della famiglia mafiosa di Borgo Vecchio, nel triennio 2016-2018, ha dichiarato operazioni di cessione di oro per oltre 2,19 tonnellate, per un controvalore di oltre 75 milioni di euro.
In particolare, in base agli elementi raccolti dalle Fiamme Gialle, sarebbe emerso che, in una prima fase, il metallo prezioso – che sarebbe stato acquistato in totale omissione degli obblighi antiriciclaggio, fiscali e di pubblica sicurezza e con la presunta consapevolezza della sua origine delittuosa (furti e rapine) – sarebbe stato sottoposto ad un processo di fusione per essere poi ceduto ad altri operatori del settore sotto forma di lingotti/verghe.
Successivamente, al fine di ridurre i rischi e di dare una parvenza di legalità alle grandi quantità di oro movimentato, gli stessi imprenditori si sarebbero serviti di “compro oro”, rispetto ai quali sarebbero emersi gravi indizi di reato in ordine all’emissione di false fatture di vendita.
Sono in corso di esecuzione numerose perquisizioni, nei confronti degli indagati, al fine di reperire ulteriori elementi probatori a supporto delle ipotesi accusatorie formulate dagli investigatori.
(ITALPRESS).

Ucraina, Renzi “In atto rivoluzione, Europa giochi un ruolo diplomatico”

ROMA (ITALPRESS) – “E’ una vicenda drammatica, siamo da sessanta giorni in una guerra, abbiamo sdoganato l’idea che nel cuore dell’Europa ci sia una guerra, parole come armi nucleari sono diventate possibili, probabilmente non probabili, è una svolta per la nostra generazione cresciuta con l’idea di pace. Il secondo tema è un cambio straordinario dell’ordine mondiale, si rischia di passare dal G20 al G2 cioè Stati Uniti e Cina”. Così Matteo Renzi, leader di Italia Viva, a Porta a Porta su Rai1. “La Russia è un paese straordinariamente complesso e complicato, ma certo la Cina sta crescendo nel proprio peso mondiale e l’Europa deve decidere cosa fare. L’Europa ha fatto una grandissima difesa morale però il problema è che partita gioca nei prossimi anni. Siamo in presenza di un fattore drammatico: da un lato c’è la morte, le bare di 20enni morti in guerra, dall’altro ci sono altre conseguenze: c’è in vista una carestia per 12 milioni di persone, poi un nuovo ordine mondiale, ma non si capisce chi può farlo e poi banalmente i flussi migratorio: noi abbiamo proposto un commissario straordinario per l’immigrazione come Figliuolo per i vaccini per aiutare donne e minori. E’ in atto una rivoluzione ma l’Europa giochi un ruolo diplomatico” ha concluso.
(ITALPRESS).