ROMA (ITALPRESS) – Via libera in Consiglio dei Ministri alle nuove regole per la formazione iniziale e continua e per il reclutamento dei docenti della scuola secondaria.
Percorsi certi per chi vuole insegnare. Una definizione più chiara degli obiettivi e delle modalità della formazione dei docenti durante tutto il loro percorso lavorativo. Concorsi annuali per reclutare con costanza il personale, aprendo più rapidamente le porte ai giovani. Questi i tre perni della riforma approvata oggi dal governo, che porterà in cattedra, entro il 2024, i primi 70mila insegnanti.
Nel decreto-legge sul Pnrr è prevista anche la nuova Scuola di alta formazione per dirigenti, insegnanti e personale ATA.
“Oggi facciamo un ulteriore passo avanti per dare stabilità al sistema d’Istruzione – sottolinea il Ministro Patrizio Bianchi -. Prevediamo un percorso chiaro e definito per l’accesso all’insegnamento e per la formazione continua dei docenti lungo tutto l’arco della loro vita lavorativa. Puntiamo sulla formazione come elemento di innovazione e di maggiore qualificazione di tutto il sistema”.
Prosegue il Ministro: “Prevediamo, poi, entro il 2024, 70.000
immissioni in ruolo, attraverso concorsi che saranno banditi con cadenza annuale. Gli insegnanti sono il perno dei nostri istituti e devono avere un quadro strutturato di inserimento, il giusto riconoscimento professionale e strumenti che consentano un aggiornamento costante, indispensabile per svolgere il loro compito di guida delle nuove generazioni. Al centro di questa riforma c’è un’idea precisa di una scuola aperta e inclusiva, che stiamo costruendo con le risorse del PNRR a disposizione e con il dialogo con tutti gli attori coinvolti”.
Photo credit: agenziafotogramma.it
(ITALPRESS).
Cdm, via libera a nuove regole formazione e reclutamento dei docenti
Zelensky alla Biennale Venezia “Supportate la nostra lotta con l’arte”
VENEZIA (ITALPRESS) – “Sostenete la nostra lotta con la vostra arte, ma sostenetela anche con le parole e la vostra influenza”. E’ l’appello lanciato dal presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, in un videomessaggio diffuso durante la cerimonia di apertura della mostra collaterale al Padiglione Ucraina, presso la Scuola Grande della Misericordia a Venezia, “This is Ukraine: Defending Freedom @ Venice 2022”, organizzata dalla Victor Pinchuk Foundation. Un evento al quale non è voluto mancare il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro e il presidente della Biennale Roberto Cicutto.
– Photo credit: agenziafotogramma.it –
(ITALPRESS).
Utero in affitto, Meloni “Ok adozione proposta Fdi come testo base”
ROMA (ITALPRESS) – “La Commissione Giustizia della Camera ha adottato oggi come testo base la proposta di legge di Fratelli d’Italia per rendere l’utero in affitto reato universale, ovvero punibile in Italia anche se commesso all’estero”. Lo dichiara il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni che aggiunge:
“E’ un primo importante passo, ottenuto grazie al lavoro e alla determinazione di FdI in Commissione, per arrivare alla modifica della legge 40 e all’introduzione di questa norma. Ringrazio tutti i deputati che hanno sostenuto la nostra proposta, in particolare i colleghi di centrodestra che su questo tema hanno dimostrato unità e compattezza. La maternità surrogata è una pratica che trasforma la vita in una merce e umilia la dignità delle donne: siamo stati i primi a sostenerlo in Parlamento e siamo felici che oggi questa sia diventata una battaglia condivisa anche da altre forze politiche”.
-foto Imagoeconomica-
(ITALPRESS).
Covid, 75.020 nuovi casi e 166 decessi nelle ultime 24 ore
ROMA (ITALPRESS) – Sono 75.020 i nuovi casi di Coronavirus in Italia (ieri 99.848) a fronte di 446.180 tamponi effettuati su un totale di 210.506.904 da inizio emergenza. E’ quanto si legge nel bollettino del Ministero della Salute-Istituto Superiore di Sanità di oggi. Nelle ultime 24 ore sono stati 166 i decessi (ieri 205) che portano il totale di vittime da inizio pandemia a 162.264. Con quelli di oggi diventano 15.934.437 i casi totali di Covid in Italia. Attualmente i positivi sono 1.222.813 (+15.913), 1.212.167 le persone in isolamento domiciliare. I ricoverati in ospedale con sintomi sono 10.231 di cui 415 in Terapia intensiva. I dimessi/guariti sono 14.549.360 con un incremento di 59.916 unità nelle ultime 24 ore.
La regione con il maggior numero di nuovi casi nelle ultime 24 ore è la Lombardia (9678), poi Campania (8714), Lazio (8202), Veneto (7423) e Emilia-Romagna (5930).
-foto Imagoeconomica –
(ITALPRESS).
Salvini “Con Orban abbiamo parlato di pace, economia e migranti”
ROMA (ITALPRESS) – “Ho incontrato il Primo Ministro ungherese Orbàn Viktor, che oggi ha ricevuto la benedizione del Santo Padre”. Lo ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini che ha aggiunto: “Abbiamo parlato di pace, economia, sostegni per famiglie e imprese, lotta all’immigrazione clandestina, difesa degli interessi italiani e ungheresi. Orgogliosi dell’amicizia e della sintonia tra i nostri popoli”.
-foto Imagoeconomica-
(ITALPRESS).
Bandi Pnrr per i Comuni siciliani, Tardino “Non vadano deserti”
BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – “Siamo al fianco dei Comuni siciliani, incoraggiandoli a presentare progetti sui bandi del ‘Pnrr’. Bisogna indicare loro come chiedere l’affiancamento tecnico e amministrativo previsto dalla Commissione europea, da Palazzo Chigi e dall’Agenzia nazionale per la Coesione territoriale. Questa è un’occasione da non perdere per utilizzare al massimo le enormi risorse disponibili, che stanno sfuggendo perché i nostri enti locali non riescono a partecipare ai bandi. Bisogna evitare che vadano deserti”.
Così Annalisa Tardino, eurodeputata siciliana della Lega Salvini Premier nel gruppo “Identità e Democrazia”, lancia l’allarme ricordando, ad esempio, “il caso del bando per gli asili nido al Sud, la cui scadenza ora è stata prorogata per la terza volta, sino a fine maggio, per consentire anche ai Comuni della Sicilia di presentare progetti, gli unici a non averlo ancora fatto assieme a quelli di Molise e Basilicata. Ci sono a disposizione 70 milioni di euro per dare la possibilità alle mamme siciliane di trovare finalmente posto negli asili nido pubblici e di conciliare lavoro e famiglia senza dovere sostenere ingenti oneri finanziari presso strutture private. In questa proroga la partecipazione è stata anche agevolata dall’estensione dei benefici ai ‘poli scolastici’ che ai nidi affiancano le scuole materne, e i comuni saranno accompagnati nella presentazione delle proposte con specifiche azioni di supporto”.
“La possibilità di chiedere assistenza – conclude Tardino – vale anche per partecipare agli altri tre bandi attualmente aperti per i Comuni, come quello da 900 milioni per azzerare le perdite delle reti idriche, quello per il recupero delle aree urbane con l’adeguamento di impianti sportivi e quello per la creazione di cloud per le P.a. locali. Sono tutte misure utili per realizzare interventi che difficilmente potranno essere finanziati successivamente da altre programmazioni di fondi strutturali europei”.
foto: imago
(ITALPRESS).
Sud, Carfagna “Non resteranno sulla carta gli investimenti del Pnrr”
BARI (ITALPRESS) – “E’ anche una mia preoccupazione fare in modo che il 40% di risorse da investire nelle ZES del Mezzogiorno non resti solo un numero sulla carta”. Il ministro per il Sud e la coesione territoriale Mara Carfagna, intervenendo al convegno ‘ZES, opportunità strategica per lo sviluppo del Mezzogiornò nella sala convegni della sede di Confindustria, a Bari, tranquillizza con queste parole il presidente degli industriali pugliesi Sergio Fontana. Dopo i saluti di quest’ultimo, di Vincenzo Longobardi, presidente di Confindustria Molise, Francesco Somma, presidente di Confindustria Basilicata e di Francesco Paolo Sisto, Sottosegretario di Stato alla giustizia, hanno partecipato all’incontro Marcello Minenna, direttore generale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Ugo Patroni Griffi, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, Sergio Prete, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio – Porto di Taranto, Floriana Gallucci, Commissario ZES Ionica Interregionale Puglia-Basilicata e Manlio Guadagnuolo, Commissario ZES Adriatica Interregionale Puglia-Molise.
“Abbiamo chiesto e ottenuto – prosegue il ministro – la possibilità di effettuare un monitoraggio ex ante per gli investimenti del PNRR, che ci consente di intervenire non solo in un fase patologica, quando cioè il 40% non dovesse essere stato realizzato, ma anche nella fase della predisposizione dei bandi o del riparto di risorse”.
“Bisogna tenere ben presente – aggiunge Carfagna – che in alcune missioni si supera abbondantemente quella soglia. Penso a quella che riguarda le infrastrutture, ad esempio, per cui siamo al di sopra del 50%. In altre si è poco al di sotto del 40%, che si riferisce al totale degli investimenti territorializzabili”.
Il ministro rassicura tutti anche sulle nomine di Gallucci e Guadagnuolo: “E’ questione di giorni. Ho sentito la presidenza del Consiglio, verranno finalizzate a breve. Purtroppo ci sono dei tempi da rispettare. Noi intanto abbiamo già avviato le procedure di nomina, ma soprattutto abbiamo rivitalizzato le ZES, rendendole finalmente operative e attrattive e introducendo all’interno del PNRR una linea di finanziamento di 630 milioni di euro per garantirne l’infrastrutturazione e uan riforma per potenziarne la governance: abbiamo attribuito ai commissari straordinari il compito di prevedere un’ulteriore riperimetrazione delle aree ZES, qualora si dovesse rendere necessaria, visto che alcune sono state istituite qualche tempo fa. Abbiamo anche istituito un contratto di sviluppo che rappresenterà una leva molto importante nelle mani dei commissari per attirare investitori, perchè investimenti pubblici accompagneranno quelli privati, e lo abbiamo finanziato con 250 milioni di euro. Infine abbiamo recepito, anche grazie al dialogo con Confindustria, una richiesta che ci arrivava dal mondo industriale, che ci ha permesso di specificare che il credito d’imposta si estende anche all’acquisizione degli immobili”.
“Sarà il commissario ZES – conclude il ministro – ad avere il potere di proporre eventuali riperimetrazioni, ovviamente nel rispetto del tetto massimo di territorio ammesso all’area. Questo è importante, perchè ci sono alcune aree ZES che non hanno ancora raggiunto questo massimale, esigenze che impongono di aggiungere ulteriore territorio o anche eventualmente di riperimetrarlo. La filosofia che a mio avviso deve ispirare i commissari è quella di rafforzare queste aree industriali, connettendole alla rete portuale, a quella stradale e a quella ferroviaria, per fare in modo che possano essere davvero un luogo in cui poter scommettere e insediare nuovi investimenti. Grazie alle riforme che abbiamo approvato e agli investimenti che abbiamo programmato, investire in queste aree sarà davvero più facile, più conveniente e più rapido”.
foto xa2
(ITALPRESS).
Palermo, i big dell’arte contemporanea a Palazzo Reale per la mostra .RE
PALERMO (ITALPRESS) – Concreta. Potente (artisticamente). Irriverente. Non conformista. .RE è una mostra autoriale della Fondazione Federico II che ha l’intento di spalancare le porte, nell’era del virtuale, a riflessioni sulla “realtà reale” per una rinascita collettiva. Sedici artisti, sedici personalità culturali differenti dell’arte contemporanea che, dagli anni Sessanta ad oggi, si sono fatti interpreti della nostra epoca.
E’ stata presentata alla stampa, questa mattina, al Palazzo Reale la mostra .RE dal presidente della Fondazione Federico II, Gianfranco Miccichè e dal direttore generale, Patrizia Monterosso.
Ventotto opere in mostra che enfatizzano lo stupore e la meraviglia nel mondo per non essere sopraffatti dalle ferite dei nostri tempi quali la disumanizzazione dilagante, le guerre, la pandemia. L’allestimento presso le Sala Duca di Montalto, a Palazzo Reale, evita ogni scorciatoia tipica dei fondamentalismi per accogliere la ricchezza delle differenze contro una lettura che ammette un solo linguaggio, una sola voce, una singola storia. Opere che adottano la linea di un umanesimo preparatorio e si aprono a nuove fasi di Rinascimento. Alberto Burri, Saint Clair Cemin, Tony Cragg, Zhang Hong Mei, Anselm Kiefer, Jeff Koons, Sol LeWitt, Emil Lukas, Mimmo Paladino, Claudio Parmiggiani, Giuseppe Penone, Michelangelo Pistoletto, Tania Pistone, Andres Serrano, Ai Wewei e Gilberto Zorio.
Artisti che, a proprio modo, hanno travalicato le sclerotizzazioni delle visioni del mondo, recuperando il senso profondo tra arte e concetto, tra concetto e parola, tra visione individuale e collettiva, tra atroce e banale, tra etica e critica sociale. Artisti che hanno, certamente, il merito di avere concepito l’arte come leva di resistenza ad una civiltà connotata spesso dalla semplificazione tanto da ridurre, talvolta, l’arte a rappresentazione effimera della realtà.
“Dopo questi anni la Fondazione Federico II – sottolinea Miccichè – ha avuto un livello di crescita d’immagine in Italia e in tutto il mondo. Io non so chi sarà il prossimo presidente dell’Ars e quindi della Fondazione Federico II, ma la mia richiesta e il mio appello, sin d’ora, è che non si perda il lavoro fin qui svolto. Questa mostra consolida, ulteriormente, l’idea che sia stato creato uno spazio culturale di altissimo profilo nazionale ed internazionale. In un momento in cui la pandemia chiudeva ogni cosa la progettualità della Fondazione Federico II non ha mai cessato e ha prodotto mostre ed eventi di pregio e di altissimo valore. Perchè la depressione si cura con la cultura e con l’arte”.
La mostra .RE aprirà il 22 aprile a Palazzo Reale (Sale Duca di Montalto) e aspira a porre Palermo come capitale dell’arte contemporanea, proprio nel periodo chiave di una rinascita collettiva. Il percorso di costante crescita della Fondazione Federico II degli ultimi quattro anni ha consentito di confrontarsi con alcuni tra i maggiori esponenti dell’arte contemporanea a livello mondiale. Il titolo della mostra evoca da subito il senso del progetto. Ossia l’esigenza e lo slancio vitale a rielaborare e riorganizzare le proprie azioni dopo eventi stravolgenti e annichilenti come la pandemia, la regressione democratica e la guerra.
“L’idea progettuale di questa mostra è stata concepita con il presidente della Fondazione Federico II, Gianfranco Miccichè – dice Patrizia Monterosso, direttore generale della Fondazione -. La degenerazione di un’umanizzazione che ha portato la guerra, la pandemia hanno creato una crisi tale da mettere in discussione i vecchi paradigmi. Era necessario, quindi, pensare, a una mostra che ci facesse riflettere attraverso un’arte che sana le ferite.
Sedici artisti per ventotto opere secondo una lettura che non è univoca ma molteplice. Una mostra per la riconcezione di una religiosità e un assoluto che va concepito partendo dai mali del mondo riconciliandosi con una forma che energia; tra opere, quadri, dipinti, sculture secondo un’articolazione inaspettata. Una mostra irriverente contro gli assolutismi e gli iper-individualismi. Già la mostra di McCurry ne è testimonianza”.
Sedici grandi artisti contemporanei simboleggiano sedici cammini per schiudere la riflessione sulla realtà. Sedici sensibilità artistiche sferzanti che hanno scelto di sviluppare espressioni artistiche non nella direzione della disumanizzazione o del post – umano. Sedici artisti, puntando il dito nella piaga di un ridente conformismo che spesso ha lacerato la creatività, immergono il fruitore in una dimensione riflessiva e di funzione sociale dell’opera d’arte.
Un posto speciale in mostra lo occupano tutte le opere. La Fondazione Federico II, anche questa volta, non poteva però tralasciare, pur guardando ad un orizzonte internazionale, il legame con la propria terra. Il Grande Bianco Cretto in mostra, quindi, Burri, rimanda il visitatore all’elaborazione di un lutto per le ferite del suolo. Insieme al Grande Bianco Cretto di Alberto Burri poi Human conditions Zhang Hong Mei; Sunflower Seeds e Finger di Ai Wewei; Skull di Tony Cragg; Saint Clair Cemin, con l’opera Sphere; Blue Heart #0987 di Emil Lukas; Gilberto Zorio, in mostra con Monotype. .RE intende accendere la luce anche su questi temi terribilmente attuali. Tra le ventotto opere in mostra vi sono anche sculture che focalizzano il dibattito nell’arte del rapporto tra materia-forma. Scultura intesa non come monumentalità morte e inerti.
Pistoletto, in mostra, con la Venere degli stracci, la sfera dei giornali e Autoritratto con quaderno Terzo Paradiso trasmette una dimensione artistica ponendo la scultura “in condizione di instabilità, di mancanza di controllo, per risuscitarla e risvelarla”.
Miti e rappresentazioni simboliche dell’antichità sono il racconto di Mimmo Paladino in mostra con Hortus conclusus e Testimone.
Arte povera come ricerca analitica e concettuale, come dialogo con la natura: Penone e la sua Trentatrè erbe.
Arte che affronta il grande tema del sentimento religioso non come liberazione dal mondo con l’opera di Claudio Parmiggiani.
Il sentimento dell’assoluto affrontato nell’opera The Black Supper di Andres Serrano.
La Fondazione Federico II ha individuato opere che recuperano e danno respiro a grandi temi, ivi compreso il concetto di arcaicità come ponte tra due mondi e come tentativo dell’uomo contemporaneo per recuperare le visioni di quel mondo che vive in noi.
Simboli del passato che riprendono vita tramite la lunga linea del tempo e di tradizioni ancestrali. Rongorongo è l’opera di Tania Pistone dove la scrittura ancestrale diviene protagonista di una composizione che in una tessera dorata (l’opera si caratterizza per un fondo dorato) di un mosaico (la complessità dei linguaggi) crea un bassorilievo dove l’essenzialità dei segni è generativa di nuovi linguaggi e di nuovi contenuti.
L’immediata dimensione ludica e infantile dell’opera Ballon dog di Jeff Koons.
Un vero e proprio feticcio del rapporto dell’arte con la vita. Sol Lewitt esprime la sua idea di arte concettuale: è l’idea che crea materia. L’idea libera l’arte dalla sottomissione della materia. Forme semplificate, essenziali. Sculture come strutture primarie: un minimalismo che riscopre un nuovo rapporto con lo spirito, il volume e le superfici.
.RE, aperta fino al 31 ottobre 2022, è la mostra voluta dalla Fondazione Federico II per affermare la convinzione che l’arte e la cultura forse non salveranno il mondo ma ci salveranno dall’atrofia della coscienza.
– foto ufficio stampa Fondazione Federico II –
(ITALPRESS).








