MILANO (ITALPRESS) – Pirelli ha annunciato le mescole scelte per i prossimi quattro Gran Premi di Formula Uno. Per Imola (22-24 aprile) e Miami (6-8 maggio) i piloti avranno a disposizione le White Hard C2, le Yellow Medium C3 e le Red Soft C4, Per il Gp di Spagna in programma a Barcellona (20-22 maggio), invece, sono state selezionate la White Hard C1, la Yellow Medium C2 e la Red Soft C3. Infine, a Montecarlo (27-29 maggio), saranno portate la White Hard C3, la Yellow Medium C4 e la Red Soft C5. La mescola più morbida sarà obbligatoria in tutti i casi in qualifica, le altre due in gara.
(ITALPRESS).
Annunciate le mescole per i prossimi 4 Gran Premi
Uno studio, i big data tesoro di conoscenza per la scuola del futuro
MILANO (ITALPRESS) – I big data di Weschool possono servire per offrire un’analisi profonda e oggettiva dell’esperienza della didattica a distanza forzata dalla pandemia e possono essere utili per comprendere la didattica del futuro? E’ la domanda che si sono posti Fondazione Cariplo, Politecnico di Milano e WeSchool con l’obiettivo di mettere a frutto l’esperienza, le fatiche e gli investimenti realizzati fin qui, per innovare la scuola e la qualità della didattica; conservando ciò che di buono oggi è rimasto, proporlo in una veste strutturata e non di emergenza. Per farlo serve una fotografia suffragata dall’evidenza che solo una mole significativa di dati può offrire. Ecco, quindi, il progetto presentato questa mattina a Milano: ‘Innovazione didattica: i Big Data per disegnare la scuola di domanì. Alla presentazione del programma di ricerca di Fondazione Cariplo, Polimi e WeSchool, hanno preso parte tra gli altri Giovanni Fosti, presidente Fondazione Cariplo, Ferruccio Resta, rettore Politecnico Miliano, Marco De Rossi, Ceo WeSchool, Roberto Ricci, presidente Invalsi, Vittorio Colao, ministro per l’Innovazione tecnologica e la transizione.
Si tratta del primo studio che mira a utilizzare la potenza informativa dei Big Data per indagare le potenzialità del digitale per la didattica del futuro. La ricerca utilizza informazioni e dati raccolti tra marzo 2019 e agosto 2021 e messi a disposizione da WeSchool in un’ottica di ampia condivisione. Lo studio coinvolge 1 milione 730 mila utenti attivi sulla piattaforma WeSchool, di cui l’88% studenti, il 10% insegnanti, il 2% appartenenti ad altri gruppi, ad esempio genitori. L’analisi ha riguardato circa 16mila scuole di tutta Italia: il 17% scuole per l’infanzia, il 30% primarie, il 47% secondarie. In definitiva, sono stati coinvolti più di 172mila insegnanti (con età media pari a 46 anni) e oltre un milione e mezzo di studenti (che rappresentano il 17% degli studenti italiani iscritti nell’anno scolastico 2019-2020). Sul piano della distribuzione geografica, molte sono le scuole del sud ad aver colto l’opportunità di utilizzo di WeSchool (in Sicilia, ad esempio, 2 scuole su 5 erano presenti in piattaforma).
I risultati preliminari presentati questa mattina si articolano su due direttrici. Da un lato l’analisi ha approfondito le attività registrate dalla piattaforma, quali, ad esempio, la pubblicazione di post, lo svolgimento di lezioni, la somministrazione di test, la creazione di conferenze e la condivisione di materiali.
Dall’altro è stata somministrata una survey agli utenti-docenti al fine di tracciare le competenze digitali maturate in questi due anni, valutare il beneficio offerto dalla didattica a distanza e dal conseguente utilizzo di strumenti digitali e analizzare le tipologie di strumenti digitali utilizzati insieme alle diverse modalità didattiche innovative per il futuro dell’attività didattica.
Di seguito le principali evidenze emerse da questa prima fase della ricerca.
Secondo quanto emerge dai dati, la didattica digitale, nel giudizio del campione di 1.800 docenti intervistati, ha avuto un impatto positivo sulla comunicazione e interazione tra gli attori della scuola.
L’impatto della didattica digitale sulla comunicazione dei docenti con gli studenti è valutato positivamente dal 63% del campione (contro il 19% negativo), sulle modalità di interazione con le famiglie dal 50% (vs. 23% negativo), sulla comunicazione tra studenti all’interno della classe dal 45% (vs. 30% negativo).
L’impatto positivo è confermato dalla prima analisi dei big data: del totale dei gruppi creati, il 10% di questi era di docenti evidenziando quindi la necessità di creare rete tra colleghi per affrontare al meglio le sfide poste dal nuovo contesto, condividendo, all’interno di ogni gruppo, soprattutto risorse didattiche. Nei 27.898 gruppi di docenti creati nella piattaforma WeSchool nel biennio di analisi sono stati in media presenti 3 studenti insieme ad 8 docenti; le 119.594 classi di lunga durata (almeno due mesi) formatesi hanno creato in media, a fronte di 20 lezioni, 58 allegati e ben 91 post interattivi.
Secondo i dati raccolti, prima dell’emergenza sanitaria il 35% dei docenti non aveva mai utilizzato strumenti digitali per l’attività di valutazione degli studenti (e solo il 13% li usava sempre); durante la DAD il 46% li ha usati sempre e il 20% più di una volta a settimana. Con il rientro degli studenti in classe, il 57% dei docenti utilizza strumenti digitali per l’attività di valutazione almeno una volta al mese, mentre il 19% sempre.
L’analisi dei big data evidenzia inoltre che nelle scuole secondarie di II grado, nel biennio di analisi, il numero di verifiche finali dell’apprendimento svolte in piattaforma ha perfino superato il numero di esercitazioni proposte agli studenti.
In che modo gli strumenti digitali sono stati utilizzati per la didattica? Prima, durante e dopo la DAD la maggior parte dei docenti intervistati li ha utilizzati come supporto alla lezione frontale. Il digitale è anche un mezzo per creare contenuti didattici: il 68% dei docenti afferma di aver prodotto in autonomia almeno una volta a settimana i materiali didattici condivisi con gli studenti, mentre il 67% ha utilizzato, con la stessa frequenza, materiali didattici prodotti da terzi. Durante la DAD la tecnologia ha assunto un ruolo rilevante nell’assegnazione dei compiti e nelle azioni di monitoraggio di compiti e attività per l’87% degli intervistati che ne hanno fatto ricorso almeno una volta ogni sette giorni.
Il 55% dei docenti del campione afferma che la didattica digitale ha avuto un impatto molto positivo o positivo sulla partecipazione degli studenti alle attività didattiche. Durante la DAD la percentuale di docenti che dichiara aver implementato metodologie innovative e partecipative almeno una volta a settimana è del 73%, aumentando del 44% rispetto al periodo pre emergenziale. Una volta terminata l’emergenza, il confronto con i dati pre pandemici fa emergere un parziale ritorno alle vecchie abitudini (46%).
Nei 27.898 gruppi di docenti creati nella piattaforma WeSchool, durante il periodo di lockdown iniziato a marzo 2020 si è sviluppata un’attività di network e condivisione di buone pratiche tra gli insegnanti. In media, nell’arco di un solo mese, sono stati condivisi all’interno di un singolo gruppo 12.2 risorse, 11.2 post di interazione, 8.5 esercizi proposti, 5.6 lavagne condivise, a testimonianza della volontà di informarsi e aggiornarsi in modo rapido e condiviso con i pari, mentre la DAD entrava a far parte della quotidianità.
Dalla survey emerge ulteriormente che solo il 17% dei docenti, durante la prima fase dell’emergenza, si sentiva del tutto o molto “preparato ad affrontare la DAD grazie all’utilizzo di strumenti digitali”, mentre dopo l’esperienza della DAD il 53% dei docenti è del tutto o molto d’accordo nel “sentirsi più sicuro nell’utilizzo degli strumenti digitali per la didattica”. Secondo l’88% dei docenti intervistati la didattica digitale ha impattato positivamente o molto positivamente sulle competenze digitali dei docenti, il 66% è d’accordo o molto d’accordo nell’utilizzare la didattica digitale anche in futuro, e più della metà dei docenti (il 57%) è d’accordo o molto d’accordo sulla necessità di sviluppare ulteriormente competenze digitali.
Infine, il 67% del campione di docenti si dichiara d’accordo o molto d’accordo che “i mesi d’emergenza abbiano modificato permanentemente la presenza di strumenti digitali”.
Secondo il campione di intervistati, durante l’anno scolastico 2019/2020, quasi 7 docenti su 10 riportano di aver coperto una porzione tra il 50% e il 90% del programma che avevano previsto. 5 docenti su 10 stimano che la partecipazione degli studenti alla DAD sia stata superiore al 90% della classe (ma 2 docenti su 10 stimano una partecipazione inferiore al 50% della classe). Per quanto in misura più contenuta, la DAD ha inciso in modo evidente anche durante l’anno scolastico 2020/2021, soprattutto nelle scuole del secondo ciclo.
In base ai risultati raccolti, il principale motivo dell’assenza degli studenti dalle lezioni durante la DAD è stato, sempre o frequentemente, la scarsa connessione ad Internet (secondo il 50% dei docenti), seguito dalla scarsa motivazione degli studenti (30%), dalla mancanza di dispositivi digitali (29%) e dallo scarso supporto da parte della famiglia (28%).
Lo studio elaborato dal Politecnico di Milano con il supporto di WeSchool metterà a disposizione un vero tesoro di conoscenza, sul quale Fondazione Cariplo con la collaborazione dell’Evaluation Lab della Fondazione Giordano dell’Amore, intende innestare una serie di iniziative per contrastare le disuguaglianze che la pandemia ed altre forme di esclusione e povertà hanno prodotto e produrranno sulle giovani generazioni, e quindi con gravi conseguenze sul futuro dei ragazzi e del nostro Paese.
Ora la domanda è: che cosa vogliamo fare del tesoro di conoscenza e dell’innovazione prodotta così violentemente dalla Pandemia?
‘Questo progetto si inserisce in un ambito di azione prioritario per Fondazione Cariplo: sviluppare conoscenza condivisa per generare innovazione sulle tematiche cruciali per le persone e per il Paese – spiega Giovanni Fosti, presidente Cariplo -. L’importante patrimonio di dati condiviso da WeSchool ed elaborato dal Politecnico di Milano ci permette di approfondire dinamiche, limiti e potenzialità degli strumenti di didattica digitale per migliorare il loro utilizzo. La sfida è far sì che la digitalizzazione diventi sempre più occasione per investire sulle potenzialità dei nostri ragazzi, offrendo maggiori opportunità di apprendimento e sostenendo soprattutto chi ha subito maggiormente gli effetti negativi di questi due anni di pandemià
‘I dati non disegneranno solo la scuola del futuro, ma l’intera società: dal quantum computing all’HPC. Per questo è fondamentale non ragionare per compartimenti stagni, ma inserire la scuola in una visione integrata, complessa, che va dagli investimenti in infrastrutture digitali alle misure di crescita economica ed occupazionale. – commenta Ferruccio Resta, rettore del Politecnico di Milano – Quello che abbiamo fatto nelle scuole, così come nelle università, con la formazione a distanza è un passo dal quale non si torna indietro, non più per risolvere un’emergenza, ma per progettare i prossimi vent’anni e quello che succederà dopo il 2026. Quindi è bene che ricerche come queste, focalizzate e tematiche, non rimangano degli esprimenti isolati, ma che vengano integrate all’interno di un ragionamento ampio e di sistema Paesè
‘La scuola è in una fase di profonda evoluzione e crediamo che per disegnare una nuova didattica a beneficio di milioni di studenti e docenti sia fondamentale avere un approccio basato su evidenze e dati, a partire da quello che è successo durante la pandemia – dichiara Marco De Rossi, ad di WeSchool -. Per questo motivo, essendo con i nostri contenuti e con la nostra tecnologia protagonisti di questo cambiamento, viviamo come atto civico la scelta di condividere per finalità di ricerca i nostri Big Data e ci auspichiamo che molti altri attori facciano la stessa sceltà.
(ITALPRESS).
Gasperini “Semifinale di Europa League sarebbe storica”
BERGAMO (ITALPRESS) – “Le partite sono sempre delicate a questo punto della stagione, sono tutte determinanti perchè lo siano anche le prossime. E’ una partita da dentro o fuori, cercheremo di superare il turno per giocare una semifinale che sarebbe prestigiosissima”. Gian Piero Gasperini e la sua Atalanta ci credono alla vigilia del ritorno dei quarti di Europa League contro il Lipsia, dopo l’1-1 in Germania. “Aver giocato contro è un metro di paragone che hai sul campo, quella di domani è una partita decisiva perchè deve uscire un vincitore – continua il tecnico della Dea – Sarebbe importante raggiungere questo traguardo che sarebbe storico, fantastico e importante per noi”. L’Europa League è anche forse l’ultima chance per la Dea di giocare la Champions l’anno prossimo visto che in campionato il quarto posto è lontano. “Se abbiamo pagato l’impegno in Europa? Ci sono state tante cose che ci hanno rallentato nel girone di ritorno dove non abbiamo fatto bene – ammette Gasperini – Chi gioca il giovedì la domenica successiva ha qualche difficoltà in più, abbiamo pagato nelle partite dopo l’Europa League ma non è un alibi, solo una constatazione”. Poi una battuta sul Villarreal che ha beffato l’Atalanta nel girone e ora in semifinale di Champions: “Viene un pò sottovalutato per la sua posizione in classifica nella Liga ma ha dimostrato il suo valore e le sue capacità”.
(ITALPRESS).
Ripresa economica, lavoro e lotta al carovita le priorità degli italiani
ROMA (ITALPRESS) – In questo particolare momento storico e dopo due anni di pandemia che hanno condizionato la vita degli italiani da un punto di vista sociale, lavorativo ed economico, il primo tema che i cittadini chiedono al governo di affrontare entro il 2023 è la ripresa economica nazionale, senza tralasciare il lavoro e l’occupazione che, da sempre, risulta essere tra le prime priorità per la popolazione. A partire dalla metà di febbraio, però, gli italiani si sono ritrovati ad affrontare un aumento generale dei prezzi che si è accentuato ancora di più con l’attacco della Russia nei confronti dell’Ucraina. Di conseguenza, cresce la richiesta di intervenire anche in questo campo e affrontare il tema del carovita e dell’inflazione generale. Con il conflitto Russia-Ucraina, inoltre, sale la preoccupazione per l’arrivo dei profughi dalle aree di guerra. Secondo un sondaggio di Euromedia Research, ad oggi gli italiani «preoccupati» per questa situazione risultano essere poco più del 40%, ma la paura cresce nelle aree del Nord Est (più vicini ai confini della guerra) e nelle Isole (che da tempo si ritrovano ad affrontare gli arrivi dei profughi dalle coste africane).
Sondaggio Euromedia Research realizzato il 08/04/2022 con metodologia mista CATI/CAWI su un campione di 1.000 casi rappresentativi della popolazione italiana maggiorenne.
(ITALPRESS).
Nasce il nuovo Tg Lavoro & Welfare dell’Agenzia Italpress
ROMA (ITALPRESS) – Giovedì 14 aprile l’Agenzia di stampa Italpress lancerà il suo nuovo Tg Lavoro & Welfare. Il tg nasce dalla collaborazione dell’Italpress con il Centro studi Lavoro&Welfare presieduto dall’ex ministro del Lavoro Cesare Damiano e con gli Stati Generali del Mondo del Lavoro. Cresce ancora, dunque, la famiglia dei prodotti multimediali dell’agenzia fondata e diretta da Gaspare Borsellino, che già conta numerosi videomagazine e tg quotidiani e settimanali che coprono tutti i principali settori informativi.
Con un taglio e un linguaggio semplice e diretto il nuovo tg si occuperà di tutti i temi legati al welfare e al lavoro, con una finestra dedicata al mondo della gestione delle risorse umane e a chi si occupa di HR nelle grandi aziende e nelle multinazionali.
Assistenza sanitaria, assistenza sanitaria integrativa, pensioni e previdenza complementare, assistenza economica alle famiglie, welfare aziendale, welfare e pari opportunità, welfare e disabilità, welfare urbano, promozione della cultura del welfare, politiche sociali e contrasto alle disuguaglianze, cooperazione allo sviluppo, politiche dell’immigrazione: sono solo alcune delle tematiche che saranno affrontate nei servizi del tg, con uno sguardo attento anche a tutte le novità normative.
“Siamo certi che questo Tg potrà dare un contributo importante all’approfondimento di tematiche sociali che rivestono particolare importanza in questo momento di difficile transizione. Come sempre darò il mio punto di vista, di analisi, di studio e di proposta”, afferma Damiano, che ogni settimana con un suo intervento affronterà nel Tg una tematica diversa.
“La grande professionalità e reputazione dell’Italpress nel settore dei media non fa che aumentare la forza dei contenuti e della mission che gli Stati Generali del Mondo del Lavoro si pongono per il 2022. Ringrazio il direttore Gaspare Borsellino per aver apprezzato il nostro format e sono sicuro che con la sua passione e professionalità potremo avanzare ulteriormente nel percorso di sviluppo intrapreso dal 2019”, afferma Pier Carlo Barberis, fondatore degli Stati Generali del Mondo del Lavoro.
“L’Italpress continua il suo percorso di crescita, con la creazione di nuovi prodotti destinati ad abbonati e partner – afferma il fondatore e direttore responsabile, Gaspare Borsellino -. Si arricchisce dunque il bouquet dell’agenzia, che già oggi conta numerose produzioni multimediali che si avvalgono della collaborazione di noti giornalisti e personaggi dell’informazione italiana. Il Tg Lavoro & Welfare è solo una tappa di questo percorso di crescita che abbiamo appena intrapreso”.
(ITALPRESS).
Iss, grazie ai vaccini evitati 8 milioni di casi e 150mila morti
ROMA (ITALPRESS) – La campagna vaccinale contro il Covid-19 in Italia ha permesso di evitare circa 8 milioni di casi, oltre 500.000 ospedalizzazioni, oltre 55.000 ricoveri in terapia intensiva e circa 150.000 decessi. La stima, che si riferisce al periodo tra il 27 dicembre 2020, data di inizio della campagna vaccinale, e il 31 gennaio 2022, è riportata nel rapporto “Infezioni da SARS-CoV-2, ricoveri e decessi associati a Covid-19 direttamente evitati dalla vaccinazione” appena pubblicato dall’Istituto Superiore di Sanità. Il calcolo è stato fatto con una metodologia, inizialmente sviluppata per i vaccini antinfluenzali ma già applicata in altri paesi per studi relativi a SARS-CoV-2, che utilizza i dati della Sorveglianza Integrata e dell’anagrafe nazionale vaccini del ministero della Salute. Questo approccio si basa sull’idea che l’impatto settimanale della vaccinazione sugli eventi studiati (casi notificati COVID-19, ricoveri, ricoveri in terapia intensiva e decessi) può essere stimato combinando l’efficacia vaccinale verso l’evento di interesse, la copertura vaccinale settimanale e il numero settimanale di eventi osservati.
Questa stima è detta diretta in quanto non considera il possibile impatto indiretto della stessa vaccinazione sulla popolazione non vaccinata (ad esempio: le infezioni evitate tra i vaccinati potrebbero aver contenuto la trasmissibilità complessiva osservata in Italia). Questi alcuni dei risultati principali.
Dall’inizio della campagna vaccinale al 31 dicembre 2021, si stima che siano stati evitati, grazie alla vaccinazione, un totale di 2.8 milioni di casi (range 2.8 mln-3.4 mln), 290mila ospedalizzazioni (218mila-400mila), 38mila ricoveri in terapia intensiva (27mila-54mila) e 78mila decessi (54mila-114mila). Queste cifre rappresentano rispettivamente il 43%, il 58%, il 57% e il 64% degli eventi attesi (cioè quelli osservati più quelli evitati). Solo nel mese di gennaio 2022, caratterizzato dalla predominanza della variante Omicron, altamente diffusiva, in cui sono state osservate un totale di 4.3 milioni di diagnosi di infezione da SARS-CoV-2, la vaccinazione ha permesso di evitare un totale di 5.2 milioni di casi di infezione (range 4.3 mln-6,4 mln), 228mila ospedalizzazioni (161mila-384mila), 19mila ricoveri in terapia intensiva (13mila-31mila) e 74mila decessi (48mila-130mila). Queste cifre rappresentano rispettivamente il 55%, l’83%, l’86% e l’87% degli eventi attesi a gennaio 2022; Il 72% dei decessi complessivi è stato evitato per le persone di età pari o superiore a 80?anni, il 19% nella fascia 70-79, il 7% nella fascia 60-69 e il 3% sotto i 60 anni.
La distribuzione degli eventi evitati non è stata omogenea durante il periodo studiato. Nella prima metà del 2021, dovuto alla bassa copertura vaccinale, il numero di eventi evitati è stato limitato. Invece, durante la seconda metà del 2021 e durante gennaio 2022 si stima che la vaccinazione ha evitato più della metà degli eventi attesi.
(ITALPRESS).
Suzuki auto ufficiale del Tour of the Alps 2022
ROMA (ITALPRESS) – Suzuki sarà auto ufficiale del Tour of the Alps 2022, la corsa a tappe UCI Pro Series che si svolgerà dal 18 al 22 aprile sulle magnifiche strade dell’Euregio, tra il Tirolo, l’Alto Adige e il Trentino. La Casa di Hamamatsu collaborerà con l’organizzazione e con il gruppo sportivo Alto Garda, fornendo loro una flotta di Suzuki Swace e di Suzuki Vitara che accompagneranno lo staff al seguito dei concorrenti e per tutte le esigenze logistiche legate all’evento. “Suzuki è onorata di essere scelta da Tour Of The Alps come auto ufficiale – commenta Massimo Nalli, presidente di Suzuki Italia – Il Tour of The Alps è una corsa iconica di altissimo livello, capace di entusiasmare il pubblico e permeata da un forte valore simbolico. Il tracciato varca i confini, diviene simbolo di unione tra i popoli e attraversa i magnifici paesaggi Dolomitici e del Tirolo, incontaminati, ricordando a tutti noi che è necessario rispettare la natura per lasciare alle generazioni future un pianeta migliore. Suzuki concretizza i suoi sforzi in una gamma di prodotti a basso impatto ambientale e promuove l’uso della bicicletta per uno stile di vita attivo e sostenibile”. Dal canto suo Giacomo Santini, presidente del gruppo sportivo Alto Garda, sottolinea che “siamo orgogliosi di proseguire nella partnership con Suzuki, un’azienda che non solo è all’assoluta avanguardia da un punto di vista tecnologico e della sensibilità energetica e ambientale, ma ha già da molti anni dimostrato di amare e credere nel ciclismo. Veder crescere questo rapporto è un ulteriore segnale che il nostro evento sta andando nella giusta direzione”.
Suzuki fornirà all’organizzazione del Tour of the Alps 2022 una flotta di auto rappresentative di tre varianti della tecnologia ibrida Suzuki: Vitara Hybrid 1.4, Vitara Hybrid 1.5 e Swace Hybrid. Il Tour Of The Alps vedrà al via 18 squadre, 10 delle quali appartengono alla categoria UCI World Tour, e si svilupperà su cinque tappe, per una lunghezza totale di 719 km.
(ITALPRESS).
Giovedì delegazione Athletica Vaticana in visita al “Bambino Gesù”
ROMA (ITALPRESS) – La guerra vista da un ospedale pediatrico è ancora più sacrilega. Con questa certezza domani – nel giorno del Giovedì Santo – una rappresentanza di Athletica Vaticana, la polisportiva ufficiale della Santa Sede, compirà la visita ai 79 bambini del Dipartimento di oncoematologia e terapia genica e cellulare del “Bambino Gesù”, l’Ospedale del Papa. Alle 11, nella sede del Gianicolo, “la squadra del Papa” incontrerà medici, infermieri, personale ausiliario e familiari dei bambini ricoverati. “Per un un abbraccio di fraternità e di speranza, e un momento di preghiera – perchè il Signore doni a ciascuno, soprattutto ai piccoli ricoverati, forza e speranza – e il simbolico dono di un uovo di cioccolato, album da disegno e colori – sottolineano da Athletica Vaticana – Un piccolissimo gesto di fraternità per tutti coloro che, ovunque nel mondo, vivono anche i giorni della Pasqua in ospedale. Per chi sta vivendo un tempo di difficoltà. Con un pensiero particolare ai bambini e alle loro famiglie”.
(ITALPRESS).
(Photo credit: agenziafotogramma.it)








