ROMA (ITALPRESS) – “Non è stata una mediazione, è stata la conferma di un obiettivo già stabilito: la crescita graduale delle spese militari che facesse dell’Italia un attore credibile nello scenario internazionale”. Lo ha detto il ministro della Difesa Lorenzo Guerini, ai microfoni del Tg1, in merito all’accordo nella maggioranza sulle spese militari.
Sulla soglia di spesa del 2% del Pil “nel 2014 si era definito l’orizzonte temporale del 2024, ma quando mi sono insediato avevo detto che sarebbe stato un percorso compatibile con le disponibilità finanziarie e che probabilmente si sarebbe andati oltre il 2024”, ha aggiunto Guerini, per il quale “investire nella difesa significa investire nella sicurezza della nostra comunità e dei nostri cittadini, significa investire in tecnologia e sovranità, non vedo dicotomia con altre spese. Il Governo sta facendo tante cose a sostegno delle famiglie e delle imprese”.
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Guerini “Sulle spese militari confermato l’obiettivo già stabilito”
“Dalla riforma Biagi ai nuovi lavori”, l’Ugl ricorda il giuslavorista
ROMA (ITALPRESS) – Si è svolto a Roma, presso Palazzo Wedekind, l’evento “Dalla riforma Biagi ai nuovi lavori” organizzato dall’UGL, sulla figura di Marco Biagi, docente di Diritto del Lavoro e consulente del Ministero del Lavoro, a vent’anni dal suo assassinio.
“Vogliamo commemorare il Marco Biagi vivo, cioè la persona che non solo va onorata per il sacrificio consapevole, ma che occorre anche riscoprire – afferma Maurizio Sacconi, già ministro del Lavoro e autore del libro “Il modo di Biagi” -. Viviamo un periodo di insicurezze che si ripercuotono inevitabilmente sul mondo del lavoro, in tal senso, abbiamo bisogno di chi ci disse di non affidarci esclusivamente alle tutele difensive del ‘900. Il mercato del lavoro sta mutando a tal punto che oggi si stanno esaurendo anche gli strumenti tradizionali. Pertanto, è più che mai attuale l’insegnamento di Marco Biagi, fondato su flessibilità e prossimità del mercato del lavoro”.
Per Pasquale Viespoli, già sottosegretario al Lavoro, “nella cultura del Libro Bianco del lavoro, che esprimeva un disegno e un itinerario di riforma del mondo occupazionale, c’è il tema della democrazia economica, della partecipazione, del riconoscimento di un’Italia che progressivamente ha vissuto una desertificazione dei soggetti sociali”.
Secondo Paolo Capone, segretario generale dell’UGL, “Marco Biagi aveva intuito che per rispondere alle radicali trasformazioni in corso nel mondo del lavoro e dare tutela e diritti alle nuove tipologie di occupazione è fondamentale garantire maggiore flessibilità. La sua visione espressa nel Libro Bianco era incentrata sulla riforma delle politiche attive e sull’attuazione di programmi di formazione, presupposto essenziale per rilanciare l’occupazione. Biagi era un sostenitore del dialogo fra tutte le parti sociali, un elemento imprescindibile per rimettere al centro la dignità del lavoratore. Il pensiero di Biagi offre molti spunti al dibattito attuale, penso in particolare alla necessità di rafforzare e difendere la contrattazione collettiva dai tentativi volti ad indebolirla attraverso leggi calate dall’alto a danno dei lavoratori”.
Giulio Romani, segretario Confederale Cisl, come delegato di Luigi Sbarra, segretario generale Cisl, ha affermato che “sebbene ci troviamo in un momento di crisi della rappresentanza, il sindacato continua a essere un soggetto autorevole e presente sul territorio. Permane un bisogno di rappresentanza da parte del mondo del lavoro che si riscontra nell’adesione alle organizzazioni sindacali. Nel tempo l’evoluzione del mercato del lavoro ha messo a dura prova il sindacato nel suo rapporto con la politica. In tal senso, occorre costruire un nuovo modello di relazioni fra le parti sociali e il mondo istituzionale, che non si trinceri dietro le novità, ma che sappia interpretare i processi di transizione in corso”.
Per Natale Forlani, già amministratore delegato di Italia Lavoro, “Biagi aveva ben presente che la flessibilità poteva essere una opportunità per migliorare le tutele e i diritti del lavoratore. La sfida del Libro Bianco era proprio quella di regolare la flessibilità investendo sulla competenza delle persone. Il reddito di cittadinanza è uno degli esempi della controriforma successiva fondata esclusivamente sulla logica dei sussidi”.
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Covid, per Figliuolo ultimo giorno da commissario “Lavoro complesso”
ROMA (ITALPRESS) – “Ringrazio il Presidente del Consiglio Professor Mario Draghi ed il Ministro della Difesa, Onorevole Lorenzo Guerini, per la fiducia che hanno riposto in me affidandomi l’incarico di Commissario Straordinario all’emergenza COVID19”. Lo afferma al termine del mandato il commissario straordinario e generale di Corpo d’Armata Francesco Figliuolo.
“Al Capo di Stato Maggiore della Difesa, ai Capi di Stato Maggiore delle Forze Armate ed ai Comandanti Generali dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza la mia gratitudine più profonda per aver messo a disposizione della Struttura donne e uomini con le competenze necessarie a portare avanti i tanti e diversificati compiti della Struttura, di cui la campagna vaccinale è stato l’aspetto certamente più importante ma non l’unico. Grazie anche al Presidente della Corte dei Conti e all’Avvocato Generale dello Stato per il preziosissimo supporto fornito”, aggiunge.
“E’ stato un lavoro complesso – sottolinea il generale Figliuolo -, condotto in virtù dello sforzo di tutto il personale impegnato nella Struttura a cui va la mia gratitudine più profonda, e condotto in piena armonia con i Presidenti delle Regioni e Province autonome, con i quali le interlocuzioni sono state incessanti. Infine, un pensiero particolarmente riconoscente va alla Protezione Civile e al Ministero della Salute, con i rappresentanti dei quali abbiamo trovato da subito interlocutori irrinunciabili, all’interno di una sinergia di altissimo valore istituzionale”. “Grazie davvero a tutti – conclude il generale Figliuolo -, agli operatori sanitari, al mondo del volontariato e soprattutto agli Italiani, perchè ho sempre sentito forte il loro sostegno all’azione della Struttura Commissariale.
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Palazzo Ducale a Venezia, lavori per la messa in sicurezza delle facciate esterne
VENEZIA (ITALPRESS) – Inizieranno i primi di aprile i lavori per la messa in sicurezza di alcune facciate esterne di Palazzo Ducale.
Il progetto, approvato con delibera di Giunta n. 217 del 07/09/2021, consisterà nel dettaglio in: verifica e consolidamento del coronamento lapideo soprastante i prospetti prospicienti piazzetta San Marco, fronte Bacino e cortile interno: 134 merli in pietra calcarea chiara, 128 guglie in blocchi di marmo rosso di Verona con motivi aggettanti scolpiti a fogliame, 4 tabernacoli in pietra d’Istria e rosso di Verona e una cornice di gronda in pietra d’Istria; verifica del sistema di connessione tra questi elementi e la fabbrica;
interventi di sigillatura dei giunti del rivestimento lapideo esterno (realizzata in rosso di Verona, pietra d’Istria ed altri marmi antichi di riuso) denominato “mattonellato”, di estensione pari a oltre 1800 mq, situato sui prospetti prospicienti piazzetta San Marco ed il Bacino, particolarmente esposti agli agenti di degrado atmosferico; verifica ed eventuale consolidamento degli elementi lapidei delle finestre e i loro davanzali; ripristino funzionale dei sistemi di smaltimento delle acque meteoriche, costituiti da oltre 200 metri lineari di cornici e da 22 doccioni, al fine di eliminare le attuali infiltrazioni sulla muratura; restauro delle cinque bifore gotiche situate in alto nel prospetto ovest prospiciente il cortile interno, con interventi sia sugli elementi lapidei delle cornici sia sulla parte costituente le finestre, parte lignea e parte dei vetri piombati a rullo; ripristino di un canale sotterraneo di acque bianche su Rio della Canonica;
consolidamento dell’attacco di un tirante diagonale situato nel loggiato dell’angolo sud-ovest.
Il progetto di restauro – spiega l’Assessorato ai lavori pubblici – si basa sullo studio di informazioni di diverso tipo: alcune derivanti da fonti documentali sui precedenti interventi svolti tra il 2007 e il 2018, altre invece ricavate da una nuova campagna di indagini, invasive e non. Tali informazioni hanno permesso di conoscere l’oggetto di intervento riguardo le tecniche esecutive e lo stato di conservazione sia dei materiali originali che dei prodotti ed elementi ammessi in precedenti interventi.
“Si tratta – afferma l’assessore Francesca Zaccariotto – di un intervento necessario per garantire l’integrità materiale del bene tutelato. Il cantiere procederà per fasi successive, iniziando i lavori dall’angolo sud-est del Palazzo, in prossimità del Ponte della Paglia. L’occupazione degli spazi non interferirà con la percorribilità verso Riva degli Schiavoni”.
L’opera, per un importo complessivo si 2,8 milioni di euro, di cui 1.410.000 per lavori aggiudicati, è finanziata con fondi statali (Patto per Venezia). La durata complessiva del cantiere sarà di circa un anno.
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Trasporto pubblico, Fit-Cisl: “Servono soluzioni di sistema”
ROMA (ITALPRESS) – Si terrà dal 4 al 7 aprile a Sorrento il dodicesimo Congresso nazionale della Fit-Cisl, sindacato di categoria dei trasporti. Saranno 386 i delegati che si riuniranno per eleggere i nuovi organismi tra cui la Segreteria. Tra i temi principali al centro del dibattito, il rinnovo del contratto di categoria, come spiega in un’intervista all’Italpress Salvatore Pellecchia, segretario generale della Fit-Cisl.
“I lavoratori e le lavoratrici dei trasporti non si sono mai fermati durante la pandemia e non ci sono state criticità grazie a un protocollo firmato a marzo 2020, hanno consentito che chi fosse autorizzato a muoversi si muovesse e che le merci arrivassero in ospedali e supermercati oltre a garantire la raccolta dei rifiuti nelle nostre città – afferma Pellecchia -. Durante la ripresa abbiamo trovato un clima positivo, abbiamo avuto centinaia di delegati nelle assemblee che sono sfociate in più di 20 congressi regionali, un momento di dibattito diffuso, di confronto, di analisi e di proposta che, con 386 lavoratori e lavoratrici, ci consentirà a partire da lunedì prossimo di affrontare le questioni principali che oggi destano qualche preoccupazione al settore dei trasporti”.
“Nel trasporto pubblico c’è una situazione paradossale: nonostante siano arrivati tutti gli aiuti e i ristori, siamo in una condizione in cui non si riesce a rinnovare il contratto collettivo nazionale di lavoro che è scaduto il 31 dicembre 2017”, spiega il leader della Fit-Cisl, per il quale “è necessario mettere mano a tutto il sistema, anche perchè i cittadini di questo Paese non sono entusiasti dei livelli di servizio del trasporto pubblico locale e questo non è attribuibile a chi giornalmente contribuisce a garantire il servizio. C’è un problema che riguarda il sistema, abbiamo difficoltà a trovare interlocutori universali perchè in questo settore esistono più di 830 imprese. Non si riescono a fare economia di scala e investimenti, le flotte invecchiano. I lavoratori e le lavoratrici non vedono riconosciuti i loro diritti. Al ministero abbiamo chiesto l’attivazione di una Commissione per affrontare in modo sistemico il problema del trasporto pubblico locale. La Commissione si è attivata il 1° gennaio 2021 e fra le nostre iniziative di lunedì prossimo affronteremo il tema della riforma insieme al professor Bernardo Mattarella, che presiede la Commissione stessa”.
Per il settore dei trasporti si aprono diversi interrogativi nella fase post-pandemica. “Continueremo ad avere la richiesta di mobilità che avevamo nell’era precedente? Probabilmente ci piazzeremo a un livello intermedio, però è importante comprendere che se il trasporto pubblico locale non funziona noi non andremo mai verso la transizione ecologica. Gli italiani non abbandoneranno mai il trasporto privato se non funziona quello pubblico”.
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Compagnia San Paolo, 35,7 mln per rinnovare convenzioni con 5 Università
TORINO (ITALPRESS) – La Fondazione Compagnia di San Paolo ha rinnovato per il triennio 2022 – 2024 le Convenzioni Universitarie con i cinque atenei con cui collabora storicamente. L’impegno economico complessivo è di 35,7 milioni, dal 2006 il totale deliberato complessivo è stato di 219 milioni.
All’Università degli Studi di Torino andranno 15 milioni, al Politecnico di Torino 10,5 milioni, all’Università degli Studi del Piemonte Orientale 3,3 milioni, all’Università degli Studi di Napoli Federico II 4,5 milioni, all’Università degli Studi di Genova 2,4 milioni. “Il sostegno allo sviluppo del sistema universitario rappresenta per la nostra Fondazione un impegno consolidato. La formazione si pone è un elemento importante di competitività economica, specie se contribuisce alla definizione di sistemi di competenze che rappresentano una delle risorse cruciali delle economie urbane contemporanee”, commenta Francesco Profumo, presidente della Compagnia di San Paolo. Le nuove convenzioni supportano azioni volte ad abilitare le Università all’accesso alle risorse competitive europee e nazionali, come Next Generation EU, Horizon Europe e i bandi previsti nell’ambito del PNRR.
Di qui nasce il principale elemento di novità delle nuove convenzioni, che se da un alto, in continuità con il passato, comprendono l’attuazione di progetti definiti congiuntamente, dall’altra si dà spazio a iniziative gestite dalla Fondazione e co-progettate s transizioni digitale, ecologica, sociale in ottica Pnrr. L’obiettivo è sostenere gli atenei nella competizione europea dopo Horizon 2020 con azioni funzionali a Horizon Europe; promuovere innovazione nella didattica per ridurre il mismatch tra competenze e necessità del mercato; migliorare le prestazioni degli atenei per incrementare le premialità ministeriali con strategie di sistema a livello territoriale; favorire strategie evolute di gestione, protezione e valorizzazione della proprietà intellettuale generata. Proprio su quest’ultimo punto, l’Europa che pur ricopre una posizione di primo piano se analizziamo i dati relativi all’attività di ricerca, ha un peso quasi nullo se si volge lo sguardo ai risultati della ricerca sul mercato. Considerando, per esempio, l’imprenditoria deep-tech l’Europa è doppiata dagli Stati Uniti e ancora totalmente oscurata dalla Cina. Stesso discorso nella brevettazione in ambito intelligenza artificiale. Per ciò che riguarda invece la nascita e la crescita di startup di successo, gli Stati Uniti continuano ad avere una posizione di leadership assoluta con un numero di “unicorni” che supera l’Europa di ben 4 volte. In ultimo, guardando alla capitalizzazione di mercato delle piattaforme digitali, si evince che l’Europa è pressochè inesistente sul mercato. Per colmare nel minor tempo possibile tale divario una soluzione possibile è l’utilizzo del PoC, Proof of Concept, come strumento per la valorizzazione del know-how accademico. Gli Atenei e la Fondazione hanno individuato in esso il mezzo per un obiettivo duplice e condiviso: creare un percorso di sviluppo imprenditoriale per i migliori PoC finanziati attraverso le Convenzioni e costruire, quindi, una vera e propria filiera del trasferimento tecnologico mirando a un allineamento strategico fra ricerca e output sul mercato, che la Compagnia di San Paolo sostiene convintamente da anni, con azioni mirate a posizionare, ad esempio Torino e il Piemonte nell’ecosistema mondiale dell’innovazione, grazie l’acceleratore Techstars o Startup Genome, Vento, ESA Bic solo per citare alcune iniziative a supporto dello sviluppo del nostro territorio.
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Infantino “Mondiali biennali? Non è una proposta Fifa ma parliamone”
DOHA (QATAR) (ITALPRESS) – Un appello alla pace, le speranze per l’appuntamento di fine anno in Qatar e uno sguardo al futuro, al calendario internazionale post-2024 e a quello che è diventato ormai un terreno di scontro, il Mondiale ogni due anni. Il 72esimo Congresso della Fifa a Doha è l’occasione per Gianni Infantino per fare un punto su tanti temi, a partire dall’invasione dell’Ucraina che ha portato all’esclusione della Russia dalla prossima Coppa del Mondo. “Sono molto triste per quello che sta succedendo, durante la mia presidenza mi sono confrontato con situazioni di conflitto in altre parti del mondo – ricorda – Il calcio non può risolvere i conflitti da solo ma può contribuire a farlo”. Ottimista sull’impatto del Mondiale in Qatar (“Sarà l’occasione per il mondo arabo di presentarsi al resto del mondo e dimostrare che si può e si deve vivere insieme. Inoltre i giocatori non dovranno affrontare viaggi e non arriveranno al Mondiale stanchi ma all’apice della loro forma”), Infantino è tornato sull’ipotesi di ridurre da quattro a due anni la cadenza della Coppa del Mondo. “Voglio chiarire una cosa: la Fifa non ha proposto il Mondiale biennale – ha sottolineato – In occasione dell’ultimo Congresso l’88% delle Federazioni ha votato per studiarne la fattibilità e la Fifa lo ha fatto, giungendo alla conclusione che è fattibile. Ma ora siamo in una nuova fase, di consultazione, di discussione, in cui si provano a trovare accordi e compromessi. Lavoreremo insieme per avere un dibattito e trovare la soluzione che sia più adatta a tutti, perchè tutti ne traggano beneficio, ogni feedback è importante – si è mostrato aperto il presidente della Fifa – Abbiamo raccolto tanti pareri positivi ma anche una grande opposizione ed è da qui che il confronto deve ripartire. Potremmo andare a votare e avere la maggioranza ma è più importante convincere tutti che è importante fare qualcosa di più per il calcio, che sia un Mondiale ogni due o tre anni o altre competizioni. Dobbiamo pensare a cosa è meglio per far crescere il calcio e ci prenderemo il tempo che ci vuole. Non abbiamo fretta ma i tempi sono cambiati rispetto a quando si è deciso di giocare i Mondiali ogni 4 anni e dobbiamo vedere cosa possiamo fare meglio, prendendoci anche un pò più di tempo ma facendo le cose per bene”.
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Ucraina, Draghi: “Stare con i piedi per terra, le sanzioni funzionano”
ROMA (ITALPRESS) – “Non ci sentivamo con il presidente Putin dall’inizio della guerra. Gli ho detto che volevo parlare di pace e a questo Putin ha acconsentito. Ho chiesto se era previsto un cessate il fuoco: le condizioni non sono mature, però è stato aperto il corridoio umanitario di Mariupol”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Draghi, nel corso dell’incontro con la stampa estera.
“Credo di aver notato un cambiamento nel tono di Putin, ma sono molto cauto”, ha proseguito.
“Poi è seguita una descrizione su un possibile accordo, io ho espresso la convinzione che per risolvere certi nodi fosse necessario un incontro con il presidente Zelensky. La risposta è stata che i tempi non sono ancora maturi. Uno dei punti che il presidente Putin ha trattato è che a suo avviso ci sono piccoli passi avanti sui negoziati”, ha aggiunto il premier.
“Tutti desideriamo vedere uno spiraglio di luce, ma tutti dobbiamo stare con i piedi per terra. Le sanzioni funzionano, alla pace si arriva se l’Ucraina si difende. C’è il desiderio di andare avanti presto, ma è anche presto per superare lo scetticismo. Ho affermato la disponibilità dell’Italia, disponibilità accolta da Putin”, ha sottolineato Draghi.
“Sul Def non è prevista nessuna indicazione specifica sulle spese militari, a oggi non c’è nessun problema su questo tema. L’impegno dell’Italia con la Nato a spendere il 2% è stato preso nel 2014 ed è stato ribadito da tutti i governi successivi. Dal 2018 al 2021 gli investimenti sulla difesa sono aumentati tra il 17% e il 26%, l’impegno è confermare i nostri impegni con la Nato”, ha spiegato Draghi, che si è detto “molto soddisfatto dell’accordo” nella maggioranza. “Ci siamo visti con il presidente Conte che chiedeva un allungamento fino al 2030 e io ho risposto che si fa quello che chiede il ministro Guerini,cioè arrivare al 2028. Su questo poi non c’è stato disaccordo”, ha aggiunto.
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