ROMA (ITALPRESS) – “Non ho sollevato nessuna crisi di governo, dico dobbiamo programmare la spesa militare? Possiamo discutere dove va questa spesa? In che arco temporale? Rispettare questo impegno entro il 2024 è un conto, entro il 2030 un altro. E’ giusto discutere su queste spese”. Lo ha detto il presidente del M5S, Giuseppe Conte, ospite a “Dimartedì” su La7. “Il M5S non ha mai parlato di crisi di governo, mai detto che vuole mettere in difficoltà il premier di turno sulla collocazione euroatlantica.
La collocazione euroatlantica non è mai stata messa in discussione da me e non verrà mai messa in discussione. Per quanto riguarda questi adempimenti, io non li ho rispettati come non sono stati rispettati dai miei predecessori al governo e siamo in compagnia di altri paesi che non riescono a rispettare questo vincolo di spesa. Oggi ho presentato a Draghi la preoccupazione del M5S, ma credo anche di una parte del Paese, sul ricorso al riarmo. In questi giorni si è prospettato un incremento significativo della spesa militare, perchè è stato evocato questo adempimento Nato. Ci sono famiglie, imprese che sono in difficoltà da due anni per questa emergenza”, ha spiegato. “No alle spese militari? Non stiamo parlando degli aiuti all’Ucraina, il M5S sostiene il governo, sì agli aiuti finanziari, economici, umanitari e militari. Il decreto sull’Ucraina lo abbiamo votato alla Camera e lo voteremo al Senato, siamo assolutamente a sostegno di questa linea”, ha concluso.
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Conte “Spese militari? Mai parlato di crisi di governo”
Italia U.21-Bosnia 1-0, a Trieste decide la rete di Rovella
TRIESTE (ITALPRESS) – L’Italia Under 21 riscatta la brutta prova col Montenegro e a Trieste batte 1-0 la Bosnia nel percorso di qualificazione agli Europei 2023. Come a Podgorica l’Italia non è pulita nella circolazione di palla e il possesso non è rapido come chiede Nicolato. Ma a differenza dello scorso match, gli azzurrini riescono a passare in vantaggio. Al 14′ sugli sviluppi di un cross di Fagioli, Colombo riesce a toccare per Rovella che si libera di un avversario e scaglia la sfera sotto la traversa col destro. Alla mezz’ora di gioco però sale la pressione della Bosnia che costruisce una serie di occasioni. La prima al 31′ quando sul doppio colpo di tacco di Savic e Lukic, Carnesecchi risponde presente con un intervento in tuffo d’istinto. Al 39′ Hasic non sfrutta un errore in disimpegno di Esposito e sbaglia l’assist decisivo per Lukic sotto porta. Nel recupero del primo tempo gli azzurrini tornano a spaventare Cetkovic. Colombo lotta fino alla fine su un pallone destinato sul fondo, sposta col fisico il diretto marcatore e col mancino impegna il portiere sul primo palo.
Nella ripresa l’Italia crea molto ma sciupa tutto. Al 66′ l’Italia sfiora il 2-0 con l’azione più bella della partita: Rovella serve Colombo che con la punta premia l’inserimento di Quagliata, ma il terzino dell’Heracles spreca un rigore in movimento. E’ Colombo il fulcro di ogni azione azzurra a Trieste. Al 63′ l’attaccante della Spal scappa via in profondità, salta il portiere sull’interno ma centra in pieno Nikic a porta vuota. Nicolato cambia interpreti, ma non modulo: dentro Parisi e Ricci, fuori Quagliata ed Esposito. Al 74′ è il turno di Cancellieri che prende il posto di un esausto Colombo. Nel finale c’è spazio anche per Portanova e Cambiaghi ma gli azzurrini sembrano più intenzionati a gestire il risultato, che a chiudere la partita. La scelta paga e al “Rocco” arrivano tre punti che valgono quota 17 punti e una importante fetta di qualificazione.
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Approvata la proposta di legge sulla caccia in Sardegna
CAGLIARI (ITALPRESS) – “Il problema degli ambiti territoriali di caccia viene da lontano. Noi confermiamo di essere contrari agli ambiti territoriali di caccia, riteniamo addirittura che la nostra condizione di insularità è il cordone ombelicale che lega tanti cacciatori al territorio e questi debbano essere liberi di esercitare l’attività venatoria su tutto il territorio regionale. Per poter fare questo però serve che la legge 157 venga modificata dal Parlamento, quindi rivolgo un appello a tutte le forze politiche nel parlamento nazionale. Sensibilizziamo queste persone al riconoscimento per la Regione Sardegna l’ambito territoriale unico di caccia da configurarsi entro il perimetro dell’Isola”. Lo ha dichiarato in Consiglio regionale l’assessore dell’Ambiente, Gianni Lampis, intervenuto nel dibattito sulla proposta di legge n. 98/A “Modifiche alla legge regionale 29 luglio 1998 n. 23 (Norme per la protezione della fauna selvatica e per l’esercizio della caccia in Sardegna)”.
L’esponente della Giunta ha infatti risposto al consigliere di Leu, Eugenio Lai che in precedenza aveva incalzato: “Entra in Aula una legge che affronta solo una piccolissima parte del problema. Nella nostra Isola tanti cacciatori non vogliono gli ambiti territoriali, ma questo tema non viene neanche sfiorato all’interno della legge. In Sardegna la caccia è in deroga perché non si rispettano le normative nazionali”. Per Emanuele Cera di Forza Italia “la proposta di modifica è stata presentata nel 2019, quando le esigenze non erano quelle attuali, e in questo sono d’accordo con Lai” ma “la normativa nazionale è molto datata e tutte le modifiche fatte negli anni dalla Regione sono state cassate in quanto la caccia non è materia primaria dell’amministrazione”. Quindi “almeno vale la pena tentare di riconsegnare alla gestione venatoria il ruolo importante del cacciatore sulla gestione faunistica”. Critico anche Daniele Cocco di Leu: “Una legge incompiuta che non può dare risposte alle aspettative”. Per Francesco Agus dei Progressisti “i cacciatori sardi si aspettavano altre priorità da trattare oggi in Consiglio”, mentre per Piero Comandini del PD “le aspettative date dalla maggioranza in campagna elettorale rimangono al palo”. Pierluigi Saiu della Lega invece replica: “Perché non avete presentato emendamenti o proposte integrative? Vi siete limitati a dire che questa non è una priorità quando l’avete condivisa nella capigruppo”. La proposta è stata infine approvata con 26 sì e 19 astenuti.
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Pnrr, Draghi: “Colmare gli insopportabili divari territoriali”
NAPOLI (ITALPRESS) – “Il Patto per Napoli coincide con il programma di investimenti più significativo nella storia recente del Mezzogiorno. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza destina infatti circa il 40% delle sue risorse al Sud. L’obiettivo del piano è colmare i divari territoriali, ormai insopportabili. Il reddito pro capite del Mezzogiorno è infatti poco più della metà di quello del Centro-Nord e il tasso di disoccupazione è più del doppio”. Lo dice il presidente del Consiglio Mario Draghi nel corso del suo intervento al Maschio Angioino di Napoli prima di sottoscrivere il “Patto per Napoli”, l’accordo con il Governo che consentirà di salvare il Comune partenopeo dalla crisi finanziaria evitando il default.
“Per far ripartire il processo di convergenza, fermo da quasi 50 anni, dobbiamo superare quegli ostacoli finanziari, istituzionali, culturali che hanno frenato Napoli e il Sud in questi decenni. Dobbiamo ammettere l’esistenza di una “questione meridionale”, ma dobbiamo allo stesso tempo evitare che si riduca a sterili rivendicazioni. Dobbiamo affrontarla con urgenza, determinazione, unità. Perchè l’Italia tutta ha bisogno che Napoli e il Mezzogiorno siano un motore del Paese”, afferma il presidente del Consiglio.
“Il Pnrr – prosegue – migliora la connettività di Napoli e di tutto il Sud. Destiniamo 241 milioni di euro al Porto, di cui 150 milioni al prolungamento e al rafforzamento della diga Duca d’Aosta. Completiamo le tratte ferroviarie ad alta velocità Napoli-Bari e Salerno-Reggio Calabria. Riduciamo di 80 minuti il tempo di percorrenza tra Salerno e Reggio Calabria e di un’ora e mezza la tratta da Napoli a Bari. Impieghiamo 136 milioni nella Zona Economica Speciale della Campania per migliorare l’efficienza di porti e aree industriali. Investiamo sul trasporto pubblico locale, per ridurre il traffico e migliorare la qualità dell’aria. Solo il 10% dei cittadini meridionali usa il trasporto pubblico locale, circa la metà degli abitanti del Centro-Nord. A Napoli, investiamo sulla metropolitana, sulla rete tranviaria, sugli autobus. Sperimentiamo una nuova concezione di mobilità urbana, basata sulla sostenibilità e sulle tecnologie digitali. Napoli si è classificata prima nella graduatoria dei progetti di mobilità sostenibile ‘MaaS’. La città vuole essere protagonista del Pnrr e il governo intende sostenerla”, chiosa il premier.
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Covid, nuovi casi in decisa crescita e 177 decessi
ROMA (ITALPRESS) – Sono triplicati rispetto a ieri i casi Covid in Italia, secondo i dati del ministero della Salute. I nuovi contagiati sono 99.457, contro i 30.710 fatti segnare ieri, ma con 660.708 tamponi processati si determina un tasso di positività in leggera crescita al 15%. Aumentano anche i decessi, 177 contro i 95 delle 24 ore precedenti. Crescono gli attualmente positivi a 1.266.647, mentre si registra una significativa crescita dei ricoveri nei reparti ordinari, dove si trovano ricoverati in 9.740 (+246). Stabili i degenti in terapia intensiva 487 con 46 nuovi ingressi. In isolamento domiciliare vi sono 1.256.651 persone. La Lombardia è la prima regione per numero di contagi(12.518), seguita da Campania (11.755) e Lazio (11.430).
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Covid, da aprile nuove regole per musei, mostre, cinema e teatri
ROMA (ITALPRESS) – Dal prossimo 1° aprile, con l’entrata in vigore del decreto-legge 24 marzo 2022, che stabilisce la fine dello Stato di emergenza, cambiano le modalità di accesso ai luoghi della cultura e dello spettacolo.
Dal 1° aprile 2022, per l’accesso a musei, parchi archeologici, mostre, archivi, biblioteche e altri luoghi della cultura non è più richiesto il possesso del green pass rafforzato, nè di quello base. Resta l’obbligo di utilizzo di mascherine chirurgiche.
Dal 1° al 30 aprile 2022 per la partecipazione agli spettacoli che si svolgono al chiuso è richiesto il possesso del cosiddetto green pass rafforzato e l’obbligo di indossare le mascherine FFP2.
Dal 1° al 30 aprile 2022 per la partecipazione agli spettacoli che si svolgono all’aperto è richiesto il possesso del cosiddetto green pass base e l’obbligo di indossare le mascherine FFP2.
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Ucraina, Patuanelli “Rinviare di un anno l’entrata in vigore della Pac”
ROMA (ITALPRESS) – Un cambio di paradigma nel settore agroalimentare europeo è inevitabile alla luce della guerra in Ucraina anche se i contorni della nuova PAC sono già delineati: questo il messaggio lanciato dai massimi esponenti delle Istituzioni italiane ed europee al Convegno organizzato a Roma da EuNews che si è aperto con l’intervento del ministro per le Politiche agricole, alimentari e forestali, Stefano Patuanelli. “Nessuno stato membro della UE può essere autosufficiente dal punto di vista alimentare – ha detto Patuanelli -. L’errore è stato delocalizzare la produzione di materie primarie. Oggi questo è un tema che ci si pone davanti come criticità. Per il futuro bisogna capire quali sono le sfide da affrontare e sicuramente la prima – anche per l’approvvigionamento alimentare – è quella energetica: il tema del costo della produzione è centrale”.
A questo proposito, “i piani strategici della PAC non si possono cambiare ma forse è giusto valutare una messa in campo della riforma della PAC con una tempistica diversa, ad esempio una sospensione temporanea per alcuni aspetti o valutare un’entrata in vigore posticipata di un anno dell’intera riforma”, ha ipotizzato il ministro.
Sul tema delle sanzioni imposte sull’onda dell’invasione dell’Ucraina, Patuanelli ha aggiunto: “Il nostro Paese può reggere alle sanzioni imposte alla Russia, ma l’agricoltore italiano non può sopportare da solo un aumento dei costi produttivi così alto, ci vuole supporto alle filiere e all’intero settore agroalimentare”.
“Nessuno in Europa chiede un rinvio della PAC sulla base della guerra in Ucraina – ha replicato invece Paolo De Castro, Eurodeputato, membro delle Commissioni AGR, INTA e BUDG – semmai l’impatto negativo può riferirsi alle nostre imprese in Italia per effetto della redistribuzione delle risorse destinate all’origine come del resto hanno già fatto tutti i Paesi europei”.
Dello stesso avviso il direttore generale della DG AGRI della Commissione Europea, Wolfgang Burtscher, secondo il quale “il problema dell’industria europea è che siamo troppo dipendenti dall’importazione di alcune materie prime, dobbiamo lavorare su questo nella logica della tutela della sicurezza alimentare dei cittadini”.
Mentre il presidente di Federchimica Agrofarma, Alberto Ancora, ha detto: “Condividiamo il percorso di sostenibilità intrapreso dall’Europa, ma non gli obiettivi qualitativi che sono stati posti. Rinunciare ai fitofarmaci e quindi all’innovazione non aiuta l’agricoltura in un momento di crisi come quello che stiamo vivendo”. E ha concluso: “Al contrario questa dovrebbe essere la risposta”.
Per Roberto Pretolani, professore di economia agraria dell’Università degli studi di Milano, “la garanzia degli approvvigionamenti è un tema fondamentale: in Europa le importazioni di prodotti agricoli superano le esportazioni. Un esempio ne sono le filiere del mais, dell’olio di semi e di girasole su cui gravano problemi di approvvigionamento sia nel breve che nel medio termine”. “L’art. 33 del Trattato costitutivo dell’Unione Europea – spiega Pretolani – sottolinea l’importanza dell’incremento della produttività agricola e dell’innovazione come fattore determinante. Oggi abbiamo a disposizione una serie di possibilità: dagli strumenti genetici all’agricoltura di precisione. La strada da seguire è quella già intrapresa e che ci ha permesso di diventare protagonisti a livello internazionale. Per farlo però occorre rimuovere gli ostacoli allo sviluppo della ricerca, fondamentale anche poi per il trasferimento di tecnologie. La sostenibilità non può essere solo ambientale, sociale ed economica, ma anche produttiva”. “L’Italia – conclude – oggi più che mai deve mantenere una capacità produttiva strategica”.
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Vaccino, Speranza “L’Ue assuma una posizione unica sulla quarta dose”
ROMA (ITALPRESS) – “Siamo in una fase nuova grazie ai vaccini. Abbiamo messo alle spalle le misure restrittive degli anni precedenti proprio grazie a questo altissimo livello di vaccinazione”. Lo ha detto Roberto Speranza, intervenendo al Consiglio dei ministri Ue della Salute. “Penso che sia arrivato il momento di discutere insieme, a livello europeo, su come affrontare le prossime settimane e, in modo particolare, lavorare per avere una posizione univoca su tempi e fasce generazionali a cui somministrare la quarta dose – ha detto il ministro -. Io lo chiedo formalmente, chiedo che ci sia una posizione unitaria, dei paesi europei, delle nostre agenzie, della Commissione sulla quarta dose. Scelte non omogenee nei diversi Paesi europei finiscono solo per disorientare e non aiutano le campagne vaccinali. Chiedo si dia mandato alla Commissione, d’intesa con la presidenza di turno, di fare in tempi stretti una proposta in tal senso basata esclusivamente sull’evidenza scientifica”.
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