MILANO (ITALPRESS) – Dalle life science all’astrofisica, dai nanomateriali alla medicina, dalla psicologia alle scienze giuridiche. L’università di Milano-Bicocca premia il talento dei giovani studiosi, gli assegnisti di ricerca e i ricercatori under 36, delle sette macro-aree disciplinari dell’Ateneo che si sono distinti per qualità, originalità e impatto della produzione scientifica. “Come ateneo generalista crediamo molto nel premiare il talento, soprattutto dei giovani: dargli fiducia ma anche le possibilità di vedere realizzati i propri sogni di ricerca, oltre che un impulso per il loro futuro”, ha detto la rettrice dell’Università, Giovanna Iannantuoni.
Il “Premio Giovani Talenti” è stato istituito nel 2016 dall’Università di Milano-Bicocca ed è patrocinato dall’Accademia dei Lincei. Sono ora stati assegnati i premi a 26 ricercatori per ognuna delle edizioni, del 2020 e del 2021, per un totale di 52 riconoscimenti.
Ogni studioso ha ricevuto un diploma e un contributo per la ricerca. Nel corso della cerimonia la professoressa Luisa Torsi dell’Università di Bari Aldo Moro ha tenuto una lectio magistralis dal titolo “Come la bio-elettronica offre al medico il vantaggio dell’attaccante”.
Dall’istituzione del premio l’Ateneo ha riconosciuto il merito di oltre 150 giovani ricercatori, con un investimento complessivo di oltre 400mila euro. Favorita la multidisciplinarietà degli ambiti: dallo studio statistico di malattie complesse a studi sui buchi neri, da modelli di attività catalitica allo studio degli impatti climatici sui ghiacciai, da indagini sulle risposte immunologiche alla neurotossicità dei chemioterapici, fino agli studi sul linguaggio dei segni o sulla psicanalisi.
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L’Università Milano-Bicocca premia 52 giovani talenti della ricerca
Osservatorio Banca Ifis “Lo sport vale 96 miliardi l’anno”
ROMA (ITALPRESS) – Trentacinque milioni di appassionati, di cui 15,5 milioni di praticanti abituali; 95,9 miliardi di euro di ricavi generati nel 2019, prima della pandemia, con un’incidenza sul Pil italiano del 3,6%, e circa 389 mila persone occupate. Questi i dati che emergono dal primo “Osservatorio sullo Sport System” realizzato dall’Ufficio Studi di Banca Ifis e illustrato presso la Sala Giunta del Coni, alla presenza del numero uno del Comitato olimpico nazionale italiano Giovanni Malagò e del vicepresidente di Banca Ifis Ernesto Fùrstenberg Fassio. L’osservatorio, nato per rispondere alla richiesta della Commissione UE agli Stati membri di misurare la dimensione economica di tutte le componenti dello sport e per offrire ai decision maker pubblici e privati dati e informazioni fondamentali per assumere decisioni strategiche, ha raccolto dati molto interessanti, a partire dai 95,9 miliardi di ricavi del 2019. Molto prezioso anche il valore indiretto generato per l’economia e la società italiana: nel 2019 lo sport ha prodotto esternalità positive per quasi 10,1 miliardi. Di questi circa 5,3 miliardi rappresentano il risparmio per il Sistema sanitario nazionale.
“Banca Ifis investe nel nostro mondo, lo ha fatto per il Mondiale di sci alpino di Cortina e continua a farlo. Ed è impegnata nel terzo settore. Ricordiamo anche la borsa di studio istituita per i vincitori dei Mondiali junior delle discipline olimpiche estive e invernali – ha sottolineato il presidente del Coni Giovanni Malagò – L’Osservatorio sarà uno strumento utilissimo: dico grazie a Banca Ifis”.
“Le parole del presidente Malagò fanno piacere – ha osservato Ernesto Fùrstenberg Fassio, vicepresidente di Banca Ifis – Lo sport è un importante veicolo di benessere e crescita per la società e le organizzazioni. Da questo presupposto nasce la volontà di Banca Ifis di dare vita al primo Osservatorio sullo Sport System italiano, un’iniziativa che si inserisce nell’ambito dei numerosi progetti avviati recentemente dalla Banca, come le sponsorizzazioni sportive e le attività a sostegno dei settori giovanili, con l’obiettivo di contribuire allo sviluppo di uno dei principali settori economici e valoriali dell’Italia”.
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Guerra in Ucraina, dolore e turbamento per un italiano su tre
ROMA (ITALPRESS) – Il conflitto tra Russia e Ucraina, che si protrae ormai da oltre un mese, comincia ad avere dei risvolti anche da un punto di vista psicologico sulla popolazione italiana. Secondo un sondaggio di Euromedia Research, un terzo degli italiani, ad oggi, prova sentimenti di dolore e turbamento a causa della guerra in corso, soprattutto tra la popolazione più anziana. Uno su cinque, invece, si dichiara stanco per questi ultimi anni caratterizzati prima dalla pandemia e poi da questo conflitto. Quest’ultimo aspetto, poi, risulta ancora più accentuato tra i giovani che, a causa delle restrizioni e dei lockdown, si sono visti limitare e annullare le occasioni di socialità con i propri coetanei. Anche se il nostro Paese non è direttamente coinvolto, ad oggi, quasi un terzo degli italiani si sente comunque in guerra. Inoltre, per 2 italiani su 3, questo conflitto rischia di mettere in pericolo i confini europei così come li abbiamo conosciuti finora, una sensazione che prevale in particolare tra la popolazione over 65 anni, mentre è meno forte tra i giovani.
Sondaggio di Euromedia Research per Porta a Porta realizzato il 22/03/2022 con metodologia mista CATI/CAWI su un campione di 800 casi rappresentativi della popolazione italiana maggiorenne.
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Ucraina, Lamorgese “Arrivati 75 mila profughi”
ROMA (ITALPRESS) – “L’Italia ha dato disponibilità come gli altri paesi a ricevere profughi secondo delle quote prefissate e contribuiremo con il nostro sistema di accoglienza”. Così il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, nel corso di un’audizione. “I cittadini ucraini che sono giunti in Italia alla data di ieri sono 75.115 di cui 38.373 donne, 7.158 uomini e 29.222 minori, con un rallentamento del ritmo degli arrivi registrato a livello nazionale ma anche europeo”, ha aggiunto.
“Si tratta prevalentemente di donne e bambini che solo in piccola parte hanno fatto ricorso ai sistemi di accoglienza nazionale, potendo disporre di un’autonoma sistemazione presso la comunità ucraina che è cospicua in Italia. Risultano inseriti nel sistema dell’accoglienza 5.600 persone di cui 5.301 presso i Centri di accoglienza straordinaria (Cas) e 299 nelle Strutture di accoglienza e integrazione (Sai)”, ha spiegato il ministro.
“In prevalenza gli ingressi avvengono lungo la frontiera terrestre con la Slovenia, circa 42.549, ma anche attraverso le frontiere aeree sono consistenti, 25.292 unità. Per quanto riguarda i valichi ferroviari, dal 10 marzo sono arrivati 2.940 ucraini. Le domande di protezione internazionale presentate alla frontiera sono 73 mentre complessivamente se ne sono registrate 679”, ha specificato Lamorgese chiarendo che si procederà “al rilascio a titolo gratuito dei permessi di soggiorno per protezione temporanea ai cittadini ucraini residenti in Ucraina prima del 24 febbraio e ai loro familiari. Il permesso di soggiorno sarà rilasciato anche agli apolidi e ai cittadini di paesi terzi che beneficiano di protezione internazionale in Ucraina dove risultavano residenti prima da prima del 24 febbraio scorso e che non possono tornare in condizione di sicurezza nella propria regione o Paese di origine”.
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È morta la primogenita di De Gasperi, il cordoglio di Mattarella
ROMA (ITALPRESS) – E’ morta all’età di 99 anni Maria Romana De Gasperi, figlia primogenita di Alcide. Era nata a Trento il 19 marzo 1923.
Ha sempre vissuto a Roma. Durante l’occupazione tedesca della capitale fu staffetta partigiana e aiutò il padre a mantenere i contatti con gli antifascisti. Dopo la fine della seconda guerra mondiale, quando De Gasperi divenne presidente del Consiglio, Maria Romana fu sua segretaria. Nel 1947 accompagnò il padre nel viaggio negli Stati Uniti.
Dopo la morte del padre iniziò a curare le sue memorie e a scrivere saggi sulla sua figura, rilasciando negli anni numerose interviste. Nel 1982 creò la Fondazione De Gasperi, di cui è stata presidente onoraria fino alla morte.
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, profondamente commosso dalla scomparsa di Maria Romana De Gasperi, ha inviato ai familiari un messaggio nel quale ne ricorda “l’affettuosa e attiva vicinanza all’opera di Alcide De Gasperi in momenti cruciali della storia della Repubblica e il costante e prezioso impegno per conservarne e diffonderne la memoria”.
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Ucraina, Meloni “Aumento spese militari? La libertà ha un costo”
ROMA (ITALPRESS) – “Sulla vicenda delle spese militari è il governo che è d’accordo con Fratelli d’Italia, io credo che noi siamo l’unico partito che ha avuto il coraggio in tempi non sospetti di mettere il tema dell’aumento delle spese militari nel suo programmi. La libertà ha un costo e se tu vuoi essere credibile si tavoli internazionali e vuoi gli interessi italiani devi farlo anche con questi strumenti”. Lo ha detto il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, a margine dell’evento “Agricoltura & Futuro” organizzato dai gruppi parlamentari di Camera e Senato di Fratelli d’Italia. “La sinistra pacifista ha fatto finta di non capire che questo era un problema, oggi sono tutti costretti ad aprire gli occhi. Questo a dimostrazione che c’è chi si occupa dell’oggi, forse dell’ora, e chi del domani per costruire un che sia all’altezza del Paese”, ha aggiunto.
Per Meloni “siamo in una fase completamente nuova, non possiamo non ragionare dei problemi che abbiamo non tenendo conto delle mutazioni del contesto, drammatiche e repentine, avevamo la pandemia e ora abbiamo la guerra nel cuore dell’Europa. Ora abbiamo le sanzioni che impatteranno sul sistema produttivo, noi abbiamo avuto una posizione chiara in difesa dell’Ucraina sostenendo lo strumento delle sanzioni, uno dei pochi strumenti concreti che evita l’escalation. Abbiamo sostenuto la posizione italiana in una fase drammatica, ma non possiamo non valutare l’impatto che ci sarà”.
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Doppietta di Raspadori, l’Italia vince 3-2 in Turchia
KONYA (TURCHIA) (ITALPRESS) – L’Italia prova a voltare pagina dopo la mancata qualificazione ai Mondiali e risponde presente in Turchia, con un 3-2 in rimonta e nel segno di Raspadori, autore di una doppietta. E’ una partenza in salita per la nazionale sperimentale mandata in campo da Mancini, punita già dopo quattro minuti. Chiellini porta sul piede debole Under ma Donnarumma, unico titolare presente dal 1′ anche a Palermo, si fa superare tra le gambe da un tiro centrale e tutt’altro che irresistibile. Con una Turchia attenta e concentrata davanti al bel colpo d’occhio fornito dal pubblico di Konya, l’Italia sembra confermare le difficoltà nel costruire palle-gol ma ribalta il risultato negli ultimi dieci minuti del primo tempo. Al 35′ serve un calcio piazzato agli azzurri per sbloccare un digiuno che durava da due partite e mezzo, con Cristante che indovina il tempo giusto per lo stacco sul cross disegnato da Biraghi. E dopo il pareggio, arriva anche il vantaggio: Tonali recupera la sfera e trova Raspadori, che col mancino infila Bayindir per il 2-1 al 39′. Donnarumma rischia di replicare l’errore con i piedi in Champions, poi vola sulla conclusione di Calhanoglu, per un duello che si rinnova in avvio di ripresa su punizione. Resta a lungo l’unico pericolo arrecato alla porta azzurra nel secondo tempo, in cui Mancini lancia Zaccagni e Raspadori timbra nuovamente il cartellino. Il giocatore del Sassuolo si fa trovare pronto in area di rigore sulla sponda di Biraghi e al 69′ è 3-1 per l’Italia. Nell’ultimo quarto d’ora spazio anche per Bastoni, Locatelli e Sensi ma è la Turchia a pungere con un subentrato. Dursun all’83’ la riapre su corner, due minuti più tardi è solamente un grande intervento di Donnarumma a negargli il pareggio: il portiere azzurro, capitano dopo l’uscita di Chiellini, protegge il risultato e regala alla nazionale la prima vittoria di un nuovo ciclo.
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Banca Mediolanum, il “Rinascimento lavorativo” con un welfare mirato
MILANO (ITALPRESS) – L’era post covid segna l’inizio del “Rinascimento Lavorativo”. Si manifesta in varie maniere: dall’esigenza di riequilibrare la dimensione professionale con quella privata, all’uso della tecnologia che diventa luogo quotidiano di condivisione. Un contesto che Banca Mediolanum, come spiega il capo delle risorse umane Antonio Gusmini, ha saputo valorizzare attraverso gli “asset” principali del gruppo: fiducia e senso di responsabilità, formazione e centralità della persona insieme ai profondi valori in cui la comunità aziendale da sempre si identifica. Grazie soprattutto alle regole che, fin dall’inizio, il fondatore Ennio Doris ha saputo trasmettere al resto della famiglia. Prima di tutto al figlio Massimo, che ormai da molti anni ricopre la carica di amministratore delegato. Questi valori profondi, spiega Gusmini, vengono espressi anche in mirate politiche di welfare che producono un clima di benessere a tutto tondo in azienda. “Un’organizzazione che dà spazio alla rappresentazione di energie collettive e dà modo di liberare idee innovative”, spiega raccontando l’esperienza di Banca Mediolanum in una sessione del Tram dell’Innovazione. Il direttore delle risorse umane, racconta come l’ultimo anno sia stato un periodo di grandi cambiamenti per il sistema finanziario, “ma noi eravamo già predisposti. Sono le persone che hanno fatto la differenza”. Gusmini fa l’esempio dei family banker di Mediolanum. “Con l’altissima digitalizzazione e remotizzazione dell’ultimo anno, hanno avuto uno sviluppo di competenze che abbiamo supportato e sono diventati molto più produttivi”. In generale, Mediolanum ha beneficiato di una strategia welfare inaugurata molto prima della pandemia, con investimenti iniziati 20 anni fa. Al centro del “Rinascimento Lavorativo”, viene messa da Gusmini la figura femminile. Soprattutto nel mondo della finanza dove sono poco rappresentate. Rappresentano infatti il 21% della categoria e ancora oggi non sono molte le quote rosa a capo di grandi banche o gruppi assicurativi. “E invece – spiega Gusmini- è una categoria che si può facilmente declinare al femminile”. In particolare, il mondo della promozione finanziaria si adatta molto al lavoro della donna. Sia per la possibilità di organizzare il lavoro conciliando la dimensione privata con quella lavorativa sia per la capacità “molto femminile” di prendersi cura delle esigenze del cliente. “Favoriamo lo sviluppo del lavoro della donna coniugandolo con lo smart working”, dice Gusmini. Una unione molto stimolante in termini di flessibilità e di efficienza. Un’attenzione che si manifesta in molte maniere. A cominciare dal sistema di welfare, che quest’anno è stato potenziato attraverso il superbonus concesso ai dipendenti in funzione degli ottimi risultati ottenuti lo scorso anno. “Durante il lockdown – spiega Gusmini – avevamo più bambini all’asilo nido che personale in azienda”. Anche questo è un sistema di fidelizzazione dei dipendenti. “Non a caso – conclude – abbiamo un turn over del personale molto basso”. Il clima di fiducia è tale che “tante volte collaboratori che hanno ricevuto un’offerta di lavoro alternativo vengono nel mio ufficio per chiedere consiglio se accettarlo o meno”.
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