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Bonucci “Le 48 ore dopo l’eliminazione sono state dure”

FIRENZE (ITALPRESS) – “Non so quello che farà Chiellini, da parte mia c’è la voglia di continuare per essere da esempio e guida per i giovani di questa maglia. Le 48 ore dopo l’eliminazione sono state dure, ci siamo ritrovati a bocca chiusa in silenzio dopo che questo gruppo ha vissuto di entusiasmo. Abbiamo poi provato a sdrammatizzare con i giovani dicendo loro che avrebbero avuto altre occasioni per andare al Mondiale e di pensare a noi che invece avevamo l’ultima occasione in questo senso. Poi il mister ha messo un punto sul passato e ci siamo ricollegati sul presente e sul futuro. Ci sono le basi per fare una grande risalita”. Lo ha detto il difensore azzurro e della Juventus Leonardo Bonucci alla vigilia della sfida in programma domani sera a Konya fra Turchia ed Italia, che fa seguito alla sconfitta di Palermo contro la Macedonia del Nord costata agli azzurri la qualificazione ai Mondiali in Qatar. Per quanto riguarda la polemica per lo stato indecoroso degli spogliatoi del Barbera, Bonucci, convinto che il ct Mancini debba restare alla guida degli azzurri, ha sottolineato che “di sicuro la prossima volta faremo attenzione. Il momento era di delusione e non abbiamo posto attenzione a questi piccoli particolari che però fanno la differenza. Nello stesso tempo chiederemo di avere a disposizione più attrezzature per buttare tutto quanto nelle prossime trasferte, consci anche che, nelle foto che abbiamo visto, non c’erano solo cose che noi abbiamo usato nello spogliatoio. Rimane un punto interrogativo su tutto ma a prescindere da questo noi faremo molta più attenzione e chiediamo scusa per l’errore fatto”.
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Mancini “Allineato con Gravina, ne riparleremo ancora”

ROMA (ITALPRESS) – “Abbiamo parlato col presidente Gravina in questi giorni, siamo allineati su tutto. Ne riparleremo ancora nei prossimi giorni, dopo questa partita ragioneremo su tutto con calma”. Lo ha detto il ct della Nazionale, Roberto Mancini, alla vigilia della sfida in Turchia, parlando del suo futuro sulla panchina azzurra dopo l’eliminazione ai play-off mondiali contro la Macedonia del Nord.”L’inizio di un nuovo ciclo? Bisogna ripartire e pensare a situazioni diverse, a quello che c’è da migliorare – ha aggiunto Mancini, che fa intendere di voler proseguire la sua avventura sulla panchina dell’Italia – Vedremo le possibilità di inserire ragazzi più giovani, ce ne sono già bravi che possono ambire in futuro alla Nazionale. Perchè restare sulla panchina azzurra? Perchè sono ancora giovane, mi piace il mio lavoro e con i ragazzi possiamo riorganizzare ancora qualcosa di importante. A parte la delusione di non poter far felice nessuno a novembre e dicembre prossimo, il resto va avanti. Il mio obiettivo era vincere Europeo e Mondiali, e quindi ho bisogno di un pò di anni per realizzarlo”, ha detto il ct. “Gli attestati di stima? Mi fanno piacere, in questi quattro anni abbiamo cercato non solo di vincere ma di giocare un calcio diverso. Non è stato solo il mese dell’Europeo, dove le cose possono essere andate nella maniera giusta, ma abbiamo sempre cercato di proporre un calcio propositivo, cercando di vincere. E spesso ci siamo riusciti. Guardiamo ad un Europeo che c’è fra due anni e a cercare di qualificarci per vincere”, ha concluso Mancini.
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Draghi a Zelensky: “Dall’Italia fermo sostegno”

ROMA (ITALPRESS) – Il presidente del Consiglio Mario Draghi ha avuto oggi pomeriggio una nuova conversazione telefonica con il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky.
Al centro dei colloqui vi sono stati gli ultimi sviluppi del conflitto in Ucraina e della crisi umanitaria in atto.
Il presidente Zelensky ha lamentato il blocco da parte russa dei corridoi umanitari e la prosecuzione dell’assedio e dei bombardamenti delle città, comprese le scuole, con conseguenti perdite civili, tra cui anche bambini.
Il presidente Draghi ha ribadito il fermo sostegno del Governo italiano alle autorità e al popolo ucraini e la piena disponibilità dell’Italia a contribuire all’azione internazionale per porre fine alla guerra e promuovere una soluzione durevole della crisi in Ucraina.
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Salute, Aceti “Servono dati aggiornati per una corretta programmazione”

ROMA (ITALPRESS) – “In 2 anni di pandemia è stato sviluppato un importante sistema di produzione di dati aggiornati sulla diffusione del Covid-19 e sulla capacità di risposta del Servizio Sanitario Nazionale ai bisogni delle persone contagiate e agli interventi di prevenzione. Solo per fare alcuni esempi abbiamo potuto contare su una conferenza settimanale del CTS, su un rapporto settimanale del CTS, una dashboard giornaliera del Ministero della Salute e della Protezione civile, un report quotidiano dell’ISS (epicentro), un cruscotto sull’andamento delle vaccinazioni nelle regioni, un portale covid-19 dell’Agenas. E’ decisamente diverso, invece, il quadro delle informazioni pubbliche sullo stato dell’assistenza garantita ai pazienti NON-Covid, a partire dalle persone con malattie croniche. Su questo, i dati pubblicati e accessibili a ogni cittadino sono ancora troppo pochi e decisamente vecchi, ad eccezione di quelli relativi ai consumi e alla spesa farmaceutica (aggiornamento costante e periodico) e a quelli dell’Osservatorio nazionale Screening sui programmi di screening organizzati (dati al 2021)”. E’ quanto afferma Tonino Aceti, Presidente di Salutequità.
“Un primo e importante esempio della criticità di dati aggiornati non disponibili è rappresentato dal Nuovo Sistema di Garanzia dei Livelli Essenziali di Assistenza (NSG). Il Nuovo Sistema di Garanzia (NSG), si legge sul sito del Ministero della Salute, ‘è lo strumento che consente, con le numerose informazioni ad oggi disponibili sul Nuovo Sistema Informativo Sanitario (NSIS), di misurare secondo le dimensioni dell’equità, dell’efficacia, e della appropriatezza che tutti i cittadini italiani ricevano le cure e le prestazioni rientranti nei Livelli essenziali di assistenza (LEA)’. In altre parole, è lo strumento per misurare la capacità delle Regioni di garantire l’effettività e l’equità del diritto alla salute nel nostro Paese. Ma se il DM 12 marzo 2019 prevede che il Nuovo sistema di garanzia per il monitoraggio dell’assistenza sanitaria (pubblicato in G.U. il 14 giugno 2019) sia operativo a partire dal 1° gennaio 2020, oggi invece gli ultimi dati pubblicati dal Ministero della Salute si riferiscono ad una sua sperimentazione relativa al 2019, cioè tutti i dati relativi al periodo pre-pandemia” afferma Aceti. “Ora più che mai sarebbe invece utile averli aggiornati per capire e quantificare, durante il periodo emergenziale, quale sia stata l’effettiva resilienza del SSN, attraverso i servizi sanitari regionali, nella presa in carico dei bisogni di tutte le altre patologie diverse dal covid-19, a partire dalle cronicità, le attuali criticità e gli interventi da mettere in campo. Inoltre, viste le innovazioni in ambito organizzativo, professionale e tecnologico intervenute in questi ultimi due anni e quelle che arriveranno a stretto giro, anche grazie all’opportunità del PNRR e all’aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza, sarebbe necessario iniziare velocemente ad attrezzarsi per un suo aggiornamento strutturale, in grado di renderlo al passo con i tempi, con le priorità di politica sanitaria pubblica e capace di fotografare la reale dinamica tra cittadini e SSN” sottolinea il Presidente di Salutequità. Ad oggi, infatti, il Nuovo Sistema di Garanzia conta su 88 indicatori approvati nel 2019, prima dell’emergenza Covid e del Patto per la Salute 2019-2021.
Quest’ultimo, oltre a rimarcare la necessità dell’applicazione degli indicatori a partire dal 2020, già impegnava il Comitato Lea, sempre nel corso del 2020, a valutare ‘eventuali ulteriori ambiti di miglioramento e modifica del sistema di valutazionè.
Fermi al 2019 anche i dati del Rapporto SDO sui ricoveri ospedalieri, a cura del Ministero della Salute, che ‘fotografa l’attività di ricovero e cura per acuti degli ospedali italiani, pubblici e privati…’, l’Annuario Statistico del SSN (dati statistici sulle strutture della rete di offerta sanitaria, sui fattori produttivi, sull’organizzazione dei servizi,… ) e il Rapporto sul personale del SSN sempre a cura del Ministero della Salute, oltre che il Conto Annuale della Ragioneria Generale dello Stato (pubblica dati sul personale della pubblica amministrazione e quindi anche quelli del personale sanitario).
Oggi, solo per fare qualche esempio, tra investimenti previsti nel PNRR e nell’ultima legge di Bilancio, aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza, riforma dell’assistenza territoriale (standard per distretto sanitario, ospedali di comunità, infermieri di famiglia e di comunità,…) e rinnovo dei contratti del comparto sanitario avremmo bisogno di dati molto più aggiornati rispetto a quelli attualmente disponibili per compiere passi in avanti. Solo partendo da una corretta fotografia della realtà è possibile tracciare politiche pubbliche di qualità, aderenti veramente ai bisogni dei cittadini, dei professionisti sanitari, del SSN e più in generale in grado di centrare l’obiettivo dell’equità” afferma Aceti. “Per cambiare basterebbe guardare alle buone pratiche in atto. Proprio in questo senso perchè non estendere l’esperienza di produzione del dato e delle informazioni sul Covid-19 a tutte le altre condizioni patologiche? Se oggi sappiamo in tempo reale il numero dei nuovi contagi Covid-19, perchè non possiamo fare lo stesso per le diagnosi relative alle malattie croniche? Eppure, il loro impatto in termini di salute pubblica e di sostenibilità dei Servizi Sanitari è molto importante. Se possiamo fortunatamente contare su un cruscotto che ci dice in tempo reale quanti vaccini Covid-19 vengono somministrati in ogni Regione, perchè non si fa lo stesso per rendere pubblici e trasparenti i dati sul recupero da parte delle Regioni delle liste di attesa per i pazienti NON -Covid (che hanno visto sospese molte prestazioni ‘procrastinabilì) e sull’utilizzo del miliardo stanziato dal Governo (in due anni) proprio per questa finalità?” conclude Tonino Aceti.
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Causio “Mancini deve restare, troppi stranieri in Italia”

ROMA (ITALPRESS) – “Per me Mancini deve restare e continuare il lavoro fatto sino ad ora”. E’ categorico Franco Causio, ex ala di Juventus e Inter, nel difendere Roberto Mancini dopo la clamorosa eliminazione della Nazionale campione d’Europa dalla corsa al Mondiale di Qatar2022. “Abbiamo perso una partita per un tiro in porta, la squadra non è stata brillante come all’Europeo ed era un pò fuori forma e impaurita – ha aggiunto il campione del mondo di Spagna 1982, ai microfoni di Radio Anch’io Sport, su Rai Radio 1, tornando sul ko di Palermo contro la Macedonia del Nord nel barrage – Va rifatta ed è giusto che resti lui”. Molteplici le cause per spiegare la debacle azzurra: “Abbiamo dei problemi fisici e di velocità, in Spagna e Inghilterra vanno il doppio di noi e quando giochiamo fuori con squadre attrezzate prendiamo schiaffi in faccia – prosegue Causio, classe 1949, cresciuto nel Lecce e con un passato anche con le maglie di Reggina, Palermo e Udinese – Dovremmo investire sui settori giovanili e metterei un limite agli stranieri, con 7-8 italiani che devono giocare: se vediamo invece il nostro campionato, succede il contrario”. Nonostante tutto, assicura Causio, “bisogna dare massima fiducia in Mancio, non vedo un altro al suo posto, anche se anche lui ha commesso degli errori. Ho subito detto che se porti Joao Pedro devi farlo giocare… Tonali, Scamacca e Raspadori potrebbero fare la differenza ma dovrebbero fare esperienza internazionale, se giochi solo nel nostro campionato impari niente. In passato c’erano i blocchi di Juventus e Milan, ma ora si vedono le migliori formazioni italiane ci sono troppi stranieri”. Rispetto all’ultima eliminazione nelle qualificazioni mondiali, “Ventura è stato massacrato, Mancini un pò meno: le pubbliche relazioni che ha Roberto non le ha avuto Ventura, ma bisogna avere fiducia in lui. Certo, non mi aspettavo questa eliminazione ma le partite si vincono in campo, non sui giornali. C’è da dire che non si doveva arrivare ai play-off, dovevamo chiudere il girone molto prima ed essere già in Qatar. E sul gol da 35 metri subito dalla Macedonia – conclude Causio, sei scudetti, una Coppa Italia e una Coppa Uefa con la Juve – qualche colpa ce l’ha anche Donnarumma: il tiro non era forte e lo poteva parare”.
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Sinner salva altri 5 match point e vola agli ottavi a Miami

MIAMI (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Ci ha messo grinta, cuore e anima per supplire ad una condizione fisica non ottimale. Ha salvato altri 5 match-point ma alla fine ce l’ha fatta. Con una delle vittorie più emozionanti della sua ancor giovane carriera Jannik Sinner ha staccato il pass per gli ottavi di finale del “Miami Open”, secondo ATP Masters 1000 stagionale (combined con il terzo WTA 1000 del 2022) dotato di un montepremi di 8.584.055 che si sta disputando sui campi in cemento dell’impianto dell’Hard Rock Stadium (la “casa” dei Miami Dolphins di football NFL), in Florida. Il 20enne di Sesto Pusteria, n.11 del ranking e 9 del seeding, finalista lo scorso anno (stoppato da Hurkacz), dopo aver annullato tre match-point al finlandese Emil Ruusuvuori, n.71 ATP, ha battuto ai sedicesimi per 5-7 7-5 7-5, al termine di una battaglia di quasi tre ore e un quarto, lo spagnolo Pablo Carreno Busta, n.19 del ranking e 17 del seeding, al quale ha annullato ben cinque match-point (uno nel decimo gioco del secondo set ed altri quattro in quello della frazione decisiva) e rimontato dal 5-2 nel decisivo parziale. E’ la terza volta quest’anno che vince dopo aver annullato match-point, la seconda in questo torneo, la sesta in carriera. Negli ottavi Sinner troverà dall’altra parte della rete l’australiano Nick Kyrgios, mai affrontato in carriera e autore dell’eliminazione di Fabio Fognini: i due avrebbero dovuto incontrarsi un paio di settimane fa, sempre negli ottavi, ad Indian Wells ma la sfida era saltata per il forfait dell’azzurro dovuto all’influenza.
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Isola “Nuovo pacchetto vetture-pneumatici sta funziondo bene”

JEDDAH (ARABIA SAUDITA) (ITALPRESS) – “Un’altra bella serata, un’altra bella gara! Ancora una volta, in condizioni completamente diverse dal Bahrain per layout e caratteristiche della pista, abbiamo visto le nuove vetture capaci di dar vita a diversi sorpassi e a dei bei duelli in pista, anche grazie ai nuovi pneumatici”. Così Mario Isola, direttore Motorsport Pirelli, al termine del Gran Premio di Arabia Saudita, seconda tappa del Mondiale che ha visto Vesrtappen tagliare per primo il traguardo dopo una splendida lotta con Leclerc. “La hard è stata la mescola chiave della gara di stasera, con prestazioni ottime e degrado quasi nullo, come dimostrato dal giro veloce di Charles Leclerc sul finale con un set già con parecchi giri alle spalle – ha aggiunto Isola -. Anche la medium ha avuto un degrado piuttosto basso, contribuendo alla strategia ad una sosta (che avevamo valutato sarebbe stata la più veloce) e offrendo una gara emozionante dall’inizio alla fine. Il giro più veloce in gara è stato meno di un secondo più lento rispetto a quello realizzato l’anno scorso con la stessa mescola”.
“Quindi, mettendo insieme tutto questo – conclude la sua analisi il direttore Motorsport Pirelli -, è chiaro come il nuovo pacchetto vetture e pneumatici stia finora soddisfacendo tutte le aspettative e speranze che avevamo per quest’anno. Congratulazioni a Max Verstappen per la strabiliante vittoria!”.
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Speranza “Iniziamo ad affrontare il Covid con strumenti ordinari”

ROMA (ITALPRESS) – “Abbiamo appena chiuso la stagione dell’autunno-inverno che è la più difficile per questo virus e l’abbiamo chiusa senza fare chiusure di attività. A stamattina il 91,36% al di sopra dei 12 anni ha fatto la seconda dose di vaccino, e siamo quasi al 90% per prime dosi e tra i migliori al mondo per il booster. Il virus non scompare, ma iniziamo ad affrontarlo con strumenti ordinari. Fino ad aprile bisogna tenere le mascherina al chiuse, dopo questo mese decideremo se toglierle definitivamente. Abbiamo sempre seguito una linea di gradualità e attenzione e continueremo così. Passo dopo passo teniamo una linea di prudenza”. Così Roberto Speranza, ministro della Salute, a “Che Tempo che Fa” su Rai3.
Sulle nuove regole per la scuola, il ministro ha spiegato: “Dal 1° aprile chi è positivo va a casa, ma tutti gli altri li vogliamo tenere il più possibile in classe perchè i nostri ragazzi hanno pagato un prezzo eccessivo. Mancano due mesi alla fine della scuola e li vogliamo tenere in classe. Rivendico le scelte fatte dal governo – ha sottolineato Speranza -. Ora i lavoratori sopra i 50 anni e quelli delle categorie dell’obbligo, fatta eccezione per i sanitari che hanno una loro specificità, come personale scolastico e forze dell’ordine, potranno tornare al lavoro ma dovranno fare il tampone, con una modalità di green pass base. Sui mezzi di trasporto resta l’obbligo di mascherina FFP2 e siamo tra i pochi Paesi che mantengono la mascherina al chiuso. Cautela e fiducia, la pandemia non è finita”.
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