BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – “Proponiamo degli appalti comuni e delle regole più rigide per lo stoccaggio perchè invece di farsi concorrenza l’uno con l’altro dobbiamo cominciare ad utilizzare il nostro peso per iniziare ad acquistare del gas insieme come europei e non come 27 paesi diversi”. Lo ha affermato la presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen durante la plenaria del Parlamento europeo che si tiene in questi giorni a Bruxelles. “Siamo più forti quando utilizziamo il potere del nostro mercato unico, in questo spirito abbiamo appena presentato delle proposte per affrontare congiuntamente una delle cause alla base della crisi energetica e si tratta dei prezzi elevati e volatili del gas”, è l’invito all’unità anche nell’ambito dell’energia da parte della Von der Leyen. Inoltre, verranno proposte delle misure anche a favore degli agricoltori europei e in merito la presidente ha aggiunto che ci sarà “un pacchetto di 500 milioni di euro per sostenere i più colpiti”, perchè non bisogna dimenticare che “l’Ucraina da sola fornisce più della metà delle forniture di cereali del programma alimentare mondiale”.
I bombardamenti sul territorio ucraino non permettono di effettuare le semine e inoltre Putin sta anche bloccando centinaia di navi piene di frumento nel Mar Nero. L’appello della Von der Leyen al presidente russo è quello di “lasciar viaggiare queste navi altrimenti non solo sarà responsabile per questi morti ma anche per la carestia e la fame”.
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Ue, Von der Leyen “Servono acquisti comuni del gas”
Covid, 76.260 nuovi casi e 153 decessi nelle ultime 24 ore
ROMA (ITALPRESS) -Secondo il bollettino del ministero della Salute, i nuovi positivi sono 76.260 (rispetto ai 96.365 di ieri). I tamponi processati sono 513.744 che portano il tasso di positività al 15%. Oggi si registrano 153 decessi (ieri erano 197). I guariti sono 51.922 mentre per gli attualmente positivi si registra un incremento di 26.283 unità per un totale di 1.226.890. Per quanto riguarda i ricoveri nei reparti ordinari, sono 8.939 i degenti mentre in terapia intensiva i pazienti sono 466 con 55 nuovi ingressi. In isolamento domiciliare vi sono 1.217.485 persone. La Lombardia è la prima regione per numero di contagi (9.206), seguita da Lazio (8.340) e Campania (8.093).
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Ucraina, Guerini “Impegno per consegna materiali a destinatari indicati”
ROMA (ITALPRESS) – “Lo Stato maggiore della Difesa è impegnato ad assicurare la tempestiva consegna dei materiali e degli equipaggiamenti alle forze armate ucraine assicurando al contempo che tali mezzi non cadano in mani diverse rispetto ai destinatari indicati. La cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari all’Ucraina è stata ed è tuttora caratterizzata dalla dovuta riservatezza, non potrò essere completamente esaustivo, ma voglio dire che le operazioni hanno visto il rispetto di tutte le procedure sia tecniche che parlamentari in considerazione dei profili di sicurezza”. Così il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, durante il Question Time alla Camera. Il ministro ha anche precisato che l’elenco dei materiali militari forniti all’Ucraina è “secretato”: “Ci sono le garanzie sul fatto che tale trasferimento non possa cadere in mani diverse rispetto a quelle dei destinatari finali, i materiali vengono consegnati in centri logistici e consegnati a rappresentanti governativi ucraini. Allo stato non c’è evidenza di impiego di compagnie private o contractor in merito al recapito di questi materiali”.
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Giustizia, Cartabia “Riforme entro la fine del 2022”
ROMA (ITALPRESS) – “Gli impegni con l’Europa ci danno tempo solo fino alla fine del 2022 per realizzare le grandi deleghe. Quanto al primo punto, che investe direttamente le riforme cosiddette orizzontali o “di contesto”, secondo la stessa denominazione assunta nel PNRR, va ricordato che il termine individuato nella Milestone per l’esercizio delle deleghe è l’ultimo trimestre del 2022; ciò posto: con riferimento all’esercizio delle deleghe per la riforma del processo penale e del sistema sanzionatorio, i cinque gruppi di lavoro hanno termine fino al 30 aprile 2022 e fino al 10 maggio 2022 per la redazione di una bozza degli schemi di decreto legislativo e delle relazioni illustrative”. Così la ministra della Giustizia, Marta Cartabia, in risposta a interrogazioni sui tempi di adozione degli schemi di decreto legislativo in materia di riforma del processo penale e del processo civile al Question Time.
“Con riguardo all’esercizio della delega per la riforma della giustizia civile, i sette gruppi di lavoro hanno termine fino al 15 maggio 2022 per la redazione di una bozza degli schemi di decreto legislativo e delle relazioni illustrative – ha aggiunto -. E’ evidente che a valle della conclusione dei lavori dei gruppi, le bozze di proposta elaborate potrebbero richiedere ulteriori fasi istruttorie interne ed esterne al Ministero della Giustizia, prima della definitiva presentazione in Consiglio dei Ministri, che verosimilmente potrebbe aver luogo nel corso del mese di luglio così come la trasmissione alle Camere per l’espressione del parere da parte delle Commissioni competenti per materia”.
“Quanto ai lavori della Commissione Ministeriale chiamata ad elaborare proposte di revisione dei reati fallimentari e di adeguare, e rendere funzionali, le fattispecie penali alla mutata disciplina della crisi di impresa e dell’insolvenza, gli stessi sono in una fase ormai avanzata – ha concluso Cartabia -. Si può pertanto ragionevolmente ritenere che i lavori della Commissione Ministeriale si concluderanno entro il mese di aprile, previa concessione di una breve proroga”.
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Ucraina, Rota (Fai Cisl) “Forte impatto sul comparto agroalimentare”
ROMA (ITALPRESS) – “La crisi ucraina sicuramente sta influendo moltissimo sul comparto agroalimentare e non soltanto perchè è uno dei paesi fornitori di materia prima per l’industria alimentare. Impatti importanti, quindi, per il settore lattiero-caseario e per il settore delle carni. E’ necessario trovare forme e modalità per reagire perchè la nostra azienda alimentare nazionale si rifornisce molto dall’esterno. Bisogna mettere anticorpi all’interno del nostro paese per reagire adeguatamente”. Lo ha detto Onofrio Rota, segretario generale Fai Cisl, in un’intervista all’Italpress.
Tra alcuni giorni ci sarà il congresso nazionale di Fai Cisl. “E’ un congresso straordinario – ha detto Rota – fatto da persone straordinarie che vogliono rigenerare. Questo vuol dire ripensare al presente in maniera completamente diversa. Non è una ripartenza – ha continuato – perchè nella società è in sofferenza la persona ed è in sofferenza il mondo del lavoro. Poi c’è il tema ambientale che in questi ultimi anni ha preso centralità nella discussione politica nazionale e mondiale. E’ un tema da sviluppare e che si integra benissimo con le altre due parole: lavoro e persona”.
Oggi c’è chi teme che gli obiettivi ambientali vengano rinviati a causa del conflitto in Ucraina. “C’è il rischio – ha spiegato il segretario generale di Fai Cisl – che l’attenzione possa ricadere sui temi di guerra legati all’Ucraina, ma guai se si perdesse di vista l’attenzione sui temi ambientali”. Quali sono le richieste più urgenti da rivolgere al mondo politico? “Specialmente in un momento in cui il lavoro è sempre più debole e discontinuo, vengano trovati strumenti e ammortizzatori sociali adeguati per interpretare questo tempo”, ha detto Rota, facendo riferimento, tra l’altro, ai “vari ammortizzatori di uscita collegati ai temi delle pensioni che devono essere sempre più flessibili e aiutare un ricambio generazionale”.
“Alla politica chiediamo – ha aggiunto – attenzione ai temi sulla sicurezza sul lavoro, che è anche parte di responsabilità dello stesso mondo del lavoro”. Inoltre, “chiediamo anche ai nostri interlocutori della rappresentanza del lavoro di accettare a viso alto e con una visione lunga anche i cambiamenti che stanno nel mondo del lavoro. Questo vuol dire ripensare ai nuovi profili professionali, lavorare sulle nuove competenze e interpretare questa modalità del lavoro che è in cammino e che ha bisogno anche di una connessione contrattuale adeguata”, ha concluso.
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Ucraina, 1 italiano su 4 teme che la guerra arrivi nel nostro Paese
ROMA (ITALPRESS) – E’ già un mese che gli italiani assistono “impietriti” alle immagini che riportano gli effetti di un’invasione russa in terra ucraina, con una guerra che dai numeri ha già fatto molti morti tra i civili tra cui anche bambini. Una situazione che preoccupa fortemente la popolazione italiana (l’84,4% è “molto” o “abbastanza” preoccupato), anche se con un leggero calo rispetto alle prime settimane di conflitto. Per i cittadini italiani la paura maggiore è che questa guerra possa arrivare anche nel nostro Paese (25%), oltre a subire gli aumenti di bollette, benzina e materie prime che stanno già colpendo il portafoglio degli italiani (16%). Non mancano, inoltre, i timori per la carenza di alcuni beni e prodotti e il rischio di dover cambiare, ancora, i nostri stili di vita e le nostre abitudini. Un conflitto che ci coinvolge influenzando in maniera diretta la nostra vita per l’84,1% degli intervistati. Solo 1 italiano su 10 sente questa guerra lontana e distante, al di fuori delle sue abitudini familiari.
Dati Euromedia Research – Realizzato il 22/03/2022 con metodologia mista CATI/CAWI su un campione di 1.000 casi rappresentativi della popolazione italiana maggiorenne.
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Stoltenberg “Forti conseguenze se la Russia usasse armi chimiche”
BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – “L’Ucraina ha diritto all’autodifesa, secondo la carta delle Nazioni Unite, e noi la aiuteremo. Abbiamo fornito strumenti anticarro, antiaereo, droni, carburante, e sono convinto che gli alleati forniranno ulteriore sostegno”. Lo ha detto il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, nel corso di una conferenza stampa a Bruxelles.
“L’invasione del presidente Putin è brutale, noi siamo determinati a fare tutto il possibile per appoggiare l’Ucraina, ma abbiamo anche un dovere, evitare l’escalation e una guerra tra Nato e Russia”, ha sottolineato Stoltenberg, che rispondendo a una domanda della Cnn ha chiarito: “Ogni utilizzo di armi chimiche cambierebbe totalmente la natura di questo conflitto, sarebbe una palese violazione del diritto internazionale e avrebbe forti conseguenze”.
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Gelmini “Su autonomia a buon punto, si farà entro l’anno”
ROMA (ITALPRESS) – “Per l’autonomia siamo a un buon punto, nel senso che la legge quadro è quasi pronta. Mi auguro che a breve si possa discutere la legge quadro che ci fornisce gli elementi con i quali concedere l’autonomia ai territori che l’hanno chiesta. Si farà entro l’anno”. Così Maria Stella Gelmini, ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, a Radio24.
“Sarei molto cauta su questo punto, perchè gli obiettivi e il crono programma del Recovery plan sono stati negoziati con l’Europa. Noi siamo uno dei Paesi che ha portato a casa la cifra più ingente: 200 miliardi, la prima tranche l’abbiamo già incassata, sarebbe sbagliato mollare adesso soprattutto per quanto riguarda le riforme. Se poi servirà qualche aggiustamento in corso d’opera senza stravolgere il cronoprogramma lo valuteremo, ma in una fase di rallentamento della crescita, è necessario mettere a terra quanto più possibile”, ha aggiunto su una possibile revisione del Pnrr. Infine, sulla riduzione delle accise, Gelmini ha detto che “se servirà intervenire ulteriormente perchè il caro energia proseguirà è chiaro che il governo non si tirerà indietro. Dovremo varare il Def e lì avremo un quadro complessivo delle misure da mettere in campo”.
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