IL CAIRO (EGITTO) (ITALPRESS) – Lo stabiese Salvatore Maresca conquista la medaglia di bronzo agli anelli in Coppa del Mondo a Il Cairo, in Egitto. L’azzurro, terzo anche in qualifica, con il personale di 14.633 (D. 6.2 – E. 8.433) si piazza alle spalle dell’armeno Vahagn Davtyan (14.80), fratello maggiore di Artur, bronzo olimpico al volteggio a Tokyo 2021, e del turco Ibrahim Colak, argento a quota 14.70. Per l’Italia si tratta del secondo bronzo del Circuito di World Cup 2022, dopo quello ottenuto dal riminese Thomas Grasso al corpo libero di Cottbus, nella tappa inaugurale in Germania. Per il 28enne campano, in forza al Gruppo Sportivo della Fiamme Oro della Polizia di Stato, terzo anche ai Mondiali di Kithakiushu, in Giappone, e agli Europei di Basilea, in Svizzera, è il quarto podio agli anelli di Coppa, dopo il bronzo di Koper nel 2019, l’argento a Varna in Bulgaria e l’oro a Osijek in Croazia, lo scorso anno. Domani tocca all’altro italiano in gara, l’agente Carlo Macchini, secondo alla sbarra nel concorso di ammissione.
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Maresca vince il bronzo agli anelli al Cairo
Andrea Gios confermato Presidente della Federghiaccio
VERONA (ITALPRESS) – Andrea Gios è stato eletto per la terza volta alla presidenza della Federazione italiana Sport del Ghiaccio al termine dell’assemblea elettiva svoltasi a Verona. Nato ad Asiago il 7 febbraio 1963, Gios – candidato unico alla presidenza – ha raccolto 2.942 voti pari al 95.00% con 155 schede bianche (5%) complessive. “Ringrazio tutte le società che sono venute oggi a votare: questa partecipazione è testimonianza di una grande attenzione alla vita federale – ha dichiarato Gios al termine dell’Assemblea -. Il lavoro che ci attende è duro ed impegnativo perchè usciamo da quattro anni caratterizzati da successi sportivi strepitosi e sarà dura riuscire a ripeterci. Tanto è stato fatto sin qui per dare alla Federazione una struttura manageriale fondata sulle competenze e con un’organizzazione chiara, dalla base fino ai vertici. Abbiamo creato un gruppo di lavoro affiatato che tanto ha già fatto in termini di efficientamento, digitalizzazione ed ammodernamento. Guardando al futuro abbiamo un’opportunità unica e straordinaria nel percorso che ci condurrà verso Milano-Cortina 2026 e non vogliamo assolutamente mancarla. Ci concentreremo sugli atleti – che restano il nostro bene primario e patrimonio assoluto – supportando il movimento ad ogni livello. Sarà importante il supporto e l’aiuto di tutte le società perchè solo insieme potremo restare competitivi in un mondo dinamico e competitivo come quello del ghiaccio. Auguro a tutti i consiglieri eletti di poter lavorare con grande impegno e al massimo delle loro possibilità”. Il Consiglio Federale (foto FISG), oltre al presidente Gios, sarà costituito da Thomas Rottensteiner – in qualità di vice presidente -, Giuseppe Antonucci, Luigi Sartorato, Marcello Cobelli, Paolo Pizzocari, Johann Mulser e Nadia Bortot, con Mattia Giovanella e Angela Menardi in quota atleti (nel rispetto della norma di pari rappresentanza dei generi che prevede la presenza di un uomo e di una donna) e Monica Domenicali per i tecnici. Presidente del Collegio dei Revisori dei Conti è stato confermato Andrea Pizio.
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Il Consiglio regionale della Sardegna approva un ordine del giorno unitario sul “caro carburanti”
CAGLIARI (ITALPRESS) – Seduta straordinaria del Consiglio regionale della Sardegna sul caro-carburanti sotto la presidenza di Michele Pais. Dopo le formalità di rito l’Aula ha messo in discussione la Risoluzione votata ieri all’unanimità dalla Commissione “Governo del Territorio”. Il presidente Pais ha ringraziato il Consiglio per avere immediatamente preso in mano la questione mandando un segnale di sostegno alla protesta delle associazioni degli autotrasportatori e delle aziende in ginocchio per l’aumento dei prezzi dei carburanti.
Il presidente della Quarta Commissione Giuseppe Talanas (Forza Italia) ha illustrato la Risoluzione approvata: «Ieri abbiamo audito una delegazione degli autotrasportatori. Al termine è stato votato un documento con il quale si invita la Giunta a sostenere un’azione forte nei confronti del Governo perché si trovino i responsabili dell’aumento ingiustificato dei prezzi dei carburanti». Talanas ha poi illustrato gli altri punti della Risoluzione con i quali si chiede un intervento immediato per calmierare il prezzo dei carburanti e forme di compensazione a favore degli autotrasportatori e delle attività produttive per i maggiori costi sostenuti. «Gli autotrasportatori sono ormai al collasso – ha proseguito Talanas – le aziende preferiscono fermarsi perché mettere in motto i camion è controproducente». Il presidente della Quarta Commissione ha quindi auspicato l’approvazione di provvedimenti di legge ad hoc: «Nella Quinta Commissione presieduta da Piero Maieli si è già discussa una proposta di legge che prevede misure di sostegno alle attività produttive per abbattere il costo dei trasporti. Nei prossimi giorni si faranno le audizioni. Questa proposta, insieme ad altre che si stanno presentando, possono essere approvate velocemente. Occorre dare un segnale alle aziende sarde che vivono una situazione drammatica». Talanas ha infine annunciato la predisposizione di un ordine del giorno da integrare con le azioni già intraprese dalla Giunta.
Gianfranco Satta – a nome dei Progressisti – ha sostenuto che la crescita dei prezzi dei carburanti non può essere inquadrata dentro un confine territoriale. «Ci si trova di fronte a una speculazione economica e finanziaria – ha detto Satta – gli aumenti del gasolio hanno avuto conseguenze devastanti per gli autotrasportatori e per tutti i settori dell’economia isolana, lo sa bene chi ogni giorno si reca con la propria auto al lavoro». Secondo Satta non basta però sollecitare solo un intervento del Governo nazionale: «Abbiamo il dovere di riflettere più a fondo sul tema e trovare qualche soluzione reale e concreta nella disponibilità del Consiglio regionale. Non ci si può limitare a richiedere un intervento nazionale. La questione deve essere inquadrata in una prospettiva più ampia. Ciò che stiamo vivendo è la crisi dell’attuale modello energetico che non spinge sulle energie rinnovabili. E’ un sistema giunto ormai alla fine. Sta dando gli ultimi colpi di coda e cerca di tenere in scacco tutti gli operatori. Servono soluzioni di carattere strutturale come quella adottata dal Friuli che qualche anno fa ha previsto agevolazioni per gli autotrasportatori e per i residenti nei comuni montani. Il rischio è trovarci davanti a una battaglia ben più ampia. Le crisi possono determinare il crollo o la rinascita di un territorio».
Un’azione forte da parte della Giunta ha sollecitato il capogruppo del Movimento Cinque Stelle Roberto Li Gioi: «Con questa risoluzione vogliamo dare un mandato forte al Presidente della Regione Solinas perché vada a Roma a battere i pugni sul tavolo del Governo – ha affermato Li Gioi – la Sardegna sta vivendo una crisi profonda. La condizione di insularità amplifica i problemi. Oggi siamo al quarto giorno di sciopero degli autotrasportatori. Una protesta che ha conseguenze per le aziende dell’agroalimentare i cui prodotti deperibili stanno andando a male come successo all’azienda di cozze di Olbia. Si rischia un conflitto sociale. Se si andrà avanti con i blocchi i danni saranno incalcolabili. Non si può attendere oltre. Siamo vicini agli autotrasportatori ma occorre dare un segnale forte a tutti i sardi. Fondamentale che Solinas si rechi a Roma e spieghi a chi di dovere che la questione sarda è molto più grave rispetto a quella di altre regioni. Sappiamo bene che la competenza è del governo ma proprio per questo è importante che il presidente rappresenti tutto il popolo sardo».
Per Emanuele Cera (Forza Italia) la convocazione di una seduta straordinaria del Consiglio è un segnale tangibile da parte della politica alla grave situazione che si è creata. «Quando si blocca l’autotrasporto si blocca tutta l’economia sarda – ha detto Cera – il prezzo dei carburanti è aumentato in tutta Italia ma si manifesta solo in Sardegna. C’è un disinteresse totale da parte dell’informazione nazionale, si parla di tutto fuorché del dramma che sta vivendo la nostra Isola. Fortunatamente ci sono gli organi di stampa sardi che danno conto della crisi che stanno vivendo le aziende agricole e quelle di trasformazione: i danni sono incalcolabili e in alcuni casi irrimediabili». L’esponente azzurro ha quindi espresso solidarietà agli autotrasportatori ma li ha invitati a tener conto della situazione di tutto il sistema produttivo isolano: «E’ giusto protestare ma non si possono danneggiare le altre aziende. Servono risposte da parte del Governo, il presidente della Regione si faccia carico della situazione a avvii un confronto con gli autotrasportatori per evitare ulteriori danni. Si rischiano problemi di ordine pubblico che dobbiamo prevenire ed evitare. La politica sarda, in attesa di un provvedimento del Governo, abbia il coraggio di trasferirsi nella capitale per sollecitare una soluzione al problema». (Psp)
E’ quindi intervenuto Franco Stara (Udc Cambiamo!), che ha affermato come una riduzione di 10-20 centesimi non è sufficiente, bisogna chiedere il congelamento delle accise. Il consigliere e presidente della Commissione Lavoro, ha spiegato che si sta parlando non soltanto di autotrasporto, ma anche di trasporti marittimi, dei padroncini e non solo. Stara si è detto d’accordo con l’on. Li Gioi e ha affermato che non bisogna andare a Roma con il cappello in mano, ma una delegazione di consiglieri regionali dovrebbe andare nella Capitale finché non si trova una soluzione. Il presidente della Seconda commissione ha ricordato che la Sardegna è un’Isola e che fra un po’ non verrà più nessuno. La Sardegna è bellissima – ha detto – ma a nuoto non possiamo attraversare il mare e le nostre merci non possono venire con le zattere. Stara ha concluso annunciando che il gruppo Udc Cambiamo! è disponibile ad andare a Roma anche domani per chiedere una soluzione. “Questa è una battaglia dei sardi” non soltanto degli autotrasportatori.
Per Roberto Caredda (capogruppo Misto) i rincari sono ingiustificati ed eccessivi e creano ingenti danni. La politica deve intervenire a tutela di famiglie, lavoratori e imprese. Per Caredda si rischia il crollo del settore dei trasporti e dell’agroalimentare. Senza un’azione concreta del governo nazionale, ha proseguito, non si risolvono i problemi. Per il consigliere il Consiglio regionale unito deve chiedere al Governo di calmierare il prezzo del carburante e trovare compensazioni per gli autotrasportatori e per le altre categorie produttive colpite. Caredda ha manifestato la volontà del suo Gruppo di sostenere la risoluzione e ha chiesto a tutta la politica di aprire un confronto con il Governo per una risoluzione immediata. In conclusione ha espresso solidarietà agli autotrasportatori.
Anche Michele Cossa (Riformatori sardi) ha affermato che il Gruppo dei Riformatori sardi è solidale con la protesta di quelle categorie che stanno pagando in modo così pesante una “colossale truffa” come detto dal ministro Cingolani, che colpisce l’Italia. Cossa ha evidenziato positivamente il lavoro fatto dalla IV Commissione, che ha approvato la risoluzione, e ha ricordato che anche in questa circostanza appare evidente come l’insularità condizioni pesantemente tutto. Siamo in una condizione di sostanziale chiusura della circolazione delle merci, ha detto, e ci deve fare riflettere sulle azioni da portare avanti in futuro. Cossa ha poi manifestato apprezzamento le mozioni presentate dalla Lega, che con molta caparbietà da tantissimo tempo affronta il tema dell’energia, “un tema strategico – ha continuato Cossa – su cui navighiamo a vista” e dal gruppo di Fratelli d’Italia che chiede impegno su soluzioni strutturale. Il consigliere ha ricordato che appartiene a un Gruppo che ha sollevato il tema delle accise, in chiave risarcitoria, come veicolo di sviluppo per l’Isola. “Siamo precipitati nella condizione diametralmente opposta” e ha aggiunto che si tratta di “una situazione intollerabile”. Cossa ha espresso solidarietà nei confronti di chi protesta con l’auspicio che resti una protesta legittima, senza superare i limiti per non creare danni alle merci deperibili e all’approvvigionamento alimentare per le famiglie, gli ospedali, le carceri e le comunità. Cossa ha fatto un appello ai manifestanti perché la loro protesta sia sostenibile. Con la capogruppo Sara Canu abbiamo voluto sollevare il problema delle accise, ha detto. “Dobbiamo diventare un’isola verde” e ha chiesto che il Consiglio esamini anche la proposta di legge sulla riduzione della plastica.
Fausto Piga (FdI) ha affermato di aver parlato con tanti autotrasportatori, fuori e dentro il palazzo. Stanno protestando, ha detto, per un problema che non esiste sui tg nazionali e nelle parole del Governo. Piga ha detto di aver spiegato che la Regione non ha competenze per incidere sul prezzo dei carburanti e l’unico che potrebbe riuscire a distoglierli dalla protesta è il Governo. “La competenza è dello Stato”, ha detto, la Regione può fare qualcosa e lo farà, come ha fatto per tante categorie produttive. Però non può essere un aiuto immediato. Oggi, ha spiegato Piga, gli autotrasportatori hanno bisogno di certezze e “noi come Regione non possiamo garantirle”. Piga ha ricordato i problemi che questo blocco sta creando agli allevatori, al settore agroalimentare e agli imprenditori agricoli, che rischiano gravi perdite. La situazione, per Piga, è drammatica e pericolosa: “La politica sarda lo sa e forse il Governo non l’ha capito”. Ci vuole una presa di posizione unitaria della politica sarda, ha continuato, nei confronti del Governo. Ogni consigliere ha un parlamentare di riferimento e lo deve esortare a tenere viva questa battaglia, che non riguarda soltanto gli autotrasportatori ma tutta la Sardegna. Al Governo, ha detto, chiediamo provvedimenti completi e veloci. La Regione Sardegna sarà al fianco degli autotrasportatori per trovare le soluzioni. Piga ha poi chiesto ai manifestanti di continuare con una protesta giusta, ma senza mettere a rischio famiglie, posti di lavoro e aziende.
Michele Ennas (Lega) ha ringraziato il presidente Pais per la sensibilità e la capacità di raccordo, importante per dare un segnale forte di intervento. Per Ennas si è arrivati a un punto di non ritorno, con prezzi alle stelle. “Ancora una volta – ha detto – la nostra Isola paga un prezzo più alto delle altre regioni”. Tutto quello che sta succedendo si ripercuote, ha continuato, su tutto il sistema produttivo. Ennas ha ricordato che da mesi il suo gruppo ha sollevato il problema dell’energia in Sardegna. Quello degli autotrasportatori, ha spiegato, si affianca a diversi altri settori già andati in crisi. Per Ennas è necessario coinvolgere i parlamentari perché “dobbiamo avere gli stessi diritti delle altre regioni”. La Sardegna, ha proseguito, può rivendicare, in base allo Statuto, le imposte di fabbricazione sui carburanti prodotti in Sardegna. La maggior parte di queste imposte non restano in Sardegna, ha proseguito. Per Ennas la Sardegna deve rivendicare i suoi diritti a Roma e ha proposto, provocatoriamente, di convocare il Consiglio regionale a Roma per avere le risposte che non arrivano. (eln)
«Bene la convocazione straordinaria del Consiglio regionale – ha dichiarato il capogruppo del Pd, Gianfranco Ganau – perché la situazione è davvero straordinaria, perché nasce da crisi internazionale su cui si è inserita una vergognosa speculazione sul prezzo dei carburanti al consumo». «Chiediamo che siamo individuati e sanzionati i responsabili di questa vergognosa speculazione – ha proseguito l’esponente dell’opposizione – insieme con l’adozione di provvedimenti adeguati a compensare gli autotrasportatori per i maggiori costi sostenuti». Nel rimarcare il sostegno alla protesta dei manifestanti nei porti, il consigliere dei democratici ha concluso il suo intervento richiamando l’attenzione sulle conseguenze che i blocchi negli scali sardi stanno provocando per le produzioni sarde: «Mi auguro che la protesta possa rientrare al più presto, perché si sono trovate le risposte adeguate alla gravità della situazione».
Spostare la protesta dalla Sardegna a Roma, è invece stato il leit motive dell’intervento del capogruppo Psd’Az, Franco Mula, che pur affermando di comprendere le ragioni degli autotrasportatori ha posto in evidenza i danni che i blocchi stradali e nei porti causano alle aziende isolane («Accade solo in Sardegna che si attuino proteste che vanno in danno agli stessi sardi»). «Chi pagherà i danni causati alle nostre aziende», si è domandato polemicamente l’esponente del gruppo del presidente della Giunta che ha parlato di “giungla dei prezzi nei distributori di carburanti” e di “truffa ai danni dei sardi”, riferendosi alle speculazioni in atto sul costo di gasolio e benzina.
L’assessore dei Trasporti Giorgio Todde ha salutato con favore la convocazione straordinaria del Consiglio e la volontà di procedere con un documento unitario («ci da’ più forza per andare a Roma per ottenere ciò che ci spetta») ed ha ricordato l’impegno dell’esecutivo regionale nella vertenza “caro carburanti”: «Abbiamo tempestivamente attivato il confronto non solo con le organizzazioni di categoria e con il mondo delle produzioni ma anche con i comitati spontanei in lotta nelle strade e nei porti della Sardegna». Todde ha anche elencato le richieste avanzate dalla Regione allo Stato («eliminazione delle accise, abbattimento del costo del trasporto merci, insularità») e ribadito il piano sostegno alla protesta degli autotrasportatori: «Onore a loro, prime vittime di una speculazione senza precedenti per fermare la quale il Governo deve intervenire immediatamente».
L’assessora del Lavoro, Alessandra Zedda è intervenuta per comunicare la sottoscrizione di un protocollo di intesa tra la viceministra Teresa Bellanova e le associazioni nazionali di categoria e per richiamare ancora una volta il Consiglio all’unità. «Attendiamo con fiducia la riunione del consiglio dei ministri – ha concluso la vice presidente della Giunta – perché siano messe in campo tutte quelle misure urgenti che attendiamo».
Il presidente del Consiglio ha dunque dato lettura dell’’ordine del giorno sottoscritto da tutti i consiglieri regionali e che, riprendendo i temi espressi nella risoluzione approvata dalla IV^ Commissione, impegna il Presidente della Regione: a sostenere presso il Governo efficaci azioni di ricerca ed individuazione delle condotte che hanno determinato aumenti ingiustificati dei prezzi dei carburanti al consumo; a proseguire nelle azioni intraprese volte a richiedere al Governo interventi immediati atti a calmierare il prezzo dei carburanti; a individuare forme di compensazione a favore degli autotrasportatori e delle attività produttive penalizzate dai maggiori costi sostenuti; a rivendicare un misura per la Sardegna mirata a sostenere il costo del trasporto merci via mare in quanto maggiorato dalla condizione di insularità. L’ordine del giorno invita anche i Parlamentari sardi a sostenere le azioni già intraprese dal Presidente della Regione e dalla sua Giunta al fine di trovare una soluzione al problema.
Il documento è stato approvato all’unanimità e il presidente Pais ha dichiarato conclusi i lavori e ricordato la convocazione dell’Assemblea sarda per martedì 22 marzo alle 16.
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Il saluto dell’assessore Zuin alla conferenza del Rotary International
VENEZIA (ITALPRESS) – Ha preso il via questa mattina la conferenza presidenziale del Rotary International, una due giorni di dibattito focalizzata sul tema “Economia e Ambiente in Armonia”. Al Molino Stucky oltre 600 rappresentanti dell’organizzazione in arrivo da tutta Europa, e non solo, si confronteranno e interrogheranno su come le economie, dopo i due anni di pandemia Covid-19, possano dar vita a una ricostruzione migliore per garantire la protezione dell’ambiente. ?In apertura dei lavori, che si concluderanno domenica 20 marzo, è stato osservato un minuto di silenzio in memoria delle vittime del conflitto in Ucraina. In rappresentanza dell’Amministrazione comunale è intervenuto l’assessore al Bilancio e alle Società partecipate Michele Zuin: “Benvenuti nella nostra città, che è e resterà sempre un patrimonio per tutti voi – ha detto ringraziando il presidente di Rotary International Shekhar Mehta per aver scelto Venezia come sede della conferenza – L’argomento al centro del dibattito “Economia e Ambiente in Armonia” oltre ad essere uno dei più importanti in generale è in questo momento di grande attualità anche per la nostra città” ha aggiunto l’assessore ricordando la costituzione della Fondazione ‘Venezia Capitale Mondiale della Sostenibilità’ avvenuta la scorsa settimana.
“Da parte della città di Venezia c’è un grosso sforzo per porsi in primo piano in questo nuovo modo di vedere l’ambiente. Abbiamo già fatto degli esperimenti importanti di sostenibilità, ad esempio creando un sistema di trasporto pubblico locale totalmente elettrico all’isola del Lido e stiamo già andando verso l’idrogeno. Cercheremo quindi di dare il nostro piccolo ma importante contributo sul fronte dell’ambiente sostenibile” ha aggiunto Zuin sottolineando che il maggiore impegno economico derivante dalla scommessa sulla sostenibilità ambientale “è un investimento importante per dare un futuro migliore a noi e ai nostri figli: questo tema deve essere al centro di tutte le politiche degli enti locali, degli Stati e del mondo per garantire la salvaguardia del pianeta”.
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Ucraina, Conte “Putin in parlamento? Una sciocchezza”
ROMA (ITALPRESS) – “Ospitare Putin in Parlamento? La classifichiamo a sciocchezza”. Così Giuseppe Conte, presidente del M5S, intervistato da Sky TG 24 a proposito della posizione del Parlamento sul conflitto in Ucraina. “Abbiamo 230 parlamentari, ci può essere qualche varietà di accento – sottolinea – ma in questo momento apprezzo chi sta in silenzio e rispetta il lavoro dei colleghi e delle colleghe”. Quindi a proposito degli aiuti militari ha aggiunto “credo che Draghi abbia chiarito, non siamo nelle condizioni per poterci avventurare in un incremento della spesa militare”. Così Giuseppe Conte, presidente del M5S, intervistato da Sky TG 24. “La prospettiva primaria da discutere è il progetto di difesa comune europea”, sottolineando inoltre che “la priorità resta l’emergenza energetica”.
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Pole Quartararo in Indonesia, Bastianini quinto
MANDALIKA (INDONESIA) (ITALPRESS) – Fabio Quartararo conquista la pole position di MotoGP nel Gran Premio d’Indonesia. Nelle qualifiche sul circuito di Mandalika, il campione del mondo in carica sulla Yamaha firma il miglior tempo in 1’31″067, precedendo le Ducati Pramac di Jorge Martin e Johann Zarco. Il primo degli italiani è Enea Bastianini, vincitore in Qatar e oggi quinto, capace di precedere la Ducati ufficiale di Francesco Bagnaia (+0″440). La terza fila è presidiata da Miguel Oliveira (Ktm), Alex Rins (Suzuki) e Jack Miller (Ducati). Niente da fare già in Q1 per Marc Marquez che domani in gara scatterà quindicesimo. Ancora più lontano Joan Mir, diciottesimo.
In Moto2 la pole è di Jake Dixon. Nelle qualifiche sul circuito di Mandalika, il pilota britannico in sella alla Kalex risulta il più veloce con il tempo di 1’35″799, precedendo di 102 millesimi lo spagnolo Augusto Fernandez (Kalex) e il connazionale Sam Lowes (Kalex). In seconda fila spiccano il thailandese Somkiat Chantra, l’olandese Bo Bendsneyder e lo spagnolo Albert Arenas, tutti su Kalex, mentre la terza fila è tutta italiana: Celestino Vietti (Kalex, settimo), Tony Arbolino (Kalex) e Simone Corsi (MV Agusta) stanno davanti allo spagnolo Pedro Acosta (decimo).
Infine nella Moto3 partirà davanti a tutti Carlos Tatay. Il pilota spagnolo (CFMoto) firma il miglior tempo in 1’41″232, precedendo di 83 millesimi il brasiliano Diogo Moreira (Ktm) e di tre decimi il padrone di casa Mario Aji (Honda). In seconda fila, oltre all’iberico Xavier Artigas (CFMoto), spiccano gli italiani Andrea Migno (Honda) e Dennis Foggia (Honda).
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Zelensky invita la Russia a negoziare la pace “Senza indugio”
Kiev (ucraina) (italpress) – “è tempo di incontrarsi, tempo per parlare” ed è necessario condurre negoziati di pace “senza indugio”. Il presidente ucraino, volodymyr zelensky, in un videomessaggio diffuso nella notte, ha lanciato l’appello perchè le trattative di pace siano intensificate e portino presto a un accordo che ponga fine al conflitto in ucraina. “i negoziati sulla pace – ha affermato il presidente ucraino nel video -, sulla sicurezza per noi, per l’ucraina, significativi, equi e senza indugio, sono l’unica possibilità per la russia di ridurre i danni causati dai propri errori”. Zelensky si è rivolto al presidente russo, vladimir putin. “voglio che tutti mi ascoltino ora – ha detto -, specialmente a mosca: è tempo di incontrarsi, tempo per parlare. è tempo di ripristinare l’integrità territoriale e la giustizia per l’ucraina. Altrimenti, le perdite della russia saranno così enormi che diverse generazioni non saranno sufficienti per riprendersi”.
poi zelensky ha sottolineato che “le proposte dell’ucraina sono sul tavolo. Nei prossimi giorni – ha detto – continuerò a fare appello alle nazioni del mondo per chiedere la pace per l’ucraina”. Per mosca, però, il testo di un trattato tra i due paesi deve essere approvato prima ancora di menzionare la possibilità di un incontro tra i due presidenti, putin e zelensky. Lo ha affermato vladimir medinsky, che guida la delegazione russa ai colloqui, secondo quanto riferisce tass. “non sono assolutamente pronto a commentare in merito. Posso solo dire che prima ancora di menzionare una riunione dei leader – ha detto medinsky secondo l’agenzia russa -, le delegazioni di negoziatori devono preparare e concordare il testo di un trattato.
successivamente, il testo del trattato dovrebbe essere siglato dai ministri degli esteri e approvato dai governi. Dopodichè, si può discutere la possibilità di un vertice”, ha aggiunto.
sul campo, secondo le forze armate ucraine, gli obiettivi russi di “sconfiggere i gruppi delle forze” ucraine, “circondare kiev” e “raggiungere i confini amministrativi degli oblast di donetsk e lugansk” non sono stati raggiunti. “gli occupanti – affermano – sono parzialmente riusciti nell’area operativa di donetsk” e “hanno temporaneamente privato l’ucraina dell’accesso al mar d’azov”. Le forze armate ucraine nel loro aggiornamento hanno anche fatto sapere che è stato ucciso il tenente generale russo andrei mordvichev. Il ministero della difesa russo, invece, ha comunicato che “il sistema missilistico dell’aviazione kinzhal con missili balistici ipersonici ha distrutto un grande deposito sotterraneo per missili e munizioni per l’aviazione delle truppe ucraine a delyatin, nella regione di ivano-frankovsk”.
nella notte a kiev sono state ancora attivate le sirene d’allerta aerea. Intanto la situazione umanitaria nel paese resta difficile.
il governatore della regione ucraina di lugansk ha annunciato per oggi l’apertura di un corridoio per evacuare i civili, in base a quanto riferisce la bbc che cita un post su telegram del governatore serhiy gaiday. “in totale – ha spiegato nelle scorse ore zelensky -, oltre 180 mila ucraini sono stati salvati dai corridoi umanitari. Sono state consegnate centinaia di tonnellate di prodotti essenziali”.
(italpress).
Draghi “Interveniamo per aiutare le famiglie e le imprese”
ROMA (ITALPRESS) – “Il Consiglio dei Ministri di oggi ha preso importanti provvedimenti per rispondere alle conseguenze sul nostro Paese della guerra in Ucraina. Interveniamo per aiutare cittadini e imprese a sostenere i rincari del costo dell’energia, con particolare attenzione alle famiglie più bisognose e alle filiere produttive più colpite. Miglioriamo alcuni presidi a tutela del nostro sistema imprenditoriale. E rafforziamo il sistema nazionale di accoglienza, per gestire gli afflussi di rifugiati dall’Ucraina che stanno già aumentando e ci aspettiamo aumentino ancora nelle prossime settimane”. Così il premier Mario Draghi nel corso della conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri.
“In totale – spiega -, le misure ammontano a 4,4 miliardi di euro – che si aggiungono agli oltre 16 miliardi che abbiamo speso dalla scorsa estate per difendere gli italiani dall’aumento del costo dell’energia”.
“A differenza degli scorsi provvedimenti – sottolinea Draghi -, gran parte degli interventi di oggi non sono finanziati dal bilancio pubblico, ma dalle aziende del comparto energetico.
Tassiamo una parte dei profitti in eccesso che i produttori stanno facendo grazie all’aumento dei costi delle materie prime, e redistribuiamo questi soldi alle imprese e alle famiglie in difficoltà”.
“Questo intervento redistributivo – aggiunge il premier – è equo da un punto di vista di giustizia sociale, e ci permette di evitare scostamenti di bilancio e di mantenere sotto controllo i conti pubblici”.
“Lo Stato – prosegue – fa comunque la sua parte: destiniamo infatti ai provvedimenti di oggi il gettito IVA sui carburanti che lo Stato ha incassato in questi mesi a causa dell’aumento dei prezzi”.
“I ministri Franco e Cingolani e il sottosegretario Garofoli – che ringrazio per l’ottimo lavoro svolto in poco tempo su misure così complesse – spiegheranno nel dettaglio questi interventi.
Voglio sottolineare soltanto – dichiara – i principali: Fino a fine aprile, il prezzo alla pompa di benzina e gasolio sarà ridotto di 25 centesimi a litro. Aumentiamo da 4 a 5,2 milioni il numero di famiglie protette dagli aumenti delle bollette e che pagheranno l’energia come l’estate scorsa. Permettiamo la rateizzazione delle bollette fino a due anni”.
“Aumentiamo – aggiunge – i crediti d’imposta sul costo dell’energia e del gas a favore delle aziende energivore e gasivore e ne istituiamo di nuovi per tutte le aziende che utilizzando elettricità e gas. Creiamo dei fondi per aiutare i comparti dell’autotrasporto, dell’agricoltura, della pesca”.
“Rifinanziamo – prosegue Draghi – la cassa integrazione per le aziende in difficoltà. Miglioriamo lo strumento del Golden Power, come spiegherà nel dettaglio il Sottosegretario Garofoli. Rafforziamo i poteri di ARERA e del Garante per la Sorveglianza dei Prezzi, perchè possano rispettivamente conoscere i dettagli dei contratti di fornitura dei produttori e sanzionare fenomeni di speculazione. Estendiamo la garanzia di SACE all’ILVA, per consentire all’azienda di aumentare la produzione e sopperire alle carenze di acciaio nel Paese. Per questi ultimi due provvedimenti voglio ringraziare in particolare il Ministro Giorgetti. Nelle prossime settimane intendiamo prendere nuovi provvedimenti per migliorare la capacità di ILVA di produrre acciaio”.
“L’inflazione che osserviamo in Europa – a differenza degli Stati Uniti – è dovuta in larghissima parte all’andamento dei beni energetici – spiega il premier -. Risolvere questo problema è complesso: richiede la fine della crisi in Ucraina e una migliore diversificazione delle fonti di approvvigionamento, un fronte su cui ci stiamo muovendo con rapidità e determinazione”.
“Nel vertice di oggi con i primi ministri di Spagna, Portogallo e Grecia – ricorda Draghi – abbiamo concordato circa l’importanza di prendere una posizione comune a livello europeo per ridurre i prezzi dell’energia. Intendiamo portare questa posizione al Consiglio Europeo della prossima settimana. La crisi in Ucraina è una crisi europea, e richiede risposte realmente europee”.
(ITALPRESS).








