NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Affermazione in volata di Atlanta nella notte italiana della regular-season dell’Nba. Sul parquet casalingo della State Farm Arena, di fronte a oltre 17mila spettatori, gli Hawks hanno piegato Indiana Pacers per 131-128 con 47 punti di un immarcabile Young, top-scorer dell’incontro. Buona prestazione, nel quintetto georgiano, di Danilo Gallinari: la 33enne ala di Sant’Angelo Lodigiano termina a referto con 15 punti in 28 minuti di impiego, impreziositi da 5 rimbalzi e 5 assist. Va ai Brooklyn Nets il derby della ‘Grande Melà contro i New York Knicks: 110-107 lo score all’ultima sirena, con un Durant capace di contribuire alla causa dei suoi con un bottino di 53 punti personali. Ennesima sconfitta dei Los Angeles Lakers, travolti dai Phoenix Suns per 140-111 nonostante i 31 punti di James, che raggiunge quota 10mila assist in carriera. Ci vuole un supplementare per decidere le sorti di Orlando Magic-Philadelphia 76ers: la spuntano gli ospiti per 116-114 con 35 punti di Embiid. Altri risultati: Brooklyn Nets-New York Knicks 110-107; Detroit Pistons-Los Angeles Clippers 102-106; Boston Celtics-Dallas Mavericks 92-95; New Orleans Pelicans-Houston Rockets 130-105; Oklahoma City Thunder-Memphis Grizzlies 118-125.
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Atlanta piega Indiana in volata, 15 punti di Gallinari
Ucraina, Michel: “Pronte nuove sanzioni per la Russia”
ROMA (ITALPRESS) – “Vladimir Putin pensava di dividerci e invece ci ha unito ancora di più”. Lo dice a Repubblica il presidente del Consiglio Ue, Charles Michel. “Abbiamo deciso che questioni nazionali come energia e Difesa saranno trattate con uno spirito di sovranità europea”. “Abbiamo in riserva altre sanzioni aggiuntive” per la Russia, sottolinea Michel. “Ovviamente la Nato resta un pilastro – prosegue- ma tutti i leader Ue hanno capito che aumentare le nostre capacità militari significa rafforzare l’Alleanza”. “In pochi giorni l’Ue ha raddoppiato fino a un miliardo di euro il fondo di aiuti militari all’Ucraina – riporta il leader europeo – è Putin che ha involontariamente contribuito a questa accelerazione”. Il presidente russo “vede la democrazia come una pandemia e ne teme il contagio su popolazioni russofone”. “Tutto quello che facciamo è per portare la Russia a negoziare una soluzione diplomatica – aggiunge – Putin sta già perdendo la battaglia della comunicazione”.
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Lucescu “Ucraini e russi sono fratelli, lo sport può aiutare”
ROMA (ITALPRESS) – “Due giorni prima siamo tornati dalla Turchia, il giovedì ci siamo allenati e sabato dovevamo giocare: la notte invece c’è stato l’incredibile attacco che ha spaventato tutti. Sono rimasto tre giorni, la federazione ha spostato l’inizio del campionato di un mese ma credo sia difficile possa riprendere”. A parlare della tragedia dell’Ucraina, invasa dalla Russia, è Mircea Lucescu, tecnico della Dinamo Kiev che, assieme ad alcuni dei suoi giocatori, è riuscito a rifugiarsi a Bucarest, la capitale rumena. “Ho aiutato ad andare via gli stranieri verso la Romania e altri paesi – ha sottolineato l’ex mister di Brescia, Pisa, Reggiana e Inter ai microfoni di Radio Anch’io Sport, su Rai Radio 1 – Gli altri erano rimasti lì, poi è venuta fuori la legge marziale e in quel momento abbiamo deciso di lasciare il paese per aiutare da fuori. Ci siamo organizzati col club per portare via mogli e bambine e i giocatori che avevano diritto di andare via sono a Bucarest, con me. Cercheremo di organizzare qualcosa anche per gli altri ragazzi”. L’allenatore di Bucarest ha anche guidato lo Zenit San Pietroburgo: “Non avrei mai pensato a una cosa simile, i due popoli hanno sempre vissuto insieme come fratelli: è un problema politico, sarebbe stato meglio non arrivare a questo punto, magari rendere autonome alcune zone e fare un’Ucraina federale. Gli ucraini sono orgogliosi, fieri della loro lingua e cultura: ci sarà una battaglia molto lunga che nessuna vincerà”. Spiegato di non aver avuto paura nel lasciare l’Ucraina (“La cosa incredibile è vedere i mariti che lasciavano le moglie alla frontiera, è stato terribile dal punto di vista emozionale”), Lucescu è certo che anche l’Italia può dare una mano: “Invitino i campioni ad allenarsi, questa guerra finirà ad un certo punto e lo sport è importantissimo. E poi, può aiutare i bambini”. Il mister rumeno, infine, si dice contrario all’esclusione di atleti russi e bielorussi: “Lo sport è cultura, non ha nulla a che fare con la politica o l’economia: la gente ha bisogno delle emozioni delle competizioni sportive. Non sono d’accordo a non farli gareggiare, non doveva essere fatto. Lo sport è solo aiutare”.
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Sanchez risponde a Bremer al 93′, Torino-Inter 1-1
TORINO (ITALPRESS) – Torino e Inter danno vita a una partita intensa e ricca di emozioni, dalla quale le due squadre escono con un 1-1. Un punto che permette all’Inter di salire a quota 59, rimanendo però a -4 dal Milan e a -1 dal Napoli anche se con una gara da recuperare. Il Torino rimane invece undicesimo con 35 punti. Il primo gol arriva già al 12′ e a firmarlo sono gli uomini di Juric. Dopo un corner battuto dalla destra, la palla schizza su Pobega che serve un assist involontario a Bremer, il quale è il più lesto di tutti a mettere dentro di sinistro da due passi. Dopo il vantaggio, i granata si galvanizzano e al 14′ vanno già vicini al raddoppio quando Belotti calcia da buona posizione costringendo Handanovic a salvare i suoi in tuffo. Due minuti più tardi si rivedono i nerazzurri che sfiorano il pareggio con un’incornata ravvicinata di Martinez, innescata da un piazzato di Calhanoglu, che viene sventata in tuffo da un ottimo Berisha. Al 37′ Belotti viene atterrato in area da Ranocchia, ma nè l’arbitro nè il Var giudicano l’intervento come falloso. In avvio di ripresa, la banda di Inzaghi si rende nuovamente pericolosa da calcio piazzato quando il neo entrato Dimarco mette dentro una palla tesa che viene toccata da Vecino, con l’incornata che termina però alta di poco. Gli ospiti attaccano e al 15′ sfiorano il pareggio quando Vecino pennella un bel traversone sulla testa di Dzeko che spedisce però fuori da ottima posizione. Al 19′ i locali escono dal guscio e sfiorano il raddoppio quando Brekalo viene servito sulla sinistra, entra in area, salta Handanovic ma Gosens in scivolata stoppa la conclusione a botta sicura del croato. Dal seguente angolo, Izzo anticipa tutti indirizzando l’incornata nell’angolino ma Handanovic si supera salvando i suoi. I nerazzurri si fanno rivedere in contropiede al 29′ quando Calhanoglu serve Vidal, il quale calcia verso la porta trovando però i guantoni di Berisha che mette in angolo. Al 43′ Dimarco se ne va sulla sinistra e mette in mezzo un cioccolatino sulla testa di Dzeko che da due passi sbaglia clamorosamente di testa concludendo alto. Il bosniaco si fa in parte perdonare in pieno recupero, quando serve a Sanchez l’assist che il cileno trasforma nel definitivo 1-1 battendo Berisha con il destro.
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Atalanta-Genoa senza gol, settimo pari di fila per i rossoblù
BERGAMO (ITALPRESS) – Nessun gol ed emozioni a tratti tra Atalanta e Genoa. Al Gewiss Stadium di Bergamo non si va oltre lo 0-0, le squadre si dividono la posta in palio ma masticano amaro: si allontana il quarto posto per i bergamaschi, ora la Juventus è a +8 anche se la squadra di Gasperini ha una gara da recuperare. Settimo pareggio consecutivo per la squadra di Blessin, ma la salvezza sembra un miraggio. I ritmi nei primi minuti sono abbastanza elevati da entrambe le parti, il pressing del Genoa è praticamente asfissiante. L’Atalanta si vede al 5′ con la punizione da posizione defilata calciata da Malinovskyi, i rossoblù rispondono dopo pochi minuti con un cross tagliato in area di rigore per Yeboah, il numero 45 però non arriva per questione di centimetri. E l’assolo di Muriel al 13′ è l’unica emozione nei primi 20′ di gioco, il colombiano però non trova lo specchio della porta vista l’azione di disturbo da parte di Maksimovic. La prima frazione scivola senza particolari emozioni fino al palo colpito dallo stesso Muriel al 40′: Sirigu, praticamente battuto, si salva grazie al legno. Nella ripresa cambia poco e nulla dal punto di vista delle intensità, stesso discorso per le occasioni da gol. Al 18′ del secondo tempo è Pasalic a sprecare l’assist di Koopmeiners, abile a recuperare palla sulla trequarti: il croato cerca lo scavetto sull’uscita di Sirigu, ma il pallone termina sopra la traversa. La gara cambia con l’ingresso di Mattia Destro: l’attaccante del Genoa prima spaventa tutti con un gran diagonale, poi serve Frendrup, ma Sportiello si oppone con un ottimo intervento. Subito dopo arriva la risposta da parte dell’Atalanta con Hateboer, la conclusione di prima intenzione viene però bloccata da Sirigu. Inutili gli assalti finali da parte dei padroni di casa, il Genoa strappa un punto all’Atalanta.
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Pellegrini su rigore nel recupero, Udinese-Roma 1-1
UDINE (ITALPRESS) – La Roma riacciuffa al photofinish una partita che sembrava persa e strappa un punto al Friuli contro l’Udinese. 1-1 il risultato finale: bianconeri in vantaggio al 16′ con Molina e padroni del campo per gran parte del match, forcing finale dei giallorossi e rigore di Pellegrini realizzato al 93′. Parte bene la squadra di casa, che trova dopo 10′ la prima occasione: ottimo suggerimento di Deulofeu per Pereyra che da posizione defilata scavalca Rui Patricio con un pallonetto insidioso ma manca di poco lo specchio. Il dialogo tra l’argentino e lo spagnolo continua a creare pericoli e, poco dopo, mette Molina nelle condizioni di calciare da breve distanza. Rui Patricio devia in corner, sul quale lo stesso Molina scarica, questa volta dalla distanza, il sinistro che vale l’1-0. Con pazienza i giallorossi provano a guadagnare campo e producono, al 32′ l’unico tiro in porta del loro primo tempo: il tentativo è di Oliveira, ma non crea grattacapi a Silvestri. La reazione dell’Udinese è invece veemente, con Makengo che al 38′ ruba la sfera a Zalewski e colpisce la traversa dal limite dell’area. La ripresa ricomincia da dove era terminata, ovvero con Makengo che sfiora il raddoppio. Il francese si trova il pallone sul destro e la sua conclusione termina sul fondo. Mourinho lancia nella mischia anche Afena-Gyan, subito pericoloso con un destro a giro di poco alto. L’assetto più offensivo degli ospiti crea ora qualche difficoltà in più all’Udinese: al 76′ Silvestri intercetta con la punta delle dita il cross di El Shaarawy, l’azione prosegue e ci provano sia Pellegrini e Veretout, con Pablo Marì che fa diga. L’Udinese resiste, ma in pieno recupero l’arbitro Di Bello rileva un tocco di mano in area di Zeegelaar e assegna il penalty con cui Pellegrini ristabilisce in zona Cesarini la parità.
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Il Napoli si rilancia a Verona nel segno di Osimhen
VERONA (ITALPRESS) – Il Napoli rialza la testa dopo il ko contro il Milan e sbanca il Bentegodi battendo per 2-1 il Verona. Spalletti torna a sorridere grazie a un quanto mai cinico Victor Osimhen, autore di una doppietta. A Tudor invece non basta l’incornata di Faraoni nel finale per tentare la rimonta. Partenza piuttosto timida dei padroni di casa che faticano a trovare sbocchi con i propri fantasisti. Ne approfittano gli ospiti che sfruttano le fasce, soprattutto quella destra che propizia la rete del vantaggio al minuto 14: Politano scatta verso il fondo, crossa con il piede debole e trova Osimhen, il quale anticipa tutti e mette a segno il quarto gol di testa del proprio campionato. E’ ancora Napoli nei minuti a seguire, schiacciando l’Hellas nella metà campo avversaria. Al 22′ solo un miracolo di Montipò salva Tudor dallo 0-2: conclusione mancina di Fabian Ruiz e riflesso felino dell’estremo difensore. Al 29′ invece è ancora Osimhen a cercare la doppietta personale, ma questa volta il suo tiro da posizione ghiotta si spegne sul fondo tra i fischi del Bentegodi. Le occasioni tardano ad arrivare per gli scaligeri, non per il Napoli che con Fabian Ruiz non è fortunato: il tiro a giro dello spagnolo è fuori di qualche centimetro al 40′. A inizio ripresa Osimhen e Ospina subiscono due colpi duri, rispettivamente alla spalla e alla mano, ma stringono i denti e restano sul terreno di gioco. Seppur un pizzico dolorante, il nigeriano non smette di fare la differenza e firma il raddoppio andando a esultare sotto la curva presidiata dai propri tifosi: bella imbucata di Di Lorenzo e tap-in vincente dell’ex Lille al 71′. A una delle prime nitide chance però il Verona accorcia. Lo fa con Faroni, al 77′, con un colpo di testa perfetto su servizio di Tameze. Le speranze dei padroni di casa si spezzano però poco dopo, al momento dell’espulsione di Ceccherini, già ammonito e ingenuo a colpire il pallone di mano all’83’. Nel finale cartellino rosso anche per Faraoni, autore di proteste veementi al triplice fischio.
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Ucraina, Di Maio “Difesa comune europea è una necessità”
ROMA (ITALPRESS) – “La difesa comune europea è un impianto fondamentale e complementare alla Nato, non alternativa. Lo avevamo già visto con l’Afghanistan. Adesso non c’è più tempo, abbiamo necessariamente bisogno di una difesa comune. Questo significa investimenti”. Così Luigi Di Maio, ministro per gli Affari Esteri, a “Mezz’ora in più” su Rai3. “Al confine Est dell’UE stiamo dislocando le truppe della Nato però l’UE deve necessariamente dotarsi di una difesa comune anche per le operazioni di pace. Ma non esiste una difesa comune se non c’è una politica estera comune”. “L’Italia – ha poi aggiunto – continuerà a opporsi ad una no fly zone perchè significa scatenare la terza guerra mondiale. Non verrà mai un incremento dell’escalation da noi”. Per il ministro degli Esteri: L’Ue deve anche accelerare e muoversi sull’altro tema, quello dell’energia, non possiamo pensare di aspettare alto tempo, deve mettere un tetto massimo al prezzo del gas”. Ho fatto parte del Conte 1 che ha approvato l’ultimo miglio del TAP. Qui dall’Angola le dico che accresceremo la partnership energetica e potremo portare più gas, diversificare le fonti e limitare l’importazione di gas russo”. “E’ stato confermato da Kiev che c’è disponibilità a dialogare da entrambe le parti in particolare su una tregua. Siamo molto preoccupati, se la bomba di ieri fosse caduta poche decine più in là poteva scatenare una guerra. La diplomazia purtroppo non ha i tempi delle bombe. Fermiamo le armi e mandiamo via i civili. L’Italia continuerà a opporsi con tutte le forze alla no fly zone e a dimostrare a Putin che questa guerra non la può fare. L’escalation non dipenderà da noi”.
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