ROMA (ITALPRESS) – Il mondo del canottaggio accanto a tante donne dello spettacolo, delle istituzioni, della politica, del giornalismo, pronte a ritrovarsi sul Tevere per la II edizione di “RemaRoma per la Vita”, manifestazione sul Tevere, tutta al femminile, organizzata in occasione di “Roma Breast-Days” (14-15 ottobre 2022). “Il canottaggio è fondamentale per le persone che hanno subito un trauma, non solo dal punto di vista psicologico. Studi recenti stanno rivelando che il nostro sport può contribuire anche dal punto di vista terapeutico, in particolare per il recupero e la riabilitazione”, ha evidenziato il presidente della Federazione Italiana Canottaggio Giuseppe Abbagnale nel corso della presentazione. “Attraverso lo sport le donne che hanno una patologia come il tumore al seno possono trovare una motivazione e voglia di reagire. Questa iniziativa è molto importante e garantisco il mio sostegno e la mia partecipazione sportiva a questo evento, non posso tirarmi indietro”, ha garantito a sottosegretaria allo Sport Valentina Vezzali. “Il Roma Breast-Days lancia un forte messaggio anche legato alla prevenzione. La diagnosi precoce è un’arma formidabile per il contrasto a questo tumore. E il binomio sport e salute è assolutamente importante”, ha detto l’assessore della Regione Lazio alla Sanità, Alessio D’Amato. “Complimenti per questa iniziativa nel segno della bellezza del canottaggio, per rilanciare un tema fondamentale e dal grande impatto sociale che mette al centro la forza dello sport”, il messaggio del presidente del Coni Giovanni Malagò. Alla prima edizione di “RemaRoma per la Vita”, che si è svolta a ottobre 2021, hanno partecipato su imbarcazioni “8 yole” le squadre composte da un totale di circa 100 donne e l’appello del presidente Abbagnale è chiaro: “Lo scorso anno erano presenti 12 equipaggi, per la prossima edizione vorrei averne almeno il doppio, perchè vorrebbe dire che questo evento sta crescendo”.
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“RemaRoma per la vita”, donne e canottaggio contro tumore al seno
Nel 2021 stabile la povertà assoluta
ROMA (ITALPRESS) – Secondo le stime preliminari dell’Istat, l’incidenza di povertà assoluta è pari al 7,5% tra le famiglie (da 7,7% del 2020) e al 9,4% tra gli individui (stesso valore dello scorso anno): si tratta di oltre 1 milione 950mila famiglie, per un totale di circa 5 milioni 600mila individui.
Il 2021 è stato ancora caratterizzato dalla pandemia ma con una forte ripresa economica (+6,6% il Pil). Le spese per consumi, misurate dall’indagine presso le famiglie, sono tornate a crescere (+4,7% in termini correnti rispetto all’anno precedente) ma non hanno compensato la caduta del 2020, risultando ancora in calo del 4,7% nel confronto con il 2019. Nonostante il rilevante aumento delle spese per consumi, la povertà è quindi sostanzialmente stabile rispetto al 2020 per via, da un lato, di un incremento più contenuto della spesa delle famiglie meno abbienti e, dall’altro, per la ripresa dell’inflazione (+1,9% nel 2021), senza la quale la quota di famiglie in povertà assoluta scenderebbe al 7,0% e quella degli individui all’8,8%.
L’intensità della povertà assoluta, cioè la distanza media della spesa per consumi delle famiglie povere dalla soglia di povertà, rimane anch’essa sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno (18,7%), con l’unica eccezione del Centro dove raggiunge il 17,3% dal 16,1% del 2020. Nel 2021, la stima preliminare della spesa media mensile delle famiglie residenti in Italia è pari a 2.439 euro mensili in valori correnti, in crescita del 4,7% rispetto ai 2.328 euro dell’anno precedente. Si tratta di una crescita molto accentuata, che però non compensa il crollo del 2020. Rispetto ai 2.560 euro del 2019, infatti, la spesa media è ancora inferiore del 4,7%.
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Il 9 marzo la consegna del premio “Il Giorno dopo: Donna tutto l’anno”
ROMA (ITALPRESS) – Il 9 marzo, presso la Sala Gerolamo Mechelli del Consiglio Regionale del Lazio in via della Pisana 1301, a Roma, si terrà la cerimonia di consegna del premio “Il Giorno dopo: Donna tutto l’anno”, giunto alla seconda edizione. Un premio, come sottolineano i tre rappresentanti delle tre organizzazioni promotrici, Francesco Prudenzano per Confintesa, Antonina Terranova per FMPI e Adalberto Bertucci per la Fondazione Oreste Bertucci, riporta la dicitura “il giorno dopo” non per sminuire il giorno dell’8 marzo ma per rafforzarlo e ricordare che la figura femminile va rispettata e valorizzata 365 giorni l’anno.
Le sculture che verranno consegnate sono state realizzate anche quest’anno dalla giovane artista Federica Pepe.
Anche per questa edizione la Presidenza del Consiglio Regionale del Lazio ha concesso il Patrocinio all’evento che vedrà premiate tra le altre la professoressa Maria Rosaria Capobianchi, la ricercatrice che per prima ha isolato il virus del Covid-19, la giornalista della RAI Monica Giandotti che attualmente sta conducendo la trasmissione Unomattina e per il cinema e il teatro l’attrice Valeria Fabrizi.
Saranno poi premiate per lo Sport, Flavia Barigelli atleta paraolimpica di Sitting Wolley, per la Libera Professione la decana dei Consulenti del Lavoro, Egle Amici, e la più giovane in termini di anzianità di iscrizione all’Albo dei Consulenti del Lavoro, Valentina Amata.
Per l’impresa ci sarà la CEO di Best Western Italia, Giovanna Manzi e la Vice Presidente del Consorzio di tutela Arancia Rossa di Sicilia IGP, Elena Albertini.
Riceverà il Premio anche il Maggiore Annamaria Tribuna che nello scorso agosto, alla guida di un aereo C-130J, mentre trasportava oltre 100 persone riuscì ad evitare i colpi di mitragliatrice che venivano da terra con una manovra evasiva, riuscendo a portare a termine l’operazione e salvando la vita a tutti i passeggeri.
Infine per l’associazionismo Laura Aramini, dirigente di Konsumer Italia e per il Sindacato, Claudia Ratti Segretaria Generale di Confintesa FP.
Saranno inoltre presenti il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri, la sottosegretaria ai Beni Culturali Lucia Borgonzoni, il vice presidente della Regione Lazio Daniele Leodori e il presidente del Consiglio Regionale del Lazio Marco Vincenzi.
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Tumore al seno, identificato meccanismo che determina la resistenza alle terapie
PALERMO (ITALPRESS) – Cancro al seno: identificato un meccanismo che determina la resistenza alle terapie. La scoperta è avvenuta nell’ambito di un progetto di ricerca sostenuto da Airc e coordinato dalla professoressa Matilde Todaro del Dipartimento Promise dell’Università di Palermo.
Il tumore alla mammella è la neoplasia maggiormente diagnosticata nelle donne, con circa 55.000 nuove diagnosi effettuate in Italia ogni anno. In generale la diagnosi precoce dei tumori, e in modo particolare per il tumore alla mammella, aumenta l’efficacia degli approcci terapeutici e la sopravvivenza dopo cinque anni dalla diagnosi. Oggi la sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi per il tumore della mammella raggiunge circa l’87% dei casi, e la mortalità si è ridotta negli ultimi anni di circa lo 0.8% ogni anno. I tumori diagnosticati in una fase avanzata sono invece meno sensibili alle terapie convenzionali e anche per questa ragione il tumore alla mammella è la prima causa di morte per neoplasia nel sesso femminile. I tumori in fase avanzata sono anche caratterizzati dalla frequente comparsa di recidive e di metastasi a distanza.
Numerosi studi hanno dimostrato l’esistenza di un gruppo di cellule, altamente resistenti ai trattamenti chemioterapici, responsabili della recidiva e della formazione di metastasi. In questo contesto, i ricercatori del gruppo della professoressa Matilde Todaro hanno recentemente identificato una popolazione di cellule staminali tumorali, presente nei tumori resistenti all’ormonoterapia e ai farmaci chemioterapici, caratterizzata da un’alta espressione di molecole coinvolte nei meccanismi di riparazione del Dna.
“Con questa scoperta abbiamo identificato un meccanismo con cui i tumori della mammella possono resistere ai comuni trattamenti anti-tumorali – dichiara Todaro -. L’uso di terapie in grado di colpire selettivamente le cellule tumorali più aggressive risparmiando le cellule sane dovrebbe permettere di contrastare la progressione dei carcinomi della mammella”.
I risultati della ricerca sostenuta da Airc sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista internazionale Oncogene. In futuro tali risultati potrebbero consentire lo sviluppo di strategie innovative per il trattamento dei tumori caratterizzati da un fenotipo aggressivo.
La ricerca è il risultato di una collaborazione palermitana multidisciplinare tra il gruppo guidato dalla professoressa Todaro, del Dipartimento di Promozione della Salute, Materno-Infantile, di Medicina Interna e Specialistica di Eccellenza “G. D’Alessandro” (PROMISE) dell’Università di Palermo (Alice Turdo, Caterina D’Accardo, Gaetana Porcelli, Melania Lo Iacono, Irene Pillitteri, Francesco Verona), il gruppo del professore Giorgio Stassi del Dipartimento DICHIRONS (Miriam Gaggianesi, Simone Di Franco, Veronica Veschi), la dottoressa Faldetta e il dottore Lentini degli Ospedali Riuniti Villa Sofia-Cervello. Hanno inoltre contribuito il professore Lattanzio dell’Università di Chieti-Pescara, il gruppo del professore Zippo dell’Università di Trento e il professore Ruggero De Maria, Ordinario di Patologia Generale alla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica.
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Zelensky “Il conflitto in Ucraina porterà a una guerra mondiale”
KIEV (UCRAINA) (ITALPRESS) – “Credetemi, ho parlato con molti leader occidentali. Questa guerra non finirà qui, farà scoppiare la terza guerra mondiale”. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in un’intervista all’Abc.
“Tutte le persone che sono venute nella nostra terra, tutti coloro che hanno dato gli ordini, tutti i soldati che hanno sparato, sono tutti criminali di guerra”, ha sottolineato Zelensky.
Poi il presidente ucraino ha chiesto il sostegno degli americani spiegando che la priorità è “la sicurezza nel cielo” perchè bisogna “preservare le vite”.
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Ucraina, Vincenzi: “500 mila euro per assistenza rifugiati nel Lazio”
ROMA (ITALPRESS) – “Abbiamo stanziato 500 mila euro che sono a disposizione delle amministrazioni comunali del Lazio che si attiveranno per l’assistenza dei rifugiati che dall’Ucraina stanno arrivando nella nostra Regione”. Così Marco Vincenzi, presidente del Consiglio regionale del Lazio, aprendo il convegno ‘L’Italia delle donnè organizzato in occasione della giornata internazionale della donna dal Consiglio regionale del Lazio. (ITALPRESS).
Mattarella “E’ in gioco la civiltà dell’Europa”
ROMA (ITALPRESS) – “Sono certo di interpretare il sentimento di tutte le italiane e di tutti gli italiani rivolgendo il primo pensiero di questo 8 marzo alle donne ucraine. Madri, lavoratrici, giovani, colpite da una violenza inattesa, crudele, assurda. Donne che partecipano coraggiosamente alla difesa della loro comunità, donne costrette a ripararsi nei rifugi d’emergenza, che lasciano le loro case e il loro Paese, che hanno paura per i loro figli, che prestano cura ai più deboli, che piangono morti innocenti”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel suo intervento al Quirinale alla cerimonia per la Giornata Internazionale della Donna, parlando della guerra in Ucraina.
“E tante, troppe, sono le donne già cadute in questo ingiustificabile conflitto. Nelle guerre le donne pagano sempre prezzi altissimi. Come donne, come madri, come compagne di vita. Vittime dell’insensatezza della guerra, vittime spesso di violenze brutali. Eppure la loro forza nel dolore, la loro dignità, si sono sempre rivelate energie insostituibili di resistenza, di coesione, di pacificazione, di ricostruzione”, ha aggiunto il capo dello Stato.
“La nostra responsabilità di cittadini, di europei, ci chiama oggi a un impegno più forte per la pace, perchè si ritirino le forze di occupazione e si fermino le armi, perchè sia ripristinato il diritto internazionale e siano rispettate le sovranità nazionali – ha sottolineato Mattarella -. L’indifferenza di fronte all’arbitrio, alla sopraffazione è uno dei mali peggiori. In gioco non c’è soltanto la già grande questione della libertà di un popolo, ma la pace, la democrazia, il diritto, la civiltà dell’Europa e dell’intero genere umano. Nelle immagini della disperazione dei giovani genitori del piccolo Kirill si esprime l’insensatezza della guerra, la crudeltà e il cinismo di questa aggressione del Governo della Federazione russa contro l’Ucraina. Non è tollerabile – e non dovrebbe essere neppure concepibile – che, in questo nuovo millennio, qualcuno voglia comportarsi secondo i criteri di potenza dei secoli passati; pretendendo che gli Stati più grandi e forti abbiano il diritto di imporre le proprie scelte ai paesi più vicini, e, in caso contrario, di aggredirli con la violenza delle armi. Provocando angoscia, sofferenze, morti, disumane devastazioni – ha detto ancora Mattarella -. Va fermato – subito, con decisione – questo ritorno all’indietro della storia e della civiltà. Opporsi – oggi – a questa deriva di scontri e di conflitti comporta dei prezzi; potrebbe provocare dei costi alle economie dei Paesi che vi si oppongono, ma questi sarebbero di gran lunga inferiori a quelli che si pagherebbero se quella deriva non venisse fermata adesso”.
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Guerini “L’Italia contribuisce a rafforzare la deterrenza”
ROMA (ITALPRESS) – “L’eccellente cooperazione bilaterale tra la Difesa ungherese e quella italiana è rappresentata dalla firma di questa Dichiarazione di Intenti”. Così il ministro della Difesa Lorenzo Guerini, riferendosi alla sottoscrizione dello Statement of Intent siglato a Budapest con il ministro della Difesa ungherese Tibor Benko. “Una cooperazione strutturata e rafforzata in ambito militare, che aumenterà l’interoperabilità tra le nostre Forze Armate anche sul piano dell’addestramento in ambito terrestre, aereo e nel dominio cyber, nonchè della collaborazione industriale”, ha continuato Guerini.
La visita nella capitale ungherese ha consentito di discutere aspetti di sicurezza internazionale, a partire dall’aggressione all’Ucraina.
“L’invasione in corso da parte russa ha ricevuto una risposta ferma e coesa da parte dell’intera comunità internazionale – ha affermato – e l’Italia, nel condannare questo gravissimo attacco, continuerà a richiamare la necessità di promuovere ogni strumento diplomatico che contribuisca a fermare la crisi”. “Partecipiamo in maniera significativa alle tante iniziative dell’Alleanza per rafforzare la deterrenza, come ad esempio la presenza avanzata in Lettonia e l’air policing in Romania”, ha sottolineato il ministro, “e con il collega Benko abbiamo anche valutato la possibilità di rafforzare l’interoperabilità tra le nostre Forze Armate attraverso la condotta di esercitazioni congiunte qui in Ungheria, come dimostrazione della forza della nostra unità e collaborazione. Si tratta chiaramente anche di un importante contributo alla deterrenza sul fianco est”.
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