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Ucraina, Di Maio “Lavoriamo per portare Putin al tavolo”

ROMA (ITALPRESS) – “Quello che possiamo fare è nell’ambito di un approccio pacifico. Sulle sanzioni la compattezza dell’Ue e di tutti gli alleati è stata una grande vittoria perchè è stato uno strumento per riportare Putin un pò alla volta al tavolo. L’alternativa alle sanzioni, che sono uno strumento pacifico, è la guerra a livello continentale e noi questo non lo vogliamo”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, a Piazzapulita su La7. “Lavoriamo sempre per il dialogo e per raggiungere l’obiettivo di portare seriamente Putin al tavolo”, ha aggiunto.
“Noi non siamo in guerra ma stiamo sostenendo il popolo, le istituzioni e l’esercito ucraino, andare in guerra è un’altra cosa – ha spiegato Di Maio -. Stiamo facendo questo proprio per evitare che questa guerra destabilizzi tutto l’occidente. Dobbiamo però ricordarci che tutti noi siamo il popolo ucraino”.
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Molinari campionessa d’Europa U.17 nel Fioretto, bronzo Giordani

ROMA (ITALPRESS) – D’oro e di bronzo. E’ così per l’Italia la sesta giornata dei Campionati Europei Giovani e Cadetti di Novi Sad 2022, la prima dedicata agli Under 17: lo show delle azzurrine del fioretto femminile si materializza con Matilde Molinari che si laurea campionessa d’Europa e con Sofia Giordani che sale sul terzo gradino del podio. Un trionfo italiano la gara delle fiorettiste alla Spens Arena. Archiviato con un bottino di sette medaglie il programma Under 20, la kermesse continentale in Serbia riparte con le emozioni dei Cadetti e le lacrime di gioia dell’atleta della Comini Padova, che festeggia il titolo europeo abbracciando la sua maestra Francesca Bortolozzi, che l’ha guidata a fondo pedana anche a Novi Sad, prima che si uniscano alla festa mamma Michela e papà Manuele, commossi in tribuna. Una gioia condivisa con la compagna di squadra Sofia Giordani del Club Scherma Jesi, anche lei guidata dalla sua maestra Maria Elena Proietti Mosca (alla guida degli Under 17 del fioretto con il collega Stefano Barrera sino a fine manifestazione), che si mette al collo un bronzo prezioso e meritato.
Matilde Molinari ha vinto la finale per l’oro contro l’ungherese Jazmin Papp: bravissima a recuperare un iniziale gap di 0-3 e a impadronirsi dell’incontro, l’azzurrina ha chiuso 15-10 e fatto risuonare per la terza volta in sei giorni l’Inno di Mameli in terra serba. In semifinale la Molinari aveva preso il comando del match tutto italiano fin dalle prime stoccate, chiudendo in suo favore l’assalto per 14-6 e dirottando la Giordani sul terzo gradino del podio.
Al derby azzurro di semifinale s’era arrivati dopo un cammino esaltante sia per la patavina che per la jesina. Matilde Molinari, dopo sei vittorie in altrettanti assalti nella fase a gironi, aveva ottenuto di diritto il pass per il tabellone da 32, dove ha sconfitto con un netto 15-7 la greca Ballou e nel match successivo s’è trovata ad affrontare la prima sfida tutta tricolore di giornata, contro un’altra veneta, la veneziana della DLF Greta Collini, imponendosi per 15-9. La certezza del podio per la Molinari è arrivata grazie al largo successo, 12-11, sulla turca Anbarlilar.
Parallelamente viaggiava verso la zona medaglie anche Sofia Giordani. La marchigiana, 5 vittorie e una sola sconfitta al girone, ha dominato uno dopo l’altro gli incontri con la moldava Vovcenco (15-3), la polacca Nowakowska (15-4) e la ceca Illekova (15-5), conquistando così un posto tra le “top 8”. Nei quarti di finale è poi arrivata un’autentica prova di forza, con il successo per 15-8 sulla testa di serie numero 1 del tabellone ad eliminazione diretta, la francese Audibert, che nel turno precedente aveva sconfitto Beatrice Pia Maria Bibite,
livornese del Fides, che ha concluso la sua gara in 14esima posizione, alle spalle di Greta Collini che ha chiuso invece 12esima.
Nella sciabola maschile il migliore degli azzurrini è stato Edoardo Reale, 14esimo. L’atleta di Frascati, dopo 4 vittorie e una sconfitta, ha superato con un duplice 15-11 prima il rumeno Radu e poi il tedesco Geiger. Nel match che valeva l’accesso ai “top 8”, però, Reale è stato sconfitto 15-12 dal francese Guilley.
Al turno precedente, quello dei 32, s’erano invece fermati gli altri sciabolatori italiani, Antonio Aruta e Marco Stigliano, napoletani della Champ, e il foggiano del Dauno, Davide Cicchetti.
Domani, nella settima giornata dei Campionati Europei Giovani e Cadetti di Novi Sad 2022 continuano le gare Under 17 con il fioretto maschile e la spada femminile. Per l’Italia in pedana i fiorettisti Mattia De Cristofaro, Matteo Iacomoni, Francesco Spampinato e Andrea Zanardo. Tra le spadiste, invece, saranno impegnate Allegra Cristofoletto, Eleonora Orso, Elisa Treglia e Federica Zogno.
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Ucraina, l’ambasciata italiana si sposta a Leopoli

ROMA (ITALPRESS) – Al termine di una complessa operazione gestita dall’Unità di Crisi della Farnesina in stretto raccordo e con il sostegno operativo dell’intelligence, dopo aver condotto in salvo, fuori dall’Ucraina, tutti i connazionali ospitati nei giorni scorsi in Residenza, l’ambasciatore Pier Francesco Zazo è arrivato a Leopoli dove è stata trasferita la Sede diplomatica italiana in Ucraina.
Da Leopoli, insieme a un nucleo di collaboratori e in stretto contatto con le altre articolazioni italiane presenti, con le Autorità locali e con le Organizzazioni Internazionali, l’ambasciatore continuerà a operare per dare assistenza ai connazionali rimasti in Ucraina, cui si rinnova la raccomandazione a lasciare immediatamente il Paese con i mezzi disponibili.
“Dall’Unità di Crisi del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ci siamo collegati con il nostro Ambasciatore in Ucraina Pier Francesco Zazo – scrive su Facebook il ministro degli Esteri Luigi Di Maio -. E’ stato l’ultimo a lasciare Kiev, dopo aver messo in salvo oltre 100 italiani. A lui e a tutto il personale dell’Ambasciata va il ringraziamento del Governo italiano. Questo è il simbolo di un Sistema Italia che sta funzionando e che, con impegno, continua a dare il massimo in una situazione drammatica. Grazie”. Nel corso della riunione c’è stato un lungo applauso all’ambasciatore Zazo.
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Tensione nella maggioranza sulla riforma del catasto

ROMA (ITALPRESS) – La Commissione Finanze della Camera ha respinto un emendamento depositato dai partiti di centrodestra per stralciare l’articolo 6 della delega fiscale, relativo alla riforma del catasto. Un solo voto di scarto: 23 contrari, 22 favorevoli, nessuno astenuto.
La votazione ha aperto forti tensioni nella maggioranza di governo.
“Il centrodestra ha appena tentato di far cadere il governo Draghi sul riordino del catasto. Non vi è riuscito per un soffio. Abbiamo tenuto. Sembra una fake news, in uno dei giorni più drammatici della nostra storia recente. Purtroppo è una notizia vera. Sono senza parole”, scrive su Twitter il segretario del Pd Enrico Letta.
“Con i costi dell’energia alle stelle e l’inflazione ai massimi storici, in un momento di grande preoccupazione per la guerra alle porte e con il Covid che ancora fa paura, la sinistra impone al governo di aumentare le tasse sulla casa. Non abbiamo parole”, riferiscono fonti di Lega e Forza Italia.
Un “esterrefatto” Matteo Salvini ha chiesto un appuntamento al Presidente del Consiglio Mario Draghi, secondo quanto riferiscono fonti del Carroccio. “Non mi spiego l’insistenza di queste ore sulla revisione del catasto e il conseguente, negativo segnale di un futuro aumento di tasse”, ha spiegato il leader della Lega al premier dopo le tensioni delle ultime ore nella maggioranza. Abbiamo “una folle guerra alle porte dell’Europa, per fermare la quale ti abbiamo dato piena fiducia”, ha aggiunto Salvini per motivare la propria sorpresa. E ha ricordato altri problemi sul tavolo: le bollette, l’inflazione, la crisi economica e sociale alle porte, il Covid e milioni di italiani bloccati dalle restrizioni.
“Incomprensibile il voto odierno di Forza Italia in commissione Finanze alla Camera sul disegno di legge delega per la riforma del sistema fiscale. A ottobre la linea condivisa all’interno del partito era chiara e ha portato all’approvazione del provvedimento in Cdm da parte dei ministri azzurri – commenta Renato Brunetta, ministro per la Pubblica amministrazione -. Confermo la linea: la casa non si tocca, nè ora nè mai. Con la revisione del catasto il contribuente medio non si accorgerà di nulla: l’impegno che il Governo ha preso è che nessuno pagherà di più”.
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Covid, 41.500 nuovi casi e 185 decessi in 24 ore

ROMA (ITALPRESS) – Tornano a crescere, dopo giorni di continua discesa, i casi Covid in Italia. Il numero dei nuovi positivi, secondo il ministero della Salute, è pari a 41.500, in aumento rispetto ai 36.429 del 2 marzo, con 431.312 tamponi processati, e che determina un tasso di positività in aumento del 9,6%. In calo i decessi: 185 (-29).
Gli attualmente positivi, a quota 1.041.462, registrano un calo di 20.148 unità; i guariti nelle ultime 24 ore registrano un numero di 62.551. Calano pure i ricoveri nei reparti ordinari: attualmente sono ospitati 9.599 pazienti (ieri erano 9.954); 654 (-27) i pazienti accolti nelle terapie intensive con 52 nuovi ingressi. In isolamento domiciliare si trovano 1.031.209 persone. Per quanto riguarda le regioni il Lazio è primo per numero di nuovi positivi (4.771), seguito Sicilia da (4.411) e Lombardia (4.386).
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Ucraina, Mulè: “Le sanzioni metteranno in ginocchio la Russia”

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ROMA (ITALPRESS) – Le sanzioni fanno molto male, non fermano i carri armati ma riescono a frenarli fino poi a fermarli. Se la Borsa di Mosca perde il 40% e poi chiude, se le banche russe sono messe in condizioni di non operare, ci sono segnali che ci dicono che si stanno creando le condizioni per un default della Russia. Chi appoggia ed esalta Putin capirà che cosa significa andare contro tutti, sei isolato dal mondo”. Lo ha detto il sottosegretario alla Difesa, Giorgio Mulè, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica “Primo Piano speciale Ucraina” dell’agenzia Italpress.
“Penso che queste sanzioni per la durezza che hanno metteranno in ginocchio la Russia”, ha aggiunto.

“Sono fiero e orgoglioso che il nostro Paese sia al fianco dell’Ucraina, le nostre armi stanno andando in Ucraina nei canali e nei modi previsti”, ha detto Mulè. “Noi attualmente avevamo schierati in Romania, 238 militari, e in Lettonia 150 militari – ha aggiunto -. La Nato ci ha chiesto di tenere pronto a partire un contingente di 4 mila militari, di questi 400 sono già presenti tra Romania e Lettonia, in totale sono 40 mila i militari schierati dalle trenta nazioni Nato, e i nostri soldati sono a difesa del confine dell’Alleanza Atlantica, non andranno in Ucraina, sul teatro di guerra”.

“Le Forze Armate italiane sono pronte in qualsiasi momento ad intervenire, abbiamo una prontezza operativa che ci fa stare tranquilli nell’angoscia del conflitto che stiamo vivendo”, ha sottolineato Mulè.
“Quanto durerà questa guerra? Oggettivamente viene la pelle d’oca a sentire l’ultimo discorso di Putin che continua a parlare di fascisti ucraini – ha aggiunto -. Gli elementi per avere molto ottimismo non ci sono, l’escalation è sempre più alta, quella che doveva essere una guerra lampo si è trasformata in una guerra di posizione”. Il sottosegretario Mulè ha ricordato che “la resistenza ucraina fa perno anche sull’aiuto degli altri Paesi, non è una guerra immediata, sarà una guerra d’assedio con tutte le angosce che si porterà dietro, questo va contro una soluzione immediata della crisi soprattutto avendo ascoltato adesso il discorso di Putin, per nulla conciliante del presidente Putin”.

“E’ angosciante pensare al giorno successivo a questa guerra, non sarà domani ma prima o poi finirà, il popolo ucraino sta dimostrando che in nulla è vicino alle istanze di Putin”, ha spiegato il sottosegretario. “Abbiamo visto la forza, il coraggio, la dignità di un popolo che in nulla si riconosce in quel modello russofono – ha aggiunto -. Mi auguro che questa escalation si fermi presto ma temo che le mire di Putin non si fermeranno all’Ucraina ma vorranno estendersi ai territori limitrofi, primo fra tutti la Moldavia. Temo voglia ricostruire con le armi quello che la storia ha distrutto: l’impero sovietico. Temo che questo alberghi seriamente nella mente di Putin”.

“In Italia abbiamo creato uno stato di emergenza umanitaria per consentire l’accoglienza di tutti coloro che scappano dalla guerra ma è l’Europa che deve istituire la protezione umanitaria”, ha spiegato Mulè. “Ci sono alcuni Paesi che hanno fatto dei distinguo come la Polonia – ha proseguito -. Bisognerà superare le resistenze in Europa sulla protezione umanitaria, la protezione deve essere totale per chiunque scappi dall’Ucraina, non solo per chi è nato là”.

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Energia, Tardino “Urgente rivedere le politiche Ue”

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BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – “Le politiche energetiche adottate dall’UE sino ad oggi, figlie di scelte ideologiche distanti anni luce dalla realtà, stanno facendo emergere tutti i loro limiti alimentando la crisi energetica e il conseguente rincaro delle bollette. Un fenomeno prevedibile che sta mettendo in ginocchio famiglie e imprese con gravi ripercussioni sulle economie nazionali e sui livelli occupazionali”. Così in una nota Annalisa Tardino, europarlamentare siciliana e componente della Commissione ENVI (Ambiente, salute pubblica e sicurezza alimentare). “Fissare l’obiettivo della de-carbonizzazione puntando su energie rinnovabili quali l’eolico e il fotovoltaico, per definizione non programmabili, significa non aver tenuto nella dovuta considerazione i contesti normativi e ambientali degli Stati membri. In Italia, per esempio, secondo dati forniti dal gestore della rete elettrica nazionale Terna, nel 2021 è stato installato un solo gigawatt di energie rinnovabili, a fronte di richieste di autorizzazione formalizzate per impianti eolici e solari sulla terraferma pari a 130 gw e 22,7 gw per pale eoliche da situare in mare”, aggiunge.

“Per centrare l’obiettivo europeo della transizione energetica, l’Italia dovrebbe installare ulteriori 80 gw di energie rinnovabili entro l’anno 2030. Un’impresa resa ardua, per non dire impossibile, non soltanto dalle lungaggini burocratiche (si stimano tempi anche di 5 anni per le autorizzazioni e altri 2 per la realizzazione, col rischio che gli impianti autorizzati siano superati dalle nuove tecnologie), ma soprattutto dalla difficoltà ad individuare aree disponibili in sintonia con le amministrazioni locali – sottolinea Tardino -. A fare da tappo anche il rapporto con le sovrintendenze per gli impianti collocati sui tetti nei centri storici. Ecco perché la proposta di legge della rinsavita Commissione Ue, per l’introduzione di gas e nucleare nel percorso di transizione ecologica avviato, rappresenta una svolta tanto attesa su cui il Parlamento e il Consiglio UE devono adesso recitare un ruolo essenziale affinché si prosegua sulla giusta direzione e non vengano inseriti limitazioni e paletti che di fatto renderebbero di difficile attuazione il ricorso a tali fonti energetiche. In tal senso il Gruppo Id farà da baluardo. Ma è anche il momento che il governo Draghi, come ha sollecitato il leader della Lega Matteo Salvini, sia consequenziale, abbandonando i ‘no’ ideologici imposti da alcune forze politiche e ong, che oltre allo sviluppo energetico hanno paralizzato l’economia circolare da riciclo dei rifiuti”.

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Aeroporto di Palermo, vaccini contro il Covid per i profughi ucraini

PALERMO (ITALPRESS) – La struttura commissariale per la gestione dell’emergenza Covid a Palermo vicina ai cittadini ucraini e al loro dramma. Dal 17 febbraio all’aeroporto internazionale di Palermo Falcone Borsellino, oltre all’area Covid test per i tamponi, è attiva anche una postazione vaccinale, grazie alla collaborazione con Gesap, società di gestione dell’aeroporto.
“Può usufruirne chiunque, di qualunque nazionalità, che debba ancora ricevere le somministrazioni, ma in questo momento il nostro pensiero va in particolare ai cittadini ucraini – dichiara il commissario Covid di Palermo, Renato Costa -. Le nostre aree Covid test e vaccini in aeroporto sono a disposizione di chi scappa dall’orrore della guerra”.
Oltre a medici, infermieri e personale amministrativo della Fiera del Mediterraneo, l’ufficio per la gestione dell’emergenza Covid nella Città metropolitana di Palermo, coordinato da Costa, metterà a disposizione anche un proprio mediatore culturale.
Allo scalo aeroportuale di Palermo i vaccini si effettuano ogni giorno, festivi compresi, dalle 10 alle 17, nella sala arrivi, area check-in C. I tamponi, invece, vengono eseguiti da personale medico della struttura commissariale nell’area Covid test, a circa 700 metri dall’aerostazione.
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