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La presidente del consiglio Damiano alla camminata del Carnevale in rosa

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VENEZIA (ITALPRESS) – La presidente del Consiglio comunale, Ermelinda Damiano, ha partecipato nel pomeriggio di oggi alla camminata di Carnevale in rosa. L’evento, organizzato dalla Municipalità di Favaro Veneto, in collaborazione con la Commissione delle Elette e con numerose associazioni del territorio, rientra nel programma del Marzo Donna, la serie di appuntamenti promossi dal Comune di Venezia, che saranno dedicati per tutto il mese al mondo femminile. Presenti anche la Consigliera comunale Deborah Onisto e i consiglieri della Municipalità di Favaro Veneto Simone Mestriner, Maurizio Gallo e Rosanna Rado. “Faccio un plauso a tutte le donne che sono qui – le parole di Damiano – Oggi è l’ultimo giorno di Carnevale, che quest’anno è stato molto diffuso, sia a Venezia che in terraferma, con numerosi appuntamenti in presenza che ci hanno permesso di ritrovare quella piccola normalità che sentivamo persa. Ma questo è anche il primo giorno del Marzo Donna, che quest’anno prevede oltre 60 iniziative su tanti temi, dalla prevenzione, alla salute, al ruolo della donna nel mondo del lavoro.
Un pensiero, in questa giornata, va a tutte le donne che stanno soffrendo nel mondo, non soltanto in Ucraina ma anche in altri luoghi come ad esempio l’Afghanistan – ha proseguito la presidente del Consiglio – La donna è il perno della società e forse ha anche maggiore sensibilità per certi temi. Venezia ha una storia incredibile di emancipazione femminile, iniziata sin dai tempi della Repubblica Serenissima. Dobbiamo mantenere alto il nome della nostra città”. La passeggiata, lunga circa 4 chilometri, è partita da Piazzale San Benedetto, a Campalto, per poi proseguire attraverso Parco Chiarin, fino a raggiungere la zona del Villaggio Laguna. Successivamente le partecipanti sono entrate in via del Ghebo, arrivando a Punta Passo, nella zona della Darsena. Dopo una breve sosta, hanno ripreso la propria camminata lungo la Laguna, fino al ponticello adiacente il depuratore. Infine sono tornate indietro attraverso Via Vice Brigadiere Scantamburlo.
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Alla Fieragricola di Verona la Pac guarda al futuro

VERONA (ITALPRESS) – Sempre più sostenibile, attenta all’ambiente e al benessere animale, perfettibile, ma orientata a tutelare il reddito degli agricoltori, garantire la sicurezza alimentare e la qualità delle produzioni, affrontare le sfide climatiche e accompagnare l’innovazione e la tecnologia. La Politica agricola comune taglia il traguardo dei primi 60 anni di vita e dalla Gran Guardia di Verona guarda al 2050, in occasione della 115^ edizione di Fieragricola, rassegna internazionale dell’agricoltura con oltre 520 espositori da 11 Paesi, delegazioni da 29 paesi e un’offerta trasversale dedicata a meccanica agricola, zootecnia, energie rinnovabili, vigneto e frutteto, servizi, al via domani a Veronafiere fino a sabato.
Ad inaugurare la manifestazione, oggi, il Summit internazionale ‘Sessant’anni di Politica agricola comune: quali sfide per la Pac? La vision al 2050’. Una giornata di riflessione dedicata alla prima politica di aggregazione dell’Europa unita, in vista della riforma che entrerà in vigore a partire dal prossimo gennaio.
Nella sessione del mattino, moderata dal direttore del TG2, Gennaro Sangiuliano, si sono confrontati istituzioni e big player della meccanica, della zootecnia, delle agro-energie e della chimica.
Oltre al messaggio della presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, sono intervenuti: Maurizio Danese, presidente di Veronafiere; Federico Sboarina, sindaco di Verona; Stefano Patuanelli, ministro delle Politiche agricole; Herbert Dorfmann, deputato del Parlamento europeo; Paolo De Castro, deputato del Parlamento europeo; Maciej Golubiewski, capo di gabinetto della Commissione Agricoltura e Sviluppo rurale della Ue; Pekka Pesonen, segretario generale Copa- Cogeca; Luigi Scordamaglia, Ceo Inalca/Filiera Italia; Manuel Scalzotto, presidente della Provincia di Verona; Federico Caner, assessore all’Agricoltura della Regione Veneto.
‘Con questo evento internazionale dedicato ai primi 60 anni della Pac, la Politica agricola comune, di fatto inauguriamo la 115ª edizione di Fieragricola, la rassegna internazionale dell’agricoltura di Verona – dice Maurizio Danese, presidente di Veronafiere -. Grazie alla Pac abbiamo sostenuto la crescita agricola e alimentare dell’Europa, che è stata indubitabilmente una delle chiavi di volta per costruire la crescita economica e sociale dell’Unione, rafforzando le radici culturali comuni e costruendo una moneta unica per molti Stati membri. Se vogliamo un’Europa più forte, sono convinto che si debba puntare a rafforzare le radici agricole, tenendo presente le necessità del nostro tempo e di un tempo futuro: garantire una produzione di cibo crescente, aumentare le rese in campo e la competitività delle imprese agricole e delle catene di approvvigionamento, contrastare i cambiamenti climatici, tutelare l’ambiente, la biodiversità e il paesaggio, sostenere il ricambio generazionale, sviluppare aree rurali dinamiche, proteggere la qualità dell’alimentazione e della salute, tutti obiettivi che la riforma della Pac che entrerà in vigore dal prossimo gennaio ha in agendà. Secondo Danese ‘dobbiamo su queste premesse guardare avanti, consapevoli che non esiste una Politica agricola comune perfetta per tutti e per sempre, ma ritengo sia impegno delle istituzioni, del mondo agricolo, della scienza e anche di una manifestazione storica e riconosciuta come Fieragricola, che molto ha dato all’agricoltura, cercare di favorire il dialogo, l’innovazione, la crescita e contribuire agli scambi non soltanto commerciali, ma anche culturali. Perchè è responsabilità di tutti noi coltivare la crescita e la pace, per la tutela degli oltre 510 milioni di europei che vivono entro i confini dell’Unione europeà.
Federico Sboarina, sindaco di Verona, sottolinea che ‘Piazza Bra e Fieragricola sono strettamente legate. Qui è partita 124 anni fa e proprio in marzo come oggi. Un ritorno fisico e temporale che quest’anno andava celebrato perchè ricorrono anche i 60 della Pac. Con le Politiche agricole comunitarie l’Europa ha dato prova di saper progettare grandi azioni comuni agli Stati membri per fronteggiare le sfide globali, che nel settore agricolo sono state importanti sia per l’Italia sia per Verona. Agricoltura non è solo attività d’impresa ma anche tradizioni locali e cultura. Oggi celebriamo tutto questo mentre abbiamo intorno un contesto drammatico come quello della tragica invasione dell’Ucraina, un fatto inaccettabile in cui però l’Europa ancora una volta ha reagito in maniera comune. Le nostre generazioni sono cresciute senza conoscere la guerra, ma – evidenzia – non deve restare un nostro previlegio, deve essere una garanzia per tutti i popoli. Questa inaugurazione di Fieragricola è dunque centrale per ribadire questo valore, che sia Pac ma anche Pace e dialogò.
Per Stefano Patuanelli, ministro delle Politiche agricole ‘stavamo uscendo dalla pandemia e ora stiamo precipitando in un conflitto dai confini incerti e con prospettive non facili da prevedere. Nonostante la non positività del momento, l’agricoltura gioca un ruolo strategico; non a caso la Pac è stata elemento di unione dell’Europa fin dalla sua fondazione.
Siamo davanti a una grande sfida che deriva dall’opportunità di rinnovamento delle filiere produttive, in particolare dell’agroalimentare. L’innovazione – spiega – è il cavallo attraverso il quale cavalcare le praterie dell’agricoltura per i prossimi 40 anni. Solo attraverso l’innovazione potremo produrre cibo, garantire sicurezza alimentare a tutte le popolazioni europee nel rispetto dell’ambiente, riducendo gli sprechi energetici e il consumo di fonti non rinnovabili. In questo contest, la Pac è uno strumento fondamentale che deve essere aggiornato costantemente per garantire competitività all’agricolturà. Patuanelli osserva che ‘l’altro tema, oltre all’innovazione, è quello dell’energia che nel settore agricolo può diventare un reddito aggiuntivo per gli imprenditori. Su questo il PNRR prevede ingenti risorse: 1,5 miliardi di euro per l’agrisolare e 1,1 miliardi di euro per l’agrivoltaicò.
Herbert Dorfmann, deputato Parlamento europeo, dice che ‘sessant’anni di Pac non sono solo 60 anni di politica agricola, ma sono 60 anni di Unione Europea, con il ruolo fondamentale di garantire la sicurezza alimentare in un momento in cui ancora si soffriva la fame nel continente. Le sfide del futuro saranno quelle della sostenibilità e dell’intensività oltre che quella di garantire redditività agli agricoltori, perchè senza un’adeguata remunerazione non potremo assicurare quel ricambio generazionale che è necessario per rafforzare il settore primario. Abbiamo un grande problema sulla distribuzione del valore; se penso al mio territorio (l’Alto Adige, ndr) e guardo a quanto vengono pagate le mele, che rappresentano circa il 50% della produzione nazionale di mele biologiche in Italia, noto che – dice ancora – c’è un fallimento di mercato della catena alimentare se le mele costano 1 euro al chilogrammo e poi vengono vendute a Bruxelles a 2,99 euro al chilò.
‘Oggi celebriamo i primi 60 anni della Politica agricola che ha fatto l’Europa, con un contributo a unire quei 10 milioni di agricoltori, che è stato un passaggio cruciale per il nostro continente per assicurare innanzitutto la produzione agricola e la tutela del reddito degli agricoltori, per poi evolversi verso nuove esigenze e nuove sensibilità che oggi sono di tipo ambientale, sociale, di benessere animalè, sottolinea Paolo De Castro, deputato Parlamento europeo. ‘La nuova Pac che entrerà in vigore dal 1° gennaio 2023 rappresenta una sintesi della dimensione ambientale, economica e sociale, anche attraverso una maggiore responsabilizzazione degli Stati membri attraverso il Piano strategico nazionale. L’Italia – argomenta – può contare su un’agricoltura che per molti aspetti è più avanti rispetto al resto dell’Europa per qualità, specificità, valore aggiunto, per indicazioni geografiche, ma anche per il minore impatto della chimica e per l’agricoltura biologica che è fra le più dinamiche del continente. Abbiamo una sfida davanti: cercare di riannodare i fili nel rapporto con la società. L’agricoltura deve essere considerata di più protagonista delle grandi sfide, perchè ha i numeri e la forza per dare risposte. Anche dal punto di vista energetico, con la crisi ucraina che ha messo in luce la fragilità dell’Europa e in particolare dell’Italia su questo fronte, ritengo che l’agricoltura possa ancora una volta giocare un ruolo straordinario per applicare le tecnologie ed essere autosufficienti dal punto di vista energeticò.
Per Maciej Golubiewski, capo di gabinetto della Commissione Agricoltura e Sviluppo rurale della Ue, ‘è grazie agli agricoltori se oggi abbiamo raggiunto la sicurezza alimentare ed è importante riconoscere il valore degli agricoltori e il ruolo centrale della Politica agricola comune. Oggi ci troviamo di fronte nuove sfide, come quella legata ai cambiamenti climatici, ma come ha ricordato la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, la parte più significativa è la resilienza, per rendere le aziende agricole più resistenti alla crisi. In questo contesto diventare più sostenibili automaticamente ci rende anche più resilienti, perchè dobbiamo coltivare in maniera responsabile La nuova Pac, che entrerà in vigore con il prossimo anno, aiuta a prestare attenzione ai mercati locali e a focalizzarsi sull’agricoltura dei nostri paesi, per avere allo stesso tempo produttività e qualità, senza rinunciare alla sostenibilità. L’Italia in questo ha grandi opportunità, perchè è responsabile del 18% del valore aggiunto dell’agricoltura europeà.
Secondo Pekka Pesonen, segretario generale Copa-Cogeca, ‘dobbiamo guardare avanti e dobbiamo investire a livello europeo in infrastrutture che rendono disponibili le informazioni agli agricoltori. Dobbiamo ribadire l’impoirtanza della transizione ecologia e modificare il modo di pensare, tenendo però sempre presente la transizione sociale ed economica, riconoscendo il ruolo delle produzioni locali di qualità e dell’agricoltura a conduzione familiare, che è un modello dinamico e non immutabile nel tempo. Solo coniugando la transizione ecologica e la transizione economica e sociale potremo garantire un futuro ai giovani in agricolturà.
Luigi Scordamaglia, Ceo Inalca/Filiera Italia, aggiunge che ‘la crisi Ucraina-Russia ci ha presentato il nostro paese nudo, completamente sprovvisto di una politica energetica, perchè negli ultimi 20 anni abbiamo sistematicamente creduto che bastasse non trivellare, non aprire le tap, non aprire i gasdotti, non fare i rigassificatori e affidarsi completamente a un approvvigionamento esterno di energia. Risultato: siamo totalmente dipendenti dall’estero e scopriamo che non è così facile cambiare. La stessa cosa sta accadendo per la produzione agroalimentare. Oggi vediamo che quell’area di mondo che controlla un terzo della produzione di grano, il 20% del mais e l’80% dell’olio di girasole mette in crisi il sistema di food security globale, fa aumentare i prezzi che esplodono anche a casa nostra dove abbiamo trascurato il concetto di sicurezza e sovranità alimentare. Nell’agroalimentare non possiamo fare lo stesso errore che abbiamo fatto con Russia sull’energia. La Pac – spiega – è stato uno strumento fondamentale e lo sarà ancora di più in futuro; l’aver messo la filiera al centro della Politica agricola comune è fondamentale. Nel PNRR abbiamo 1,2 miliardi di euro per le filiere e 1,92 miliardi di euro per il biogas che è la vera risposta per l’austerity dei paesi. Ma non è sufficiente se poi il 91% dei programmi di investimento di biogas presentati nel 2017 sono fermi in attesa di autorizzazioni. La burocrazia può vanificare tuttò.
Secondo Manuel Scalzotto, presidente della Provincia, ‘per un uomo di cultura veneta l’agricoltura è parte della propria identità. L’agricoltura non è solo elemento alimentare, economico, ma è anche un valore culturale, un modo di vivere, sempre più nella qualità’.
Federico Caner, assessore all’Agricoltura della Regione Veneto, evidenzia che ‘offrire una vision della Politica agricola comune al 2050 significa già, oggi, condividere strategie tra tutti i protagonisti del settore, dalle istituzioni alle imprese e alla società civile, per puntare a un traguardo verde. Cioè a un’Europa più verde, più sostenibile, più biologica, più rispettosa dell’ambiente, attenta alla crescente esigenza di sicurezza alimentare a livello mondiale e alle dinamiche legate ai cambiamenti climatici, allo sviluppo rurale, al benessere animale e alla lotta all’antibiotico-resistenza. In questo senso – conclude – è necessario garantire un impegno comune che aiuti a superare le distorsioni commerciali e quelle determinate da barriere non tariffarie, contrastare la speculazione finanziaria sulle derrate agricole e favorire la creazione di un sistema globale che, in condizioni di reciprocità tra gli Stati, converga verso gli obiettivi della sicurezza e della salubrità alimentarè.
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Italiano “Dobbiamo affrontare la Juve da squadra vera”

FIRENZE (ITALPRESS) – “Qualsiasi formazione manderà in campo Allegri, noi sappiamo che domani dobbiamo cercare di essere squadra vera e affrontare la Juve da squadra vera, perchè è una partita che si gioca in 180 minuti. Quindi, serve grande maturità. La preparazione è iniziata dopo la partita di Sassuolo, speravo di cominciarla con un umore diverso, mi dispiace per la sconfitta ma forse essere più arrabbiato mi ha fatto arrivare più concentrato e attento su tutto quel che abbiamo dovuto preparare in vista di domani”. Lo ha detto il tecnico viola Vincenzo Italiano, alla vigilia della gara di andata della semifinale di Coppa Italia fra Fiorentina e Juventus, in programma allo stadio “Franchi”. “So quanto è importante la gara per la città, ma è importante anche per noi – ha aggiunto Italiano -. Siamo in una una competizione in cui tutti quelli che arrivano in semifinale poi alla fine cercano di ottenere qualcosa di importante. Sappiamo che domani dobbiamo affrontarla da squadra matura, da squadra che deve cercare, soprattutto nella prima partita, di essere molto attenta a tutte le situazioni”.
I viola ritroveranno un ex come Vlahovic: “Non fa parte della preparazione della partita e delle mie preoccupazioni. Mi auguro che lo stadio, come ho sempre detto e come ha sempre fatto, spinga noi per cercare di ottenere un risultato positivo – ha concluso Italiano -. Qui quando la gente vuole diventa il dodicesimo e tredicesimo uomo, quindi io ho bisogno dei tifosi per cercare di trascinare i ragazzi e anche me, perchè quando il clima qui diventa caldo è bellissimo. Domani mi aspetto solo ciò”.
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Pubblico impiego, Colombi “Elezioni Rsu segnale di fiducia e democrazia”

ROMA (ITALPRESS) – Dal 5 al 7 aprile si voterà per il rinnovo delle Rappresentanze sindacali unitarie (Rsu) del pubblico impiego. Un appuntamento molto sentito per il mondo sindacale e i lavoratori. “Credo che le elezioni Rsu diano un segnale e abbiano un significato di civiltà, di fiducia e di democrazia”, spiega in un’intervista all’Italpress Sandro Colombi, segretario generale della Uil Pubblica Amministrazione.
“Di fiducia perchè i lavoratori vengono eletti dai propri colleghi, di civiltà perché portano sui posti di lavoro delle elezioni democratiche, tutto questo è decisamente importante, ed è una cosa da implementare”, ha aggiunto.
Colombi ha ricordato che “Uilpa si sta attrezzando, credo nel migliore dei modi. Abbiamo diffuso su tutti i territori le informazioni, abbiamo stimolato tutte le nostre strutture territoriali facendo presente che c’è un’importanza vitale in queste elezioni, ci giochiamo un pezzo della nostra credibilità e anche un pezzo del futuro – ha aggiunto -. Credo che i territori, ormai rodati nelle varie tornate elettorali, abbiano capito e stanno rispondendo in maniera brillante”.
Sono 24 anni che si tengono queste elezioni, con una grande partecipazione al voto: “Credo che i lavoratori italiani, nel momento in cui sono sottoposti ad una prova rispondono, e da 24 anni c’è la certificazione che il sindacato sui posti di lavoro è straordinariamente presente, da quando sono nate le Rsu la rappresentatività sindacale di chi presenta le liste non è mai scesa sotto l’85% – ha concluso Colombi -. Stiamo parlando del sistema proporzionale, la massima espressione della democrazia. Questo dimostra la necessità di avere il sindacato sui posti di lavoro che traduca le esigenze dei lavoratori: se aumenta la qualità della vita sui posti di lavoro si riesce a dare un miglior servizio a cittadini e utenti”.
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Climate change, la paura della siccità ispira gli scrittori emergenti

MILANO (ITALPRESS) – Dodici scrittori emergenti e altrettanti racconti, molti dei quali hanno per tema proprio la siccità e i danni prodotti dal cambiamento climatico, e che diventeranno, questa primavera, un libro antologia pubblicato da DeA Planeta Libri. E’ l’esito del concorso letterario The Source, promosso da Gruppo CAP e realizzato in collaborazione con Libromania, al quale hanno partecipato ben 134 scrittori o aspiranti tali che si sono misurati con il genere della cosiddetta climate fiction, filone della fantascienza che affronta il grande tema del cambiamento climatico attraverso la narrazione di un mondo futuro che fa drammaticamente i conti con i danni prodotti dall’uomo sull’ambiente.
Il progetto The Source ha preso spunto dal podcast omonimo, rilasciato la scorsa estate e ancora disponibile gratuitamente su tutte le più importanti piattaforme, che racconta gli effetti e le conseguenze dei cambiamenti climatici in un’Italia che per 15 anni ha ignorato gli allarmi degli scienziati, ritrovandosi all’improvviso vittima della prima crisi idrica della storia.
Il concorso letterario, partito a settembre 2021, ha visto la partecipazione di 134 tra scrittori emergenti ed esordienti che hanno accettato di misurarsi con un genere, quello della climate fiction, che ha ispirato, tra gli altri, autori come James G. Ballard, Ian McEwan, Margaret Atwood e Cormac McCarthy.
Tra i racconti prescelti spicca la presenza di quello scritto da un esordiente, Mario Izzi, romano ma residente a Collecchio, che a maggio compirà 78 anni.
Quello dei cambiamenti climatici è un tema che costituisce oggi la grande priorità nelle agende dei governi e delle principali istituzioni internazionali. Lo scioglimento dei ghiacci, la crescita del livello degli oceani, i fenomeni di siccità e in genere i fenomeni meteorologici estremi sono sempre più frequenti e diffusi.
Nel nord-ovest dell’Italia e in Spagna non piove da quasi due mesi. Uno studio del Cnr ha recentemente rivelato come sull’intero arco alpino l’anno in corso sia il terzo in assoluto per scarsità di accumuli nevosi. Secondo Arpa, il manto sulle montagne lombarde è attualmente circa il 70% sotto la media, mentre il totale della riserva idrica invasata nei grandi laghi risulta del 54% inferiore.
La situazione è ancora più estrema e grave nell’Africa occidentale. Secondo l’agenzia Onu World Food Programme (Wfp) in Kenya, Somalia ed Etiopia circa 13 milioni di persone stanno attraversando la crisi idrica più grave dal 1981 a questa parte.
The Source è solo l’ultima delle tante iniziative di sensibilizzazione sui temi ambientali ideate da Gruppo CAP. Nel 2020 l’azienda pubblica ha promosso l’operazione Let’s Green!, iniziativa nata con l’intento di premiare le buone pratiche di sostenibilità di cittadini e associazioni eleggendo i Comuni più green della Città Metropolitana di Milano.
Ecco i nomi dei vincitori: Enrico Beccastrini, Luigi Calisi, Apolae, Assunta Decorato, Luca Fasolato, Emanuele Finardi, Chiara Forlani, Mario Izzi, Maria Cristina Murolo, Nicola Vincenzo Pagan, Alessio Salvati, Stefano Tevini.
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Ucraina, il Senato approva la risoluzione congiunta maggioranza-Fdi

ROMA (ITALPRESS) – L’Aula del Senato ha approvato la risoluzione di maggioranza e di Fratelli d’Italia sulle comunicazioni del presidente del Consiglio, Mario Draghi, sulla guerra in Ucraina. I voti favorevoli sono stati 244, i contrari 13 e gli astenuti 3. Le altre risoluzioni sono state bocciate.
Il testo approvato impegna il Governo a “esigere dalle Autorità russe l’immediata cessazione delle operazioni belliche e il ritiro di tutte le forze militari che illegittimamente occupano il suolo ucraino, ripristinando il rispetto della piena sovranità e integrità territoriale dell’Ucraina; sostenere ogni iniziativa multilaterale e bilaterale utile ad una de-escalation militare e alla ripresa di un percorso negoziale tra Kiev e Mosca, anche raccogliendo la disponibilità della Santa Sede a svolgere un’opera di mediazione; assicurare sostegno e solidarietà al popolo ucraino e alle sue istituzioni attivando, con le modalità più rapide e tempestive, tutte le azioni necessarie a fornire assistenza umanitaria, finanziaria, economica e di qualsiasi altra natura, nonchè – tenendo costantemente informato il Parlamento e in modo coordinato con gli altri Paesi europei e alleati – la cessione di apparati e strumenti militari che consentano all’Ucraina di esercitare il diritto alla legittima difesa e di proteggere la sua popolazione; raccogliere l’aspirazione europea dell’Ucraina, rafforzando in ogni campo la cooperazione UE-Ucraina; attivare un programma straordinario di accoglienza dei profughi ucraini, coinvolgendo enti locali e associazionismo, semplificando le procedure per il riconoscimento dello status di rifugiato, applicando la direttiva europea sulla protezione temporanea e sostenendo le iniziative della UE per una accoglienza solidale e condivisa; attivare programmi umanitari per la popolazione ucraina e semplificare le procedure di utilizzo dei fondi erogati; sostenere in sede europea la ulteriore sospensione del Patto di stabilità e la istituzione di un fondo europeo compensativo per gli Stati maggiormente penalizzati dalle sanzioni; provvedere a misure di sostegno alle imprese per i maggiori oneri derivanti dalla applicazione di sanzioni, nonchè la promozione di accesso a nuovi mercati verso cui indirizzare esportazioni e investimenti non allocabili sul mercato russo; attivare strategie di diversificazione degli approvvigionamenti energetici, di investimento sulle energie rinnovabili e di utilizzo delle sorgenti di energia del Paese, e concorrendo alle decisioni dell’UE nella direzione dell’Unione dell’energia; attivare le misure necessarie a preservare le infrastrutture strategiche del Paese da eventuali attacchi informatici o di altra natura, anche tenendo conto delle indicazioni contenute nelle Relazioni del Copasir alle Camere; sostenere l’urgenza di un netto rafforzamento della Politica estera e di sicurezza comune europea, anche attivando le riforme procedurali necessarie; mantenere uno stretto e permanente coordinamento con i Paesi del G7, dell’Alleanza Atlantica e dell’Unione europea, condividendo iniziative a supporto dell’Ucraina e contromisure efficaci e sostenibili, incluse sanzioni, all’aggressione russa”.
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Ucraina, Di Maio “Isolare la Russia con sanzioni sempre più severe”

ROMA (ITALPRESS) – “Nella città ucraina di Kharkiv l’esercito russo sta bombardando senza fare distinzione tra obiettivi militari e civili, distruggendo edifici residenziali e causando la morte di donne e bambini innocenti. Violando brutalmente il diritto internazionale”. Lo scrive su Facebook il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, pubblicando un video dell’attacco russo a Kharkiv.
“Stanno morendo tanti cittadini europei, strappati alla vita da una guerra che non può farci girare dall’altro lato – aggiunge -.
Il responsabile di tutto ciò è Vladimir Putin. E mentre si tengono negoziati, il governo russo continua a bombardare civili inermi e senza colpe. Continuiamo a lavorare a una soluzione pacifica e allo stesso tempo, di fronte a tutto questo, dobbiamo raggiungere l’obiettivo di isolare la Russia con sanzioni sempre più severe”.
“Nelle scorse ore ho sentito il mio omologo ucraino Dmytro Kuleba per fare il punto sullo stato dei tavoli di negoziazione con i russi e per esprimere la solidarietà dell’Italia all’eroico popolo ucraino, che continueremo a sostenere concretamente”, conclude Di Maio.
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Convoglio militare russo in marcia verso Kiev, a Kharkiv attaccato il centro

KIEV (UCRAINA) (ITALPRESS) – Sotto attacco la città ucraina di Kharkiv. In base ad alcune immagini diffuse sul web, si registrano esplosioni nelle zone del centro.
“Barbaro missile russo colpisce la centrale Piazza della Libertà e i quartieri residenziali di Kharkiv”, ha scritto in un tweet Dmytro Kuleba, ministro degli esteri ucraino, pubblicando anche un video degli attacchi.
Secondo Kiev Independent, c’è stata un’esplosione proprio davanti al quartier generale del governo regionale.

Alcune immagini satellitari mostrano un convoglio militare russo nei pressi di Kiev lungo più di 40 miglia, oltre 60 chilometri, come riferito dalla Cnn. Il convoglio si estenderebbe dalla base aerea di Antonov, a nord di Pribyrsk, vicino al confine con la Bielorussia. A Kiev, quindi, la situazione resta “difficile” e “tesa”, come spiegato dal sindaco della capitale, Vitali Klitschko. “I civili che rimarranno in città durante il coprifuoco senza un permesso speciale – aveva spiegato Klitschko su Facebook – saranno considerati membri di gruppi di sabotaggio nemici”. Intanto, nella notte, è suonata l’allerta. A Kiev e in altre città ucraine, infatti, si udivano sirene antiaeree. Secondo Kiev Independent, gli allarmi hanno avvisato i cittadini non solo della capitale ma anche di altre località come Rivne, Volyn, Ternopil, Uman, Cherkasy e Vinnytsia.
L’esercito russo ha istituito posti di blocco alle porte di Kherson, città situata nell’Ucraina meridionale. Lo ha fatto sapere su Facebook il sindaco della città, Igor Kolykhayev, secondo cui però “Kherson è ancora ucraina”.
Inoltre, almeno 70 soldati sarebbero stati uccisi domenica in un attacco di artiglieria russa contro una base militare a Okhtyrka, nella regione di Sumy, secondo quanto riportato dalla Bbc e in base a quanto affermato anche dal parlamento del paese, che in un tweet ha richiamato “eterna gloria agli eroi dell’Ucraina”.

Nel frattempo è stata consegnata la domanda di adesione del Paese all’Unione europea, firmata dal presidente Zelensky. “La domanda è registrata – ha twittato il capo missione ucraino presso l’UE, Vsevolod Chentsov -, il processo è stato avviato”.
Prosegue anche la risposta internazionale. “Chiediamo alla Russia di ritirare immediatamente le sue truppe”, ha affermato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen in un tweet in cui ha spiegato di stare “coordinando da vicino” la risposta internazionale alla crisi dell’Ucraina con il presidente degli Stati Uniti Joe Biden, l’Unione europea, il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg e altri leader. “Continuiamo a stare al fianco dell’Ucraina con un supporto immediato ed efficace”, ha aggiunto Von der Leyen.
Sul piano umanitario, però, la situazione resta critica. “Ci sono 520.000 rifugiati dall’Ucraina nei paesi vicini” e questa cifra sta crescendo “esponenzialmente, ora dopo ora”, ha detto Filippo Grandi, alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati, parlando al Consiglio di sicurezza dell’Onu. In base ai numeri presentati da Grandi ci sarebbero, quindi, oltre 280 mila persone fuggite in Polonia, 94 mila in Ungheria, quasi 40 mila in Moldavia, 34 mila in Romania, 30 mila in Slovacchia e decine di migliaia in altri paesi.

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