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Pari senza reti al ‘Ferraris’ tra Genoa e Inter

GENOVA (ITALPRESS) – L’Inter ‘imità il Milan e sbatte anche al ‘Ferraris’ contro il Genoa. Nella battaglia contro il Grifone, i nerazzurri non vanno oltre lo 0-0 e restano a -2 dai rossoneri, pur con una partita da recuperare (quella col Bologna) e con la possibilità di riprendersi la vetta. Può sorridere invece la squadra di Blessin, al quinto pareggio consecutivo dal momento del suo approdo a Genova, che sembra aver ridato quantomeno solidità a una squadra che fa ancora fatica a trovare la via della rete. Con una posta in palio importante per i rispettivi obiettivi, entrambe le squadre partono fin da subito e le occasioni non mancano nel primo quarto d’ora. A Perisic e Calhanoglu rispondono Portanova e soprattutto Melegoni che, con una strana traiettoria, per poco non beffa Handanovic. Il finale del primo tempo è ancora di marca prevalentemente nerazzurra, ma Sirigu riesce a mantenere la porta inviolata sino al duplice fischio di Chiffi, che opta per un arbitraggio ‘europeò e lascia correre parecchio favorendo la grande intensità in campo. La partita, pur senza reti, resta viva anche in avvio di ripresa. Il Grifone è sfortunato in difesa perdendo in pochi minuti sia Maksimovic che il subentrato Cambiaso, ma la traversa salva gli uomini di Blessin sul colpo di testa di D’Ambrosio su calcio d’angolo. Il Genoa cambia il terminale offensivo (Kallon al posto di Yeboah) nella speranza di sfatare il tabù che vede i rossoblù a secco contro l’Inter nelle sette precedenti sfide (in cui ha subito anche 25 gol), Inzaghi vuole evitare la seconda partita senza gol segnati – che in campionato non accadeva dal 2019 – e allora fuori uno spento Sanchez per Lautaro Martinez, e negli ultimi minuti anche il fischiatissimo ex Caicedo. Ma il Genoa resiste e ferma la corazzata nerazzurra, che continua a far fatica con due soli punti conquistati nelle ultime quattro giornate.
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Toscana, Palazzo Pegaso illuminato di giallo e blu per l’Ucraina

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FIRENZE (ITALPRESS) – Il Consiglio regionale della Toscana è convocato d’urgenza martedì 1 marzo alle 9.30 per una seduta straordinaria “sulla grave situazione dell’Ucraina in seguito all’aggressione militare russa”. “Abbiamo deciso di promuovere, insieme a tutti i capigruppo delle forze politiche presenti in Consiglio regionale, un momento di riflessione alla luce dei fatti drammatici avvenuti nelle ultime ore in Ucraina – dice il presidente dell’Assemblea toscana, Antonio Mazzeo –. L’obiettivo è quello di confrontarci in aula, apertamente, e produrre un documento unitario in cui il Consiglio, tutto insieme e a una sola voce, esprime la propria contrarietà alla guerra e alla risoluzione armata dei conflitti”.
Da questa sera, intanto, la facciata del palazzo del Pegaso sarà illuminato dei colori della bandiera dell’Ucraina, il giallo e il blu, a simboleggiare la solidarietà al popolo ucraino.
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Isola “Soddisfatti di queste tre giornate di test”

ROMA (ITALPRESS) – “Possiamo ritenerci soddisfatti di come si sono svolte queste tre giornate di testing che, è bene ricordarlo, hanno rappresentato anche il debutto assoluto dei 18 pollici con le nuove vetture, dato che tutto lo sviluppo dei nuovi pneumatici finora è stato effettuato utilizzando esclusivamente mule car”. Così Mario Isola, direttore Motorsport Pirelli, dopo i tre giorni di test di Formula 1 a Barcellona. “Il lavoro di team e piloti si è concentrato sul prendere confidenza con le nuove monoposto e sulla ricerca del miglior set up, quindi qualsiasi considerazione relativa al gap tra mescole e al degrado è prematura – ha sottolineato Isola – Questo spiega perchè le mescole C2 e C3, quelle centrali della gamma che vengono solitamente utilizzate qui a Montmelò, siano state le più usate rispetto alle altre. Puntare a realizzare il miglior tempo sul giro non era ovviamente l’obiettivo di questo test, ma abbiamo comunque visto dei tempi molto interessanti. Siamo a circa 1 secondo dal giro veloce di gara realizzato nel 2021 e questo ci fa supporre che il divario prestazionale rispetto alle precedenti vetture possa essere colmato prima di fine stagione”.
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Milan frena ancora, 1-1 a San Siro contro Udinese

MILANO (ITALPRESS) – Dopo lo stop esterno contro la Salernitana, il Milan frena ancora nella corsa scudetto. A San Siro è l’Udinese a fermare la squadra di Pioli sull’1-1: al vantaggio di Leao, risponde Udogie e i rossoneri non vanno oltre i 57 punti in classifica. Secondo punto consecutivo per i friulani dopo il pari con la Lazio. Cioffi schiera l’ex Deulofeu con Beto, ma non rischia dal 1′ il recuperato Pereyra. Pioli deve fare a meno dello squalificato Bennacer e in attacco conferma la fiducia a Giroud. La rete dell’1-0 però è del solito Leao: al 28′ assist di Tonali, il portoghese vince il duello fisico con Becao e batte Silvestri. E’ l’ottavo gol stagionale in Serie A di Leao che per la quinta volta stagionale ha sbloccato il risultato in campionato. Nella ripresa l’Udinese protesta: contatto tra Tomori e Beto che reclama un rigore. L’arbitro e il var non intervengono. Cioffi corre ai ripari: dentro Udogie e Pereyra, fuori Makengo e Zeegelaar. Più qualità per i friulani che iniziano ad occupare con più continuità la metà campo del Milan. Al 59′ ci prova Arslan con un destro ad incrociare che sfiora il palo alla sinistra di Maignan. Ma il pareggio dell’Udinese è solo rinviato ed è merito dei due cambi di Cioffi. Al 66′ rovesciata di Pereyra e tocco vincente sotto porta di Udogie: il Milan protesta, ma il var non ravvisa falli di mano. Si tratta del nono gol con calciatori subentrati per l’Udinese che è primo in questa speciale classifica.Il Milan reagisce: Brahim Diaz scodella per Leao che salta Silvestri ma non Marì che di testa salva il risultato. Poco dopo altre due chance: prima per Romagnoli che viene murato da Silvestri, poi per Leao che al momento del tiro è chiuso da Becao. Pioli manda in campo Maldini, ma è la carta della disperazione per un Milan stanco, poco lucido e che rischia la beffa finale: nel recupero Maignan salva sul tiro da fuori di Deulofeu.
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Ucraina, Draghi “L’Italia pronta a fare la sua parte”

ROMA (ITALPRESS) – “Abbiamo condannato con la massima fermezza l’attacco di una brutalità ingiustificata della Russia all’Ucraina. Il comportamento russo è la più grave minaccia alla sicurezza euro-atlantica da decenni e soprattutto alla nostra democrazia e libertà. La nostra unità è e sarà sempre la risposta più forte. Manteniamo una posizione coesa e decisa.
L’Italia è uno dei più importanti contributori di truppe alle operazioni NATO. Siamo pronti a fare la nostra parte, come sempre, per mettere a disposizione le forze necessarie. La reazione deve essere determinata per evitare qualsiasi ambiguità”. Lo ha detto il premier Mario Draghi, nel suo intervento in videoconferenza al vertice Nato sulla guerra in Ucraina.
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Nesci incontra Luzi “I carabinieri garanzia di sicurezza”

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ROMA (ITALPRESS) – “Grazie alle Forze dell’ordine per il lavoro che svolgono ogni giorno, garantendo la nostra sicurezza e la cooperazione internazionale. Ho voluto incontrare il generale Teo Luzi, Comandante generale dei Carabinieri, per portare il saluto delle istituzioni a tutte le donne e gli uomini dell’Arma quotidianamente impegnati in difesa della legalità. Da oltre 200 anni i Carabinieri sono parte integrante dell’identità del Paese, custodi della nostra comunità e strumento di iniziative pacifiche e umanitarie nel mondo”. Lo scrive su Facebook la sottosegretaria per il Sud e la Coesione Territoriale, Dalila Nesci.
“Ovunque presente sul territorio italiano, e attiva negli scenari internazionali con oltre 700 unità, con la sua determinazione e professionalità l’Arma dei Carabinieri è una garanzia per la sicurezza dei cittadini in Italia e all’estero, impegnata in prima linea anche per la crisi in Ucraina. Grazie di cuore ai Carabinieri, nei secoli fedeli”, conclude Nesci.
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11 spadiste azzurre in gara a Sochi, clima difficile

SOCHI (RUSSIA) (ITALPRESS) – E’ iniziata oggi a Sochi la tappa di Coppa del Mondo dedicata alla spada femminile, che proseguirà domani con undici azzurre al via del tabellone principale. Una gara inevitabilmente diversa da tutte le altre, in un clima che è improvvisamente mutato per il precipitare del conflitto in Ucraina proprio il giorno seguente all’arrivo nella città russa delle delegazioni partecipanti, compresa quella italiana. Competizione dai numeri ridotti rispetto ad altre tappe del circuito iridato, che vede le azzurre, al pari delle colleghe degli altri paesi in gara, concentrate sulla pedana, con tutte le difficoltà del caso in giornate in cui tutto il mondo è in ansia per l’evoluzione delle vicende internazionali. In casa Italia a Federica Isola, Rossella Fiamingo e Giulia Rizzi, che erano già qualificate di diritto alla giornata clou della prova individuale grazie alla loro posizione nel ranking, si sono aggiunte infatti anche Alberta Santuccio, Beatrice Cagnin, Alessandra Bozza, Alice Clerici, Nicol Foietta, Roberta Marzani, Elena Ferracuti e Marta Ferrari. Unica azzurra eliminata nel tabellone preliminare dei 64 è stata Gaia Traditi, che ha dovuto sfidare la compagna di nazionale Alice Clerici ed è stata sconfitta col punteggio di 15-11. Domani gli assalti del tabellone principale inizieranno alle 11 (le 9 in Italia). Nel tabellone dei 64 Federica Isola e Alberta Santuccio incontreranno le tedesche Gala Hess Sancho e Nadine Stahlberg, Rossella Fiamingo sfiderà la giapponese Yume Kuroki, Giulia Rizzi dovrà affrontare il derby contro Marta Ferrari, Beatrice Cagnin sarà opposta alla svizzera Angela Krieger, Roberta Marzani se la vedrà con l’estone Kristina Kuus, Elena Ferracuti e Alice Clerici saranno opposte rispettivamente alla testa di serie della gara Injeong Choi e all’altra coreana Sera Song, mentre Alessandra Bozza affronterà la georgiana Arina Korneeva.
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Ucraina, Poletti: “Non è detto che sia una guerra lampo”. Durigon: “Attacco contro ogni logica”

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ROMA (ITALPRESS) – “L’invasione dell’Ucraina da parte della Russia è un atto da condannare in modo fermo, va contro ogni logica. I due anni di Covid che abbiamo vissuto hanno avuto un peso drammatico dal punto di vista economico. Il rimbalzo del Pil è un’iniezione di positività però al tempo stesso non possiamo non considerare che le sanzioni inflitte alla Russia rappresenteranno un grave aumento delle bollette per imprese e famiglie. Serve un altro scostamento”. Così Claudio Durigon, deputato della Lega, intervistato da Claudio Brachino per lo speciale Primo Piano dell’agenzia Italpress sulla guerra in Ucraina. “Già oggi si possono prevedere le ricadute della guerra in atto, a partire dall’aumento del costo delle materie prime, serve un innesto forte come ha detto Salvini. Una cifra non è ponderabile attualmente ma serve iniettare risorse perché l’effetto Putin, al di là delle sanzioni, può essere drammatico sulla nostra economia”, ha aggiunto Durigon.
“Oggi abbiamo dato pieno mandato al Presidente Draghi per gestire questa fase complicata e trovi soluzioni adeguate insieme all’Europa per risolvere la crisi in Ucraina. Speriamo che la guerra si fermi presto per ripartire con il processo diplomatico”, ha sottolineato l’esponente della Lega.
“Questa situazione triste e difficile farà capire all’Italia quanto sia necessario essere autosufficienti, il Paese deve cambiare, basta dire no, serve più sì per far andare bene le cose. Il settore energetico è predominante, fondamentale per mandare avanti il lavoro. Il momento è drammatico ma lo affronteremo insieme perché il Governo è unito e al fianco del Presidente Draghi siamo più forti”, ha aggiunto Durigon.
“In Ucraina la possibilità che non sia una guerra lampo è reale. Se non sarà una guerra lampo, non dico che noi saremmo costretti a intervenire con gli scarponi sul campo, ma a sostenere i gruppi di resistenza sì, però bisogna vedere come reagisce l’opinione pubblica russa. L’effetto combinato di sanzioni e problemi di prolungamento dell’intervento con morti e altro potrebbero mettere in crisi il sistema di Putin”, ha spiegato Paolo Poletti, vicepresidente di Digimetrica ed esperto di cyber security, ospite dello stesso speciale.
“Putin ha una sua non condivisibile linearità, da quando è diventato leader della Russia dal 2000 ha seguito una deriva illiberale e di tipo autoritario tacitando ogni tipo di opposizione nella convinzione che la dialettica democratica avrebbe fatto male all’interno del Paese stesso – ha aggiunto Poletti -. Il corollario è stato una concessione quasi maniacale della sicurezza del Paese, condizionata al fatto di avere Paesi cuscinetto a protezione e con sistemi di governo favorevoli alla Russia e chi di fatto costituissero quello che era il vecchio confine dell’Unione Sovietica. Ha questa idea maniacale della sicurezza, confini della vecchia Russia che non possono essere ripristinati, ma attraverso Stati satelliti andrà avanti fino a quando non realizzerà questo disegno”.
“Non ci sono più i servizi segreti che fanno atti di spionaggio, gli attacchi cyber li fanno fare a grandi organizzazioni che a loro volta si avvalgono di piccoli gruppi appaltatori che diffondono le armi cibernetiche – ha proseguito -. Le armi cibernetiche fondamentalmente sono due: i malware ovvero i virus, e i ransomware cioè i virus che bloccano i dati, impediscono l’accesso e chiedono un riscatto. Oggi con la crisi ucraina abbiamo visto malware che distruggono i dati così da non poterli riutilizzare”.
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